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Dantedì: la proposta dell’ E.I.P Italia per celebrare Dante Alighieri

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini e l’ Accademia della Crusca, anche su sollecitazione di Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere della Sera, hanno proposto l’ istituzione del Dantedì , giorno che è stato individuato nel 25 marzo di ogni anno, partendo dal 2020.

Quest’ anno ci sarà un evento al Quirinale promosso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

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GIORNATA DEL RICORDO

I.I.S.S. BOJANO (CB) a.s. 2020/21

Percorso di Educazione civica

Coordinamento Prof.ssa Italia Martusciello

Legge 30 marzo 2004, n. 92

“Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004

Art. 1.

    1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

    2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.

1-COSA?

Il termine foiba deriva dal latino “fovea”e significa fossa.

Le foibe sono delle cavità naturali, spesso vere e proprie cavità a forma di imbuto,profonde da un minimo di 20 metri ad un massimo di 300.

2-DOVE?

Sono diffuse nella zona di Trieste, nelle zone della Slovenia già parte della

scomparsa regione Venezia Giulia, nonché in molte zone dell’Istria e della Dalmazia.

In un suo censimento, la Società Alpina delle Giulie ha individuato un mi migliaio di foibe nella sola provincia di Trieste.

Nell’intera regione, almeno 1700.

3-Quando?

La prima ondata di violenza esplode nel 1943 subito dopo la firma dell’armistizio (8 settembre 1943). In Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano e poi gettano nelle foibe un migliaio di persone.

La violenza ritorna nel 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria.

Le truppe del maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, uomini di chiesa, donne, anziani, bambini. E’ una carneficina.

1945 – 1947: trecentocinquantamila persone sono costrette a trasformarsi in esuli. Scappano dal terrore, alcuni conoscono il destino delle foibe, i più nella fuga sanno di aver perso tutto e non sanno ancora chi li ospiterà.

4-Uso

Utilizzate per infoibare. Le vittime venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti,bloccavano i polsi e i piedi tramite fil di ferro ad ogni persona e, successivamente legavano gli uni agli altri. I massacratori si divertivano a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri. Molte altre persone hanno trovato la morte in mare, altre nelle miniere di bauxite.

5- Quanti gli infoibati?

“Fra il 1943 e il 1947 in questi inghiottitoi furono gettati dai partigiani titini migliaia di esseri umani.

Gli storici delle parti avverse si sono spesso accapigliati sui risultati della macabra conta (10.000? 20.000? 30.000?) come se qualche cadavere in più o in meno potesse modificare l’intensità dell’orrore. In realtà, il conto esatto non si potrà mai fare. Nella foiba di Basovizza, presso Trieste furono recuperati 500 metri cubi di resti umani e si calcolò brutalmente che le vittime dovevano essere 2.000: quattro per metro cubo”.

LE TESTIMONIANZE

ll 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo”, in memoria dei quasi ventimila uomini torturati, assassinati e gettati nelle foibe, le fenditure carsiche usate come discariche dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un tema che ancora divide i pensieri. Eppure quelle persone meritano di essere ricordate. Innocenti che senza alcuna colpa furono torturati, uccisi e buttati nelle foibe. Tra questi ci sono stati anche alcuni molisani, come Giovanni Iafelice, nato ad Oratino il 17 novembre 1917 e catturato a Trieste nel maggio 1945, deportato e poi scomparso. Per oltre settant’anni, la famiglia di Giovanni non ha avuto alcuna notizia. «Pensavamo fosse stato confinato in Russia, la stessa sorte che toccò ad un altro fratello di mio padre» spiega Nicola Iafelice, nipote della vittima.

Ma nei mesi scorsi la svolta, come ci ha spiegato il sindaco di Oratino, Roberto De Socio. «A settembre sono stato contattato dall’ANCDJ, Associazione nazionale tra i congiunti dei deportati italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia, che mi ha inviato l’elenco di alcuni cittadini, con l’unica colpa di essere italiani, infoibati o massacrati nelle zone del confine orientale dai partigiani italo-sloveni ed italo-croati» ci ha spiegato il sindaco. «In quell’elenco è riportato il nome di Giovanni Iafelice nato ad Oratino nel 1917, agente di polizia, residente a Triste, prelevato il 1° maggio 1945 da partigiani titini» ha detto ancora il primo cittadino di Oratino.
Nel documento si legge: “Questura di Trieste. Ivi prelevato da comunisti titini italo sloveni e, sembra, deportato a Postumia (ex provincia di Trieste). Scomparso. Notizie fornite dalla signora Lucia Barbone abitante a Trieste. Dichiarato irreperibile”. «Da lì mi sono messo subito alla ricerca dei parenti e sono arrivato a Nicola Iafelice, il nipote di Giovanni. Il mio ringraziamento va al presidente dell’associazione, Laura Brussi Montani, che mi ha contattato per farci conoscere la verità su un nostro concittadino» ha concluso il sindaco Roberto De Socio.

Supportati dall’associazione di volontariato, i familiari hanno inviato la scheda della vittima alla Commissione Foibe, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Sabato 9 febbraio, il nipote di Giovanni è stato invitato alla cerimonia commemorativa del “Giorno del Ricordo” che si terrà al Palazzo del Quirinale. In quell’occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consegnerà una Medaglia ed un attestato in onore e ricordo di Giovanni Iafelice. «Sono passati più di settanta anni da quando nostro zio è scomparso, non pensavamo più di conoscere la verità ma lo Stato ha fatto il suo lavoro» le parole di Nicola. «Generalmente si tende a considerare i partigiani brave persone ma la storia ci ha insegnato che ci sono stati buoni e cattivi.

Come è stata condannata ogni morte ad opera dei fascisti, è giusto condannare anche gli assassini comunisti. Mio zio era innocente, non ha combattuto sul fronte ma faceva il poliziotto in ufficio quindi non ha mai ucciso nessuno eppure è stato prelevato dai comunisti del maresciallo Tito, deportato, torturato ed ucciso» ha commentato ancora Nicola Iafelice. «L’unica sua colpa era quella di essere italiano, un’ingiustizia che non può essere taciuta» ha concluso. La cerimonia di consegna della Medaglia ci sarà sabato alle 11 al Palazzo del Quirinale a Roma.

Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze.

Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k.

Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera.

Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa.

Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro.

 Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me.

La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini.

Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca.

Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola.

E solo allora potei dire di essere veramente salvo.


Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Il giorno del ricordo
Poesia dedicata alle stragi nelle foibe e all’esodo degli istriani

Urlavano Italia,
e caddero

Bruciavano di dolore,
e caddero.
Indifesi e soli,
svanirono in infernali voragini.

Eco di silenzioso dolore
gettato in un baratro di follia
che profuma di morte.

La polvere mi parla di loro,
sussurri di mille voci
singhiozzi, silenzi, troppi silenzi.

Sofferenza in terre d’amore,
sfumature d’Istria, onde di Trieste
profumi di Zara e colori di Dalmazia.

Chi scampò lasciò tutto,
una lunghissima carovana
di lacrime dure partì,
verso la loro terra, la loro nazione.
Tornarono nella loro patria,
esuli  con la morte negli occhi
e la speranza nell’anima,
spogli di tutto tranne che la dignità
pronti a rinascere nuovamente,
con l’orgoglio di aver combattuto,
vivendo con l’Italia nel cuore.

Ermanno Eandi

Poeta, giornalista e scrittore

49° CONCORSO NAZIONALE 2021 – Cerimonia di Premiazione sabato 30 ottobre presso l’ Aula Magna dell’ Università Lumsa di Roma Borgo Santo Spirito 13 ,dalle ore 9,30 alle ore 13,30.

scheda di adesione

La cerimonia di premiazione del 49° concorso EIP Italia avrà luogo  sabato 30 ottobre 2021 presso l’ Aula Magna dell’ Università Lumsa di Roma  Borgo Santo Spirito 13 ,dalle ore 9,30 alle ore 13,30, anziché giovedì 28 ottobre come precedentemente annunciato.

La tavola periodica della Costituzione: l’EIP Italia raccoglie le buone prassi dell’Educazione civica

Il nuovo anno scolastico 2020/2021 è certamente un anno particolare per le imprevedibili riorganizzazioni che l’emergenza pandemica ha portato.  Tra le novità che invece erano ben previste, c’è l’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica, a seguito dell’ emanazione della Legge 92/2019 e delle relative Linee guida. L’insegnamento avrà una duplice valenza, disciplinare nei contenuti specifici e trasversale agli ambiti disciplinari per le competenze civiche, per un monte ore di 33 ore annue, in tutti gli ordini di scuola.

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L’Educazione Civica sul sito del Ministero dell’Istruzione

Seminario: L’ORA DI LEZIONE DIGITALE?

Per una pedagogia della relazione nella didattica a distanza: quali orizzonti per la persona educante.

Formazione a distanza 8 maggio 2020 h 15.00 – 17.00

Su portale SOFIA : 43585

Intervento d’ apertura del  Dirigente Scolastico  dell’ I.I.S.S. E. Maiorana di Brindisi Dr. Salvatore Giuliano già Sottosegretario di Stato al MIUR , Consigliere Ministeriale per l’ innovazione didattica e la formazione.

PROGRAMMA:

  1. Anna Paola Tantucci: DaD e Fad: un nuovo paradigma per la didattica e la formazione che pone al centro la responsabilità civile ed educativa della scuola e del docente.
  2. Danilo Vicca– La scuola resiliente: pedagogia della relazione nel nuovo scenario.
  3. Ottavio Fattorini : Didattiche per il futuro nell’ alleanza scuola famiglia
  4. Lidia Cangemi Dirigente scolastico Liceo J.F.Kennedy – co-fondatore del modello scuole DADA
  5. Francesco Rovida: Davanti allo schermo o allo specchio? La conoscenza di sé per liberare risorse emotive nella scuola.
  6. Simone Consegnati:  Service learning come strategia per il post pandemia
  7. Emanuele Faina: Strumenti per la relazione efficace. Come arrivare all’altro….anche in digitale
  8. Roberta Camarda: Buone pratiche di didattica in aula virtuale e in presenza.

Dopo gli interventi  i relatori potranno rispondere alle domande dei partecipanti pervenute in chat durante le relazioni

TAVOLA ROTONDA VIRTUALE

OBIETTIVI DEL CONFRONTO

Il Seminario intende riportare al centro della riflessione la dimensione pedagogica nella scuola dell’emergenza Covid 19, in cui sempre più forte si invera il ruolo della “persona educante”.

Gli sconvolgenti cambiamenti che hanno colpito le vite e le abitudini sociali hanno ricevuto nella pratica didattica risposte eterogenee, a volte “istintive” (istinto di sopravvivenza scolastica), “etiche” (assunzione di una responsabilità civica ed educativa da parte del docente), “critiche” (mancanza di preparazione rispetto ai cambiamenti comportati dalla DAD).

L’esperienza delle ultime settimane, oltre allo straordinario sforzo adattivo e resiliente delle comunità professionali, porta in luce esiti di trasformazione della didattica e dei processi che ne discendono piuttosto eterogenei e diversificati, stanti i diversi livelli di maturità di ciascuna nell’ambito infrastrutturale, nella competenze informatica e tecnologica, nella cultura digitale, nell’apertura al cambiamento in atto.

In uno scenario repentinamente mutato, in fase di continue riscritture e con orizzonti tutt’altro che definiti, il primo sforzo delle istituzioni scolastiche sembra essersi concentrato sulla dimensione organizzativa e su quella gestionale per la garanzia della continuità nell’erogazione del servizio: attivazione delle piattaforme; fornitura di connettività e device; organizzazione e gestione degli orari di attività didattiche; monitoraggi delle presenza e dell’equa distribuzione delle attività; modalità di valutazione degli apprendimenti; legittimità dei processi attuati in tema di privacy, organizzazione del lavoro e rispetto del contratto.

Parallelamente ai fondamentali processi che mirano a ridefinire l’impalcatura del sistema (valutazione, esami, scrutini, modalità di didattica al rientro dell’emergenza), è forte il bisogno di osservare e sistematizzare i diversi processi in svolgimento dall’interno, a partire da una riflessione sulle basi pedagogiche da cui muovere per riconsiderare un modo di fare scuola di cui va completamente ridefinita la “relazione educativa”.

ABSTRACT:

Anna Paola Tantucci: introduce

DaD e FaD: un nuovo paradigma per la didattica e la formazione che pone al centro la responsabilità civile ed educativa della scuola e del docente.

 La Pedagogia digitale  volta alla crescita, umana culturale e civile della persona e del cittadino nella scuola come comunità educante.

Danilo Vicca: coordina

La scuola resiliente: pedagogia della relazione nel nuovo scenario.

Gli orientamenti pedagogici sui quali si fondano le politiche educative della Scuola, dall’Attivismo al Comportamentismo, dal Cognitivismo al Costruttivismo, postulano processi di apprendimento centrati sull’esperienza e la laboratorialita’  (learning by doing),  oltre che sulla  relazione nella costruzione condivisa di significati nell’interazione (cooperative learning). Proprio questi due pilastri della pedagogia “fare per imparare” e “imparare con gli altri” sembrano duramente depotenziati nella DAD, con effetti diretti sia sulla relazione educativa che sul modo di interpretarne l’attuazione. Appare necessario, nel nuovo contesto, recuperare il senso autentico della pedagogia, affinché chi “guida” e “accompagna” (ago) sappia “essere” ispiratore di senso nel nuovo scenario.

Ottavio Fattorini

Didattiche per il futuro nell’ alleanza scuola famiglia

Nuovi (o antichi) modi di vedere e fare una scuola operativa, co-costruttiva, significativa e latrice di sensi, si rivelano essenziali in ogni tempo…pandemici e non. La necessità di abilitare il lavoro scolastico delle famiglie, ci consente di riflettere sul senso di una scuola per competenze volta ad ogni futuro.

Lidia Cangemi:

Accogliere l’altro e valorizzare le risorse: una positiva intenzionalità per prepararsi al futuro.

La crisi come opportunità: in una realtà profondamente mutata e che pone grandi quesiti di incertezza, la scuola rappresenta un indispensabile punto di riferimento. Ottimismo ed equità, educazione emozionale e competenze relazionali: una scuola impostata sull’Essere, sul Sapere e sul Saper Essere, capace di valorizzare le risorse (Q.C.A.) e di costruire una positiva intenzionalità nel “qui e ora”.Progettualità nuove, quindi, per nuovi scenari

Francesco Rovida:

Davanti allo schermo o allo specchio? La conoscenza di sé per liberare risorse emotive nella scuola

L’esperienza di didattica a distanza mette l’insegnante di fronte allo schermo del PC. Uno strumento che oggi serve per creare relazioni, ma che ha un nome che evoca distanza, difesa, protezione, nascondimento. Di fronte allo schermo/specchio possiamo scontrarci con noi stessi, confrontarci con il crollo della nostra immagine di onnipotenti detentori del sapere e con la nostra (in)competenza. Oppure possiamo conoscere e accettare i nostri limiti e liberare (finalmente) le risorse emotive da mettere a disposizione dei nostri studenti. Davanti allo schermo, ma senza schermarci.

Emanuele Faina:

Strumenti per la relazione efficace. Come arrivare all’altro….anche in digitale

Sperimentazioni pratiche di metodologie (anche digitali) operative, aggreganti e formative utili a sostenere il linguaggio delle emozioni per promuovere e favorire il dialogo e le relazioni all’interno della comunità educante.

Simone Consegnati: 

Service learning come strategia per il post pandemia

Come sarà la scuola del dopo pandemia? Per rispondere a questa domanda dobbiamo, inevitabilmente porre un’altra, che ci aiuti a capire il ruolo della scuola e cioè: come sarà la società post pandemia? Proveremo a rispondere a queste domande così complesse presentando gli aspetti caratteristici di una proposta diffusa in tutta il mondo e che riscontra molto interesse da parte di studenti, docenti e dirigenti. Stiamo parlando del Service Learning, una pedagogia che si caratterizza per lo sviluppo di apprendimenti formali attraverso attività di servizio alla comunità. 

Passare dall’Io al noi, sarà forse questo il passaggio decisivo della scuola, e la società del dopo pandemia

Roberta Camarda:

Buone pratiche di didattica in aula…virtuale e in presenza.

Repertorio di esperienze  positive che la didattica a distanza ha fatto emergere e che rappresenteranno un punto di forza per lo scenario della scuola  del futuro prossimo.

Esiti e conclusioni- Ottavio Fattorini –Anna Paola Tantucci

ITT MARCONI – PADOVA: L’ANTIVIRUS

Un contributo dalla virtuosa comunità delle scuole EIP che pubblichiaamo con piacere.

IL VIAGGIO

Era la fine di febbraio, precisamente sabato ventinove, la conclusione di una settimana in cui i media parlavano incessantemente del fenomeno coronavirus in Italia.

Ero in auto con un amico mentre ci recavamo ad un meeting e pensavo a quale scenario futuro si potesse presentare per il nostro Istituto: se la scuola venisse chiusa senza l’ipotesi di una veloce riapertura cosa accadrebbe? Il mio istituto sarebbe in grado di trovare delle soluzioni alternative alla quotidianità della didattica?

Il mio amico guidava ma non conosceva bene il percorso, io riflettevo e lui sbagliava strada… Pensai fosse il caso di anticipare i tempi e valutare la possibilità di mettere in campo una piattaforma integrata per la didattica a distanza.

Tanti anni fa organizzai la rete d’Istituto finalizzata all’utilizzo di un registro elettronico, ma da tempo ormai non seguivo più l’argomento.

Mentre il mio amico cercava inutilmente di orientarsi lungo percorsi sconosciuti, mi venne in mente che forse integrando il registro con un sistema di videoconferenza si sarebbe potuto evitare di interrompere l’offerta formativa. Un’occhiata a google maps e riprendevamo il tragitto, finalmente corretto.

È stato un viaggio interessante, durante il quale ho ripreso i vecchi contatti e realizzato che si sarebbe potuto puntare all’ambizioso progetto di non fermare l’attività didattica.

E il meeting? Arrivati con un’ora di ritardo!

LA SOLUZIONE

Nel fine settimana, dopo aver concordato la linea d’azione con la D.S. Paola Palmegiani, ho deciso tramite l’ azienda che ci fornisce da sempre il registro elettronico, di implementare il sistema integrando le lezioni online, prevedendo da subito l’accesso di tutti a tutte le attività.

Il progetto sembrava eccessivamente ambizioso per una sospensione delle attività di un paio di settimane… Ma se fosse durato più a lungo?

IL PERCORSO

Sembra impossibile ma lunedì due marzo eravamo già operativi con le lezioni online.

Ne è seguita una attività frenetica che ci ha portato in un paio di giorni ad avere 200 accessi contemporanei e conseguente sovraccarico del server.

È stata una settimana importante che, grazie ad un comune obiettivo molto chiaro, ha portato ad avere punte di 1200 connessioni contemporanee con docenti in videolezione, altri che caricavano materiali, studenti che visionavano o caricavano a loro volta materiali, docenti che facevano lezioni guidate utilizzando software particolari come il CAD.

I TEAMS

Senza una buona organizzazione anche il più bel progetto è destinato al fallimento.

Così, ben consapevole dell’obiettivo da raggiungere, l’Istituto è riuscito in tempi strettissimi a configurare una serie di teams in collaborazione tra loro e coordinati dalla Dirigente, fra cui: Master Training ed Animatore Digitale, Gruppo di supporto ai docenti, Gruppo di supporto agli studenti (formato da studenti e coordinato dall’ animatore digitale), Supporto alle famiglie anche tramite moduli di segnalazione presenti nel sito dell’Istituto e device in comodato d’uso.

L’OBIETTIVO RAGGIUNTO

La sospensione delle attività didattiche in presenza è continuata e continuerà ancora per un tempo indefinito, la previsione è stata corretta e quindi le scelte fatte premiano l’enorme mole di lavoro svolto da tutto il personale della nostra scuola.

Lo spirito di squadra creatosi tra dirigente, docenti, studenti e famiglie ci ha portato ad ottenere la continuità didattica ed organizzativa che, sinteticamente,   può essere espressa come “sistema integrato di attività didattiche”.

All’interno dell’unico ambiente del registro elettronico, il Sistema integrato consente di: programmare e registrare le attività, controllare la partecipazione degli studenti alle attività, assegnare e controllare compiti per casa, condurre lezioni in videoconferenza didattica avvalendosi di numerosi strumenti quali ad esempio, condivisione di testi, immagini, slides, filmati, ecc., utilizzare una lavagna elettronica, condividere lo schermo per addestramenti guidati, fornire la possibilità agli studenti di svolgere assemblee, svolgere le attività dei consigli di classe, fornire alle famiglie la possibilità di contatto con i docenti, avere degli spazi per la progettazione e la sperimentazione delle Unità di Apprendimento, ovviamente multidisciplinari, nonché delle attività CLIL.

IL FUTURO

Chi lo sa?

Certo è che siamo tutti cambiati, ma in meglio: abbiamo capito che è possibile fare scuola in modo diverso, abbiamo imparato cose nuove e scoperto nuovi talenti in noi stessi, abbiamo compreso nel profondo cosa significhi far parte di una comunità ed avere un obiettivo comune.

Possiamo far tesoro di quest’esperienza gettando le basi per la scuola del futuro: abbiamo acquisito la consapevolezza di averne i mezzi, la volontà e le capacità!

Prof. Ing. Andrea Melandri
ITT Marconi Padova

Gli studenti e il dirigente scolastico: un rapporto speciale

Una riflessione toccante dal Dirigente Scolastico Paola Palmegiani dell’ITT G.Marconi di Padova

Tra i  tanti racconti  e riflessioni, condivisioni  su questo periodo di sospensione della nostra vita e l’esperienza della  didattica nelle varie aree geografiche di Italia, voglio raccontarvi il mio.

La scuola che dirigo è l’Istituto Tecnico Tecnologico G. Marconi di Padova, aimè area rossa sin dall’inizio di questa esperienza drammatica il 23 febbraio 2020 con studenti e docenti provenienti da Vò Euganeo, epicentro del focolaio.

 I miei studenti vivono in una vasta area del Veneto e percorrono lunghe distanze per venire a scuola la mattina. Siamo una scuola con indirizzi tecnici unici nella regione e quindi molto apprezzata.

Non vedevo gli studenti da febbraio e avevamo organizzato sin dai primissimi giorni  la didattica a distanza con videolezioni tramite il registro elettronico e condivisione di materiali. La vicinanza da remoto è stata la strada maestra da percorrere per essere vicini alle nostre famiglie.

I docenti, entusiasti della nuova esperienza arrivata improvvisamente e per questo fonte di nuove opportunità, mi davano un positivo riscontro della presenza degli studenti e del loro impegno.

Ho avuto così il desiderio di vederli e sentire dalla loro viva voce come vivono questo modo nuovo di essere sempre connessi ma nella solitudine delle proprie abitazioni.

Li ho contattati e dato loro appuntamento sabato 21 marzo  mattina per celebrare insieme l’arrivo della primavera ricordando la meravigliosa citazione del poema Ode to the west wind del poeta romantico P.B.Shelley: “if winter comes, can sprimg be far behind?”

Hanno accolto la proposta con entusiasmo ed ho coinvolto anche lo staff di presidenza e l’animatore digitale per poter condividere un momento di comunità e  rispondere in tempo reale a tutti i loro quesiti sia organizzativi che tecnici.

Abbiamo deciso di iniziare l’incontro con il raccontare la vita da remoto e condividere i sentimenti legati a questo momento di difficoltà generale che duramente sta avendo un impatto sulle nostre vite. Emanuele, Daniele, Sara e Erik vivono in paesi diversi e lontani tra loro. L’isolamento ha avuto un forte impatto emotivo e psicologico sulle loro vite.

Abbiamo condiviso la nostra quotidianità e i sentimenti nello spirito di un ottimismo prevalente e propositivo. Gli studenti erano piacevolmente colpiti dalla vicinanza della Istituzione e hanno più volte ringraziato per l’invito.

La conversazione è stata spontanea  e ci ha permesso di comprendere che le video lezioni sono molto gradite per il contatto umano che producono: ogni studente si sente protagonista della lezione in un rapporto privilegiato con il docente. Sono molto fruttuose ed arricchenti poiché fanno scomparire tutti i momenti di distrazione nella vita quotidiana in classe e resta il bello dell’apprendere, con tranquillità e condivisione.

Il lavoro non è dispersivo utilizzando la piattaforma del registro elettronico, è molto semplice ed intuitiva ed ha migliorato il rapporto individuale con lo studio in virtù della concentrazione che riescono a mantenere.

Certo, gli scherzi tra compagni e la sana vita in gruppo mancano fortemente, ma se non è possibile, allora sia benvenuto  lo schermo che ci fa sentire vicini e soprattutto ci possiamo vedere.

Dopo un primo approccio timido, gli studenti si sono aperti con i docenti presenti e si è creato un clima di forte collaborazione e sinergia, è stato come essere tutti “ a casa”.

Hanno dato la loro disponibilità per sollecitare quegli studenti ancora poco partecipativi e sentire i motivi che ostacolano la loro partecipazione.

Purtroppo molti studenti sono stranieri e vivono in ambienti familiari che non consentono l’utilizzo di device adeguati o buone connessioni wifi.

Lo risolveremo presto, ho detto loro, attraverso le risorse che abbiamo e grazie alla vostra capillare conoscenza delle singole realtà. Non lasceremo nessuno indietro.

Non solo questo, l’animatore digitale ha creato un gruppo di supporto tecnico composto da studenti che aiutano gli studenti in difficoltà e lui stesso è disponibile ad aiutare chiunque abbia bisogno. Lo ha chiamato “cooperative learning and support” group. Gli studenti aiutano ed imparano contemporaneamente. Le competenze digitali a sostegno della nostra comunità.

Il tempo è volato velocemente e dopo due ore in amabile conversazione, risate, conforto e sostegno reciproco, gli studenti felici hanno chiesto di creare un appuntamento settimanale per vivere insieme questo momento di vita.

Abbiamo accolto la richiesta con gioia e chiesto  ai rappresentanti di estendere a tutti gli studenti e le loro famiglie i saluti e la vicinanza di tutto il corpo decente dell’istituto Marconi. E’ stato come essere di nuovo tutti insieme nella meravigliosa scuola che ci aspetta per abbracciarci di nuovo.

A sabato prossimo ore 10 per una mattinata speciale insieme.

Paola Palmegiani