La voce di Hind Rajab e il dramma universale del conflitto nel brano vincitore del Premio Salva la tua lingua locale
Il brano “Maliditta Guerra”, vincitore del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale”, la cui cerimonia di premiazione si è svolta la mattina del 27 aprile nella solenne cornice dell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio, è una toccante e profonda denuncia degli effetti devastanti che i conflitti armati hanno sulle popolazioni civili, in particolare in Palestina. Utilizzando la forza espressiva del dialetto siciliano, la canzone compie un delicato lavoro di memoria, trasformando una vicenda reale e drammatica in una testimonianza universale.
L’orrore della guerra ci viene mostrato attraverso gli occhi vulnerabili e innocenti di una bambina, Hind Rajab. Il brano ricostruisce i tragici eventi del 29 gennaio 2024, quando la piccola è rimasta chiusa per ore in un’automobile trivellata di colpi, circondata dai corpi privi di vita dei suoi familiari. Nelle strofe si vive il terrore della fuga sotto le bombe, descritto vividamente da versi come “La città che cade a pezzi come fosse di cartone” e “In questo inferno resto sola, viso e mani piene di sangue”.
Per rendere l’opera ancora più reale e straziante, il brano include l’audio originale con la vera voce della piccola Hind. Un momento centrale della canzone è il suono di un telefono che squilla: esso rappresenta l’ultimo, disperato legame della bambina con il mondo dei vivi e l’estrema speranza di essere salvata.
Il testo non ricorre a una disperazione urlata, ma mantiene una dignità tragica che rende la condanna alla violenza ancora più forte e assordante. Ad accompagnare il triste destino della bambina c’è la costante presenza del papavero rosso (la “paparina”), citato più volte nel testo come simbolo di memoria, sacrificio e speranza. Il papavero è infatti ampiamente riconosciuto come il fiore popolare e il simbolo della resilienza del popolo palestinese.
Alla fine del brano, la bambina immagina di salire su una stella da cui guardare il mondo, i fiori e il mare da lontano, lontana dalla “maledetta guerra”. La scelta di narrare questa storia rende “Maliditta Guerra” un vero e proprio atto di giustizia e la voce spezzata di Hind diventa il simbolo di tutte le vittime innocenti dei conflitti e un potente monito per le nostre coscienze.
Istituto Comprensivo “Margherita di Navarra” – Monreale (PA)
Dirigente scolastico: Prof.ssa Patrizia Roccamatisi
Docente referente: Prof. Antonio Putzu
Pro Loco di Monreale (PA): Amelia Crisantino
Maliditta guerra – Maledetta Guerra
Alunna Giada Di Maria (Classe III B)
MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
Il brano in dialetto siciliano racconta la morte atroce ed efferata della bimba palestinese di 5 anni, residente nella Striscia di Gaza, uccisa dall’esercito israeliano durante l’invasione di Gaza assieme ad altri sei membri della sua famiglia e due paramedici accorsi in suo aiuto. Ci si sofferma su quegli istanti in cui la piccina si trova sola a chiedere aiuto, la supplica innocente di uscire da un baratro che la sua testolina non sa spiegare. Non c’è ribellione né disperazione urlata, ma una dignità tragica per rendere ancora più forte la condanna della guerra maledetta. Tutta la tragedia della guerra è racchiusa nella voce della piccola Hind Rajab, (che sentiamo nell’audio originale della telefonata inserita nel brano) uccisa il 29 gennaio 2024.