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Natura e Cultura a Fregene

Il 5 giugno l’inaugurazione di Largo Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci


Fregene si prepara a celebrare due figure di spicco della cultura italiana, il cui lascito intellettuale e morale ha segnato profondamente la scuola del nostro Paese e la difesa dei beni culturali e ambientali. Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 10.30, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione di “Largo Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci”,  alla presenza del Sindaco Mario Baccini, dell’Assessore  ai lavori Pubblici Giovanna Onorati, di  Giovanni Di Michele gia’ Direttore delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Porto-Santa Rufina che ha conosciuto  i coniugi Tantucci, e la partecipazione di una rappresentanza di cittadini, docenti e  studenti degli istituti scolastici del territorio. Andrea Rinelli responsabile dell’ Oasi di Macchia Grande  gestita dal WWF ricorderà il grande Fulco Pratesi fondatore del WWF Italia e amico di Eugenia Tantucci.

Lo svelamento della targa avverrà in un luogo altamente simbolico: lo spazio antistante l’ingresso dell’Oasi WWF di Macchiagrande a Fregene, situato all’incrocio tra Via della Veneziana e Via Castellammare. 

La data scelta per la cerimonia, fortemente voluta e promossa dall’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace ETS (guidata dalla Preside Prof.ssa Anna Paola Tantucci), non è affatto casuale: il 5 giugno coincide infatti con la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’ONU nel 1972 e rappresenta un omaggio diretto all’impegno civico della Prof.ssa Eugenia Bruzzi Tantucci. Scrittrice, docente e preside, negli anni Ottanta si batté tenacemente insieme all’Associazione Italia Nostra, supportata da intellettuali come Antonio Cederna, Paolo e Alessandra Baffi, per salvare l’area di “Macchia Grande” dalla speculazione edilizia, contribuendo in modo decisivo a renderla l’oasi protetta del WWF che ammiriamo oggi. Partecipò nel 1975 alla fondazione del Ministero dei Beni Culturali, per il quale ideò la “Settimana dei Beni Culturali”, che continua tuttora con grande successo e che nel 2004 le è valsa la stella d’argento del Presidente della Repubblica come benemerita della cultura, della scuola e dell’arte. Come segretaria nazionale dell’Unione Lettori Italiani, ha portato avanti l’impegno per la diffusione della lettura nella scuola e per gli adulti, anche con il Concorso “Un autore per la scuola, un libro per domani”, in cui gli studenti svolgevano il ruolo di giurati e sceglievano il poeta vincitore. Fu anche un’apprezzata traduttrice: la sua delicata versione de Il piccolo principe (1964) ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale.

Accanto a lei, nella vita e nel lavoro, vi è stato il Prof. Vittorio Tantucci, illustre latinista, cui intere generazioni di studenti devono il proprio percorso di formazione classica. Come noto, infatti, si tratta dell’autore della celebre Sintassi latina, pubblicata per la prima volta nel 1944 ed espressamente dedicata alla moglie e collaboratrice Eugenia. L’opera si è imposta rapidamente non solo in Italia ma anche all’estero, distinguendosi per il rigoroso approccio scientifico e l’insuperabile chiarezza espositiva. Con commozione ricordo di avere studiato anch’io negli anni del mio liceo con la sintassi del Prof. Tantucci. 

Il 17 novembre 1962 a Roma la morte lo strappa, a soli 47 anni, agli studi e all’affetto dei suoi cari. Fra i numerosi riconoscimenti post mortem ha ricevuto la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, conferitagli dal Presidente Giuseppe Saragat.

L’attualità del suo metodo è confermata dalle costanti riedizioni dei suoi lavori, con titoli evocativi per molti: Nova Maia, Aurea Roma, Urbis et orbis lingua e il recentissimo Nomina rerum uscito nel 2026. 

I coniugi Tantucci hanno coltivato un profondo legame con il territorio di Fiumicino nel corso degli anni, luogo di elezione per la propria vita, tanto da scegliere il Cimitero di Maccarese, dove si trova la cappella di famiglia, come luogo in cui riposare. 

Come ricordano i promotori, l’eredità di Vittorio ed Eugenia testimonia uno “straordinario connubio tra natura e cultura”. Questa intitolazione, promossa dalla Giunta del Comune di Fiumicino non è dunque un tributo formale, ma un’occasione di autentico nutrimento per lo spirito cittadino e un atto di memoria collettiva, affinché l’impegno di questi due pionieri dell’educazione e dell’ambiente continui ad ispirare le nuove generazioni.

Giovanni Di Michele


Certamen ποιητικόν a squadre ‘Ut pictura poësis’

Premiazione della IV edizione


Il 29 maggio 2025 l’Aula Magna dell’Università LUMSA sarà sede della premiazione della IV edizione di “Ut pictura poësis”, certamen ποιητικόν a squadre istituito dal Liceo “Goffredo Mameli” – Istituto di Istruzione Superiore “Tommaso Salvini” di Roma per fare scoprire agli studenti italiani e europei le lingue classiche antiche (latino e greco), dimostrando come esse siano tuttora ‘moderne’,  in quanto capaci di veicolare contenuti anche di attualità grazie all’utilizzo inclusivo di altre forme dell’ingegno (poesia, disegni, immagini e brevi testi di riflessione) elaborate dal lavoro di gruppo.

La cerimonia di premiazione inizierà alle ore 9.30 con i saluti di Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA, di Patrizia Bertini Malgarini, direttore del CLIC, Università LUMSA e di Paolo Pedullà, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Tommaso Salvini” di Roma.

Seguiranno due momenti per alcuni interventi. Una prima sessione con interventi di Emanuela Andreoni Fontecedro, professore senior, Università di Roma Tre, già ordinario di Letteratura latina (Alle radici dell’Occidente: il ‘De re publica’ di Cicerone) e Anna Paola Tantucci, presidente École Instrument de Paix E.I.P. Italia (Fluctuat nec mergitur. Navigare nel caos con la bussola dei Classici). 

Le attività continueranno con una seconda sessione che vedrà l’intervento di Roberta Caradonna, docente del Liceo Ginnasio Statale “Goffredo Mameli – IIS Tommaso Salvini” – Il Certamen “Ut pictura poësis”, una competizione per crescere: giovani talenti alla scoperta del Latino, insieme a una serie di collegamenti con le scuole dei Paesi Ue aderenti al Certamen.
Concluderà il programma l’articolata cerimonia di premiazione.
 



Il Certamen “Ut pictura poësis” (la poesia è come un dipinto), realizzato con i patrocini di E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, prevede una prova a squadre articolata in due sezioni di concorso, una per studenti di primo anno dei licei classici, una per studenti di primo anno dei licei scientifici, linguistici e delle scienze umane, ambedue incentrate sulla traduzione di una frase latina (o anche greca, per i licei classici) da illustrare nel suo significato mediante disegni, brevi testi di riflessione o una poesia sul tema scelto. Per ciascuna sezione saranno premiate le squadre classificate al primo e al secondo posto a giudizio della Commissione del Certamen.

Campobasso punto di riferimento per il latino nella Secondaria di I grado

Grande successo per la XIV edizione del Certamen “Amice, latine discere”


Si è svolta mercoledì 20 maggio, presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso, l’attesa quattordicesima edizione del Certamen nazionale in lingua latina “Amice, latine discere”. Un evento unico nel suo genere in Italia, essendo dedicato specificamente agli studenti della scuola secondaria di I grado che si cimentano nello studio del latino.

La manifestazione si è aperta con i saluti istituzionali delle massime autorità territoriali, tra cui il Prefetto di Campobasso Michela Lattarulo, la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale rappresentata dalla dirigente Anna Paolella e l’Arcivescovo Biagio Colaianni, a testimonianza della forte rilevanza culturale ed educativa assunta dalla competizione negli anni.

Il tema di questa edizione, “Fides, libertas, amicitia, praecipua humani animi bona” (tratto dalle Historiae di Tacito), è stato declinato attraverso un format in tre quadri di approfondimento, ciascuno arricchito da interventi di relatori, letture dai classici, brevi spiegazioni di celebri opere d’arte ed esibizioni musicali curate dai ragazzi della scuola.

Primo quadro – Fides. La Prof.ssa Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia, ha condotto un’intensa riflessione sul valore della lealtà e del rispetto della parola data, spiegando come la fides romana sia ancora oggi il principio fondante dei diritti umani e della pace, da opporre alla “legge della forza”. Il concetto è stato esaltato da estratti del De Officiis di Cicerone e dalla visione dell’affresco La Fede di Giotto, conservato nella Cappella degli Scrovegni.

Secondo quadro – Libertas. Il Prof. Mario Lauletta ha dialogato con gli adolescenti sull’importanza del pensiero critico, sottolineando come la vera libertà si ottenga attraverso lo studio per difendersi dai pregiudizi. Il pubblico ha potuto apprezzare la lettura celebre favola Il lupo e il cane di Fedro, accompagnata dall’immagine Flying Balloon Girl di Bansky.

Terzo quadro – Amicitia: gli studenti hanno presentato alcune riflessioni sul tema in dialogo con Seneca, Cicerone e Publilio Siro, sotto lo sguardo dell’autoritratto con amico di Raffaello Sanzio.

A tirare le fila della giornata è stata l’archeologa e redattrice di Vatican News Maria Milvia Morciano. Con una splendida metafora, ha invitato i ragazzi a diventare “archeologi di se stessi”: togliere la polvere della superficialità moderna per riscoprire quei bona (beni) dell’animo umano che appartengono ai giovani di oggi esattamente come a quelli di duemila anni fa.

La giornata ha poi vissuto il suo momento culminante con la premiazione dei talentuosi studenti vincitori, arrivati a Campobasso per le prove da scuole di Lombardia, Lazio, Toscana, Abruzzo e Puglia.

Il Dirigente scolastico della “Petrone”, Giuseppe Natilli, che da oltre vent’anni è promotrice di questo percorso di avvicinamento al latino, ha espresso grande soddisfazione, definendo il Certamen non una semplice gara, ma un “vero laboratorio nazionale di cultura classica”.

Oggi più che mai, l’iniziativa molisana assume un significato cruciale: il Ministero dell’Istruzione e del Merito prevede infatti il reinserimento del latino nel primo ciclo di istruzione a partire da settembre 2026. “Il percorso costruito dalla nostra scuola rappresenta un modello concreto, già sperimentato e consolidato” ha rimarcato Natilli. Un successo che conferma come la scuola, per essere davvero formativa, “deve avere il coraggio di anticipare il futuro, non semplicemente di inseguirlo”.

I “Tamburi della Pace” risuonano alla D’Ovidio-Nicolardi di Napoli

Riportiamo qui la riflessione della Presidente della Commissione Scuola della V Municipalità dott.ssa Margherita Siniscalchi, che ha sempre a cuore le iniziative e i percorsi educativi di EIP Campania


La giornata, organizzata con la Dirigente scolastica Maria Parascandalo, e promossa dalle delegate Paola Carretta ed Elvira D’Angelo, si è svolta il 14 aprile 2026.

Oggi ho avuto l’onore e il piacere di partecipare a un’iniziativa che tocca il cuore del nostro impegno educativo: i “Tamburi della Pace”.
L’iniziativa, promossa dall’associazione EIP – École Instrument de Paix (Scuola Strumento di Pace), non è solo una celebrazione simbolica. L’EIP svolge da anni un lavoro prezioso a livello internazionale e locale, riconosciuto dall’UNESCO, portando nelle classi una metodologia concreta: educare alla pace non come concetto astratto, ma come diritto umano e dovere civico.
Sentire il ritmo dei ragazzi oggi è stato potente e ogni anno partecipo a questa manifestazione con tanta emozione poiché penso che la scuola è la nostra prima e più importante “palestra di pace”:
🔹 È qui che si impara che il conflitto si risolve con il dialogo e non con la forza.
🔹 È qui che la gentilezza diventa un atto di coraggio contro l’indifferenza.
🔹 È qui che si costruisce il senso di comunità, dove ogni “battito” individuale contribuisce all’armonia di tutti e osservare i giovani studenti che sono animati da tanta energia per investire per il proprio futuro è un’immensa soddisfazione
Investire in percorsi come quello dei “Tamburi della Pace” significa dare ai nostri studenti gli strumenti per diventare cittadini consapevoli, capaci di trasformare la diversità in ricchezza.
Un ringraziamento profondo alla Dirigente Scolastica, al corpo docente della D’Ovidio-Nicolardi e all’Associazione EIP per l’instancabile dedizione. La Municipalità 5 continuerà a sostenere con forza queste sinergie che mettono al centro il futuro e la serenità dei nostri ragazzi. È stato un momento di grande sinergia istituzionale. Desidero ringraziare sentitamente l’Assessora all’Istruzione Maura Striano e il Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi
per la loro costante attenzione e presenza sul nostro territorio e per la promozione della cultura della Pace nelle scuole perché insieme costruiamo un futuro dove la parola “pace” sia scritta nei fatti, non solo sulle pagine dei libri”.

“La pace non è un traguardo lontano,
è il ritmo con cui camminiamo insieme
ogni giorno.”

Municipalità5 #Scuola #Pace #EIP #ScuolaStrumentoDiPace #DOvidioNicolardi #TamburiDellaPace #Napoli #EducazioneCivica #Inclusione

Quando il latino parla (ancora) ai ragazzi

Il 20 maggio la premiazione del XIV Certamen patrocinato da E.I.P. Italia


Il prossimo mercoledì 20 maggio 2026, l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso aprirà le sue porte per ospitare la solenne cerimonia di premiazione della XIV edizione del Certamen “Amice, latine discere”.

Questo prestigioso evento è organizzato dalla Petrone in collaborazione con il Liceo Classico “Mario Pagano” della città e si avvale con orgoglio del patrocinio della nostra Associazione E.I.P. Italia – Scuola Strumento di Pace, nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il concorso è dedicato agli studenti del terzo anno della Scuola Secondaria di primo grado e si pone l’importante obiettivo di incentivare lo studio della lingua latina, valorizzandola come elemento fondamentale della tradizione culturale italiana e consolidando il suo legame con la didattica dell’italiano.

All’insegna del profondo motto tacitiano “Fides, libertas, amicitia, praecipua humani animi bona” (Tac., Hist. I, 15), la manifestazione vuole premiare il merito e l’impegno dei ragazzi. I migliori elaborati, valutati da una commissione presieduta dal Dirigente scolastico del Liceo “Pagano”, saranno premiati con riconoscimenti in denaro: 200 euro al primo classificato, 150 al secondo e 100 al terzo, con la possibilità di assegnare menzioni speciali agli studenti che si sono particolarmente distinti.

L’incontro sarà introdotto dai saluti del Prof. Giuseppe Natilli, Dirigente scolastico dell’I.C. “Petrone”, e dell’Ing. Antonello Venditti, Dirigente scolastico del Liceo “Pagano”, con il coordinamento del Prof. Francesco Rovida, Dirigente scolastico e Coordinatore della formazione EIP Italia.

La cerimonia vedrà una ricca partecipazione istituzionale, con i saluti della Dott.ssa Mirella Nappa (Direttore Ufficio scolastico regionale per il Molise), della Dott.ssa Michela Lattarulo (Prefetto di Campobasso) e di Mons. Biagio Colaianni (Arcivescovo metropolita di Campobasso – Bojano).

A testimoniare la vicinanza della nostra Associazione all’iniziativa, interverrà la Prof.ssa Anna Paola Tantucci, Presidente nazionale EIP Italia. Ad arricchire il dibattito seguiranno gli interventi del Prof. Mario Lauletta, docente del Liceo “Pagano”, e della Dott.ssa Maria Milvia Morciano (Archeologa, Storica dell’Arte e Redattrice di Vatican News – Radio Vaticana) e una lettura scenica degli studenti dal titolo “Quando il latino parla ancora ai ragazzi” con interventi musicali curati dagli studenti del corso ad indirizzo musicale.


La rete dei Certamina si unisce per il Patrimonio culturale immateriale

Le competizioni di lingua latina si candidano all’UNESCO


La lingua latina non è certo reliquia da relegare in soffitta, ma una “straordinaria passaporta” verso il nostro futuro e l’ossatura valoriale della società occidentale. Con questa profonda consapevolezza nasce il progetto “Urbes Latinae Linguae® – La rete dei Certamina”, un’ambiziosa iniziativa che mira a candidare i concorsi di latino italiani come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità presso l’UNESCO.

L’obiettivo del comitato promotore — composto dalla prof.ssa Elena Merino Gómez, dal prof. Renato Benintendi, dall’ing. Massimo Sera e dall’avv. Daniela Reale — è quello di creare un’organizzazione stabile che riunisca le eccellenze italiane nella promozione delle materie classiche, contrastando la progressiva marginalizzazione dello studio del latino in Europa.

La rete, in continua espansione, unisce storicamente i poli più importanti dei Certamina italiani, veri e propri luoghi dell’identità storica legati ai grandi autori della classicità: Arpino (Marco Tullio Cicerone – Eloquenza); Napoli (Virgilio – Epos); Sulmona (Ovidio – Mito); Venosa (Orazio – Satire e Ars Vivendi); Padova (Tito Livio – Storiografia); Terni (Tacito – Storiografia); Salerno (Ippocrate – Schola Medica Salernitana).

Queste competizioni sono gare di traduzione, che divengono potenti mezzi di trasmissione della tradizione letteraria e dei valori etico-civili (come dignitas, humanitas, fides e pax) alle nuove generazioni.

Un momento fondamentale per il consolidamento di questo progetto si terrà nell’ambito del Certamen Ciceronianum Arpinas, la competizione internazionale istituita nel 1980 che ogni anno richiama studenti da tutta Europa nella città natale di Cicerone.

Sabato 9 maggio 2026, alle ore 17:00, presso Palazzo Borromeo ad Arpino, si terrà una conferenza ufficiale dedicata al progetto UNESCO “Urbes Latinae Linguae – La rete dei Certamina”. L’incontro vedrà gli interventi dei promotori del progetto: l’avv. Daniela Reale, la prof.ssa Elena Merino Gomez e il prof. Renato Benintendi.
In questo prestigioso contesto sarà presente Anna Paola Tantucci, Presidente di E.I.P. Italia École Instrument de Paix e organizzatrice del Certamen latinum “Vittorio Tantucci”.

La proposta di adesione del Certamen “Vittorio Tantucci” rappresenta un tassello cruciale per la rete Urbes Latinae Linguae, in quanto ne condivide l’elemento fondante della collaborazione strutturata e dell’eccellenza. Dedicato alla memoria del celebre autore della più nota grammatica e sintassi latina del dopoguerra, questo concorso rappresenta un unicum nel panorama nazionale. A differenza delle competizioni tradizionali, il “Tantucci” non richiede la traduzione di un testo antico, ma la creazione di un testo originale in lingua latina (in prosa, in poesia o attraverso elaborati multimediali). Sotto il motto istituzionale “Musae alunt oblectant ornant solantur”, il Certamen ha chiamato gli studenti a vestire i panni degli antichi autori per affrontare temi di stringente attualità globale: dalla tutela ambientale, al dramma dei profughi nel Mediterraneo, fino al valore della pace e della solidarietà.

L’unione di queste eccellenze sotto l’egida del progetto UNESCO dimostra, ancora una volta, che la lingua latina è uno strumento vivo e pulsante. Come ricordato nel Preambolo dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO, “poiché le guerre nascono nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace”.
E i Certamina, educando al pensiero critico e alla bellezza, continuano a costruire instancabilmente queste difese.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 come laboratorio di diritti, pace e cittadinanza attiva

Educare al futuro


Maggio è da sempre un mese cruciale per le scuole e anche per i percorsi di Educazione civica, un momento in cui si tirano le somme dei progetti portati avanti durante l’anno. Quest’anno, maggio segna anche il ritorno del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, la più grande iniziativa italiana dedicata alla sensibilizzazione sui temi dell’Agenda 2030 dell’Onu, promossa dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).
Per chi, come la nostra associazione, fa dell’educazione ai diritti umani e alla pace la propria missione quotidiana, il Festival rappresenta una risorsa didattica e formativa straordinaria.
L’Agenda 2030 non è solo una questione ambientale, ma un progetto globale di giustizia sociale, uguaglianza e pace.

Gli organizzatori del Festival ci ricordano “Tre buoni motivi” per prendere parte a questa mobilitazione, che risuonano profondamente con i valori che cerchiamo di trasmettere nelle nostre aule: Contribuire al cambiamento; Essere parte di un’azione collettiva; Abitare un pianeta più sano.

    Questi tre pilastri sono la base di qualsiasi pedagogia della pace: non c’è pace senza giustizia climatica e non c’è tutela dei diritti umani senza un’azione collettiva e consapevole.

    Il Festival, il cui evento di apertura si è tenuto il 6 maggio a Milano, offre un ricchissimo cartellone di eventi, utili per stimolare dibattiti in classe o per l’aggiornamento professionale. Vi segnaliamo, in particolare, alcune iniziative e risorse preziose per chi insegna.
    È già disponibile per l’ascolto la prima puntata del podcast dell’ASviS “Note di Sostenibilità”, dedicata proprio al tema cruciale dell’inclusione. Un ottimo materiale da proporre agli studenti per avviare riflessioni sulle disuguaglianze.
    La mattina dell’8 maggio si terrà, in diretta da Bruxelles, un importante evento dedicato alla società civile europea.
    L’11 maggio è in programma un focus su “La città delle donne. Spazi, servizi e lavoro per una nuova idea di cittadinanza”, per esplorare la parità di genere nella vita quotidiana.
    Il 12 maggio si discuterà del “Futuro dell’Intelligenza Artificiale”, un tema imprescindibile per educare i ragazzi a un uso consapevole e rispettoso dei diritti umani nelle nuove tecnologie.

    Inoltre, l’Agenda 2030 si sta diffondendo sempre di più nei territori attraverso i “Local Festival”, con iniziative da Milano a Roma, dalla Sardegna a Modena e molte altre realtà locali. Il programma vede la partecipazione di voci illustri del panorama scientifico, culturale e civile, tra cui il Premio Nobel Giorgio Parisi, il filosofo Telmo Pievani e il Presidente della CEI Matteo Maria Zuppi.

    Il Festival prevede una sezione dedicata appositamente alla partecipazione di scuole e università, che hanno realizzato laboratori sui diritti, percorsi di educazione alla pace o progetti ambientali: non perdiamo l’occasione di far sentire la voce della scuola, il luogo per eccellenza in cui si costruiscono le fondamenta di una società equa, pacifica e sostenibile.

    Per consultare il cartellone completo, rivedere le dirette o ascoltare le nuove rubriche come “Insights” (con il Direttore scientifico Enrico Giovannini), potete visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

    Insegnare la pace significa anche imparare a progettare un futuro sostenibile. Buon Festival a tutte e tutti!

    In Campidoglio si celebrano le radici e il desiderio di pace

    Successo per la chiusura dell’XI edizione di “Salva la tua lingua locale – sezione scuola”


    Lunedì 27 aprile la magnifica cornice dell’Aula “Giulio Cesare” in Campidoglio ha ospitato la Cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del concorso nazionale “Salva la tua lingua locale – Sezione Scuola”.
    L’iniziativa, promossa dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) e da Autonomie Locali Italiane (ALI), ha visto come sempre la fondamentale collaborazione e co-promozione dell’E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace ETS.
    I numeri di quest’anno testimoniano una vitalità e un interesse crescenti per la tutela dei dialetti: circa mille studenti e oltre novanta istituti scolastici provenienti da tutta Italia, compresa una rappresentanza da Rovigno in territorio croato, si sono cimentati nella stesura di opere in poesia, prosa e musica.

    La Cerimonia ha visto il saluto inizia di Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, e gli interventi di Antonino La Spina, Presidente UNPLI, Luca Abbruzzetti, Presidente ALI Lazio, Bruno Manzi, Comitato Garanti del Premio, Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia, Elio Pecora, Presidente della Giuria, e Matteo Corbucci, referente ARCE.

    L’evento conclusivo ha rappresentato non solo un momento di celebrazione letteraria, ma una celebrazione dell’educazione civica e della cittadinanza attiva, valori fondanti della nostra Associazione.
    A sottolineare il profondo significato pedagogico del premio è stata Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia e coordinatrice della Giuria, la quale ha evidenziato che “la peculiarità ed il valore della Sezione Scuola del Concorso consiste nella collaborazione e interazione tra la scuola, agenzia fondamentale per l’educazione e la formazione e per la conservazione delle identità locali, in sinergia con le Pro Loco presidi della valorizzazione dell’identità e del patrimonio culturale immateriale e con la presenza dei cultori della lingua del territorio”. La Presidente ha inoltre rivolto un “grande apprezzamento per gli insegnanti che continuano a mantenere vivo nei loro studenti l’amore per le tradizioni e le lingue locali, accanto alla conoscenza e competenza nella lingua italiana”.

    Una lettura attenta dei lavori premiati, raccolti nell’Antologia 2025/2026, rivela come i ragazzi non utilizzino il dialetto come reperto folcloristico, ma come una lingua viva, ruvida e sincera, capace di affrontare i drammi del presente e le complessità dell’animo umano.
    I contenuti spaziano attraverso tematiche di significativa profondità e attualità. Vi è una forte condanna della violenza e dei conflitti, magistralmente espressa nel parallelismo tra la tragica realtà delle trincee descritta in lingua napoletana e lo straziante racconto musicale in siciliano dedicato alla piccola palestinese Hind Rajab, vittima della guerra a Gaza. Il dialetto si fa poi strumento intimo per esplorare l’ecologia, dando voce al lamento della natura ferita dall’inquinamento nei versi calabresi, o per esorcizzare le paure ataviche, come nel racconto friulano che trasforma il terrore del terremoto nella leggenda di un orco intrappolato nelle montagne.
    Non mancano, inoltre, preziose testimonianze storiche e sociali, come la commovente prosa in istrioto-rovignese che ripercorre il dolore dell’esilio e dell’emigrazione in Australia, o i dialoghi intergenerazionali molisani in cui la guerra e la pace vengono raccontate da una nonna al nipote come due sorelle figlie della stessa umanità.
    Emergono poi i canti d’amore per i propri territori, dai ritmi rap che celebrano Santa Maria Capua Vetere all’orgoglio di restare nella propria terra del Sud opponendosi all’abbandono, tematica vibrante nei componimenti giunti dalla Calabria.

    A dare una chiave di lettura universale a questa produzione giovanile è stato Elio Pecora, Presidente della Giuria. Durante la cerimonia, ha rimarcato il potenziale conoscitivo delle lingue locali spiegando che “i dialetti sono lo strumento per avvicinare i ragazzi a una realtà più materiale, a un mondo dove si viveva più direttamente la giornata”. Il poeta ha poi lanciato un monito cruciale sul valore delle parole: “Responsabilizzarsi della lingua è importante: ci sono parole definite scatole vuote – come libertà, democrazia, amore e dolore – e noi dobbiamo riempirle di cose. Più conosciamo parole e più esprimiamo meglio i nostri pensieri”.
    Richiamando la sua prefazione all’antologia, Pecora ci ricorda infatti che “la poesia come educazione ai sentimenti e dei sentimenti” trova terreno fertile nei giovani, poiché “il bambino e l’adolescente, ancora spogli delle stretture e strutture che affaticano la giornata degli adulti, possono goderne meglio e di più”.

    La giornata si è conclusa con l’assegnazione di riconoscimenti speciali, tra cui il Premio “Cultori del dialetto e delle lingue locali” al Professor Francesco Avolio e il Premio “Testimone del Genius Loci” ad Angela Puglisi.

    Questa undicesima edizione ha dimostrato, ancora una volta, che salvare le lingue locali significa offrire alle nuove generazioni radici solide con cui costruire ponti di pace, comprensione e identità proiettati verso il futuro.


    Il Latino dialoga con il presente

    Successo per la XIV edizione del Certamen “Vittorio Tantucci”


    Il 18 aprile 2026, presso la Sala Giubileo della Libera Università LUMSA a Roma, si è tenuta con grande partecipazione la solenne Cerimonia di Premiazione del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”, giunto alla sua quattordicesima edizione. L’evento, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per la valorizzazione delle eccellenze, è stato organizzato sapientemente dall’École Instrument de Paix (EIP) Italia, in stretta collaborazione con l’Università LUMSA e l’Accademia Italiana di Poesia.

    La cerimonia, che ha previsto il saluto del Magnifico Rettore della LUMSA Francesco Bonini, si è posta sotto il motto ispiratore “Musae alunt oblectant ornant solantur”, ricordando come la poesia sia nutrimento dell’anima e conforto in ogni momento della vita.

    Il cuore dell’evento è stato il Convegno di Studio che ha esplorato le due grandi tematiche dell’edizione di quest’anno, sfidando gli studenti a riflettere sul presente attraverso le lenti della cultura latina.
    Per gli studenti del triennio (secondo biennio e quinto anno), la riflessione ha preso le mosse dalla celebre affermazione di Lucrezio, Naturae species ratioque. In un’era complessa definita “Antropocene”, la Prof.ssa Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia, ha evidenziato come la sfida ecologica e il riscaldamento globale impongano all’umanità di passare dall’illusione del dominio sulla natura a una consapevole “appartenenza”, superando l’antropocentrismo predatore.
    Il Prof. Piergiorgio Parroni ha presentato un approfondimento sulla scienza e la ricerca di Dio in Seneca, illustrando come nello stoicismo studiare la natura equivalga a viverci in armonia; la Prof.ssa Emanuela Andreoni Fontecedro e il Prof. Paolo De Paolis hanno approfondito l’opera di Lucrezio, evidenziando lo sforzo di tradurre concetti filosofici in un latino che all’epoca soffriva di egestas linguae (povertà linguistica); infine, il Prof. Antonio Marchetta ha esaminato la polisemia del termine “natura” e il poeta Elio Pecora ha guidato ad un percorso di comprensione del valore di Lucrezio poeta nella visione contemporanea.

    Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato il conferimento del Premio “Vittorio Tantucci” per la diffusione della cultura classica 2026 al Prof. Piergiorgio Parroni, Professore emerito di Filologia classica all’Università “La Sapienza“ di Roma.
    Il premio ha inteso celebrare non solo la sua ineguagliabile eccellenza filologica nella cura di testi complessi (come Pomponio Mela e Seneca), ma soprattutto la sua profonda “humanitas”, ovvero la capacità di guidare generazioni di studenti coniugando il rigore scientifico con un supporto umano straordinario.

    I lavori degli studenti, pervenuti da tutta Italia, hanno mostrato un’importante maturità linguistica e culturale.

    Nella prima sezione (triennio), il Primo Premio Nazionale (borsa di studio) è stato assegnato agli studenti del Liceo Classico “T. Tasso” di Salerno per il video multimediale Dialogus de natura. L’opera ha messo a sistema un consiglio di saggi (tra cui Seneca e Plinio) che, con il supporto finale del Cantico delle Creature di San Francesco, ha saputo trasformare la riflessione scientifica in un invito all’amorevole custodia della Terra.

    Per la seconda sezione (biennio), ha trionfato il Liceo Scientifico “A. Righi” di Roma con il lavoro multimediale Ubi schola omnibus patet, ibi humanitas crescit. Ispirandosi alla pedagogia di Quintiliano, gli studenti hanno illustrato come la classe sia una palestra insostituibile in cui le differenze si armonizzano.

    Mentre nella categoria cultori il Prof. Mauro Pisini è stato premiato per l’elegante carme in esametri Horizon, apprezzato per la sua lode lirica del mondo fisico e dei dettagli della natura.

    qui trovi l’elenco completo dei vincitori

    qui trovi l’intervento di Anna Paola Tantucci