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Racconti di vita e di scuola

Luciano Corradini e le storie autobiografie di ex studenti


Mi permetto di iniziare la presentazione di questo libro, costituito dalle autobiografie di miei ex studenti diplomati periti industriali negli anni 1964, ’65, ’66, di cui sono stato insegnante di italiano, storia ed educazione civica, rispondendo ai dubbi e alle domande che si pone uno di questi signori, il dottor Vilder Predieri, nelle riflessioni introduttive al suo impegno di scrivere sulla sua vicenda umana e scolastica.

“Visto che, a quasi 60 anni di distanza, trova ancora il tempo di pensare a noi, di stare insieme a noi, di occuparsi e preoccuparsi delle nostre vite, in questa vicenda, mi piace pensare che anche a lui abbiamo dato qualcosa di importante. Mi chiedo: perché Corradini dialoga proprio con noi, fra le tante persone che ha incontrato o a cui ha insegnato e con cui ha collaborato? È una risposta che non mi so dare. Se mi limitassi a scrivere di qualche episodio di vita passata, me la caverei con poco. Al contrario, le emozioni sono state tante e raccontarle risulta molto più complesso. Nella scuola ho avuto l’occasione d’incontrare alcune persone importanti e, fra queste, insegnanti con grandi doti umane…”. (…)
(Come, ndr) attirare l’attenzione “di un giovane disposto a spegnere un minuto il cellulare, per cominciare a leggere il racconto di un signore che potrebbe essere suo nonno”. Riferendosi poi al sottoscritto si chiede: “Come faceva lui ad attirare la mia attenzione, prima che io mi distraessi o mi occupassi della materia dell’ora successiva?”

Provo a rispondere alla prima domanda con cui mi chiede perché dialogo proprio con loro, fornendo anche una risposta che mi rincuora, quando dice: “mi piace pensare che anche a lui abbiamo dato qualcosa d’importante”. Proprio così. Io ho vissuto volentieri i miei tre anni all’ITI. Ero contento d’incontrarvi, di ascoltarvi, di rispondere alle vostre domande. Non era scontato.(…)
Quando, trent’anni dopo, feci il gesto provocatorio del volontariato fiscale, da cui è nata un’Associazione per la riduzione del debito pubblico, una classe si riunì e mi invitò a cena all’Astoria. Quei signori vennero con le loro mogli, e io portai la mia. Uno mi mostrò un quaderno, con i miei giudizi scritti sui temi di allora, dicendo che questi l’avevano aiutato a leggersi dentro. Un altro disse che, spiegando i poeti, l’avevo aiutato a comunicare con la sua futura moglie e con i suoi futuri figli. Una serata magnifica, che non restò l’unica, a tema libero. Facendo per gioco l’appello, prima di sedermi a tavola, con l’elenco degli studenti fornitomi da una brillante segretaria dell’ITI, riconoscevo solo in parte i nomi dei signori che avevo di fronte, ma la mia e nostra memoria affettiva era forte, perché ridevamo commuovendoci. (…)
Veniamo all’altra domanda, che riguarda la difficoltà dei giovani, ma non solo, di staccarsi dal telefonino, come i poppanti dal seno materno, per ascoltare, parlare, interrogare, rispondere con un po’ d’interesse e di garbo a un volto reale o a un libro cartaceo: non solo per passare un esame o per chiacchierare, ma anche per ragionare insieme sulle cause degli avvenimenti e su quello che possiamo essere, pensare e modificare per dare a questo complicato e precario mondo un senso più “umano”. Diversi miei nipoti non rispondono quasi mai alle mail con cui cerco di mescolare l’utile al seducente, per informarli su qualcosa o per avviare qualche discorso che ci renda più trasparenti e amici. Prendo atto che i cambiamenti climatici non riguardano solo la terra e il cielo, ma anche l’antropocene, cioè l’era geologica in cui siamo entrati e in cui pare che non facciamo abbastanza per assumerci le nostre corresponsabilità verso gli altri e verso il futuro. Tutto, certo, non si può dire e fare, sempre e con tutti. Ma qualcosa sì, se si drizzano le antenne e si parla o chatta con qualcuno disponibile a fare un po’ di strada insieme verso un orizzonte più “pulito” e meno inquietante e ingiusto di quello che ci viene incontro. (…)

Le autobiografie non “dimostrano” nulla in senso geometrico o sperimentale, ma consentono di comparare tempi e vite diverse e di far pensare chi le scrive e chi le legge. Talora informano e stupiscono, talora divertono come racconti romanzeschi, talora fanno capire quanta umanità c’è stata nella vita familiare e professionale di genitori e nonni, e anche quanti limiti si sono incontrati, anche senza reagire con violenze o “contestazioni globali”, nel mondo delle istituzioni, scuola inclusa. Quello che ho chiamato il “programma editoriale comune” è nato quasi per caso, e maturato lentamente, ma in un terreno predisposto, in cui abbiamo seminato con qualche timidezza e inizialmente in ordine sparso.

dalla Introduzione di Luciano Corradini

Un nuovo contratto sociale per l’educazione

Pubblichiamo l’introduzione al nuovo rapporto UNESCO


Se c’è qualcosa che ci ha unito nell’ultimo anno e mezzo, è la nostra sensazione di vulnerabilità riguardo al presente e di incertezza sul futuro. Oggi più che mai sappiamo che è necessario agire con urgenza per cambiare il corso dell’umanità e salvare il pianeta da ulteriori perturbazioni. Ma questa azione deve essere a lungo termine e combinata con un pensiero strategico.
L’educazione svolge un ruolo fondamentale nell’affrontare queste sfide ardue. Tuttavia, come dimostrato dalla pandemia, l’educazione è fragile: al culmine della pandemia da COVID-19, 1,6 miliardi di studenti e studentesse in tutto il mondo hanno dovuto subire la chiusura delle scuole.
Non si apprezza mai così tanto qualcosa come quando si rischia di perderla. Per questo motivo, l’UNESCO accoglie con favore questo nuovo Rapporto, Re-immaginare i nostri futuri insieme: un nuovo contratto sociale per l’educazione, preparato dalla Commissione internazionale sui Futuri dell’Educazione sotto la guida di Sua Eccellenza Madame Sahle-Work Zewde, Presidente della Repubblica Federale Democratica di Etiopia.
Dalla sua fondazione, 75 anni fa, l’UNESCO ha commissionato diversi rapporti globali per ripensare il ruolo dell’educazione nei momenti chiave di trasformazione della società. Il primo fu il Rapporto della Commissione Faure, del 1972, Learning to Be: The World of Education Today and Tomorrow, seguito poi dal Rapporto della Commissione Delors, del 1996, Learning: the Treasure Within (traduzione italiana: Nell’educazione un tesoro). Entrambi i rapporti erano illuminanti e autorevoli; tuttavia, il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni.
Come quelli che l’hanno preceduto, il Rapporto della Commissione Sahle-Work amplia il dialogo sulle filosofie e i principi necessari per guidare l’educazione al fine di migliorare l’esistenza di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. È stato stilato nell’arco di due anni e si basa su ampie consultazioni con oltre un milione di persone.
Se il Rapporto ci insegna una cosa, è che dobbiamo agire con urgenza per cambiare rotta, perché il futuro dell’umanità dipende dal futuro del pianeta, ed entrambi sono a rischio. Il Rapporto propone un nuovo contratto sociale per l’educazione, che mira a ricostruire le nostre relazioni reciproche, con il pianeta e con la tecnologia.
Questo nuovo contratto sociale è la nostra occasione per rimediare alle ingiustizie del passato e trasformare il futuro. Si basa, soprattutto, sul diritto a un’educazione di qualità lungo tutto l’arco della vita, considerando l’insegnamento e l’apprendimento come sforzi sociali condivisi e quindi beni comuni.
Realizzare questa visione dell’educazione non è un compito impossibile. C’è speranza, soprattutto tra le giovani generazioni. Tuttavia, avremo bisogno della creatività e dell’intelligenza del mondo intero per garantire che l’inclusione, l’equità, i diritti umani e la pace definiscano il nostro futuro.
In sostanza, è questo ciò che il Rapporto ci invita a fare. Anche solo per questo motivo, contiene lezioni preziose per ognuno di noi.

Audrey Azoulay
Direttrice generale dell’UNESCO


Human Rights Day – 10 dicembre 2023

La Giornata si celebra ogni anno il 10 dicembre, il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani


“All human beings are born free and equal in dignity and rights.”
The iconic opening sentence of the Universal Declaration of Human Rights is as important today as it was when it was adopted 75 years ago.
The Universal Declaration is a roadmap, helping to end wars, heal divisions and promote lives of peace and dignity for all.
But the world is losing its way. Conflicts are raging. Poverty and hunger are increasing. Inequalities are deepening. The climate crisis is a human rights crisis that is hitting the most vulnerable hardest.
Authoritarianism is on the rise.
Civic space is shrinking and the media is under attack from all sides.
Gender equality remains a distant dream and women’s reproductive rights are being rolled back.
Today, it is more important than ever to promote and respect all human rights – social, cultural, economic, civil and political – which protect us all.
The Universal Declaration shows the way to common values and approaches that can help resolve tensions and create the security and stability our world craves.
As we work to update global frameworks and make them more effective in the 21st century, human rights must have a unique and central role.
I call on Member States to use this 75th anniversary, and the Summit of the Future next year, to strengthen their commitment to the timeless values of the Universal Declaration.
And on Human Rights Day, I urge people around the world to promote and respect human rights, every day, for everyone, everywhere.

António Guterres
UN Secretary-General

Il 10 dicembre 2023 si celebrerà il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. In vista di questa celebrazione fondamentale, a partire dalla Giornata dei diritti umani di quest’anno, le Nazioni Unite lanciano una campagna di un anno per presentare la Dichiarazione universale concentrandosi sulla sua eredità, rilevanza e il suo potere di attivismo.
I messaggi chiave della Campagna sono i seguenti:
La Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce i diritti di tutti gli esseri umani in quanto tali.
In quanto “standard comune di realizzazione per tutti i popoli e tutte le nazioni”, l’UDHR è un progetto globale per le leggi e le politiche internazionali, nazionali e locali e un fondamento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
La Dichiarazione universale dei diritti umani ha ispirato molte lotte per una maggiore protezione dei diritti umani e li ha aiutati a essere maggiormente riconosciuti.
Quando e ovunque i valori dell’umanità vengono abbandonati, siamo tutti maggiormente a rischio. Le soluzioni alle più grandi crisi odierne sono radicate nei diritti umani.
Dobbiamo difendere i nostri diritti e quelli degli altri.
Abbiamo bisogno di un’economia che investa nei diritti umani e lavori per tutti.

Visualizza l’articolo


“Se la cura è un diritto umano allora non c’è altra strada che curare tutti, senza discriminazioni, curarli al meglio e gratuitamente.”
Gino Strada, Una persona alla volta


“Non c’è giustizia climatica senza diritti umani”
National Geographic



noi dobbiamo convincerli che la vita vale
una vita soltanto più di una multinazionale
noi dobbiamo convincerli che la strada buona
è il rispetto totale dei diritti di una persona”
Jovanotti, La vita vale


Con le mani appena giunte
La preghiera di Alessandro Bergonzoni per la pace

In questa manifestazione organizzata dal Portico della Pace di Bologna e da altre associazioni, mi rivolgo a lei Lafram capo della comunità islamica, a lei De Paz presidente della comunità ebraica di Bologna e a lei Cardinale Zuppi, da tifoso dell’unica squadra che seguo, l’Inter religioso: lo faccio per ripetere ciò che dico da tempo: religioni scambiatevi le fedi per sposare un’idea, quella della Pace, per coniugare, come fanno già tante vittime “civili” apparentemente avverse, torto e ragione e viceversa (che è il contrario di ogni vendetta mai giustamente degna), in questa occasione che non vorrei più unica ma abituale, anche e soprattutto durante la pace se tornerà e per una totale alterità.
Il contrario di guerra non è pace ma amore. Il contrario di amore non è odio ma morte, il contrario di civili è vili militari. Il contrario di vita non è morte ma violenza, paura di essere convertiti e brama di convertire. Il contrario di stupro continuo è disarmo di tutti gli uomini. Facciamo come stanno facendo tanti padri e tanti madri che non dividono la terra in parti, ma uniscono i propri bambini nati differenti ma morti gemelli. Veri parenti di sangue, versato, figli d’ognuno di noi esseri gemelli, uniti da una linea di “nonfine” che non è l’identità ma l’identicità assoluta.
Dico spesso che si uccide con la mano destra e con la mano sinistra ma anche con la terza mano la mancanza (di mediazione, trattative, ascolto, perdono, visione, sovrumanità e bene). Allora prendete nelle vostre mussulmani le nostre mani e anche le ottomani, perché non c’è una sola stella blu ma anche una verde accanto alla mezza luna, e non fateci una croce sopra, cancellando tutto, tenetela vicino come un segno “più” che si somma agli altri e a tutto: il sommo e il sacro d’ognuno. Stanno nello stesso cielo sopra lo stesso pianeta, da occidente a oriente (se non diventa la stessa guerra, con gli stessi prigionieri, gli stessi moventi, rancori atavici e pretesti).
Che non si dica più che c’è qualcosa sotto, stanchi di non vedere niente di nuovo sotto il sole: è solo perché non sappiamo ancora guardare sopra ad esso. Liberiamo ogni ostaggio di ora e quelli di sempre, non ostruiamo, costruiamo. Magari una sinagoga dentro ad una chiesa che stia in una moschea. Architettura divina arte del cosmo. La memoria del passato di ogni popolo è importante certo, ma necessaria come l’evitare la moria e cominciare a cooperare sulla memoria del futuro.
Fatelo anche voi, non solo per favore o per piacere, per mercati, strategia e potere,ma per diritto e bellezza universale. Credere? Ognuno al proprio grande Chi. Obbedire? Meglio dire istruire, custodire, capire, restituire, lenire, favorire e senza più ire. Combattere? Meglio nonbattere. C’è solo un organo che batte continuamente senza uccidere nessuno o vincere si chiama cuore. Questo ci convinca (la scienza conferma che lo abbiamo tutti uguale ,con nessuna bandiera piantata nel costato, come quelle che non ci sono a Bologna, se non bianche o arcobaleno, che nasce da quel bianco che non è resa ma rende l’idea).
Si chiama cuore? Chiamiamolo anche noi, risponderà. È questione poetica non etica. Non si può più aver paura allora di essere versi, versetti e fatti di versi. Questione di stile non ostile. Questo riguarda tutti i popoli in guerra da sempre, ma riguarda pure noi anche se non in guerra (?) e quel che ci riguarda ci sta dicendo che per un po’ ci riguarda ancora poi non ci riguarderà più. Le troppe ossessive distinzioni portano all’estinzione totale, anatomica e atomica. Allora vi preghiamo con le mani appena giunte che ci arrivano di continuo da tutte le vittime: che nessuna fede sia fedifraga, non le tradisca uccidendole per la seconda volta, anima compresa.
Credo in questo vostro e nostro pensiero congiunto di vera congiuntivite che vorrei leggeste insieme, nessuno prima dell’altro, a tre voci. Tre, numero perfetto: per per non primeggiare nè sopraffarsi o sentirsi migliore.
http://www.repubblica.it – 6 dicembre 2023 – ore 9.45
https://www.repubblica.it/cultura/2023/12/06/news/alessandro_bergonzoni_con_le_mani_appena_giunte-421584942/


Qui trovi il Bando per il 52 Concorso Nazionale EIP Italia


“Ogni individuo e ogni organo della società … si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e queste libertà..”
Preambolo alla Dichiarazione

Qui il Manuale del Consiglio d’Europa per l’educazione ai diritti umani


I risultati degli studenti italiani nell’indagine OCSE-PISA 2022

L’Italia ha partecipato per la prima volta a PISA nel 2000: confrontando i risultati a livello internazionale, i responsabili politici e gli educatori possono ricavare spunti utili dalle politiche e dalle pratiche di altri Paesi.


L’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) valuta le conoscenze e le competenze degli studenti di 15 anni in matematica, lettura e scienze.
Le prove rilevano la capacità degli studenti di risolvere problemi complessi, di pensare in modo critico e di comunicare in modo efficace.
In questo modo si può capire quanto i sistemi educativi stiano preparando gli studenti alle sfide della vita reale e al raggiungimento del benessere futuro.

All’edizione 2022 hanno preso parte quasi 700.000 studenti da 81 Paesi ed Economie, che rappresentano 29 milioni di studenti in tutto il mondo.
L’Italia ha partecipato con un campione di 10.552 studenti provenienti da 345 scuole selezionate. Tale campione è rappresentativo di una popolazione di circa mezzo milione di quindicenni.

AREA LETTURA
Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 482 punti, lievemente superiore alla media OCSE che si attesta a 476 punti.
Rispetto ai dati della precedente indagine 2018, il cambiamento nel punteggio medio conseguito in questa disciplina non è statisticamente significativo e anche rispetto all’intero ciclo di rilevazioni nel corso di oltre 20 anni, pur con fluttuazioni, non si rilevano differenze significative di tendenza.
In Italia il 79% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Lettura, raggiunge cioè il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è del 74%).
Significa che sono in grado di identificare l’idea principale in un testo di lunghezza moderata, di trovare informazioni sulla base di esplicite indicazioni, che a volte possono essere complesse, e di riflettere sullo scopo e sulla forma dei testi quando sono esplicitamente indirizzati a farlo.

AREA MATEMATICA
Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 471 punti, in linea con i 472 punti della media OCSE. E’ però significativo il fatto che, nel confronto con gli esiti del 2018, il punteggio medio conseguito in questa disciplina è diminuito di 15 punti, raggiungendo livelli inferiori a quelli registrati in tutte le precedenti rilevazioni.
In Italia il 70% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Matematica, conseguendo perciò il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è del 69%).
Significa che sono in grado di interpretare e riconoscere, senza istruzioni dirette, come una semplice situazione possa essere rappresentata matematicamente (ad esempio, confrontare le lunghezze totali di due percorsi alternativi o convertire i prezzi in una valuta diversa).

AREA SCIENZE
gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 477 punti, inferiore alla media OCSE che è di 485 punti, ma in rapporto al 2018 il punteggio medio conseguito in questa disciplina è stato più alto di 9 punti: se si considerano i dati a partire dal 2006, l’andamento dei risultati è piuttosto stabile.
In Italia il 76% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Scienze, raggiunge cioè il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è la stessa).
Significa che sono in grado di riconoscere la spiegazione corretta di fenomeni scientifici comunemente noti e di utilizzare tali conoscenze per stabilire, in situazioni semplici, la validità di una conclusione sulla base dei dati forniti.

ANALISI SULLE DIFFERENZE
– gli studenti delle aree del Nord Italia ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in tutti e tre gli ambiti di indagine;
– la differenza tra studenti più bravi (10% dei punteggi più alti) e meno bravi (10% dei punteggi più bassi) è simile tra le aree geografiche;
– gli studenti dei Licei hanno ottenuto punteggi medi superiori agli altri tipi d’istruzione in tutte e tre le discipline indagate;
– circa il 13% della variabilità del punteggio in matematica è spiegato dalla condizione di provenienza degli studenti: se cresce lo status socioeconomica, crescono anche i risultati;
– in Matematica i ragazzi ottengono mediamente 21 punti in più delle ragazze;
– in Scienze ragazzi e ragazze hanno ottenuto punteggi simili;
– in Lettura le ragazze hanno ottenuto un punteggio medio superiore di 19 punti.

INFLUSSO DELLA PROVENIENZA DA CONTESTO MIGRATORIO
Sono definiti studenti migranti gli studenti i cui genitori sono nati in un Paese/economia diverso da quello in cui lo studente ha svolto le prove PISA.
La percentuale di studenti migranti è aumentata in Italia fino a raggiungere l’11% nel 2022 (7% nel 2012). Nel 2022, il 3% degli studenti quindicenni è migrante di prima generazione, ovvero è nato in un altro Paese/economia e la sua famiglia si è trasferita Italia successivamente. Tra gli studenti migranti di prima generazione, il 53% è arrivato in Italia entro i 5 anni di età; il 19% è arrivato dopo i 12 anni e dopo aver completato le scuole primarie in un altro sistema educativo.
Dati significativi in Italia:
– gli studenti migranti tendono ad avere un profilo socio-economico più svantaggiato rispetto agli studenti non migranti: 52% proviene da contesto svantaggiato, rispetto al 25% di tutti gli studenti;
– 59% degli studenti migranti, rispetto al 10% di tutti gli altri studenti, ha riferito che la lingua parlata a casa per la maggior parte del tempo è diversa da quella in cui hanno svolto le prove PISA;
– in matematica, gli studenti migranti ottengono un punteggio significativamente inferiore a quello degli studenti non-migranti con una differenza di 30 punti;
– in lettura, gli studenti migranti ottengono un punteggio significativamente inferiore a quello degli studenti non-migranti con una differenza di 31 punti.

Qui tutta la documentazione

Risultati italiani dell’indagine internazionale IEA relativi a “Civic an Citizenship Education study”


Martedì 28 novembre presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla presenza del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dott. ssa Palumbo e del Presidente INVALSI Dott. Ricci, sono stati presentati i risultati internazionali dell’International Civic an Citizenship Education study.
Si tratta di un’indagine promossa dalla IEA (associazione indipendente di centri di ricerca educativa, con sede ad Amsterdam che svolge ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione educativa), uno studio approfondito sull’educazione civica e la cittadinanza accompagnato da precise indicazioni su come studenti e studentesse vengono preparati ad affrontare la società futura come cittadini responsabili e solidali. L’attenzione è stata posta sugli studenti che frequentano l’ottava scolarità (13- 14 anni).
L’indagine è attiva sin dal 2009 con cadenza triennale e fornisce utili informazioni circa il progresso dei Paesi verso il quarto obiettivo ONU per lo sviluppo sostenibile: conseguire un ‘educazione di qualità equa ed inclusiva. L’indagine ha riguardato 4 aspetti della competenza civica:
1. Società e sistemi civici
2. Principi civici
3. Partecipazione civica
4. Ruoli e identità civiche
Gli studenti sono scelti tramite un campionamento e partecipano prima ad una prova cognitiva e poi ad un questionario che rivela caratteristiche, atteggiamenti e comportamenti degli studenti. Inoltre, è previsto un questionario rivolto agli insegnanti di tutte le discipline ed un altro rivolto al Dirigente. Infine, sono presenti un questionario riguardante l’Europa e la cittadinanza europea e un questionario nazionale riguardante tematiche relative alla cittadinanza del nostro Paese.

Alcune affermazioni significative presenti nel documento di sintesi dei dati raccolti:

Relativamente alla dimensione cognitiva (conoscenza civica) In Italia gli studenti hanno raggiunto un punteggio medio di 523, significativamente superiore alla media internazionale.

In relazione al livello di rendimento nella conoscenza civica, in Italia il 70% degli studenti raggiunge almeno il livello B e solo l’1% degli studenti italiani non raggiunge il livello D.

In Italia, il punteggio medio degli studenti sulla scala di conoscenza civica è caratterizzato da stabilità, non si sono osservate, infatti, variazioni significative fra i tre cicli di ICCS (2009 – 2016 – 2022).

In Italia il divario di punteggio nella conoscenza civica è di 27 punti a favore delle studentesse ed è statisticamente significativo.

In Italia si è verificata una diminuzione nell’uso della televisione come fonte di informazione (-6 punti percentuali rispetto al 2016), mentre l’uso di Internet per informarsi su temi politici e sociali è aumentato tra i giovani italiani di 8 punti percentuali.

In Italia il 47% degli studenti riportano di discutere frequentemente con i propri genitori di questioni politiche e sociali.

Gli studenti italiani dichiarano di essere più propensi a partecipare alle elezioni in futuro rispetto alla media internazionale, seppure con un calo nel punteggio rispetto ai cicli precedenti.

In Italia, rispetto al precedente ciclo, si evidenzia un calo nella fiducia di oltre 10 punti percentuali rispetto ai media tradizionali (-15%) e al parlamento (-13%).

In Italia, il 58% degli studenti frequentano scuole in cui i dirigenti dichiarano che gli studenti sono coinvolti nelle attività di progettazione dell’offerta formativa della scuola, tale percentuale è significativamente più alta di 14 punti rispetto alla media internazionale.

In Italia il punteggio nella scala “clima di classe aperto alla discussione” è di 55 ed è significativamente superiore rispetto alla media internazionale di 50.

Per ulteriori informazioni e per scaricare tutta la documentazione è possibile cliccare seguente link:
https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=static&pag=iea_iccs_risultati

COP28 al via

Sperando che qualcuno se ne accorga


Se anche una Esortazione Apostolica di Papa Francesco, la Laudate Deum dello scorso ottobre, è passata quasi sotto silenzio, non ci sono molte speranze.

Eppure manca solo un giorno all’apertura ufficiale della 28esima Conferenza quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre.

Sulla homepage del sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alle 7 del mattino del 28 novembre, non ci sono tracce, richiami, link, simboli. E neppure sul sito del Governo Italiano, del Quirinale, del Parlamento Europeo in Italia. Per non parlare di quello dell’Istruzione e del Merito e del (defunto?) RiGenerazione Scuola o di Educazione civica.

Eppure, citando un articolo di Francesco Sylos Labini del 28 novembre:
“Secondo i nuovi dati appena pubblicati dalla Nasa, la temperatura media nel mese di ottobre 2023 ha segnato il nuovo record da quando si registrano le misure dopo quelli di luglio, agosto e settembre. Guardando i diversi indicatori, primo tra i quali la temperatura degli oceani, i climatologi concludono che siamo entrati in un territorio inesplorato. Il 17 novembre è stato il primo giorno in cui la temperatura media globale ha superato i 2°C rispetto ai livelli preindustriali; il 18 novembre è stato il secondo. Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite avverte che è probabile raggiungere nell’immediato futuro un riscaldamento globale di 2,5-2,9°C. Malgrado il fatto che nell’ultimo mezzo secolo gli scienziati abbiano costantemente avvertito che la traiettoria intrapresa stava rapidamente portando a condizioni climatiche estreme, nulla di sostanziale è stato davvero fatto per prevenire la catastrofe che incombe su di noi. Se le tendenze rivelano nuovi record climatici nello stesso tempo, sono stati fatti progressi minimi nella lotta al cambiamento climatico.
Secondo il quinto rapporto National Climate Assessment, pubblicato il 14 novembre scorso dall’amministrazione degli Stati Uniti, ogni tre settimane si verificano gravi disastri climatici, nessun luogo è al sicuro dal riscaldamento e alcune comunità sono colpite più duramente di altre. Il riscaldamento globale causa ogni anno 150 miliardi di dollari di danni diretti in tutto il Paese, a causa dell’innalzamento dei mari, delle ondate di calore, della siccità o delle inondazioni, e i costi sono in aumento. Nel periodo 2018-2022, gli Stati Uniti hanno subito 89 disastri climatici: ognuno ha causato danni per almeno 1 miliardo di dollari. Il rapporto sottolinea che finché non si smetterà di pompare gas serra nell’atmosfera, gli effetti del cambiamento climatico continueranno ad aumentare: ogni frazione di grado di riscaldamento è importante”.

Se fosse rimasto ancora qualche spazio per questo che è il vero tema del nostro futuro, ecco di seguito alcune risorse:

sito web della COP28: https://www.cop28.com/
programma della partecipazione italiana (cercando sul sito del Ministero con un pochino di calma si trova): https://www.mase.gov.it/pagina/cop28-0
portale italiano di metereologia e clima: http://www.nimbus.it/

E magari iscriviamoci alla pagina ufficiale della COP28 su Youtube, giusto per incoraggiali un pochino visto che ad oggi ci sono meno di 2500 iscritti nel mondo…
https://www.youtube.com/@COP28UAEOfficial


Risorse e materiali dall’archivio EIP Italia:

Made with Padlet
PADLET da IC Casanova – Costantinopoli di Napoli
Scuola secondaria di I grado “Baldassarre” – Trani (BT)
IC San Nilo – Grottaferrata (RM)
IC “Carducci” – Capaccio (SA)

Educare alle relazioni


Di pochi giorni fa la Direttiva Ministeriale emanata dal Ministro Valditara per “rafforzare l’impegno verso un’azione educativa mirata alla cultura del rispetto, all’educazione alle relazioni e al contrasto della violenza maschile sulle donne”.  Il Ministro preso atto di quanto già previsto nel passato dalla L.107/2015 art.1 comma 16, dal Piano nazionale Miur di “Educazione al rispetto” dal principio di pari opportunità che deve essere assicurato dalle istituzioni scolastiche mediante il PTOF, ha appunto emanato una breve direttiva di appena 5 articoli destinata esclusivamente agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado. Il ministero intende promuovere progetti, percorsi educativi e attività pluridisciplinari. L’articolo 2 della Direttiva contiene le modalità attuative: le scuole, attraverso gli organi collegiali, devono indicare un docente referente, che dovrà coordinare le attività extracurriculari previste. Si costituiranno dei gruppi di discussione, focus – group, aventi come unità funzionale di riferimento la classe. Per ogni gruppo classe, a sua volta sarà individuato un docente che fungerà da animatore – moderatore. Per la figura del moderatore è prevista una specifica formazione, secondo un programma definito con il supporto di organismi scientifici e professionali., gestita dall’Indire. Inoltre, nell’ambito della progettualità ci si avvarrà della collaborazione dell’Ordine degli psicologi e di altri organismi qualificati. Interessante il coinvolgimento nel progetto delle associazioni delle famiglie attraverso la presenza del Fonags (Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola) incardinato presso la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico. Alla Direttiva è allegato il Protocollo d’Intesa tra il MIM, il Ministero per la Famiglia, la natalità e le pari Opportunità e il Ministero della Cultura. Le parti con la sottoscrizione si impegnano a promuovere iniziative congiunte sul tema della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne, attraverso campagne di sensibilizzazione, concorsi ed elaborazione e diffusione nelle scuole di materiali informativi.

Presentazione del libro “La Barricata”

Martedì 28 novembre presso l’ISIS Elena di Savoia di Napoli


Il 30 Settembre del 1943 le mani degli insorti delle Quattro Giornate e del popolo napoletano stringevano un foglio, La Barricata, che li incitava alla riscossa per l’onore, la dignità e il diritto ad essere tra i popoli liberi del mondo. Il solenne proclama scosse le coscienze, infervorò gli animi, mobilitò le forze sane della città. Ribellarsi era giusto, anzi doveroso, pcr salvare l’Italia dalla ferocia e dalla barbarie del nazifascismo. Per ridare all’Italia l’onore perduto, per un futuro di libertà, di giustizia e di pace.
Ottant’anni dopo, per ricordare quelle giornate di lotta e per ravvivarne lo spirito, La Barricata torna a farsi sentire su intuizione e per volontà di Antonio l’ultimo partigiano combattente delle Quattro Giornate, scomparso il 23 dicembre del 2022.
Pagine ricche di rispetto per la verità storica, con l’intento di sottrarre all’oblio le morti e il dolore di quelle giornate. Il filo rosso è la condivisione di un progetto culturale: dar vita a un antifascismo critico e militante, capace di farsi capire e di essere vissuto, soprattutto dalle nuove generazioni, non di maniera — politicamente corretto — e affidato a formule stanche. I numerosi contributi raccolti dimostrano la ricchezza di prospettive e di linguaggi attraverso cui esso può essere espresso e sostenuto.


Si svolgerà il prossimo martedì 28 novembre la presentazione del volume La Barricata delle Quattro giornate di Napoli. 1943-2023, curato da Francesco Amoretti e pubblicato da D’Amato Editore.
L’appuntamento è fissato alle ore 10.00 presso l’Aula Magna dell’ISIS “Elena di Savoia” a Napoli, nell’ambito dell’iniziativa “Gli incontri della Biblioteca”.

La memoria di questo importante episodio della storia cittadina e di Antonio Amoretti, ultimo partigiano combattente sarà sostenuta dagli interventi di:
Francesco Amoretti, docente di Scienza Politica Università di Salerno
Luigi de Magistris, politico, già sindaco di Napoli
Paola Carretta, dirigente scolastico e delegata regionale di E.I.P Italia, Scuola Strumento di Pace
Antonio Martone, docente di Filosofia Politica all’Università di Salerno
Maura Striano, Assessora all’Istruzione del Comune di Napoli e docente di Pedagogia Generale e Sociale Università di Napoli Federico II


25 novembre: Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

L’immagine è una elaborazione grafica originale del prof. Antonino Biondo, docente presso l’IIS Via Gramsci di Valmontone (RM)


La tragica cronaca di questi giorni rende estremamente difficile parlare di questo tema.
Più che altro per l’effluvio di dichiarazioni, messaggi, stati di WathsApp, frasi sui social e servizi ai TG che invadono lo spazio e il tempo. Per lo più in modo non particolarmente utile. E, forse, proprio per evitare di pensare davvero e agire davvero.

Non intendiamo aggiungere le nostre, ma scegliamo il silenzio e qualche documento affidato al lavoro straordinario dei docenti.

Anche per ribadire, se qualcuno avesse qualche dubbio, che non abbiamo bisogno di Leggi speciali. Tantomeno per la scuola.

Onde di Progresso: La Rivoluzione Eolica Belga

Riceviamo e pubblichiamo come approfondimento sulla sostenibilità ambientale


In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale è diventata una priorità globale, il Belgio si sta affermando come leader nel settore dell’energia eolica offshore. Con il suo innovativo progetto Princess Elisabeth Island, il paese sta non solo aumentando la sua capacità produttiva di energia rinnovabile, impostando nuovi standard nel campo dell’energia eolica, dimostrando come l’innovazione possa guidare efficacemente la transizione verso un futuro più verde.

Energia dal Profondo: La Promessa Sostenibile dell’Eolico Marino

In un mondo sempre più attento alle tematiche ambientali, l’energia eolica marina si sta affermando come una delle soluzioni più promettenti per un futuro sostenibile, attraverso le energie rinnovabili. Secondo le stime dell’IRENA, l’International Renewable Energy Agency, entro il 2030 questa fonte di energia coprirà circa il 24% del fabbisogno energetico globale. Questa proiezione mette in luce il crescente interesse e gli investimenti in un settore che unisce innovazione e rispetto per l’ambiente.

I parchi eolici marini si dividono in due categorie principali, ciascuna adattata a specifiche esigenze ambientali e logistiche: 

  1. Impianti eolici con turbine fissate al fondale marino, ideali per le acque poco profonde e vicino alle coste
  2. Impianti eolici con turbine su piattaforme galleggianti, ottimali per l’alto mare. 

Entrambi i tipi sfruttano la forza del vento, una risorsa rinnovabile e inesauribile, per produrre energia elettrica senza emettere gas serra.

I vantaggi dell’eolico marino rispetto a quello terrestre sono notevoli. In mare, i venti sono generalmente più forti e più costanti, il che rende l’energia prodotta più affidabile e costante. Inoltre, questi impianti occupano spazi meno estesi rispetto a quelli terrestri e hanno un impatto visivo e acustico minore. Un altro aspetto fondamentale è la riciclabilità dei materiali utilizzati per le pale eoliche, che contribuisce ulteriormente alla sostenibilità di questa fonte energetica.

Nonostante i benefici, l’energia eolica marina presenta anche delle sfide. La costruzione e la manutenzione di questi impianti implicano costi elevati, soprattutto in acque profonde, e necessitano di una particolare attenzione alla salvaguardia della fauna marina. Tuttavia, i progressi tecnologici e la riduzione dei costi di installazione, che hanno visto una diminuzione del 48% tra il 2010 e il 2020, sono segnali incoraggianti per il futuro del settore.

Belgio: Leader Nell’Eolico Offshore e Innovazione Energetica

Il Belgio sta emergendo come un pioniere nell’ambito dell’energia eolica offshore, dando una svolta decisiva alla sua strategia energetica. Con un impegno significativo nel Mare del Nord, il paese sta vivendo una trasformazione nel settore energetico, unendo innovazione e sostenibilità. Questa spinta verso un futuro più verde è rappresentata emblematicamente dall’ambizioso progetto Princess Elisabeth Island, destinata a diventare un fulcro per la generazione di energia eolica offshore. Questo sviluppo non solo rafforza la posizione del Belgio come leader nell’eolico offshore, ma stabilisce anche nuovi standard per la sostenibilità e l’innovazione nel settore energetico globale.

Isola Elisabetta: Il Nuovo Epicentro dell’Energia Verde

Il progetto dell’Isola Principessa Elisabetta sarà posizionata strategicamente nel Mare del Nord e servirà da hub centrale per l’eolico offshore e sarà la prima isola energetica artificiale al mondo. Con una superficie di circa cinque ettari in superficie e ulteriori 20-25 ettari sott’acqua, l’isola diventerà un nodo fondamentale non solo per il Belgio, ma per tutta l’Europa.

Le aspettative per questo progetto sono notevoli:

  • Incremento della Capacità Produttiva: Si prevede un aumento della capacità energetica belga da 2 gigawatt a 8-10 gigawatt entro il 2040.
  • Interconnessioni Internazionali: L’isola faciliterà collegamenti energetici con la Danimarca e il Regno Unito, creando una vasta rete europea nel Mare del Nord, diminuendo la dipendenza dall’energia russa, così da diminuire il caro bolletta.
  • Innovazione Tecnologica: Princess Elisabeth Island sarà la prima isola energetica non servita da personale umano, una novità assoluta nel panorama energetico globale.

Inoltre, il progetto si concentra fortemente sulla sostenibilità ambientale. La tutela della biodiversità marina è un elemento chiave, con un approccio di design inclusivo della natura che mira a proteggere e potenzialmente ripristinare l’ecosistema marino. Questa attenzione all’ambiente si riflette anche nei metodi di costruzione e nella manutenzione delle strutture, che saranno attuate con il massimo rispetto per la vita marina.

Sicurezza e Sostenibilità: Priorità del Progetto

La sicurezza è un altro aspetto cruciale del progetto, soprattutto in un contesto geopolitico in cui le infrastrutture energetiche sono diventate obiettivi sensibili. La protezione delle strutture contro sabotaggi e attacchi è diventata una priorità. Questo impegno nella sicurezza sottolinea l’importanza strategica dell’isola nel quadro dell‘indipendenza energetica europea.

A sottolineare ulteriormente l’importanza del progetto, sono state stanziate sovvenzioni significative, incluse quelle dalla Commissione Europea nell’ambito del piano di ripresa post-Covid-19. Questi investimenti riflettono la fiducia nel potenziale dell’isola di diventare un punto di riferimento per la produzione di energia rinnovabile e sostenibile. Grazie a questo progetto gli stati facenti parte di questo progetto non solo riusciranno a risparmiare sulle emissioni, utilizzando energia rinnovabile, ma anche a diminuire l’utilizzo del gas, questo tipo di utilizzo dell’energia è una delle nuove possibilità di energia sostenibile come il fotovoltaico.

In conclusione, il progetto dell’Isola  Princess Elisabeth Island, non è solo un passo avanti per il Belgio, ma un esempio luminoso per il mondo intero su come l’innovazione e la sostenibilità possano andare di pari passo nella transizione energetica. Con una visione lungimirante e un impegno concreto verso l’ambiente, il Belgio sta tracciando un percorso da seguire per un futuro energetico più pulito e sicuro.

Fonte: https://energia-luce.it/news/princess-elisabeth-island/