Diritti, normative e impatto sul mondo della scuola
Il Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità è un documento programmatico adottato con DPR 12 marzo 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2026. Costituisce lo strumento operativo attraverso cui l’Italia pianifica interventi concreti, articolati in 7 Linee di Intervento principali, per garantire alle persone con disabilità la piena partecipazione sociale, l’autodeterminazione e l’esercizio dei diritti fondamentali in ogni ambito della vita e, quindi, anche nella scuola.
Il Piano si fonda su un solido quadro normativo internazionale e nazionale che segna il passaggio da una visione medica e assistenziale a un approccio basato sui diritti umani.
A livello internazionale e sovranazionale, i pilastri sono:
Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), ratificata dall’Italia nel 2009, che impone la rimozione delle barriere per la reale inclusione;
Strategia dell’Unione Europea 2021-2030, che fissa obiettivi decennali per migliorare la vita delle persone con disabilità in Europa;
Carta di Solfagnano, adottata a ottobre 2024 dai Ministri del G7, che promuove un approccio coordinato globale sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità.
A livello nazionale, le basi sono fornite dalla Riforma sulla disabilità legata al PNRR:
Legge delega n. 227/2021, che introduce il modello bio-psico-sociale, la valutazione multidimensionale e il Progetto di Vita individuale;
Decreti Legislativi attuativi: DLgs 222/2023 (riqualificazione e accessibilità dei servizi pubblici), DLgs 20/2024 (istituzione del Garante nazionale) e il DLgs 62/2024 (nuova definizione di disabilità e Progetto di Vita).
L’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con Disabilità (OND) è l’organismo istituzionale italiano, previsto dalla Legge 18/2009 in sede di ratifica della Convenzione ONU, incaricato di monitorarne l’applicazione e di promuovere le politiche nazionali. Il suo compito principale è elaborare i programmi e i Piani d’Azione, trasformando gli impegni assunti in interventi concreti.
Per redigere questo Terzo Piano, l’Osservatorio ha utilizzato una metodologia altamente partecipativa: ha costituito specifici gruppi di lavoro tematici, ha raccolto e discusso le proposte, poi riorganizzate e integrate dal proprio Comitato Tecnico Scientifico in collaborazione con i Ministeri competenti, fino all’approvazione finale all’interno dell’Adunanza plenaria dell’OND.
La Quarta Linea di Intervento dedicata a Istruzione, Università e Formazione, mira a garantire un’educazione equa e inclusiva per tutto il percorso formativo, personalizzando le strategie per il successo di ogni studente.
Analizzando le specifiche “Linee di Azione” per la scuola, emerge un dato comune: nessuna di queste azioni risulta immediatamente operativa dal punto di vista pratico. Infatti, tutte richiedono la preventiva approvazione di nuovi atti normativi (leggi o decreti), l’emanazione di linee guida, o l’erogazione di fondi specifici.
Valutazione della qualità dell’inclusione e coinvolgimento delle famiglie
Prevede di rendere triennale il Piano per l’Inclusione, previsto dal DLgs 66/2017 e di introdurre questionari per famiglie e studenti per valutare la qualità dell’inclusione.
È richiesto uno specifico intervento legislativo e atti amministrativi per definire modelli e questionari.
In attesa di un quadro nazionale, è possibile per le singole scuola adottare specifiche iniziative che possano allineare il Piano per l’Inclusione alla durata del PTOF e scegliere strumenti di valutazione della qualità dell’inclusione che possano includere l’intera comunità scolastica.
Tentativo di conciliazione
Mira a ridurre il contenzioso legale tra scuola e famiglia, soprattutto sull’attribuzione del numero di ore di presenza del docente specializzato e degli operatori previsti, istituendo una fase di conciliazione obbligatoria extragiudiziale.
Occorre, però, una norma primaria che istituisca formalmente il tentativo di conciliazione, ne definisca i collegi e le procedure.
Definizione giuridica di “inclusione scolastica”
Vuole uniformare a livello nazionale il costrutto di “inclusione” e i sostegni attivabili, vista la notevole stratificazione e confusione normativa. Una scelta necessaria per armonizzare, sul piano della gerarchia delle fonti, il quadro generale della Direttiva 27 dicembre 2012, con la ampia e fondante definizione di inclusione offerta dall’articolo 1 del DLgs 66/2017.
In attesa dei tempi del Parlamento, le singole isitituzioni scolastiche possono adottare come principio di riferimento il citato DLgs 66/2017 e come schema operativo quello tripartito offerto dalla Direttiva 27 dicembre 2012.
Istruzione domiciliare
Garantisce il supporto del docente di sostegno e della didattica a distanza per gli studenti costretti a casa per gravi motivi di salute.
Anche se si richiede un intervento normativo di attuazione del DLgs 66/2017 e i necessari passaggi di confronto sindacale, per quanto previsto dalle tutele giuslavoristiche nei confronti dei docenti coinvolti, le esperienze già presenti nelle scuole (basate su una lampante applicazione del buon senso che precede i tempi della macchina amministrativa) e il senso etico dei docenti potrebbero bastare…
Supporto ai docenti tramite “Peer Teaching”
Rafforza la rete degli “Sportelli autismo” e la estende ad altre disabilità (es. ADHD), per fare consulenza tra colleghi.
L’applicazione concreta richiede specifici finanziamenti, azioni amministrative per incardinare gli sportelli nei CTS e programmi formativi. Contemporaneamente nulla vieta di trovare soluzioni creative per applicare questa metodologia formativa, per esempio nelle attività dei Dipartimenti o nei possibili scambi di docenti previsti dalla Reti interscolastiche.
Miglioramento della continuità didattica
Propone di limitare i passaggi dai posti di sostegno a quelli delle materie curriculari, di incentivare i docenti specializzati e stabilizzare i contratti per garantire la stessa figura durante il percorso dello studente. Anche questa linea di azioni non è immediatamente operativa, in quanto richiede plurimi interventi normativi e amministrativi, compatibilmente con i limiti di bilancio e le regole sul reclutamento.
Nulla vieta di realizzare, nel frattempo, modalità di attribuzione dei docenti alle classi (e ai posti dell’organico dell’autonomia) che includano criteri del Collegio dei docenti aperti alle cosiddette “cattedre miste” e alla valorizzazione delle competenze presenti nei Consigli di classe e nei team docenti.
Assistenza per l’autonomia e la comunicazione
Mira a definire profili professionali specifici a livello nazionale per gli assistenti, con relativi percorsi di formazione, ma richiede interventi legislativi per attuare l’art. 3 del DLgs 66/2017 e la stipula di un Accordo in Conferenza Unificata per determinare standard e risorse.
Portfolio digitale del docente
Prevede un “e-portfolio” per documentare in modo formale la storia formativa e le competenze in materia di disabilità di ogni insegnante, supportando i dirigenti nell’assegnazione degli incarichi.
La proposta deve passare attraverso un intervento normativo specifico e successivamente costruire e attivare tecnicamente la piattaforma digitale. Ma la “mappatura delle competenze” è un principio di organizzazione che può trovare spazio nelle scuole fin da subito.
Scuole di specializzazione per il sostegno
Prevede di abbandonare le attuali procedure a numero chiuso in favore di vere e proprie Scuole di Specializzazione per formare docenti sul sostegno in modo continuo e stabile.
Anche richiesto un intervento legislativo e la successiva adozione di regolamenti specifici per disciplinarne il funzionamento.
In linea generale, potrebbe portare ad una riflessione complessiva sulla differenza tra acquisizione della specializzazione e dell’abilitazione e obbligo di assunzione da parte dello Stato: ma lo comprenderanno i futuri specializzati?