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Pubblicato il Bando 2023-2024 del Certamen latinum “Vittorio Tantucci”

Scadenza per la partecipazione alla XII edizione il prossimo 22 marzo 2024


Giunto alla sua dodicesima edizione, il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” si propone di promuovere lo studio della lingua latina e ribadire la sua perenne vitalità, dimostrandone la capacità di dar voce all’infinita varietà del mondo spirituale, culturale, sentimentale, etico, sociale dell’umanità contemporanea, (competizione per la valorizzazione delle eccellenze dal DM 207/2022) ed è intitolato al celebre latinista, autore della grammatica latina più nota dal dopoguerra ad oggi in Italia e all’estero.

Si articola in due sezioni.
La prima è riservata agli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (licei classici, scientifici e linguistici) e il tema scelto per l’anno 2024 è Labor omnia vicit (Verg., Georg. I, 145).
La seconda è riservata agli studenti del biennio delle scuole secondarie di II grado con insegnamento della lingua latina (licei classici, scientifici e linguistici, scienze umane) e il tema scelto per l’anno 2024 è Schola officii conscientiam ac mutuam fidem, maximas personae humanae dotes, in pueris suscitat. Magis artis ac scientiae progressus technicus crescit, et magis eum in se homo transferre debet, ovvero il quinto Principio Universale di Educazione Civica elaborato da J.Piaget e J.Mühlethaler nel 1968: La scuola sviluppa nel fanciullo il senso di responsabilità, uno dei più grandi privilegi della persona umana. Più cresce il progresso tecnologico e scientifico, più l’uomo deve sentirsi responsabile.

Per la partecipazione possono essere presentati i seguenti tipi di lavoro:
componimento latino in poesia, comprendente non meno di 20 versi, accompagnato da una traduzione italiana di carattere poetico;
componimento latino in prosa con traduzione italiana (massimo 800 battute), concernente una riflessione critica sui versi di un autore latino sul tema proposto, a scelta del candidato;
elaborato multimediale in latino con traduzione italiana: sceneggiatura o drammatizzazione di un testo classico in versi o in prosa sul tema proposto, anche in formato multimediale, della durata massima di 10 minuti, a cura di un singolo o di un gruppo di studenti.

Ciascuna delle scuole partecipanti, secondo criteri interni per la selezione dei partecipanti autonomamente definiti e documentati, organizza le modalità di selezione di un unico lavoro da presentare alla competizione nazionale per una sola delle due sezioni.

I lavori scelti dalle scuole dovranno essere inviati in cinque copie cartacee e su supporto digitale (CD ROM, DVD, pendrive) in formato word/pdf, corredate dalla scheda di partecipazione (Allegato A) entro e non oltre il 22 marzo 2024 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

Segreteria del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”
Via Edoardo Maragliano, 26 – 00151 Roma

Ad insindacabile giudizio della Giuria sono previsti premi in denaro per i primi tre classificati di ciascuna sezione e menzioni d’onore ai partecipanti ritenuti meritevoli.

Il Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” prevede, inoltre, una sezione destinata a docenti e studiosi di lingua latina.
Per la partecipazione dovrà essere presentato un componimento in versi in lingua latina dal tema libero.

I criteri di valutazione di cui terrà conto la Giuria saranno essenzialmente fondati sulla correttezza formale e lo spessore valoriale dei contenuti.
I concorrenti potranno presentare un unico componimento, che dovrà essere necessariamente originale, nel senso che non sia già stato pubblicato a stampa, non abbia già conseguito un riscontro ufficiale in altre prove analoghe, come premi o pubbliche menzioni, ovvero non sia già stato diffuso sui social media.
Inoltre si specifica quanto segue:
– il carme dovrà comprendere non meno di 50 e non più di 100 versi;
– il testo del componimento, scritto al computer, dovrà essere contrassegnato da un motto autonomamente scelto e senza alcun altro segno di riconoscimento;
– nel plico inviato dovrà essere presente una busta chiusa riportante il motto, all’interno della quale sarà racchiusa una scheda con l’indicazione di nome e cognome del concorrente, recapito e numero di telefono, indirizzo di posta elettronica.

I componimenti in versi dovranno essere inviati in cinque copie cartacee e su supporto digitale (CD ROM, DVD, pendrive) in formato word e.pdf, unitamente alla scheda anagrafica custodita in busta chiusa entro e non oltre il 22 marzo 2024 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

Segreteria del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci”
Via Edoardo Maragliano, 26 – 00151 – Roma

Il vincitore, secondo la graduatoria a insindacabile giudizio della Giuria, riceverà un premio in denaro.
Sono previste menzioni d’onore ai meritevoli.


Per le informazioni complete, è necessario scaricare il Bando allegato:


Salva la tua lingua locale

Premio letterario nazionale per le opere in dialetto o lingua locale


PRESENTAZIONE

L’idea di UNPLI (firmataria di un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito) e ALI Lazio di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, è sicuramente vincente. Grazie alla collaborazione con l’Associazione E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace, per il nono anno il Concorso sarà esteso al mondo della scuola.

Il Concorso si inserisce pienamente negli scopi previsti dalla Legge 92/2019, che ha introdotto l’Insegnamento scolastico dell’educazione civica nella scuola italiana, anche per educare “al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni” (articolo 3), in cui possono trovare particolare attenzione le autonomie e le lingue locali, come previsto dagli artt. 5 e 6 della Costituzione Italiana. Con riferimento alle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, il perseguimento degli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile comprende anche “la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità”.

Nel contesto del progetto “Civis Sum”, promosso dall’E.I.P. Italia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che prevede, attraverso la costruzione della “Tavola periodica della Costituzione”, la raccolta di buone pratiche delle scuole sui primi 54 articoli della stessa, la nona edizione del Concorso “Salva la tua lingua locale”, si propone di valorizzare e far conoscere le migliori proposte delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, sul tema del concorso.

Il Concorso si propone di stimolare la creatività espressiva dei giovani nell’età della formazione. E’ aperto a nuove esperienze di dialogo con i lavori dei giovani reclusi, scuole in strutture ospedaliere, minori non accompagnati, giovani in aree a forte dispersione scolastica, affinché possano esprimere sentimenti, esperienze, vicende nel loro dialetto e lingua locale, in prosa o in poesia, presentati dalle scuole o da Associazioni sociali e culturali che operano a livello istituzionale.

Premi per i partecipanti

– I primi tre classificati nella Sezione Poesia
– I primi tre classificati nella Sezione Prosa
– I primi tre classificati nella Sezione Musica

I vincitori saranno premiati con una targa e la pubblicazione dei lavori all’interno dell’antologia che sarà realizzata con le opere premiate.

Riconoscimenti per i territori e le scuole

– Riconoscimenti per Presidenti di Pro Loco UNPLI che si sono distinti per la diffusione del Concorso e la collaborazione con le scuole del loro territorio (saranno selezionati dalla giuria in base alla documentazione allegata ai lavori pervenuti).
– Riconoscimento a “Cultori dei dialetti e delle lingue locali” che offriranno la loro collaborazione alle scuole del territorio per i lavori e gli eventi per partecipare al Concorso.

L’E.I.P. Italia, Ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la formazione del personale, ai sensi della Direttiva 170/2016, rilascerà agli studenti delle ultime tre classi della Scuola Secondaria di II grado un attestato di credito formativo ai sensi del DM 49/2000, valevole per l’Esame di Stato.

La scadenza per partecipare è stata fissata al 18 febbraio 2024.

Per partecipare occorre leggere il Regolamento e compilare il Formulario pubblicati di seguito.


REGOLAMENTO

Art. 1 – Finalità 
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) in collaborazione con ALI Lazio l’Associazione Scuola strumento di Pace (EIP) promuovono, per l’anno scolastico 2023/2024, il premio letterario nazionale per le opere in dialetto o lingua locale “SALVA LA TUA LINGUA LOCALE”, con una specifica sezione dedicata alla SCUOLA.
Il premio invita i ragazzi a proporre componimenti (poesie e prose) nei dialetti o lingue locali del proprio territorio.
Il premio “Salva la tua lingua locale” nasce con l’obiettivo di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO sulla Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, e coinvolgere le scuole per sensibilizzare gli studenti sulla tutela e salvaguardia dei patrimoni linguistici italiani. Il prof. Tullio De Mauro è stato tra i principali sostenitori dell’iniziativa. Il premio ha ricevuto riconoscimenti e patrocini da parte della Presidenza della Repubblica, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Commissione italiana per l’UNESCO e del Ministero della Cultura.

Art.2 – Destinatari
Possono partecipare al concorso, in forma individuale o in gruppo, gli studenti delle scuole primarie, secondarie di I e di II grado dell’intero territorio nazionale, secondo le modalità descritte nel presente bando.

Art. 3 – Tipologia degli elaborati
Sono previste le seguenti Sezioni:
Sezione Poesia – Ogni istituto potrà inviare fino a tre poesie di massimo 90 versi (con relativa traduzione in italiano), selezionati a cura dell’Istituto stesso tra i lavori degli studenti partecipanti.
Sezione Prosa – Ogni istituto potrà inviare un lavoro in prosa (racconto, storia, favola, con relativa traduzione in italiano) di non più di due cartelle (3600 battute spazi inclusi), selezionati a cura dell’Istituto stesso tra i lavori degli studenti partecipanti.
Sezione Musica – Ogni istituto potrà inviare fino a 3 composizioni musicali, corredati di testo (con relativa traduzione in italiano) e musica, (registrazione su file MP3 o formati simili – durata massima di 5 minuti).

Art. 4 – Termini e modalità di partecipazione
Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo formulario online al quale si accede cliccando qui.
Per partecipare al premio, i docenti referenti di ogni istituto dovranno compilare il formulario segnalato che conterrà i riferimenti della scuola di appartenenza, del docente referente, dello studente e/o degli studenti del gruppo produttore dell’elaborato e l’indicazione della tipologia di elaborato che si vuole presentare.
Le iscrizioni devono essere effettuate entro e non oltre il 18 febbraio 2024
Gli elaborati presentati dovranno essere originali e non dovranno aver partecipato ad altri concorsi. Non saranno considerate valide le domande di partecipazione compilate con modalità diverse da quelle indicate.

Art. 5 – Giuria
Una Giuria di specialisti, coordinata dall’EIP Italia, valuterà gli elaborati e decreterà i vincitori e le eventuali Menzioni d’ onore. Di seguito i componenti per l’anno 2023/24: Elio Pecora (Presidente); Anna Paola Tantucci (Coordinatrice); Catia Fierli, Luigi Matteo, Teresa Lombardo, Francesco Rovida, Anna Paudice e Guido Tracanna ( E.I.P. Italia) – Maria Costanza Cipullo (Ministero dell’Istruzione – Direzione generale dello Studente)

Art. 6 – Criteri di valutazione
Il giudizio della Giuria sarà libero, indipendente e inappellabile. Le procedure per la selezione e le motivazioni espresse dalla Giuria sono insindacabili e non pubblicabili. La Giuria terrà conto dei seguenti criteri:
a. Coerenza dell’elaborato con le sezioni previste;
b. Capacità di veicolare il messaggio della salvaguardia dei patrimoni linguistici e della diversità culturale;
c. Grado di creatività nella forma e nel contenuto proposto.

Art. 7 – Proclamazione e premiazione dei vincitori
I vincitori saranno invitati a partecipare all’evento conclusivo che si terrà nel mese di maggio (da confermare) a Roma. In tale occasione avranno luogo la proclamazione e la premiazione dei vincitori.

Art. 8 – Premi
I primi tre classificati di ogni sezione saranno premiati, con una targa e la pubblicazione dei lavori nell’antologia finale dei vincitori e dei finalisti, durante la cerimonia di premiazione.
La Giuria potrà inoltre attribuire menzioni d’onore e premi speciali per le varie Sezioni ai lavori che si sono distinti e a personalità dei territori per la diffusione del Premio e la collaborazione con le scuole.

Art. 9 – Proprietà intellettuale e diritti
La partecipazione al premio implica la cessione dei diritti di utilizzo e di privativa a UNPLI APS per qualsiasi finalità promozionale online e offline, inclusi eventi, fiere e convegni. Più in particolare la cessione dei diritti di utilizzo e di privativa comporta l’autorizzazione all’utilizzo del materiale prodotto ed implica la concessione di una licenza d’uso, temporalmente illimitata del materiale prodotto ed è comprensiva, a titolo meramente esemplificativo, dei seguenti diritti e facoltà: diritto di pubblicazione, diritto di riproduzione con e su qualsiasi supporto audiovisivo, diritto di trascrizione, montaggio, adattamento, elaborazione e/o riduzione, diritto di comunicazione e distribuzione al pubblico ovvero in ambiti ed ambienti aperti al pubblico senza fine di lucro, diritto di pubblicazione in formato elettronico tramite la rete pubblica, le intranet istituzionali ed i social network.
I partecipanti al premio garantiscono ora per allora che gli elaborati saranno originali e liberi da copyright ovvero utilizzeranno materiali, immagini e suoni per i quali si siano acquisiti i diritti di privativa e di sfruttamento editoriale, manlevando ora per allora UNPLI da qualsiasi rivendicazione avanzata da terzi.
Gli elaborati potranno essere resi disponibili, completamente o in parte, citandone gli autori, come materiale promozionale del Premio “Salva la tua lingua locale”, sia nelle sedi dell’organizzazione, sia in occasione di eventi, fiere e convegni ai quali partecipa. Il Premio “Salva la tua lingua locale” si riserva la facoltà di inserire nei contenuti il proprio marchio ed un eventuale “claim” con la citazione dell’istituto scolastico e degli autori. Per quanto non previsto nel presente regolamento si rinvia espressamente alla L. 633/1941 (“Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”) e ss.mm.ii.

Art. 10 – Trattamento dei dati personali
Gli organizzatori si impegnano a osservare quanto disposto dalle vigenti norme in materia di data protection in relazione ai dati personali eventualmente acquisiti e/o utilizzati per lo svolgimento delle attività di cui al presente regolamento. Ai sensi e per gli effetti delle norme vigenti in materia di data protection, i partecipanti prestano il consenso al trattamento dei propri dati personali per l’esecuzione di tutte le operazioni e attività connesse al presente regolamento come da informativa completa presente sul sito www.unpli.info/privacy-policy.

Art. 11 – Segreteria organizzativa
Segretario del premio: Dott. Gabriele Desiderio – giornatadeldialetto@unpli.info.
Il sito web di riferimento è il seguente: www.salvalatualingualocale.it.
Presso UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) – Piazza Flavio Biondo, 13 – 00153, Roma.

Art. 12 – Accettazione del regolamento
Con l’invio del modulo di iscrizione al premio, l’Istituto accetta tutte le condizioni esposte in questo regolamento, pena la decadenza dalla partecipazione al premio stesso.


Intelligenza artificiale e pace

Pubblichiamo integralmente il Messaggio di Sua Santità Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2024.
Un testo esemplare per modernità e pedagogia.


All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace. (…)

  • Sfide per l’educazione
    Lo sviluppo di una tecnologia che rispetti e serva la dignità umana ha chiare implicazioni per le istituzioni educative e per il mondo della cultura. Moltiplicando le possibilità di comunicazione, le tecnologie digitali hanno permesso di incontrarsi in modi nuovi. Tuttavia, rimane la necessità di una riflessione continua sul tipo di relazioni a cui ci stanno indirizzando. I giovani stanno crescendo in ambienti culturali pervasi dalla tecnologia e questo non può non mettere in discussione i metodi di insegnamento e formazione.
    L’educazione all’uso di forme di intelligenza artificiale dovrebbe mirare soprattutto a promuovere il pensiero critico. È necessario che gli utenti di ogni età, ma soprattutto i giovani, sviluppino una capacità di discernimento nell’uso di dati e contenuti raccolti sul web o prodotti da sistemi di intelligenza artificiale. Le scuole, le università e le società scientifiche sono chiamate ad aiutare gli studenti e i professionisti a fare propri gli aspetti sociali ed etici dello sviluppo e dell’utilizzo della tecnologia.
    La formazione all’uso dei nuovi strumenti di comunicazione dovrebbe tenere conto non solo della disinformazione, delle fake news, ma anche dell’inquietante recrudescenza di «paure ancestrali […] che hanno saputo nascondersi e potenziarsi dietro nuove tecnologie» [13]. Purtroppo, ancora una volta ci troviamo a dover combattere “la tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri per impedire l’incontro con altre culture, con altra gente” [14] e lo sviluppo di una coesistenza pacifica e fraterna.

Educare alla pace

Dal discorso del Presidente della Repubblica del 31 dicembre


Avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana.

La violenza.

Anzitutto, la violenza delle guerre. Di quelle in corso; e di quelle evocate e minacciate.

Le devastazioni che vediamo nell’Ucraina, invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla.

L’orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani d’Israele. Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità.

La reazione del governo israeliano, con un’azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti.

La guerra – ogni guerra – genera odio.

E l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti.

La guerra è frutto del rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali. Dotati di pari dignità. Per affermare, invece, con il pretesto del proprio interesse nazionale, un principio di diseguaglianza.

E si pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché sempre avvenuti nella storia.      Rifiutando il progresso della civiltà umana.

Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore. Alle morti di civili, donne, bambini. Come – sempre più spesso – accade nelle guerre.

Alla tragica contabilità dei soldati uccisi. Reciprocamente presentata; menandone vanto.

Vite spezzate, famiglie distrutte. Una generazione perduta.

E tutto questo accade vicino a noi. Nel cuore dell’Europa. Sulle rive del Mediterraneo.

Macerie, non solo fisiche. Che pesano sul nostro presente. E graveranno sul futuro delle nuove generazioni.

Di fronte alle quali si presentano oggi, e nel loro possibile avvenire, brutalità che pensavamo, ormai, scomparse; oltre che condannate dalla storia.

La guerra non nasce da sola. Non basterebbe neppure la spinta di tante armi, che ne sono lo strumento di morte. Così diffuse. Sempre più letali. Fonte di enormi guadagni.

Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini. Dalla mentalità che si coltiva. Dagli atteggiamenti di violenza, di sopraffazione, che si manifestano.

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità di pace.

Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.

Sappiamo che, per porre fine alle guerre in corso, non basta invocare la pace.

Occorre che venga perseguita dalla volontà dei governi. Anzitutto, di quelli che hanno scatenato i conflitti.

Ma impegnarsi per la pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere; e non la regola del prossimo futuro.

Volere la pace non è neutralità; o, peggio, indifferenza, rispetto a ciò che accade: sarebbe ingiusto, e anche piuttosto spregevole.

Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone.

Per conseguire la pace non è sufficiente far tacere le armi.

Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace. Coltivarne la cultura nel sentimento delle nuove generazioni. Nei gesti della vita di ogni giorno. Nel linguaggio che si adopera.

Dipende, anche, da ciascuno di noi.

Pace, nel senso di vivere bene insieme. Rispettandosi, riconoscendo le ragioni dell’altro. Consapevoli che la libertà degli altri completa la nostra libertà.

Ricordo di Lina

Il saluto a Lina Sergi Lo Giudice, appassionata sostenitrice di EIP Italia


Lina cara,
oggi sono qui con te per l’ultima volta insieme ai tuoi cari e agli amici che ti vogliono bene. Come sempre imprevedibile, ci hai lasciato all’improvviso, affranti e sgomenti.
Non riesco a credere che tu non ci sia più, che non sentirò la tua voce che mi racconta la tua ultima idea o progetto , l’ultimo di tre giorni fa’ era di un libro/agenda sulla pace e ci dovevamo vedere durante le feste per concordare insieme il lavoro.
Ci hanno legato sempre nelle nostre iniziative due temi fondamentali: la donna e i diritti umani. Quando eri direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Roma con Pasquale Capo, hai dedicato il tuo impegno ai giovani nel campo della poesia, della musica, del teatro, della pittura, per valorizzare i loro talenti.
Grande è stato il tuo impegno per l’affermazione del ruolo della donna in tutti gli ambiti della vita sociale e culturale, attraverso pubblicazioni e azioni concrete oltre che attraverso l’esempio della tua stessa vita.
Due stelle polari per te Rita Levi Montalcini e Piero Angela.
Nel periodo della tua permanenza in Umbria alla guida dell’Ufficio scolastico regionale hai saputo dare un’ impronta significativa personale nel campo dei diritti umani, raccontata in un volume di straordinario valore.
La nostra amicizia, nata insieme a quella grande per Eugenia Tantucci ,ha trovato un suo luogo di elezione e di espressione nell’Associazione EIP Italia Scuola Strumento di Pace, di cui condividevi gli ideali.
La passione per i giovani e l’educazione, il desiderio profondo di diffondere la cultura dei diritti umani e l’amore per la poesia, hanno dato vita anche in collaborazione con l’Accademia italiana di poesia, di cui sei stata presidente e anima, a due Certamina, quello “Taciteum” a Terni e il “Tantucci-Mariotti” a Roma e al Premio Letterario Internazionale “Eugenia Tantucci”, nati per valorizzare la produzione culturale dei grandi autori e degli studenti.
Sei stata presente in modo costante a tanti eventi pubblici organizzati da EIP regalando una visione di senso a tanti giovani con quei tuoi discorsi, scritti a mano e quasi recitati con la tua voce passionale, così coinvolgenti .
Ti aspettavamo anche sabato mattina ma hai voluto partire per un altro viaggio.
La nostra vita senza di te sarà più triste e sola.
Voglio salutarti con la poesia di Eugenia che tu amavi tanto e che, come mi hai confidato, avresti voluto che ti accompagnasse nel tuo congedo.

Auguri di pace


Carissimi,

con l’avvicinarsi delle feste natalizie e l’avvio di un nuovo anno rivolgo a tutti voi, a nome di EIP Italia, sentiti auguri di serenità e salute.
L’impegno per l’affermazione dei diritti umani e la promozione della pace vivono giorni difficili e, proprio per questo, il pensiero più importante va a docenti, dirigenti e operatori della scuola che, insieme a studenti e genitori, cercano ogni giorno di creare le condizioni perché la nostra società di oggi e di domani possa essere caratterizzata da comprensione reciproca, rispetto, tolleranza, senso di responsabilità, altruismo e solidarietà.
Buon Natale

Premio letterario “Eugenia Bruzzi Tantucci” 2023

Sabato 16 dicembre si è svolta la cerimonia di premiazione per il volume di Antonio Augenti


Si è svolta sabato 16 dicembre 2023, presso l’Aula Magna “Santa Caterina da Siena” dell’Università LUMSA di Roma la Cerimonia di premiazione del Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci”, giunto alla sua undicesima edizione.

A precedere l’assegnazione dei premi una mattinata di Dialoghi su scuola, cultura e giustizia sociale.

Anna Paola Tantucci, Presidente Ecole Instrument de Paix Italia, nel sottolineare il legame tra il Premio e la celebrazione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha delineato il percorso istituzionale e culturale di Antonio Augenti

Rocco Pezzimenti, Docente dell’Università LUMSA, ha presentato il volume premiato dalla Giuria, con un percorso che ha messo in evidenza “carattere di una persona che non si vuole arrendere, non può assolutamente accettare che la scuola e la cultura (…) non riescano a prendere il passo adatto per mettersi in rapporto ai tempi che viviamo.

Giovanni Vinciguerra, Direttore TUTTOSCUOLA, nel ricordare il legame e il contributo di Augenti al dibattito sulla scuola, anche attraverso le pagine della Rivista, ha evidenziato come l’attenzione ai dati concreti della vita della scuola evidenzino i paradossi di un diritto all’istruzione che viene più affermato che garantito.

Elio Pecora, Presidente della giuria, Poeta e scrittore, ha delineato con passione, i tratti di quella che potrebbe diventare una “Direttiva” sull’educazione ai sentimenti attraverso l’accesso alla conoscenza di sè mediato dalla letteratura.

La consegna del Premio ad Antonio Augenti, è stata seguita dall’assegnazione delle due menzioni a Anna Paudice, per l’antologia di racconti Mi sono sempre piaciute le storie (Dantebus, 2023) e a Natalìa Vacca per il romanzo L’alba del nulla (Guida Editori, 2022).

Quindi, spazio per la sezione riservata a studenti delle scuole secondarie di II grado:
PRIMO PREMIO
a Tiziano Bartolini per il racconto Un paradiso nascosto – classe 4P del Liceo “Lucio Anneo Seneca” di Roma (docente referente prof. Paola Malvenuto)
SECONDO PREMIO ex aequo
a Maria Sofia Sagone per la poesia Donna – classe 5B P del Liceo “Cornelio Tacito” di Roma (docente referente prof. Arduino Maiuri)
SECONDO PREMIO ex aequo
a Mattia Valerio per il racconto Il secolo di Edilia – classe 4CS dell’Istituto di Istruzione Superiore “Via dei Papareschi” di Roma (docente referente prof. Guido Tracanna)
TERZO PREMIO
a Helga Cszengenyi per la poesia La stringa – del Colegiul Naţional “Gh. Şincai” – Baia Mare (ROM) (docente referente prof. Horga Ioana)


Racconti di vita e di scuola

Luciano Corradini e le storie autobiografie di ex studenti


Mi permetto di iniziare la presentazione di questo libro, costituito dalle autobiografie di miei ex studenti diplomati periti industriali negli anni 1964, ’65, ’66, di cui sono stato insegnante di italiano, storia ed educazione civica, rispondendo ai dubbi e alle domande che si pone uno di questi signori, il dottor Vilder Predieri, nelle riflessioni introduttive al suo impegno di scrivere sulla sua vicenda umana e scolastica.

“Visto che, a quasi 60 anni di distanza, trova ancora il tempo di pensare a noi, di stare insieme a noi, di occuparsi e preoccuparsi delle nostre vite, in questa vicenda, mi piace pensare che anche a lui abbiamo dato qualcosa di importante. Mi chiedo: perché Corradini dialoga proprio con noi, fra le tante persone che ha incontrato o a cui ha insegnato e con cui ha collaborato? È una risposta che non mi so dare. Se mi limitassi a scrivere di qualche episodio di vita passata, me la caverei con poco. Al contrario, le emozioni sono state tante e raccontarle risulta molto più complesso. Nella scuola ho avuto l’occasione d’incontrare alcune persone importanti e, fra queste, insegnanti con grandi doti umane…”. (…)
(Come, ndr) attirare l’attenzione “di un giovane disposto a spegnere un minuto il cellulare, per cominciare a leggere il racconto di un signore che potrebbe essere suo nonno”. Riferendosi poi al sottoscritto si chiede: “Come faceva lui ad attirare la mia attenzione, prima che io mi distraessi o mi occupassi della materia dell’ora successiva?”

Provo a rispondere alla prima domanda con cui mi chiede perché dialogo proprio con loro, fornendo anche una risposta che mi rincuora, quando dice: “mi piace pensare che anche a lui abbiamo dato qualcosa d’importante”. Proprio così. Io ho vissuto volentieri i miei tre anni all’ITI. Ero contento d’incontrarvi, di ascoltarvi, di rispondere alle vostre domande. Non era scontato.(…)
Quando, trent’anni dopo, feci il gesto provocatorio del volontariato fiscale, da cui è nata un’Associazione per la riduzione del debito pubblico, una classe si riunì e mi invitò a cena all’Astoria. Quei signori vennero con le loro mogli, e io portai la mia. Uno mi mostrò un quaderno, con i miei giudizi scritti sui temi di allora, dicendo che questi l’avevano aiutato a leggersi dentro. Un altro disse che, spiegando i poeti, l’avevo aiutato a comunicare con la sua futura moglie e con i suoi futuri figli. Una serata magnifica, che non restò l’unica, a tema libero. Facendo per gioco l’appello, prima di sedermi a tavola, con l’elenco degli studenti fornitomi da una brillante segretaria dell’ITI, riconoscevo solo in parte i nomi dei signori che avevo di fronte, ma la mia e nostra memoria affettiva era forte, perché ridevamo commuovendoci. (…)
Veniamo all’altra domanda, che riguarda la difficoltà dei giovani, ma non solo, di staccarsi dal telefonino, come i poppanti dal seno materno, per ascoltare, parlare, interrogare, rispondere con un po’ d’interesse e di garbo a un volto reale o a un libro cartaceo: non solo per passare un esame o per chiacchierare, ma anche per ragionare insieme sulle cause degli avvenimenti e su quello che possiamo essere, pensare e modificare per dare a questo complicato e precario mondo un senso più “umano”. Diversi miei nipoti non rispondono quasi mai alle mail con cui cerco di mescolare l’utile al seducente, per informarli su qualcosa o per avviare qualche discorso che ci renda più trasparenti e amici. Prendo atto che i cambiamenti climatici non riguardano solo la terra e il cielo, ma anche l’antropocene, cioè l’era geologica in cui siamo entrati e in cui pare che non facciamo abbastanza per assumerci le nostre corresponsabilità verso gli altri e verso il futuro. Tutto, certo, non si può dire e fare, sempre e con tutti. Ma qualcosa sì, se si drizzano le antenne e si parla o chatta con qualcuno disponibile a fare un po’ di strada insieme verso un orizzonte più “pulito” e meno inquietante e ingiusto di quello che ci viene incontro. (…)

Le autobiografie non “dimostrano” nulla in senso geometrico o sperimentale, ma consentono di comparare tempi e vite diverse e di far pensare chi le scrive e chi le legge. Talora informano e stupiscono, talora divertono come racconti romanzeschi, talora fanno capire quanta umanità c’è stata nella vita familiare e professionale di genitori e nonni, e anche quanti limiti si sono incontrati, anche senza reagire con violenze o “contestazioni globali”, nel mondo delle istituzioni, scuola inclusa. Quello che ho chiamato il “programma editoriale comune” è nato quasi per caso, e maturato lentamente, ma in un terreno predisposto, in cui abbiamo seminato con qualche timidezza e inizialmente in ordine sparso.

dalla Introduzione di Luciano Corradini

Un nuovo contratto sociale per l’educazione

Pubblichiamo l’introduzione al nuovo rapporto UNESCO


Se c’è qualcosa che ci ha unito nell’ultimo anno e mezzo, è la nostra sensazione di vulnerabilità riguardo al presente e di incertezza sul futuro. Oggi più che mai sappiamo che è necessario agire con urgenza per cambiare il corso dell’umanità e salvare il pianeta da ulteriori perturbazioni. Ma questa azione deve essere a lungo termine e combinata con un pensiero strategico.
L’educazione svolge un ruolo fondamentale nell’affrontare queste sfide ardue. Tuttavia, come dimostrato dalla pandemia, l’educazione è fragile: al culmine della pandemia da COVID-19, 1,6 miliardi di studenti e studentesse in tutto il mondo hanno dovuto subire la chiusura delle scuole.
Non si apprezza mai così tanto qualcosa come quando si rischia di perderla. Per questo motivo, l’UNESCO accoglie con favore questo nuovo Rapporto, Re-immaginare i nostri futuri insieme: un nuovo contratto sociale per l’educazione, preparato dalla Commissione internazionale sui Futuri dell’Educazione sotto la guida di Sua Eccellenza Madame Sahle-Work Zewde, Presidente della Repubblica Federale Democratica di Etiopia.
Dalla sua fondazione, 75 anni fa, l’UNESCO ha commissionato diversi rapporti globali per ripensare il ruolo dell’educazione nei momenti chiave di trasformazione della società. Il primo fu il Rapporto della Commissione Faure, del 1972, Learning to Be: The World of Education Today and Tomorrow, seguito poi dal Rapporto della Commissione Delors, del 1996, Learning: the Treasure Within (traduzione italiana: Nell’educazione un tesoro). Entrambi i rapporti erano illuminanti e autorevoli; tuttavia, il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni.
Come quelli che l’hanno preceduto, il Rapporto della Commissione Sahle-Work amplia il dialogo sulle filosofie e i principi necessari per guidare l’educazione al fine di migliorare l’esistenza di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. È stato stilato nell’arco di due anni e si basa su ampie consultazioni con oltre un milione di persone.
Se il Rapporto ci insegna una cosa, è che dobbiamo agire con urgenza per cambiare rotta, perché il futuro dell’umanità dipende dal futuro del pianeta, ed entrambi sono a rischio. Il Rapporto propone un nuovo contratto sociale per l’educazione, che mira a ricostruire le nostre relazioni reciproche, con il pianeta e con la tecnologia.
Questo nuovo contratto sociale è la nostra occasione per rimediare alle ingiustizie del passato e trasformare il futuro. Si basa, soprattutto, sul diritto a un’educazione di qualità lungo tutto l’arco della vita, considerando l’insegnamento e l’apprendimento come sforzi sociali condivisi e quindi beni comuni.
Realizzare questa visione dell’educazione non è un compito impossibile. C’è speranza, soprattutto tra le giovani generazioni. Tuttavia, avremo bisogno della creatività e dell’intelligenza del mondo intero per garantire che l’inclusione, l’equità, i diritti umani e la pace definiscano il nostro futuro.
In sostanza, è questo ciò che il Rapporto ci invita a fare. Anche solo per questo motivo, contiene lezioni preziose per ognuno di noi.

Audrey Azoulay
Direttrice generale dell’UNESCO


Human Rights Day – 10 dicembre 2023

La Giornata si celebra ogni anno il 10 dicembre, il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani


“All human beings are born free and equal in dignity and rights.”
The iconic opening sentence of the Universal Declaration of Human Rights is as important today as it was when it was adopted 75 years ago.
The Universal Declaration is a roadmap, helping to end wars, heal divisions and promote lives of peace and dignity for all.
But the world is losing its way. Conflicts are raging. Poverty and hunger are increasing. Inequalities are deepening. The climate crisis is a human rights crisis that is hitting the most vulnerable hardest.
Authoritarianism is on the rise.
Civic space is shrinking and the media is under attack from all sides.
Gender equality remains a distant dream and women’s reproductive rights are being rolled back.
Today, it is more important than ever to promote and respect all human rights – social, cultural, economic, civil and political – which protect us all.
The Universal Declaration shows the way to common values and approaches that can help resolve tensions and create the security and stability our world craves.
As we work to update global frameworks and make them more effective in the 21st century, human rights must have a unique and central role.
I call on Member States to use this 75th anniversary, and the Summit of the Future next year, to strengthen their commitment to the timeless values of the Universal Declaration.
And on Human Rights Day, I urge people around the world to promote and respect human rights, every day, for everyone, everywhere.

António Guterres
UN Secretary-General

Il 10 dicembre 2023 si celebrerà il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. In vista di questa celebrazione fondamentale, a partire dalla Giornata dei diritti umani di quest’anno, le Nazioni Unite lanciano una campagna di un anno per presentare la Dichiarazione universale concentrandosi sulla sua eredità, rilevanza e il suo potere di attivismo.
I messaggi chiave della Campagna sono i seguenti:
La Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce i diritti di tutti gli esseri umani in quanto tali.
In quanto “standard comune di realizzazione per tutti i popoli e tutte le nazioni”, l’UDHR è un progetto globale per le leggi e le politiche internazionali, nazionali e locali e un fondamento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
La Dichiarazione universale dei diritti umani ha ispirato molte lotte per una maggiore protezione dei diritti umani e li ha aiutati a essere maggiormente riconosciuti.
Quando e ovunque i valori dell’umanità vengono abbandonati, siamo tutti maggiormente a rischio. Le soluzioni alle più grandi crisi odierne sono radicate nei diritti umani.
Dobbiamo difendere i nostri diritti e quelli degli altri.
Abbiamo bisogno di un’economia che investa nei diritti umani e lavori per tutti.

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“Se la cura è un diritto umano allora non c’è altra strada che curare tutti, senza discriminazioni, curarli al meglio e gratuitamente.”
Gino Strada, Una persona alla volta


“Non c’è giustizia climatica senza diritti umani”
National Geographic



noi dobbiamo convincerli che la vita vale
una vita soltanto più di una multinazionale
noi dobbiamo convincerli che la strada buona
è il rispetto totale dei diritti di una persona”
Jovanotti, La vita vale


Con le mani appena giunte
La preghiera di Alessandro Bergonzoni per la pace

In questa manifestazione organizzata dal Portico della Pace di Bologna e da altre associazioni, mi rivolgo a lei Lafram capo della comunità islamica, a lei De Paz presidente della comunità ebraica di Bologna e a lei Cardinale Zuppi, da tifoso dell’unica squadra che seguo, l’Inter religioso: lo faccio per ripetere ciò che dico da tempo: religioni scambiatevi le fedi per sposare un’idea, quella della Pace, per coniugare, come fanno già tante vittime “civili” apparentemente avverse, torto e ragione e viceversa (che è il contrario di ogni vendetta mai giustamente degna), in questa occasione che non vorrei più unica ma abituale, anche e soprattutto durante la pace se tornerà e per una totale alterità.
Il contrario di guerra non è pace ma amore. Il contrario di amore non è odio ma morte, il contrario di civili è vili militari. Il contrario di vita non è morte ma violenza, paura di essere convertiti e brama di convertire. Il contrario di stupro continuo è disarmo di tutti gli uomini. Facciamo come stanno facendo tanti padri e tanti madri che non dividono la terra in parti, ma uniscono i propri bambini nati differenti ma morti gemelli. Veri parenti di sangue, versato, figli d’ognuno di noi esseri gemelli, uniti da una linea di “nonfine” che non è l’identità ma l’identicità assoluta.
Dico spesso che si uccide con la mano destra e con la mano sinistra ma anche con la terza mano la mancanza (di mediazione, trattative, ascolto, perdono, visione, sovrumanità e bene). Allora prendete nelle vostre mussulmani le nostre mani e anche le ottomani, perché non c’è una sola stella blu ma anche una verde accanto alla mezza luna, e non fateci una croce sopra, cancellando tutto, tenetela vicino come un segno “più” che si somma agli altri e a tutto: il sommo e il sacro d’ognuno. Stanno nello stesso cielo sopra lo stesso pianeta, da occidente a oriente (se non diventa la stessa guerra, con gli stessi prigionieri, gli stessi moventi, rancori atavici e pretesti).
Che non si dica più che c’è qualcosa sotto, stanchi di non vedere niente di nuovo sotto il sole: è solo perché non sappiamo ancora guardare sopra ad esso. Liberiamo ogni ostaggio di ora e quelli di sempre, non ostruiamo, costruiamo. Magari una sinagoga dentro ad una chiesa che stia in una moschea. Architettura divina arte del cosmo. La memoria del passato di ogni popolo è importante certo, ma necessaria come l’evitare la moria e cominciare a cooperare sulla memoria del futuro.
Fatelo anche voi, non solo per favore o per piacere, per mercati, strategia e potere,ma per diritto e bellezza universale. Credere? Ognuno al proprio grande Chi. Obbedire? Meglio dire istruire, custodire, capire, restituire, lenire, favorire e senza più ire. Combattere? Meglio nonbattere. C’è solo un organo che batte continuamente senza uccidere nessuno o vincere si chiama cuore. Questo ci convinca (la scienza conferma che lo abbiamo tutti uguale ,con nessuna bandiera piantata nel costato, come quelle che non ci sono a Bologna, se non bianche o arcobaleno, che nasce da quel bianco che non è resa ma rende l’idea).
Si chiama cuore? Chiamiamolo anche noi, risponderà. È questione poetica non etica. Non si può più aver paura allora di essere versi, versetti e fatti di versi. Questione di stile non ostile. Questo riguarda tutti i popoli in guerra da sempre, ma riguarda pure noi anche se non in guerra (?) e quel che ci riguarda ci sta dicendo che per un po’ ci riguarda ancora poi non ci riguarderà più. Le troppe ossessive distinzioni portano all’estinzione totale, anatomica e atomica. Allora vi preghiamo con le mani appena giunte che ci arrivano di continuo da tutte le vittime: che nessuna fede sia fedifraga, non le tradisca uccidendole per la seconda volta, anima compresa.
Credo in questo vostro e nostro pensiero congiunto di vera congiuntivite che vorrei leggeste insieme, nessuno prima dell’altro, a tre voci. Tre, numero perfetto: per per non primeggiare nè sopraffarsi o sentirsi migliore.
http://www.repubblica.it – 6 dicembre 2023 – ore 9.45
https://www.repubblica.it/cultura/2023/12/06/news/alessandro_bergonzoni_con_le_mani_appena_giunte-421584942/


Qui trovi il Bando per il 52 Concorso Nazionale EIP Italia


“Ogni individuo e ogni organo della società … si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e queste libertà..”
Preambolo alla Dichiarazione

Qui il Manuale del Consiglio d’Europa per l’educazione ai diritti umani