Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur” (XIV edizione) è intitolato al celebre latinista, autore della grammatica latina più nota dal dopoguerra ad oggi in Italia e all’estero e si propone di promuovere lo studio della lingua latina e l’approfondimento delle sue capacità espressive, attraverso la riflessione sulla perenne attualità di tematiche esistenziali, che hanno trovato voce e corrispondenza di accenti sia nella poesia latina che in quella moderna e contemporanea.
PRIMA SEZIONE
Riservata agli studenti del secondo biennio e del quinto anno delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).
PRIMO PREMIO NAZIONALE Liceo Classico “Torquato Tasso” – Salerno Dirigente scolastico Ida Lenza Docente coordinatore Ester Cafarelli Dialogus De Natura – elaborato multimediale in latino di Carolina Esposito, Chiara Iannella, Raffaele Soave (4E)
SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo Scientifico “Antonio Labriola” – Roma Dirigente scolastico Margherita Rauccio Docenti coordinatori Isabella Martiradonna, Alina De Luca, Laura Baldi Gli Ato-amici di Lucrezio – elaborato multimediale in latino di Sofia Crescenzi, Edoardo Martellotta, Daniela Scuderi, Beatrice Conti (3N), Viola Brencoli, Matteo Girolami (4A), Viola Maione, Lorenzo Beccari (5H)
SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo Classico “Lucio Anneo Seneca” – Roma Dirigente scolastico Anna Canestrella Docente coordinatore Gisella Annunziata Bellantone Neque felices, neque fortunati – componimento latino in poesia di Leonardo De Luca (4P)
TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo “Morando Morandi” – Finale Emilia (MO) Dirigente scolastico Roberta Vincini Docenti Coordinatori Simona Balboni e Maria Pia Roveri Adhuc agere possusne – componimento latino in poesia di Gabriele Gallerani (4B) e Luca Malaguti (5A)
TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo Classico “Mario Rapisardi” – Paternò (CT) Dirigente scolastico Maria Grazia D’Amico Docenti coordinatori Maria Luigia Quaglino e Anna Sanfilippo Natura tota nobis non est, sed nos toti naturae sumus – elaborato multimediale in latino di Giulia Barbera, Agnese Buttò, Anita Calvagna, Sofia Catania, Marlene Coppola, Ilary Corallo, Federica Cunsolo, Giorgio Cunsolo, Greta Cunsolo, Martina Falanga, Sophia Franchina, Giulia Grasso, Marika Laudani, Dorotea Magri, Ludovica Musumeci, Cristina Nicolosi, Giuseppe Pennisi, Carola Rapisarda, Biagio Saccone, Giulia Scaglione, Arianna Tirrena, Sefora Vaccaro (3A)
MENZIONI D’ONORE Liceo Classico “Publio Elio Adriano” – Tivoli (RM) Dirigente scolastico Sandra Vignoli Docente coordinatore Telemaco Marchionne Dialogus inter flores et poetam – componimento latino in poesia di Tommaso Patrizi (5C)
Liceo Classico “Giovan Pietro Vieusseux” – Imperia Dirigente scolastico Massimo Salza Docente coordinatore Elena Bernardini Illiberalis Hospes – componimento latino in prosa di Martino Scisco (4BS)
Liceo Classico “Cornelio Tacito” – Roma Dirigente scolastico Daniela Pucci Docente referente Arduino Maiuri Elegia ad Magnanimam Matrem Naturam – componimento latino in poesia di Leonardo Paparella (3C)
SECONDA SEZIONE
Riservata agli studenti del primo biennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).
PRIMO PREMIO NAZIONALE Liceo scientifico “Augusto Righi” – Roma Dirigente scolastico Giovanni Cogliandro Docente referente Andrea Megna Ubi schola omnibus patet, ibi Humanitas crescit – elaborato multimediale in latino di Miriam Duretto, Carolina Landi, Ludovica Graziani, Alessandro Maisto, Irene Guerriero, Tommaso Introini, Matteo Tirone (2A)
SECONDO PREMIO NAZIONALE Liceo classico “Benedetto Marzolla” – Brindisi Dirigente scolastico Carmen Taurino Docente coordinatore Simona De Giovanni Comprehendito imperviae viae omnes virtutes – componimento latino in poesia di Gaia Capodieci e Matteo Pellegrini (2B)
TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo Scientifico “Bocchi-Galilei” – Adria (RO) Dirigente scolastico Silvia Polato Docente coordinatore Alessandra Zanetti Benignitas cum amore culta – componimento latino in poesia di Diego Dainese (2ALS)
TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo Liceo Classico “Goffredo Mameli” (IIS “Tommaso Salvini”) – Roma Dirigente scolastico Paolo Pedullà Docenti coordinatori Roberta Caradonna, Francesca Rosa Chiantore Estne pax somnium tantum? – componimento latino in prosa di Emanuela Bruschi, Nicole Catricalà (2B), Noemi Merlonghi, Marco Vittorio Nantele (2C)
MENZIONE D’ONORE Convitto nazionale “Regina Margherita” (Liceo delle Scienze Umane) – Anagni (FR) Dirigente scolastico Marcello Bianchi Docente coordinatore Camilla Pulcinelli Quintiliano docet, Dialogus de schola – elaborato multimediale in latino di Filippo Damizia e Rebecca Terilli (2G)
Liceo Classico “Lorenzo Rocci” – Fara Sabina (RI) Dirigente scolastico Annamaria Renzi Docenti referenti Daniela Cagnizi e Barbara Rinaldi Mutua benignitas: vera scholae doctrina– componimento latino in prosa di Simone Gentili, Tommaso Lombardo, Sofia Lucarelli, Giulia Pietrangeli, Giada Pioli, Maria Chiara Sassi (2AC)
SEZIONE PER DOCENTI E STUDIOSI DI LINGUA LATINA
Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” per docenti e studiosi di lingua latina richiede ai partecipanti di presentare un componimento in versi in lingua latina su un tema liberamente scelto.
PRIMO PREMIO NAZIONALE al prof. Mauro Pisini per il carme Horizon
La Cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma presso l’Università LUMSA (via di Porta Castello, 44) il prossimo sabato 18 aprile 2026, dalle ore 9.30 alle ore 13.00.
Mentre nel mondo sembra prevalere la cultura dell’odio, un messaggio di pace viene dalle scuole con la tradizionale manifestazione “I Tamburi per la pace”, patrocinata in Italia dall’Associazione EIP e che si svolge contemporaneamente in numerosi paesi d’Europa: ragazzi e giovani, in vari luoghi lontani tra loro ma uniti dallo stesso sentimento, suonano i tamburi e recitano poesie e messaggi di pace. La manifestazione deve il proprio nome alla figura dei “tamburini” dei vecchi eserciti, ragazzi o giovanissimi dei reparti di fanteria che, pur non avendo un ruolo diretto nelle battaglie, avevano il compito di dare il ritmo alle truppe oppure di trasmettere messaggi con il rullo dei tamburi. La posizione avanzata, spesso al fianco della prima linea, li esponeva a grandi pericoli, rendendoli vittime della guerra.
Nella seconda metà degli anni ‘70 Arthur Haulot (1913-2005) e sua moglie Moussia fecero propria questa manifestazione e la promossero tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legandola poi alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.
Perché suoniamo i tamburi? Quando la guerra si faceva senza droni e senza missili, erano i tamburini ad annunciarla, il rullo dei loro tamburi. Noi, invece, oggi con i Tamburi vogliamo chiedere la Pace! Per tutti i paesi del mondo dove la guerra e i genocidi non accennano a finire.
Un momento, dunque, assolutamente bello e coinvolgente, segno di una Scuola che a Napoli favorisce una formazione sempre più completa e ricca di momenti di educazione alla Pace. La Pace deve far rumore e ci auguriamo che il prossimo anno i Tamburi possano risuonare in un mondo del tutto pacificato.
Per quest’anno la manifestazione principale si svolge il prossimo martedì 14 aprile dalle 10.30 alle 12.30 presso l’auditorium e gli spazi esterni dell’Istituto Comprensivo “D’Ovidio – Nicolardi – E.A. Mario” di Napoli, con la partecipazione dell’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Maura Striano.
Il 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ospiterà “L’avventura di restare”, un evento speciale dedicato alla vita e all’opera di una delle voci più limpide e autorevoli della letteratura italiana contemporanea.
Mercoledì 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si trasforma nel cuore pulsante della letteratura italiana per rendere omaggio a Elio Pecora in occasione del suo novantesimo compleanno. L’evento, intitolato significativamente “L’avventura di restare”, rappresenta non solo una celebrazione anagrafica, ma un profondo atto di riconoscimento verso un autore che ha attraversato il Novecento mantenendo intatta la purezza della propria voce poetica. Nella cornice istituzionale della Sala 1, a partire dalle ore 10.00, studiosi e amici si avvicenderanno per ripercorrere le tappe di una carriera straordinaria che ha saputo coniugare l’eleganza della forma con una rara onestà intellettuale.
L’apertura della giornata è affidata a Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca, che darà il via a una mattinata densa di riflessioni critiche. Il programma si snoda attraverso analisi che spaziano dalla produzione teatrale di Pecora alle sue incursioni nel mondo incantato delle favole e delle fiabe, senza dimenticare l’importanza della sua prosa e l’esperienza fondamentale della rivista “Poeti e poesia”, che per vent’anni ha segnato il passo del dibattito culturale italiano. Esperti come Marco Beltrame, Daniela Marcheschi, Gianluca Della Corte, Plinio Perilli, Donato Di Stasi e Annamaria Vanalesti offriranno una panoramica completa sulla sua opera, toccando temi profondi come il giardino simbolico nella sua poesia e il suo ruolo di guida per le “anime senza redenzione”.
Nel pomeriggio, dalle ore 14.45, il tono si farà più intimo e corale con una serie di interventi e testimonianze dirette. Personalità del calibro di Paolo Di Paolo, Sonia Gentili, Anna Paola Tantucci e Bruno Corà, tra i molti presenti, racconteranno l’uomo dietro l’opera, mentre le voci di Maria Letizia Gorga e Vittorio Viviani restituiranno al pubblico la musicalità dei versi di Pecora attraverso letture scelte.
Questo tributo mette in luce la statura di un uomo che, arrivato a Roma nel 1966, è diventato il custode della memoria di giganti come Sandro Penna, Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini, costruendo un percorso artistico del tutto originale.
Un aspetto fondamentale e meno noto al grande pubblico, ma centrale nella vita di Elio Pecora, è il suo pluriennale sodalizio con la nostra Associazione EIP Italia (École Instrument de Paix). L’attività di diffusione dei diritti umani e della cultura della pace nelle scuole, ha trovato il lui un punto di riferimento culturale e morale imprescindibile, come testimoniato dall’assegnazione nel 2023 del Prix International “Jacques Mühlethaler” pour la Paix et les droits de l’homme. Per decenni, il maestro Elio Pecora ha messo la propria arte al servizio della pedagogia e dei diritti umani, collaborando con Anna Paola Tantucci. Il suo impegno come Presidente di Giuria nei Concorsi letterari per le scuole e nei premi dedicati alla memoria di Vittorio Tantucci ed Eugenia Bruzzi Tantucci dimostra una convinzione incrollabile: la poesia deve essere uno strumento di cittadinanza attiva e un ponte tra le generazioni. Nei suoi interventi, carichi di eleganza e passione, ha posto al centro della sua riflessione l’idea della pace non come semplice assenza di conflitto, ma come una “costruzione attiva e quotidiana”, un esercizio della volontà che deve partire innanzitutto da un accordo profondo con se stessi. Ha spesso ribadito che la guerra e l’odio non sono che manifestazioni di una tragica “stupidità” e di un’incapacità di governare il disordine interiore: contro questa deriva, egli propone la poesia come forma alta di conoscenza e come strumento di “educazione ai sentimenti”. Nelle sue parole, il richiamo alla classicità non è mai un esercizio nostalgico, ma una necessità vitale. Pecora ci ricorda che l’essere umano, pur avendo raggiunto traguardi tecnologici straordinari, è rimasto sentimentalmente lo stesso dei tempi di Omero o di Ovidio: un individuo che ama, soffre e teme la morte con la medesima intensità. Per questo motivo, egli individua nella scuola l’unico baluardo capace di strappare le nuove generazioni dall’inerzia dei mondi virtuali e dal “rumore” della superficie, per riportarle alla densità della parola onesta. La sua è una “fede nella chiarezza”, un invito a ritrovare l’entusiasmo, inteso nel senso greco di forza divina interiore, per abitare il presente con consapevolezza, fuggendo le facili astrazioni per tornare alla concretezza dei significati che curano l’anima.
Sabato 21 marzo, alle ore 17.30, si è svolta con grande successo la presentazione del fumetto “La diversità è la nostra ricchezza” presso il Museo Alfiero Nena, situato in via Edoardo d’Onofrio 35/37 a Roma. L’evento, organizzato da SOS Razzismo e dall’Associazione Fidia-Museo Nena, è stato appositamente fissato in occasione della Giornata internazionale contro la discriminazione razziale, indetta dall’ONU per ricordare l’eccidio di Sharpeville in Sudafrica.
Il progetto editoriale è liberamente ispirato al celebre libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun. L’idea nasce dalla forte volontà di Angela Scalzo, giornalista e presidente di SOS Razzismo (associazione attiva nel contrasto alle discriminazioni fin dal 7 ottobre 1989), che fin dall’uscita del libro nel 1997 sognava di tradurlo in un fumetto da distribuire a ragazzi e famiglie. Il progetto ha trovato la sua realizzazione concreta grazie all’incontro tra l’Associazione e gli studenti del Liceo Artistico “Enzo Rossi” di Roma, dove è emerso il grande talento di Elena Romagnoli, una bravissima ragazza di appena sedici anni.
Elena, che concilia gli studi liceali con la frequenza del primo anno del triennio accademico al Conservatorio di Santa Cecilia, ha realizzato le 15 tavole che compongono l’opera, arrivando a lavorare anche di notte pur di non sottrarre tempo allo studio. L’obiettivo del fumetto è parlare ai più giovani con un linguaggio all’apparenza semplice ma profondo, supportato da colori vivaci e tratti espressivi che rendono la narrazione immediata e intensa. Come ha raccontato l’autrice stessa durante l’evento, il lavoro le ha permesso di rappresentare un messaggio cruciale in modo diretto, rimanendo molto colpita dalla frase del testo: “il razzista soffre di un complesso di inferiorità o di superiorità”. La copertina, che corrisponde all’ultima illustrazione del racconto, è altamente simbolica: raffigura fasci di luce provenienti dalle stelle che confluiscono sulla testa di ogni ragazzo, a dimostrazione che la diversità non è qualcosa da temere, ma una ricchezza da scoprire.
La presentazione si è svolta in una cornice di grande suggestione, con il pubblico avvolto dall’eleganza delle statue di Alfiero Nena, grande amico dell’EIP scomparso nell’ottobre del 2020. Dopo l’accoglienza a cura del direttore del Museo, Luigi Matteo, sono intervenuti per i saluti istituzionali Annarita Leonbruni, Vicepresidente e Assessora alle Politiche Educative e Scolastiche del IV Municipio di Roma, e il Consigliere Ruggiero Piccolo, circondati da professori, studenti e rappresentanti di SOS Razzismo. Il filo conduttore della serata, un vero e proprio invito alla riflessione, è stato riassunto in una frase emblematica: “Un fumetto può cambiare il modo di guardare il mondo? Noi pensiamo di sì. E vogliamo provarci”.
A chiudere questo incontro sul valore delle differenze c’è stata una straordinaria sorpresa fuori programma: un emozionante momento musicale che ha visto Elena Romagnoli esibirsi alla marimba, accompagnata al pianoforte dalla madre Sara Matteo. La loro esecuzione del secondo movimento di un concerto per marimba e pianoforte, ricca di passaggi di virtuosismo, ha impressionato i presenti, scatenando una lunga ovazione in piedi e la consegna di un bellissimo omaggio floreale.
Il fumetto, autofinanziato da SOS Razzismo Italia, è un’opera piccola nelle dimensioni ma enorme nel messaggio e mira ad arrivare nelle mani di quanti più ragazzi possibile. Attualmente è disponibile nei formati A4 e A5. Chiunque desideri supportare il progetto o acquistare una copia può farne richiesta diretta scrivendo alla mail dell’associazione: sosroma@pec.sosrazzimo.com
La Pace cammina coi giovani. La Pace è sempre giovane, ed è per questo che stamattina, all’appello “È l’ora della Pace!”, lanciato dall’I.C. D’Auria Nosengo di Arzano, più di 500 giovanissimi di scuola secondaria di primo grado dei quattro Istituti comprensivi del territorio hanno risposto affollando gli spalti del PalaRea in via Ferrara. Si è celebrato un Convegno sui temi della convivenza tra i popoli ormai alla sua terza edizione. Mentre i grandi della Terra si scontrano all’insegna dell’antico assioma “Se vuoi la pace prepara la guerra” scatenando conflitti ovunque nel mondo, i giovani hanno sentito l’urgenza di “ascoltare” i testimoni della pace per sperimentare altre vie per realizzare la Pace. Un anelito che hanno espresso con le loro domande ai vari relatori ed unanime è stata la risposta di costoro: Se vuoi la Pace, prepara la Pace!
Perle che abbiamo registrato degli interventi: La pace comincia dalle piccole cose e nasce dai semplici gesti quando scelgo di rispettare l’altro (Marco Colurcio, presidente del Consiglio di Istituto della D’Auria Nosengo); La scuola come scuola di empatia e di pace (prof.ssa Silvana Rinaldi, rappresentante della sezione campana dell’EIP – Scuola Strumento di Pace); I valori della solidarietà, dell’amicizia e dell’empatia sono la base per costruire la pace (prof.ssa Sabrina Di Lauro, dirigente scolastica dell’IC Ariosto 1). I giovani migliori degli adulti. A loro il testimone per costruire la pace laddove gli adulti sono riusciti “incapaci”. (prof. Elpidio Del Prete, dirigente scolastico dell’IC De Filippo Vico). Non sono mancati momenti di interazione tra relatori e studenti: il rappresentante dell’UCEBI, dott. Gerardo Litigio, munito di gessetti bianchi e colorati, ha dimostrato come la pace sia fonte di luce che può risplendere sulle tenebre del male, oggi rappresentato dai conflitti che inquinano il mondo; Agnese Ginocchio, rappresentante del Movimento internazionale per la Pace e la salvaguardia del Creato, ha coinvolto in un momento significativo alcune alunne che avevano realizzato un cartellone che raccoglieva stimolanti riflessioni sull’impegno delle giovani generazioni per la Pace.
C’è stata anche qualche proposta fattiva, concreta: Lanfranco Genito, rappresentante dell’MCE, Movimento di Cooperazione Educativa, ha colpito i ragazzi con l’invito a partecipare a Flotilla dei bambini del mondo: i giovani scrivono lettere ai capi di Stato, all’Onu e ad altri rappresentanti politici con le loro considerazioni e proposte per la pace. La rappresentante di Emergency, dott.ssa Loredana Mariniello, ha illustrato i progetti di questa associazione nel promuovere una cultura di pace che tenta di rimediare ai disastri che altri hanno provocato in vari Paesi del mondo.
Infine, un ospite di onore, p. Alex Zanotelli, che, non potendo intervenire personalmente, ha voluto essere presente con un videomessaggio puntando la sua breve ma incisiva riflessione sulla sperequazione delle risorse mondiali, per cui ha colpito l’uditorio la sua forte affermazione: Non c’è pace senza giustizia! E in questo la Scuola ha un ruolo fondamentale quella Scuola, però, che affonda le sue radici nella Costituzione italiana, quella che dà diritto di parola anche ai giovani. Su questo desiderio di Zanotelli, allora, come non ringraziare la dirigente Fiorella Esposito che ha saputo incarnare queste istanze costituzionali di Pace e di Scuola tanto che il Collegio dei docenti della D’Auria Nosengo ha fatto della Pace la mission del PTOF d’Istituto, o tale da proporre una “Una Rete per la Pace” a cui aderiscono gli Istituti Comprensivi Ariosto 1, De Filippo – Vico e K. Wojtyla. Una grande scuola che guarda lontano partendo dal prossimo quotidiano e il prossimo quotidiano sono gli allievi dell’Istituto, i protagonisti di un futuro mondo di PACE.
L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza sul calendario, ma un momento di profonda riflessione politica e umana che quest’anno volge lo sguardo verso l’Iran. In quel territorio, la condizione femminile è segnata da una dicotomia lacerante: da un lato l’oppressione sistematica esercitata dal regime, dall’altro una resistenza civile senza precedenti che ha visto le nuove generazioni porsi in prima linea per il cambiamento.
Nonostante la brutale repressione seguita alle proteste del 2022, scatenate dalla tragica morte di Mahsa Amini, il panorama sociale iraniano è mutato in modo irreversibile. A Teheran e in molte altre città, migliaia di donne hanno compiuto una scelta dirompente nella sua semplicità: hanno smesso di indossare il velo obbligatorio. Questo atto di sfida quotidiana è diventato un fenomeno talmente capillare da superare la capacità di controllo degli apparati di sicurezza. Il governo ha reagito intensificando la sorveglianza e introducendo nuove leggi restrittive nel tentativo di ripristinare il controllo sociale, ma la spinta verso la libertà appare ormai inarrestabile. Figure iconiche come Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace 2023, continuano a guidare la resistenza persino dalle celle di un carcere, ricordando al mondo che la vera rivoluzione nasce dal popolo, poiché il regime attuale non rispecchia più le istanze e l’identità della società civile.
Per onorare questa lotta e approfondire le dinamiche di un movimento che scuote le coscienze globali, la Municipalità 5 di Napoli ha organizzato un incontro di alto valore civile dal titolo “Oltre i confini: diritti, democrazia e coraggio delle donne iraniane”. L’appuntamento è fissato per mercoledì 11 marzo alle ore 10:00 presso la Sala Silvia Ruotolo, in via Morghen 84, al secondo piano.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Clementina Cozzolino, Presidente della Municipalità 5, e di Tiziana D’Aniello, Assessora alle Pari Opportunità. La mattinata sarà introdotta e moderata da Ersilia Di Palo, di EIP Italia Scuola Strumento di Pace, che guiderà un dibattito ricco di testimonianze e analisi tecniche.
Tra gli interventi principali, l’attivista Rozita Shoaei, dell’Associazione Culturale Azadi degli Iraniani di Napoli, illustrerà il “Movimento Donna. Vita. Libertà” come espressione massima di democrazia in Iran. A seguire, l’avvocato Natascia Jafary, membro della Commissione Diritti Umani COA Napoli, esaminerà la condizione della donna tra violenza sociale e violazione dei diritti umani, mentre Pierluigi Romanello, della Commissione Pari Opportunità DiGiur della Federico II, offrirà un excursus storico e legale sulle discriminazioni del passato e del presente. L’incontro vedrà anche la partecipazione di Isabella Continisio e Margherita Siniscalchi, rispettivamente Presidenti delle Commissioni Pari Opportunità e Scuola, per ribadire l’importanza dell’educazione e della solidarietà internazionale come strumenti di emancipazione.
Si è svolta il 3 marzo 2026 la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna presso la sede dell’UNITRE di Napoli in via Belvedere al Vomero.
È stata significativa e emozionante perché ha visto la sinergia, l’intervento e la collaborazione di tanti soggetti e associazioni. Fra queste ultime un ruolo di spicco ha avuto la Sezione Campania di EIP Italia Scuola Strumento di Pace, che da decenni lavora sul territorio campano e cittadino in particolare, per promuovere, nelle scuole soprattutto, l’educazione alla pace e ai diritti umani. In tempi attuali, quanto mai difficili e bui, per tutto ciò che accade intorno a noi e oltreoceano, nella deriva reazionaria che sta colpendo buona parte del mondo con guerre continue quanto assurde, parlare ancora di pace sembra un’utopia. Noi, che ci riconosciamo nei principi di Educazione civica di EIP, la prendiamo come sfida, come impegno ostinato e costante perché crediamo ancora nella possibilità di un mondo migliore e nuovo. Ecco, l’evento di ieri ha rappresentato una dimostrazione di tutto questo.
La presenza della delegata regionale, prof.ssa Paola Carretta, della delegata per la città metropolitana, prof.ssa Elvira D’Angelo e della poetessa e scrittrice prof.ssa Elena Opromolla è stata essenziale poiché ha richiamato l’attenzione sui temi fondamentali della pace. La prof.ssa Silvana Rinaldi ha coordinato attivamente l’organizzazione della mattinata.
La grande novità è stata il collegamento interessante tra argomenti riguardanti la Donna, l’educazione all’affettività e la loro trattazione anche in inglese, che ha reso l’idea della possibilità di un impegno globale, grazie all’uso della lingua inglese. Non da meno è stata la partecipazione dei ragazzi del Liceo “Mazzini” di Napoli che da anni partecipa ai nostri concorsi EIP e alle nostre attività. La docente, prof.ssa Rossella Di Maio, ha guidato gli alunni della quinta M del Liceo delle Scienze Umane in una performance sull’importanza del linguaggio di genere per prevenire e risolvere i conflitti. Proprio questo tema è stato affrontato più volte durante la manifestazione, sia con le poesie di Opromolla sia con interventi di esperti di pedagogia, e in generale è stata sottolineata più volte l’importanza di collegare l’educazione affettiva ai temi della pace contro la violenza. “È fondamentale che ognuno parta da sé e che impari a conoscere sé stesso e le proprie emozioni. Pace non è assenza di conflitto ma riconoscimento di questo e corretta gestione delle relazioni, con sé stessi e con l’altro. L’educazione ai sentimenti dunque diventa base fondamentale da cui partire per educare contro la violenza e per una pace autentica”. Questo il tema di tanti interventi.
Crediamo fermamente che la conoscenza e la gestione dei propri sentimenti assuma il ruolo di timone delle emozioni attraverso cui sviluppare una simpatia e poi un’empatia verso l’altro. Infatti, solo se riconosco l’altro come persona da rispettare e solo se mi sento riconosciuto come persona a mia volta, posso ancora credere nella pace e lavorare per la pace.
La giornata, iniziata in modo gioioso con il canto “Sebben che siamo donne” con l’ingresso ballato della psicopedagogista Marina Salvia, che indossava per l’occasione un grande cappello da mondina, ha inteso portare alla riflessione su questi temi in modo agile e profondo.
Dopo i saluti di accoglienza e di benvenuto della Presidente Mariarosaria Figliola, e un breve video dell’attore Patrizio Rispo sull’importanza del progetto “Iceberg” che da più di un decennio l’UNITRE porta avanti contro la violenza di genere, Paola Carretta ed io abbiamo portato i nostri contributi su “DONNE E DIRITTI” con l’excursus della conquista dei diritti delle donne negli ultimi due secoli e sulla STORIA DELL’OTTO MARZO a partire dalla Rivoluzione Russa con figure centrali come Zetkin, Kollontaj e Luxemburg. È stato essenziale in questo momento storico il parallelo con la situazione in Iran dove le donne sono tuttora vittime di oppressione e violenza e il racconto su Masha Amini, vittima innocente della polizia iraniana per non aver indossato correttamente il velo, situazione tragica che la nostra poetessa Opromolla ha ricordato con la poesia “Ci voleva lei”.
A seguire, la dott.ssa Grazia Rutoli, ha parlato dei dati sui “femminicidi” negli ultimi anni collegandosi con le nuove normative. Suggestiva e commovente la seconda poesia di Opromolla dedicata alla vittima di femminicidio Giulia Tramontano, dal titolo “Io non commento”.
Poi la coinvolgente performance dei ragazzi. Infine l’esposizione del sito in inglese, frutto del lavoro ventennale di Elvira D’Angelo, che ha inteso realizzare con il sito “English for Peace” una repository di buone pratiche realizzate negli anni di insegnamento con il metodo CLIL.
La giornata si è conclusa con una scena tratta dal libro della scrittrice Francesca Villani “Avanzi di giustizia” sull’omertà e omissioni delle stesse donne durante i processi per violenza, recitata dalla stessa autrice con la dott.ssa Salvia, pedagogista e docente UNITRE.
Partecipazione e attenzione da parte di un pubblico molto vario che ha visto anche qualche intervento e osservazione sulla giornata e sugli importanti argomenti trattati. Un sentito grazie alla presidente dell’Associazione Mariarosaria Figliola e al direttore didattico Antonio Cafiero, che hanno diretto l’intera mattinata.
Silvana Rinaldi docente UNITRE membro di EIP Campania
Il 24 marzo 2026 l’organizzazione The Mothers’ Call lancerà da Roma un movimento globale con la “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”. Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco per onorare il dolore e la perdita di ogni madre che ha sepolto un figlio a causa della violenza o della guerra, dichiarando che nessun bambino dovrebbe essere cresciuto per uccidere o essere ucciso. Una pace duratura deve fondarsi su chi ha più da guadagnare e più da perdere, ovvero le madri e le comunità che conoscono il vero costo della violenza e il potere mobilitante necessario per ottenere una pace stabile. L’evento di Roma mobiliterà una rete di organizzazioni alleate e sostenitori per stabilire una nuova narrazione per un conflitto che ha finora sfidato ogni risoluzione.
L’iniziativa “Mothers’ Call” rappresenta uno dei progetti più significativi e coraggiosi nel panorama attuale in Medio Oriente. Non è solo una petizione, ma un manifesto politico e umano nato dalla volontà di madri israeliane e palestinesi di dire “basta!” al ciclo di spargimento di sangue. L’iniziativa unisce due realtà nate dall’iniziativa dei cittadini: Women Wage Peace, fondata in Israele dopo la guerra di Gaza del 2014, che oggi è il più grande movimento pacifista del paese; e Women of the Sun, fondata nel 2021 da donne palestinesi determinate ad aumentare la partecipazione femminile nella leadership e a cercare una soluzione non violenta al conflitto. Insieme, hanno redatto l’Appello delle Madri (Mothers’ Call), un documento che chiede ai leader di entrambi i popoli di tornare al tavolo delle trattative con un impegno risoluto per una soluzione politica entro tempi certi, sottoscritto anche da Papa Francesco.
L’iniziativa si fonda sulla ferma convinzione che le donne non debbano essere viste solo come vittime del conflitto, ma come “architetti della pace”. In quanto madri, queste donne condividono lo stesso dolore per la perdita dei figli e lo stesso desiderio di garantire un futuro di sicurezza e dignità alle prossime generazioni: una “maternità politica” che trasforma il lutto individuale in un’azione collettiva potente. Inoltre, richiama esplicitamente la risoluzione delle Nazioni Unite che sancisce il diritto e la necessità delle donne di partecipare a tutti i livelli dei processi negoziali. Attraverso programmi specifici come “Women Building Bridges”, il progetto forma ambasciatrici di pace che lavorano su temi comuni come ambiente e religione, creando reti di solidarietà che superano le barriere ideologiche e geografiche.
Uno degli aspetti più significativi di questa iniziativa è la sua resilienza: anche dopo i tragici eventi del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza — che ha colpito direttamente membri di entrambi i movimenti — la collaborazione non si è interrotta. Al contrario, le donne del “Mothers’ Call” hanno intensificato i loro sforzi, rifiutando di cedere alla retorica dell’odio e della vendetta.
L’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace riconosce e condivide questa prospettiva, che trova un’eco profonda anche nell’esperienza del fondatore Jacques Mühlethaler, il quale attraversò il profondo dolore per la perdita di due fratelli in due diversi conflitti. In particolare Mühlethaler racconta che, quando perse il secondo fratello, chirurgo e migliore amico, ucciso in circostanze drammatiche nella guerra d’Algeria nel 1958, pianse quotidianamente per la “vergogna della guerra”, ma presto si rese conto che piangere era privo di significato attivo e non avrebbe contribuito alla pace. Comprese che coloro che avevano combattuto credevano nella loro storia e negli insegnamenti ricevuti, anteponendo il dovere al diritto. Per ottenere un cambiamento, quindi, non ci si poteva limitare a piangere i morti, ma occorreva mobilitarsi ad un’azione di promozione della pace “per mezzo della scuola”. Secondo la sua visione, trasmessa poi nei Principi universali di Educazione civica, la pace è “vivere insieme nella più grande tranquillità”, attraverso la tolleranza, atteggiamento che esige una “grandissima umiltà” attraverso “l’oblio di me per comprendere l’altro”; e attraverso il rispetto e la difesa della vita dell’uomo, indipendentemente dalla sua condizione.
La forza morale e l’impatto politico di Women Wage Peace e Women of the Sun, hanno attirato l’attenzione globale: tra i riconoscimenti principali la nomina al Premio Nobel per la Pace per due anni consecutivi, la partecipazione come finaliste per il Premio Sakharov del Parlamento Europeo e l’inserimento delle leader tra le “Women of the Year” di TIME Magazine nel 2024.
Il cuore dell’iniziativa si riassume nel grido comune: “Noi, donne palestinesi e israeliane di ogni estrazione sociale, siamo unite nel desiderio umano di un futuro di pace, libertà, uguaglianza e sicurezza per i nostri figli. Chiediamo ai nostri leader di mostrare coraggio e visione per portare questo cambiamento storico”.
Mothers’ Call dimostra che la pace non è un’utopia astratta, ma un processo faticoso e quotidiano di riconnessione umana. Sottolineando il ruolo delle donne, l’iniziativa sposta il focus della sicurezza nazionale dal mero controllo militare alla sicurezza umana, basata sul riconoscimento dell’altro e sulla tutela della vita stessa.
La Barefoot Walk di Roma si svolgerà martedì 24 marzo 2026 con partenza alle ore 17.00 presso l’Ara Pacis. Da qui, il percorso si snoderà lungo Via del Corso fino a confluire in Piazza del Popolo e alla Terrazza del Pincio. Ai partecipanti è richiesto di indossare abiti semplici e di colori neutri come bianco, nero, crema o toni attenuati e, in linea con i principi di The Mothers’ Call, tutti i partecipanti sono pregati di astenersi dall’utilizzare colori nazionali, identificatori politici, slogan o messaggi individuali.
Premessa L’8 marzo diventa un’occasione per scoprire storie di donne che hanno cambiato il mondo, trasformando sfide in opportunità. Nelle scuole, queste narrazioni stimolano curiosità, dialogo e riflessione critica, mostrando come talento, coraggio e determinazione possano ispirare le nuove generazioni a costruire una società più equa e inclusiva. Un’azione significativa è rappresentata dall’introduzione per la prima volta nelle Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione civica di uno specifico obiettivo di apprendimento dedicato al “contrasto alla violenza contro le donne, per educare a relazioni corrette e rispettose” e per contrastare ogni forma di discriminazione.
Italia N. Martusciello Vicepresidente nazionale EIP Italia
Voci di coraggio: narrazioni femminili L’8 marzo non rappresenta solo una data sul calendario, ma un momento prezioso per riflettere e approfondire la storia dell’emancipazione femminile, le conquiste raggiunte e le sfide ancora presenti. Storie di atlete, scienziate, politiche e artiste per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, stimolando un dialogo aperto, partecipativo e costruttivo all’interno della classe. In questo link ci sono attività per la scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado.
Oltre gli stereotipi: l’8 marzo come lezione di vita Il progetto Calendario civile. Memoria, cittadinanza e sostenibilità propone una raccolta di lezioni pronte dedicate alla Giornata Internazionale della Donna, pensate per promuovere la riflessione sui diritti, le conquiste sociali e le sfide ancora aperte per le donne nel mondo contemporaneo. Le attività didattiche, strutturate per diversi livelli scolastici, integrano strumenti multimediali, approfondimenti storici e proposte operative. I percorsi proposti sono strutturati con attività e guida alle lezioni. https://sanoma.it/calendariocivile/giornata-internazionale-donna
Celebrare il talento femminile Celebrare la Festa della Donna in ambito scolastico significa valorizzare e raccontare storie di figure femminili coraggiose e brillanti, come Malala Yousafzai, Marie Curie o Frida Kahlo. Attraverso giochi, attività di scrittura e stimoli creativi, i ragazzi possono sviluppare una maggiore consapevolezza e curiosità, crescendo con una visione più inclusiva e profonda. https://www.twinkl.it/resources/risorse-in-italiano/eventi-e-festivit-italia/festa-della-donna-eventi-e-festivit-italia
Semi di Parità: Intrecciare storie e didattica per le nuove generazioni Percorsi didattici e narrazioni di figure femminili straordinarie si intrecciano per offrire alle scuole strumenti concreti volti a celebrare l’8 marzo, promuovendo nelle nuove generazioni una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della cittadinanza attiva. https://www.freeed.com/articles/40259/8-marzo-giornata-internazionale-della-donna
Per le bambine l’educazione fa ancora la differenza (durata 1:31) Un video sull’importanza della scuola: “Educate a girl and she will change the world”. Il video evidenzia come l’educazione delle bambine sia uno strumento potente di cambiamento sociale. Attraverso la frase “Educate a girl and she will change the world”, viene mostrato come l’accesso alla scuola non solo trasformi la vita delle ragazze, ma influenzi positivamente intere comunità.
Impegno di UNICEF Italia per l’istruzione In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, l’UNICEF Italia, con la campagna #8marzodellebambine, lancia l’iniziativa “No alla Violenza di genere: insegniamolo tra i banchi”, per chiedere l’insegnamento della parità di genere.
PORTALE RAI CULTURA Il progetto RAI è una piattaforma multimediale che ricostruisce il percorso di emancipazione femminile in Italia attraverso documenti d’archivio e approfondimenti tematici. Il contenuto è articolato in diverse aree chiave: Diritti e Storia: Ripercorre le tappe del suffragio universale e le grandi mobilitazioni femministe per la parità civile. Lavoro: Analizza l’evoluzione dell’occupazione femminile, dalle figure storiche come le mondine fino alle sfide attuali sul divario salariale. Letteratura e Arte: Celebra il talento creativo attraverso ritratti di grandi autrici (come Elsa Morante e Alda Merini) e artiste internazionali. Società e Linguaggio: Esplora temi contemporanei, inclusi il ruolo delle donne nello sport e l’uso di un linguaggio inclusivo. In sintesi, il portale offre uno sguardo corale che intreccia memoria storica e riflessione attuale sulla condizione della donna. https://www.raicultura.it/webdoc/otto-marzo/index.html#welcome
I DIRITTI DELLE DONNE: Le donne della Costituente Una puntata di “Passato e Presente” su un periodo decisivo della storia italiana: quello della partecipazione delle donne alla Costituente. Alla fine della seconda guerra mondiale, le italiane – in particolar modo quelle che hanno lottato nella resistenza – chiedono di poter partecipare attivamente alla rinascita politica della nazione.
Le lotte sociali per la parità dei diritti In questa lezione, tratta dal programma di Rai Cultura “La Scuola in tv-Istruzione per gli adulti”, la professoressa Monica Alessandro, si sofferma su uno dei molteplici esempi di lotte sociali contro la discriminazione, ovvero le lotte per la parità di genere.
Articolo 3: il principio di parità tra uomo e donna. Costituente e Costituzione Nilde Iotti, in qualità di deputato, prese parte ai lavori della Costituente, e testimonia l’importanza dell’articolo 3 per le donne e la società in generale, soprattutto negli anni del dopoguerra, per quanto molte delle aspettative furono, poi, deluse ed altrettanti impegni disattesi.
La Resistenza e le donne Passato e Presente dedica questa puntata al ruolo delle donne nella Resistenza, che dal 1943, quando comincia la lotta partigiana, conquistano, nel corso dei mesi, rispetto e riconoscenza anche da parte di grandi intellettuali come Leo Valiani e Alessandro Galante Garrone.
Italiane – Eco della Storia Maria Montessori, Grazia Deledda, Rita Levi Montalcini, Nilde Iotti, italiane conosciute e stimate in tutto mondo, sono le protagoniste della puntata dedicata alla condizione della donna, alle conquiste sociali e culturali e alle questioni ancora aperte, dall’inizio della Repubblica ad oggi.
Speciali di Rai Scuola – Come il vento che forgia le cose In questo Speciale di Rai Scuola si affronta il tema dell’emancipazione femminile e del ruolo della donna nella società attraverso il racconto della figura di Grazia Deledda. “Grazia – come spiega Neria De Giovanni, critica letteraria – partecipò alle più attente manifestazioni del nascere di una consapevolezza femminile di emancipazione e di autonomia”.
LA QUESTIONE FEMMINILE Per la rubrica pomeridiana “Sapere”, a partire dal 24 febbraio 1976 andò in onda sul Programma Nazionale un ciclo di dieci puntate sulla condizione della donna in Italia e all’estero, in una lunga inchiesta che spaziava dalla vita politica all’educazione, dal lavoro alla maternità. Cos’è la questione femminile Quante e quali donne Le radici della questione femminile La partecipazione delle donne alla vita politica La voce delle femministe L’educazione Il ruolo Il lavoro L’emancipazione Come una rivoluzione culturale
La violenza sulle donne Il numero dei delitti a sfondo sessuale contro le donne è sempre crescente. Questi casi oggi vengono sempre più spesso, denunciati: se ne occupano la stampa, la televisione, le istituzioni, ma non sempre è stato così. Basti pensare che in Italia, leggi come il delitto d’onore e il matrimonio riparatore sono state abrogate dal Parlamento solo nel 1981. E che una vera e propria legge sulla violenza sessuale è stata approvata in Italia sono nel 1996.
La discriminazione è un crimine Anche in periodo di pandemia, la scuola, pur nelle molteplici difficoltà, deve fornire agli studenti validi strumenti per una cittadinanza attiva nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione civica. Facendo seguito al Progetto “Il mio nome è donna” che Rai Scuola ha raccontato in uno speciale, l’Istituto tecnico statale di Sant’Agata Militello (Me), ha organizzato un convegno online contro la violenza di genere.
Speciali Rai Scuola – Sì, questo è un uomo I dati sulla violenza contro le donne in Italia rappresentano una realtà allarmante: ogni tre giorni viene commesso un femminicidio. Lo Speciale di Rai Scuola racconta i progetti portati avanti all’Istituto professionale Brambilla di Verres in Val d’Aosta, nati con l’obiettivo di proteggere le donne da ogni sopruso e a promuovere una concreta parità tra i sessi.
Parlamento Europeo e violenza sulle donne Metis Di Meo, per il programma Uno Mattina, intervista l’avvocatessa nigeriana per i diritti umani Hauwa Ibrahim, Premio Sakharov del Parlamento Europeo nel 2005 e Livia Zoli, di ActionAid Italia in occasione di un incontro sull’emancipazione femminile promosso dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2018. Processo per stupro In “Processo per stupro” (1979), il primo processo ripreso dal vivo dalle telecamere Rai, nel tribunale di Latina l’avvocato Tina Lagostena Bassi ha difeso una giovane vittima di uno stupro non solo dagli artefici della violenza, ma anche dai loro legali. Adriana Cavarero. La violenza sulle donne Episodi che hanno una portata simbolica forte come, ad esempio, il ratto delle sabine dimostrano, secondo la filosofa Adriana Cavarero – ospite del Kum! Festival di Ancona – quanto il tema della violenza sulle donne sia storicamente un tema fondante addirittura della costruzione di imperi: vincere il nemico, conquistare il suo territorio e le sue donne.
PHOTOGALLERY Uno sguardo visivo sull’universo femminile tra storia e contemporaneità: una selezione di scatti e illustrazioni che ritraggono le protagoniste del cambiamento, i momenti chiave dell’emancipazione e l’impegno creativo degli studenti nel dare voce al coraggio delle donne.
Le donne nella storia Il programma delinea un’analisi storica del ruolo femminile in Italia, evidenziando il passaggio da modelli di sottomissione a ruoli di cittadinanza attiva e protagonismo sociale. Le Donne nell’Italia del boom Tina Anselmi La donna fascista La caccia alle streghe Donne e fascismo Le donne nella resistenza Protagonisti della resistenza. gruppi di difesa della donna Le donne, il boom, il lavoro Donne, casa e lavoro: storia delle colf Le Maestre d’Italia
Accadde oggi al femminile Il progetto presenta un viaggio nel tempo attraverso le date simbolo che hanno ridefinito il ruolo della donna nella società, nella politica e nella scienza. Le donne votano (1945) Ventimila donne in Campo de’ fiori (1972) Serafina Battaglia, la prima donna contro la mafia (1962) Tereshkova, la prima donna nello spazio (1963) Nilde Iotti presidente della camera (1979) Le donne sacerdote (1992)
Le donne e il mondo del lavoro “Il Pil mondiale potrebbe crescere fino al 35% ed arrivare a 28 trilioni di dollari entro il 2025 se vi fosse un aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro”. (Fondo Monetario Internazionale) Il 25 marzo 1959 andava in onda la prima puntata de “La donna che lavora”, l’inchiesta di Ugo Zatterin e Giovanni Salvi sull’occupazione femminile e sul contributo delle donne alla vita socio-economica del Paese. Numerosissime le testimonianze dirette di operaie, casalinghe, mondine, commesse, magistrati, contadine: tasselli che restituiscono il complesso quadro del rapporto fra donne e lavoro negli anni Cinquanta. La donna che lavora-Il guaio di non essere uomini La donna che lavora-La fabbrica La donna che lavora-Al servizio della terra La donna che lavora-Braccianti del Sud La donna che lavora-Al servizio del pubblico La donna che lavora-Il lavoro in casa La donna che lavora-Libere professioni La donna che lavora-Il passato e il futuro Due volte più brave La scelta difficile Tu lavori, io lavoro! Donne braccianti
L’arte delle donne L’itinerario propone un’esplorazione del panorama artistico femminile contemporaneo, mettendo in luce come le donne stiano ridefinendo i confini dell’estetica, della tecnologia e dell’identità sociale. La cyber-spiritualità di Mariko Mori Bharti Kher e la nascita di una nuova specie Incontro con l’archistar Odile Decq Neda Shafiee, un’artista iraniana a Roma Elina Brotherus. L’artista e la modella L’ordinaria ambiguità nei video di Annika Larsson Urna di design… rinascita compresa! Giosetta Fioroni “My Story” Arte e restauro: la collezione della GNAM a Roma I Robodroidi di Saskia Corso
Celebri scrittrici Il progetto esplora il contributo fondamentale di alcune tra le più influenti scrittrici della storia, proponendo un percorso che intreccia la creazione letteraria con la lotta per l’emancipazione e l’uguaglianza. Grazia Deledda Elsa Morante Oriana Fallaci Alda Merini Emily Dickinson Virginia Woolf Marguerite Duras Marguerite Yourcenar Fernanda Piovano Agatha Christie
DESCRIZIONI E PIATTAFORME DOVE TROVARE QUESTI FILM La sezione propone un percorso cinematografico volto a narrare l’evoluzione della condizione femminile, intrecciando la memoria storica con le sfide contemporanee.
Suffragette (2015) – Regia di Sarah Gavron Ambientato nella Londra del primo Novecento, racconta la lotta cruda e senza sconti delle donne per il diritto di voto. Non è una favola, ma il ritratto del sacrificio necessario per ottenere un diritto che oggi diamo per scontato. Dove vederlo: Amazon Prime Video, Sky/NOW, a noleggio su Apple TV+.
Ma Rainey’s Black Bottom (2020) – Regia di George C. Wolfe Viola Davis interpreta la “Madre del Blues”. Il film esplora la tensione tra arte, razza e genere nell’America degli anni ’20, mostrando una donna che impone la propria voce in un mondo dominato da uomini bianchi. Dove vederlo: Netflix.
Nevenka: rompere il silenzio (2021) – Regia di Maribel Sánchez-Maroto Questa docuserie ripercorre la storia vera di Nevenka Fernández, la prima donna in Spagna a vincere una causa per molestie sessuali contro un politico, rompendo un tabù sociale pesantissimo. Dove vederlo: Netflix.
Self-made: la vita di Madam C.J. Walker (2020) – Creata da Nicole Jefferson Asher La miniserie segue l’incredibile ascesa della prima donna afroamericana a diventare milionaria con le proprie forze, creando un impero di prodotti di bellezza tra mille ostacoli razzisti e sessisti. Dove vederlo: Netflix.
Alla corte di Ruth – RBG (2018) – Regia di Betsy West e Julie Cohen Un documentario sulla vita di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema USA e icona pop, che ha dedicato l’intera carriera a combattere legalmente le discriminazioni di genere. Dove vederlo: A noleggio su Apple TV+, Amazon Prime Video.
Dove ci troviamo ora Una donna fantastica (2017) – Regia di Sebastián Lelio Film cileno premio Oscar che segue Marina, una donna trans che deve lottare contro il pregiudizio e l’esclusione dopo la morte del suo compagno. Una lezione intensa di dignità e resilienza. Dove vederlo: MUBI, a noleggio su Rakuten TV o Apple TV+.
Grace and Frankie (2015–2022) – Creata da Marta Kauffman e Howard J. Morris Una serie che con ironia e intelligenza sdogana temi come la sessualità, l’amicizia e l’imprenditoria femminile nella terza età, dimostrando che non si smette mai di reinventarsi. Dove vederlo: Netflix.
Period. End of Sentence. (2018) – Regia di Rayka Zehtabchi Un breve ma potente documentario che racconta la rivoluzione silenziosa in un villaggio indiano, dove le donne combattono lo stigma delle mestruazioni producendo assorbenti economici. Dove vederlo: Netflix.
Insecure (2016–2021) – Creata da Issa Rae e Larry Wilmore Esplora con estremo realismo e umorismo le sfide lavorative, sentimentali e identitarie delle donne nere contemporanee, lontano dai soliti stereotipi. Dove vederlo: Sky/NOW, Netflix (alcune stagioni).
Gloria Allred: dalla parte delle vittime (2018) – Regia di Roberta Grossman e Sophie Sartain Un ritratto dell’avvocata più famosa d’America nella difesa dei diritti delle donne, protagonista di battaglie legali storiche contro figure di potere maschile. Dove vederlo: Netflix.
Dove potremmo arrivare Becoming – La mia storia (2020) – Regia di Nadia Hallgren Un viaggio intimo nella vita di Michelle Obama. Oltre la politica, il film mostra come una donna possa mantenere la propria identità e missione anche sotto i riflettori più accecanti del mondo. Dove vederlo: Netflix.
Glow (2017–2019) – Creata da Liz Flahive e Carly Mensch Ambientata negli anni ’80, questa serie sulle lottatrici di wrestling femminile celebra il corpo delle donne in tutta la sua forza, imperfezione e solidarietà, lontano dai canoni estetici tradizionali. Dove vederlo: Netflix.
Erin Brockovich – Forte come la verità (2000) – Regia di Steven Soderbergh Basato su una storia vera, vede una madre single senza una laurea in legge sfidare un colosso energetico. È il simbolo della determinazione femminile contro l’ingiustizia ambientale. Dove vederlo: Netflix, Amazon Prime Video.
Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola (2021) – Regia di Amy Poehler Una commedia adolescenziale che insegna alle ragazze più giovani a fare rete, denunciare il sessismo scolastico e non avere paura di essere definite “ribelli”. Dove vederlo: Netflix.
Enola Holmes (2020) – Regia di Harry Bradbeer Le avventure della sorella minore di Sherlock Holmes dimostrano che l’intuito e l’indipendenza non sono doti solo maschili, riscrivendo le regole del genere investigativo. Dove vederlo: Netflix.
Il programma promosso dall’Istituto Comprensivo “Petrone” di Campobasso in collaborazione con EIP Italia
L’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso si conferma protagonista dell’innovazione educativa italiana partecipando alla fiera Didacta Italia 2026, presso la Fortezza da Basso di Firenze dal 11 al 13 marzo prossimi. In stretta collaborazione con EIP Italia Scuola Strumento di Pace, l’istituto molisano presenta un fitto calendario di eventi per presentare e condividere la progettualità e le riflessioni teorico attive con la rete nazionale “Didattica da Fuoriclasse”. Questa sperimentazione trasforma l’aula tradizionale in un “paesaggio didattico” e in una “bottega” orientativa. Attraverso il design thinking e le “sceneggiature educative”, gli studenti diventano protagonisti attivi, lavorando in classi aperte e intergenerazionali per sviluppare soft skill e competenze curricolari in modo trasversale.
Mercoledì 11 Marzo Suono e Lingua La partecipazione si apre alle ore 11:00 (Sala Seminari S13) con un focus sull’integrazione tra musica e discipline STEAM nel paesaggio didattico, a cura del Dirigente Giuseppe Natilli e della Prof.ssa Fabrizia Manocchio (per iscriverti clicca qui). Nel pomeriggio, alle ore 17:00 presso lo Stand j65, l’attenzione si sposta sul progetto “Amice Latine Discere”. L’incontro, che vede la partecipazione della Presidente Nazionale EIP Italia Anna Paola Tantucci insieme alle docenti Minicucci, Dalicco e Presutti, approfondisce lo studio del latino “fuoriclasse” in stretta connessione con i due Certamina dedicati alla valorizzazione delle eccellenze: Amice latine discere e il Certamen latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur“
Giovedì 12 Marzo Progettazione e Crescita La seconda giornata è dedicata alla struttura del modello educativo. Alle ore 12:30, il Comitato tecnico scientifico dell’istituto illustra il passaggio operativo da scuola tradizionale a paesaggio didattico. Alle ore 15:30 (Sala Seminari S13), il Dirigente Natilli e la Prof.ssa Paola Pinelli presentano il Design Thinking come metodologia per progettare la scuola del futuro partendo dall’analisi delle criticità. La giornata si conclude alle ore 17:00 con un intervento delle docenti Palange, Padulo, Totaro, Fanelli e Cornacchione sul tema della crescita come atto creativo e salto evolutivo dall’intuizione al pensiero. (per iscriverti clicca qui)
Venerdì 13 Marzo Competenze per il Futuro Il programma termina alle ore 11:00 con l’incontro “Ritorno al Reale” a cura delle Prof.sse Pinelli e Pasquale. L’intervento analizza come i paradigmi S.T.E.A.M. e S.C.A.L.E. trovino applicazione concreta in attività che spaziano dal coding all’organizzazione del ballo di fine anno, con l’obiettivo di formare i cittadini di domani.