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La rete dei Certamina si unisce per il Patrimonio culturale immateriale

Le competizioni di lingua latina si candidano all’UNESCO


La lingua latina non è certo reliquia da relegare in soffitta, ma una “straordinaria passaporta” verso il nostro futuro e l’ossatura valoriale della società occidentale. Con questa profonda consapevolezza nasce il progetto “Urbes Latinae Linguae® – La rete dei Certamina”, un’ambiziosa iniziativa che mira a candidare i concorsi di latino italiani come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità presso l’UNESCO.

L’obiettivo del comitato promotore — composto dalla prof.ssa Elena Merino Gómez, dal prof. Renato Benintendi, dall’ing. Massimo Sera e dall’avv. Daniela Reale — è quello di creare un’organizzazione stabile che riunisca le eccellenze italiane nella promozione delle materie classiche, contrastando la progressiva marginalizzazione dello studio del latino in Europa.

La rete, in continua espansione, unisce storicamente i poli più importanti dei Certamina italiani, veri e propri luoghi dell’identità storica legati ai grandi autori della classicità: Arpino (Marco Tullio Cicerone – Eloquenza); Napoli (Virgilio – Epos); Sulmona (Ovidio – Mito); Venosa (Orazio – Satire e Ars Vivendi); Padova (Tito Livio – Storiografia); Terni (Tacito – Storiografia); Salerno (Ippocrate – Schola Medica Salernitana).

Queste competizioni sono gare di traduzione, che divengono potenti mezzi di trasmissione della tradizione letteraria e dei valori etico-civili (come dignitas, humanitas, fides e pax) alle nuove generazioni.

Un momento fondamentale per il consolidamento di questo progetto si terrà nell’ambito del Certamen Ciceronianum Arpinas, la competizione internazionale istituita nel 1980 che ogni anno richiama studenti da tutta Europa nella città natale di Cicerone.

Sabato 9 maggio 2026, alle ore 17:00, presso Palazzo Borromeo ad Arpino, si terrà una conferenza ufficiale dedicata al progetto UNESCO “Urbes Latinae Linguae – La rete dei Certamina”. L’incontro vedrà gli interventi dei promotori del progetto: l’avv. Daniela Reale, la prof.ssa Elena Merino Gomez e il prof. Renato Benintendi.
In questo prestigioso contesto sarà presente Anna Paola Tantucci, Presidente di E.I.P. Italia École Instrument de Paix e organizzatrice del Certamen latinum “Vittorio Tantucci”.

La proposta di adesione del Certamen “Vittorio Tantucci” rappresenta un tassello cruciale per la rete Urbes Latinae Linguae, in quanto ne condivide l’elemento fondante della collaborazione strutturata e dell’eccellenza. Dedicato alla memoria del celebre autore della più nota grammatica e sintassi latina del dopoguerra, questo concorso rappresenta un unicum nel panorama nazionale. A differenza delle competizioni tradizionali, il “Tantucci” non richiede la traduzione di un testo antico, ma la creazione di un testo originale in lingua latina (in prosa, in poesia o attraverso elaborati multimediali). Sotto il motto istituzionale “Musae alunt oblectant ornant solantur”, il Certamen ha chiamato gli studenti a vestire i panni degli antichi autori per affrontare temi di stringente attualità globale: dalla tutela ambientale, al dramma dei profughi nel Mediterraneo, fino al valore della pace e della solidarietà.

L’unione di queste eccellenze sotto l’egida del progetto UNESCO dimostra, ancora una volta, che la lingua latina è uno strumento vivo e pulsante. Come ricordato nel Preambolo dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO, “poiché le guerre nascono nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace”.
E i Certamina, educando al pensiero critico e alla bellezza, continuano a costruire instancabilmente queste difese.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 come laboratorio di diritti, pace e cittadinanza attiva

Educare al futuro


Maggio è da sempre un mese cruciale per le scuole e anche per i percorsi di Educazione civica, un momento in cui si tirano le somme dei progetti portati avanti durante l’anno. Quest’anno, maggio segna anche il ritorno del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, la più grande iniziativa italiana dedicata alla sensibilizzazione sui temi dell’Agenda 2030 dell’Onu, promossa dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).
Per chi, come la nostra associazione, fa dell’educazione ai diritti umani e alla pace la propria missione quotidiana, il Festival rappresenta una risorsa didattica e formativa straordinaria.
L’Agenda 2030 non è solo una questione ambientale, ma un progetto globale di giustizia sociale, uguaglianza e pace.

Gli organizzatori del Festival ci ricordano “Tre buoni motivi” per prendere parte a questa mobilitazione, che risuonano profondamente con i valori che cerchiamo di trasmettere nelle nostre aule: Contribuire al cambiamento; Essere parte di un’azione collettiva; Abitare un pianeta più sano.

    Questi tre pilastri sono la base di qualsiasi pedagogia della pace: non c’è pace senza giustizia climatica e non c’è tutela dei diritti umani senza un’azione collettiva e consapevole.

    Il Festival, il cui evento di apertura si è tenuto il 6 maggio a Milano, offre un ricchissimo cartellone di eventi, utili per stimolare dibattiti in classe o per l’aggiornamento professionale. Vi segnaliamo, in particolare, alcune iniziative e risorse preziose per chi insegna.
    È già disponibile per l’ascolto la prima puntata del podcast dell’ASviS “Note di Sostenibilità”, dedicata proprio al tema cruciale dell’inclusione. Un ottimo materiale da proporre agli studenti per avviare riflessioni sulle disuguaglianze.
    La mattina dell’8 maggio si terrà, in diretta da Bruxelles, un importante evento dedicato alla società civile europea.
    L’11 maggio è in programma un focus su “La città delle donne. Spazi, servizi e lavoro per una nuova idea di cittadinanza”, per esplorare la parità di genere nella vita quotidiana.
    Il 12 maggio si discuterà del “Futuro dell’Intelligenza Artificiale”, un tema imprescindibile per educare i ragazzi a un uso consapevole e rispettoso dei diritti umani nelle nuove tecnologie.

    Inoltre, l’Agenda 2030 si sta diffondendo sempre di più nei territori attraverso i “Local Festival”, con iniziative da Milano a Roma, dalla Sardegna a Modena e molte altre realtà locali. Il programma vede la partecipazione di voci illustri del panorama scientifico, culturale e civile, tra cui il Premio Nobel Giorgio Parisi, il filosofo Telmo Pievani e il Presidente della CEI Matteo Maria Zuppi.

    Il Festival prevede una sezione dedicata appositamente alla partecipazione di scuole e università, che hanno realizzato laboratori sui diritti, percorsi di educazione alla pace o progetti ambientali: non perdiamo l’occasione di far sentire la voce della scuola, il luogo per eccellenza in cui si costruiscono le fondamenta di una società equa, pacifica e sostenibile.

    Per consultare il cartellone completo, rivedere le dirette o ascoltare le nuove rubriche come “Insights” (con il Direttore scientifico Enrico Giovannini), potete visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

    Insegnare la pace significa anche imparare a progettare un futuro sostenibile. Buon Festival a tutte e tutti!

    In Campidoglio si celebrano le radici e il desiderio di pace

    Successo per la chiusura dell’XI edizione di “Salva la tua lingua locale – sezione scuola”


    Lunedì 27 aprile la magnifica cornice dell’Aula “Giulio Cesare” in Campidoglio ha ospitato la Cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del concorso nazionale “Salva la tua lingua locale – Sezione Scuola”.
    L’iniziativa, promossa dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) e da Autonomie Locali Italiane (ALI), ha visto come sempre la fondamentale collaborazione e co-promozione dell’E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace ETS.
    I numeri di quest’anno testimoniano una vitalità e un interesse crescenti per la tutela dei dialetti: circa mille studenti e oltre novanta istituti scolastici provenienti da tutta Italia, compresa una rappresentanza da Rovigno in territorio croato, si sono cimentati nella stesura di opere in poesia, prosa e musica.

    La Cerimonia ha visto il saluto inizia di Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, e gli interventi di Antonino La Spina, Presidente UNPLI, Luca Abbruzzetti, Presidente ALI Lazio, Bruno Manzi, Comitato Garanti del Premio, Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia, Elio Pecora, Presidente della Giuria, e Matteo Corbucci, referente ARCE.

    L’evento conclusivo ha rappresentato non solo un momento di celebrazione letteraria, ma una celebrazione dell’educazione civica e della cittadinanza attiva, valori fondanti della nostra Associazione.
    A sottolineare il profondo significato pedagogico del premio è stata Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia e coordinatrice della Giuria, la quale ha evidenziato che “la peculiarità ed il valore della Sezione Scuola del Concorso consiste nella collaborazione e interazione tra la scuola, agenzia fondamentale per l’educazione e la formazione e per la conservazione delle identità locali, in sinergia con le Pro Loco presidi della valorizzazione dell’identità e del patrimonio culturale immateriale e con la presenza dei cultori della lingua del territorio”. La Presidente ha inoltre rivolto un “grande apprezzamento per gli insegnanti che continuano a mantenere vivo nei loro studenti l’amore per le tradizioni e le lingue locali, accanto alla conoscenza e competenza nella lingua italiana”.

    Una lettura attenta dei lavori premiati, raccolti nell’Antologia 2025/2026, rivela come i ragazzi non utilizzino il dialetto come reperto folcloristico, ma come una lingua viva, ruvida e sincera, capace di affrontare i drammi del presente e le complessità dell’animo umano.
    I contenuti spaziano attraverso tematiche di significativa profondità e attualità. Vi è una forte condanna della violenza e dei conflitti, magistralmente espressa nel parallelismo tra la tragica realtà delle trincee descritta in lingua napoletana e lo straziante racconto musicale in siciliano dedicato alla piccola palestinese Hind Rajab, vittima della guerra a Gaza. Il dialetto si fa poi strumento intimo per esplorare l’ecologia, dando voce al lamento della natura ferita dall’inquinamento nei versi calabresi, o per esorcizzare le paure ataviche, come nel racconto friulano che trasforma il terrore del terremoto nella leggenda di un orco intrappolato nelle montagne.
    Non mancano, inoltre, preziose testimonianze storiche e sociali, come la commovente prosa in istrioto-rovignese che ripercorre il dolore dell’esilio e dell’emigrazione in Australia, o i dialoghi intergenerazionali molisani in cui la guerra e la pace vengono raccontate da una nonna al nipote come due sorelle figlie della stessa umanità.
    Emergono poi i canti d’amore per i propri territori, dai ritmi rap che celebrano Santa Maria Capua Vetere all’orgoglio di restare nella propria terra del Sud opponendosi all’abbandono, tematica vibrante nei componimenti giunti dalla Calabria.

    A dare una chiave di lettura universale a questa produzione giovanile è stato Elio Pecora, Presidente della Giuria. Durante la cerimonia, ha rimarcato il potenziale conoscitivo delle lingue locali spiegando che “i dialetti sono lo strumento per avvicinare i ragazzi a una realtà più materiale, a un mondo dove si viveva più direttamente la giornata”. Il poeta ha poi lanciato un monito cruciale sul valore delle parole: “Responsabilizzarsi della lingua è importante: ci sono parole definite scatole vuote – come libertà, democrazia, amore e dolore – e noi dobbiamo riempirle di cose. Più conosciamo parole e più esprimiamo meglio i nostri pensieri”.
    Richiamando la sua prefazione all’antologia, Pecora ci ricorda infatti che “la poesia come educazione ai sentimenti e dei sentimenti” trova terreno fertile nei giovani, poiché “il bambino e l’adolescente, ancora spogli delle stretture e strutture che affaticano la giornata degli adulti, possono goderne meglio e di più”.

    La giornata si è conclusa con l’assegnazione di riconoscimenti speciali, tra cui il Premio “Cultori del dialetto e delle lingue locali” al Professor Francesco Avolio e il Premio “Testimone del Genius Loci” ad Angela Puglisi.

    Questa undicesima edizione ha dimostrato, ancora una volta, che salvare le lingue locali significa offrire alle nuove generazioni radici solide con cui costruire ponti di pace, comprensione e identità proiettati verso il futuro.


    Il Latino dialoga con il presente

    Successo per la XIV edizione del Certamen “Vittorio Tantucci”


    Il 18 aprile 2026, presso la Sala Giubileo della Libera Università LUMSA a Roma, si è tenuta con grande partecipazione la solenne Cerimonia di Premiazione del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”, giunto alla sua quattordicesima edizione. L’evento, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per la valorizzazione delle eccellenze, è stato organizzato sapientemente dall’École Instrument de Paix (EIP) Italia, in stretta collaborazione con l’Università LUMSA e l’Accademia Italiana di Poesia.

    La cerimonia, che ha previsto il saluto del Magnifico Rettore della LUMSA Francesco Bonini, si è posta sotto il motto ispiratore “Musae alunt oblectant ornant solantur”, ricordando come la poesia sia nutrimento dell’anima e conforto in ogni momento della vita.

    Il cuore dell’evento è stato il Convegno di Studio che ha esplorato le due grandi tematiche dell’edizione di quest’anno, sfidando gli studenti a riflettere sul presente attraverso le lenti della cultura latina.
    Per gli studenti del triennio (secondo biennio e quinto anno), la riflessione ha preso le mosse dalla celebre affermazione di Lucrezio, Naturae species ratioque. In un’era complessa definita “Antropocene”, la Prof.ssa Anna Paola Tantucci, Presidente EIP Italia, ha evidenziato come la sfida ecologica e il riscaldamento globale impongano all’umanità di passare dall’illusione del dominio sulla natura a una consapevole “appartenenza”, superando l’antropocentrismo predatore.
    Il Prof. Piergiorgio Parroni ha presentato un approfondimento sulla scienza e la ricerca di Dio in Seneca, illustrando come nello stoicismo studiare la natura equivalga a viverci in armonia; la Prof.ssa Emanuela Andreoni Fontecedro e il Prof. Paolo De Paolis hanno approfondito l’opera di Lucrezio, evidenziando lo sforzo di tradurre concetti filosofici in un latino che all’epoca soffriva di egestas linguae (povertà linguistica); infine, il Prof. Antonio Marchetta ha esaminato la polisemia del termine “natura” e il poeta Elio Pecora ha guidato ad un percorso di comprensione del valore di Lucrezio poeta nella visione contemporanea.

    Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato il conferimento del Premio “Vittorio Tantucci” per la diffusione della cultura classica 2026 al Prof. Piergiorgio Parroni, Professore emerito di Filologia classica all’Università “La Sapienza“ di Roma.
    Il premio ha inteso celebrare non solo la sua ineguagliabile eccellenza filologica nella cura di testi complessi (come Pomponio Mela e Seneca), ma soprattutto la sua profonda “humanitas”, ovvero la capacità di guidare generazioni di studenti coniugando il rigore scientifico con un supporto umano straordinario.

    I lavori degli studenti, pervenuti da tutta Italia, hanno mostrato un’importante maturità linguistica e culturale.

    Nella prima sezione (triennio), il Primo Premio Nazionale (borsa di studio) è stato assegnato agli studenti del Liceo Classico “T. Tasso” di Salerno per il video multimediale Dialogus de natura. L’opera ha messo a sistema un consiglio di saggi (tra cui Seneca e Plinio) che, con il supporto finale del Cantico delle Creature di San Francesco, ha saputo trasformare la riflessione scientifica in un invito all’amorevole custodia della Terra.

    Per la seconda sezione (biennio), ha trionfato il Liceo Scientifico “A. Righi” di Roma con il lavoro multimediale Ubi schola omnibus patet, ibi humanitas crescit. Ispirandosi alla pedagogia di Quintiliano, gli studenti hanno illustrato come la classe sia una palestra insostituibile in cui le differenze si armonizzano.

    Mentre nella categoria cultori il Prof. Mauro Pisini è stato premiato per l’elegante carme in esametri Horizon, apprezzato per la sua lode lirica del mondo fisico e dei dettagli della natura.

    qui trovi l’elenco completo dei vincitori

    qui trovi l’intervento di Anna Paola Tantucci

    Antisemitismo: un pregiudizio persistente e multiforme

    Il 22 aprile un convegno per capire e contrastare l’odio


    L’antisemitismo non è un retaggio del passato, ma un fenomeno insidioso capace di mutare forma e riproporsi con allarmante attualità. Per analizzare questa minaccia e le sue continue metamorfosi, mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 16.30 si terrà il convegno intitolato “Antisemitismo. Un pregiudizio persistente e multiforme”.
    L’evento avrà luogo presso Technotown, in Via Lazzaro Spallanzani 1, a Roma.

    Il convegno, moderato da Roberto Reali (Consiglio Direttivo Associazione Pace in Medio Oriente), si aprirà con i saluti istituzionali di Carla Fermariello (Presidente della Commissione XI Scuola di Roma Capitale), Angelo Di Capua (Presidente dell’Associazione Pace in Medio Oriente) e Lello Dell’Ariccia (Presidente del Progetto Memoria).

    Il cuore dell’incontro sarà animato da un panel di relatori di altissimo profilo, provenienti dal mondo accademico, storico e filosofico:
    David Assael, Filosofo e fondatore dell’Associazione Lech Lechà;
    Marcello Flores, Storico;
    Milena Santerini, Vicepresidente della Fondazione della Shoah di Milano;
    Serena Di Nepi, dell’Università di Roma La Sapienza;
    Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.

    L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Roma Capitale e di numerose istituzioni culturali e accademiche (tra cui Sapienza, FIAP e 1938 Leggi Razziali), rappresenta un’occasione fondamentale per riflettere sulle dinamiche dell’odio antiebraico e sulle strategie per disinnescarlo.

    Il convegno, con la sua attenzione alle innumerevoli sfaccettature dell’odio antiebraico, rappresenta uno spunto prezioso non solo per il dibattito pubblico, ma anche per il mondo scolastico. Affrontare questo “pregiudizio persistente e multiforme” nelle aule, in particolare all’interno dei percorsi di Educazione Civica, è fondamentale per fornire agli studenti gli strumenti necessari a riconoscere e decostruire i pregiudizi inconsci, le teorie del complotto e le preoccupanti derive legate alla banalizzazione della Shoah.

    Per supportare i docenti in questo delicato compito, il punto di partenza ideale è costituito dalle Linee Guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola, pubblicate nel novembre 2021. Si tratta di un documento pedagogico e di indirizzo elaborato da un Comitato paritetico composto dal Ministero dell’Istruzione, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane).
    Il suo significato profondo risiede nell’illustrare chiaramente come l’antisemitismo odierno sia in continua metamorfosi: non si limita all’antigiudaismo tradizionale, ma assume le sembianze dell’odio online, del neonazismo, del mito cospiratorio sul “potere ebraico” o, ancora, si nasconde dietro un’ostilità preconcetta verso lo Stato di Israele. Dal punto di vista didattico, le Linee Guida invitano a utilizzare lo studio della Costituzione italiana — in particolar modo l’Articolo 3 sull’uguaglianza e la pari dignità sociale — come chiave per smontare le narrazioni complottiste e promuovere la cittadinanza attiva.

    Per calare queste riflessioni teoriche nella realtà odierna e far comprendere ai ragazzi che non si tratta di un fenomeno relegato al passato, è essenziale affiancare a questo testo il Rapporto Annuale sull’Antisemitismo in Italia 2025. Redatto dall’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), questo lavoro di indagine scientifica e statistica, aggiornato appunto all’anno 2025, restituisce una fotografia allarmante del nostro presente. Nel corso dell’anno si sono infatti registrati ben 963 episodi di antisemitismo nel nostro Paese, evidenziando una crescita vertiginosa degli atti discriminatori e delle violenze. Portare in classe questi dati ha un’enorme utilità educativa per sviluppare il senso critico degli studenti nei confronti degli ambienti digitali; il rapporto rivela infatti che oltre il 66% delle manifestazioni di palese antisemitismo avviene online, spesso diffondendosi attraverso linguaggi in codice, hate speech, meme generati dall’intelligenza artificiale e campagne di disumanizzazione. Analizzarlo significa insegnare ai giovani l’impatto reale e devastante che la violenza verbale e il cyberbullismo hanno nella vita delle persone.

    Infine, per mostrare agli studenti come le istituzioni stiano reagendo in modo strutturale a questa preoccupante deriva, il percorso può essere completato con l’analisi della Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo (Edizione 2025). Pubblicato nel febbraio 2025 a cura del Coordinatore nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, questo documento programmatico fissa gli impegni e le direttrici d’azione dello Stato italiano per il quinquennio 2025-2029. Il suo valore per l’ambito scolastico si concretizza specialmente nella “Seconda linea strategica”, interamente dedicata alla Formazione. Da un punto di vista didattico, la Strategia invita le scuole e gli editori a superare uno studio della storia ebraica limitato solo alla persecuzione della Seconda Guerra Mondiale, esortando a valorizzare l’enorme contributo storico, identitario e culturale che gli ebrei hanno dato allo sviluppo della società italiana nel corso dei millenni. Promuove, in aggiunta, i “viaggi della memoria” nei campi di concentramento e incentiva gli incontri diretti con testimoni ed esperti, riconoscendoli come metodologie essenziali per educare al rispetto delle differenze e contrastare concretamente l’ignoranza.


    Certamen latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur” 2026

    L’elenco dei vincitori reso noto dalla Giuria


    Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci – Musae alunt oblectant ornant solantur” (XIV edizione) è intitolato al celebre latinista, autore della grammatica latina più nota dal dopoguerra ad oggi in Italia e all’estero e si propone di promuovere lo studio della lingua latina e l’approfondimento delle sue capacità espressive, attraverso la riflessione sulla perenne attualità di tematiche esistenziali, che hanno trovato voce e corrispondenza di accenti sia nella poesia latina che in quella moderna e contemporanea.

    PRIMA SEZIONE

    Riservata agli studenti del secondo biennio e del quinto anno delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).

    PRIMO PREMIO NAZIONALE
    Liceo Classico “Torquato Tasso” – Salerno
    Dirigente scolastico Ida Lenza
    Docente coordinatore Ester Cafarelli
    Dialogus De Natura – elaborato multimediale in latino
    di Carolina Esposito, Chiara Iannella, Raffaele Soave (4E)

    SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo Scientifico “Antonio Labriola” – Roma
    Dirigente scolastico Margherita Rauccio
    Docenti coordinatori Isabella Martiradonna, Alina De Luca, Laura Baldi
    Gli Ato-amici di Lucrezio – elaborato multimediale in latino
    di Sofia Crescenzi, Edoardo Martellotta, Daniela Scuderi, Beatrice Conti (3N), Viola Brencoli, Matteo Girolami (4A), Viola Maione, Lorenzo Beccari (5H)

    SECONDO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo Classico “Lucio Anneo Seneca” – Roma
    Dirigente scolastico Anna Canestrella
    Docente coordinatore Gisella Annunziata Bellantone
    Neque felices, neque fortunati – componimento latino in poesia
    di Leonardo De Luca (4P)

    TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo “Morando Morandi” – Finale Emilia (MO)
    Dirigente scolastico Roberta Vincini
    Docenti Coordinatori Simona Balboni e Maria Pia Roveri
    Adhuc agere possusne – componimento latino in poesia
    di Gabriele Gallerani (4B) e Luca Malaguti (5A)

    TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo Classico “Mario Rapisardi” – Paternò (CT)
    Dirigente scolastico Maria Grazia D’Amico
    Docenti coordinatori Maria Luigia Quaglino e Anna Sanfilippo
    Natura tota nobis non est, sed nos toti naturae sumus – elaborato multimediale in latino
    di Giulia Barbera, Agnese Buttò, Anita Calvagna, Sofia Catania, Marlene Coppola, Ilary Corallo, Federica Cunsolo, Giorgio Cunsolo, Greta Cunsolo, Martina Falanga, Sophia Franchina, Giulia Grasso, Marika Laudani, Dorotea Magri, Ludovica Musumeci, Cristina Nicolosi, Giuseppe Pennisi, Carola Rapisarda, Biagio Saccone, Giulia Scaglione, Arianna Tirrena, Sefora Vaccaro (3A)

    MENZIONI D’ONORE
    Liceo Classico “Publio Elio Adriano” – Tivoli (RM)
    Dirigente scolastico Sandra Vignoli
    Docente coordinatore Telemaco Marchionne
    Dialogus inter flores et poetam – componimento latino in poesia
    di Tommaso Patrizi (5C)

    Liceo Classico “Giovan Pietro Vieusseux” – Imperia
    Dirigente scolastico Massimo Salza
    Docente coordinatore Elena Bernardini
    Illiberalis Hospes – componimento latino in prosa
    di Martino Scisco (4BS)

    Liceo Classico “Cornelio Tacito” – Roma
    Dirigente scolastico Daniela Pucci
    Docente referente Arduino Maiuri
    Elegia ad Magnanimam Matrem Naturam – componimento latino in poesia
    di Leonardo Paparella (3C)

    SECONDA SEZIONE

    Riservata agli studenti del primo biennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (liceo classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane e altri indirizzi dove sia previsto nell’ambito del curricolo dell’autonomia).

    PRIMO PREMIO NAZIONALE
    Liceo scientifico “Augusto Righi” – Roma
    Dirigente scolastico Giovanni Cogliandro
    Docente referente Andrea Megna
    Ubi schola omnibus patet, ibi Humanitas crescit – elaborato multimediale in latino
    di Miriam Duretto, Carolina Landi, Ludovica Graziani, Alessandro Maisto, Irene Guerriero, Tommaso Introini, Matteo Tirone (2A)

    SECONDO PREMIO NAZIONALE
    Liceo classico “Benedetto Marzolla” – Brindisi
    Dirigente scolastico Carmen Taurino
    Docente coordinatore Simona De Giovanni
    Comprehendito imperviae viae omnes virtutes – componimento latino in poesia
    di Gaia Capodieci e Matteo Pellegrini (2B)

    TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo Scientifico “Bocchi-Galilei” – Adria (RO)
    Dirigente scolastico Silvia Polato
    Docente coordinatore Alessandra Zanetti
    Benignitas cum amore culta – componimento latino in poesia
    di Diego Dainese (2ALS)

    TERZO PREMIO NAZIONALE ex aequo
    Liceo Classico “Goffredo Mameli” (IIS “Tommaso Salvini”) – Roma
    Dirigente scolastico Paolo Pedullà
    Docenti coordinatori Roberta Caradonna, Francesca Rosa Chiantore
    Estne pax somnium tantum? – componimento latino in prosa
    di Emanuela Bruschi, Nicole Catricalà (2B), Noemi Merlonghi, Marco Vittorio Nantele (2C)

    MENZIONE D’ONORE
    Convitto nazionale “Regina Margherita” (Liceo delle Scienze Umane) – Anagni (FR)
    Dirigente scolastico Marcello Bianchi
    Docente coordinatore Camilla Pulcinelli
    Quintiliano docet, Dialogus de schola – elaborato multimediale in latino
    di Filippo Damizia e Rebecca Terilli (2G)

    Liceo Classico “Lorenzo Rocci” – Fara Sabina (RI)
    Dirigente scolastico Annamaria Renzi
    Docenti referenti Daniela Cagnizi e Barbara Rinaldi
    Mutua benignitas: vera scholae doctrina – componimento latino in prosa
    di Simone Gentili, Tommaso Lombardo, Sofia Lucarelli, Giulia Pietrangeli, Giada Pioli, Maria Chiara Sassi (2AC)

    SEZIONE PER DOCENTI E STUDIOSI DI LINGUA LATINA

    Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” per docenti e studiosi di lingua latina richiede ai partecipanti di presentare un componimento in versi in lingua latina su un tema liberamente scelto.

    PRIMO PREMIO NAZIONALE
    al prof. Mauro Pisini per il carme Horizon


    La Cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma presso l’Università LUMSA (via di Porta Castello, 44) il prossimo sabato 18 aprile 2026, dalle ore 9.30 alle ore 13.00.

    Tamburi per la pace 2026 a Napoli

    Il prossimo 14 aprile una manifestazione in città


    Mentre nel mondo sembra prevalere la cultura dell’odio, un messaggio di pace viene dalle scuole con la tradizionale manifestazione “I Tamburi per la pace”, patrocinata in Italia dall’Associazione EIP e che si svolge contemporaneamente in numerosi paesi d’Europa: ragazzi e giovani, in vari luoghi lontani tra loro ma uniti dallo stesso sentimento, suonano i tamburi e recitano poesie e messaggi di pace.
    La manifestazione deve il proprio nome alla figura dei “tamburini” dei vecchi eserciti, ragazzi o giovanissimi dei reparti di fanteria che, pur non avendo un ruolo diretto nelle battaglie, avevano il compito di dare il ritmo alle truppe oppure di trasmettere messaggi con il rullo dei tamburi. La posizione avanzata, spesso al fianco della prima linea, li esponeva a grandi pericoli, rendendoli vittime della guerra.

    Nella seconda metà degli anni ‘70 Arthur Haulot (1913-2005) e sua moglie Moussia fecero propria questa manifestazione e la promossero tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legandola poi alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.

    Perché suoniamo i tamburi?
    Quando la guerra si faceva senza droni e senza missili, erano i tamburini ad annunciarla, il rullo dei loro tamburi.
    Noi, invece, oggi con i Tamburi vogliamo chiedere la Pace!
    Per tutti i paesi del mondo dove la guerra e i genocidi non accennano a finire.

    Un momento, dunque, assolutamente bello e coinvolgente, segno di una Scuola che a Napoli favorisce una formazione sempre più completa e ricca di momenti di educazione alla Pace.
    La Pace deve far rumore e ci auguriamo che il prossimo anno i Tamburi possano risuonare in un mondo del tutto pacificato.

    Per quest’anno la manifestazione principale si svolge il prossimo martedì 14 aprile dalle 10.30 alle 12.30 presso l’auditorium e gli spazi esterni dell’Istituto Comprensivo “D’Ovidio – Nicolardi – E.A. Mario” di Napoli, con la partecipazione dell’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Maura Striano.

    Roma celebra Elio Pecora: una giornata di studi per i 90 anni del poeta

    Il 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ospiterà “L’avventura di restare”, un evento speciale dedicato alla vita e all’opera di una delle voci più limpide e autorevoli della letteratura italiana contemporanea.


    Mercoledì 15 aprile 2026, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si trasforma nel cuore pulsante della letteratura italiana per rendere omaggio a Elio Pecora in occasione del suo novantesimo compleanno. L’evento, intitolato significativamente “L’avventura di restare”, rappresenta non solo una celebrazione anagrafica, ma un profondo atto di riconoscimento verso un autore che ha attraversato il Novecento mantenendo intatta la purezza della propria voce poetica.
    Nella cornice istituzionale della Sala 1, a partire dalle ore 10.00, studiosi e amici si avvicenderanno per ripercorrere le tappe di una carriera straordinaria che ha saputo coniugare l’eleganza della forma con una rara onestà intellettuale.

    L’apertura della giornata è affidata a Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca, che darà il via a una mattinata densa di riflessioni critiche. Il programma si snoda attraverso analisi che spaziano dalla produzione teatrale di Pecora alle sue incursioni nel mondo incantato delle favole e delle fiabe, senza dimenticare l’importanza della sua prosa e l’esperienza fondamentale della rivista “Poeti e poesia”, che per vent’anni ha segnato il passo del dibattito culturale italiano.
    Esperti come Marco Beltrame, Daniela Marcheschi, Gianluca Della Corte, Plinio Perilli, Donato Di Stasi e Annamaria Vanalesti offriranno una panoramica completa sulla sua opera, toccando temi profondi come il giardino simbolico nella sua poesia e il suo ruolo di guida per le “anime senza redenzione”.

    Nel pomeriggio, dalle ore 14.45, il tono si farà più intimo e corale con una serie di interventi e testimonianze dirette. Personalità del calibro di Paolo Di Paolo, Sonia Gentili, Anna Paola Tantucci e Bruno Corà, tra i molti presenti, racconteranno l’uomo dietro l’opera, mentre le voci di Maria Letizia Gorga e Vittorio Viviani restituiranno al pubblico la musicalità dei versi di Pecora attraverso letture scelte.

    Questo tributo mette in luce la statura di un uomo che, arrivato a Roma nel 1966, è diventato il custode della memoria di giganti come Sandro Penna, Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini, costruendo un percorso artistico del tutto originale.

    Un aspetto fondamentale e meno noto al grande pubblico, ma centrale nella vita di Elio Pecora, è il suo pluriennale sodalizio con la nostra Associazione EIP Italia (École Instrument de Paix). L’attività di diffusione dei diritti umani e della cultura della pace nelle scuole, ha trovato il lui un punto di riferimento culturale e morale imprescindibile, come testimoniato dall’assegnazione nel 2023 del Prix International “Jacques Mühlethaler” pour la Paix et les droits de l’homme.
    Per decenni, il maestro Elio Pecora ha messo la propria arte al servizio della pedagogia e dei diritti umani, collaborando con Anna Paola Tantucci. Il suo impegno come Presidente di Giuria nei Concorsi letterari per le scuole e nei premi dedicati alla memoria di Vittorio Tantucci ed Eugenia Bruzzi Tantucci dimostra una convinzione incrollabile: la poesia deve essere uno strumento di cittadinanza attiva e un ponte tra le generazioni.
    Nei suoi interventi, carichi di eleganza e passione, ha posto al centro della sua riflessione l’idea della pace non come semplice assenza di conflitto, ma come una “costruzione attiva e quotidiana”, un esercizio della volontà che deve partire innanzitutto da un accordo profondo con se stessi. Ha spesso ribadito che la guerra e l’odio non sono che manifestazioni di una tragica “stupidità” e di un’incapacità di governare il disordine interiore: contro questa deriva, egli propone la poesia come forma alta di conoscenza e come strumento di “educazione ai sentimenti”.
    Nelle sue parole, il richiamo alla classicità non è mai un esercizio nostalgico, ma una necessità vitale. Pecora ci ricorda che l’essere umano, pur avendo raggiunto traguardi tecnologici straordinari, è rimasto sentimentalmente lo stesso dei tempi di Omero o di Ovidio: un individuo che ama, soffre e teme la morte con la medesima intensità. Per questo motivo, egli individua nella scuola l’unico baluardo capace di strappare le nuove generazioni dall’inerzia dei mondi virtuali e dal “rumore” della superficie, per riportarle alla densità della parola onesta. La sua è una “fede nella chiarezza”, un invito a ritrovare l’entusiasmo, inteso nel senso greco di forza divina interiore, per abitare il presente con consapevolezza, fuggendo le facili astrazioni per tornare alla concretezza dei significati che curano l’anima.

    La diversità è la nostra ricchezza

    Al Museo Nena l’arte a fumetti contro il razzismo


    Sabato 21 marzo, alle ore 17.30, si è svolta con grande successo la presentazione del fumetto “La diversità è la nostra ricchezza” presso il Museo Alfiero Nena, situato in via Edoardo d’Onofrio 35/37 a Roma. L’evento, organizzato da SOS Razzismo e dall’Associazione Fidia-Museo Nena, è stato appositamente fissato in occasione della Giornata internazionale contro la discriminazione razziale, indetta dall’ONU per ricordare l’eccidio di Sharpeville in Sudafrica.

    Il progetto editoriale è liberamente ispirato al celebre libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun. L’idea nasce dalla forte volontà di Angela Scalzo, giornalista e presidente di SOS Razzismo (associazione attiva nel contrasto alle discriminazioni fin dal 7 ottobre 1989), che fin dall’uscita del libro nel 1997 sognava di tradurlo in un fumetto da distribuire a ragazzi e famiglie.
    Il progetto ha trovato la sua realizzazione concreta grazie all’incontro tra l’Associazione e gli studenti del Liceo Artistico “Enzo Rossi” di Roma, dove è emerso il grande talento di Elena Romagnoli, una bravissima ragazza di appena sedici anni.

    Elena, che concilia gli studi liceali con la frequenza del primo anno del triennio accademico al Conservatorio di Santa Cecilia, ha realizzato le 15 tavole che compongono l’opera, arrivando a lavorare anche di notte pur di non sottrarre tempo allo studio. L’obiettivo del fumetto è parlare ai più giovani con un linguaggio all’apparenza semplice ma profondo, supportato da colori vivaci e tratti espressivi che rendono la narrazione immediata e intensa. Come ha raccontato l’autrice stessa durante l’evento, il lavoro le ha permesso di rappresentare un messaggio cruciale in modo diretto, rimanendo molto colpita dalla frase del testo: “il razzista soffre di un complesso di inferiorità o di superiorità”. La copertina, che corrisponde all’ultima illustrazione del racconto, è altamente simbolica: raffigura fasci di luce provenienti dalle stelle che confluiscono sulla testa di ogni ragazzo, a dimostrazione che la diversità non è qualcosa da temere, ma una ricchezza da scoprire.

    La presentazione si è svolta in una cornice di grande suggestione, con il pubblico avvolto dall’eleganza delle statue di Alfiero Nena, grande amico dell’EIP scomparso nell’ottobre del 2020. Dopo l’accoglienza a cura del direttore del Museo, Luigi Matteo, sono intervenuti per i saluti istituzionali Annarita Leonbruni, Vicepresidente e Assessora alle Politiche Educative e Scolastiche del IV Municipio di Roma, e il Consigliere Ruggiero Piccolo, circondati da professori, studenti e rappresentanti di SOS Razzismo. Il filo conduttore della serata, un vero e proprio invito alla riflessione, è stato riassunto in una frase emblematica: “Un fumetto può cambiare il modo di guardare il mondo? Noi pensiamo di sì. E vogliamo provarci”.

    A chiudere questo incontro sul valore delle differenze c’è stata una straordinaria sorpresa fuori programma: un emozionante momento musicale che ha visto Elena Romagnoli esibirsi alla marimba, accompagnata al pianoforte dalla madre Sara Matteo. La loro esecuzione del secondo movimento di un concerto per marimba e pianoforte, ricca di passaggi di virtuosismo, ha impressionato i presenti, scatenando una lunga ovazione in piedi e la consegna di un bellissimo omaggio floreale.

    Il fumetto, autofinanziato da SOS Razzismo Italia, è un’opera piccola nelle dimensioni ma enorme nel messaggio e mira ad arrivare nelle mani di quanti più ragazzi possibile. Attualmente è disponibile nei formati A4 e A5. Chiunque desideri supportare il progetto o acquistare una copia può farne richiesta diretta scrivendo alla mail dell’associazione: sosroma@pec.sosrazzimo.com