Natura e Cultura a Fregene

Il 5 giugno l’inaugurazione di Largo Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci


Fregene si prepara a celebrare due figure di spicco della cultura italiana, il cui lascito intellettuale e morale ha segnato profondamente la scuola del nostro Paese e la difesa dei beni culturali e ambientali. Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 10.30, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione di “Largo Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci”,  alla presenza del Sindaco Mario Baccini, dell’Assessore  ai lavori Pubblici Giovanna Onorati, di  Giovanni Di Michele gia’ Direttore delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Porto-Santa Rufina che ha conosciuto  i coniugi Tantucci, e la partecipazione di una rappresentanza di cittadini, docenti e  studenti degli istituti scolastici del territorio. Andrea Rinelli responsabile dell’ Oasi di Macchia Grande  gestita dal WWF ricorderà il grande Fulco Pratesi fondatore del WWF Italia e amico di Eugenia Tantucci.

Lo svelamento della targa avverrà in un luogo altamente simbolico: lo spazio antistante l’ingresso dell’Oasi WWF di Macchiagrande a Fregene, situato all’incrocio tra Via della Veneziana e Via Castellammare. 

La data scelta per la cerimonia, fortemente voluta e promossa dall’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace ETS (guidata dalla Preside Prof.ssa Anna Paola Tantucci), non è affatto casuale: il 5 giugno coincide infatti con la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’ONU nel 1972 e rappresenta un omaggio diretto all’impegno civico della Prof.ssa Eugenia Bruzzi Tantucci. Scrittrice, docente e preside, negli anni Ottanta si batté tenacemente insieme all’Associazione Italia Nostra, supportata da intellettuali come Antonio Cederna, Paolo e Alessandra Baffi, per salvare l’area di “Macchia Grande” dalla speculazione edilizia, contribuendo in modo decisivo a renderla l’oasi protetta del WWF che ammiriamo oggi. Partecipò nel 1975 alla fondazione del Ministero dei Beni Culturali, per il quale ideò la “Settimana dei Beni Culturali”, che continua tuttora con grande successo e che nel 2004 le è valsa la stella d’argento del Presidente della Repubblica come benemerita della cultura, della scuola e dell’arte. Come segretaria nazionale dell’Unione Lettori Italiani, ha portato avanti l’impegno per la diffusione della lettura nella scuola e per gli adulti, anche con il Concorso “Un autore per la scuola, un libro per domani”, in cui gli studenti svolgevano il ruolo di giurati e sceglievano il poeta vincitore. Fu anche un’apprezzata traduttrice: la sua delicata versione de Il piccolo principe (1964) ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale.

Accanto a lei, nella vita e nel lavoro, vi è stato il Prof. Vittorio Tantucci, illustre latinista, cui intere generazioni di studenti devono il proprio percorso di formazione classica. Come noto, infatti, si tratta dell’autore della celebre Sintassi latina, pubblicata per la prima volta nel 1944 ed espressamente dedicata alla moglie e collaboratrice Eugenia. L’opera si è imposta rapidamente non solo in Italia ma anche all’estero, distinguendosi per il rigoroso approccio scientifico e l’insuperabile chiarezza espositiva. Con commozione ricordo di avere studiato anch’io negli anni del mio liceo con la sintassi del Prof. Tantucci. 

Il 17 novembre 1962 a Roma la morte lo strappa, a soli 47 anni, agli studi e all’affetto dei suoi cari. Fra i numerosi riconoscimenti post mortem ha ricevuto la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, conferitagli dal Presidente Giuseppe Saragat.

L’attualità del suo metodo è confermata dalle costanti riedizioni dei suoi lavori, con titoli evocativi per molti: Nova Maia, Aurea Roma, Urbis et orbis lingua e il recentissimo Nomina rerum uscito nel 2026. 

I coniugi Tantucci hanno coltivato un profondo legame con il territorio di Fiumicino nel corso degli anni, luogo di elezione per la propria vita, tanto da scegliere il Cimitero di Maccarese, dove si trova la cappella di famiglia, come luogo in cui riposare. 

Come ricordano i promotori, l’eredità di Vittorio ed Eugenia testimonia uno “straordinario connubio tra natura e cultura”. Questa intitolazione, promossa dalla Giunta del Comune di Fiumicino non è dunque un tributo formale, ma un’occasione di autentico nutrimento per lo spirito cittadino e un atto di memoria collettiva, affinché l’impegno di questi due pionieri dell’educazione e dell’ambiente continui ad ispirare le nuove generazioni.

Giovanni Di Michele


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