Antisemitismo: un pregiudizio persistente e multiforme

Il 22 aprile un convegno per capire e contrastare l’odio


L’antisemitismo non è un retaggio del passato, ma un fenomeno insidioso capace di mutare forma e riproporsi con allarmante attualità. Per analizzare questa minaccia e le sue continue metamorfosi, mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 16.30 si terrà il convegno intitolato “Antisemitismo. Un pregiudizio persistente e multiforme”.
L’evento avrà luogo presso Technotown, in Via Lazzaro Spallanzani 1, a Roma.

Il convegno, moderato da Roberto Reali (Consiglio Direttivo Associazione Pace in Medio Oriente), si aprirà con i saluti istituzionali di Carla Fermariello (Presidente della Commissione XI Scuola di Roma Capitale), Angelo Di Capua (Presidente dell’Associazione Pace in Medio Oriente) e Lello Dell’Ariccia (Presidente del Progetto Memoria).

Il cuore dell’incontro sarà animato da un panel di relatori di altissimo profilo, provenienti dal mondo accademico, storico e filosofico:
David Assael, Filosofo e fondatore dell’Associazione Lech Lechà;
Marcello Flores, Storico;
Milena Santerini, Vicepresidente della Fondazione della Shoah di Milano;
Serena Di Nepi, dell’Università di Roma La Sapienza;
Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.

L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Roma Capitale e di numerose istituzioni culturali e accademiche (tra cui Sapienza, FIAP e 1938 Leggi Razziali), rappresenta un’occasione fondamentale per riflettere sulle dinamiche dell’odio antiebraico e sulle strategie per disinnescarlo.

Il convegno, con la sua attenzione alle innumerevoli sfaccettature dell’odio antiebraico, rappresenta uno spunto prezioso non solo per il dibattito pubblico, ma anche per il mondo scolastico. Affrontare questo “pregiudizio persistente e multiforme” nelle aule, in particolare all’interno dei percorsi di Educazione Civica, è fondamentale per fornire agli studenti gli strumenti necessari a riconoscere e decostruire i pregiudizi inconsci, le teorie del complotto e le preoccupanti derive legate alla banalizzazione della Shoah.

Per supportare i docenti in questo delicato compito, il punto di partenza ideale è costituito dalle Linee Guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola, pubblicate nel novembre 2021. Si tratta di un documento pedagogico e di indirizzo elaborato da un Comitato paritetico composto dal Ministero dell’Istruzione, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane).
Il suo significato profondo risiede nell’illustrare chiaramente come l’antisemitismo odierno sia in continua metamorfosi: non si limita all’antigiudaismo tradizionale, ma assume le sembianze dell’odio online, del neonazismo, del mito cospiratorio sul “potere ebraico” o, ancora, si nasconde dietro un’ostilità preconcetta verso lo Stato di Israele. Dal punto di vista didattico, le Linee Guida invitano a utilizzare lo studio della Costituzione italiana — in particolar modo l’Articolo 3 sull’uguaglianza e la pari dignità sociale — come chiave per smontare le narrazioni complottiste e promuovere la cittadinanza attiva.

Per calare queste riflessioni teoriche nella realtà odierna e far comprendere ai ragazzi che non si tratta di un fenomeno relegato al passato, è essenziale affiancare a questo testo il Rapporto Annuale sull’Antisemitismo in Italia 2025. Redatto dall’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), questo lavoro di indagine scientifica e statistica, aggiornato appunto all’anno 2025, restituisce una fotografia allarmante del nostro presente. Nel corso dell’anno si sono infatti registrati ben 963 episodi di antisemitismo nel nostro Paese, evidenziando una crescita vertiginosa degli atti discriminatori e delle violenze. Portare in classe questi dati ha un’enorme utilità educativa per sviluppare il senso critico degli studenti nei confronti degli ambienti digitali; il rapporto rivela infatti che oltre il 66% delle manifestazioni di palese antisemitismo avviene online, spesso diffondendosi attraverso linguaggi in codice, hate speech, meme generati dall’intelligenza artificiale e campagne di disumanizzazione. Analizzarlo significa insegnare ai giovani l’impatto reale e devastante che la violenza verbale e il cyberbullismo hanno nella vita delle persone.

Infine, per mostrare agli studenti come le istituzioni stiano reagendo in modo strutturale a questa preoccupante deriva, il percorso può essere completato con l’analisi della Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo (Edizione 2025). Pubblicato nel febbraio 2025 a cura del Coordinatore nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, questo documento programmatico fissa gli impegni e le direttrici d’azione dello Stato italiano per il quinquennio 2025-2029. Il suo valore per l’ambito scolastico si concretizza specialmente nella “Seconda linea strategica”, interamente dedicata alla Formazione. Da un punto di vista didattico, la Strategia invita le scuole e gli editori a superare uno studio della storia ebraica limitato solo alla persecuzione della Seconda Guerra Mondiale, esortando a valorizzare l’enorme contributo storico, identitario e culturale che gli ebrei hanno dato allo sviluppo della società italiana nel corso dei millenni. Promuove, in aggiunta, i “viaggi della memoria” nei campi di concentramento e incentiva gli incontri diretti con testimoni ed esperti, riconoscendoli come metodologie essenziali per educare al rispetto delle differenze e contrastare concretamente l’ignoranza.


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