Archivi categoria: News

Le scuole di Napoli e della Campania si fidano della pace

Riconoscimenti dal Concorso Nazionale EIP Italia per diverse scuole campane


Sarà l’Auditorium “Alfonso Lobasso” dell’Istituto Comprensivo “Scherillo – Pirandello – Svevo” di Napoli (via Canonico Scherillo, 24) la cornice per la Cerimonia di premiazione di 14 Istituti scolastici campani, che hanno ottenuto riconoscimenti nell’ambito della 53esima edizione del Concorso nazionale EIP Italia, dedicato a pace e diritti umani.

La giornata scelta, giovedì 20 novembre, è particolarmente significativa per la ricorrenza della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che celebra l’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989.

Ad aprire l’incontro alle ore 10.00 saranno Anna Maria Guardiano, Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Scherillo – Pirandello – Svevo” e Anna Paola Tantucci, Presidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS, ente promotore del Concorso nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Molte le presenze istituzionali annunciate: Armida Filippelli, Assessora alla Formazione professionale della Regione Campania, Maura Striano, Assessora all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli e Andrea Saggiomo, Presidente IX Municipalità Soccavo Pianura del Comune di Napoli.
Inoltre, è previsto l’intervento di Francesco Amoretti, Professore ordinario di Scienza politica all’Università di Salerno e promotore con la sua famiglia della sezione concorsuale “EIP Antonio Amoretti – La libertà conquistata”, dedicata al partigiano delle Quattro Giornate di Napoli Antonio Amoretti che, con la sua instancabile testimonianza, ha ricordato a tutti, ma in particolare ai giovani, che dignità, diritti e libertà possono essere difesi e riaffermati di generazione in generazione solo con un costante impegno e una consapevole coscienza storica.

Nel corso della Cerimonia, organizzata e coordinata da Paola Carretta e Elvira D’Angelo, saranno assegnati i seguenti premi:

Premio regionale Campania “EIP Jacques Mülethaler”
Istituto Comprensivo “Scherillo – Pirandello – Svevo” – Napoli
per il progetto didattico “Ninna nanna contro la guerra”

Trofeo Nazionale “EIP Guido Graziani”
Istituto Comprensivo “D’Auria – Nosengo” – Arzano (NA)
per il progetto di Istituto “Ogni bambino è un messaggio di pace”

Premio Nazionale “EIP Antonio Amoretti”
Liceo “Giuseppe Mazzini” – Napoli
per lo spettacolo teatrale “Mai più guerra”

Menzione d’onore “EIP Antonio Amoretti”
Liceo “Jacopo Sannazaro” – Napoli
per il progetto “Le Quattro giornate di Napoli, una storia di resistenza”

Liceo “Elio Vittorini” – Napoli
per il progetto “Le Quattro giornate di Napoli della 1A”

Premio regionale Campania “EIP Marisa Romano Losi – Centro Incontri Stampa Scuola”
Istituto Comprensivo “Torquato Tasso” – Salerno
per il giornale “Parole sulla pace”

Premio nazionale “EIP Fidati della pace” per la cittadinanza digitale
Istituto di Istruzione Superiore “Galiani – Da Vinci” – Napoli
per il progetto “Non c’è via per la pace… la pace è la via”

Premio regionale Campania “EIP Fidati della pace”
Istituto Comprensivo Casanova – Costantinopoli” – Napoli
per il video “Conversazioni sulla pace”

Istituto Comprensivo “De Amicis – Baracca” – Napoli
per il progetto “Pellegrini verso il Giubileo 2025”

Premio regionale Campania “EIP Musica giovane – Enrico Bartolini”
Istituto Comprensivo “J.F. Kennedy” – Cusano Mutri (BN)
per il brano “Adesso voglio impegnarmi”

Menzione d’onore “EIP Musica giovane – Enrico Bartolini”
Istituto Comprensivo “88° Eduardo De Filippo” – Napoli
per il brano “Nun servono ‘e parole”

Premio regionale Campania “EIP Fidia”
Liceo “Antonio Genovesi” – Napoli
per l’opera “Eirene. Accogli la pace”

Secondo premio nazionale “EIP Poesia giovane – Michele Cossu”
Istituto Comprensivo “Sabatino Minucci” – Napoli
per la raccolta “Pace, faro del mondo”

Menzione d’onore “EIP Poesia giovane – Michele Cossu”
Istituto Comprensivo “J.F. Kennedy” – Cusano Mutri (BN)
per la “Raccolta poetica”

Libreria “IoCiSto” – Napoli
per il laboratorio di poesia “Fidati della pace”



EIP Italia Sezione Campania
Paola Carretta, delegata regionale
Elvira D’Angelo, delegata per l’area metropolitana di Napoli
Elisa Rampone Chinni, coordinatore scientifico
Ersilia Di Palo, organizzazione “Mercoledì culturali”
Elena Opromolla, referente per Avellino
Silvana Rinaldi
Cinzia Del Giudice
Daniela Speranza
Enza Caiazzo

Contatti
eipitaliacampania@gmail.com
paolacarretta9@gmail.com


Prospettive sulla professione docente di domani

Nuove competenze, nuovi orizzonti educativi: una rivoluzione guidata dall’IA e dalle relazioni umane


Il mondo dell’istruzione è a un punto di svolta: l’onda d’urto della pandemia, la pervasività delle tecnologie digitali (in primis l’Intelligenza Artificiale – IA) e la rapida evoluzione del mercato del lavoro stanno ridefinendo non solo le metodologie didattiche, ma soprattutto il ruolo e le competenze dei docenti italiani.
La pubblicazione La professione docente nella scuola di domani di EY e Sanoma, è uno studio predittivo che analizza in dettaglio le traiettorie di cambiamento delle competenze necessarie agli insegnanti, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, con uno sguardo al 2035.

Le tre direttrici della trasformazione

Lo studio, basato su un modello predittivo di intelligenza artificiale e machine learning (LLM) addestrato su oltre 1.300 fonti, evidenzia che l’evoluzione delle competenze dei docenti convergerà su tre assi principali:
Il docente come “co-pilota” tecnologico
L’integrazione di agenti intelligenti e strumenti digitali avanzati permetterà l’automazione delle attività più ripetitive (come la correzione di test standardizzati o la compilazione di registri), liberando tempo prezioso. La tecnologia diventerà un “co-pilota”, ma la responsabilità delle scelte pedagogiche e della rotta educativa rimarrà saldamente nelle mani del docente.
Centralità delle competenze socio-emotive e relazionali
In un contesto sempre più digitalizzato, le competenze relazionali, adattive ed emotive diventeranno ancora più cruciali. Ascolto, empatia e adattamento saranno fondamentali per creare un ambiente di apprendimento stimolante e inclusivo, rispondendo al bisogno di connessioni umane e autentiche delle nuove generazioni.
Didattica “data-driven” e personalizzata
La disponibilità di dati e strumenti digitali sposterà la didattica verso modelli sempre più personalizzati. I docenti dovranno sviluppare nuove capacità come saper leggere e interpretare correttamente i dati, utilizzare piattaforme di learning interattive e progettare contenuti su misura in tempo reale.

La mappa dell’impatto: non sostituzione, ma complementarità

Un’evidenza fondamentale è che la professione docente è tra le più esposte all’IA, ma in modo nettamente complementare anziché sostitutivo. L’IA supporterà e amplificherà l’efficacia di un “grande insegnamento”.
Il ruolo del docente si ridefinisce, passando da semplice “istruttore” a “facilitatore”, “coach” e “modello da seguire”. Ciò implica un passaggio cruciale: da un insegnamento frontale (la cui efficacia percepita è in calo in tutti i gradi scolastici) a metodologie attive, collaborative e riflessive, come la flipped classroom, il project-based learning e l’uso di ambienti di Realtà Virtuale e Aumentata.

Impatti per grado scolastico e area disciplinare

La trasformazione delle competenze non è uniforme:
Scuola Secondaria di II Grado – Area Scientifica: L’evoluzione è trainata dall’esigenza di integrare tecnologie avanzate (IA, Industria 4.0 e IoT). Si osserva un forte effetto ibridante, che spinge i docenti ad acquisire competenze di data literacy, instructional design e logiche computazionali. Le nuove competenze includono l’utilizzo di learning analytics e la co-progettazione con IA.
Scuola Secondaria di II Grado – Area Umanistica: Il focus si sposta sulla dimensione emotiva e relazionale. Si rafforzano competenze come la mindfulness, la resilienza relazionale e la facilitazione di discussioni etiche. Nuove competenze includono l’interpretazione delle emozioni degli studenti assistita da IA (video-analytics) e il text mining.
Scuola Primaria e Infanzia: Qui il cambiamento è più legato al supporto emotivo, all’inclusione e alla gamification. I docenti devono imparare a gestire l’iperstimolazione digitale e a creare routine inclusive. La tecnologia funge da supporto all’osservazione qualitativa (es. video-analytics infantili) e alla didattica cross-modale. La conservazione delle competenze di base (gestione della classe) è molto alta.
Docenti di Sostegno: Il ruolo evolve verso una funzione di interfaccia tra studenti, tecnologie e famiglie. Le competenze chiave sono l’inclusione e l’accessibilità (con un indice di impatto molto alto a 0.92) e l’adattamento didattico aumentato dall’IA per i Bisogni Educativi Speciali (BES). Sarà cruciale l’uso di sistemi predittivi per l’identificazione precoce dei BES e la co-progettazione con chatbot educativi inclusivi.

Competenze a rischio obsolescenza

La trasformazione libera risorse dalle attività a basso valore aggiunto. Le competenze con il maggior rischio di obsolescenza (sostituzione da parte dell’IA/automazione) sono:
– Correzione manuale di test standardizzati o esercizi grammaticali.
– Trasmissione frontale di contenuti disciplinari standard.
– Gestione burocratica tradizionale (es. compilazione manuale dei registri o documentazione cartacea PEI/PDP).
– Creazione statica di esercizi o materiali didattici di base senza supporto tecnologico.

Impatti sulla formazione alla professione docente

Lo studio è un chiaro appello a ripensare i programmi di formazione e aggiornamento, con indicazioni precise.
Formazione tecnica mirata sull’uso consapevole ed etico dell’IA, learning analytics, simulazioni e co-creazione digitale, calibrata per grado scolastico.
Sviluppo personale socio-emotivo, anche con moduli su mindfulness, comunicazione empatica, gestione dei conflitti e promozione del benessere, in ottica interculturale e inclusiva.
Ristrutturazione dei modelli operativi per adottare strumenti automatizzati e “liberare tempo” da dedicare all’interazione pedagogica di qualità e alla personalizzazione.

Dallo studio emerge come il docente di domani non sia un tecnico, ma un regista dell’apprendimento, capace di integrare rigore scientifico, visione pedagogica e cultura digitale, ponendo la relazione educativa al centro di ogni processo di innovazione.


Un nuovo avvio per UCIIM con il XXVII Congresso

Alla Presidente Elena Fazi e a tutto il nuovo Consiglio nazionale l’augurio di EIP Italia


Si è svolto dal 7 al 9 novembre a Roma l’ultimo Congresso nazionale UCIIM, con il significativo titolo Progettare il nostro futuro insieme: in cammino per un Patto educativo comune.
Si è trattato di un Congresso che ha rinnovato i vertici della storica Associazione professionale di ispirazione cristiana, nella logica della continuità con la missione al servizio della scuola e di un rinnovamento culturale e organizzativo.
I punti chiave del “nuovo corso” sono stati illustrati da Elena Fazi, presidente facente funzione dalla scorsa primavera: attenzione alla formazione continua dei docenti come tema di sviluppo personale al di là del mero aggiornamento, vicinanza e radicamento con i territori, apertura all’incontro con altre esperienze, prospettiva dell’umanesimo integrale. Il tutto in una logica di “laboratorio per il bene comune” che deve caratterizzare il lavoro di un’Associazione professionale fondata sui valori etici cristiani.

Nel corso della giornata inaugurale del Congresso ha assunto particolare rilevanza gli interventi della Direttore generale della SAFI Antonietta D’Amato che ha elogiato il ruolo di UCIIM, sottolineando in particolare la capacità di fare rete e condividere competenze, emersa in particolare nel corso del lavoro per la stesura del quadro delle competenze del personale scolastico.
Come anche è stata particolarmente rilevante ed illuminante la vera e propria lectio di Roberto Ricci, Presidente INVALSI, che ha illustrato alcune ipotesi di lavoro sulle priorità future della scuola italiana, in relazione alla lettura dei dati emergenti dalla attuale ricerca.
Oltre a richiamare il significativo risultato ottenuto con il lavoro degli ultimi anni, che ha consentito di abbassare la percentuale di dispersione scolastico sotto la soglia del 10%, Ricci ha sottolineato la necessità di “guardare in faccia le differenze, anche quelle che non ci piacciono” affermando come ogni visione della scuola sia necessariamente “ideologica, politica e culturale”: la sfida è nella capacità di andare oltre la contrapposizione per aumentare produttività ed efficacia del sistema scolastico.

Le giornate congressuali sono state occasione per raccogliere e discutere le conclusioni dei Tavoli di lavoro svolti in preparazione su temi rilevanti per il futuro dell’Associazione e come contributo alla prospettiva culturale della scuola italiana: la visione della società che vogliamo (coordinato da Andrea Porcarelli), l’idea UCIIM della scuola (coordinato da Marcella Paggetti), la situazione dell’educazione nella società contemporanea (coordinato da Gianna Venturino), il Sistema di valutazione dei dirigenti scolastici (coordinato da Chiara Di Prima), la consapevolezza professionale e la responsabilità etica dei docenti (coordinato da Caterina Spezzano), il valore giuridico e culturale degli Enti del Terzo Settore (coordinato da Fabrizio Zago), il pensiero della Chiesa e l’educazione dei giovani (coordinato da Anna Salvemini).

Al termine delle tre giornate sono stati diffusi gli esiti delle votazioni, svolte a norma dello Statuto.
Il nuovo Consiglio Nazionale è così costituito: Elena Fazi, Presidente; Chiara Di Prima, Vicepresidente Vicaria; Gianna Venturino, Maria Luisa Lagani e Giuseppe Chiaromonte, Vicepresidenti.
Consiglieri Nazionali sono risultati: Pantaleo; Spezzano; Giglia; Maniscalco; Salvemini; Spampinato; Nesca; Zago; Gizzarelli; Cividin; Bassi; Marro ; Spinelli; Bonaccorsi.
Probiviri saranno: Nosengo, Picozzi, Trinchera, Puglisi e Vignati.

La Presidente nazionale EIP Italia, Anna Paola Tantucci, esprime a Elena Fazi e al Consiglio Nazionale i migliori auguri per il lavoro dei prossimi anni, nella prospettiva di una Associazione impegnata a costruire, attraverso la scuola, una società più equa e armoniosa, capace di prevenire i conflitti.

Le norme definitive (anche se non ancora tutte) sull’Esame di maturità

Un estratto dal Decreto legislativo 62/2017


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 164/2025, l’iter avviato con il Decreto Legge 127/2025, cui abbiamo dedicato uno specifico webinar con la dirigente tecnico Flaminia Giorda, coordinatrice nazionale del Servizio ispettivo del MIM e della Struttura Tecnica degli Esami di Stato (clicca qui per vedere i materiali), la revisione delle modalità organizzative dell’Esame di maturità è (quasi) completa.

Mancano alcuni tasselli con importanti ricadute operativa che dovranno essere adottati in tempi molto brevi dal Ministero, per garantire che entro la fine del mese di gennaio 2026 siano definite:
– le discipline oggetto della seconda prova, nell’ambito delle materie caratterizzanti i percorsi di studio;
– l’eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio;
– le quattro discipline oggetto di colloquio;
– le modalità organizzative relative allo svolgimento dello stesso.

Appena disponibili tutte queste indicazioni sarà nostra cura organizzare una nuova sessione di formazione condivisa, al servizio dell’attività dei docenti e delle istituzioni scolastiche.

Nel frattempo, pubblichiamo un estratto dal Decreto legislativo 62/2017, con riferimento alla sezione relativa all’Esame di maturità, con alcune annotazioni e commenti.

Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria

Il testo del DPR 249/1998 aggiornato, con alcuni elementi di analisi e suggerimenti per le delibere e l’attività delle scuole


Il tema della gestione della disciplina degli studenti, correlato in parte alle questioni relative alla valutazione del comportamento e, più in profondità, con l’esercizio di diritti e doveri, è stato oggetto di approfondita discussione.
La Normativa di riferimento è stata recentemente riordinata e modificata per alcuni aspetti, con una parziale riscrittura del DPR 249/1998.

Pubblichiamo il testo vigente dal 10 ottobre 2025, con alcune considerazioni di approfondimento su alcuni articoli.

Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Alcune proposte didattiche a cura della prof.ssa Italia Martusciello


Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, istituita per ricordare la data in cui, nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
È una giornata che invita ragazzi e adulti a riflettere sul valore universale dei diritti fondamentali — alla vita, all’istruzione, alla salute, alla protezione, alla partecipazione — e sul dovere condiviso di difenderli e promuoverli ovunque.
Celebrare questa ricorrenza a scuola significa riconoscere i ragazzi e i giovani come protagonisti attivi della società, capaci di esprimere opinioni, costruire pensiero critico e contribuire al bene comune.
Attraverso letture, visioni, ascolti e attività collaborative, gli studenti sono accompagnati a scoprire che stare bene con sé stessi, con gli altri e nelle istituzioni significa anche saper riconoscere e rispettare i propri diritti e quelli degli altri, costruendo insieme un mondo più giusto, equo e solidale.


Laboratorio di lettura
Attraverso la lettura di testi narrativi che raccontano storie di infanzia negata, gli studenti sono invitati a sviluppare empatia, consapevolezza e senso critico. Le vicende di La sposa bambina e Thomas, Deng e Agnes: ragazzi soldato offrono uno sguardo realistico e toccante su situazioni di violenza, povertà e privazione dei diritti fondamentali. 

Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Conoscere i diritti sanciti dalla Convenzione ONU significa comprendere i principi universali che garantiscono protezione, sviluppo e partecipazione a ogni bambino e adolescente del mondo.

Diverse lingue, stessi diritti
La diversità linguistica è una ricchezza che riflette la pluralità delle culture e delle esperienze umane. Leggere gli articoli della Convenzione in più lingue aiuta a comprendere che, pur nella differenza, i diritti dell’infanzia sono universali e appartengono a tutti. 

Messaggio di Malala (in inglese) (Durata 2:23)
La voce di Malala Yousafzai rappresenta il coraggio di una giovane che ha lottato per il diritto all’istruzione, sfidando la violenza e l’oppressione. Attraverso la visione e l’ascolto del suo messaggio in lingua inglese, gli studenti entrano in contatto con una testimonianza viva di resilienza e impegno civile.

Visione del film a fumetti – “Iqbal: bambini senza paura” (Durata 1:26)
La storia di Iqbal Masih, simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile, aiuta gli studenti a riflettere sulla condizione dei bambini nel mondo e sul valore della libertà, della solidarietà e del lavoro dignitoso. Il linguaggio del film a fumetti, vicino alla sensibilità dei ragazzi, stimola una riflessione profonda sul senso di giustizia e sul coraggio di cambiare.

L’impatto della guerra sui bambini
La guerra rappresenta una delle esperienze più devastanti per l’infanzia.
I conflitti non compromettono soltanto la sicurezza fisica dei bambini, ma incidono profondamente sul loro sviluppo emotivo, educativo e sociale.
La visione di questa presentazione intende offrire uno spunto di riflessione sull’impatto della guerra sui più piccoli, evidenziando la necessità di promuovere la pace, la tutela dei diritti umani e la protezione dell’infanzia in ogni contesto.

Manifesto sulla partecipazione dei minorenni
Il Manifesto sulla partecipazione dei minorenni afferma il diritto di bambini e ragazzi a essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano.
Promuove una cultura della partecipazione come forma di cittadinanza attiva e di crescita democratica.

Verso la COP 30: scienza, clima e cittadinanza attiva

Perché “la curiosità è un dovere morale”


E’ sempre più vicina la trentesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (COP30), che si svolgerà dal 10 al 27 novembre 2025 nella città di Belém, in Brasile.
Un evento in cui le delegazioni di 162 Paesi dovranno misurarsi con l’urgenza della crisi climatica e con l’insufficienza degli impegni finora messi in campo.

La scuola, se intende occuparsi del futuro e avere un ruolo nella sua costruzione, dovrebbe avvertire con urgenza il dovere di lavorare sulle tematiche scientifiche, economiche e sociali legate agli effetti del cambiamento climatico.

Per questa ragione la COP30 non può passare inosservata dalla nostre aule e dovrebbe contribuire ad alimentare un approccio autenticamente scientifico al tema, per contrastare (anche e soprattutto dentro ciascuno di noi) gli atteggiamenti “negazionisti” che caratterizzano alcuni potenti e cittadini comuni.

Ce ne siamo occupati sul nostro sito web negli ultimi due mesi parlando del Global Progress Report on Sustainable Development Goal 16, della Conferenza internazionale promossa dal Movimento Laudato si’, del WMO Global Annual to Decadal Climate Update 2025-2029 e del Rapporto ASviS 2025.

Ci vengono in soccorso per la progettazione didattica, le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica che propongono queste finalità:

PRIMO CICLO
Traguardo per lo sviluppo delle competenze 5
Sviluppare atteggiamenti e comportamenti responsabili volti alla tutela dell’ambiente, del decoro urbano, degli ecosistemi e delle risorse naturali per una crescita economica rispettosa dell’ambiente e per la tutela della qualità della vita.
Traguardo per lo sviluppo delle competenze 6
Comprendere le cause dei cambiamenti climatici, gli effetti sull’ambiente e i rischi legati all’azione dell’uomo sul territorio. Comprendere l’azione della Protezione civile nella prevenzione dei rischi ambientali.

SECONDO CICLO
Competenza 5
Sviluppare atteggiamenti e comportamenti responsabili volti alla tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e delle risorse naturali per uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente.
Competenza 6
Acquisire la consapevolezza delle situazioni di rischio del proprio territorio, delle potenzialità e dei limiti dello sviluppo e degli effetti delle attività umane sull’ambiente. Adottare comportamenti responsabili verso l’ambiente.

Ci potrebbe aiutare anche il GreenComp, Quadro europeo delle competenze in materia di sostenibilità, definito già nel 2022 come una delle azioni strategiche definite nel “Green Deal europeo” per la promozione dell’apprendimento per la sostenibilità ambientale nell’Unione europea.


Con il contributo iniziale della canzone Curiosity (oltre il bagliore) tratta dal recente ultimo lavoro di Caparezza, abbiamo provato a immaginare due proposte di approfondimento sul tema per la scuola primaria e per la secondaria, che mettiamo a disposizione insieme ad una analisi della canzone.


Dalla cura della terra alla semina della speranza

EIP Italia partecipa alla Marcia della pace di Avellino


Avellino si prepara a un appuntamento di speranza.
Venerdì 7 novembre, alle ore 18, partirà davanti alla Villa Comunale la Marcia “Dalla cura della terra alla semina della speranza”,
un’iniziativa collettiva che unisce famiglie, scuole, agricoltori, parrocchie e associazioni per dire con forza che la pace si costruisce ogni giorno, con gesti concreti e mani che si tendono, non con armi che dividono.

In testa al corteo ci saranno i bambini, perché la pace appartiene a loro più che a chiunque altro.
Saranno i protagonisti della marcia, con i loro trattori giocattolo, biciclette e monopattini, a ricordare che ogni passo compiuto oggi è un seme piantato nel loro futuro.
Perché l’impegno di chi partecipa non è per il presente di qualcuno, ma per il futuro di tutti.
Il corteo attraverserà il cuore della città come un fiume di luce — con le torce dei cellulari accese, simbolo di speranza che illumina le coscienze.
L’arrivo sarà in Piazza Libertà, dove sarà schierato un trattore, segno concreto del legame tra la cura della terra e la costruzione della pace.
Attorno a questo simbolo si terrà la foto collettiva della comunità, per testimoniare che da Avellino può partire un messaggio capace di attraversare ogni confine.
Gli organizzatori invitano i genitori a portare i propri figli in sicurezza (con caschi se usano bici o monopattini) e a partecipare con gioia, portando magari un oggetto simbolico — una spiga, un seme o una bandiera della pace — per rendere ancora più vivo e colorato il cammino.

“Serve essere in tanti, perché la forza della marcia cresce con la partecipazione — sottolineano i promotori — ma anche chi cammina da solo compie un gesto di responsabilità che può toccare le coscienze. Chi resta a casa non va giudicato: vogliamo piuttosto valorizzare chi sceglie di esserci, chi decide di mettersi in cammino per seminare speranza e mostrare ai bambini che la pace non è una parola astratta, ma un impegno quotidiano”.

“Difendere la pace – spiegano ancora – significa difendere la vita, il lavoro e la terra. La guerra distrugge campi, comunità e futuro: la pace, invece, li fa germogliare”.

Per informazioni e adesioni: insiemeavellinoirpinia@gmail.com


INFORMAZIONI LOGISTICHE
Data: venerdì 7 novembre 2025
Orario: ritrovo ore 18:00, partenza dalla Villa Comunale, arrivo in Piazza Libertà
Indicazioni: accendere la torcia del cellulare durante la marcia; portare oggetti simbolici della pace; bambini accompagnati in sicurezza

PROMOTORI DELLA MARCIA
Diocesi di Avellino
Agricoltori Avellinesi della Media Valle del Sabato
Insieme per Avellino e l’Irpinia
UNICEF Avellino
Archeoclub Avellino
Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare
Comunità Laudato Si’
Fondazione Rachelina Ambrosini
Lotta per la Vita
MIA (Movimento Irpino Antiviolenza)
Avellino per il Mondo
EIP Italia Scuola strumento di pace ETS
Nui ra Ferrovia
Nui ra Ferrovia Young
Pax Christi Avellino

Le tre sfide educative di Papa Leone XIV

Dal messaggio per gli studenti partecipanti al Giubileo del mondo educativo dello scorso 29 ottobre


In occasione del Giubileo del Mondo Educativo, Papa Leone XIV ha rivolto un discorso significativo agli studenti riuniti nell’Aula Paolo VI, delineando una visione per l’istruzione del futuro. L’intervento ha incoraggiato i giovani a non accontentarsi del “vivacchiare”, ma a tendere “verso l’alto”, citando l’esempio di figure come Pier Giorgio Frassati e John Henry Newman. L’educazione è stata presentata come lo strumento più potente per cambiare il mondo e costruire una “generazione plus” che dia una marcia in più alla società. Il Pontefice ha illustrato questo concetto anche attraverso l’analogia delle stelle e delle costellazioni, unendo l’esperienza di ex professore di matematica alla metafora del viaggio, dove l’educazione funge da cannocchiale per guardare oltre.
Il discorso si è focalizzato su tre nuove sfide da affrontare nell’ambito del Patto Educativo Globale, invitando gli studenti ad agire come promotori di verità e costruttori di pace.

1. Educazione alla vita interiore
La prima sfida sollevata dagli stessi giovani è l’educazione alla vita interiore. Il Papa ha evidenziato come la sola conoscenza scientifica non sia sufficiente se non si accompagna alla comprensione di sé e del senso della vita. Ha sottolineato il rischio di un vuoto interiore che può portare a malessere, isolamento, violenza e bullismo, specialmente in una società che tende a trascurare la dimensione spirituale dell’individuo, concentrandosi solo su quella tecnica, sociale e morale. Richiamando il pensiero di Sant’Agostino, il Pontefice ha identificato l’inquietudine umana come una “bussola” che spinge a cercare un significato più grande, esortando ad ascoltare questo desiderio d’infinito anziché fuggirlo o soffocarlo con ciò che non appaga.

2. Educazione al digitale
La seconda sfida riguarda l’educazione al digitale. Riconoscendo le enormi opportunità offerte dalla tecnologia per studio e comunicazione, il Papa ha messo in guardia dal rischio di esserne schiavi. L’invito centrale è a non permettere all’algoritmo di dettare la propria storia, ma ad essere autori consapevoli. L’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) è una grande novità del tempo, ma l’intelligenza virtuale non basta: è cruciale coltivare un’intelligenza emotiva, spirituale, sociale ed ecologica. La missione è “umanizzare il digitale”, trasformandolo in uno spazio di fraternità e creatività, non in una gabbia di isolamento o dipendenza. I giovani sono stati incoraggiati a essere “profeti nel mondo digitale” e non semplici turisti della rete, prendendo ad esempio la figura di Carlo Acutis, che ha utilizzato l’informatica per promuovere il bene, dimostrando come il digitale sia educativo quando apre agli altri e concentra l’attenzione su obiettivi più ampi.

3. Educazione alla Pace
La terza e più urgente sfida è l’educazione alla pace. Il Papa ha espresso la forte preoccupazione per un futuro minacciato dalla guerra e dall’odio che generano divisione. La risposta a questo scenario critico è un’educazione alla pace che sia disarmata e disarmante. Questo concetto va ben oltre il cessate il fuoco; richiede un disarmo dei cuori, una rinuncia radicale a ogni forma di violenza e volgarità.
Una tale educazione alla pace ha un impatto profondo sulla giustizia sociale. Essa crea uguaglianza e crescita per tutti perché si fonda sul riconoscimento dell’uguale dignità di ogni persona. Questo principio fondamentale implica l’eliminazione delle disparità educative, contrastando la divisione tra una minoranza privilegiata che ha accesso a scuole costose e la maggioranza che ne è esclusa. La vera pace, pertanto, non è solo assenza di conflitto, ma un fondamento di equità sociale.
Il Santo Padre ha affidato agli studenti il compito di diventare operatori di pace a partire dai loro ambienti quotidiani: in famiglia, a scuola, nello sport e tra gli amici. Questo ruolo di costruttori di pace si manifesta concretamente nell’impegno ad andare incontro a chi proviene da un’altra cultura, abbattendo i muri e promuovendo la fraternità universale. In sintesi, il Pontefice ha voluto sottolineare che la pace non è un’utopia politica, ma un progetto educativo che inizia nel cuore di ogni individuo e si estende alla costruzione di una società più giusta e inclusiva.

Regolamento sulla valutazione per il secondo ciclo

Il testo del DPR 122/2009 aggiornato con alcuni elementi di analisi e suggerimenti per le delibere e l’attività delle scuole


Il tema della valutazione degli apprendimenti e del comportamento delle studentesse e degli studenti nella scuola del II ciclo è da sempre oggetto di interesse e approfondimento anche mediatico.
La Normativa di riferimento è stata recentemente riordinata e modificata per alcuni aspetti, con una parziale riscrittura del DPR 122/2009.

Pubblichiamo il testo vigente dal 10 ottobre 2025, con alcune considerazioni di approfondimento su alcuni articoli.