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Memoria e diritti umani

Una riflessione dal Manuale del Consiglio d’Europa in occasione del 27 gennaio


Con l’avvicinarsi della Giornata della memoria, abbiamo deciso di condividere una riflessione tratta da Compass, il manuale per l’educazione ai diritti umani del Consiglio d’Europa.

Non c’è nessun diritto umano direttamente connesso all’atto della memoria, ma la tipologia di eventi che la società sente di dover ricordare sono quasi sempre quelli in cui i diritti umani di alcuni gruppi o dei singoli individui sono stati largamente ignorati. Ricordiamo l’Olocausto nazista perché gli ebrei, i rom, i disabili, gli omosessuali, le persone con opinioni politiche divergenti e le persone di nazionalità slava furono trattati come se non fossero esseri umani e subirono violazioni di quasi tutti i loro diritti umani. Ricordiamo le guerre, principalmente quelle in cui la morte ha colpito sia i civili che i militari causando stragi di massa. Ricordiamo le deportazioni o i tentativi di pulizia etnica non solo per il fatto che le vittime hanno subito violazioni sistematiche dei loro diritti umani, ma anche perché le violazioni erano dirette a questi gruppi specifici, e perché senza nessun motivo questi gruppi erano visti come non umani, come persone non degne di godere dei diritti umani. Ricordiamo i genocidi perché in questi casi l’eliminazione di interi popoli e stata svolta deliberatamente. L’eliminazione è terribile di per sé, ma il progettare l’intenzione di eliminare colpisce il principio più basilare dei diritti umani: quello che afferma che tutti devono essere considerati come pari in dignità e diritti.
(…)
Quando a eventi terribili viene dato lo status” ufficiale” di qualcosa che la società non dovrà mai dimenticare, i sopravvissuti o le persone che sono state colpite dall’evento possono trovare un certo conforto nel fatto che la società ha preso consapevolezza che quell’azione era sbagliata. Possono anche avere la speranza di non essere più visti, in futuro, come un gruppo di persone i cui diritti possono essere infranti. Purtroppo, molte persone nel mondo non ricevono neanche questo piccolo conforto: il numero di eventi terribili che le società non ricordano supera ampiamente quelli che ci preoccupiamo di commemorare.
Ci sono alcuni eventi che sono commemorati ma dei quali non necessariamente ci ricordiamo o sappiamo i dettagli:
Quanto conosciamo davvero le terribili cifre del commercio degli schiavi, il numero di quanti individui sono morti e le impressionanti condizioni nelle quali gli schiavi erano deportati e costretti al lavoro?
In Europa, ricordiamo la Seconda Guerra Mondiale e l’assassinio di massa degli ebrei, ma quante persone ricordano gli altri gruppi presi di mira dal regime nazista? Siamo consapevoli che, in quanto a percentuale della popolazione, i rom hanno perso quanti se non di più dei loro membri rispetto agli ebrei?
Quanto siamo consapevoli del ruolo che il nostro proprio paese ha giocato durante la Seconda Guerra Mondiale- a prescindere dal fronte in cui ha combattuto? Le guerre sono momenti terribili e a volte sembra possibile giustificare qualunque mezzo per portarle alla conclusione o per sconfiggere il nemico. Tuttavia, ci sono standard anche durante i tempi di guerra, e i bombardamenti di massa sulle città tedesche, dove centinaia di migliaia di civili furono uccisi, molto probabilmente ha violato questi standard.
Quanto abbiamo consapevolezza dei crimini dello stalinismo, comprese le deportazioni di massa e la fame? Chi dovrebbe ricordarli oggi?
Che cosa facciamo per commemorare il genocidio degli armeni e di altri cristiani nel periodo finale dell’Impero Ottomano?
Quanto davvero ci preoccupiamo di conoscere gli effetti che ha avuto il colonialismo nei paesi africani, come il Congo o l’Algeria? Quanto preferiamo non saperlo?


Di seguito inseriamo alcuni contributi tratti dal Canale Youtube di EIP formazione:

Specchi – dialoghi con Edith Bruck
Intervista a Edith Bruck sul tema della memoria
produzione originale EIP Italia
2023 – 39 minuti

I punti di luce
Testimonianza di Edith Bruck presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA
produzione originale EIP Italia
2021 – 70 minuti

Ci salvarono gli alberi
Documentario sui soprusi compiuti nella zona del fivizzanese durante la Seconda guerra mondiale
produzione dell’Istituto Comprensivo “Moratti” di Fivizzano (MS) (Scuola primaria “Monzone”)
Premio regione Toscana “I ricordi della memoria” nel 51° Concorso Nazionale EIP Italia
28 minuti

Resistere all’odio sempre
Ricostruzione storica su un episodio della guerra di Resistenza di Cerreto Guidi (FI)
produzione dalle classi terze dell’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi (FI)
Premio regione Toscana “I ricordi della memoria”, nel 50° Concorso Nazionale EIP Italia
19 minuti

Salva una storia
Progetto di approfondimento storica
produzione dell’Istituto di Istruzione Superiore “Piero Martinetti” di Caluso (TO)
Premio regione Piemonte “I ricordi della memoria”, nel 50° Concorso Nazionale EIP Italia
18 minuti

Massimiliano Kolbe
Progetto didattico per la scuola dell’infanzia
produzione della Scuola dell’infanzia (plesso Melia) dell’Istituto Comprensivo “R. Piria” di Scilla (RC)
Premio regione Calabria “I ricordi della memoria”, nel 50° Concorso Nazionale EIP Italia
6 minuti

Raggiungere – sul caso vero dell’eccidio del cavalcavia
Ricostruzione storica su un episodio della guerra di Resistenza a Casalecchio di Reno (BO)
produzione delle classi 5A e 5B della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Centro” di Casalecchio di Reno (BO)
Premio Nazionale “I ricordi della memoria”, nel 50° Concorso Nazionale EIP Italia
18 minuti

Giornata della Memoria 2024

Un evento promosso dalla sezione EIP Campania


In occasione della Giornata della Memoria 2024, la sezione Campania di EIP Italia promuove un evento in collaborazione con la Municipalità 5 Vomero – Arenella del Comune di Napoli.

Il giorno 26 gennaio 2024, alle ore 10, presso la Sala “Silvia Ruotolo” (Via Morghen 84, Napoli) si terrà un evento aperto agli studenti.

L’incontro sarà aperto con i saluti istituzionali della Presidente della Municipalità Clementina Cozzolino.

Seguiranno la testimonianza di Mario De Simone e gli interventi di
Titti Marrone, giornalista
Silvana Rinaldi, esperta di Diritti Umani di EIP Campania
Giulio Delle Donne, Presidente della Commissione Cultura
Gianpaola Costabile, docente
Marina Melogli, Presidente di Humaniter

Il successivo dibattito con gli studenti sarà moderato da Margherita Siniscalchi, Presidente della Commissione Scuola.


Martin Luther King’s Day

Un modo per preparare la partecipazione al 52° Concorso EIP Italia


Il 15 gennaio 1929 nasce Martin Luther King. Per questo, dagli anni ’80, pur con non poche difficoltà, negli USA si celebra il Martin Luther King’s Day, come festa nazionale.

Di seguito la riflessione di Joseph Biden, presidente degli Stati Uniti:
https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/01/12/a-proclamation-on-martin-luther-king-jr-federal-holiday-2024/

Di seguito le risorse messe a disposizione dal King Center per le attività in classe:
https://thekingcenter.org/what-we-do/classroom-resources/


I sogni di affermazione dei diritti umani per tutti, con il superamento di ogni forma di discriminazione sono quest’anno il tema di riferimento del Concorso Nazionale EIP Italia, giunto alla 52esima edizione, anche in occasione del 60 anniversario del famoso discorso al Lincoln Memorial di Washington.

Tra le varie sezioni ci preme sottolineare, in giorni in cui la preoccupazione principali sembra tristemente essere il “volto” intorno a cui raccogliere consensi elettorali, quella dedicata ai sogni di una vera cittadinanza europea “I nostri sogni per l’Europa”.

La celebrazione il 15 gennaio 2024 della nascita del reverendo King potrebbe essere l’avvio di progetti e lavori didattici incentrati sul desiderio pressante di un mondo diverso e giusto. Contro ogni evidenza.

Di seguito trovi le indicazioni per partecipare al Concorso Nazionale EIP Italia:
https://eipformazione.com/2023/10/22/i-have-a-dream-60-anni-di-sogni-per-i-diritti-umani/

Pubblicato il Bando 2023-2024 del Certamen latinum “Vittorio Tantucci”

Scadenza per la partecipazione alla XII edizione il prossimo 22 marzo 2024


Giunto alla sua dodicesima edizione, il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” si propone di promuovere lo studio della lingua latina e ribadire la sua perenne vitalità, dimostrandone la capacità di dar voce all’infinita varietà del mondo spirituale, culturale, sentimentale, etico, sociale dell’umanità contemporanea, (competizione per la valorizzazione delle eccellenze dal DM 207/2022) ed è intitolato al celebre latinista, autore della grammatica latina più nota dal dopoguerra ad oggi in Italia e all’estero.

Si articola in due sezioni.
La prima è riservata agli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (licei classici, scientifici e linguistici) e il tema scelto per l’anno 2024 è Labor omnia vicit (Verg., Georg. I, 145).
La seconda è riservata agli studenti del biennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (licei classici, scientifici e linguistici, scienze umane) e il tema scelto per l’anno 2024 è Schola officii conscientiam ac mutuam fidem, maximas personae humanae dotes, in pueris suscitat. Magis artis ac scientiae progressus technicus crescit, et magis eum in se homo transferre debet, ovvero il quinto Principio Universale di Educazione Civica elaborato da J.Piaget e J.Mühlethaler nel 1968: La scuola sviluppa nel fanciullo il senso di responsabilità, uno dei più grandi privilegi della persona umana. Più cresce il progresso tecnologico e scientifico, più l’uomo deve sentirsi responsabile.

Per la partecipazione possono essere presentati i seguenti tipi di lavoro:
componimento latino in poesia, comprendente non meno di 20 versi, accompagnato da una traduzione italiana di carattere poetico;
componimento latino in prosa con traduzione italiana (massimo 800 battute), concernente una riflessione critica sui versi di un autore latino sul tema proposto, a scelta del candidato;
elaborato multimediale in latino con traduzione italiana: sceneggiatura o drammatizzazione di un testo classico in versi o in prosa sul tema proposto, anche in formato multimediale, della durata massima di 10 minuti, a cura di un singolo o di un gruppo di studenti.

Ciascuna delle scuole partecipanti, secondo criteri interni per la selezione dei partecipanti autonomamente definiti e documentati, organizza le modalità di selezione di un unico lavoro da presentare alla competizione nazionale per una sola delle due sezioni.

I lavori scelti dalle scuole dovranno essere inviati in cinque copie cartacee e su supporto digitale (CD ROM, DVD, pendrive) in formato word/pdf, corredate dalla scheda di partecipazione (Allegato A) entro e non oltre il 22 marzo 2024 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

Segreteria del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”
Via Edoardo Maragliano, 26 – 00151 Roma

Ad insindacabile giudizio della Giuria sono previsti premi in denaro per i primi tre classificati di ciascuna sezione e menzioni d’onore ai partecipanti ritenuti meritevoli.

Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” prevede, inoltre, una sezione destinata a docenti e studiosi di lingua latina.
Per la partecipazione dovrà essere presentato un componimento in versi in lingua latina dal tema libero.

I criteri di valutazione di cui terrà conto la Giuria saranno essenzialmente fondati sulla correttezza formale e lo spessore valoriale dei contenuti.
I concorrenti potranno presentare un unico componimento, che dovrà essere necessariamente originale, nel senso che non sia già stato pubblicato a stampa, non abbia già conseguito un riscontro ufficiale in altre prove analoghe, come premi o pubbliche menzioni, ovvero non sia già stato diffuso sui social media.
Inoltre si specifica quanto segue:
– il carme dovrà comprendere non meno di 50 e non più di 100 versi;
– il testo del componimento, scritto al computer, dovrà essere contrassegnato da un motto autonomamente scelto e senza alcun altro segno di riconoscimento;
– nel plico inviato dovrà essere presente una busta chiusa riportante il motto, all’interno della quale sarà racchiusa una scheda con l’indicazione di nome e cognome del concorrente, recapito e numero di telefono, indirizzo di posta elettronica.

I componimenti in versi dovranno essere inviati in cinque copie cartacee e su supporto digitale (CD ROM, DVD, pendrive) in formato word e.pdf, unitamente alla scheda anagrafica custodita in busta chiusa entro e non oltre il 22 marzo 2024 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

Segreteria del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”
Via Edoardo Maragliano, 26 – 00151 – Roma

Il vincitore, secondo la graduatoria a insindacabile giudizio della Giuria, riceverà un premio in denaro.
Sono previste menzioni d’onore ai meritevoli.


Per le informazioni complete, è necessario scaricare il Bando allegato:


Salva la tua lingua locale

Premio letterario nazionale per le opere in dialetto o lingua locale


PRESENTAZIONE

L’idea di UNPLI (firmataria di un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito) e ALI Lazio di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, è sicuramente vincente. Grazie alla collaborazione con l’Associazione E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace, per il nono anno il Concorso sarà esteso al mondo della scuola.

Il Concorso si inserisce pienamente negli scopi previsti dalla Legge 92/2019, che ha introdotto l’Insegnamento scolastico dell’educazione civica nella scuola italiana, anche per educare “al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni” (articolo 3), in cui possono trovare particolare attenzione le autonomie e le lingue locali, come previsto dagli artt. 5 e 6 della Costituzione Italiana. Con riferimento alle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, il perseguimento degli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile comprende anche “la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità”.

Nel contesto del progetto “Civis Sum”, promosso dall’E.I.P. Italia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che prevede, attraverso la costruzione della “Tavola periodica della Costituzione”, la raccolta di buone pratiche delle scuole sui primi 54 articoli della stessa, la nona edizione del Concorso “Salva la tua lingua locale”, si propone di valorizzare e far conoscere le migliori proposte delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, sul tema del concorso.

Il Concorso si propone di stimolare la creatività espressiva dei giovani nell’età della formazione. E’ aperto a nuove esperienze di dialogo con i lavori dei giovani reclusi, scuole in strutture ospedaliere, minori non accompagnati, giovani in aree a forte dispersione scolastica, affinché possano esprimere sentimenti, esperienze, vicende nel loro dialetto e lingua locale, in prosa o in poesia, presentati dalle scuole o da Associazioni sociali e culturali che operano a livello istituzionale.

Premi per i partecipanti

– I primi tre classificati nella Sezione Poesia
– I primi tre classificati nella Sezione Prosa
– I primi tre classificati nella Sezione Musica

I vincitori saranno premiati con una targa e la pubblicazione dei lavori all’interno dell’antologia che sarà realizzata con le opere premiate.

Riconoscimenti per i territori e le scuole

– Riconoscimenti per Presidenti di Pro Loco UNPLI che si sono distinti per la diffusione del Concorso e la collaborazione con le scuole del loro territorio (saranno selezionati dalla giuria in base alla documentazione allegata ai lavori pervenuti).
– Riconoscimento a “Cultori dei dialetti e delle lingue locali” che offriranno la loro collaborazione alle scuole del territorio per i lavori e gli eventi per partecipare al Concorso.

L’E.I.P. Italia, Ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la formazione del personale, ai sensi della Direttiva 170/2016, rilascerà agli studenti delle ultime tre classi della Scuola Secondaria di II grado un attestato di credito formativo ai sensi del DM 49/2000, valevole per l’Esame di Stato.

La scadenza per partecipare è stata fissata al 18 febbraio 2024.

Per partecipare occorre leggere il Regolamento e compilare il Formulario pubblicati di seguito.


REGOLAMENTO

Art. 1 – Finalità 
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) in collaborazione con ALI Lazio l’Associazione Scuola strumento di Pace (EIP) promuovono, per l’anno scolastico 2023/2024, il premio letterario nazionale per le opere in dialetto o lingua locale “SALVA LA TUA LINGUA LOCALE”, con una specifica sezione dedicata alla SCUOLA.
Il premio invita i ragazzi a proporre componimenti (poesie e prose) nei dialetti o lingue locali del proprio territorio.
Il premio “Salva la tua lingua locale” nasce con l’obiettivo di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO sulla Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, e coinvolgere le scuole per sensibilizzare gli studenti sulla tutela e salvaguardia dei patrimoni linguistici italiani. Il prof. Tullio De Mauro è stato tra i principali sostenitori dell’iniziativa. Il premio ha ricevuto riconoscimenti e patrocini da parte della Presidenza della Repubblica, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Commissione italiana per l’UNESCO e del Ministero della Cultura.

Art.2 – Destinatari
Possono partecipare al concorso, in forma individuale o in gruppo, gli studenti delle scuole primarie, secondarie di I e di II grado dell’intero territorio nazionale, secondo le modalità descritte nel presente bando.

Art. 3 – Tipologia degli elaborati
Sono previste le seguenti Sezioni:
Sezione Poesia – Ogni istituto potrà inviare fino a tre poesie di massimo 90 versi (con relativa traduzione in italiano), selezionati a cura dell’Istituto stesso tra i lavori degli studenti partecipanti.
Sezione Prosa – Ogni istituto potrà inviare un lavoro in prosa (racconto, storia, favola, con relativa traduzione in italiano) di non più di due cartelle (3600 battute spazi inclusi), selezionati a cura dell’Istituto stesso tra i lavori degli studenti partecipanti.
Sezione Musica – Ogni istituto potrà inviare fino a 3 composizioni musicali, corredati di testo (con relativa traduzione in italiano) e musica, (registrazione su file MP3 o formati simili – durata massima di 5 minuti).

Art. 4 – Termini e modalità di partecipazione
Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo formulario online al quale si accede cliccando qui.
Per partecipare al premio, i docenti referenti di ogni istituto dovranno compilare il formulario segnalato che conterrà i riferimenti della scuola di appartenenza, del docente referente, dello studente e/o degli studenti del gruppo produttore dell’elaborato e l’indicazione della tipologia di elaborato che si vuole presentare.
Le iscrizioni devono essere effettuate entro e non oltre il 18 febbraio 2024
Gli elaborati presentati dovranno essere originali e non dovranno aver partecipato ad altri concorsi. Non saranno considerate valide le domande di partecipazione compilate con modalità diverse da quelle indicate.

Art. 5 – Giuria
Una Giuria di specialisti, coordinata dall’EIP Italia, valuterà gli elaborati e decreterà i vincitori e le eventuali Menzioni d’ onore. Di seguito i componenti per l’anno 2023/24: Elio Pecora (Presidente); Anna Paola Tantucci (Coordinatrice); Catia Fierli, Luigi Matteo, Teresa Lombardo, Francesco Rovida, Anna Paudice e Guido Tracanna ( E.I.P. Italia) – Maria Costanza Cipullo (Ministero dell’Istruzione – Direzione generale dello Studente)

Art. 6 – Criteri di valutazione
Il giudizio della Giuria sarà libero, indipendente e inappellabile. Le procedure per la selezione e le motivazioni espresse dalla Giuria sono insindacabili e non pubblicabili. La Giuria terrà conto dei seguenti criteri:
a. Coerenza dell’elaborato con le sezioni previste;
b. Capacità di veicolare il messaggio della salvaguardia dei patrimoni linguistici e della diversità culturale;
c. Grado di creatività nella forma e nel contenuto proposto.

Art. 7 – Proclamazione e premiazione dei vincitori
I vincitori saranno invitati a partecipare all’evento conclusivo che si terrà nel mese di maggio (da confermare) a Roma. In tale occasione avranno luogo la proclamazione e la premiazione dei vincitori.

Art. 8 – Premi
I primi tre classificati di ogni sezione saranno premiati, con una targa e la pubblicazione dei lavori nell’antologia finale dei vincitori e dei finalisti, durante la cerimonia di premiazione.
La Giuria potrà inoltre attribuire menzioni d’onore e premi speciali per le varie Sezioni ai lavori che si sono distinti e a personalità dei territori per la diffusione del Premio e la collaborazione con le scuole.

Art. 9 – Proprietà intellettuale e diritti
La partecipazione al premio implica la cessione dei diritti di utilizzo e di privativa a UNPLI APS per qualsiasi finalità promozionale online e offline, inclusi eventi, fiere e convegni. Più in particolare la cessione dei diritti di utilizzo e di privativa comporta l’autorizzazione all’utilizzo del materiale prodotto ed implica la concessione di una licenza d’uso, temporalmente illimitata del materiale prodotto ed è comprensiva, a titolo meramente esemplificativo, dei seguenti diritti e facoltà: diritto di pubblicazione, diritto di riproduzione con e su qualsiasi supporto audiovisivo, diritto di trascrizione, montaggio, adattamento, elaborazione e/o riduzione, diritto di comunicazione e distribuzione al pubblico ovvero in ambiti ed ambienti aperti al pubblico senza fine di lucro, diritto di pubblicazione in formato elettronico tramite la rete pubblica, le intranet istituzionali ed i social network.
I partecipanti al premio garantiscono ora per allora che gli elaborati saranno originali e liberi da copyright ovvero utilizzeranno materiali, immagini e suoni per i quali si siano acquisiti i diritti di privativa e di sfruttamento editoriale, manlevando ora per allora UNPLI da qualsiasi rivendicazione avanzata da terzi.
Gli elaborati potranno essere resi disponibili, completamente o in parte, citandone gli autori, come materiale promozionale del Premio “Salva la tua lingua locale”, sia nelle sedi dell’organizzazione, sia in occasione di eventi, fiere e convegni ai quali partecipa. Il Premio “Salva la tua lingua locale” si riserva la facoltà di inserire nei contenuti il proprio marchio ed un eventuale “claim” con la citazione dell’istituto scolastico e degli autori. Per quanto non previsto nel presente regolamento si rinvia espressamente alla L. 633/1941 (“Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”) e ss.mm.ii.

Art. 10 – Trattamento dei dati personali
Gli organizzatori si impegnano a osservare quanto disposto dalle vigenti norme in materia di data protection in relazione ai dati personali eventualmente acquisiti e/o utilizzati per lo svolgimento delle attività di cui al presente regolamento. Ai sensi e per gli effetti delle norme vigenti in materia di data protection, i partecipanti prestano il consenso al trattamento dei propri dati personali per l’esecuzione di tutte le operazioni e attività connesse al presente regolamento come da informativa completa presente sul sito www.unpli.info/privacy-policy.

Art. 11 – Segreteria organizzativa
Segretario del premio: Dott. Gabriele Desiderio – giornatadeldialetto@unpli.info.
Il sito web di riferimento è il seguente: www.salvalatualingualocale.it.
Presso UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) – Piazza Flavio Biondo, 13 – 00153, Roma.

Art. 12 – Accettazione del regolamento
Con l’invio del modulo di iscrizione al premio, l’Istituto accetta tutte le condizioni esposte in questo regolamento, pena la decadenza dalla partecipazione al premio stesso.


Intelligenza artificiale e pace

Pubblichiamo integralmente il Messaggio di Sua Santità Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2024.
Un testo esemplare per modernità e pedagogia.


All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace. (…)

  • Sfide per l’educazione
    Lo sviluppo di una tecnologia che rispetti e serva la dignità umana ha chiare implicazioni per le istituzioni educative e per il mondo della cultura. Moltiplicando le possibilità di comunicazione, le tecnologie digitali hanno permesso di incontrarsi in modi nuovi. Tuttavia, rimane la necessità di una riflessione continua sul tipo di relazioni a cui ci stanno indirizzando. I giovani stanno crescendo in ambienti culturali pervasi dalla tecnologia e questo non può non mettere in discussione i metodi di insegnamento e formazione.
    L’educazione all’uso di forme di intelligenza artificiale dovrebbe mirare soprattutto a promuovere il pensiero critico. È necessario che gli utenti di ogni età, ma soprattutto i giovani, sviluppino una capacità di discernimento nell’uso di dati e contenuti raccolti sul web o prodotti da sistemi di intelligenza artificiale. Le scuole, le università e le società scientifiche sono chiamate ad aiutare gli studenti e i professionisti a fare propri gli aspetti sociali ed etici dello sviluppo e dell’utilizzo della tecnologia.
    La formazione all’uso dei nuovi strumenti di comunicazione dovrebbe tenere conto non solo della disinformazione, delle fake news, ma anche dell’inquietante recrudescenza di «paure ancestrali […] che hanno saputo nascondersi e potenziarsi dietro nuove tecnologie» [13]. Purtroppo, ancora una volta ci troviamo a dover combattere “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri per impedire l’incontro con altre culture, con altra gente” [14] e lo sviluppo di una coesistenza pacifica e fraterna.

Educare alla pace

Dal discorso del Presidente della Repubblica del 31 dicembre


Avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana.

La violenza.

Anzitutto, la violenza delle guerre. Di quelle in corso; e di quelle evocate e minacciate.

Le devastazioni che vediamo nell’Ucraina, invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla.

L’orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani d’Israele. Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità.

La reazione del governo israeliano, con un’azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti.

La guerra – ogni guerra – genera odio.

E l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti.

La guerra è frutto del rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali. Dotati di pari dignità. Per affermare, invece, con il pretesto del proprio interesse nazionale, un principio di diseguaglianza.

E si pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché sempre avvenuti nella storia.      Rifiutando il progresso della civiltà umana.

Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore. Alle morti di civili, donne, bambini. Come – sempre più spesso – accade nelle guerre.

Alla tragica contabilità dei soldati uccisi. Reciprocamente presentata; menandone vanto.

Vite spezzate, famiglie distrutte. Una generazione perduta.

E tutto questo accade vicino a noi. Nel cuore dell’Europa. Sulle rive del Mediterraneo.

Macerie, non solo fisiche. Che pesano sul nostro presente. E graveranno sul futuro delle nuove generazioni.

Di fronte alle quali si presentano oggi, e nel loro possibile avvenire, brutalità che pensavamo, ormai, scomparse; oltre che condannate dalla storia.

La guerra non nasce da sola. Non basterebbe neppure la spinta di tante armi, che ne sono lo strumento di morte. Così diffuse. Sempre più letali. Fonte di enormi guadagni.

Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini. Dalla mentalità che si coltiva. Dagli atteggiamenti di violenza, di sopraffazione, che si manifestano.

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità di pace.

Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.

Sappiamo che, per porre fine alle guerre in corso, non basta invocare la pace.

Occorre che venga perseguita dalla volontà dei governi. Anzitutto, di quelli che hanno scatenato i conflitti.

Ma impegnarsi per la pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere; e non la regola del prossimo futuro.

Volere la pace non è neutralità; o, peggio, indifferenza, rispetto a ciò che accade: sarebbe ingiusto, e anche piuttosto spregevole.

Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone.

Per conseguire la pace non è sufficiente far tacere le armi.

Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace. Coltivarne la cultura nel sentimento delle nuove generazioni. Nei gesti della vita di ogni giorno. Nel linguaggio che si adopera.

Dipende, anche, da ciascuno di noi.

Pace, nel senso di vivere bene insieme. Rispettandosi, riconoscendo le ragioni dell’altro. Consapevoli che la libertà degli altri completa la nostra libertà.

Ricordo di Lina

Il saluto a Lina Sergi Lo Giudice, appassionata sostenitrice di EIP Italia


Lina cara,
oggi sono qui con te per l’ultima volta insieme ai tuoi cari e agli amici che ti vogliono bene. Come sempre imprevedibile, ci hai lasciato all’improvviso, affranti e sgomenti.
Non riesco a credere che tu non ci sia più, che non sentirò la tua voce che mi racconta la tua ultima idea o progetto , l’ultimo di tre giorni fa’ era di un libro/agenda sulla pace e ci dovevamo vedere durante le feste per concordare insieme il lavoro.
Ci hanno legato sempre nelle nostre iniziative due temi fondamentali: la donna e i diritti umani. Quando eri direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Roma con Pasquale Capo, hai dedicato il tuo impegno ai giovani nel campo della poesia, della musica, del teatro, della pittura, per valorizzare i loro talenti.
Grande è stato il tuo impegno per l’affermazione del ruolo della donna in tutti gli ambiti della vita sociale e culturale, attraverso pubblicazioni e azioni concrete oltre che attraverso l’esempio della tua stessa vita.
Due stelle polari per te Rita Levi Montalcini e Piero Angela.
Nel periodo della tua permanenza in Umbria alla guida dell’Ufficio scolastico regionale hai saputo dare un’ impronta significativa personale nel campo dei diritti umani, raccontata in un volume di straordinario valore.
La nostra amicizia, nata insieme a quella grande per Eugenia Tantucci ,ha trovato un suo luogo di elezione e di espressione nell’Associazione EIP Italia Scuola Strumento di Pace, di cui condividevi gli ideali.
La passione per i giovani e l’educazione, il desiderio profondo di diffondere la cultura dei diritti umani e l’amore per la poesia, hanno dato vita anche in collaborazione con l’Accademia italiana di poesia, di cui sei stata presidente e anima, a due Certamina, quello “Taciteum” a Terni e il “Tantucci-Mariotti” a Roma e al Premio Letterario Internazionale “Eugenia Tantucci”, nati per valorizzare la produzione culturale dei grandi autori e degli studenti.
Sei stata presente in modo costante a tanti eventi pubblici organizzati da EIP regalando una visione di senso a tanti giovani con quei tuoi discorsi, scritti a mano e quasi recitati con la tua voce passionale, così coinvolgenti .
Ti aspettavamo anche sabato mattina ma hai voluto partire per un altro viaggio.
La nostra vita senza di te sarà più triste e sola.
Voglio salutarti con la poesia di Eugenia che tu amavi tanto e che, come mi hai confidato, avresti voluto che ti accompagnasse nel tuo congedo.

Auguri di pace


Carissimi,

con l’avvicinarsi delle feste natalizie e l’avvio di un nuovo anno rivolgo a tutti voi, a nome di EIP Italia, sentiti auguri di serenità e salute.
L’impegno per l’affermazione dei diritti umani e la promozione della pace vivono giorni difficili e, proprio per questo, il pensiero più importante va a docenti, dirigenti e operatori della scuola che, insieme a studenti e genitori, cercano ogni giorno di creare le condizioni perché la nostra società di oggi e di domani possa essere caratterizzata da comprensione reciproca, rispetto, tolleranza, senso di responsabilità, altruismo e solidarietà.
Buon Natale

Premio letterario “Eugenia Bruzzi Tantucci” 2023

Sabato 16 dicembre si è svolta la cerimonia di premiazione per il volume di Antonio Augenti


Si è svolta sabato 16 dicembre 2023, presso l’Aula Magna “Santa Caterina da Siena” dell’Università LUMSA di Roma la Cerimonia di premiazione del Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci”, giunto alla sua undicesima edizione.

A precedere l’assegnazione dei premi una mattinata di Dialoghi su scuola, cultura e giustizia sociale.

Anna Paola Tantucci, Presidente Ecole Instrument de Paix Italia, nel sottolineare il legame tra il Premio e la celebrazione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha delineato il percorso istituzionale e culturale di Antonio Augenti

Rocco Pezzimenti, Docente dell’Università LUMSA, ha presentato il volume premiato dalla Giuria, con un percorso che ha messo in evidenza “carattere di una persona che non si vuole arrendere, non può assolutamente accettare che la scuola e la cultura (…) non riescano a prendere il passo adatto per mettersi in rapporto ai tempi che viviamo.

Giovanni Vinciguerra, Direttore TUTTOSCUOLA, nel ricordare il legame e il contributo di Augenti al dibattito sulla scuola, anche attraverso le pagine della Rivista, ha evidenziato come l’attenzione ai dati concreti della vita della scuola evidenzino i paradossi di un diritto all’istruzione che viene più affermato che garantito.

Elio Pecora, Presidente della giuria, Poeta e scrittore, ha delineato con passione, i tratti di quella che potrebbe diventare una “Direttiva” sull’educazione ai sentimenti attraverso l’accesso alla conoscenza di sè mediato dalla letteratura.

La consegna del Premio ad Antonio Augenti, è stata seguita dall’assegnazione delle due menzioni a Anna Paudice, per l’antologia di racconti Mi sono sempre piaciute le storie (Dantebus, 2023) e a Natalìa Vacca per il romanzo L’alba del nulla (Guida Editori, 2022).

Quindi, spazio per la sezione riservata a studenti delle scuole secondarie di II grado:
PRIMO PREMIO
a Tiziano Bartolini per il racconto Un paradiso nascosto – classe 4P del Liceo “Lucio Anneo Seneca” di Roma (docente referente prof. Paola Malvenuto)
SECONDO PREMIO ex aequo
a Maria Sofia Sagone per la poesia Donna – classe 5B P del Liceo “Cornelio Tacito” di Roma (docente referente prof. Arduino Maiuri)
SECONDO PREMIO ex aequo
a Mattia Valerio per il racconto Il secolo di Edilia – classe 4CS dell’Istituto di Istruzione Superiore “Via dei Papareschi” di Roma (docente referente prof. Guido Tracanna)
TERZO PREMIO
a Helga Cszengenyi per la poesia La stringa – del Colegiul Naţional “Gh. Şincai” – Baia Mare (ROM) (docente referente prof. Horga Ioana)