Giornata mondiale delle competenze dei giovani – 15 luglio
Ogni anno, il 15 luglio, si celebra la Giornata mondiale delle competenze dei giovani (World Youth Skills Day), istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sull’importanza dell’istruzione, della formazione e dello sviluppo delle competenze come strumenti essenziali per favorire l’inclusione, l’occupazione e la crescita delle nuove generazioni.
Oggi più che mai, in un mondo in continua trasformazione, segnato dall’innovazione tecnologica, dalla transizione digitale, dai cambiamenti climatici e da nuove sfide economiche e sociali, investire nei giovani significa investire nel futuro dell’intera collettività. In questo scenario, le competenze rappresentano un patrimonio fondamentale non solo per accedere al mondo del lavoro, ma anche per partecipare in modo consapevole alla vita della società.
Tuttavia, educare non significa semplicemente trasmettere nozioni. Al contrario, come affermava il pedagogista brasiliano Paulo Freire, «L’educazione non cambia il mondo: cambia le persone che cambiano il mondo.» La formazione diventa, quindi, un processo che accompagna ogni individuo nella costruzione della propria identità, nello sviluppo dell’autonomia e nella capacità di interpretare criticamente la realtà.
Di conseguenza, accanto alle competenze tecniche e digitali, assumono un’importanza crescente anche le cosiddette competenze non cognitive e trasversali, come la comunicazione, la collaborazione, il pensiero critico, la creatività, la resilienza e la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Sono proprio queste abilità, infatti, che permettono ai giovani di affrontare contesti sempre più complessi e in continua evoluzione.
In quest’ottica, assume particolare rilievo anche il concetto di benessere eudaimonico. A differenza, infatti, di una visione centrata esclusivamente sulla ricerca del piacere o della soddisfazione immediata, la prospettiva eudaimonica si focalizza su quei fattori, come le virtù, che favoriscono lo sviluppo e la piena realizzazione delle potenzialità individuali. Ne consegue che educare implica creare le condizioni affinché ogni giovane possa scoprire i propri talenti, coltivarli e metterli al servizio della comunità, costruendo un percorso di vita autentico e significativo.
Del resto, ogni ragazza e ogni ragazzo possiedono capacità, interessi e aspirazioni differenti. Per questa ragione, è fondamentale promuovere una scuola inclusiva, una formazione di qualità e opportunità di apprendimento permanente, capaci di valorizzare le diversità e di offrire a tutti gli strumenti necessari per esprimere il proprio potenziale.
Non a caso, lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry ricordava che «Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.» Le sue parole invitano gli adulti a non perdere di vista la curiosità, la fantasia e la capacità di immaginare il futuro, qualità che caratterizzano l’età giovanile e che rappresentano una preziosa risorsa per l’innovazione.
D’altra parte, la storia dimostra che molte delle più importanti trasformazioni culturali, scientifiche e sociali sono nate proprio dall’entusiasmo e dalla determinazione delle nuove generazioni. Spesso, infatti, i giovani hanno avuto il coraggio di mettere in discussione modelli consolidati, proponendo nuove idee e nuove soluzioni ai problemi del loro tempo.
Oggi, però, crescere significa anche confrontarsi con sfide sempre più articolate: la crisi climatica, l’intelligenza artificiale, le trasformazioni del mercato del lavoro, la diffusione dei social media e l’incertezza economica richiedono competenze nuove e una formazione continua. Per affrontare efficacemente questi cambiamenti, diventa essenziale imparare non solo a utilizzare le tecnologie, ma anche a farne un uso responsabile, etico e consapevole.
In questo contesto, anche Giacomo Leopardi, pur riflettendo sulla complessità della condizione umana, riconosceva il valore dell’immaginazione come forza capace di superare i limiti del presente. Proprio questa capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato rende i giovani protagonisti del cambiamento e motore dell’innovazione.
Per questo motivo, la Giornata mondiale delle competenze dei giovani non coinvolge soltanto gli studenti o chi si affaccia al mondo del lavoro, ma chiama in causa l’intera società. Famiglie, scuole, università, istituzioni, imprese e associazioni condividono, infatti, la responsabilità di creare ambienti nei quali i giovani possano crescere, sperimentare, sbagliare, imparare e costruire il proprio futuro con fiducia.
In definitiva, investire nelle nuove generazioni significa rafforzare il capitale umano di una comunità, promuovere l’innovazione e favorire uno sviluppo più equo e sostenibile. Ogni opportunità formativa, ogni talento valorizzato e ogni competenza acquisita, infatti, rappresentano un investimento destinato a produrre benefici non solo per il singolo individuo, ma per l’intera società.
In conclusione, il 15 luglio ricorda che i giovani non sono soltanto i cittadini di domani, ma protagonisti del presente. Perciò, ascoltarne le idee, sostenerne i percorsi di crescita e offrire loro gli strumenti per realizzare le proprie potenzialità significa costruire una società più inclusiva, dinamica e capace di affrontare con fiducia le sfide del futuro.
Come suggello di questo messaggio, Pablo Neruda scriveva: «Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera.» Allo stesso modo, quando vengono sostenuti da un’educazione di qualità e da reali opportunità di crescita, i giovani continuano a rappresentare la forza più autentica del cambiamento e della speranza.
Prof.ssa Italia Martusciello

