Tutti gli articoli di Francesco Rovida

L’eternità di Basile rivive in italiano

A Napoli la presentazione de Lo Cunto de li Cunti riscritto da Elio Pecora


Il 22 ottobre 2025 alle ore 17:30 si terrà a Napoli, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Via Monte di Dio 14), la presentazione del volume Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile nella riscrittura in lingua italiana contemporanea curata dal poeta Elio Pecora, edito da Bibliotheka Edizioni.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Eleonora Pimentel e La Tela del Mediterraneo, vedrà gli interventi di Peppe Barra, Esther Basile, e Daniela Marcheschi.
Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille, considerato da Benedetto Croce “il più bel libro italiano barocco” , è una raccolta di cinquanta fiabe scritte in napoletano da Giambattista Basile (1566-1632). L’opera, nota anche con il titolo postumo de Il Pentamerone, ha influenzato scrittori di fiabe come Perrault e i fratelli Grimm.

Un libro bellissimo, ma ignorato
Nonostante la sua importanza, l’opera di Basile resta oggi un “libro bellissimo, gustosissimo, famosissimo… ma ignoto proprio in quanto libro”: noto di nome ma non di fatto in Italia, a differenza di paesi come la Germania e l’Inghilterra.
Il testo originale, scritto in un dialetto napoletano di ardua comprensione anche per i napoletani stessi, risulta di difficile lettura. Già Benedetto Croce, traducendolo nel 1925, si proponeva di toglierlo dall’angusta cerchia degli eruditi per farlo entrare nella letteratura nazionale.

La scelta di Elio Pecora: restituire il godimento ai “peccerille”
Il poeta salernitano Elio Pecora, amico di EIP Italia e Presidente di Giuria per diversi Concorsi indetti dalla nostra associazione, ha accettato la “sfida di italianizzare il napoletano del cunto basiliano” , riscrivendo le 50 fiabe nella lingua italiana di oggi. Il suo intento non è competere con i testi precedenti, ma consegnare al lettore moderno il proprio godimento per queste straordinarie narrazioni.
Pecora ha sottolineato che il titolo originale scelto da Basile, Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille, indica che l’autore “non si rivolgeva ai grammatici ma ai bambini, ai ragazzi”. La sua riscrittura mira a restituire fedelmente questo proposito, confidando nel piacere della lettura che travalica la napoletanità barocca e ogni dotto riferimento, senza note o dissertazioni filologiche.

Osceno, riso, e l’eternità dell’uomo
Le storie di Basile sono descritte come “oscene e allegre, divertenti e maledicenti, meravigliose e orrende”, che vogliono solo spaventare e divertire, senza la pretesa di istruire o migliorare il lettore. La lingua usata da Basile è “lussuosa, spregiudicata, sfolgorante, colma di umori e di invenzioni”, dove “l’osceno e il riso si confondono”.
L’opera contiene un “gran divertimento” ma anche tragedia, dramma, crudeltà e la concretezza del corpo (organi sessuali, sangue, viscere, feci) e l’abbondanza di cibo: elementi mantenuti nella loro immediatezza anche attraverso la scelta di utilizzare i termini più espliciti, così come doppi sensi e allusioni.
Per Pecora, in Basile non c’è attualità, ma l’eternità dell’uomo, delle sue paure e delle sue gioie. I suoi racconti “insegnano a superare terribili paure… per arrivare al lieto fine, alla metamorfosi salvifica”.
La parola, quando usata nel modo più originale, è “educatrice, pedagogica, purificatrice”.
La riscrittura di Pecora, quindi, rende accessibile al lettore di oggi un libro di ieri e di sempre , rispettando la sua meravigliosa sostanza.


L’Italia protagonista per i diritti umani

Mandato 2026-2028 nel Consiglio ONU per la Difesa dei Diritti Fondamentali


Con un risultato significativo, l’Italia è stata eletta come membro votante all’interno del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU) per il triennio 2026-2028. L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato l’elezione, con un sostegno di 179 Paesi a favore della candidatura italiana.
L’Italia ha ottenuto il primato di voti nel Gruppo dei Paesi Occidentali (Weog), un risultato che si aggiunge ai precedenti successi elettorali del 2023 (Commissione ONU per le droghe narcotiche) e del 2024 (Consiglio Economico e Sociale). Per l’Italia si tratta del quarto mandato nel CDU (gli incarichi precedenti sono stati 2019-2021, 2011-2014 e 2007-2010).
Riconoscimento politico e impegno futuro
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso grande soddisfazione da Roma, definendo l’elezione come “un chiaro segnale politico di fiducia” della comunità globale verso il ruolo attivo dell’Italia nella tutela dei diritti fondamentali.
Tajani ha poi delineato le priorità del Paese per il nuovo mandato:
– Contrasto a ogni forma di discriminazione.
– Tutela dei bambini e delle persone vulnerabili.
– Lotta alla violenza di genere.
– Difesa della libertà di espressione e di religione.
– Azione contro la pena di morte.
Il Ministro ha ringraziato i Paesi sostenitori, la Farnesina e la rete diplomatica per la campagna efficace, ribadendo che, in un contesto internazionale complesso, l’Italia continuerà a operare con “azione coraggiosa e responsabile” per la difesa dei principi universali di dignità e giustizia.
Gli altri eletti e il contesto del CDU
Insieme all’Italia, sono stati eletti per il prossimo triennio anche Angola, Cile, Ecuador, Egitto, Estonia, India, Iraq, Mauritius, Pakistan, Slovenia, Sud Africa, Regno Unito e Viet Nam.
Il Consiglio per i Diritti Umani, istituito a Ginevra nel 2006 in sostituzione della precedente Commissione, è un organo sussidiario dell’Assemblea Generale. Il suo compito è promuovere il rispetto universale e la protezione dei diritti umani, intervenire sulle violazioni e favorire il coordinamento interno al sistema ONU.
Si compone di 47 Stati membri, ripartiti su base geografica (13 Africa, 13 Asia-Pacifico, 8 America Latina, 7 Gruppo Europeo Occidentale, 6 Europa Orientale), con mandati triennali rinnovabili al massimo due volte consecutive. L’organismo si riunisce a Ginevra in tre sessioni ordinarie annuali (febbraio/marzo, giugno/luglio e settembre/ottobre), oltre a eventuali sessioni speciali convocate per affrontare urgenti questioni specifiche.
Il suo lavoro è supportato da meccanismi come l’Esame Periodico Universale (UPR) e le Procedure Speciali (Relatori e Esperti Indipendenti), ed è aperto al contributo delle ONG in status consultivo ECOSOC.


Gli studenti italiani si fidano della pace

Le varie divisioni della terra danno a ciascun popolo una diversa patria: ma il mondo abitato offre a tutti gli uomini capaci di amicizia una sola casa comune: la Terra.
(Diogene di Enoanda, filosofo epicureo del II secolo a.c.)


Avrà luogo mercoledì 22 ottobre 2025 dalle 9.30 alle 13.00 presso l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II” a Roma (Viale Castro Pretorio, 105) la Cerimonia di premiazione della 53esima edizione del Concorso Nazionale EIP Italia.
Hanno partecipato al Concorso circa 90 scuole di molte regioni italiane, con progetti e lavori creativi realizzati sul tema proposto per l’anno scolastico 2024-2025: Fidati della pace. Rispettare i diritti per costruire il futuro insieme.

Trenta sono i lavori premiati, selezionati da una prestigiosa Commissione designata dal Comitato paritetico EIP Italia – Ministero dell’Istruzione e del Merito, in attuazione del Protocollo d’Intesa, in cui sono definite le modalità di collaborazione sussidiaria che la storica Associazione per la “Scuola strumento di pace” porta avanti, soprattutto nell’ambito dell’Insegnamento di Educazione civica.

Il messaggio che emerge in modo significativo dalle diverse proposte, che spaziano quest’anno dal podcast al teatro, dall’arte figurativa alla poesia, è che se desideriamo la pace, anche noi dobbiamo, in prima persona, impegnarci a costruirla, prendendoci cura gli uni degli altri e facendo crescere la società della cura e dei diritti. 
In un momento storico travagliato da guerre, stragi, episodi di spietata disumanità, distruzione di intere città e territori e, nella dimensione privata, da violenza familiare, riteniamo essenziale una riflessione sul modo in cui ci stiamo impegnando ad educare le nuove generazioni, in Europa e nel mondo, al dialogo, al rispetto reciproco e alla fratellanza.

Tra i diversi riconoscimenti che saranno assegnati, il Trofeo Nazionale Itinerante “Guido Graziani”, intitolato al fondatore dell’EIP Italia, va quest’anno all’Istituto Comprensivo “D’auria – Nosengo” di Arzano (NA) che, sotto la guida della dirigente Fiorella Esposito, propone un progetto che coinvolge il territorio locale sul tema Ogni bambino è un messaggio di pace, mentre il Premio “Jacques Mühlethaler”, dedicato al fondatore mondiale dell’Associazione per la Scuola strumento di pace, riconosce il lavoro svolto dall’Istituto Comprensivo di Rubiera (RE) che ha realizzato La strada dei diritti.Il Premio FIDIA per le arti e il Premio “Enrico Bartolini” per la Musica hanno offerto borse di studio a ragazzi creativi e ai loro docenti.

Le sezioni “EIP Fidia” per le arti figurative, “EIP Musica giovane – Enrico Bartolini”,  “EIP Antonio Amoretti – La libertà conquistata” e “EIP Il teatro nella storia”, grazie alla generosità di alcuni benefattori, offrono borse di studio agli studenti e ai loro docenti.

In collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, la sezione “La voce del carcere”, premia le poesie dell’Istituto Penale per i Minorenni di Acireale, il video Semi di futuro della Comunità Ministeriale di Catanzaro, le Lettere a Edith Bruck dei ragazzi di “Casal del Marmo” di Roma e il rap Io mi fido della pace dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catania, che sarà la sigla iniziale dell’evento.

Le poesie degli studenti degli Istituti Penali, insieme a molte proposte dalle scuole di quasi tutte le regioni italiane, sono confluite nella pubblicazione Poesia come pace, giunta nel 2025 alla sua 35esima edizione: alcuni giovani poeti saranno premiati con i docenti responsabili dei Laboratori di poesia dal Presidente della Giuria Elio Pecora, poeta e scrittore.
A questo link è possibile acquistare una copia del volume.

La figura del carabiniere e martire Salvo d’Acquisto sarà ricordata nella premiazione dei lavori dedicati al valore della memoria, con il riconoscimento ai podcast Milano è memoria dell’Istituto Comprensivo “Giorgi” di Milano e al sito web dedicato a Salvo d’Acquisto dell’Istituto “Lombardo Radice” di Bojano (CB). 

Il Concorso Nazionale prevede riconoscimenti a Istituzioni e personalità del mondo dell’educazione per l’impegno a favore dei giovani. 

Quest’anno le Prix International “Jacques Mühlethaler” pour la Paix et les droits de l’homme 2025, è stato assegnato à l’Association UCIIM Union Catholique Italienne des enseignants, éducateurs, formateurs “Pour son engagement historique et actuel dans la promotion de l’éducation comme instrument de paix, solidarité et citoyennété globale”.

Inoltre, EIP Italia ogni anno valorizza l’impegno del personale della scuola (dirigenti, docenti e personale ATA) per costruire insieme la comunità educante.

La settima edizione del Premio EIP Jean Piaget intende valorizzare il grande impegno che il ruolo di Dirigente scolastico richiede, particolarmente in questo momento storico: per il 2025 viene attribuito al prof. Giuseppe Natilli, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso, “per la sua leadership educativa, le sue qualità professionali, umane e relazionali mirate a valorizzare il capitale umano della Comunità scolastica, la sinergica collaborazione con il territorio che esprimono il ruolo dirigenziale ispirato ai principi della Dirigenza umanistica.

Mentre il Premio EIP innovazione didattica per docenti è stato attribuito alla prof.ssa Roberta Caradonna, docente del Liceo “Goffredo Mameli”  di Roma.

Secondo lo spirito dell’articolo 10 della Legge 92/2019 e in attuazione del Protocollo d’intesa tra EIP Italia e Ministero dell’Istruzione e del Merito, sarà assegnato anche un Premio speciale per le “Migliori esperienze di Educazione civica”: per il primo ciclo di istruzione all’Istituto Comprensivo di Ponzano Veneto (TV) che ha realizzato Percorsi di pace, progetto di educazione alla pace; mentre per il secondo ciclo all’Istituto di Istruzione Superiore “Tommaso Salvini” (Liceo Mameli) di Roma per Vince il più forte?, attività di orientamento proposta nell’ambito dell’educazione civica.

Partecipano le autorità patrocinanti il Concorso: 
Anna Paola Tantucci, Presidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS
Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma
Vincenzo Mannino, Consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito
Davide D’Amico, Direttore Generale del Ministero dell’Istruzione e del Merito
Gen.D. Ugo Cantoni, Comandante della Legione Carabinieri “Lazio”
Cristiana Rotunno, Vice Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità
Angela Daniela Greco, Direttore Scuola di Formazione “Falcone” – Ministero della Giustizia


Il latino, una necessità culturale, pedagogica ed esistenziale

Un contributo della Presidente Tantucci su TUTTOSCUOLA


Nell’attuale dibattito educativo, la reintroduzione del Latino nella Scuola secondaria di I grado, emersa nel testo delle Nuove Indicazioni Nazionali, ha riacceso l’urgenza di una profonda riflessione sul ruolo e il valore di questa disciplina nel XXI secolo. Sarebbe riduttivo e capzioso parlare di un mero “ritorno al passato”, e ritengo che occorra dirigere la riflessione verso il riconoscimento del valore intrinseco del Latino come strumento formativo. Questa scelta ministeriale ci chiede di andare oltre i preconcetti e di esplorare come lo studio di una lingua considerata “antica” possa in realtà offrire risposte concrete alle sfide del presente. Come sottolineato dalle stesse Indicazioni, “Ripensare il ruolo del latino nella scuola del XXI secolo è compito necessario e quanto mai attuale, perché incrocia questioni basilari come la conoscenza e la valorizzazione della lingua e della cultura italiana, anche in prospettiva storica, e il rapporto tra la cultura italiana e quelle europee“.

È proprio da questa consapevolezza che intendiamo partire, per dimostrare come il Latino non sia solo una “palestra per la mente”, ma una vera e propria necessità culturale, pedagogica ed esistenziale per la formazione dei cittadini di oggi e di domani.

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Come stanno andando i progressi per il raggiungimento dell’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030?

Pubblicato il Global Progress Report on Sustainable Development Goal 16


In qualità di educatori, siamo i custodi del futuro e i primi architetti di una cittadinanza consapevole. La nostra missione non si limita alla trasmissione di conoscenze, ma si estende alla costruzione di un ambiente di apprendimento che sia un laboratorio di pace, giustizia e inclusione.
È per questo che desideriamo portare alla vostra attenzione il documento cardine delle Nazioni Unite, il “Global Progress Report on Sustainable Development Goal 16: Indicators on Peaceful, Just and Inclusive Societies”. Questo rapporto è una bussola che ci ricorda: la pace, la giustizia e l’inclusione non sono obiettivi isolati, ma il fondamento per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Il Goal 16 mira a promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, a garantire l’accesso alla giustizia per tutti e a costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli.
Il rapporto, tuttavia, lancia un allarme chiaro: nessun obiettivo del Goal 16 è pienamente in linea con i tempi. I progressi sono disomogenei, fragili e troppo lenti e questo ci impone di riflettere sul ruolo cruciale che la scuola può e deve svolgere per invertire la rotta.

1. Società pacifiche: oltre il conflitto armato
Il concetto di pace va ben oltre l’assenza di guerra; include elementi civili, sociali e strutturali che consentono alle persone di vivere in dignità e sicurezza, libere dalla paura e dalla minaccia della violenza.
I dati ci mostrano sfide urgenti:
– Violenza contro i minori: a livello globale, due bambini su tre (1,6 miliardi) subiscono regolarmente punizioni violente dai loro *caregiver* a casa. Nelle aree fragili, più di una ragazza su quattro ha subito stupri o violenze sessuali durante l’infanzia.
– Tratta di esseri umani: i bambini sono sempre più vittime. Nel 2022, il 38% di tutte le vittime di tratta identificate erano minori, una quota in aumento rispetto al 13% del 2004.
Cosa significa per la scuola? Dobbiamo lavorare per promuovere culture di genitorialità positiva e fornire ai bambini e agli adolescenti gli strumenti per riconoscere e denunciare l’abuso. I nostri programmi educativi, specialmente nella prima infanzia, sono lo scudo più forte contro la normalizzazione della violenza.

2. Società giuste: affrontare l’iniquità
La giustizia è l’accesso universale al diritto, lo stato di diritto e una “governance” responsabile: se i sistemi di giustizia falliscono, si erode la fiducia sociale.
Un dato saliente ci riguarda indirettamente: la corruzione. In media, circa un cittadino su cinque che ha interagito con un funzionario pubblico nell’ultimo anno è stato invitato a pagare una tangente. Questo mina la fiducia nelle istituzioni che i nostri studenti imparano a rispettare.
Cosa significa per la scuola? Dobbiamo educare gli studenti ai principi di trasparenza, legalità e responsabilità (accountability). Il modo in cui gestiamo la nostra istituzione deve riflettere la giustizia che vogliamo vedere nel mondo, incoraggiando un senso civico critico ma costruttivo.

3. Società inclusive: dare voce a tutti
L’inclusione è l’espressione dei diritti umani di uguaglianza e non discriminazione, genera fiducia, rafforza la coesione sociale e rende le istituzioni più efficaci e resilienti.
– Discriminazione diffusa: in media, una persona su cinque a livello globale riferisce di aver subito discriminazioni nell’ultimo anno. Tassi più elevati sono segnalati tra le donne, i poveri e le persone con disabilità.
– Efficacia politica: meno della metà delle persone nei paesi a reddito alto e medio ritiene che il proprio sistema politico consenta loro di avere voce in capitolo nelle decisioni governative. Le donne, in particolare, riferiscono una minore percezione di efficacia politica rispetto agli uomini.
Cosa significa per la scuola? La nostra scuola deve essere un modello di inclusione. Dobbiamo garantire che la voce di ogni studente e membro del personale sia ascoltata e valorizzata. Promuoviamo l’efficacia politica creando spazi dove la partecipazione e la discussione informata portano a risultati reali, dando agli studenti la fiducia di poter influenzare le decisioni. Questo inizia con la garanzia che i nostri ambienti siano accessibili e che le politiche scolastiche siano libere da ogni forma di discriminazione.

Un invito all’azione
Come educatori, abbiamo la straordinaria opportunità di agire come catalizzatori di questo cambiamento. Non possiamo permettere che i ritardi nell’SDG 16 compromettano il futuro che stiamo cercando di costruire.
Vi invitiamo a riflettere su come i vostri progetti didattici, il clima scolastico e le politiche interne possano contribuire attivamente a trasformare le nostre scuole in veri e propri strumenti di pace, formando la prossima generazione di leader che non solo conoscono l’importanza della giustizia e dell’inclusione, ma sanno come realizzarle.


Materiali introduttivi sul DL 127/2025

Video e slide del webinar del 7 ottobre con la dirigente tecnico Flaminia Giorda


Martedì 7 ottobre 2025 si è svolto un interessante incontro di approfondimento sulle novità relative al prossimo Esame di maturità, organizzato da EIP Italia e UCIIM.

Mettiamo a disposizione di tutti i materiali.



Festival dell’Educazione Civica 2025

Dal 23 al 25 ottobre a Catania


Catania si prepara ad accogliere un importante appuntamento dedicato alla formazione e alla partecipazione civica: il Festival dell’Educazione Civica 2025, che si terrà dal 23 al 25 ottobre. Un evento, promosso dall’Associazione CCdR-Consigli Comunali dei Ragazzi ETS che mira a promuovere “una cittadinanza inclusiva” ed è patrocinato da Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, con il coinvolgimento di Università di Catania, UNICEF e Regione Siciliana.

Un programma ricco di incontri

La tre giorni si aprirà giovedì 23 ottobre alle 15:30 con l’inaugurazione ufficiale presso l’Auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini. Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli del Prefetto S.E. Dott. Pietro Signoriello, dell’Arcivescovo S.E. Mons. Luigi Renna, del Sindaco Avv. Enrico Trantino, e del Rettore Prof. Enrico Foti , l’introduzione sarà curata dal Prof. Giuseppe Adernò, Presidente dell’Associazione CCdR.
La giornata proseguirà con una tavola rotonda con Enti e Associazioni attive nel settore dell’Educazione Civica.

Nel corso del Festival, verranno affrontati temi significativi per la formazione del cittadino e inseriti nella Legge 92/2019: dall’Educazione Alimentare all’Educazione alla Salute; dall’Educazione Ambientale alle questioni migratorie.

La giornata conclusiva porterà le testimonianze dei Ragazzi ex Sindaci, tra cui studenti di diversi licei e università e prevede la proclamazione degli “Ambasciatori dell’Educazione civica” con la consegna di Benemerenze e Attestati.

La partecipazione di EIP Italia

La nostra Associazione ha scelto di sostenere l’iniziativa e sarà presente con un contributo specifico sulle “Buone pratiche di Educazione Civica”, anche in relazione agli impegni presenti nel Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito in relazionale al Premio per le migliori pratiche di Educazione civica, che sarà assegnato nel corso della Cerimonia di premiazione del 53° Concorso Nazionale EIP Italia, e allo sviluppo di un Albo delle buone pratiche.


I Giorni per la Libertà

A Ginevra una serata dedicata alle “Quattro Giornate di Napoli”


Un importante evento culturale si terrà il prossimo 4 ottobre 2025 a Ginevra, presso il Cinema Fonction – Maison des Arts du Grütli (16, Rue du Général Dufour), per commemorare le storiche Quattro Giornate di Napoli.
L’iniziativa, intitolata “I Giorni per la Libertà. Sulle 4 giornate di Napoli”, è organizzata da ANPI (sezioni Napoli “Antonio Amoretti” e Ginevra), Fondazione Margherita e il Comune di Napoli.

La serata, in programma dalle 17:00 alle 20:30, offrirà un intenso programma di approfondimento e memoria:
17:00-18:00
Presentazione del libro La Barricata. Le Quattro giornate di Napoli 1943-2023 a cura di F. Amoretti e D’Amato.
Interverranno Francesco Amoretti, Nino Daniele (Pres. sez. ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”) e Vincenzo Calò (Segreteria ANPI Nazionale). Modera: Annalisa Izzo (Fondazione Margherita) e Nicoletta Zappile (ANPI Ginevra).
18:00-18:30
Intervento musicale del sassofonista e compositore Marco Zurzolo.
19:00-20:30
Proiezione del docu-film Quattro giorni per la libertà. Napoli 1943 di Massimo Ferrari.

ATTENZIONE – L’evento sarà trasmesso anche in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Margherita e ANPI Ginevra.

13 Ottobre 1943: l’Italia entra in guerra

L’atto formale e la missione di un diplomatico


Il 13 ottobre 1943 è la data che segnò il capovolgimento delle alleanze per l’Italia, con il Regno del Sud (governo Badoglio) che dichiarò formalmente guerra alla Germania. Sebbene il dramma militare si stesse consumando sulle linee del fronte e nelle città occupate, questo cruciale passaggio di campo fu sancito da un atto di estrema finezza e tensione diplomatica, di cui il funzionario Pierluigi La Terza fu l’esecutore silenzioso.

L’azione di Madrid e la delicatezza dell’incarico

All’epoca della dichiarazione, l’Italia era un Paese diviso e occupato. Il governo legittimo, stabilitosi a Brindisi, aveva un disperato bisogno di riaffermare la propria sovranità internazionale per guadagnare credibilità presso gli Alleati. La dichiarazione di guerra era la condizione sine qua non per ottenere lo status di cobelligerante, un passo intermedio per non essere trattati semplicemente come nemici sconfitti.
La scelta di Madrid, capitale della Spagna franchista (formalmente neutrale ma ideologicamente vicina al Reich), non fu casuale: era uno dei pochi luoghi in Europa che manteneva canali diplomatici aperti tra le due parti in conflitto. Pierluigi La Terza, in servizio come Ministro-Consigliere presso l’Ambasciata italiana in Spagna, fu l’uomo incaricato della missione.
Il suo compito era di una delicatezza estrema: consegnare la nota ufficiale di dichiarazione di guerra all’ambasciatore tedesco. Questo gesto non era una mera formalità burocratica, ma un atto di rottura irrevocabile che esponeva l’autore a rischi personali significativi. L’azione, descritta nel suo memoriale “13 ottobre 1943: la dichiarazione di guerra alla Germania di Hitler” (pubblicato nel 1963), non fu un gesto di eroismo militare, ma un esempio di valore professionale e lealtà istituzionale. In un momento in cui la legalità statale italiana era frammentata, un funzionario scelse di adempiere al suo dovere, garantendo che il “voltafaccia” avesse la necessaria formalità giuridica internazionale.

Il Valore della Diplomazia

Questo episodio mette in luce il ruolo fondamentale e spesso invisibile dei funzionari della diplomazia. In momenti di crisi totale, sono figure come La Terza a garantire la continuità dello Stato e a compiere gli atti, magari di poche righe, che indirizzano il corso della storia. La sua azione permise al Regno d’Italia di trasformare il disonore dell’Armistizio e della fuga in un’opportunità di cobelligeranza, gettando le basi per il recupero della sovranità e, in ultima analisi, per la pace.
I diplomatici in questi contesti operano al servizio della pace non solo negoziando, ma a volte anche compiendo atti di rottura netti, sapendo che la fine di un’alleanza può essere il primo passo verso una condizione politica più stabile. Il libro di Pierluigi La Terza rimane, pertanto, una fonte essenziale per comprendere come il riscatto italiano passò anche attraverso un cruciale e coraggioso atto formale compiuto in silenzio in una capitale straniera.

Pierluigi La Terza: una carriera al servizio dello Stato

Pierluigi La Terza è stato eminente diplomatico e giurista la cui lunga carriera si è dispiegata attraverso momenti cruciali del XX secolo.
Inizia il suo percorso professionale negli anni ’20, dedicandosi a studi di diritto internazionale, in particolare sui problemi dell’extraterritorialità in Cina.
Successivamente, si concentra sulle trasformazioni geopolitiche in Turchia, scrivendo analisi approfondite, talvolta con lo pseudonimo di P. da Roccalta.
Il momento centrale e più noto della sua carriera fu l’incarico di Ministro-Consigliere a Madrid nel 1943, durante il quale compì l’atto storico della consegna della dichiarazione di guerra.
Dopo il conflitto, la sua esperienza fu fondamentale per la ricostruzione dei rapporti internazionali italiani: fu inviato a Mosca tra il 1946 e il 1948, contribuendo a ristabilire i legami con l’Unione Sovietica, e successivamente fu ad Amman nel 1949.
Il culmine della sua progressione diplomatica fu raggiunto con la nomina ad Ambasciatore a Giacarta (Indonesia), carica che ricoprì dal 1952 al 1958, rappresentando l’Italia in un’area del mondo in piena decolonizzazione.

Raising Hope on Climate Change

Dal 1 al 3 ottobre un evento dedicato al Cop30 Global Ethical Stocktake alla presenza di 35 leader religiosi e Papa Leone XIV


La conferenza internazionale è stata organizzata dal Movimento Laudato si’ in stretta collaborazione con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, Caritas Internationalis, CIDSE, UISG, Movimento dei Focolari, Ecclesial Networks Alliance. I lavori, ai quali parteciperanno oltre mille persone, continueranno per due giorni. “Viviamo tempi segnati dal pericolo – ha detto il cardinale Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre, intervenuto alla conferenza stampa -, viviamo il pericolo di rottura, di non ritorno. Tuttavia, come insegna la poesia, laddove c’è pericolo, nasce il Salvatore. Abbiamo la necessità di recuperare la capacità di venerare e ascoltare la terra. La crisi ecologica è anche, come dice Leone XIV, una crisi di fiducia. Dobbiamo, dobbiamo, dobbiamo alimentare la speranza. Le richieste che ci vengono dalla base ci ricordano la primazia della dignità dell’essere umano, ci dicono che l’etica deve prevalere sugli interessi contingenti. Speriamo che nella COP30 si prendano decisioni da statisti. Ancora un po’ e non saremo più in grado di tornare indietro”.

Il decimo anniversario della Laudato si’, ha detto suor Alessandra Smerilli, segretaria del Dicastero, “non è un traguardo, ma un nuovo inizio. Ci chiama a un rinnovato impegno, perché sappiamo che le sfide sono ancora enormi: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, le disuguaglianze sociali, le migrazioni forzate, i conflitti che hanno sempre più anche radici ambientali. Eppure, come ricordava Papa Francesco, non possiamo lasciarci rubare la speranza. Il futuro del pianeta, infatti, non è una questione che riguarda solo i governi: riguarda ciascuno di noi, le nostre famiglie, le nostre comunità, il modo in cui produciamo, consumiamo, ci relazioniamo con gli altri e con il creato”.

Anche Arnold Schwarzenegger, già governatore della California e presidente dell’Istituto Usc Schwarzenegger, impegnato nella cura dell’ambiente, presente alla conferenza, ha marcato l’importanza dell’impegno personale: “Possiamo raggiungere l’obiettivo, ‘terminare’ l’inquinamento solo lavorando tutti insieme. La Chiesa cattolica ha fatto cose straordinarie e con i suoi un miliardo e 400 milioni di fedeli, che possono diventare dei ‘crociati dell’ambiente’, ha una forza eccezionale. Non mettiamo la scusa dei nostri governanti. In California ho messo insieme repubblicani e democratici. Mi davano del pazzo. Mi dicevano che non potevo curare allo stesso tempo economia e ambiente. Eppure ci siamo riusciti, realizzando tantissime cose sotto il profilo ambientale ottenendo risultati straordinari sotto l’aspetto economico. Lo dico a chi incontro: non mettete la scusa del governo federale, rispetto al quale molti mostrano preoccupazione. La questione è cosa puoi fare tu per l’ambiente. Che è tanto: prendete il movimento delle suffragette per il voto alle donne, quello antiapartheid, quello indigeno. Si può fare. Ma bisogna parlare al cuore, non al cervello”.

Per il programma della Conferenza clicca qui