Il 24 maggio si sono celebrati 54 anni di storia dell’Associazione EIP Italia
La storia delle origini dell’Associazione internazionale École Instrument de Paix (EIP) è un lungo cammino che si sviluppa a partire da una motivazione pragmatica del suo fondatore, Jacques Mühlethaler, e culmina nella creazione di un’Organizzazione Non Governativa riconosciuta a livello internazionale.
Era inizialmente un libraio, un grande distributore di editori e anche un piccolo editore. Nel periodo della “guerra fredda”, decise di aprire un nuovo dipartimento dedicato ai libri di testo, pensando che questi si sarebbero venduti anche in caso di conflitto. Il primo passo fu un’analisi dei libri che distribuiva: testi di letteratura, grammatica, geografia e matematica. Tale analisi lo condusse a constatare che, specialmente nell’insegnamento della storia nei testi francofoni, nessun libro era obiettivo e tutti si contraddicevano. Si rese conto che nei paesi autoritari, i libri di testo sono “fabbriche per creare soldati, nemici, settari, fanatici e assassini”.
Nonostante questa osservazione, egli continuò a vendere i libri finché gli affari andavano bene. Il vero punto di svolta arrivò nel 1958, quando perse il suo secondo fratello, chirurgo e suo migliore amico, ucciso in circostanze drammatiche nella guerra d’Algeria. Mühlethaler pianse quotidianamente per la “vergogna della guerra”, ma presto si rese conto che piangere era privo di significato attivo e non avrebbe contribuito alla pace. Capì che coloro che avevano combattuto credevano nella loro storia e nei loro insegnanti, anteponendo il dovere al diritto. Per ottenere un cambiamento, quindi, non ci si poteva limitare a piangere i morti, ma occorreva ma mobilitarsi per una azione per la pace “per mezzo della scuola”.
Secondo la sua visione, la pace è “vivere insieme nella più grande tranquillità”, attraverso la tolleranza, atteggiamento che esige una “grandissima umiltà” attraverso “l’oblio di me per comprendere l’altro”; e attraverso il rispetto e la difesa della vita dell’uomo, indipendentemente dalla sua condizione.
L’elaborazione pedagogica di queste intuizioni, i viaggi che gli valsero l’appellativo di “Jacques La Paix” (Mühlethaler, 1962; 1964) e il contributo di Jean Piaget, attivo in quel periodo a Ginevra (Piaget, 1934) portano nel 1968 alla definizione dei “Principi Universali di Educazione Civica” che si aprono con l’affermazione di una scuola al servizio dell’umanità (Tantucci, Rovida, 2023):
I. L’École est au service de l’humanité
II. L’École ouvre à tous les enfants du monde le chemin de la compréhension mutuelle
III. L’École apprend le respect de la vie et des êtres humains
IV. L’École enseigne la tolérance, cette attitude qui permet d’accepter chez les autres des sentiments, des manières de penser et d’agir différents des nôtres
V. L’École développe chez l’enfant le sens de la responsabilité, l’un des plus grands privilèges de l’être humain
VI. L’École apprend à l’enfant à vaincre son égoïsme. Elle lui fait comprendre que l’humanité ne peut progresser que par des efforts personnels et l’active collaboration de tous.
Sul finire degli anni ‘60 prende corpo l’attività associativa a livello internazionale (EIP, 1994). Viene messa in circolazione una piccola brochure trimestrale, la rivista “École et Paix”, destinata ai membri e agli insegnanti. Nel 1968 viene istituita una rete di corrispondenza scolastica, che dà vita al progetto del “Quaderno dell’Amicizia”, con l’obiettivo di promuovere la fraternità tra i bambini, facendo sì che il donatore inserisse il proprio nome e un piccolo messaggio, mettendo in moto la scuola “al servizio dell’umanità”. Nel 1978 viene promossa la traduzione e pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, con l’utilizzo di un linguaggio semplificato e la prima traduzione e pubblicazione in braille.
Nel 1979 viene organizzato il primo Congresso internazionale a Roubaix sui mezzi didattici per l’insegnamento dei diritti umani a scuola e viene istituito il “Centre International de Formation pour l’Enseignement des Droits de l’Homme et de la Paix”, un centro pionieristico nel campo con lo scopo di formare gli insegnanti, avvalendosi di specialisti del diritto e della psicopedagogia.
Nel corso degli anni EIP, a livello internazionale, ha ottenuto un riconoscimento significativo, anche grazie ad attività consultive presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), l’UNESCO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e il Consiglio d’Europa.
Negli anni ‘80 l’azione di EIP ha ricevuto alcuni significativi premi. Nel 1981 ha ricevuto una Menzione d’onore nell’ambito del “Prix UNESCO de l’enseignement des droits de l’homme” come riconoscimento per il contributo esemplare apportato allo sviluppo dell’insegnamento dei diritti umani. Nel 1982 è stata insignita da UNESCO del “Premio Comenius” per il contributo pedagogico (“pro doctrina paedagogica amplissime augenda necnon promovenda”). Nel 1988 ha ricevuto il Premio “Messaggero della pace” da Javier Pérez de Cuéllar, Segretario generale delle Nazioni Unite.
La sezione italiana viene fondata nel 1972 a Roma su iniziativa di un gruppo di persone impegnate in ambito educativo, tra cui Guido Graziani e Marisa Romano Losi, con il contributo di figure di spicco del pacifismo italiano come Aldo Capitini e Padre Ernesto Balducci. Obiettivo principale è promuovere, attraverso la scuola, un insegnamento al servizio della pace mondiale, con la promozione di diverse attività.
Tra le altre emergono, in particolare, la formazione alla educazione civico-politica dei giovani (Augenti, 2020), la promozione della cittadinanza europea, attraverso la dimensione ludica e la scoperta delle radici comuni delle culture e delle storie (Cecinelli, Tantucci, 2000) e l’educazione alla pace (Carretta, Lembo, 2005).
Fin dall’inizio la metodologia di EIP Italia è stata caratterizzata dalla promozione di un Concorso per le scuole italiane di ogni ordine e grado chiamate a proporre attività didattiche e progetti legati ad uno specifico tema annuale.
Dal 2008 è attivo un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito rinnovato ogni tre anni, che prevede tra le azioni promosse in collaborazione anche la valorizzazione delle progettualità delle istituzioni scolastiche, innovative e sperimentali, sui temi dell’EC attraverso concorsi, eventi e giornate dedicate e, in modo specifico, “favorire l’implementazione di strumenti volti ad attuare aspetti specifici relativi ai diversi nuclei tematici dell’Insegnamento trasversale di educazione civica (Albo delle buone pratiche, Concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze)” (Protocollo d’intesa, 2024).
Percorrendo in modo sistematico i titoli delle ultime trentacinque edizioni del Concorso, è possibile evidenziare una forte e coerente focalizzazione su alcuni grandi temi educativi e civici, che possono essere raggruppati in alcune macro-categorie:
Pace: è il filo conduttore più evidente e frequente, in linea con la missione di EIP Italia. Tra gli altri titoli: “La pace nel progetto educativo…” (1992), “La sfida della pace tra cambiamenti e conflitti…” (2000), “Globalizzare la P@ce…” (2001), “Dai diari di Guerra alle pagine di pace…” (2015), “Pace, Giustizia e Istituzioni solide” (2023), “Fidati della pace” (2025).
Diritti Umani: “L’educazione ai diritti umani” (1996, 1999), “Passato, presente e futuro dei Diritti Umani” (1998), “70 anni di diritti umani e di democrazia costituzionale” (2018).
Costituzione e valori civici: “Società civile e cittadinanza per il rispetto della persona” (2005), “Gioielli d’Italia: la Costituzione come mappa del tesoro” (2009), “La Tavola periodica della Costituzione” (2021).
Sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente: “La pace nell’ecosistema planetario” (1991), “L’educazione alla democrazia nel rispetto della persona umana e dell’ambiente” (1994), “L’acqua bene comune dell’umanità” (2003)
Europa e cittadinanza multiculturale: “La scuola in una società multiculturale” (1996), “L’Europa compie 50 anni…” (2007), “Rifondiamo i valori per un’Europa del futuro” (2014), “Aiutiamo l’Europa a ritrovare la bussola per una fraternità di tutti i colori” (2017).
I temi dei Concorsi Nazionali di EIP Italia si pongono in perfetta sintonia e spesso anticipano i contenuti dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” (Legge 169/2008), alla cui elaborazione ha contribuito con il lavoro di due rappresentanti, Anna Paola Tantucci e Ottavio Fattorini, designati tra i membri della Commissione presieduta dal Prof. Luciano Corradini (2009), con cui nel tempo l’Associazione EIP ha portato avanti diverse collaborazioni. Analoghe osservazioni possono essere riferito all’Insegnamento di EC (Legge 92/2019), con proposte su tematiche quali la Costituzione, i Diritti umani, i valori civici, la pace, la solidarietà, la salute e l’ambiente, ipotizzando attività che, per loro natura, richiedono una visione interdisciplinare.
A partire dalla 51esima edizione nell’anno scolastico 2022-2023, nel contesto del medesimo Concorso nazionale è stato inserito Premio speciale per le “Migliori esperienze di Educazione civica”, secondo lo spirito dell’articolo 10 della Legge 92/2019 assegnato a progetti particolarmente rilevanti per la definizione del curricolo di Istituto di EC.
Ne emerge il quadro di una sorta di laboratorio di buone pratiche “ante litteram”, potenziale fonte storica per l’evoluzione dell’EC nella scuola italiana, che, per oltre trent’anni, ha coltivato gli stessi obiettivi e contenuti che la Normativa italiana più recente ha reso istituzionali nell’ambito dell’Insegnamento di EC.











