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Bojano-Mauthausen: un viaggio per costruire la coscienza civile


L’Istituto Omnicomprensivo Statale “Lombardo Radice – Amatuzio – Pallotta” di Bojano si fa portavoce di un forte messaggio di cittadinanza attiva con il suo nuovo progetto, intitolato “La Rotta Bojano-Mauthausen: 1255 km di anticorpi contro il memoricidio”.

Questa iniziativa non nasce per caso, ma si inserisce all’interno di un preciso percorso normativo e istituzionale di livello nazionale. La base di partenza è la Legge 20 luglio 2000, n. 211, modificata a marzo 2025, che ha istituito un fondo specifico presso il Ministero dell’istruzione e del merito per promuovere i “viaggi nella memoria” ai campi di concentramento nazisti. Per dare attuazione a questa legge, il Ministero ha emanato il Decreto Direttoriale n. 3620 del 29 novembre 2025, ripartendo un totale di 2 milioni di euro per l’anno finanziario 2025 tra i vari Uffici Scolastici Regionali.

All’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Molise, sulla base della popolazione studentesca, sono stati assegnati 9.600 euro. L’USR ha quindi indetto un Avviso Pubblico a febbraio 2026 per individuare le scuole meritevoli di questi fondi. A seguito della valutazione di un’apposita commissione, il progetto dell’Istituto di Bojano è rientrato tra le istituzioni scolastiche beneficiarie delle risorse.

Come illustrato approfonditamente nella scheda progetto che troverete in allegato, l’iniziativa culminerà in un viaggio d’istruzione storico-didattico di sei giorni presso il Campo di concentramento di Mauthausen, destinato a nove studenti di una classe quinta e a un docente. L’esperienza non è intesa come una semplice visita, ma come il compimento di un cammino articolato (fatto di laboratori storiografici, letture iconografiche, podcast ed elaborati multimediali) che mira a una conoscenza diretta e consapevole dei meccanismi strutturali che hanno reso possibile lo sterminio.

Il fulcro di tutta l’attività è la profonda convinzione che la memoria sia fondamentale per la costruzione della pace e per l’educazione civica. L’obiettivo è far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni di fronte all’estrema sofferenza patita dal popolo ebraico. La memoria diventa così uno strumento vivo, un “anticorpo” contro l’indifferenza democratica, i linguaggi d’odio, le derive autoritarie e l’analfabetismo civile.
Studiando i luoghi dell’annientamento in parallelo con i principi della Costituzione Italiana (come gli articoli 3, 8, 10, 11 e 21), i giovani apprendono che il ricordo collettivo è essenziale per garantire la convivenza civile e prevenire nuove discriminazioni. Al termine del viaggio, gli studenti diventeranno “ambasciatori e seminatori di spore”, condividendo le proprie esperienze con i compagni più giovani (il peer-to-peer), trasformando l’apprendimento in una vera e propria responsabilità collettiva.

Questa solida impalcatura etica si allinea perfettamente con l’essenza dei Principi universali di educazione civica, redatti a Ginevra nel 1968 da Jean Piaget e Jacques Mühlethaler, quest’ultimo fondatore dell’Associazione Mondiale Ecole Instrument de Paix (E.I.P.), Ente accreditato che supporta istituzionalmente il progetto di Bojano.
Il progetto declina in modo tangibile queste storiche direttrici:
– ribadisce che “la scuola è al servizio dell’umanità” (Principio I) e favorisce la “comprensione reciproca” (Principio II) smontando i meccanismi di deumanizzazione e pregiudizio;
– ponendo i ragazzi di fronte agli orrori del passato, “educa al rispetto della vita e degli uomini” (Principio III) e insegna la vitale importanza della “tolleranza” (Principio IV);
– infine, affidando ai ragazzi il ruolo di testimoni attivi, sviluppa quel fondamentale “senso di responsabilità” (Principio V) e sprona alla “solidarietà” per superare l’egoismo (Principio VI), dimostrando che l’umanità progredisce solo attraverso lo sforzo personale e la collaborazione attiva contro ogni forma di discriminazione.


La scuola non può restare in silenzio


Come comunità educante — docenti, personale ATA, dirigenti, genitori, studentesse e studenti — siamo stati profondamente colpiti dalle parole pronunciate da Papa Leone XIV la sera del 7 aprile.
Il Pontefice ha denunciato con forza l’inaccettabilità delle minacce contro il popolo dell’Iran, richiamandoci a una “questione morale” e al rispetto del diritto internazionale.
Accogliamo il suo invito a comunicare direttamente con le autorità per manifestare la nostra volontà:
“Vorrei invitare tutti (…) anche a cercare come comunicare – forse con i ‘congressisti’, con le autorità – per dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace! Siamo un popolo che ama la pace. C’è tanto bisogno di pace nel mondo!”

Le parole di Papa Leone XIV

Siamo consapevoli che la scuola è al servizio dell’umanità. Il nostro compito quotidiano è aprire la strada della comprensione reciproca e educare al rispetto della vita e della dignità umana, coltivare la tolleranza e l’accoglienza di pensieri e culture diverse, sviluppare il senso di responsabilità civile, condurre all’altruismo, alla solidarietà e alla collaborazione attiva.
In coerenza con questi valori, noi donne e uomini della scuola italiana, insieme a studentesse e studenti, affermiamo con chiarezza e comunichiamo alle nostre istituzioni che:
– Rifiutiamo il proseguimento della guerra in ogni sua forma e in ogni geografia.
– Condanniamo ogni discorso d’odio e di incitamento alla violenza, che ferisce il tessuto sociale e umano.
– Chiediamo che l’Italia sia protagonista attiva, facendosi artefice di dialogo, negoziati e diplomazia.

La scuola non può restare in silenzio quando il futuro stesso dei suoi giovani è minacciato dai conflitti.

Chiediamo pace, chiediamo ascolto.

Anna Paola Tantucci
Presidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS
www.eipformazione.com

Attenzione
Questa raccolta di adesioni non comporta alcuna richiesta di contributo economico da parte della nostra Associazione

Potete firmare l’appello su change.org da questo link
https://www.change.org/lapacesifaascuola

Il peso delle scelte: cronache di un’Italia che voleva rinascere

Riflessioni e proposte per il 25 aprile


Educare alla Libertà e alla Memoria Attiva
Il 25 aprile non rappresenta soltanto una data sul calendario civile o il ricordo di un evento bellico concluso, ma costituisce il momento fondativo della nostra democrazia.
Proporre attività didattiche sulla Liberazione oggi significa offrire agli studenti gli strumenti critici per comprendere come i diritti di cui godono siano il frutto di una scelta coraggiosa e collettiva.
Gli obiettivi delle proposte le attività proposte mirano a:
• Umanizzare la Storia: passare dai “grandi numeri” alle storie individuali (donne, giovani, intellettuali e contadini) per favorire l’immedesimazione.
• Sviluppare il pensiero critico: analizzare la Resistenza non come un blocco monolitico, ma come l’incontro di diverse anime politiche (DC, PCI, PSIUP, ecc.) unite da un obiettivo comune.
• Connettere passato e presente: utilizzare documenti multimediali (come i video di RaiPlay) e testimonianze per dimostrare che i concetti di “libertà” e “resistenza” sono pratiche quotidiane di educazione civica.

Educazione finanziaria: investimento per la scuola

Un occhio al domani


“Quando guardate, guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano”. Baden Powell ci ricorda quanto sia importante proiettare, in ogni campo, lo sguardo al di là del nostro naso, proprio come sosteneva Mary Poppins, e non essere miopi. Fra i tedofori che recano viva la fiaccola della lungimiranza, un posto di rilievo appartiene all’educazione finanziaria. 

Questa luce dovrebbe riscaldare i giovani!  Oggi ragazze e ragazzi sono affetti da una miopia sempre più accentuata, immersi nel magma vischioso e incandescente dell’hic et nunc di un’esistenza monoperiodale, spesso riluttanti o disinteressati a proiettare occhi e pensiero all’orizzonte.

Il Manifesto dell’Educazione finanziaria (2023), curato dalla testata “Il Sole 24 Ore”, afferma che “nel poco tempo che le turbo-società di massa lasciano all’approfondimento individuale, conoscere il passato e il presente per pianificare il domani è il modo per non perdere l’orientamento e costruire il futuro del futuro a partire dalla scuola.”

Scuola perché l’educazione finanziaria è, innanzitutto “educazione”. L’etimologia latina e-ducere, significa “condurre fuori”, coltivare, sviluppare, quindi permettere al discente di manifestare conoscenze, competenze e abilità: nel caso specifico insegna a pianificare nel tempo traguardi e a fornire soluzioni di realizzazione, per conseguire e mantenere un equilibrio, per sé e per gli altri.

Il Protocollo d’intesa MIM-Banca d’Italia del 28/01/2026, sottolinea, nella premessa, che l’istituzione scolastica “rappresenta un contesto privilegiato per la formazione di cittadini consapevoli, attraverso percorsi che promuovano la responsabilità individuale, la legalità, la sostenibilità e la cultura del lavoro … è fondamentale offrire a docenti e dirigenti strumenti aggiornati per integrare l’educazione finanziaria nella didattica e sostenere studenti e famiglie nello sviluppo di competenze per scelte consapevoli.

Nell’”Economico”, lo scrittore greco Senofonte (V-IV sec. A. c.), offre, in forma dialogica, un calzante ritratto dell’educazione finanziaria, che sottolinea quanto appena detto.

Teorizzando l’economia come “amministrazione della casa”, l’Autore, attraverso le parole di Critobulo e Socrate, ammette l’esistenza di un soggetto, che possa curare l’amministrazione della casa di altri, allo stesso modo di come cura la propria.

In questa argomentazione, si possono intravedere i contorni della figura del consulente finanziario, il quale, dotato di un’adeguata e continua formazione, mette a servizio degli altri competenza ed esperienza nel settore.

A questo punto, emergono tre fattori a tratteggiare la rilevanza dell’educazione finanziaria:
1. Innanzitutto, come sopra esposto, la variabile principale di una pianificazione finanziaria adeguata è il tempo: occorre distinguere fra molteplici periodi e, all’interno di ogni periodo, individuare obiettivi. L’esercizio di “accordare” tempi e obiettivi stimola l’elasticità mentale degli studenti, aiutandoli oggi a pensare al futuro, ad avere voglia di futuro, una sana “distrazione di sguardo”, uno “strabismo” benefico.
2. In secondo luogo, vengono immagazzinati concetti e un lessico specifico, che permettono di parlare “la stessa lingua” di testate e operatori specializzati, evitando di scivolare su errori, oppure di cadere vittima delle proposte “oscure” da banche e assicurazioni.
3. Da ultimo, le scelte finanziarie influiscono sulla vita dell’uomo che, quindi, è chiamato a padroneggiarne aspetti teorici e pratici.

L’educazione finanziaria è una metafora e una realtà della vita: insegna a pianificare e organizzare, per sé e per gli altri, condotta propedeutica all’età adulta.

Ad avvalorare la valenza educativa è il disposto della L. 15/17, secondo cui l’educazione finanziaria definisce
“il processo attraverso il quale le persone migliorano la loro comprensione degli strumenti e dei prodotti finanziari e sviluppano le competenze necessarie ad acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie.”

Il contesto scuola

Normativa

La legge 21/24, d’altro canto,  ha novellato la legge 92/19  istitutiva dell’insegnamento dell’educazione civica nella Scuola, come delineato supra, terreno d’elezione per la coltura di ogni semente educativa. L’art. 1, nella nuova formulazione, recita (le aggiunte sono sottolineate):

1.L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale                 economica e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.

2. L’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute, al benessere della persona, al risparmio e all’investimento, all’educazione finanziaria e assicurativa e alla pianificazione previdenziale, anche con riferimento all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali di gestione del denaro, alle nuove forme di economia e finanza sostenibile e alla cultura d’impresa…”

L’introduzione dell’educazione finanziaria nell’ambito dell’educazione civica era auspicabile, considerato il livello di alfabetizzazione finanziaria degli adulti, in lieve miglioramento, ma sottoperformante rispetto al valore pieno, fatto registrare dal nostro Paese dalla ricerca di Banca d’Italia su metodologia OCSE.

Riguardo alla relazione con gli assi portanti dell’insegnamento, è agevole dedurre, dalla lettera della disposizione, come l’educazione finanziaria integri agevolmente le tre aree: la Costituzione è richiamata dall’art. 47 della Carta (Tutela del risparmio e della proprietà immobiliare), la sostenibilità è sposata dalla finanza etica (ESG) (biofinanza?) e il funzionamento dei mercati telematici e la consulenza giocano con la casacca della cittadinanza digitale.

Punti di forza

Qualora, per mero esercizio, dovessimo individuare le opportunità dell’insegnamento dell’educazione finanziaria nelle scuole, potremmo addurre i seguenti punti (nella consapevolezza di un comportamento asintotico dello sforzo), alcuni dei quali enunciati e approfonditi dal secondo rapporto Edufin per l’educazione finanziaria delle scuole (2025):

  1. E’ parte integrante dell’educazione civica e contribuisce, conseguentemente, allo svolgimento delle 33 ore che non rappresentano un limite agognato come la conquista di una cima, bensì un possibile ventaglio formativo
  2. Favorisce la trasversalità delle discipline (storia, matematica, informatica, scienze..) e, quindi, può essere parte di una UDA, strumento da incoraggiare per la contemporaneità e comparabilità delle lezioni e delle valutazioni;
  3. E’ trasmissibile e verificabile tramite lezioni laboratoriali, compiti di realtà  e giochi di ruolo (gamification), catturando l’attenzione degli studenti e il loro impegno nelle prove di valutazione;
  4. Consente l’emersione di potenzialità degli studenti (intelligenze multiple di Gardner);
  5. E’ modulabile in funzione dei gradi e degli ordini di scuola;
  6. È immediatamente applicabile e riscontrabile nella società reale;
  7. Contribuisce all’acquisizione di un approccio sostenibile alla gestione del denaro e alle tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale;
  8. Può essere oggetto di giornate seminariali con esperti esterni e di percorsi di FSL (ex PCTO);
  9. Può costituire un’esperienza da utilizzare negli ordini successivi di studio o nel mondo del lavoro.

Aree di sviluppo

Accordo sui tempi non agevole fra educazione civica (quindi, anche finanziaria) e svolgimento della programmazione disciplinare (l’assunto porterebbe alla luce la convenienza dell’UDA);
Docenti con formazione non sempre adeguata;
A volte insufficiente dotazione dell’infrastruttura tecnologica delle scuole e dei sussidi per studenti BES.

Possibili interventi

In risposta, la Scuola è chiamata a rispondere presente a un tema così rilevante e delicato, cercando di porre in essere:
1. una formazione continua del personale docente, soggetto a sua volta interessato e coinvolto nelle scelte di portafoglio (destinazione del TFR);
2. il conseguente “sdoganamento” del mondo economico-finanziario dal timore reverenziale di un contesto criptico, incomprensibile ai più e , per questo, spesso relegato ad un ruolo non sempre paritario rispetto alla scienza giuridica;
3. l’approntamento di sussidi digitali e tecnologie assistive, onde interagire e costruire modelli in tempo reale e adeguarsi ai bisogni educativi di ognuno;
4. un monitoraggio continuo all’interno di ogni istituto sulle azioni poste in essere, sulla soddisfazione di docenti e discenti;
5. la stipula di accordi con organismi di settore (es. CONSOB, Banca d’Italia, ANASF) per stipula convenzioni per FSL e corsi abilitanti alla professione di consulente finanziario.

L’educazione finanziaria insegna ad investire…,
ma per la scuola il miglior investimento è l’educazione finanziaria!

Daniele Di Clementi
Ufficio studi EIP Italia


Avviso MIM sulle Competenze non cognitive: una occasione per progettare l’Educazione alla pace a scuola

Avviso Pubblico 537/2026 – richieste e opportunità per le istituzioni scolastiche


Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha recentemente emanato l’Avviso Pubblico 537/2026 (D.M. 15 gennaio 2026, n. 6), invitando le istituzioni scolastiche a candidarsi per la “sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici” istituita dalla Legge 19 febbraio 2025, n. 22.
L’obiettivo primario di questa importante innovazione legislativa è il miglioramento del successo formativo, intervenendo alla radice per prevenire analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica.
L’Avviso richiede alle scuole di presentare, entro le ore 23:59 del 30 aprile 2026, una proposta progettuale (tramite l’Allegato 1) che delinei:
– adozione di metodologie didattiche attive, partecipative e innovative;
– modalità di integrazione di queste competenze nelle pratiche di insegnamento e nel curricolo scolastico;
– criteri e strumenti di rilevazione coerenti con le competenze chiave europee;
– creazione di partenariati con organizzazioni del Terzo settore e del volontariato per valorizzare le potenzialità e i talenti degli studenti.

In un’epoca segnata da profonde complessità e incertezze, come tradurre queste richieste in un progetto dotato di senso e visione?
La risposta più alta e coerente è l’Educazione alla Pace.
Gli stessi Orientamenti allegati alla norma chiariscono che lo scopo profondo della sperimentazione non è una semplice aggiunta di percorsi isolati, ma il far fiorire le personalità degli studenti affinché siano capaci di “dare un contributo significativo alla società in termini di pace, integrazione e sostenibilità” (vedi Orientamenti).
Questa visione si radica saldamente alla “Raccomandazione sull’Educazione alla pace, ai Diritti Umani, alla comprensione internazionale, alla cooperazione, alle libertà fondamentali, alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile” adottata dall’UNESCO nel 2023.
L’UNESCO sottolinea l’urgenza di un’educazione “trasformativa” che prepari gli studenti ad agire come promotori di società pacifiche, giuste e inclusive. Sviluppare le competenze non cognitive significa, secondo la Raccomandazione, promuovere abilità cruciali quali il pensiero analitico e critico e la capacità di risoluzione pacifica dei conflitti; l’autoconsapevolezza, per gestire le emozioni e mostrare empatia;
il rispetto per la diversità e le competenze collaborative basate sulla comunicazione non violenta.

Per dare massima coerenza didattica e tradurre i valori UNESCO in pratica quotidiana, le attività progettuali possono trovare il loro sfondo integratore nei sei Principi universali di Educazione civica, elaborati a Ginevra nel 1968 da Jean Piaget e Jacques Muhlethaler, fondatori dell’Associazione Mondiale “Ecole Instrument de Paix”. Questi principi uniscono in modo indissolubile lo sviluppo cognitivo a quello socio-emotivo: comprensione reciproca (La scuola apre a tutti i fanciulli del mondo la strada della comprensione reciproca); rispetto (La scuola educa al rispetto della vita e degli uomini); empatia e tolleranza (La scuola educa alla tolleranza, qualità che permette di accettare, negli altri, sentimenti, maniere di pensare e di agire, diversi dai propri); responsabilità (La scuola sviluppa nel fanciullo il senso di responsabilità); altruismo e collaborazione (La scuola educa il fanciullo all’altruismo e alla solidarietà).
Basare il progetto su questi pilastri permette di applicare in modo organico modelli internazionali (come il framework CASEL o il SEE Learning), sviluppando empatia, consapevolezza sociale e abilità relazionali degli studenti.

In virtù di questo quadro delineato, l’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace ETS, impegnata dal 1972 nell’Educazione ai Diritti Umani e alla Pace, offre la propria disponibilità per una collaborazione strategica e un partenariato diretto con le istituzioni scolastiche, così come caldamente incoraggiato dal Ministero.
Non proponiamo “pacchetti pre-confezionati”, ma mettiamo a disposizione il nostro storico bagaglio di metodologie e saperi per co-progettare un intervento su misura con le comunità scolastiche.
Insieme, possiamo strutturare la proposta per la compilazione dell’Allegato 1, definendo il ruolo dei partner e facilitando l’integrazione organica di queste attività nel Curricolo d’istituto

Considerando l’imminente scadenza fissata per il 30 aprile 2026, vi invitiamo a contattare EIP Italia per verificare insieme l’opportunità di sviluppare insieme una parte del lavoro.

Insieme possiamo trasformare questa sperimentazione in un’opportunità reale per formare “costruttori di pace”.


La geografia della speranza: cogliere i semi di pace nel buio del mondo

Gli auguri della Presidente nazionale Anna Paola Tantucci per le festività pasquali


Carissimi cari soci e amici di EIP Italia,

c’è una tentazione forte, in questa Pasqua 2026, ed è quella di chiudere occhi e orecchie. 
Il peso delle macerie, il rumore dei conflitti che lacerano il Medio Oriente, l’Europa dell’Est e il Sudan, e la stanchezza di una cronaca che sembra parlare solo la lingua della fine, spingono spesso verso lo sconcerto o l’indifferenza.
Ma come Associazione di educazione ai diritti umani e alla pace, sappiamo che la Pasqua non è attesa passiva, ma un atto di insurrezione morale
È la scelta ostinata di non guardare un sepolcro sigillato o un popolo oppresso dalla schiavitù, ma di cogliere i semi di pace che, nonostante tutto, stanno spaccando la pietra della violenza in ogni angolo del mondo.

Quest’anno, il nostro augurio è un invito a farsi cercatori di questi germogli.
Li abbiamo visti pochi giorni fa, il 24 marzo a Roma, nella marcia “Mother’s Call Barefoot”. In quel passo scalzo di centinaia di madri, abbiamo visto la forza della vulnerabilità: camminare nude sulla terra ferita per chiedere la fine dei massacri non è solo un simbolo, è la rinascita dell’empatia che rifiuta le armi. 
È lo stesso spirito di Chiara Mocchi, docente ferita da un suo studente, che in una lettera straordinaria ha risposto al dolore non con la vendetta, ma con la cura. Restare educatrice di fronte al colpo ricevuto è l’essenza stessa della Pasqua: impedire che il male spenga la funzione vitale dell’insegnamento.
Se alziamo lo sguardo al mondo, i semi di pace che vogliamo cogliere sono ovunque.
Sono nelle 17 scuole sotterranee di Kharkiv, in Ucraina, dove proprio in questo marzo 2026 la vita si è spostata nel grembo della terra per proteggere il diritto al futuro dei bambini.
Sono nelle scuole segrete dell’Afghanistan, dove le donne sfidano l’oscurità del regime trasformando le loro case in aule, perché un libro aperto è una pietra che rotola via dal sepolcro dell’ignoranza.
Sono a Gaza, dove tra le rovine di un intero sistema scolastico, migliaia di bambini tornano a sedersi in cerchio nelle tende dell’UNICEF per il programma “Back to Learning”: vedere un quaderno aperto dove tutto è stato abbattuto è la prova che l’istruzione è l’unico argine all’annientamento dell’anima.
Sono nel grido delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina che, nel 50° anniversario del golpe, ci ricordano che la memoria è un organismo vivo che genera giustizia, non cenere del passato.
Sono nei laboratori di pace dei Balcani, dove studenti serbi, albanesi e bosniaci si sono incontrati per scrivere una storia comune, oltre i nazionalismi: vedere ragazzi che scelgono di studiare insieme le lingue degli ‘altri’ è la prova che il dialogo è un seme capace di abbattere muri che sembravano eterni.
Sono nelle vittorie dei popoli indigeni in Amazzonia, che poche settimane fa hanno salvato i loro fiumi dalla privatizzazione, ricordandoci che la pace è anche riconciliazione con la Terra Madre.
Sono in Sudan, dove dopo oltre 500 giorni di chiusura forzata delle scuole a causa della guerra civile, sono nate le “Classi della Resilienza” nei campi profughi: vedere insegnanti volontari che hanno perso tutto tranne la loro missione, è la prova che il desiderio di imparare è un seme che nessuna arma può calpestare.

Cogliere questi semi significa riconoscere che la Resurrezione accade ogni volta che un diritto viene difeso, ogni volta che un insegnante non si arrende, ogni volta che una comunità sceglie il dialogo invece del muro.
Il nostro impegno per i mesi a venire è questo: non lasciare che questi germogli secchino nell’indifferenza. 
Vogliamo essere il terreno fertile in cui questi esempi possano crescere e diventare cultura, educazione, prassi politica.
Vi auguriamo una Pasqua di piedi in cammino e di mani pronte a seminare. 
Perché la vita non ritorna semplicemente: la vita ri-sorge, e noi vogliamo essere lì a testimoniarlo.

Buona Pasqua di Pace e Diritti

Roma, 30 marzo 2026

Anna Paola Tantucci
Presidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS

Certamen latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur” 2026

L’elenco dei vincitori reso noto dalla Giuria


Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur” (XIV edizione) è intitolato al celebre latinista, autore della grammatica latina più nota dal dopoguerra ad oggi in Italia e all’estero e si propone di promuovere lo studio della lingua latina e l’approfondimento delle sue capacità espressive, attraverso la riflessione sulla perenne attualità di tematiche esistenziali, che hanno trovato voce e corrispondenza di accenti sia nella poesia latina che in quella moderna e contemporanea.

PRIMA SEZIONE

Riservata agli studenti del secondo biennio e del quinto anno delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).

PRIMO PREMIO NAZIONALE
Liceo Classico “Torquato Tasso” – Salerno
Dirigente scolastico Ida Lenza
Docente coordinatore Ester Cafarelli
Dialogus De Natura – elaborato multimediale in latino
di Carolina Esposito, Chiara Iannella, Raffaele Soave (4E)

SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo Scientifico “Antonio Labriola” – Roma
Dirigente scolastico Margherita Rauccio
Docenti coordinatori Isabella Martiradonna, Alina De Luca, Laura Baldi
Gli Ato-amici di Lucrezio – elaborato multimediale in latino
di Sofia Crescenzi, Edoardo Martellotta, Daniela Scuderi, Beatrice Conti (3N), Viola Brencoli, Matteo Girolami (4A), Viola Maione, Lorenzo Beccari (5H)

SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo Classico “Lucio Anneo Seneca” – Roma
Dirigente scolastico Anna Canestrella
Docente coordinatore Gisella Annunziata Bellantone
Neque felices, neque fortunati – componimento latino in poesia
di Leonardo De Luca (4P)

TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo “Morando Morandi” – Finale Emilia (MO)
Dirigente scolastico Roberta Vincini
Docenti Coordinatori Simona Balboni e Maria Pia Roveri
Adhuc agere possusne – componimento latino in poesia
di Gabriele Gallerani (4B) e Luca Malaguti (5A)

TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo Classico “Mario Rapisardi” – Paternò (CT)
Dirigente scolastico Maria Grazia D’Amico
Docenti coordinatori Maria Luigia Quaglino e Anna Sanfilippo
Natura tota nobis non est, sed nos toti naturae sumus – elaborato multimediale in latino
di Giulia Barbera, Agnese Buttò, Anita Calvagna, Sofia Catania, Marlene Coppola, Ilary Corallo, Federica Cunsolo, Giorgio Cunsolo, Greta Cunsolo, Martina Falanga, Sophia Franchina, Giulia Grasso, Marika Laudani, Dorotea Magri, Ludovica Musumeci, Cristina Nicolosi, Giuseppe Pennisi, Carola Rapisarda, Biagio Saccone, Giulia Scaglione, Arianna Tirrena, Sefora Vaccaro (3A)

MENZIONI D’ONORE
Liceo Classico “Publio Elio Adriano” – Tivoli (RM)
Dirigente scolastico Sandra Vignoli
Docente coordinatore Telemaco Marchionne
Dialogus inter flores et poetam – componimento latino in poesia
di Tommaso Patrizi (5C)

Liceo Classico “Giovan Pietro Vieusseux” – Imperia
Dirigente scolastico Massimo Salza
Docente coordinatore Elena Bernardini
Illiberalis Hospes – componimento latino in prosa
di Martino Scisco (4BS)

Liceo Classico “Cornelio Tacito” – Roma
Dirigente scolastico Daniela Pucci
Docente referente Arduino Maiuri
Elegia ad Magnanimam Matrem Naturam – componimento latino in poesia
di Leonardo Paparella (3C)

SECONDA SEZIONE

Riservata agli studenti del primo biennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).

PRIMO PREMIO NAZIONALE
Liceo scientifico “Augusto Righi” – Roma
Dirigente scolastico Giovanni Cogliandro
Docente referente Andrea Megna
Ubi schola omnibus patet, ibi Humanitas crescit – elaborato multimediale in latino
di Miriam Duretto, Carolina Landi, Ludovica Graziani, Alessandro Maisto, Irene Guerriero, Tommaso Introini, Matteo Tirone (2A)

SECONDO PREMIO NAZIONALE
Liceo classico “Benedetto Marzolla” – Brindisi
Dirigente scolastico Carmen Taurino
Docente coordinatore Simona De Giovanni
Comprehendito imperviae viae omnes virtutes – componimento latino in poesia
di Gaia Capodieci e Matteo Pellegrini (2B)

TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo Scientifico “Bocchi-Galilei” – Adria (RO)
Dirigente scolastico Silvia Polato
Docente coordinatore Alessandra Zanetti
Benignitas cum amore culta – componimento latino in poesia
di Diego Dainese (2ALS)

TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
Liceo Classico “Goffredo Mameli” (IIS “Tommaso Salvini”) – Roma
Dirigente scolastico Paolo Pedullà
Docenti coordinatori Roberta Caradonna, Francesca Rosa Chiantore
Estne pax somnium tantum? – componimento latino in prosa
di Emanuela Bruschi, Nicole Catricalà (2B), Noemi Merlonghi, Marco Vittorio Nantele (2C)

MENZIONE D’ONORE
Convitto nazionale “Regina Margherita” (Liceo delle Scienze Umane) – Anagni (FR)
Dirigente scolastico Marcello Bianchi
Docente coordinatore Camilla Pulcinelli
Quintiliano docet, Dialogus de schola – elaborato multimediale in latino
di Filippo Damizia e Rebecca Terilli (2G)

Liceo Classico “Lorenzo Rocci” – Fara Sabina (RI)
Dirigente scolastico Annamaria Renzi
Docenti referenti Daniela Cagnizi e Barbara Rinaldi
Mutua benignitas: vera scholae doctrina – componimento latino in prosa
di Simone Gentili, Tommaso Lombardo, Sofia Lucarelli, Giulia Pietrangeli, Giada Pioli, Maria Chiara Sassi (2AC)

SEZIONE PER DOCENTI E STUDIOSI DI LINGUA LATINA

Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” per docenti e studiosi di lingua latina richiede ai partecipanti di presentare un componimento in versi in lingua latina su un tema liberamente scelto.

PRIMO PREMIO NAZIONALE
al prof. Mauro Pisini per il carme Horizon


La Cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma presso l’Università LUMSA (via di Porta Castello, 44) il prossimo sabato 18 aprile 2026, dalle ore 9.30 alle ore 13.00.

Tamburi per la pace 2026 a Napoli

Il prossimo 14 aprile una manifestazione in città


Mentre nel mondo sembra prevalere la cultura dell’odio, un messaggio di pace viene dalle scuole con la tradizionale manifestazione “I Tamburi per la pace”, patrocinata in Italia dall’Associazione EIP e che si svolge contemporaneamente in numerosi paesi d’Europa: ragazzi e giovani, in vari luoghi lontani tra loro ma uniti dallo stesso sentimento, suonano i tamburi e recitano poesie e messaggi di pace.
La manifestazione deve il proprio nome alla figura dei “tamburini” dei vecchi eserciti, ragazzi o giovanissimi dei reparti di fanteria che, pur non avendo un ruolo diretto nelle battaglie, avevano il compito di dare il ritmo alle truppe oppure di trasmettere messaggi con il rullo dei tamburi. La posizione avanzata, spesso al fianco della prima linea, li esponeva a grandi pericoli, rendendoli vittime della guerra.

Nella seconda metà degli anni ‘70 Arthur Haulot (1913-2005) e sua moglie Moussia fecero propria questa manifestazione e la promossero tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legandola poi alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.

Perché suoniamo i tamburi?
Quando la guerra si faceva senza droni e senza missili, erano i tamburini ad annunciarla, il rullo dei loro tamburi.
Noi, invece, oggi con i Tamburi vogliamo chiedere la Pace!
Per tutti i paesi del mondo dove la guerra e i genocidi non accennano a finire.

Un momento, dunque, assolutamente bello e coinvolgente, segno di una Scuola che a Napoli favorisce una formazione sempre più completa e ricca di momenti di educazione alla Pace.
La Pace deve far rumore e ci auguriamo che il prossimo anno i Tamburi possano risuonare in un mondo del tutto pacificato.

Per quest’anno la manifestazione principale si svolge il prossimo martedì 14 aprile dalle 10.30 alle 12.30 presso l’auditorium e gli spazi esterni dell’Istituto Comprensivo “D’Ovidio – Nicolardi – E.A. Mario” di Napoli, con la partecipazione dell’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Maura Striano.

Dalle vecchie abitudini alle nuove bussole

La nuova puntata di ChiaroScuola sulle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo


Il linguaggio che utilizziamo a scuola non è mai neutro e spesso rivela quanto sia difficile scardinare vecchie abitudini mentali. Ancora oggi, nelle riunioni tra docenti o nei colloqui con le famiglie, la parola “programma” risuona come un mantra rassicurante ma al tempo stesso limitante. Si parla di finire il programma o di essere in ritardo sulla tabella di marcia, quasi come se l’insegnamento fosse una lista burocratica di nozioni da spuntare. Inizia proprio da questa riflessione critica la seconda puntata di ChiaroScuola, il podcast condotto da Francesco Rovida e prodotto da EIP Italia Scuola Strumento di Pace.

L’episodio si addentra nel cuore della normativa scolastica recente, analizzando il passaggio fondamentale sancito dal Decreto Ministeriale 221 del 9 dicembre 2025. Al centro del dibattito non ci sono semplici aggiornamenti tecnici, ma una vera e propria sfida all’autonomia delle istituzioni scolastiche. Le nuove Indicazioni Nazionali non vanno subite come un’imposizione esterna, ma interpretate come una bussola che orienta la costruzione di un percorso formativo vivo e originale. La punttata sottolinea come la scuola debba riappropriarsi del governo dei saperi, trasformandosi da esecutrice di direttive a vera e propria officina di elaborazione pedagogica.

Uno dei temi più densi della puntata riguarda il superamento della dicotomia tra conoscenze e competenze: attraverso il principio classico del non multa sed multum, si invita a puntare sulla qualità e sulla profondità dei contenuti piuttosto che sulla quantità enciclopedica. In questo contesto emerge con forza la figura del Magister, un termine che il documento recupera non per evocare un ritorno all’autoritarismo, ma per sottolineare il valore della relazione educativa.
Il docente è chiamato a essere colui che accende il desiderio di apprendere e che guida gli studenti attraverso le sfide della contemporaneità, inclusa quella di un approccio critico e prudente verso le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale.

La puntata offre anche spunti operativi riguardanti le novità didattiche, come il rilancio della scrittura a mano e del riassunto, o l’introduzione opzionale del Latino per l’Educazione Linguistica nella scuola secondaria di primo grado. L’autore non dimentica di affrontare la complessità del cronoprogramma che attende le scuole a partire dall’anno scolastico 2026/2027, invitando i Collegi Docenti a un lavoro di “sartoria didattica” per armonizzare i nuovi percorsi e garantire coerenza educativa.
Il podcast si chiude con un richiamo potente alla responsabilità verso le nuove generazioni, citando la filosofa Hannah Arendt sulla necessità di preparare i giovani a rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.

La serie podcast originale ChiaroScuola è disponibile su Spreaker, Amazon Music e Spotify.

Roma celebra Elio Pecora: una giornata di studi per i 90 anni del poeta

Il 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ospiterà “L’avventura di restare”, un evento speciale dedicato alla vita e all’opera di una delle voci più limpide e autorevoli della letteratura italiana contemporanea.


Mercoledì 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si trasforma nel cuore pulsante della letteratura italiana per rendere omaggio a Elio Pecora in occasione del suo novantesimo compleanno. L’evento, intitolato significativamente “L’avventura di restare”, rappresenta non solo una celebrazione anagrafica, ma un profondo atto di riconoscimento verso un autore che ha attraversato il Novecento mantenendo intatta la purezza della propria voce poetica.
Nella cornice istituzionale della Sala 1, a partire dalle ore 10.00, studiosi e amici si avvicenderanno per ripercorrere le tappe di una carriera straordinaria che ha saputo coniugare l’eleganza della forma con una rara onestà intellettuale.

L’apertura della giornata è affidata a Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca, che darà il via a una mattinata densa di riflessioni critiche. Il programma si snoda attraverso analisi che spaziano dalla produzione teatrale di Pecora alle sue incursioni nel mondo incantato delle favole e delle fiabe, senza dimenticare l’importanza della sua prosa e l’esperienza fondamentale della rivista “Poeti e poesia”, che per vent’anni ha segnato il passo del dibattito culturale italiano.
Esperti come Marco Beltrame, Daniela Marcheschi, Gianluca Della Corte, Plinio Perilli, Donato Di Stasi e Annamaria Vanalesti offriranno una panoramica completa sulla sua opera, toccando temi profondi come il giardino simbolico nella sua poesia e il suo ruolo di guida per le “anime senza redenzione”.

Nel pomeriggio, dalle ore 14.45, il tono si farà più intimo e corale con una serie di interventi e testimonianze dirette. Personalità del calibro di Paolo Di Paolo, Sonia Gentili, Anna Paola Tantucci e Bruno Corà, tra i molti presenti, racconteranno l’uomo dietro l’opera, mentre le voci di Maria Letizia Gorga e Vittorio Viviani restituiranno al pubblico la musicalità dei versi di Pecora attraverso letture scelte.

Questo tributo mette in luce la statura di un uomo che, arrivato a Roma nel 1966, è diventato il custode della memoria di giganti come Sandro Penna, Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini, costruendo un percorso artistico del tutto originale.

Un aspetto fondamentale e meno noto al grande pubblico, ma centrale nella vita di Elio Pecora, è il suo pluriennale sodalizio con la nostra Associazione EIP Italia (École Instrument de Paix). L’attività di diffusione dei diritti umani e della cultura della pace nelle scuole, ha trovato il lui un punto di riferimento culturale e morale imprescindibile, come testimoniato dall’assegnazione nel 2023 del Prix International “Jacques Mühlethaler” pour la Paix et les droits de l’homme.
Per decenni, il maestro Elio Pecora ha messo la propria arte al servizio della pedagogia e dei diritti umani, collaborando con Anna Paola Tantucci. Il suo impegno come Presidente di Giuria nei Concorsi letterari per le scuole e nei premi dedicati alla memoria di Vittorio Tantucci ed Eugenia Bruzzi Tantucci dimostra una convinzione incrollabile: la poesia deve essere uno strumento di cittadinanza attiva e un ponte tra le generazioni.
Nei suoi interventi, carichi di eleganza e passione, ha posto al centro della sua riflessione l’idea della pace non come semplice assenza di conflitto, ma come una “costruzione attiva e quotidiana”, un esercizio della volontà che deve partire innanzitutto da un accordo profondo con se stessi. Ha spesso ribadito che la guerra e l’odio non sono che manifestazioni di una tragica “stupidità” e di un’incapacità di governare il disordine interiore: contro questa deriva, egli propone la poesia come forma alta di conoscenza e come strumento di “educazione ai sentimenti”.
Nelle sue parole, il richiamo alla classicità non è mai un esercizio nostalgico, ma una necessità vitale. Pecora ci ricorda che l’essere umano, pur avendo raggiunto traguardi tecnologici straordinari, è rimasto sentimentalmente lo stesso dei tempi di Omero o di Ovidio: un individuo che ama, soffre e teme la morte con la medesima intensità. Per questo motivo, egli individua nella scuola l’unico baluardo capace di strappare le nuove generazioni dall’inerzia dei mondi virtuali e dal “rumore” della superficie, per riportarle alla densità della parola onesta. La sua è una “fede nella chiarezza”, un invito a ritrovare l’entusiasmo, inteso nel senso greco di forza divina interiore, per abitare il presente con consapevolezza, fuggendo le facili astrazioni per tornare alla concretezza dei significati che curano l’anima.