La nuova edizione dell’antologia poetica di EIP Italia in occasione della Cerimonia di premiazione del 54° Concorso Nazionale EIP Italia
Sono particolarmente felice di poter introdurre la trentaseiesima edizione di questa Antologia, che l’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace ETS promuove con orgoglio e costanza in occasione del Premio “EIP Poesia giovane Michele Cossu”, una delle sezioni del Concorso Nazionale, giunto alla sua cinquantaquattresima edizione nel 2026. Sono numeri importanti che testimoniano la dedizione di tante persone, a cui va la mia personale gratitudine e, soprattutto, la vitalità di docenti e studenti della scuola italiana, che non smettono di cercare strade per conoscere e raccontare.
All’origine del Premio c’è il desiderio della memoria. Dopo la prematura scomparsa del loro figlio Michele, due genitori scoprono la sua passione per la poesia e hanno l’occasione di pubblicare i suoi versi (Michele Cossu, Poesie, 1988). Con la collaborazione della sua scuola e della nostra Associazione nasce l’idea di valorizzare la produzione poetica dei giovani studenti e si avvia la pubblicazione della collana Poesia come pace. Per questo motivo l’antologia si apre sempre con le parole di Michele.
Nel tempo il Premio si è arricchito di ulteriori riferimenti. Da una parte il tema della “sicurezza a scuola”, in ricordo delle vittime del crollo della scuola elementare “Francesco Jovine” a San Giuliano di Puglia (CB), in seguito al terremoto del 31 ottobre 2002, su cui ogni anno studenti e docenti si confrontano anche attraverso la poesia, nel ricordo di uno di loro, Luigi Petacciato, a cui la famiglia ha dedicato per decenni il Premio “EIP Sicurezza a scuola”. Dall’altra la promozione di comportamenti di tutela della “sicurezza stradale”, che dal ricordo di una delle giovani vittime, Valerio Castiello, si estende al valore della tutela della vita, tema a cui è dedicata una specifica sezione dell’antologia.
Inoltre, la nostra Associazione, cui nel 2006 è stato attribuito il Prix International “Maître pour la Paix” dalla Maison Internationale de la Poésie di Bruxelles, si rivolge alla creatività degli studenti anche con l’iniziativa “I tamburi per la Pace”. Si tratta di una manifestazione diffusa in diversi Paesi e dedicata alla promozione della cultura della pace e alla diffusione dei diritti umani. Nella seconda metà degli anni ‘70 Arthur Haulot (1913-2005), al tempo Presidente dell’UNESCO, e sua moglie Moussia idearono questa manifestazione e la promossero tra le attività della Maison Internationale de la Poésie di Bruxelles, legandola poi alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio, designando l’EIP Italia a rappresentarla per l’Italia.
Il legame tra pace e poesia è contenuto espressamente nella scelta di istituire tale giornata come forma di espressione culturale e linguistica per incoraggiare il dialogo interculturale, sottolineandone l’importanza nella promozione dei valori umani. L’idea fondante è che la costruzione di una pacifica convivenza tra le nazioni e i popoli passa attraverso la pratica del rispetto dei diritti umani nella vita quotidiana, con il riconoscimento della diversità di lingue e tradizioni. In attuazione del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) — e in particolare dal 2009 con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento scolastico e il contrasto alla dispersione scolastica su temi quali cittadinanza, diritti umani, legalità e intercultura —, EIP Italia promuove l’iniziativa de “I tamburi per la pace” presso le diverse sedi territoriali. In alcuni casi si tratta di tradizioni consolidate, come nella V Municipalità “Vomero-Arenella” a Napoli, nella Provincia di Campobasso e nei Comuni di Roma, Civitavecchia e Fiumicino.
Tra i diversi lavori presentati nel tempo, si distinguono per la creatività linguistica, l’originalità tematica e l’impegno alcuni laboratori poetici portati avanti da docenti italianiste. Desidero ricordare la Prof. Italia Martusciello nell’Istituto Omnicomprensivo “Lombardo Radice – Amatuzio – Pallotta” di Bojano (CB) e quello dell’Istituto Comprensivo “Petrone” di Campobasso. Parimenti encomiabili sono il laboratorio dell’Istituto di Istruzione Superiore “Volta” di Roma, coordinato dalla Prof. Loredana Mainiero, del Prof. Guido Tracanna dell’Istituto “Via dei Papareschi” di Roma, delle insegnanti Roberta Marconi e Carolina Genovese dell’Istituto Comprensivo “Mozart” di Roma. Presenza costante è rappresentata dalle insegnanti Simona Renzi della Scuola Primaria presso l’I.C. “Lido del Faro” di Fiumicino, la Prof. Lucilla Gemini della Scuola Secondaria di I grado di Fregene, Claudia Murolo e Tiziana Cundari dell’Istituto Comprensivo di Passoscuro (RM), e la Prof. Genni Fonte della “Porto Romano” di Fiumicino. In Campania ricordiamo i laboratori della Prof. Bibiana Masella nell’Istituto Comprensivo “Kennedy” di Cusano Mutri (BN), le Prof. Anna Tammaro e Maddalena Cimmino alla “Minucci” di Napoli, e l’insegnante Vincenza Guadagni del Plesso “Don Milani” (Istituto Comprensivo “Omero – Mazzini” di Pomigliano d’Arco).
EIP Italia ha avuto, fin dalla sua fondazione, grazie all’opera di Marisa Romano Losi — tra le prime donne giornaliste pubbliciste del dopoguerra e primo segretario donna dell’Ordine interregionale dei Giornalisti e Pubblicisti —, una particolare sensibilità per le attività educative negli Istituti carcerari. In seguito, questa attività di promozione umana è continuata con la nostra cara amica Maria Rita Stacchi presso il carcere di “Regina Coeli” a Roma, in collaborazione con l’ambasciatore Luigi Fontana Giusti e il cappellano Don Vittorio Trani, così come per molti anni a Larino grazie alla Prof. Italia Martusciello. Attualmente il testimone è passato alla giornalista e scrittrice Teresa Lombardo, autrice del libro Lo sguardo corto: storie di vita nelle case di pena, che porta avanti un progetto sperimentale nelle carceri campane. Anche quest’anno il Concorso si arricchisce della Sezione “La voce del carcere”, in collaborazione con il MIM e con il Presidente Avv. Antonio Sangermano, Direttore del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia.
In questa nuova edizione dell’Antologia abbiamo voluto introdurre una significativa scelta culturale nella sezione d’apertura: accostare ai testi dei grandi poeti classici e del Novecento alcune liriche e brani emblematici dei grandi cantautori italiani. Questa decisione nasce dalla volontà di riannodare quel filo antico che vedeva la lirica nascere come unione indissolubile di verso e melodia (melos). Attraverso l’immediatezza della canzone d’autore — capace di parlare con lingua colloquiale e viva —, la poesia torna alla sua dimensione orale e fisica, offrendo ai giovani un modello espressivo diretto per riflettere sui temi della libertà, dell’impegno sociale e del rifiuto di ogni guerra.
Addentrandoci nella sezione “Poesia giovane”, le poesie degli studenti per l’edizione 2026 rivelano una significativa maturità e una profonda aderenza alle sfide del nostro tempo. Dai testi raccolti emergono nitidamente alcune grandi direttrici tematiche.
I nostri ragazzi alzano un grido contro la barbarie dei conflitti contemporanei, rivolgendo uno sguardo di intensa commozione alla tragedia di Gaza, ai bambini violati nella loro infanzia e costretti a vivere sotto le macerie. I loro versi denunciano con forza le piaghe del razzismo, dello sfruttamento lavorativo e minorile, rivendicando un’accoglienza genuina e inclusiva verso chi fugge da miseria e ingiustizie.
Emerge come tema centrale, inoltre, la condizione della donna e la lotta alla violenza di genere: in questo caso, le poesie si fanno denuncia contro il possesso e la discriminazione, ricordando esplicitamente vittime come Giulia Cecchettin e trasformandosi in un inno per la libertà e l’emancipazione femminile.
Accanto ai grandi temi civili, vibrano toccanti riflessioni intime sull’amore per le proprie radici, magnificamente espresso nelle dediche ai nonni, visti come guide e porti sicuri, e nella ricerca di un equilibrio rispettoso con l’ambiente e la Terra.
Dal punto di vista formale, i giovani dimostrano emergente padronanza espressiva e affiancano all’immediatezza della rima e delle filastrocche la forza del verso libero, cimentandosi con successo anche in forme rigorose come gli haiku — capaci di sintetizzare in poche sillabe il dolore e la speranza — e i tautogrammi, che valorizzano la ricerca lessicale.
Nelle poesie dei giovani che possiamo leggere in queste pagine, il presente è la premessa ineludibile: compresso tra passato e futuro, esso è l’intervallo in cui i ragazzi esplorano la realtà nascosta che spesso non rivelano nel dialogo quotidiano, ma che lasciano fluire liberamente nei versi. La poesia è necessaria ai giovani perché riordina ricordi e attese, portando consonanza dove altrimenti regnerebbe solo dissonanza. Essa realizza e perfeziona il loro rapporto con gli altri, agendo come uno specchio per comprendere sé stessi e accettare punti di vista differenti: ricordiamo, in tal senso, l’opera di Gianni Rodari e di Ersilia Zamponi, che attraverso i giochi di parole hanno accompagnato generazioni di studenti verso una scoperta creativa della lingua, rendendoli liberi e felici.
L’augurio è che questa nuova edizione della nostra Antologia sia, per tutti i lettori, una fonte di verità, di bellezza e di profonda riflessione sul presente e sul futuro che, insieme, costruiamo nella pace e nella fratellanza.
Anna Paola Tantucci





