Si è svolta il 3 marzo 2026 la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna presso la sede dell’UNITRE di Napoli in via Belvedere al Vomero.
È stata significativa e emozionante perché ha visto la sinergia, l’intervento e la collaborazione di tanti soggetti e associazioni. Fra queste ultime un ruolo di spicco ha avuto la Sezione Campania di EIP Italia Scuola Strumento di Pace, che da decenni lavora sul territorio campano e cittadino in particolare, per promuovere, nelle scuole soprattutto, l’educazione alla pace e ai diritti umani. In tempi attuali, quanto mai difficili e bui, per tutto ciò che accade intorno a noi e oltreoceano, nella deriva reazionaria che sta colpendo buona parte del mondo con guerre continue quanto assurde, parlare ancora di pace sembra un’utopia. Noi, che ci riconosciamo nei principi di Educazione civica di EIP, la prendiamo come sfida, come impegno ostinato e costante perché crediamo ancora nella possibilità di un mondo migliore e nuovo. Ecco, l’evento di ieri ha rappresentato una dimostrazione di tutto questo.
La presenza della delegata regionale, prof.ssa Paola Carretta, della delegata per la città metropolitana, prof.ssa Elvira D’Angelo e della poetessa e scrittrice prof.ssa Elena Opromolla è stata essenziale poiché ha richiamato l’attenzione sui temi fondamentali della pace. La prof.ssa Silvana Rinaldi ha coordinato attivamente l’organizzazione della mattinata.
La grande novità è stata il collegamento interessante tra argomenti riguardanti la Donna, l’educazione all’affettività e la loro trattazione anche in inglese, che ha reso l’idea della possibilità di un impegno globale, grazie all’uso della lingua inglese. Non da meno è stata la partecipazione dei ragazzi del Liceo “Mazzini” di Napoli che da anni partecipa ai nostri concorsi EIP e alle nostre attività. La docente, prof.ssa Rossella Di Maio, ha guidato gli alunni della quinta M del Liceo delle Scienze Umane in una performance sull’importanza del linguaggio di genere per prevenire e risolvere i conflitti. Proprio questo tema è stato affrontato più volte durante la manifestazione, sia con le poesie di Opromolla sia con interventi di esperti di pedagogia, e in generale è stata sottolineata più volte l’importanza di collegare l’educazione affettiva ai temi della pace contro la violenza. “È fondamentale che ognuno parta da sé e che impari a conoscere sé stesso e le proprie emozioni. Pace non è assenza di conflitto ma riconoscimento di questo e corretta gestione delle relazioni, con sé stessi e con l’altro. L’educazione ai sentimenti dunque diventa base fondamentale da cui partire per educare contro la violenza e per una pace autentica”. Questo il tema di tanti interventi.
Crediamo fermamente che la conoscenza e la gestione dei propri sentimenti assuma il ruolo di timone delle emozioni attraverso cui sviluppare una simpatia e poi un’empatia verso l’altro. Infatti, solo se riconosco l’altro come persona da rispettare e solo se mi sento riconosciuto come persona a mia volta, posso ancora credere nella pace e lavorare per la pace.
La giornata, iniziata in modo gioioso con il canto “Sebben che siamo donne” con l’ingresso ballato della psicopedagogista Marina Salvia, che indossava per l’occasione un grande cappello da mondina, ha inteso portare alla riflessione su questi temi in modo agile e profondo.
Dopo i saluti di accoglienza e di benvenuto della Presidente Mariarosaria Figliola, e un breve video dell’attore Patrizio Rispo sull’importanza del progetto “Iceberg” che da più di un decennio l’UNITRE porta avanti contro la violenza di genere, Paola Carretta ed io abbiamo portato i nostri contributi su “DONNE E DIRITTI” con l’excursus della conquista dei diritti delle donne negli ultimi due secoli e sulla STORIA DELL’OTTO MARZO a partire dalla Rivoluzione Russa con figure centrali come Zetkin, Kollontaj e Luxemburg. È stato essenziale in questo momento storico il parallelo con la situazione in Iran dove le donne sono tuttora vittime di oppressione e violenza e il racconto su Masha Amini, vittima innocente della polizia iraniana per non aver indossato correttamente il velo, situazione tragica che la nostra poetessa Opromolla ha ricordato con la poesia “Ci voleva lei”.
A seguire, la dott.ssa Grazia Rutoli, ha parlato dei dati sui “femminicidi” negli ultimi anni collegandosi con le nuove normative. Suggestiva e commovente la seconda poesia di Opromolla dedicata alla vittima di femminicidio Giulia Tramontano, dal titolo “Io non commento”.
Poi la coinvolgente performance dei ragazzi. Infine l’esposizione del sito in inglese, frutto del lavoro ventennale di Elvira D’Angelo, che ha inteso realizzare con il sito “English for Peace” una repository di buone pratiche realizzate negli anni di insegnamento con il metodo CLIL.
La giornata si è conclusa con una scena tratta dal libro della scrittrice Francesca Villani “Avanzi di giustizia” sull’omertà e omissioni delle stesse donne durante i processi per violenza, recitata dalla stessa autrice con la dott.ssa Salvia, pedagogista e docente UNITRE.
Partecipazione e attenzione da parte di un pubblico molto vario che ha visto anche qualche intervento e osservazione sulla giornata e sugli importanti argomenti trattati. Un sentito grazie alla presidente dell’Associazione Mariarosaria Figliola e al direttore didattico Antonio Cafiero, che hanno diretto l’intera mattinata.
Silvana Rinaldi docente UNITRE membro di EIP Campania
Il 24 marzo 2026 l’organizzazione The Mothers’ Call lancerà da Roma un movimento globale con la “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”. Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco per onorare il dolore e la perdita di ogni madre che ha sepolto un figlio a causa della violenza o della guerra, dichiarando che nessun bambino dovrebbe essere cresciuto per uccidere o essere ucciso. Una pace duratura deve fondarsi su chi ha più da guadagnare e più da perdere, ovvero le madri e le comunità che conoscono il vero costo della violenza e il potere mobilitante necessario per ottenere una pace stabile. L’evento di Roma mobiliterà una rete di organizzazioni alleate e sostenitori per stabilire una nuova narrazione per un conflitto che ha finora sfidato ogni risoluzione.
L’iniziativa “Mothers’ Call” rappresenta uno dei progetti più significativi e coraggiosi nel panorama attuale in Medio Oriente. Non è solo una petizione, ma un manifesto politico e umano nato dalla volontà di madri israeliane e palestinesi di dire “basta!” al ciclo di spargimento di sangue. L’iniziativa unisce due realtà nate dall’iniziativa dei cittadini: Women Wage Peace, fondata in Israele dopo la guerra di Gaza del 2014, che oggi è il più grande movimento pacifista del paese; e Women of the Sun, fondata nel 2021 da donne palestinesi determinate ad aumentare la partecipazione femminile nella leadership e a cercare una soluzione non violenta al conflitto. Insieme, hanno redatto l’Appello delle Madri (Mothers’ Call), un documento che chiede ai leader di entrambi i popoli di tornare al tavolo delle trattative con un impegno risoluto per una soluzione politica entro tempi certi, sottoscritto anche da Papa Francesco.
L’iniziativa si fonda sulla ferma convinzione che le donne non debbano essere viste solo come vittime del conflitto, ma come “architetti della pace”. In quanto madri, queste donne condividono lo stesso dolore per la perdita dei figli e lo stesso desiderio di garantire un futuro di sicurezza e dignità alle prossime generazioni: una “maternità politica” che trasforma il lutto individuale in un’azione collettiva potente. Inoltre, richiama esplicitamente la risoluzione delle Nazioni Unite che sancisce il diritto e la necessità delle donne di partecipare a tutti i livelli dei processi negoziali. Attraverso programmi specifici come “Women Building Bridges”, il progetto forma ambasciatrici di pace che lavorano su temi comuni come ambiente e religione, creando reti di solidarietà che superano le barriere ideologiche e geografiche.
Uno degli aspetti più significativi di questa iniziativa è la sua resilienza: anche dopo i tragici eventi del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza — che ha colpito direttamente membri di entrambi i movimenti — la collaborazione non si è interrotta. Al contrario, le donne del “Mothers’ Call” hanno intensificato i loro sforzi, rifiutando di cedere alla retorica dell’odio e della vendetta.
L’Associazione EIP Italia Scuola strumento di pace riconosce e condivide questa prospettiva, che trova un’eco profonda anche nell’esperienza del fondatore Jacques Mühlethaler, il quale attraversò il profondo dolore per la perdita di due fratelli in due diversi conflitti. In particolare Mühlethaler racconta che, quando perse il secondo fratello, chirurgo e migliore amico, ucciso in circostanze drammatiche nella guerra d’Algeria nel 1958, pianse quotidianamente per la “vergogna della guerra”, ma presto si rese conto che piangere era privo di significato attivo e non avrebbe contribuito alla pace. Comprese che coloro che avevano combattuto credevano nella loro storia e negli insegnamenti ricevuti, anteponendo il dovere al diritto. Per ottenere un cambiamento, quindi, non ci si poteva limitare a piangere i morti, ma occorreva mobilitarsi ad un’azione di promozione della pace “per mezzo della scuola”. Secondo la sua visione, trasmessa poi nei Principi universali di Educazione civica, la pace è “vivere insieme nella più grande tranquillità”, attraverso la tolleranza, atteggiamento che esige una “grandissima umiltà” attraverso “l’oblio di me per comprendere l’altro”; e attraverso il rispetto e la difesa della vita dell’uomo, indipendentemente dalla sua condizione.
La forza morale e l’impatto politico di Women Wage Peace e Women of the Sun, hanno attirato l’attenzione globale: tra i riconoscimenti principali la nomina al Premio Nobel per la Pace per due anni consecutivi, la partecipazione come finaliste per il Premio Sakharov del Parlamento Europeo e l’inserimento delle leader tra le “Women of the Year” di TIME Magazine nel 2024.
Il cuore dell’iniziativa si riassume nel grido comune: “Noi, donne palestinesi e israeliane di ogni estrazione sociale, siamo unite nel desiderio umano di un futuro di pace, libertà, uguaglianza e sicurezza per i nostri figli. Chiediamo ai nostri leader di mostrare coraggio e visione per portare questo cambiamento storico”.
Mothers’ Call dimostra che la pace non è un’utopia astratta, ma un processo faticoso e quotidiano di riconnessione umana. Sottolineando il ruolo delle donne, l’iniziativa sposta il focus della sicurezza nazionale dal mero controllo militare alla sicurezza umana, basata sul riconoscimento dell’altro e sulla tutela della vita stessa.
La Barefoot Walk di Roma si svolgerà martedì 24 marzo 2026 con partenza alle ore 17.00 presso l’Ara Pacis. Da qui, il percorso si snoderà lungo Via del Corso fino a confluire in Piazza del Popolo e alla Terrazza del Pincio. Ai partecipanti è richiesto di indossare abiti semplici e di colori neutri come bianco, nero, crema o toni attenuati e, in linea con i principi di The Mothers’ Call, tutti i partecipanti sono pregati di astenersi dall’utilizzare colori nazionali, identificatori politici, slogan o messaggi individuali.
Premessa L’8 marzo diventa un’occasione per scoprire storie di donne che hanno cambiato il mondo, trasformando sfide in opportunità. Nelle scuole, queste narrazioni stimolano curiosità, dialogo e riflessione critica, mostrando come talento, coraggio e determinazione possano ispirare le nuove generazioni a costruire una società più equa e inclusiva. Un’azione significativa è rappresentata dall’introduzione per la prima volta nelle Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione civica di uno specifico obiettivo di apprendimento dedicato al “contrasto alla violenza contro le donne, per educare a relazioni corrette e rispettose” e per contrastare ogni forma di discriminazione.
Italia N. Martusciello Vicepresidente nazionale EIP Italia
Voci di coraggio: narrazioni femminili L’8 marzo non rappresenta solo una data sul calendario, ma un momento prezioso per riflettere e approfondire la storia dell’emancipazione femminile, le conquiste raggiunte e le sfide ancora presenti. Storie di atlete, scienziate, politiche e artiste per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, stimolando un dialogo aperto, partecipativo e costruttivo all’interno della classe. In questo link ci sono attività per la scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado.
Oltre gli stereotipi: l’8 marzo come lezione di vita Il progetto Calendario civile. Memoria, cittadinanza e sostenibilità propone una raccolta di lezioni pronte dedicate alla Giornata Internazionale della Donna, pensate per promuovere la riflessione sui diritti, le conquiste sociali e le sfide ancora aperte per le donne nel mondo contemporaneo. Le attività didattiche, strutturate per diversi livelli scolastici, integrano strumenti multimediali, approfondimenti storici e proposte operative. I percorsi proposti sono strutturati con attività e guida alle lezioni. https://sanoma.it/calendariocivile/giornata-internazionale-donna
Celebrare il talento femminile Celebrare la Festa della Donna in ambito scolastico significa valorizzare e raccontare storie di figure femminili coraggiose e brillanti, come Malala Yousafzai, Marie Curie o Frida Kahlo. Attraverso giochi, attività di scrittura e stimoli creativi, i ragazzi possono sviluppare una maggiore consapevolezza e curiosità, crescendo con una visione più inclusiva e profonda. https://www.twinkl.it/resources/risorse-in-italiano/eventi-e-festivit-italia/festa-della-donna-eventi-e-festivit-italia
Semi di Parità: Intrecciare storie e didattica per le nuove generazioni Percorsi didattici e narrazioni di figure femminili straordinarie si intrecciano per offrire alle scuole strumenti concreti volti a celebrare l’8 marzo, promuovendo nelle nuove generazioni una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della cittadinanza attiva. https://www.freeed.com/articles/40259/8-marzo-giornata-internazionale-della-donna
Per le bambine l’educazione fa ancora la differenza (durata 1:31) Un video sull’importanza della scuola: “Educate a girl and she will change the world”. Il video evidenzia come l’educazione delle bambine sia uno strumento potente di cambiamento sociale. Attraverso la frase “Educate a girl and she will change the world”, viene mostrato come l’accesso alla scuola non solo trasformi la vita delle ragazze, ma influenzi positivamente intere comunità.
Impegno di UNICEF Italia per l’istruzione In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, l’UNICEF Italia, con la campagna #8marzodellebambine, lancia l’iniziativa “No alla Violenza di genere: insegniamolo tra i banchi”, per chiedere l’insegnamento della parità di genere.
PORTALE RAI CULTURA Il progetto RAI è una piattaforma multimediale che ricostruisce il percorso di emancipazione femminile in Italia attraverso documenti d’archivio e approfondimenti tematici. Il contenuto è articolato in diverse aree chiave: Diritti e Storia: Ripercorre le tappe del suffragio universale e le grandi mobilitazioni femministe per la parità civile. Lavoro: Analizza l’evoluzione dell’occupazione femminile, dalle figure storiche come le mondine fino alle sfide attuali sul divario salariale. Letteratura e Arte: Celebra il talento creativo attraverso ritratti di grandi autrici (come Elsa Morante e Alda Merini) e artiste internazionali. Società e Linguaggio: Esplora temi contemporanei, inclusi il ruolo delle donne nello sport e l’uso di un linguaggio inclusivo. In sintesi, il portale offre uno sguardo corale che intreccia memoria storica e riflessione attuale sulla condizione della donna. https://www.raicultura.it/webdoc/otto-marzo/index.html#welcome
I DIRITTI DELLE DONNE: Le donne della Costituente Una puntata di “Passato e Presente” su un periodo decisivo della storia italiana: quello della partecipazione delle donne alla Costituente. Alla fine della seconda guerra mondiale, le italiane – in particolar modo quelle che hanno lottato nella resistenza – chiedono di poter partecipare attivamente alla rinascita politica della nazione.
Le lotte sociali per la parità dei diritti In questa lezione, tratta dal programma di Rai Cultura “La Scuola in tv-Istruzione per gli adulti”, la professoressa Monica Alessandro, si sofferma su uno dei molteplici esempi di lotte sociali contro la discriminazione, ovvero le lotte per la parità di genere.
Articolo 3: il principio di parità tra uomo e donna. Costituente e Costituzione Nilde Iotti, in qualità di deputato, prese parte ai lavori della Costituente, e testimonia l’importanza dell’articolo 3 per le donne e la società in generale, soprattutto negli anni del dopoguerra, per quanto molte delle aspettative furono, poi, deluse ed altrettanti impegni disattesi.
La Resistenza e le donne Passato e Presente dedica questa puntata al ruolo delle donne nella Resistenza, che dal 1943, quando comincia la lotta partigiana, conquistano, nel corso dei mesi, rispetto e riconoscenza anche da parte di grandi intellettuali come Leo Valiani e Alessandro Galante Garrone.
Italiane – Eco della Storia Maria Montessori, Grazia Deledda, Rita Levi Montalcini, Nilde Iotti, italiane conosciute e stimate in tutto mondo, sono le protagoniste della puntata dedicata alla condizione della donna, alle conquiste sociali e culturali e alle questioni ancora aperte, dall’inizio della Repubblica ad oggi.
Speciali di Rai Scuola – Come il vento che forgia le cose In questo Speciale di Rai Scuola si affronta il tema dell’emancipazione femminile e del ruolo della donna nella società attraverso il racconto della figura di Grazia Deledda. “Grazia – come spiega Neria De Giovanni, critica letteraria – partecipò alle più attente manifestazioni del nascere di una consapevolezza femminile di emancipazione e di autonomia”.
LA QUESTIONE FEMMINILE Per la rubrica pomeridiana “Sapere”, a partire dal 24 febbraio 1976 andò in onda sul Programma Nazionale un ciclo di dieci puntate sulla condizione della donna in Italia e all’estero, in una lunga inchiesta che spaziava dalla vita politica all’educazione, dal lavoro alla maternità. Cos’è la questione femminile Quante e quali donne Le radici della questione femminile La partecipazione delle donne alla vita politica La voce delle femministe L’educazione Il ruolo Il lavoro L’emancipazione Come una rivoluzione culturale
La violenza sulle donne Il numero dei delitti a sfondo sessuale contro le donne è sempre crescente. Questi casi oggi vengono sempre più spesso, denunciati: se ne occupano la stampa, la televisione, le istituzioni, ma non sempre è stato così. Basti pensare che in Italia, leggi come il delitto d’onore e il matrimonio riparatore sono state abrogate dal Parlamento solo nel 1981. E che una vera e propria legge sulla violenza sessuale è stata approvata in Italia sono nel 1996.
La discriminazione è un crimine Anche in periodo di pandemia, la scuola, pur nelle molteplici difficoltà, deve fornire agli studenti validi strumenti per una cittadinanza attiva nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione civica. Facendo seguito al Progetto “Il mio nome è donna” che Rai Scuola ha raccontato in uno speciale, l’Istituto tecnico statale di Sant’Agata Militello (Me), ha organizzato un convegno online contro la violenza di genere.
Speciali Rai Scuola – Sì, questo è un uomo I dati sulla violenza contro le donne in Italia rappresentano una realtà allarmante: ogni tre giorni viene commesso un femminicidio. Lo Speciale di Rai Scuola racconta i progetti portati avanti all’Istituto professionale Brambilla di Verres in Val d’Aosta, nati con l’obiettivo di proteggere le donne da ogni sopruso e a promuovere una concreta parità tra i sessi.
Parlamento Europeo e violenza sulle donne Metis Di Meo, per il programma Uno Mattina, intervista l’avvocatessa nigeriana per i diritti umani Hauwa Ibrahim, Premio Sakharov del Parlamento Europeo nel 2005 e Livia Zoli, di ActionAid Italia in occasione di un incontro sull’emancipazione femminile promosso dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2018. Processo per stupro In “Processo per stupro” (1979), il primo processo ripreso dal vivo dalle telecamere Rai, nel tribunale di Latina l’avvocato Tina Lagostena Bassi ha difeso una giovane vittima di uno stupro non solo dagli artefici della violenza, ma anche dai loro legali. Adriana Cavarero. La violenza sulle donne Episodi che hanno una portata simbolica forte come, ad esempio, il ratto delle sabine dimostrano, secondo la filosofa Adriana Cavarero – ospite del Kum! Festival di Ancona – quanto il tema della violenza sulle donne sia storicamente un tema fondante addirittura della costruzione di imperi: vincere il nemico, conquistare il suo territorio e le sue donne.
PHOTOGALLERY Uno sguardo visivo sull’universo femminile tra storia e contemporaneità: una selezione di scatti e illustrazioni che ritraggono le protagoniste del cambiamento, i momenti chiave dell’emancipazione e l’impegno creativo degli studenti nel dare voce al coraggio delle donne.
Le donne nella storia Il programma delinea un’analisi storica del ruolo femminile in Italia, evidenziando il passaggio da modelli di sottomissione a ruoli di cittadinanza attiva e protagonismo sociale. Le Donne nell’Italia del boom Tina Anselmi La donna fascista La caccia alle streghe Donne e fascismo Le donne nella resistenza Protagonisti della resistenza. gruppi di difesa della donna Le donne, il boom, il lavoro Donne, casa e lavoro: storia delle colf Le Maestre d’Italia
Accadde oggi al femminile Il progetto presenta un viaggio nel tempo attraverso le date simbolo che hanno ridefinito il ruolo della donna nella società, nella politica e nella scienza. Le donne votano (1945) Ventimila donne in Campo de’ fiori (1972) Serafina Battaglia, la prima donna contro la mafia (1962) Tereshkova, la prima donna nello spazio (1963) Nilde Iotti presidente della camera (1979) Le donne sacerdote (1992)
Le donne e il mondo del lavoro “Il Pil mondiale potrebbe crescere fino al 35% ed arrivare a 28 trilioni di dollari entro il 2025 se vi fosse un aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro”. (Fondo Monetario Internazionale) Il 25 marzo 1959 andava in onda la prima puntata de “La donna che lavora”, l’inchiesta di Ugo Zatterin e Giovanni Salvi sull’occupazione femminile e sul contributo delle donne alla vita socio-economica del Paese. Numerosissime le testimonianze dirette di operaie, casalinghe, mondine, commesse, magistrati, contadine: tasselli che restituiscono il complesso quadro del rapporto fra donne e lavoro negli anni Cinquanta. La donna che lavora-Il guaio di non essere uomini La donna che lavora-La fabbrica La donna che lavora-Al servizio della terra La donna che lavora-Braccianti del Sud La donna che lavora-Al servizio del pubblico La donna che lavora-Il lavoro in casa La donna che lavora-Libere professioni La donna che lavora-Il passato e il futuro Due volte più brave La scelta difficile Tu lavori, io lavoro! Donne braccianti
L’arte delle donne L’itinerario propone un’esplorazione del panorama artistico femminile contemporaneo, mettendo in luce come le donne stiano ridefinendo i confini dell’estetica, della tecnologia e dell’identità sociale. La cyber-spiritualità di Mariko Mori Bharti Kher e la nascita di una nuova specie Incontro con l’archistar Odile Decq Neda Shafiee, un’artista iraniana a Roma Elina Brotherus. L’artista e la modella L’ordinaria ambiguità nei video di Annika Larsson Urna di design… rinascita compresa! Giosetta Fioroni “My Story” Arte e restauro: la collezione della GNAM a Roma I Robodroidi di Saskia Corso
Celebri scrittrici Il progetto esplora il contributo fondamentale di alcune tra le più influenti scrittrici della storia, proponendo un percorso che intreccia la creazione letteraria con la lotta per l’emancipazione e l’uguaglianza. Grazia Deledda Elsa Morante Oriana Fallaci Alda Merini Emily Dickinson Virginia Woolf Marguerite Duras Marguerite Yourcenar Fernanda Piovano Agatha Christie
DESCRIZIONI E PIATTAFORME DOVE TROVARE QUESTI FILM La sezione propone un percorso cinematografico volto a narrare l’evoluzione della condizione femminile, intrecciando la memoria storica con le sfide contemporanee.
Suffragette (2015) – Regia di Sarah Gavron Ambientato nella Londra del primo Novecento, racconta la lotta cruda e senza sconti delle donne per il diritto di voto. Non è una favola, ma il ritratto del sacrificio necessario per ottenere un diritto che oggi diamo per scontato. Dove vederlo: Amazon Prime Video, Sky/NOW, a noleggio su Apple TV+.
Ma Rainey’s Black Bottom (2020) – Regia di George C. Wolfe Viola Davis interpreta la “Madre del Blues”. Il film esplora la tensione tra arte, razza e genere nell’America degli anni ’20, mostrando una donna che impone la propria voce in un mondo dominato da uomini bianchi. Dove vederlo: Netflix.
Nevenka: rompere il silenzio (2021) – Regia di Maribel Sánchez-Maroto Questa docuserie ripercorre la storia vera di Nevenka Fernández, la prima donna in Spagna a vincere una causa per molestie sessuali contro un politico, rompendo un tabù sociale pesantissimo. Dove vederlo: Netflix.
Self-made: la vita di Madam C.J. Walker (2020) – Creata da Nicole Jefferson Asher La miniserie segue l’incredibile ascesa della prima donna afroamericana a diventare milionaria con le proprie forze, creando un impero di prodotti di bellezza tra mille ostacoli razzisti e sessisti. Dove vederlo: Netflix.
Alla corte di Ruth – RBG (2018) – Regia di Betsy West e Julie Cohen Un documentario sulla vita di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema USA e icona pop, che ha dedicato l’intera carriera a combattere legalmente le discriminazioni di genere. Dove vederlo: A noleggio su Apple TV+, Amazon Prime Video.
Dove ci troviamo ora Una donna fantastica (2017) – Regia di Sebastián Lelio Film cileno premio Oscar che segue Marina, una donna trans che deve lottare contro il pregiudizio e l’esclusione dopo la morte del suo compagno. Una lezione intensa di dignità e resilienza. Dove vederlo: MUBI, a noleggio su Rakuten TV o Apple TV+.
Grace and Frankie (2015–2022) – Creata da Marta Kauffman e Howard J. Morris Una serie che con ironia e intelligenza sdogana temi come la sessualità, l’amicizia e l’imprenditoria femminile nella terza età, dimostrando che non si smette mai di reinventarsi. Dove vederlo: Netflix.
Period. End of Sentence. (2018) – Regia di Rayka Zehtabchi Un breve ma potente documentario che racconta la rivoluzione silenziosa in un villaggio indiano, dove le donne combattono lo stigma delle mestruazioni producendo assorbenti economici. Dove vederlo: Netflix.
Insecure (2016–2021) – Creata da Issa Rae e Larry Wilmore Esplora con estremo realismo e umorismo le sfide lavorative, sentimentali e identitarie delle donne nere contemporanee, lontano dai soliti stereotipi. Dove vederlo: Sky/NOW, Netflix (alcune stagioni).
Gloria Allred: dalla parte delle vittime (2018) – Regia di Roberta Grossman e Sophie Sartain Un ritratto dell’avvocata più famosa d’America nella difesa dei diritti delle donne, protagonista di battaglie legali storiche contro figure di potere maschile. Dove vederlo: Netflix.
Dove potremmo arrivare Becoming – La mia storia (2020) – Regia di Nadia Hallgren Un viaggio intimo nella vita di Michelle Obama. Oltre la politica, il film mostra come una donna possa mantenere la propria identità e missione anche sotto i riflettori più accecanti del mondo. Dove vederlo: Netflix.
Glow (2017–2019) – Creata da Liz Flahive e Carly Mensch Ambientata negli anni ’80, questa serie sulle lottatrici di wrestling femminile celebra il corpo delle donne in tutta la sua forza, imperfezione e solidarietà, lontano dai canoni estetici tradizionali. Dove vederlo: Netflix.
Erin Brockovich – Forte come la verità (2000) – Regia di Steven Soderbergh Basato su una storia vera, vede una madre single senza una laurea in legge sfidare un colosso energetico. È il simbolo della determinazione femminile contro l’ingiustizia ambientale. Dove vederlo: Netflix, Amazon Prime Video.
Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola (2021) – Regia di Amy Poehler Una commedia adolescenziale che insegna alle ragazze più giovani a fare rete, denunciare il sessismo scolastico e non avere paura di essere definite “ribelli”. Dove vederlo: Netflix.
Enola Holmes (2020) – Regia di Harry Bradbeer Le avventure della sorella minore di Sherlock Holmes dimostrano che l’intuito e l’indipendenza non sono doti solo maschili, riscrivendo le regole del genere investigativo. Dove vederlo: Netflix.
Il programma promosso dall’Istituto Comprensivo “Petrone” di Campobasso in collaborazione con EIP Italia
L’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso si conferma protagonista dell’innovazione educativa italiana partecipando alla fiera Didacta Italia 2026, presso la Fortezza da Basso di Firenze dal 11 al 13 marzo prossimi. In stretta collaborazione con EIP Italia Scuola Strumento di Pace, l’istituto molisano presenta un fitto calendario di eventi per presentare e condividere la progettualità e le riflessioni teorico attive con la rete nazionale “Didattica da Fuoriclasse”. Questa sperimentazione trasforma l’aula tradizionale in un “paesaggio didattico” e in una “bottega” orientativa. Attraverso il design thinking e le “sceneggiature educative”, gli studenti diventano protagonisti attivi, lavorando in classi aperte e intergenerazionali per sviluppare soft skill e competenze curricolari in modo trasversale.
Mercoledì 11 Marzo Suono e Lingua La partecipazione si apre alle ore 11:00 (Sala Seminari S13) con un focus sull’integrazione tra musica e discipline STEAM nel paesaggio didattico, a cura del Dirigente Giuseppe Natilli e della Prof.ssa Fabrizia Manocchio (per iscriverti clicca qui). Nel pomeriggio, alle ore 17:00 presso lo Stand j65, l’attenzione si sposta sul progetto “Amice Latine Discere”. L’incontro, che vede la partecipazione della Presidente Nazionale EIP Italia Anna Paola Tantucci insieme alle docenti Minicucci, Dalicco e Presutti, approfondisce lo studio del latino “fuoriclasse” in stretta connessione con i due Certamina dedicati alla valorizzazione delle eccellenze: Amice latine discere e il Certamen latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur“
Giovedì 12 Marzo Progettazione e Crescita La seconda giornata è dedicata alla struttura del modello educativo. Alle ore 12:30, il Comitato tecnico scientifico dell’istituto illustra il passaggio operativo da scuola tradizionale a paesaggio didattico. Alle ore 15:30 (Sala Seminari S13), il Dirigente Natilli e la Prof.ssa Paola Pinelli presentano il Design Thinking come metodologia per progettare la scuola del futuro partendo dall’analisi delle criticità. La giornata si conclude alle ore 17:00 con un intervento delle docenti Palange, Padulo, Totaro, Fanelli e Cornacchione sul tema della crescita come atto creativo e salto evolutivo dall’intuizione al pensiero. (per iscriverti clicca qui)
Venerdì 13 Marzo Competenze per il Futuro Il programma termina alle ore 11:00 con l’incontro “Ritorno al Reale” a cura delle Prof.sse Pinelli e Pasquale. L’intervento analizza come i paradigmi S.T.E.A.M. e S.C.A.L.E. trovino applicazione concreta in attività che spaziano dal coding all’organizzazione del ballo di fine anno, con l’obiettivo di formare i cittadini di domani.
Un’occasione per educare alla responsabilità individuale
Il prossimo 6 marzo 2026 rappresenta un momento di profonda riflessione per la nostra comunità educante, poiché l’Italia celebra la Giornata dei Giusti dell’umanità. Questa ricorrenza, istituita con la Legge 212 del 2017 in armonia con le direttive del Parlamento Europeo, non è una semplice commemorazione storica ma una solennità civile volta a mantenere viva la memoria di chi ha salvato vite umane e difeso la dignità della persona contro ogni forma di totalitarismo e discriminazione.
Al centro della giornata si colloca il principio della responsabilità individuale, un pilastro fondamentale della cultura della pace, come ricordano i nostri Principi universali di educazione civica: “La scuola sviluppa nel fanciullo il senso di responsabilità, uno dei più grandi privilegi della persona umana. Più cresce il progresso tecnologico scientifico, più l’uomo deve sentirsi responsabile”.
Celebrare i Giusti significa riconoscere che ogni essere umano, in qualunque tempo o luogo, è chiamato in causa personalmente di fronte all’ingiustizia. La pedagogia dei Giusti ci insegna che il bene non è un’entità astratta, ma il risultato di scelte concrete compiute da individui che hanno deciso di non piegarsi all’indifferenza o alla paura.
Per le nostre scuole, questo appuntamento offre l’opportunità di trasformare la cronaca e la storia in un percorso di crescita etica. La legge suggerisce agli istituti di organizzare iniziative che facciano conoscere le biografie di queste figure esemplari, stimolando nei giovani la consapevolezza che la difesa dei diritti umani e della verità è un dovere che appartiene a ciascuno di noi. Attraverso il racconto di chi ha protetto i perseguitati durante i genocidi del passato e del presente, gli studenti possono comprendere che la costruzione di una società giusta dipende dalla capacità del singolo di assumersi la responsabilità del prossimo.
Le amministrazioni e gli enti pubblici sono inoltre invitati a promuovere la creazione di Giardini dei Giusti o a dedicare alberi e spazi simbolici a queste figure, offrendo alle scuole luoghi fisici dove coltivare la memoria. In questi spazi, l’educazione alla responsabilità si fa tangibile: ogni albero diventa il simbolo di una scelta individuale che ha prevalso sul male, ricordandoci che le istituzioni pubbliche hanno il compito di valorizzare l’esempio di chi ha saputo preservare la dignità umana anche nei periodi più bui della storia.
Post scriptum – Segnaliamo tre sezioni specifiche del nostro 54° Concorso nazionale Dall’Italia al mondo: l’impegno per i diritti umani come pilastro di pace, che possono accompagnare nel tempo i percorsi didattici ed educativi su questo tema: – Premio nazionale “E.I.P. Salvo d’Acquisto – I ricordi della memoria”, dedicato al martire Salvo d’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato, il 23 settembre 1943, per salvare 22 civili a Palidoro rastrellati dalle truppe naziste come responsabili di un presunto attentato. Il premio viene assegnato alla scuola che realizza progetti didattici incentrati sulla “memoria”, con riferimento al tema del Concorso nazionale. – Premio nazionale “E.I.P. Antonio Amoretti – La libertà conquistata”, dedicato al partigiano delle Quattro Giornate di Napoli Antonio Amoretti che, con la sua instancabile testimonianza, ha ricordato a tutti, ma in particolare ai giovani, che dignità, diritti e libertà possono essere difesi e riaffermati di generazione in generazione solo con un costante impegno e una consapevole coscienza storica. Il premio è articolato in tre sezioni (scuola primaria, scuola secondaria di I grado, scuola secondaria di II grado). Alla scuola vincitrice di ciascuna sezione, che realizza progetti didattici sui valori costituzionali, viene assegnata una Borsa di studio di € 200,00. – Premio nazionale “E.I.P. Madri costituenti”. In occasione dell’ottantesimo anniversario dell’elezione all’Assemblea costituente di 21 donne, il premio viene assegnato alla scuola che realizza progetti didattici riferiti al ruolo della donna nella società civile.
Il prossimo giovedì 12 marzo 2026, alle ore 10:00, il Palarea di Arzano ospiterà una riflessione globale ospitando il 3° Convegno sui temi della convivenza tra i popoli intitolato “E’ l’ora della Pace”. L’evento è promosso dall’Istituto Comprensivo “D’Auria-Nosengo” di Arzano, guidato dalla Dirigente scolastico Fiorella Esposito, in rete con gli Istituti Comprensivi “Ariosto”, “De Filippo Vico” e “Wojtyla” e con l’adesione del Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato.
La presenza di diversi contributo offre una pluralità di prospettive, indispensabile per affrontare la complessità del tema: interverranno Anna Maffei, pastora dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Don Davide Trapani, parroco della Chiesa Cristo Redentore per testimoniare l’impegno e il dialogo interconfessionale; la dimensione civile e umanitaria sarà rappresentata da Loredana Mariniello di Emergency e da Agnese Ginocchio, Presidente del Movimento Internazionale per la Pace, mentre il Dottor Lanfranco Genito del Gruppo Pace MCE porterà l’esperienza della “Flottilla dei bambini”.
Un contributo significativo sarà offerto con la presenza dalla sezione Campania di E.I.P. Italia, rappresentata dalla Professoressa Silvana Rinaldi, la cui presenza sottolinea il legame tra l’istituzione scolastica e la nostra Associazione.
Proprio la presenza di E.I.P. Italia richiama la missione fondamentale della “Scuola Strumento di Pace”, un concetto che la Presidente Anna Paola Tantucci definisce come un impegno per il “disarmo dello spirito finalizzato a disarmare la mano”. La scuola è un laboratorio di educazione alla pace in cui i diritti umani diventano contenuti trasversali capaci di permeare ogni disciplina. In questa prospettiva, l’educazione alla pace si configura come “una “pace positiva”, ovvero un progetto comune da costruire insieme attraverso la solidarietà sociale, piuttosto che un semplice stato di assenza di guerra da difendere passivamente. Secondo la visione di Jean Piaget, ispiratore dei Principi universali di Educazione civica, un’educazione alla pace efficace deve evitare il rischio di rimanere un misticismo superficiale o una serie di opinioni precostituite, per diventare invece un metodo di comprensione e reciprocità. Piaget, nei suoi scritti, sottolinea che l’obiettivo non è annullare le identità nazionali in una coscienza universale astratta, ma insegnare a ciascuno a collocarsi nell’insieme degli altri uomini, coordinando la propria prospettiva con quella altrui per superare l’egocentrismo collettivo.
Il ruolo della scuola diventa quindi quello di fornire competenze cognitive, etiche e sociali che permettano ai giovani di passare dalla cultura della protesta alla cultura della proposta. I Principi Universali di Educazione Civica promossi da E.I.P. ricordano che la scuola deve aprire a tutti i fanciulli la strada della comprensione reciproca e sviluppare il senso di responsabilità, considerato uno dei massimi privilegi della persona umana.
In un mondo caratterizzato da interdipendenza economica, politica e spirituale radicale, comprendere il punto di vista dell’altro non è più un lusso ideale ma una necessità di sopravvivenza. Educare ai diritti umani significa dunque formare cittadini consapevoli che la libertà e l’uguaglianza non sono solo dichiarazioni formali, ma pratiche quotidiane di ascolto, mediazione e rispetto della dignità umana in ogni sua forma.
Il Gruppo EIP Campania, invitato dall’Assessora all’Istruzione e alla Famiglia del Comune di Napoli Maura Striano, ha partecipato il 19 febbraio scorso alla partenza della Prima Tappa del Giro di Italia per la Pace, che ha visto la Lampada per la Pace di Assisi partire proprio da Napoli (su iniziativa del Coordinamento EE.LL. per la Pace).
La nostra proposta, di far accompagnare l’arrivo della lampada in Comune dai Tamburi della Pace, è stata accolta ed inserita nel programma della giornata. Perchè i tamburi? Quando la guerra si faceva senza droni e senza missili, erano i tamburini ad annunciarla, con il rullo dei loro tamburi.
Nella seconda metà degli anni ’70 il giornalista e scrittore Arthur Haulot promosse “Le Tambours pour la Paix” tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legando poi l’iniziativa alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.
L’EIP Italia, che ha fatto propria l’iniziativa, ogni anno la ripropone alle scuole con un appuntamento fisso nel mese di Marzo e in Campania sono tantissime le scuole aderenti: ragazzi e giovani, in vari luoghi lontani tra loro ma uniti dallo stesso sentimento, nel mese di marzo suonano i tamburi e recitano poesie e messaggi di Pace.
La giornata di ieri si è aperta con la partenza della Marcia dalla sede dell’I.C. “D’Aosta-Scura” in p.zza Montecalvario: per l’amministrazione comunale e per tutte le associazioni presenti vedere il coinvolgimento attivo dei giovani è stata la prova che le scuole rappresentano i veri “cantieri” del futuro democratico del Paese. L’entusiasmo mostrato dagli studenti presenti ha dimostrato un sentimento vivo, capace di unire generazioni diverse sotto un’unica bandiera di solidarietà. All’arrivo della Lampada il battito della città si è fatto sentire in Piazza Municipio, dove l’associazione Eip Italia-Campania ha curato una performance dei “Tamburi per la Pace” affidata alle percussioni dell’I.C. “D’Ovidio-Nicolardi-E.A.Mario” con il prof. Andrea Stipa. L’entusiasmo è stato grande e molto sentito, altri studenti hanno voluto provare a suonare i tamburi incoraggiati dai percussionisti in erba della scuola protagonista. Alla manifestazione per EIP Campania erano presenti Paola Carretta, Elvira D’Angelo e Silvana Rinaldi. La giornata è proseguita con un momento di alto valore istituzionale all’interno del Palazzo San Giacomo. Studentesse e studenti sono stati ricevuti nell’aula del Consiglio comunale, accolti dalla consigliera Mariagrazia Vitelli e dalla vicesindaca Laura Lieto. Protagonisti assoluti sono stati i rappresentanti dei Consigli municipali junior, che hanno preso la parola per leggere gli ordini del giorno dedicati al tema della pace, redatti con mesi di lavoro e riflessione nelle classi. Nel pomeriggio è toccato alle scuole di istruzione superiore, che si sono ritrovate nella basilica di Santa Chiara dove ha avuto luogo la costruzione simbolica delle “Fondamenta di Pace”, qui il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato il ruolo cruciale delle città come portavoce di distensione in un panorama internazionale funestato da troppi conflitti. Accogliere il Giro d’Italia per la Pace significa, per il primo cittadino, investire direttamente sulle nuove generazioni affinché crescano nel segno della convivenza civile. L’educazione alla cittadinanza attiva è stata indicata come l’unico antidoto efficace contro ogni forma di violenza e degrado. Un principio ed un convincimento che l’EIP Italia da anni porta avanti nelle scuole con la formazione degli studenti e dei docenti. Una giornata, dunque, assolutamente bella e coinvolgente, segno di una Scuola che a Napoli favorisce una formazione sempre più completa e ricca di momenti di educazione alla Pace.
La Pace deve far rumore e ci auguriamo che il prossimo anno i Tamburi possano risuonare in un mondo del tutto pacificato.
Il prossimo 19 febbraio saranno in piazza anche i “Tamburi per la pace” di EIP
Il prossimo 19 febbraio 2026, le strade di Napoli torneranno a vibrare per un importante appuntamento dedicato alla convivenza civile e alla fratellanza. In questa giornata, organizzata dal Comune di Napoli, uno dei momenti più attesi e carichi di energia sarà l’intervento dei “Tamburi per la Pace”, a cura dell’Associazione Scuola Strumento di Pace E.I.P. Italia.
La giornata vedrà il coinvolgimento delle massime autorità cittadine e regionali, a testimonianza di quanto il tema della cultura non violenta sia centrale nell’agenda politica. Tra i partecipanti confermati e invitati figurano Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Vincenza Amato, Presidente del Consiglio Comunale, Maura Striano, Assessore all’Istruzione e alle Famiglie, Roberto Fico, Presidente della Regione, Domenico Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli e Monica Matano, Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
Insieme ad altre attività, alle ore 10:00 in Piazza Montecalvario, il ritmo dei tamburi accompagnerà la partecipazione delle studentesse e degli studenti dell’I.C. “D’Ovidio – Nicolardi – E.A. Mario”, trasformando la musica in un linguaggio universale di rispetto e legalità.
Educare alla pace non è un evento isolato, ma un percorso quotidiano che si costruisce giorno dopo giorno tra i banchi di scuola. Un esempio virtuoso di questo impegno costante è rappresentato dall’IIS “Galiani-Da Vinci”. La scuola ha realizzato un toccante video-racconto che testimonia come la sensibilizzazione parta dalla memoria storica per arrivare all’azione presente. Attraverso laboratori sulla Costituzione, incontri con figure di rilievo come Don Maurizio Patriciello, la partecipazione costante al Concorso nazionale EIP Italia e attività sportive come “Un gol per la pace”, l’istituto dimostra che “la pace non è scontata, ma è una responsabilità” che appartiene a tutti.
La giornata prosegue anche nel pomeriggio con la costruzione simbolica delle “Fondamenta di pace” presso il Monastero di Santa Chiara, dove istituzioni e società civile si confronteranno in un dialogo pubblico moderato dalla giornalista Donatella Trotta.
Sarà un momento per ribadire che la pace si studia, si impara e, soprattutto, si pratica ogni giorno attraverso piccole e grandi scelte di solidarietà.
Chiusa con successo la V edizione di di “Tienilo sempre acceso”
Si è conclusa a Bojano la quinta edizione del concorso regionale “Tienilo sempre acceso”, un’iniziativa di alto valore civile e pedagogico dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Promosso dall’Istituto Omnicomprensivo Statale “Lombardo Radice – Amatuzio – Pallotta”, il concorso ha coinvolto gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado di tutto il Molise, stimolandoli a riflettere sull’uso consapevole dei mezzi di comunicazione e sulla cittadinanza attiva. L’iniziativa ha ricevuto il prestigioso apprezzamento del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, che ne ha sottolineato l’importanza nel promuovere il rispetto della dignità e della libertà altrui nello spazio digitale.
La cerimonia, svoltasi il 10 febbraio 2026, ha celebrato la creatività e l’impegno civile degli studenti, trasformando i loro lavori grafici in veri e propri messaggi di speranza. Il Primo Premio è stato assegnato a Marialuigia Giannantonio (IC Matese, Vinchiaturo) per il potente slogan “Il cyberbullismo CANCELLA persone, il rispetto SCRIVE futuro”, un’opera che denuncia la violenza come ferita che cancella l’identità. Il Secondo Premio è andato a Gabriel Farina (IC San Giovanni Bosco, Isernia), che ha usato la metafora del calcio per ricordare che ogni utente, come un campione, ha il potere di incidere sugli altri attraverso la propria “tastiera”. Il Terzo Premio è stato attribuito a Ludovica Longo (IC Brigida-Cuoco, Petacciato) per il toccante messaggio “Se per brillare devi spegnere qualcuno, non è luce: è bullismo”.
Un ruolo cardine nella riuscita del concorso è stato svolto dalla nostra Associazione che ha assegnato il Premio E.I.P., intitolato “Semi di pace”, sottolineando come l’educazione sia l’unico strumento per costruire un futuro digitale sicuro e solidale. Al centro di questa macchina organizzativa brilla la figura della Prof.ssa Italia Martusciello, referente del progetto e Vicepresidente Nazionale di E.I.P. Italia. A lei è andato il ringraziamento più sentito per aver reso possibile il progetto con “tenacia e dedizione assolute”, guidando docenti e studenti in un percorso di crescita collettiva volto a trasformare ogni schermo in uno spazio di rispetto e coraggio.
Il concorso non ha premiato solo elaborati grafici, ma la capacità dei giovani di essere “protagonisti consapevoli del proprio tempo”. Come ricordato in chiusura della cerimonia, ogni gesto online può essere la scintilla di un cambiamento positivo, un cammino che la scuola molisana continua a tracciare con determinazione.
Sperimentazioni didattiche per una cultura di Pace
Il progetto online “English for Peace” (https://www.englishforpeace.it/), iniziativa che fonde l’apprendimento della lingua inglese con i principi dell’Educazione alla Pace, è frutto del lavoro di Elvira D’Angelo, Delegata per l’area metropolitana di Napoli della nostra Associazione.
Giovedì 5 febbraio alle ore 16.30 ci sarà l’occasione di ascoltare una presentazione curata dalla professoressa D’Angelo insieme alla Prof.ssa Rosa Amoretti, alla Prof.ssa Paola Carretta e al Prof. Giuseppe D’Angelo.