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Ci vediamo a Didacta Italia

Il programma promosso dall’Istituto Comprensivo “Petrone” di Campobasso in collaborazione con EIP Italia


L’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso si conferma protagonista dell’innovazione educativa italiana partecipando alla fiera Didacta Italia 2026, presso la Fortezza da Basso di Firenze dal 11 al 13 marzo prossimi.
In stretta collaborazione con EIP Italia Scuola Strumento di Pace, l’istituto molisano presenta un fitto calendario di eventi per presentare e condividere la progettualità e le riflessioni teorico attive con la rete nazionale “Didattica da Fuoriclasse”.
Questa sperimentazione trasforma l’aula tradizionale in un “paesaggio didattico” e in una “bottega” orientativa. Attraverso il design thinking e le “sceneggiature educative”, gli studenti diventano protagonisti attivi, lavorando in classi aperte e intergenerazionali per sviluppare soft skill e competenze curricolari in modo trasversale.


Mercoledì 11 Marzo
Suono e Lingua
La partecipazione si apre alle ore 11:00 (Sala Seminari S13) con un focus sull’integrazione tra musica e discipline STEAM nel paesaggio didattico, a cura del Dirigente Giuseppe Natilli e della Prof.ssa Fabrizia Manocchio (per iscriverti clicca qui).
Nel pomeriggio, alle ore 17:00 presso lo Stand j65, l’attenzione si sposta sul progetto “Amice Latine Discere”. L’incontro, che vede la partecipazione della Presidente Nazionale EIP Italia Anna Paola Tantucci insieme alle docenti Minicucci, Dalicco e Presutti, approfondisce lo studio del latino “fuoriclasse” in stretta connessione con i due Certamina dedicati alla valorizzazione delle eccellenze: Amice latine discere e il Certamen latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur

Giovedì 12 Marzo
Progettazione e Crescita
La seconda giornata è dedicata alla struttura del modello educativo. Alle ore 12:30, il Comitato tecnico scientifico dell’istituto illustra il passaggio operativo da scuola tradizionale a paesaggio didattico.
Alle ore 15:30 (Sala Seminari S13), il Dirigente Natilli e la Prof.ssa Paola Pinelli presentano il Design Thinking come metodologia per progettare la scuola del futuro partendo dall’analisi delle criticità. La giornata si conclude alle ore 17:00 con un intervento delle docenti Palange, Padulo, Totaro, Fanelli e Cornacchione sul tema della crescita come atto creativo e salto evolutivo dall’intuizione al pensiero.
(per iscriverti clicca qui)

Venerdì 13 Marzo
Competenze per il Futuro
Il programma termina alle ore 11:00 con l’incontro “Ritorno al Reale” a cura delle Prof.sse Pinelli e Pasquale. L’intervento analizza come i paradigmi S.T.E.A.M. e S.C.A.L.E. trovino applicazione concreta in attività che spaziano dal coding all’organizzazione del ballo di fine anno, con l’obiettivo di formare i cittadini di domani.

6 Marzo – Giornata dei Giusti dell’Umanità

Un’occasione per educare alla responsabilità individuale


Il prossimo 6 marzo 2026 rappresenta un momento di profonda riflessione per la nostra comunità educante, poiché l’Italia celebra la Giornata dei Giusti dell’umanità.
Questa ricorrenza, istituita con la Legge 212 del 2017 in armonia con le direttive del Parlamento Europeo, non è una semplice commemorazione storica ma una solennità civile volta a mantenere viva la memoria di chi ha salvato vite umane e difeso la dignità della persona contro ogni forma di totalitarismo e discriminazione.

clicca qui per conoscere le origini della giornata

Al centro della giornata si colloca il principio della responsabilità individuale, un pilastro fondamentale della cultura della pace, come ricordano i nostri Principi universali di educazione civica: “La scuola sviluppa nel fanciullo il senso di responsabilità, uno dei più grandi privilegi della persona umana. Più cresce il progresso tecnologico scientifico, più l’uomo deve sentirsi responsabile”.

Celebrare i Giusti significa riconoscere che ogni essere umano, in qualunque tempo o luogo, è chiamato in causa personalmente di fronte all’ingiustizia. La pedagogia dei Giusti ci insegna che il bene non è un’entità astratta, ma il risultato di scelte concrete compiute da individui che hanno deciso di non piegarsi all’indifferenza o alla paura.

Per le nostre scuole, questo appuntamento offre l’opportunità di trasformare la cronaca e la storia in un percorso di crescita etica. La legge suggerisce agli istituti di organizzare iniziative che facciano conoscere le biografie di queste figure esemplari, stimolando nei giovani la consapevolezza che la difesa dei diritti umani e della verità è un dovere che appartiene a ciascuno di noi. Attraverso il racconto di chi ha protetto i perseguitati durante i genocidi del passato e del presente, gli studenti possono comprendere che la costruzione di una società giusta dipende dalla capacità del singolo di assumersi la responsabilità del prossimo.

consulta l’Enciclopedia dei Giusti

Le amministrazioni e gli enti pubblici sono inoltre invitati a promuovere la creazione di Giardini dei Giusti o a dedicare alberi e spazi simbolici a queste figure, offrendo alle scuole luoghi fisici dove coltivare la memoria. In questi spazi, l’educazione alla responsabilità si fa tangibile: ogni albero diventa il simbolo di una scelta individuale che ha prevalso sul male, ricordandoci che le istituzioni pubbliche hanno il compito di valorizzare l’esempio di chi ha saputo preservare la dignità umana anche nei periodi più bui della storia.


Post scriptum – Segnaliamo tre sezioni specifiche del nostro 54° Concorso nazionale Dall’Italia al mondo: l’impegno per i diritti umani come pilastro di pace, che possono accompagnare nel tempo i percorsi didattici ed educativi su questo tema:
Premio nazionale “E.I.P. Salvo d’Acquisto – I ricordi della memoria”, dedicato al martire Salvo d’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato, il 23 settembre 1943, per salvare 22 civili a Palidoro rastrellati dalle truppe naziste come responsabili di un presunto attentato. Il premio viene assegnato alla scuola che realizza progetti didattici incentrati sulla “memoria”, con riferimento al tema del Concorso nazionale.
Premio nazionale “E.I.P. Antonio Amoretti – La libertà conquistata”, dedicato al partigiano delle Quattro Giornate di Napoli Antonio Amoretti che, con la sua instancabile testimonianza, ha ricordato a tutti, ma in particolare ai giovani, che dignità, diritti e libertà possono essere difesi e riaffermati di generazione in generazione solo con un costante impegno e una consapevole coscienza storica. Il premio è articolato in tre sezioni (scuola primaria, scuola secondaria di I grado, scuola secondaria di II grado). Alla scuola vincitrice di ciascuna sezione, che realizza progetti didattici sui valori costituzionali, viene assegnata una Borsa di studio di € 200,00.
Premio nazionale “E.I.P. Madri costituenti”. In occasione dell’ottantesimo anniversario dell’elezione all’Assemblea costituente di 21 donne, il premio viene assegnato alla scuola che realizza progetti didattici riferiti al ruolo della donna nella società civile.

E’ l’ora della pace

Ad Arzano un Convegno per costruire il futuro


Il prossimo giovedì 12 marzo 2026, alle ore 10:00, il Palarea di Arzano ospiterà una riflessione globale ospitando il 3° Convegno sui temi della convivenza tra i popoli intitolato “E’ l’ora della Pace”. L’evento è promosso dall’Istituto Comprensivo “D’Auria-Nosengo” di Arzano, guidato dalla Dirigente scolastico Fiorella Esposito, in rete con gli Istituti Comprensivi “Ariosto”, “De Filippo Vico” e “Wojtyla” e con l’adesione del Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato.

La presenza di diversi contributo offre una pluralità di prospettive, indispensabile per affrontare la complessità del tema: interverranno Anna Maffei, pastora dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Don Davide Trapani, parroco della Chiesa Cristo Redentore per testimoniare l’impegno e il dialogo interconfessionale; la dimensione civile e umanitaria sarà rappresentata da Loredana Mariniello di Emergency e da Agnese Ginocchio, Presidente del Movimento Internazionale per la Pace, mentre il Dottor Lanfranco Genito del Gruppo Pace MCE porterà l’esperienza della “Flottilla dei bambini”.

Un contributo significativo sarà offerto con la presenza dalla sezione Campania di E.I.P. Italia, rappresentata dalla Professoressa Silvana Rinaldi, la cui presenza sottolinea il legame tra l’istituzione scolastica e la nostra Associazione.

Proprio la presenza di E.I.P. Italia richiama la missione fondamentale della “Scuola Strumento di Pace”, un concetto che la Presidente Anna Paola Tantucci definisce come un impegno per il “disarmo dello spirito finalizzato a disarmare la mano”.
La scuola è un laboratorio di educazione alla pace in cui i diritti umani diventano contenuti trasversali capaci di permeare ogni disciplina. In questa prospettiva, l’educazione alla pace si configura come “una “pace positiva”, ovvero un progetto comune da costruire insieme attraverso la solidarietà sociale, piuttosto che un semplice stato di assenza di guerra da difendere passivamente. Secondo la visione di Jean Piaget, ispiratore dei Principi universali di Educazione civica, un’educazione alla pace efficace deve evitare il rischio di rimanere un misticismo superficiale o una serie di opinioni precostituite, per diventare invece un metodo di comprensione e reciprocità. Piaget, nei suoi scritti, sottolinea che l’obiettivo non è annullare le identità nazionali in una coscienza universale astratta, ma insegnare a ciascuno a collocarsi nell’insieme degli altri uomini, coordinando la propria prospettiva con quella altrui per superare l’egocentrismo collettivo.

Il ruolo della scuola diventa quindi quello di fornire competenze cognitive, etiche e sociali che permettano ai giovani di passare dalla cultura della protesta alla cultura della proposta. I Principi Universali di Educazione Civica promossi da E.I.P. ricordano che la scuola deve aprire a tutti i fanciulli la strada della comprensione reciproca e sviluppare il senso di responsabilità, considerato uno dei massimi privilegi della persona umana.

In un mondo caratterizzato da interdipendenza economica, politica e spirituale radicale, comprendere il punto di vista dell’altro non è più un lusso ideale ma una necessità di sopravvivenza. Educare ai diritti umani significa dunque formare cittadini consapevoli che la libertà e l’uguaglianza non sono solo dichiarazioni formali, ma pratiche quotidiane di ascolto, mediazione e rispetto della dignità umana in ogni sua forma.


Pedagogia contro la guerra: la storia e l’impegno di EIP

La pace si fa a scuola: un intervento della presidente Anna Paola Tantucci sul quotidiano L’Osservatore Romano


La storia dell’Association mondiale pour l’Ecole Instrument de Paix (Eip) e della sua sezione italiana si sviluppa dall’azione personale del fondatore Jacques Mühlethaler e culmina nella creazione di una ong riconosciuta a livello internazionale. Jacques, libraio e piccolo editore, nel periodo della guerra fredda, analizzando i libri scolastici, si rese conto che spesso erano «fabbriche per creare soldati, nemici, settari, fanatici e assassini». L’esperienza familiare lo aveva portato a confrontarsi con le conseguenze della guerra per la morte dei fratelli, uno nella Seconda guerra mondiale e uno nella guerra d’Algeria. Per ottenere un cambiamento, quindi, non ci si poteva limitare a piangere i morti, ma occorreva mobilitarsi per una azione per la pace «per mezzo della scuola».

Leggi l’articolo completo: https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-02/quo-045/la-pace-si-fa-a-scuola.html


Contro la “legge della forza”

Al via la 61ª sessione del Consiglio ONU: il drammatico monito di Antonio Guterres


Si è aperta il 23 febbraio 2026 presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra la 61ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, in un clima di profonda inquietudine per la stabilità internazionale. Ad inaugurare i lavori è stato il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, il quale ha pronunciato quello che molti osservatori definiscono come uno dei suoi discorsi più duri e accorati degli ultimi anni.

Il fulcro dell’intervento di Guterres è stata la denuncia di un pericoloso slittamento globale: il passaggio dallo stato di diritto alla “legge della forza”. Il Segretario Generale ha avvertito che i diritti umani sono sotto un attacco frontale e su vasta scala, orchestrato spesso proprio da chi detiene il massimo potere. “Questo assalto non avviene nell’ombra”, ha dichiarato Guterres, “ma in piena luce, sotto gli occhi di una comunità internazionale troppo spesso indifferente”.

Il discorso di apertura di questa sessione non poteva ignorare le ferite aperte dei conflitti attuali. Guterres ha ricordato con fermezza il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, che ha già causato oltre 50.000 vittime civili, invocando la fine immediata dello spargimento di sangue. Parole altrettanto pesanti sono state riservate alla situazione nei Territori Palestinesi Occupati. Guterres ha denunciato come la soluzione a due stati venga “smantellata in pieno giorno”, definendo le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale come palesi e intenzionali. Il panorama dei conflitti si è poi esteso al Sudan e alla Repubblica Democratica del Congo, esempi di come la sofferenza umana sia diventata, per molti attori politici, un semplice “inconveniente” o una pedina di scambio.

Oltre alle armi convenzionali, la 61ª sessione si trova a dover affrontare minacce inedite. Il Segretario Generale ha sottolineato come le tecnologie emergenti, in particolare l’intelligenza artificiale, vengano sempre più utilizzate per sopprimere i diritti, aumentare le disuguaglianze e discriminare le fasce più marginalizzate della popolazione. Ha inoltre citato la violenta repressione delle proteste in Iran e la crescente criminalizzazione di giornalisti, attivisti e ONG, segnalando una preoccupante chiusura degli spazi civici in ogni angolo del pianeta.

In un passaggio chiave, Guterres ha ribadito che i diritti umani non sono un “menu” da cui i leader possono scegliere solo le portate più gradite. “I diritti economici, sociali, civili e politici sono indivisibili e universali”, ha ricordato, attingendo anche alla propria esperienza personale vissuta sotto la dittatura di Salazar in Portogallo per testimoniare come l’assenza di libertà corroda ogni fibra della società.

Il discorso si è concluso con un appello solenne ai membri del Consiglio: non permettere che l’erosione dei diritti umani diventi il prezzo accettato per la convenienza politica o la competizione geopolitica.
La 61ª sessione si preannuncia dunque come un banco di prova decisivo per capire se l’ONU riuscirà ancora a fungere da “scudo per i vulnerabili” in un mondo che sembra aver smarrito la bussola della legalità internazionale.

Video del discorso completo: UN chief: Rule of force replacing rule of law in dangerous global shift

Per seguire la Sessione: https://webtv.un.org/en/schedule

Napoli prima tappa nell’impegno per la pace


Il Gruppo EIP Campania, invitato dall’Assessora all’Istruzione e alla Famiglia del Comune di Napoli Maura Striano, ha partecipato il 19 febbraio scorso alla partenza della Prima Tappa del Giro di Italia per la Pace, che ha visto la Lampada per la Pace di Assisi partire proprio da Napoli (su iniziativa del Coordinamento EE.LL. per la Pace).

La nostra proposta, di far accompagnare l’arrivo della lampada in Comune dai Tamburi della Pace, è stata accolta ed inserita nel programma della giornata.
Perchè i tamburi? Quando la guerra si faceva senza droni e senza missili, erano i tamburini ad annunciarla, con il rullo dei loro tamburi.

Nella seconda metà degli anni ’70 il giornalista e scrittore Arthur Haulot promosse “Le Tambours pour la Paix” tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legando poi l’iniziativa alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.

L’EIP Italia, che ha fatto propria l’iniziativa, ogni anno la ripropone alle scuole con un appuntamento fisso nel mese di Marzo e in Campania sono tantissime le scuole aderenti: ragazzi e giovani, in vari luoghi lontani tra loro ma uniti dallo stesso sentimento, nel mese di marzo suonano i tamburi e recitano poesie e messaggi di Pace.

La giornata di ieri si è aperta con la partenza della Marcia dalla sede dell’I.C. “D’Aosta-Scura” in p.zza Montecalvario: per l’amministrazione comunale e per tutte le associazioni presenti vedere il coinvolgimento attivo dei giovani è stata la prova che le scuole rappresentano i veri “cantieri” del futuro democratico del Paese. L’entusiasmo mostrato dagli studenti presenti ha dimostrato un sentimento vivo, capace di unire generazioni diverse sotto un’unica bandiera di solidarietà. All’arrivo della Lampada il battito della città si è fatto sentire in Piazza Municipio, dove l’associazione Eip Italia-Campania ha curato una performance dei “Tamburi per la Pace” affidata alle percussioni dell’I.C. “D’Ovidio-Nicolardi-E.A.Mario” con il prof. Andrea Stipa. L’entusiasmo è stato grande e molto sentito, altri studenti hanno voluto provare a suonare i tamburi incoraggiati dai percussionisti in erba della scuola protagonista. Alla manifestazione per EIP Campania erano presenti Paola Carretta, Elvira D’Angelo e Silvana Rinaldi.
La giornata è proseguita con un momento di alto valore istituzionale all’interno del Palazzo San Giacomo. Studentesse e studenti sono stati ricevuti nell’aula del Consiglio comunale, accolti dalla consigliera Mariagrazia Vitelli e dalla vicesindaca Laura Lieto. Protagonisti assoluti sono stati i rappresentanti dei Consigli municipali junior, che hanno preso la parola per leggere gli ordini del giorno dedicati al tema della pace, redatti con mesi di lavoro e riflessione nelle classi.
Nel pomeriggio è toccato alle scuole di istruzione superiore, che si sono ritrovate nella basilica di Santa Chiara dove ha avuto luogo la costruzione simbolica delle “Fondamenta di Pace”, qui il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato il ruolo cruciale delle città come portavoce di distensione in un panorama internazionale funestato da troppi conflitti. Accogliere il Giro d’Italia per la Pace significa, per il primo cittadino, investire direttamente sulle nuove generazioni affinché crescano nel segno della convivenza civile. L’educazione alla cittadinanza attiva è stata indicata come l’unico antidoto efficace contro ogni forma di violenza e degrado. Un principio ed un convincimento che l’EIP Italia da anni porta avanti nelle scuole con la formazione degli studenti e dei docenti.
Una giornata, dunque, assolutamente bella e coinvolgente, segno di una Scuola che a Napoli favorisce una formazione sempre più completa e ricca di momenti di educazione alla Pace.

La Pace deve far rumore e ci auguriamo che il prossimo anno i Tamburi possano risuonare in un mondo del tutto pacificato.

Paola Carretta
delegata regionale EIP Campania

Clima e deregulation: la “svolta” USA come caso studio per l’Educazione civica

Perché la scuola rimane una delle poche speranze


Le recenti notizie provenienti da oltreoceano segnano una cesura netta nelle politiche ambientali globali. A metà febbraio 2026, l’amministrazione Trump ha ufficialmente revocato l'”Endangerment Finding”, la norma cardine che dal 2009 classificava i gas serra come una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente.
Questa decisione, descritta da più parti come un “colpo mortale” all’azione climatica federale, non è solo un fatto politico, ma può essere un (preoccupnate) caso studio per i nostri percorsi di Educazione Civica.

Il nesso di causalità: IPCC e il “codice rosso” per l’umanità
Il punto di riferimento imprescindibile dal punto di vista scientifico è l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) dell’ONU. Nel suo Sesto Rapporto di Valutazione (AR6), l’IPCC afferma con “inequivocabile certezza” che l’influenza umana ha riscaldato l’atmosfera, l’oceano e la terra a un ritmo senza precedenti negli ultimi 2000 anni.
La concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato le 420 ppm (parti per milione), un livello mai raggiunto negli ultimi 2 milioni di anni. Revocare le norme sui gas serra significa ignorare che la capacità della Terra di irradiare calore nello spazio è alterata: l’energia trattenuta dai gas serra equivale all’esplosione di circa 5 bombe atomiche di Hiroshima al secondo.

La minaccia alla salute pubblica nel monitoraggio dell’OMS
L’argomentazione politica della “deregulation” spesso separa l’economia dalla biologia. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il cambiamento climatico come “la più grande minaccia alla salute che l’umanità deve affrontare”.
La deregolamentazione delle emissioni di metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) non causa solo il riscaldamento globale, ma esaspera l’inquinamento atmosferico locale (ozono troposferico e polveri sottili). Secondo il rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change, l’aumento delle ondate di calore e la diffusione di malattie vettoriali (come Dengue e Malaria) sono già realtà cliniche che gravano sui sistemi sanitari nazionali.

Il “Tipping Point” e l’irreversibilità
Un concetto scientifico chiave da portare in classe è quello dei Tipping Points (punti di non ritorno). Rapporti dell’ONU come UNEP – Emissions Gap Report avvertono che se la temperatura globale superasse la soglia di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, si innescherebbero processi irreversibili, come lo scioglimento del permafrost siberiano (che rilascerebbe enormi quantità di metano, potenziando ulteriormente l’effetto serra) o il collasso della calotta glaciale antartica.
La “libertà economica” invocata dalla deregulation USA si scontra con la termodinamica: non esiste libertà politica in un ecosistema collassato.

Proposte di attività basate sui dat
Per trasformare queste nozioni in competenze di cittadinanza attiva, i docenti possono proporre:
1. Analisi dell’Emissions Gap Report (UNEP). Gli studenti, divisi in gruppi, analizzano i grafici dell’ONU che mostrano il divario tra le promesse degli Stati e le emissioni reali. Domanda guida: “In che modo la scelta degli USA sposta la curva delle emissioni globali e quali nazioni (es. Brasile, UE) potrebbero compensare o, al contrario, seguire l’esempio negativo?”
2. Laboratorio “Il costo dell’inerzia”. Utilizzando i dati della Banca Mondiale e dell’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), calcolare i costi economici dei disastri climatici rispetto ai costi della transizione ecologica. Questo serve a scardinare l’idea che la protezione ambientale sia un “lusso” che frena l’economia.
3. Studio di caso sulla Cop21 e l’Accordo di Parigi. Analizzare l’articolo 2 dell’Accordo di Parigi (mantenere l’aumento ben al di sotto dei 2°C). Gli studenti devono valutare se la revoca delle norme nazionali americane costituisca una violazione del diritto internazionale e quali sono le conseguenze per la giustizia climatica globale (il principio della “Responsabilità comune ma differenziata”).


“L’educazione non trasforma il mondo. L’educazione trasforma le persone. Le persone trasformano il mondo” (Paulo Freire)

“Quale sarà il futuro dell’individuo, della collettività, della specie nel mondo che stiamo costruendo? […] Solo se riusciremo a tenere insieme la precisione dell’intelligenza e l’impeto del cuore, potremo evitare che la terra diventi un deserto di astrazioni” (Italo Calvino)

C’è un Larsen nel mondo, un fischio che spacca le orecchie / Ma nessuno lo sente, o fa finta che non ci sia / Mentre il ghiaccio si scioglie e la terra va in agonia / Noi stiamo qui a contare i soldi della farmacia” (Caparezza)

L’eco di un’anima: in ricordo di Pino Colizzi


Esistono voci che non si limitano a tradurre parole, ma che abitano l’immaginario di intere generazioni, diventando parte della nostra memoria emotiva. 

Con la scomparsa di Pino Colizzi, l’Italia perde non solo un protagonista assoluto del doppiaggio e del teatro, ma un uomo di raffinatissima cultura che ha saputo fare della parola un ponte tra il visibile e l’invisibile.
La voce di Pino ha costituito l’anima italiana per decine di attori famosi: solo per citarne alcuni tra i più noti dobbiamo ricordare Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero, Clint Eastwood, Tom Selleck. E poi Christopher Reeve (con cui ci ha parlato sia come Superman che come Clark Kent) e Gary Cooper in Per chi suona la campana
Certamente è stato una dei doppiatori più noti e riconoscibili del panorama cinematografico italiano: difficile non provare ancora forti emozioni pensando alla voce prestata a Robert Powell nel ruolo di Gesù nello sceneggiato Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli e al protagonista del classico Disney Robin Hood.
Ed è stato il Maestro di generazioni di doppiatori, quali Luca Ward e Francesco Pannofino, che si dichiarano sempre suoi debitori.
Dietro la leggenda del leggio, batteva il cuore di un attore di razza che aveva calcato i palchi con Luchino Visconti e la “Compagnia dei Giovani”, portando con sé quell’eleganza scenica che lo avrebbe poi reso un direttore del doppiaggio magistrale per capolavori come Pulp Fiction, The Matrix e la saga di James Bond.

Parallelamente al doppiaggio, Pino Colizzi ha recitato per il cinema e per la televisione, partecipando a sceneggiati Rai comeAnna Karenina con Lea Massari e Tom Jones e lavorando con Franco Zeffirelli come attore e doppiatore  anche  sceneggiatore  per il film  Il tè con Mussolini , debuttò con  Mauro Bolognini in Metello insieme ad altri  due debuttanti che  saranno famosi Massimo Ranieri e Ottavia Piccolo.

Tutto questo è noto e ampiamente raccontato in questi giorni.

Pensando con nostalgia e rimpianto a decenni di amicizia con Pino, ho ripensato a due aspetti che ho avuto modo di conoscere e che meritano di essere ricordati.
Un primo lato di Pino meno esposto ai riflettori, e forse proprio per questo più autentico, è stato quello dello studioso e del poeta. In un felice connubio tra rigore filologico e sensibilità artistica, ha dedicato anni alla traduzione dei 154 Sonetti di William Shakespeare, unica opera del Bardo non destinata alla scena.
In Italia questa raccolta è, forse, poco nota e certamente non diffusa quanto le opere teatrali. Probabilmente per l’obiettiva difficoltà di traduzione, nonostante l’impegno di autorevoli traduttori del passato, fra cui Giuseppe Ungaretti e gli anglisti Melchiorre e Serpieri. 
La traduzione proposta da Pino Colizzi è in endecasillabi, nel rispetto della musicalità originaria della forma sonetto e venne pubblicata con un corredo di disegni originali di Diego Romano. L’amico Mauro Spinelli, titolare della Casa editrice Dante Alighieri, intuendo il profondo valore dell’opera, la rese ancor più completa con due CD contenenti la registrazione della splendida voce di Pino.
Per questa traduzione, donata in registrazione originaria all’Unione Italiana Ciechi, ha ricevuto il “Premio Braille 2011”. E nel 2015 ha ricevuto il “Premio letterario internazionale Eugenia Tantucci” per la traduzione di cui ritengo importante riportare la motivazione: “Tradurre è trasportare in un’altra lingua, o meglio è reiventare nell’altra lingua se del testo tradotto vengono colti  i significati profondi e  le musiche avvolgenti, le ragioni prime e i sentimenti complessi, così da consegnare al lettore la pienezza e la grazia dell’espressione iniziale. Per tutto questo vale premiare Pino Colizzi che, dei sonetti di Shakespeare, nella loro interezza e in un italiano mirabile costruito di  sapientissimi endecasillabi, ha reso gli incanti e i segreti, le allegrie e i patimenti compiendo un’impresa assai ardua e pervenendo a un esito ben più che notevole”.
Con la nostra Associazione EIP Italia abbiamo promosso occasioni di presentazione e lettura dei Sonetti ad Ischia nella Antica Reggia, e A Roma in diverse istituzioni culturali, dalla Biblioteca Angelica all’Aula Magna dell’Università LUMSA, dalla Biblioteca Nazionale all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (già Discoteca di stato), dove il testo ha l’onore di essere depositato come versione ufficiale italiana.

Un secondo aspetto non così noto al grande pubblico che negli anni lo ha ammirato è stato l’uso della sua voce anche come impegno civile.
Il suo cammino umano e professionale si è strettamente intrecciato alle azioni di promozione culturale dell’Unione Lettori Italiani, grazie alla sua amicizia con Eugenia Tantucci e Elio Pecora, e ai progetti della nostra Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace.
In queste sedi, Pino non è stato solo un collaboratore, ma un testimone. Credeva fermamente nella “Pedagogia della Pace” e nel potere della lettura ,al pari della produzione creativa come atto di libertà.
Per EIP Italia, la sua presenza ha nobilitato Concorsi e progetti educativi, portando fino in Cina, nella “Settimana della lingua italiana” la voce di Dante Alighieri, con una lettura del Canto V dell’Inferno al Centro Culturale Italiano di Shanghai, che ha rappresentato un evento indimenticabile.
La sua presenza tra i giovani è stata l’esempio di un intellettuale che non si chiude nella “torre d’avorio”, ma mette il proprio talento al servizio di un umanesimo integrale.
Con l’Unione Lettori Italiani, ha trasformato ogni lettura pubblica in un rito collettivo, ricordando che leggere è, prima di tutto, saper ascoltare.

Pino Colizzi ci lascia un patrimonio immenso, racchiuso non solo nei film che continueremo a guardare, ma anche nelle diffuse registrazioni della sua voce che rimarranno per sempre a sussurrare i segreti e i tormenti dello spirito umano.
Se il sipario cala, l’eco di Pino Colizzi non svanisce, ma resta nell’aria, come una nota vibrante, a ricordarci che la cultura, quando è vissuta con passione, è l’unica forma di immortalità che ci è concessa.

Anna Paola Tantucci


Oltre i Palazzi di Ginevra: appunti in vista della 61ª Sessione ONU

Tra ferite del mondo e speranza educativa


L’apertura della sessantunesima sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, prevista a Ginevra dal 23 febbraio al 2 aprile 2026, segna l’inizio di un capitolo fondamentale per la diplomazia internazionale sotto la guida del nuovo Bureau. Al vertice di questo organismo siede il Presidente indonesiano Sidharto Reza Suryodipuro, affiancato da un team di vicepresidenti provenienti da Estonia, Etiopia, Ecuador e Spagna, con il compito di orchestrare un’agenda densa di sfide globali. I lavori prendono ufficialmente il via dopo una riunione organizzativa fissata per l’inizio di febbraio, preparando il terreno per settimane di intensi dialoghi su questioni che toccano ogni angolo del pianeta.

Il cuore pulsante di questa sessione si manifesta attraverso dibattiti tematici che intrecciano l’innovazione alle emergenze umanitarie. Un momento di rilievo riguarda il ruolo delle tecnologie digitali emergenti come strumento per prevenire ed eliminare le mutilazioni genitali femminili, un tema che spinge il Consiglio a riflettere su come il progresso possa servire la protezione dei diritti più intimi. Questa attenzione verso il futuro si affianca alla memoria storica, con una discussione di alto livello dedicata al venticinquesimo anniversario della Dichiarazione di Durban contro il razzismo e la discriminazione. Contemporaneamente, il Consiglio indaga su come rendere le infrastrutture mondiali, dai trasporti agli alloggi, realmente inclusive per le persone con disabilità, e dedica una giornata intera alla drammatica situazione dei bambini coinvolti nei conflitti armati.

L’indagine del Consiglio si fa particolarmente minuziosa e severa nell’affrontare la situazione nei Territori Palestinesi Occupati, che rappresenta uno dei pilastri centrali di questa sessione. Il Consiglio dedicherà uno spazio specifico all’analisi dell’obbligo di garantire responsabilità e giustizia, esaminando un rapporto dettagliato dell’Alto Commissario. Un punto di estrema delicatezza riguarda l’indagine condotta dalla Commissione Internazionale Indipendente sul trasferimento o la vendita di armi e materiali “dual-use” a Israele, con l’obiettivo di analizzare le conseguenze legali di tali flussi. La lente d’ingrandimento dell’ONU si sposterà poi sulla questione degli insediamenti israeliani e sul Golan siriano occupato. In particolare, è atteso un rapporto cruciale sull’identità dei gruppi di coloni coinvolti in atti di violenza, intimidazione e terrore contro i civili palestinesi, valutando al contempo le azioni intraprese per assicurarli alla giustizia.

Sotto la lente d’ingrandimento finisce l’Afghanistan, con report specifici sulla condizione di donne e bambine e sulle prospettive di giustizia per le vittime. La crisi in Sudan viene esaminata attraverso i risultati di una missione d’inchiesta focalizzata sulle violazioni commesse a El Fasher, mentre nei territori palestinesi occupati si analizzano le conseguenze legali del trasferimento di armi e le violenze commesse dai coloni. Lo sguardo si estende anche all’aggressione russa in Ucraina, alla situazione in Myanmar — con focus sulla minoranza Rohingya — e alle persistenti sfide in Venezuela, Nicaragua, Iran e Bielorussia.

In questo scenario, l’Italia assume un ruolo di primo piano, essendo stata eletta come membro del Consiglio per il mandato 2026-2028. Questo impegno diplomatico si riflette direttamente nel tessuto educativo nazionale attraverso il nostro 54° Concorso Nazionale, intitolato “Dall’Italia al mondo: l’impegno per i diritti umani come pilastro di pace”. L’iniziativa invita le scuole a esplorare temi cari alla strategia italiana all’ONU, come la lotta alla tratta di esseri umani, la protezione dei giornalisti — specialmente di chi si occupa di ambiente e cambiamenti climatici — e l’impegno per una moratoria universale della pena di morte. Attraverso questo ponte tra le istituzioni e le nuove generazioni, il Consiglio cerca di trasformare i grandi dibattiti di Ginevra in una coscienza civile diffusa e in una rete di protezione sempre più solida per la dignità umana.

Napoli si prepara al ritmo della pace

Il prossimo 19 febbraio saranno in piazza anche i “Tamburi per la pace” di EIP


Il prossimo 19 febbraio 2026, le strade di Napoli torneranno a vibrare per un importante appuntamento dedicato alla convivenza civile e alla fratellanza. In questa giornata, organizzata dal Comune di Napoli, uno dei momenti più attesi e carichi di energia sarà l’intervento dei “Tamburi per la Pace”, a cura dell’Associazione Scuola Strumento di Pace E.I.P. Italia.

La giornata vedrà il coinvolgimento delle massime autorità cittadine e regionali, a testimonianza di quanto il tema della cultura non violenta sia centrale nell’agenda politica. Tra i partecipanti confermati e invitati figurano Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Vincenza Amato, Presidente del Consiglio Comunale, Maura Striano, Assessore all’Istruzione e alle Famiglie, Roberto Fico, Presidente della Regione, Domenico Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli e Monica Matano, Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

Insieme ad altre attività, alle ore 10:00 in Piazza Montecalvario, il ritmo dei tamburi accompagnerà la partecipazione delle studentesse e degli studenti dell’I.C. “D’Ovidio – Nicolardi – E.A. Mario”, trasformando la musica in un linguaggio universale di rispetto e legalità.

Educare alla pace non è un evento isolato, ma un percorso quotidiano che si costruisce giorno dopo giorno tra i banchi di scuola. Un esempio virtuoso di questo impegno costante è rappresentato dall’IIS “Galiani-Da Vinci”. La scuola ha realizzato un toccante video-racconto che testimonia come la sensibilizzazione parta dalla memoria storica per arrivare all’azione presente. Attraverso laboratori sulla Costituzione, incontri con figure di rilievo come Don Maurizio Patriciello, la partecipazione costante al Concorso nazionale EIP Italia e attività sportive come “Un gol per la pace”, l’istituto dimostra che “la pace non è scontata, ma è una responsabilità” che appartiene a tutti.

La giornata prosegue anche nel pomeriggio con la costruzione simbolica delle “Fondamenta di pace” presso il Monastero di Santa Chiara, dove istituzioni e società civile si confronteranno in un dialogo pubblico moderato dalla giornalista Donatella Trotta.

Sarà un momento per ribadire che la pace si studia, si impara e, soprattutto, si pratica ogni giorno attraverso piccole e grandi scelte di solidarietà.