Insegnamento del Latino: un’occasione fondamentale di incontro con testimonianze significative per la formazione della cittadinanza e del pensiero critico

Rapporto EIP Italia Scuola strumento di pace ETS per la revisione delle Indicazioni Nazionali dei Licei


Come Associazione deputata alla valorizzazione del patrimonio culturale e dell’identità nazionale delle eccellenze giovanili, riconosciamo nell’insegnamento e nell’apprendimento del Latino un’occasione fondamentale di incontro con testimonianze significative per la formazione della cittadinanza e del pensiero critico. Condividiamo con convinzione la prospettiva secondo cui l’esercizio della traduzione non debba essere banalizzato come mero problem solving, ma vada valorizzato formalmente come pratica che attiva e consolida abilità metacognitive e logico-analitiche, promuovendo anche la riflessione sulle proprietà semantiche e sul patrimonio lessicale della lingua. 

A questo proposito, per aderire pienamente alle esigenze formative attuali, riteniamo necessario che le Indicazioni rafforzino alcuni obiettivi e integrino lo statuto epistemologico e gli aspetti metodologici, in particolare:

1. Sottolineare la necessità di una lettura ad alta voce corretta ed espressiva dei testi, favorendo più occasioni di esercizio e di condivisione. La lettura è infatti un impegno mentale che coinvolge sottili processi cognitivi, in particolare è un’attività di strutturazione consistente nel mettere i segni del testo in rapporto tra loro e in relazione ai codici del sistema lingua di riferimento. 

2. Rafforzare l’analisi in costituenti per valorizzare la comprensione della complessità sintattica dei testi.

3. Evidenziare l’opportunità di studiare i testi anche in traduzione ma sempre con il testo latino  a fronte, per sostenere l’acquisizione del vocabolario e la riflessione metalinguistica.

4. Potenziare frequentemente l’uso del vocabolario e dei lessici, anche attraverso specifiche attività laboratoriali.

5. Promuovere la coscienza della storicità della lingua e della sua complessità;  Sottolineare la distanza storica con la letteratura classica, evitare attualizzazioni indebite ed esplicitare invece le costanti metastoriche.

6. Porre al centro la testualità e diversificare le proposte dei generi testuali, introducendo più spesso anche la saggistica in dialogo con il testo. L’esercizio esegetico in classe deve essere sì libero e stimolare l’intraprendenza dello studente, ma si deve chiarire bene l’opportunità di un dibattito sempre documentato; le letture critiche del testo, possono essere collocate in una fase conclusiva di lavoro, come esperienza di riflessione critica più matura e per consolidare quanto appreso e quanto è stato discusso in classe.

7. I dati tecnici e gli aspetti strutturali del testo devono essere interrogati e acquisiti sempre in maniera funzionale alla comprensione approfondita del testo letterario.

8. Sarebbe opportuno suggerire un lavoro sul testo epico al Biennio che segua il paradigma di una didattica integrata Italiano-Lingue classiche per valorizzare la conoscenza lessicale e per promuovere la competenza metalinguistica.

9. Promuovere di più e più chiaramente le connessioni e la riflessione comparata tra le lingue oggetto di studio, in termini di strutture morfosintattiche e di soluzioni sintattiche, di lessico e di ideazione espressiva.

10. Sottolineare più chiaramente la necessità di diversificare gli approcci metodologici, induttivi e deduttivi e valorizzare l’efficacia di attività laboratoriali basate su tali metodi non solo per il miglioramento delle capacità di manipolazione ed esercizio attivo della lingua, ma anche e soprattutto nel potenziamento di competenze sociali, poiché promuovono l’interazione, la collaborazione e l’apprendimento comune, favorendo l’inclusione.

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