Dal 15 giugno al 7 luglio 2026, il Palazzo delle Nazioni ospita i lavori presieduti dall’Ambasciatore indonesiano Sidharto Reza Suryodipuro, con un’agenda fitta di temi cruciali: dai diritti delle donne alle indagini sulle crisi internazionali.
Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite si prepara ad aprire la sua sessantaduesima sessione regolare, che si svolgerà dal 15 giugno al 7 luglio 2026 presso il Palazzo delle Nazioni a Ginevra. I lavori hanno preso ufficialmente il via lunedì 15 giugno alle ore 10:00, sotto la guida del nuovo Presidente di sessione, l’Ambasciatore Sidharto Reza Suryodipuro, Rappresentante Permanente dell’Indonesia.
L’inaugurazione è stata segnata dall’atteso intervento dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, il quale presenterà il suo rapporto annuale per fare il punto sullo stato globale delle libertà fondamentali.
Il rapporto ha traccia il ritratto di un mondo diviso tra importanti progressi e drammatiche regressioni. Di fronte a un attacco senza precedenti al diritto internazionale, le crisi globali e i conflitti in corso — da Gaza all’Ucraina, fino al Sudan e al Libano — stanno causando sofferenze incalcolabili. A questo si aggiunge un “manuale autoritario” sempre più diffuso, che si manifesta attraverso la repressione di attivisti, l’aumento della censura e politiche discriminatorie.
All’interno di questo scenario complesso, l’impatto sulle infrastrutture scolastiche, sugli studenti e sul diritto all’educazione rappresenta uno dei segnali d’allarme più urgenti.
In diverse zone di guerra, infatti, le strutture educative vengono distrutte o coinvolte negli scontri. Nel contesto delle tensioni che hanno coinvolto l’Iran, gli attacchi hanno portato alla devastazione di ospedali e scuole, portando alla richiesta di rendere pubblici i risultati delle indagini sul terribile attacco alla scuola di Minab.
In Nigeria, la sicurezza del sistema scolastico è gravemente compromessa dai ripetuti rapimenti di scolari e insegnanti, un fenomeno allarmante che richiede indagini rapide e indipendenti.
Le politiche statali possono trasformare l’educazione in uno strumento di restrizione delle libertà. In Cina, le nuove leggi sull’unità etnica rischiano di aggravare profondamente le restrizioni in materia di libertà di istruzione, lingua e cultura per le minoranze residenti in Xinjiang, Mongolia Interna e Tibet.
Il diritto allo sviluppo sereno dei più giovani è minacciato da legislazioni regressive, come la nuova legge in Afghanistan che di fatto legittima i matrimoni precoci, aggravando l’agonia di donne e bambine. Allo stesso tempo, emergono nuove sfide nel mondo digitale, dove si rende necessaria la protezione dei bambini online attraverso restrizioni sui social media che siano però saldamente fondate sui diritti umani, un ambito per cui sono state sviluppate nuove linee guida sull’intelligenza artificiale e i diritti dei minori.
Nonostante queste gravi criticità, il rapporto evidenzia che l’educazione è anche la via principale per la guarigione e lo sviluppo sociale. Le Nazioni Unite sottolineano l’urgente necessità per i governi di investire nell’educazione, nella sanità e nel lavoro, al fine di combattere alla radice problemi sistemici come la corruzione e la violenza. Modelli virtuosi in questo senso esistono: nella Repubblica di Corea, ad esempio, città come Gwangju stanno concretamente migliorando la vita dei cittadini promuovendo politiche eque proprio in ambito educativo, oltre che nei trasporti e nella sanità.
La conclusione che emerge dal quadro internazionale è chiara: per prevenire i conflitti e disinnescare la disillusione delle nuove generazioni, è necessario abbandonare le “economie di guerra” per costruire “economie dei diritti umani”. Investire nella scuola e garantire l’accesso a un’educazione libera e sicura rimane il passo fondamentale per trasformare i diritti umani nella scala verso una vita migliore.
Durante le tre settimane di lavori, i 47 Stati membri del Consiglio, tra cui l’Italia, affronteranno alcune delle questioni umanitarie più urgenti del panorama internazionale. L’Alto Commissario presenterà aggiornamenti specifici e guiderà i dialoghi interattivi su diversi fronti critici, inclusa un’analisi delle tensioni in Medio Oriente legate agli attacchi dell’Iran contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania.
L’agenda prevede inoltre un’intensa serie di “dialoghi interattivi rafforzati” e indagini mirate su contesti nazionali ad alto rischio, tra cui:
Sudan ed Eritrea: confronti con la Missione Internazionale Indipendente di Accertamento dei Fatti per il Sudan e con il Relatore Speciale sulla situazione eritrea.
Corea del Nord: aggiornamenti da parte della Commissione d’Inchiesta sulle violazioni sistematiche nel Paese.
Mine antiuomo: una discussione dedicata per valutare l’impatto umanitario di questi ordigni e le relative violazioni del diritto internazionale.
Oltre alle emergenze geopolitiche, un ruolo centrale in questa 62ª sessione sarà ricoperto dai dibattiti tematici. Il Consiglio ospiterà diverse tavole rotonde (panel discussions) volte a esplorare l’intersezione tra diritti umani e sfide sociali contemporanee.
Un panel esplorerà le vie percorribili per incrementare i finanziamenti climatici, affrontando in modo diretto l’impatto negativo dei cambiamenti climatici sulla piena realizzazione dei diritti umani per tutte le popolazioni.
Saranno dedicate sessioni specifiche all’emancipazione di donne e ragazze attraverso lo sport, oltre a dibattiti profondi sulla lotta alla violenza domestica e, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne nella Diplomazia, il Consiglio discuterà del diritto al lavoro delle donne e della loro equa rappresentanza nei processi decisionali a livello globale.
Infine, una discussione tematica biennale si concentrerà sulla cooperazione tecnica e sul capacity-building: l’obiettivo è supportare gli Stati nel garantire a tutti i cittadini il raggiungimento del massimo standard possibile di salute fisica e mentale.
Attraverso queste fitte settimane di risoluzioni, dibattiti e relazioni di esperti indipendenti, il Consiglio mira a mantenere alta la pressione della comunità internazionale sulle violazioni in corso, cercando al contempo soluzioni strutturali per la tutela dei diritti umani universali.
Qui è possibile scaricare i materiali
in continuo aggiornamento
della 62° sessione:
https://www.ohchr.org/en/hr-bodies/hrc/regular-sessions/session62/regular-session