Tutti gli articoli di Francesco Rovida

Tamburi per la pace 2025

La proposta di EIP Italia per il 21 marzo 2025


La manifestazione Tamburi per la pace è celebrata in diversi Paesi e deve il proprio nome alla figura dei “tamburini” dei vecchi eserciti, ragazzi o giovanissimi dei reparti di fanteria che, pur non avendo un ruolo diretto nelle battaglie, avevano il compito di dare il ritmo alle truppe oppure di trasmettere messaggi con il rullo dei tamburi. 

Nella seconda metà degli anni ‘70 Arthur Haulot (1913-2005) e sua moglie Moussia, morta nel 2018 a Bruxelles fecero propria questa manifestazione e la promossero tra le attività della “Maison Internationale de la poesie” di Bruxelles, legandola poi alla Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), istituita dall’UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta all’inizio del secondo millennio.

Proporre di celebrare la giornata dei Tamburi per la pace significa affermare la volontà di “suonare i tamburi” per scandire il passo della pace e far sentire la voce della scuola tesa a coltivare una cultura fondata sulla pace, sui diritti umani, sull’uguaglianza, sulla tolleranza.

Le proposte di EIP Italia per il 21 marzo 2025

La partecipazione alla manifestazione Tamburi per la pace può prevedere diverse iniziative:
– incontri di lettura di poesie sul tema della pace
– laboratori di scrittura di poesie sul tema della pace
– performance musicali con tamburi, batteria, percussioni
– organizzazione di manifestazioni in luoghi pubblici, con il coinvolgimento degli Enti locali

Le diverse iniziative possono svolgersi:
A. a livello di singola scuola, con una o più attività svolte in più classi o per l’intero Istituto;
B. a livello di gruppi o reti di scuole, con la condivisione di spazi e/o materiali;
C. in collaborazione con gli Enti locali o altre Associazione e Istituzioni, con uno o più incontri in luoghi pubblici;
D. in collaborazione con alcune delegazioni locali di EIP Italia, su iniziativa delle medesime;
E. con la partecipazione all’evento nazionale che si svolgerà nel Comune di Fiumicino (RM).

Aspetti organizzativi

Per le iniziative di cui alle lettera A, B e C le singole scuole devono inviare a EIP Italia Scuola strumento di pace ETS la comunicazione della partecipazione, per la pubblicazione sulla pagina web nazionale (vedi allegato) e potranno utilizzare la grafica ufficiale, indicando che la manifestazione avviene con il Patrocinio da parte di EIP Italia Scuola strumento di pace ETS.

Per le iniziative di cui alla lettera D, le delegazioni locali di EIP Italia provvederanno a gestire autonomamente tutti gli aspetti organizzativi.
L’evento nazionale sarà organizzato interamente dall’Ufficio studi EIP Italia.

Al termine degli eventi è richiesto l’invio di alcuni materiali (fotografie, brevi video, articoli giornalistici, relazioni, ecc.) per la pubblicazione sulla pagina web nazionale.

Tutte le scuole coinvolte sono invitate a partecipare con eventuali poesie degli studenti alla Sezione Premio nazionale “E.I.P. Michele Cossu – Valerio Castiello Poesia giovane” e alla Sezione strumento del Premio nazionale “E.I.P. Musica giovane” nell’ambito del 53° Concorso Nazionale EIP Italia (per tutte le informazioni è possibile consultare in Bando nella pagina ufficiale: https://eipformazione.com/2024/12/11/fidati-della-pace/).

Per qualsiasi informazione è possibile contattare la Segreteria di EIP Italia ETS:
338.1914613 – 06.65740346
sirena_eip@fastwebnet.itufficiostudi@eipformazione.com 


A scuola con l’amico latino – CERTAMEN


L’Istituto Comprensivo “I. Petrone” di Campobasso, con la collaborazione del Liceo Classico “M. Pagano” di Campobasso, per l’anno scolastico 2024/2025 bandisce

la tredicesima edizione del Certamen “AMICE, LATINE DISCERE”

con il patrocinio dell’Associazione E.I.P. Italia, Associazione Scuola Strumento di Pace, Sezione dell’E.I.P.- Ecole Instrument de Paix (Associazione non governativa riconosciuta dall’Unesco e dal Consiglio d’Europa).

Il suddetto concorso è rivolto agli studenti che frequentano il terzo anno della Scuola Secondaria di primo grado dello Stato Italiano.

La scadenza per la presentazione delle istanze di partecipazione è fissata al 15 febbraio 2025, compilando il modulo al seguente link:
https://www.segreteriacloud.eu/icpetrone/sportello/form.php?id=WCtObVNLZk9NUjk5UHB1THJaN3BXZz09


Tutte le informazioni sono disponibili nel Bando ufficiale o sul sito dell’Istituto Comprensivo “I. Petrone”


Per ulteriori informazioni sul Certamen inviare una mail al gruppo di lavoro CERTAMEN PETRONE: certamen@icpetrone.edu.it

Auguri di buone feste da EIP Italia


Care amiche e cari amici di EIP Italia Scuola strumento di pace,

in questo periodo di festività, desidero rivolgere a tutti voi un augurio di cuore, ricco di speranza e di fiducia nel futuro.
Viviamo tempi complessi, in cui la paura e l’incertezza sembrano a volte prendere il sopravvento. Ma proprio in questi momenti è importante per ciascuno di noi ricordare –  come ci hanno detto Andrea Riccardi e Edith Bruck ricevendo il Premio letterario per il loro volume Oltre il male – che la pace è sempre possibile e che possiamo costruire un mondo migliore per noi e per le generazioni che verranno.

La pace non è un’utopia irraggiungibile, ma un obiettivo concreto che possiamo raggiungere giorno dopo giorno, con l’impegno di ciascuno.
È un percorso che inizia dentro di noi, con la consapevolezza che possiamo essere protagonisti del nostro destino e che siamo noi la vita, il coraggio e la pace.

Riscopriamo la libertà, l’umanità e l’amore che ci lega: tenendo viva la speranza, possiamo superare le difficoltà e, come educatori, contribuire a immaginare un futuro più bello.

Che queste festività siano un’occasione per ritrovare la serenità, per riscoprire la bellezza delle piccole cose, per condividere momenti di gioia e di solidarietà con le persone che amiamo.
E che il nuovo anno sia un anno di pace, costruita sull’amore e la libertà.

Con un pensiero affettuoso per tutti

Anna Paola Tantucci
Presidente EIP Italia Scuola strumento di pace

Take a Step Forward: educazione ai diritti umani inclusiva

Ipotesi di adattamento dell’attività “Take a Step Forward” estrapolata dal manuale COMPASS per l’educazione dei giovani ai diritti umani


Un gruppo di studenti del Master in tutela internazionale “Maria Rita Saulle” dell’Università di Roma “La Sapienza” ha realizzato un’attività di adattamento del manuale COMPASS del Consiglio d’Europa.

Obiettivi principale è quello di adattare una specifica attività, intitolata “Take a Step Forward” e finalizzata alla comprensione delle diseguaglianze sociale e delle dinamiche di esclusione, per renderla maggiormente inclusiva e consentire maggiore consapevolezza sull’inclusione e il disabilismo e sviluppare pensiero critico e capacità empatiche.

Nel ringraziare Matilde Bottesi, Daesy Conte, Enrico Elefante e Stefania Tranfo, mettiamo a disposizione di docenti ed educatori il loro articolo nell’augurio che possa essere uno strumento concreto e uno spunto metodologico per il lavoro di educazione ai diritti umani.

Premio letterario “Eugenia Bruzzi Tantucci”: consegnato il premio a Edith Bruck e Andrea Riccardi

La cerimonia si è svolta il 14 dicembre scorso all’Università LUMSA. Premiata anche Eva Cantarella per la diffusione della cultura classica


Si è svolta lo scorso sabato 14 dicembre nell’Aula Magna “Santa Caterina da Siena” dell’Università LUMSA la cerimonia di premiazione della dodicesima edizione del Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci”, dedicata all’importante figura di scrittrice e preside che ha dedicato la sua vita alla difesa dei beni naturali e culturali e alla diffusione della lettura e della poesia tra i giovani.

La prima parte della mattinata è stata dedicata alla consegna del Premio “Vittorio Tantucci” 2024 per la diffusione della cultura classica alla prof.ssa Eva Cantarella, cui EIP Italia e Università LUMSA hanno assegnato il riconoscimento in occasione del Certamen Latinum dello scorso mese di aprile.

Collegata in teleconferenza, la prof.ssa Cantarella ha condiviso alcune riflessioni sul contributo del “mondo antico” alla nostra società contemporanea.

La seconda parte dell’incontro è stata caratterizzata da un riflessione sul tema “L’arte di non odiare”, con i contributi della Presidente Tantucci, di Elio Pecora, Rocco Pezzimenti e Antonio Augenti, membri della giuria del Premio letterario.

Andrea Riccardi e Edith Bruck, autori del volume Oltre il male (Laterza, 2024), cui è stato assegnato il riconoscimento per il 2024, hanno dialogato con gli studenti presenti, lasciando una indimenticabile testimonianza, che interpella la vita quotidiana di ciascuno.

Di seguito alcune immagini della giornata:

Bando di Concorso “Salva la tua lingua locale”

X edizione del Concorso UNPLI – EIP – ALI


L’idea di UNPLI (firmataria di un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito) e ALI Lazio di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, è sicuramente vincente. Grazie alla collaborazione con l’Associazione E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace, per il decimo anno il Concorso sarà esteso al mondo della scuola.

Il Concorso si inserisce pienamente negli scopi previsti dalla Legge 92/2019, che ha introdotto l’Insegnamento scolastico dell’educazione civica nella scuola italiana, anche per educare “al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni” (articolo 3), in cui possono trovare particolare attenzione le autonomie e le lingue locali, come previsto dagli artt. 5 e 6 della Costituzione Italiana.

Con riferimento alle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica allegate al DM 183/2024, il Concorso punta al raggiungimento del traguardo per lo sviluppo delle competenze n. 7 per il Primo ciclo (Maturare scelte e condotte di tutela dei beni materiali e immateriali) e degli Obiettivi di apprendimento relativi alla competenza n. 5 per il Secondo ciclo (Ideare e realizzare progetti e azioni di tutela, salvaguardia e promozione del patrimonio ambientale, artistico, culturale, materiale e immateriale e delle specificità turistiche e agroalimentari dei vari territori).

Nel contesto del progetto “Civis Sum”, promosso dall’E.I.P. Italia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che prevede la raccolta di buone pratiche delle scuole sui primi 54 articoli della Costituzione, la decima edizione del Concorso “Salva la tua lingua locale”, si propone di valorizzare e far conoscere le migliori proposte delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie.

Il Concorso si propone di stimolare la creatività espressiva dei giovani nell’età della formazione. E’ aperto a nuove esperienze di dialogo con i lavori dei giovani reclusi, scuole in strutture ospedaliere, minori non accompagnati, giovani in aree a forte dispersione scolastica, affinché possano esprimere sentimenti, esperienze, vicende nel loro dialetto e lingua locale, in prosa o in poesia, presentati dalle scuole o da Associazioni sociali e culturali che operano a livello istituzionale.

Per leggere il Regolamento e compilare il formulario di partecipazione clicca qui

Fidati della pace

Il Bando per il 53° Concorso Nazionale EIP Italia


Il Consiglio direttivo di E.I.P. Italia ETS ha scelto di dedicare il 53° Concorso Nazionale alla promozione dell’educazione alla pace (Fidati della pace. Rispettare i diritti per costruire il futuro insieme), con riferimento diretto alle Conclusioni del Consiglio sulle priorità dell’UE nel contesto delle Nazioni Unite durante la 79ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (settembre 2024 – settembre 2025).

Nell’attuale contesto internazionale, intendiamo sottolineare la necessità di un nuovo impegno e di un consenso rinnovato per accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile,  riconoscendo il legame intrinseco tra pace e sviluppo.

Le affermazioni contenute nelle priorità definite dall’UE (garantire un nuovo impegno a favore dei fondamenti di un ordine internazionale basato su regole, compresi i diritti umani; sostenere la pace e la sicurezza internazionali; promuovere lo sviluppo sostenibile e il finanziamento dello sviluppo; affrontare la “triplice crisi planetaria”; promuovere la fiducia attraverso un sistema multilaterale più efficace) sono efficacemente sintetizzate nella dimensione della “fiducia nella pace”, come scelta educativa.

L’educazione alla pace è correlata alle tematiche indicate nell’articolo 3 della Legge 92/2019, Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica, anche in rapporto allo sviluppo delle seguenti competenze:
“Riconosce ed esprime emozioni, sentimenti e pensieri; è consapevole che anche gli altri provano emozioni, sentimenti e pensieri, cerca di capirli e rispettarli. Riconosce e rispetta le diversità individuali, apprezzando la ricchezza di cui ciascuna persona è portatrice” (Competenze di cittadinanza per la scuola dell’infanzia indicate nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica adottate con il DM 183/2024);
“Sviluppare atteggiamenti e adottare comportamenti fondati sul rispetto di ogni persona, sulla responsabilità individuale, sulla legalità, sulla consapevolezza della appartenenza ad una comunità, sulla partecipazione e sulla solidarietà, sostenuti dalla conoscenza della Carta costituzionale, della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione Internazionale dei Diritti umani; Interagire correttamente con le istituzioni nella vita quotidiana, nella partecipazione e nell’esercizio della cittadinanza attiva” (Traguardi per lo sviluppo delle competenze per il primo ciclo indicati nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica adottate con il DM 183/2024);
“Rispettare le regole e le norme che governano lo stato di diritto, la convivenza sociale e la vita quotidiana in famiglia, a scuola, nella comunità, nel mondo del lavoro al fine di comunicare e rapportarsi correttamente con gli altri, esercitare consapevolmente i propri diritti e doveri per contribuire al bene comune e al rispetto dei diritti delle persone; Individuare nel testo della Costituzione i diritti fondamentali e i doveri delle persone e dei cittadini, evidenziando in particolare la concezione personalistica del nostro ordinamento costituzionale, i principi di eguaglianza, solidarietà, libertà, per riconoscere nelle norme, negli istituti, nelle organizzazioni sociali, le garanzie a tutela dei diritti e dei principi, le forme di responsabilità e le conseguenze della loro mancata applicazione o violazione; Individuare, attraverso l’analisi comparata della Costituzione italiana, della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, delle Carte Internazionali delle Nazioni Unite e di altri Organismi Internazionali (es. COE), i principi comuni di responsabilità, libertà, solidarietà, tutela dei diritti umani, della salute, della proprietà privata, della difesa dei beni culturali e artistici, degli animali e dell’ambiente. Rintracciare Organizzazioni e norme a livello nazionale e internazionale che se ne occupano. Partecipare indirettamente o direttamente con azioni alla propria portata. ” (Competenze e obiettivi di apprendimento per il secondo ciclo indicate nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica adottate con il DM 183/2024).

SCADENZA PER INVIARE LE PROPOSTE
16 aprile 2025

Per tutti i dettagli scaricare e consultare il Bando:

La scuola inclusiva vista dai ragazzi: risultati di una consultazione

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha promosso una consultazione pubblica dal titolo “Scuola e inclusione: dico la mia”, con l’obiettivo di dare voce ai ragazzi su temi cruciali come l’inclusione e la disabilità nella scuola. I risultati, presentati nel rapporto omonimo, offrono spunti di riflessione significativi e delineano un quadro a luci e ombre sull’attuale situazione


La consultazione, condotta online tramite il portale skuola.net e il sito dell’Autorità garante, ha coinvolto 6.042 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, frequentanti diversi tipi di scuola secondaria (licei, istituti tecnici, istituti professionali, scuole medie) e residenti in tutte le aree geografiche italiane. La partecipazione femminile è stata nettamente superiore a quella maschile, un fenomeno già riscontrato in altre consultazioni promosse dall’Autorità garante.

Inclusione e disabilità: il punto di vista degli studenti
Dall’analisi dei dati raccolti emergono diversi punti focali. Innanzitutto, l’indagine ha rilevato che quasi la metà dei ragazzi (46,2%) prova ansia quando entra a scuola, mentre il 16% si sente triste. Attraverso un’analisi delle corrispondenze multiple, è emerso che le ragazze tendono a manifestare maggiormente stati d’ansia, mentre i ragazzi tristezza.
Un altro aspetto critico riguarda il bullismo nei confronti degli studenti con disabilità: il 43,5% dei ragazzi ha dichiarato di aver assistito o di essere venuto a conoscenza di episodi di bullismo, ma il 36,5% non sapeva come comportarsi o a chi rivolgersi. Questo dato sottolinea la necessità di interventi mirati per educare al rispetto dell’altro e alla gestione dei conflitti, nonostante l’istituzione di figure come il docente referente per contrastare il bullismo e il cyberbullismo.
La maggior parte dei ragazzi (69,8%) ha o ha avuto in passato un compagno di classe con disabilità. Tuttavia, non c’è una visione univoca sul processo di apprendimento: il 35,4% lo ritiene individuale, mentre il 29,5% lo vede come un momento che coinvolge tutta la classe.
In merito all’influenza della presenza di studenti con disabilità sull’attività didattica, il 22% dei ragazzi pensa che la presenza di uno studente con disabilità disturbi il normale svolgimento delle lezioni, mentre il 46,5% ritiene che non influisca. Un’analisi delle corrispondenze multiple ha evidenziato una maggiore insofferenza tra i ragazzi rispetto alle ragazze nei confronti della presenza in classe di alunni con disabilità.

Il ruolo degli insegnanti e l’adeguatezza delle strutture
Un altro aspetto cruciale riguarda il ruolo degli insegnanti. Il giudizio degli studenti sugli insegnanti di sostegno e curricolari è negativo: il 50,5% ritiene che i docenti di sostegno preparati siano pochi, mentre il 58% ha la stessa opinione sugli insegnanti curricolari. Questi dati sottolineano la necessità di investire maggiormente nella formazione dei docenti, come evidenziato anche dal fatto che il 64,6% dei ragazzi non ha mai chiesto agli insegnanti come comportarsi con un compagno con disabilità e che solo il 38,2% ha ricevuto indicazioni in merito.
Per quanto riguarda l’adeguatezza degli edifici scolastici, la maggior parte dei ragazzi li ritiene abbastanza adeguati per gli studenti con disabilità fisiche (53,8%), ma meno per quelli con disabilità psichiche (26,8%) e sensoriali (16,2%). In particolare, il 58% ritiene gli edifici scolastici non adeguati per gli studenti con disabilità sensoriali.

L’inclusione oltre la scuola
La consultazione ha indagato anche l’esperienza dei ragazzi con la disabilità al di fuori del contesto scolastico. Il 60,6% ha dichiarato di essere venuto a contatto con ragazzi con disabilità in contesti extrascolastici, come centri estivi, gruppi parrocchiali e associazioni sportive. Tuttavia, solo il 12,8% frequenta spesso un coetaneo con disabilità al di fuori della scuola.
È interessante notare che il 58,7% dei ragazzi ritiene che esistano contesti più inclusivi della scuola, come le associazioni sportive e quelle di volontariato. Questo dato solleva interrogativi su cosa renda questi contesti più inclusivi e su come la scuola possa trarre spunto da essi.

Prospettive future e aree di intervento
Guardando al futuro dei propri coetanei con disabilità, i ragazzi non mostrano una visione univoca: il 20,4% pensa che continueranno un percorso di formazione come gli altri, mentre il 36,2% ritiene che avranno meno opportunità. Il 21,8% teme che corrano il rischio di isolarsi a casa.
In generale, il 51,4% dei ragazzi non ritiene la scuola sufficientemente inclusiva. Le principali aree di intervento individuate sono la formazione degli insegnanti (52,9%), la sensibilizzazione tra pari (36,2%) e l’edilizia scolastica (30,4%).

Conclusioni
La consultazione “Scuola e inclusione: dico la mia” ha messo in luce la necessità di promuovere una cultura dell’inclusione più diffusa e consapevole nella scuola. È emersa una discrepanza tra la percezione che i ragazzi hanno del proprio comportamento come singoli e quella del gruppo classe, a indicare la necessità di rafforzare il senso di comunità e di responsabilità individuale.
È fondamentale investire nella formazione degli insegnanti, nella sensibilizzazione tra pari e nell’adeguatezza delle strutture scolastiche. Ascoltare i ragazzi, cogliere le loro esigenze e stimolare empatia e senso civico sono elementi chiave per costruire una scuola veramente inclusiva, dove ogni studente si senta valorizzato e accolto.
Il percorso verso una scuola inclusiva è ancora lungo, ma i risultati di questa consultazione offrono spunti preziosi per un cambiamento concreto e duraturo. La scuola, come luogo di formazione e crescita per tutti, deve saper accogliere e valorizzare ogni individualità, garantendo a ciascuno pari opportunità e il diritto alla piena partecipazione.


Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico – 15 dicembre 2024

Indicazioni dal Ministero in applicazione della Legge 25/2024 per le scuole. E una riflessione


Il tema della violenza nei confronti del personale scolastico assume, in modo preoccupante, rilevanza numerica e mediatica.
Sul tema si è svolto a Roma lo scorso 22 novembre un incontro organizzato dalla rivista online “La Scuola Oggi”, cui ha partecipato il dirigente scolastico Francesco Rovida, di cui riportiamo integralmente l’intervento.


Gli episodi di aggressività violenta contro la scuola e le persone che la rappresentano ci colpiscono in modo particolare e suscitano emozioni forti di rifiuto e di paura.
Probabilmente perché la scuola è, in senso letterale, la casa di tutti: nessuno di noi, infatti, è in grado di raccontare la propria storia e vivere la propria identità, senza riferirsi al tempo passato nella scuola.
Quindi, chi aggredisce la scuola, è come se aggredisse un pezzo di ciascuno di noi.
Inoltre, nella nostra percezione comune la scuola è lo “spazio-tempo” che accompagna i passaggi della crescita e che alimenta il futuro individuale e sociale.
Quindi, chi la attacca in modo violento è come se attaccasse la parte di noi che, pur faticosamente, sta lavorando per migliorare, affermarsi e imparare a vivere in modo adulto.
Il nostro incontro di oggi è volto anche alla ricerca di possibilità di intervento, che trovano nella Normativa una serie di risposte agli aspetti gravemente patologici delle relazioni educative e contemporaneamente interpellano la capacità di progettare interventi educativi efficaci che non rispondano solo alle urgenze.
Come dirigente scolastico e formatore in percorsi rivolti ai docenti e a coloro che si preparano a questa professione, che può davvero cambiare la vita di chi la pratica come anche di tanti studenti, vorrei indicare brevemente due distinti ambiti di possibile intervento.
In primo luogo, ritengo interessante ricordare come le ricerche sul clima scolastico svolte negli ultimi venti anni indicano che la creazione di un clima positivo, basato sulla rete di relazioni affettive, motivazioni a stare insieme, collaborazione in vista di obiettivi comuni, apprezzamento reciproco, norme e modalità di funzionamento dei gruppi, può avere conseguenze significativamente importanti sulla motivazione all’apprendimento, lo sviluppo cognitivo e affettivo degli studenti, i risultati di apprendimento e il benessere degli studenti. Ma, inoltre, produce minori episodi di aggressività, violenza e molestie sessuali, arrivando ad esercitare un vero ruolo di prevenzione.
Guardando a questi aspetti, sono portato a pensare che nella scuola abbiamo la fortuna di uno strumento pedagogico e organizzativo interno alle stesse dinamiche contrattuali del lavoro. La scuola, infatti, secondo l’articolo 32 del CCNL Istruzione e ricerca 2019-2021, è una “una comunità educante di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale (…) volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni”.
Il primo ambito di intervento, quindi, in una logica di prevenzione, è dare forma e struttura alla comunità, che è fatta del reciproco riconoscimento “con pari dignità” di persone e di ruoli (docenti, personale ATA, DSGA, studenti, genitori e dirigente) e dello scopo della nostra collaborazione: “la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio”.
Creare una “comunità” è frutto di un lavoro intenzionale e continuo in tante direzioni. Ne accenno solo alcune:
– collaborazione tra i docenti, investendo tempo per rendere funzionali gli spazi di lavoro degli organi collegiali e promuovendo attivamente conoscenza e accoglienza, scambio di buone pratiche, occasioni di supervisione reciproca, formazione tra pari;
– coinvolgimento sistematico delle famiglie nella comunità, prima e indipendentemente dalle situazioni di emergenza. Da una parte organizzando una comunicazione regolare che oltre ad essere efficace e tempestiva (come il registro elettronico) possa avere un caratterizzazione umana. E dall’altra con la creazione di spazi e tempi di coinvolgimento attivo per eventi, laboratori, riunioni, valorizzando il loro contributo e le loro competenze. Nella logica del lavoro insieme per il benessere e il successo di tutti gli studenti (e non solo di mio figlio).
Un secondo ambito di intervento, a cui brevemente accenno, riguarda direttamente la vita professionale dei docenti e, indirettamente, le scelte di formazione e di autoformazione.
Il lavoro dell’insegnante, in quanto attività ad alto tasso relazionale, richiede oggi una professionalità più completa, che va oltre la preparazione tecnica, e coinvolge la competenza nell’osservare e gestire gli aspetti e le dinamiche relazionali veicolati dal processo di apprendimento. Coinvolge, dunque, anche le dimensioni più profonde dell’insegnante, “in quanto egli deve essere in grado di tollerare come propri i vissuti che l’allievo evoca dentro di lui quando agisce il proprio disagio psichico sotto forma di comportamenti aggressivi e di rifiuto al compito, o di ribellione alle più elementari regole di vita scolastica, o in forme di ritiro in se stesso” (Blandino – Granieri).
Richiede, quindi, di assumersi la responsabilità adulta della relazione educativa, che presuppone presenza, maturità, consapevolezza e disponibilità ad apprendere dai propri errori.
Un insegnante, così come una comunità scolastica, che non pretendo di essere senza difetti o senza carenze, ma che promuove e mantiene relazioni di lavoro adulte e sane.
Operare in queste direzioni presuppone una scelta culturale e valoriale che può essere ben sintetizzata dai sei Principi universali di Educazione civica, elaborati da Jean Piaget e Jacques Muhlethaler a Ginevra nel 1968, come punto di riferimento dell’Associazione Scuola strumento di pace.
Il compito irrinunciabile della scuola, che è descritto in questo breve testo, ruota intorno a temi come “comprensione reciproca”, “rispetto della vita e delle persone”, “tolleranza”, “senso di responsabilità” come privilegio della persona umana”, “altruismo e solidarietà”.
E si apre con una breve, quanto efficace affermazione, che vorrei utilizzare come chiusura di senso a questo mio intervento: “La scuola è al servizio dell’umanità”.


Abbiamo fatto le scuole DADA, ora dobbiamo fare i DADAisti!

La nuova pubblicazione di Ottavio Fattorini con la casa editrice Erickson


E’ uscito in queste settimane, per la prestigiosa casa editrice Erickson, il nuovo e importante volume del dirigente scolastico Ottavio Fattorini, co-fondatore delle scuole modello DADA e ideatore del Manifesto che ne definisce il costrutto (Il Manifesto delle scuole DADA
La scuola dell’«Eppur si muove»
, Erickson, 2024).

Scopo del volume è Il volume illustrare gli aspetti teorici e pratico-operativi per la realizzazione del Modello, insieme a suggestive visioni pedagogiche e didattiche.
Il Modello organizzativo-didattico DADA, acronimo di Didattiche per Ambienti Di Apprendimento, non corrisponde ad una visione meramente di progetto, metodo, sperimentazione o tecnica, “in quanto, seppur definito in maniera chiara e distinta dai suoi 10 principi, può e deve comunque essere adattato e «personalizzato» da ciascuna istituzione scolastica, declinandolo sulle proprie caratteristiche strutturali, logistiche, didattiche, ecc. e, soprattutto, scegliendolo solo come risposta ai propri bisogni”.

Principi e caratteristiche del Modello DADA (da un estratto del volume
disponibile sul sito della casa editrice)

Il volume rappresenta una guida completa per comprendere e applicare il Modello DADA, attivato nel 2014 in due Licei romani e seguito negli anni da un numero sempre maggiore di istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, anche con rifer. “Tali frangenti hanno aggravato un fraintendimento comune dovuto al fatto che «scuole Modello DADA» veniva talvolta usata erroneamente per antonomasia in relazione a qualsiasi didattica per ambienti di apprendimento o per «aule laboratorio disciplinare» (dizione del Manifesto delle Avanguardie educative di Indire; Laici e Orlandini, 2016), ignorando invece che fa riferimento a uno specifico costrutto. (…) Ecco dunque che, per capire cosa è il DADA e cosa non è, per coglierne la portata concettuale e i risvolti, risulta necessario leggere l’intero «Manifesto delle scuole DADA», perché solo considerato nella sua interezza è possibile scoprire il portato pedagogico-didattico e la visione unitaria sottesa, la cui scientificità è stata garantita, sin dalla sua attivazione, dal fatto di essere oggetto di studio nell’ambito del dottorato in Psicologia sociale dello sviluppo e della ricerca educativa dell’Università Sapienza di Roma”.

Il volume di Ottavio Fattorini, vicepresidente EIP Italia e coordinatore dell’Ufficio studi, oltre che fondatore del think thank “Dirigenti insieme per una dirigenza umanistica” è destinato ai docenti di ogni ordine e grado e indica anche i passaggi procedurali e legali necessari per riconoscere una scuola come DADA.

Per visitare il sito della Rete nazionale scuole DADA clicca qui.

Per visionare e acquistare il libro clicca qui.