Il traguardo di un intenso laboratorio didattico durato cinque anni, premiato dal concorso dell’USR Molise, porta gli studenti a confrontarsi con gli orrori del campo austriaco per costruire una solida coscienza civile
Questa occasione importante di viaggio non è nata per caso, ma si inserisce all’interno di un percorso promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Molise e supportato dai fondi del Ministero dell’Istruzione e del Merito per i “viaggi nella memoria”.
A febbraio 2026, l’USR ha indetto un apposito Avviso Pubblico rivolto alle scuole meritevoli del territorio: l’Istituto Omnicomprensivo di Bojano ha partecipato con il progetto intitolato “La Rotta Bojano-Mauthausen: 1255 km di anticorpi contro il memoricidio”, risultando tra i beneficiari delle risorse e aggiudicandosi il Primo premio il 27 marzo 2026.
Come illustrato nell’articolo dedicato sul nostro sito web, l’iniziativa mira a costruire una vera e propria coscienza civile nelle nuove generazioni, formando gli studenti come “ambasciatori” di memoria.
Il viaggio a Mauthausen rappresenta il punto di arrivo di un laboratorio durato ben cinque anni, avviato nell’anno scolastico 2021/2022. In questo lungo arco di tempo, i ragazzi non si sono mai fermati, realizzando oltre 40 lavori di approfondimento sulla Shoah. Tra gli esempi più significativi di questo intenso cantiere di ricerca storica ci sono: lo studio sui “Giusti tra le Nazioni”, come il molisano Osman Carugno e il medico Carlo Angela; l’emozionante corrispondenza via email con Hanna Gofrit, sopravvissuta alla persecuzione nazista; la conoscenza e gli scambi con Edith Bruck; i progetti su Salvo d’Acquisto e le iniziative di cittadinanza attiva nello “Spazio Agorà” per sensibilizzare la comunità di Bojano.
I ragazzi hanno inoltre adottato simbolicamente le vittime tramite l’iniziativa “I Remember Wall” e hanno contribuito attivamente alla deposizione di una targa commemorativa presso l’ex campo di internamento di Bojano, sottraendo all’anonimato un pezzo importante della storia locale.
L’aspetto centrale del progetto è il viaggio di sei giorni destinato a nove studenti e un docente. Il gruppo ha documentato l’esperienza redigendo un “diario di bordo”, simbolo della memoria che viene tramandata e custodita. La meta è il campo di concentramento di Mauthausen, un campo di “terza categoria” tristemente noto per l’annientamento attraverso il lavoro forzato, dove furono deportate circa 190.000 persone.
Gli studenti hanno esplorato i luoghi simbolo di questa tragedia: la cava di granito Wiener Graben, dove i detenuti lavoravano senza misure di sicurezza, e la terrificante “Scala della Morte”, i cui 186 gradini costavano quotidianamente la vita a chi era costretto a trasportare blocchi di pietra pesanti fino a 50 kg sotto le percosse delle SS.
Il percorso ha toccato la “Porta Mongola”, ingresso principale del campo dove i deportati venivano privati di ogni identità per diventare semplici numeri, il Piazzale dell’Appello, teatro di estenuanti conteggi al freddo e sotto la pioggia, e il “Muro del Pianto”, oggi ricoperto da sassi commemorativi estratti dalla stessa cava del campo.
La visita si è inoltrata fino agli orrori più estremi: le baracche prive di igiene, i luoghi degli esperimenti medici, le camere a gas, i forni crematori e il Cimitero delle Ceneri, per concludersi nella toccante “Stanza dei nomi”, un memoriale che rende visibile l’enormità di oltre 82.000 vite spezzate.
Un ringraziamento speciale e le più sentite congratulazioni vanno alla professoressa Italia Martusciello e agli studenti della classe VA ITE: con straordinaria dedizione, passione e sensibilità, hanno saputo trasformare lo studio della storia in un vero baluardo contro l’indifferenza.
Nota: Insieme a questo articolo, vi invitiamo a consultare il file allegato per esplorare in dettaglio tutto il materiale, le immagini e le testimonianze raccolte durante questo eccezionale percorso didattico.