Tutti gli articoli di Francesco Rovida

Fare scuola tra soggettività e istituzione

Una lettura di La luce e l’onda di Massimo Recalcati


L’ultimo saggio di Massimo Recalcati (La luce e l’onda. Cosa significare insegnare?, Einaudi, 2025) si configura come un’analisi psicoanalitica e filosofica del processo formativo e del ruolo docente nell’ambito del sistema educativo contemporaneo. L’opera si distacca da un’interpretazione meramente legata alla politica della pubblica istruzione, proponendo una riflessione radicale sui fondamenti dell’insegnamento.

Il ruolo del docente: oltre la competenza tecnica
Recalcati ridefinisce la figura del maestro al di là dell’identità di “burocrate ministeriale” o di “depositario di conoscenze che devono essere trasmesse”. Il docente autentico incarna una vocazione che trascende la semplice acquisizione di un titolo professionale. L’incontro con il maestro è descritto come una “esperienza della grazia” , non centrata sul mero sapere, ma sul “desiderio di sapere”.
Il nucleo della trasmissione didattica risiede nella persona del docente, la cui parola deve essere viva e scaturire dal proprio “fuoco”, ovvero da ciò che gli “preme”. Tale testimonianza differenzia il vero maestro dal “padrone”, evitando il “discorso dell’Università” lacaniano, fatto di erudizione spenta e citazionismo. Insegnare non è un mestiere tra gli altri, ma una vocazione in grado di “illuminare” e mobilitare il desiderio dell’allievo.

La dualità simbolica: Luce e Onda
Il titolo sintetizza la funzione bipolare del maestro e il dinamismo dell’apprendimento.
La luce (principio di illuminazione e sapere vivo). La luce è ciò che è necessario per la “visione delle cose”, simboleggia il sapere vivo che il maestro trasmette, capace di “allargare l’orizzonte della vita”. In riferimento a Martin Heidegger, la luce è assimilabile alla “radura” (Lichtung), luogo dell’apertura e del disvelamento (aletheia). La parola del maestro è una parola che illumina, suscitando il desiderio e il pensiero critico.
L’onda (principio di realtà e soggettivazione). L’onda è “impatto con il mare” e, simbolicamente, rappresenta l’urto con la realtà, le difficoltà, i fallimenti e la castrazione del narcisismo. L’incontro con l’onda richiede all’allievo di “nuotare da solo” e di affrontare la realtà in autonomia: è l’esperienza del limite, necessaria per la soggettivazione, in quanto è nel modo “unico, irripetibile” con cui si affronta l’onda che si inventa il proprio stile. Il maestro spinge verso l’onda, ma l’allievo è chiamato a superare il “torpore imitativo” per una crescita basata sul coraggio.

L’istituzione scolastica: dispositivo e radura
Il libro affronta anche la contraddittorietà intrinseca all’istituzione scolastica, distinguendo due polarità.
Da una parte, la “Scuola-Dispositivo” definita, in relazione al pensiero di Michel Foucault, come luogo disciplinare, burocratico e di controllo sociale che rischia di ridursi a un meccanismo che “ricicla un sapere spento” e promuove l’assoggettamento. Dall’altra la “Scuola-Radura”, luogo in cui l’incontro con un maestro rende possibile l'”esperienza dell’aperto”.
Recalcati evidenzia come l’istituzione sia “necessaria” e come il dispositivo sia, a suo modo, “positivo” in quanto impone un limite al “godimento egoistico e immediato” e introduce l’esperienza del “principio di realtà”: è in virtù di questo limite che la scuola apre al”trauma benefico della vita collettiva”. La scuola, quindi, non è solo luogo di spegnimento delle pulsioni, ma, proprio perché impone un argine, consente di dare una “forma alla forza degli istinti”.

Una mappa per l’educazione con la promessa di un futuro condiviso

A Roma il Giubileo del mondo educativo


Il futuro della convivenza globale passa necessariamente attraverso le aule, i laboratori e, soprattutto, i principi etici che guidano la formazione delle prossime generazioni. Per questo motivo, l’attenzione del mondo dell’educazione si concentrerà su Roma tra il 27 ottobre e il 1° novembre 2025, in occasione di un importante vertice dedicato alla rigenerazione dei sistemi formativi a livello mondiale.

L’evento, concepito come un crocevia di idee e impegni, mira a rimettere al centro il valore inestimabile dell’istruzione come motore di dignità umana e strumento di pace. Non si tratta solo di un raduno accademico, ma di una chiamata all’azione rivolta a studenti, docenti, ricercatori e operatori della società civile che credono fermamente nel diritto universale a un’educazione di qualità, inclusiva ed equa.

Rilanciare l’Impegno per i Diritti

Il fulcro tematico della settimana ruoterà attorno alla necessità di tradurre i principi ideali in pratiche concrete. In linea con la missione della nostra Associazione, saranno affrontati punti cruciali che si intersecano direttamente con l’educazione ai diritti umani:
L’Educazione come nome della pace: l’incontro vedrà approfondimenti sul ruolo strategico della formazione nel superamento delle disuguaglianze e nella costruzione di percorsi di dialogo. Il mantra “L’educazione è il nuovo nome della pace” fornirà la cornice per discutere come i sistemi educativi possono inoculare la resistenza all’odio e alla discriminazione fin dalle basi.
Etica e nuove tecnologie: In un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dalla rapida evoluzione digitale, una sessione specifica sarà dedicata all’urgenza di stabilire un solido principio etico nell’uso delle nuove tecnologie. L’obiettivo è garantire che l’innovazione serva la persona umana e non la prevaricazione, proteggendo la dignità individuale e la privacy in ambienti di apprendimento sempre più virtuali.
Patto educativo globale: l’evento si propone come momento di rilancio e di concreta implementazione degli obiettivi del Patto educativo globale, enfatizzando la corresponsabilità tra istituzioni, famiglie, scuole e comunità per assicurare lo Sviluppo Umano Integrale. Si tratta di un’occasione per creare nuove “costellazioni educative”, reti interconnesse che possano offrire risposte efficaci alle sfide contemporanee.

Un Atto di Speranza Generativa

Il messaggio che emerge con forza da questo appuntamento è che educare è intrinsecamente un atto di speranza. L’evento non si limiterà a celebrazioni, ma prevedrà un intenso programma di lavoro che includerà sessioni di approfondimento, la condivisione di progetti educativi d’eccellenza da tutto il mondo, e momenti di confronto diretti tra leader istituzionali e giovani protagonisti.

Invitiamo i nostri lettori, educatori, attivisti e sostenitori dei diritti umani a seguire e partecipare attivamente a questa settimana di riflessione. È un momento storico per rafforzare l’impegno collettivo affinché ogni individuo, indipendentemente dalla sua origine o condizione, possa accedere a un’istruzione che non solo trasmetta conoscenza, ma che formi coscienze critiche, responsabili e capaci di costruire un futuro di diritti e giustizia per tutti.

Tutte le informazioni sono disponibili qui.

Premio letterario Eugenia Bruzzi Tantucci – 2025

Pubblicato il Bando per la tredicesima edizione – SCADENZA 20 NOVEMBRE 2025


Articolo 1
Il Premio è aperto ad opere edite entro la data di scadenza del Bando. Sono ammesse pubblicazioni delle seguenti tipologie: a. Poesia – b. Narrativa e Saggistica – c. Traduzione – d. Sceneggiatura cinematografica – e. Podcast e narrativa multimediale.
Le opere ammissibili devono avere come tema i valori che hanno animato la vita e l’opera di Eugenia Bruzzi Tantucci: “Storia, Ambiente e Società”.
Il Premio sarà assegnato ad una sola opera, scelta a insindacabile giudizio della Giuria, tra quelle che hanno presentato la propria candidatura. Sarà possibile l’assegnazione di “Menzioni d’onore”.

Articolo 2
Ciascun candidato deve inviare la propria opera in cinque copie (per le tipologie a., b., c., d.) ovvero in formato digitale riproducibile su pen drive (per la tipologia e.) unitamente alla scheda di partecipazione allegata al Bando (allegato 1) mediante raccomandata r/r entro e non oltre il 20 novembre 2025 al seguente indirizzo: Segreteria del Premio Letterario “Eugenia Bruzzi Tantucci” – Via Edoardo Maragliano 26 – 00151 Roma.

Articolo 3
Al vincitore sarà assegnati un premio in denaro di € 1.000,00 da un artista contemporaneo. L’opera del vincitore, a discrezione della Giuria, potrà essere oggetto di presentazioni al pubblico, anche in modalità teleconferenza, a cura dell’organizzazione del Premio.
A ciascun finalista verrà rilasciato un diploma di partecipazione.

Articolo 4
Il Premio prevede una “Sezione speciale per studenti delle scuole secondarie di II grado”, per opere edite o inedite delle seguenti tipologie: I. poesia, II. narrativa e saggistica.
Le opere devono essere elaborate da singoli studenti e/o gruppi di studenti e devono avere come tema i valori che hanno animato la vita e l’opera di Eugenia Bruzzi Tantucci: “Storia, Ambiente e Società”, anche con riferimento agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
Viene inoltre istituita una sezione speciale “INFLUENCER” – Eugenia Bruzzi Tantucci: una voce che continua a parlare – Una voce fuori dal feed, influencer di valori e trendsetter di Storia e società”.
In un tempo in cui essere influencer sembra voler dire solo apparire, Eugenia Bruzzi Tantucci ci mostra che si può influenzare davvero, lasciando un segno con le idee, l’impegno e il coraggio. La sua vita e il suo lavoro ci parlano ancora oggi di giustizia sociale, rispetto per l’ambiente, memoria storica e diritti umani. Con questa sezione vogliamo invitare gli studenti a raccontare, con linguaggi moderni e creativi, come una figura come Eugenia possa essere un’influencer d’esempio per le nuove generazioni: non per creare tendenze superficiali, ma per diffondere pensiero critico, consapevolezza e voglia di cambiare il mondo. Lasciati ispirare da lei per riflettere su temi fondamentali come la pace, l’uguaglianza, la sostenibilità e la cittadinanza attiva, in linea con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
L’invio dell’opera deve essere fatto esclusivamente dalla scuola (non sono ammesse opere inviate privatamente da studenti) e ogni scuola può partecipare con una sola opera, scelta con criteri autonomi.
Ciascuna scuola deve inviare la propria opera in modalità digitalizzata, unitamente alla scheda di partecipazione allegata al Bando (allegato 2) entro e non oltre il 20 novembre 2025 all’indirizzo email: sirena_eip@fastwebnet.it, anche attraverso l’utilizzo di piattaforme di trasferimento dati (ad esempio: WeTransfer, ecc.).
In caso di opere edite di poesia, narrativa e saggistica, l’invio deve essere fatto nelle modalità previste all’articolo 2.
Alla scuola vincitrice, scelta in modo insindacabile dalla Giuria, sarà assegnato un premio in denaro di € 300,00.

Articolo 5
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Roma nel mese di dicembre 2025.
I dettagli saranno comunicati tramite i siti web dell’organizzazione.

Articolo 6
Tutti i premi dovranno essere ritirati personalmente dagli interessati. I premiati saranno avvertiti mediante comunicazione personale all’indirizzo e-mail indicato nelle scheda di partecipazione.
L’invito alla cerimonia di premiazione non dà diritto al rimborso spese.

Articolo 7
La Giuria è composta da Elio Pecora (Presidente), Antonio Augenti, Pino Colizzi, Roberto Vacca, Anna Paola Tantucci e dai vincitori delle precedenti edizioni Giovanna Napolitano, Rita El Khayat, Paolo Conti, Giovanni Floris, Giovanni Grasso, Pupi Avati, Edith Bruck, Andrea Riccardi.


Addio a Enrico Tantucci, il cordoglio dell’EIP

L’associazione si stringe attorno alla presidente Anna Paola per la scomparsa dell’amato fratello


La grande famiglia dell’EIP Italia Scuola strumento di pace si unisce con
profondo cordoglio al dolore della Presidente Nazionale prof.ssa Anna Paola Tantucci, per la perdita dell’amatissimo fratello Enrico, una delle voci più raffinate del panorama culturale del Nordest.
Tantucci aveva 70 anni. Il suo percorso professionale si è sviluppato all’interno delle principali testate venete del Gruppo Repubblica-Espresso – oggi Nem – con una presenza costante nella redazione della Nuova Venezia fin dal primo numero. Collaborava inoltre con il Giornale
dell’Arte.
Nel corso della sua carriera ha saputo raccontare con competenza e sensibilità il mondo della cultura, spaziando dall’analisi delle opere d’arte al racconto delle dinamiche politiche che regolano le istituzioni culturali. Il suo sguardo attento e la sua penna colta hanno lasciato un segno profondo nel giornalismo d’autore.
La notizia della scomparsa ha profondamente colpito non solo la comunità educativa nazionale, ma anche quella regionale del Molise,
che si è subito mobilitata per far sentire la propria vicinanza e il proprio affetto alla Presidente.
La vicepresidente nazionale EIP, prof.ssa Italia Martusciello, insieme ai
delegati Eip Molise – il Dirigente Scolastico prof. Giuseppe Natilli, la prof.ssa Rachele Porrazzo e il prof. Fabrizio Occhionero – hanno
voluto inviare un messaggio di vicinanza, esprimendo la più sincera partecipazione al dolore della Presidente, con un pensiero affettuoso e rispettoso in questo momento così difficile.
«In circostanze come questa – afferma la prof.ssa Martusciello – le parole sembrano sempre inadeguate, ma sentiamo il bisogno di esprimere la nostra vicinanza e quella di chi, come noi, la stima profondamente, sia sul piano professionale che umano. Pur non avendo avuto modo di conoscere personalmente Suo fratello, siamo certi che la profondità dei valori che da sempre la contraddistinguono — dedizione, generosità, senso del dovere — siano il riflesso di una dimensione familiare che ha saputo trasmettere umanità a chi ha avuto il privilegio di condividere un tratto di strada con lui».
I rappresentanti EIP Molise si augurano che «i ricordi più belli e la vicinanza delle persone care possano essere di conforto, e che l’eredità affettiva e valoriale di Enrico continui a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato».
Un messaggio che racchiude il senso più profondo dell’EIP: una rete di educazione alla pace che va oltre i confini scolastici, costruita ogni giorno attraverso relazioni vere, umane, solidali.

da “Primopiano Molise” del 23 ottobre 2025

Immagini dalla Cerimonia del 22 ottobre 2025

Festa all’Auditorium della Biblioteca Nazionale a Roma


Una mattina di festa con la consegna dei riconoscimenti per scuole e docenti che hanno partecipato alla 53esima edizione del Concorso Nazionale EIP Italia.

di seguito la playlist con tutti i video della Cerimonia

E’ stata un’occasione per ribadire il valore primario dei percorsi di educazione ai diritti umani e alla pace, per valorizzare impegno e risultati di docenti e dirigenti delle scuole italiane e per sottolineare, nelle parole dei rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, il valore dell’operato della nostra Associazione.

E’ possibile visualizzare l’intera galleria delle immagini
dal sito istituzionale http://www.eipitalia.it

Bollettino annuale EIP Italia

In occasione della Cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale è disponibile il Bollettino annuale EIP Italia


Si tratta di un appuntamento fisso che ha caratterizzato l’Associazione Scuola strumento di pace sia a livello italiano che internazionale.

Per l’edizione del 2025 trovate i contributi istituzionali della Presidente Anna Paola Tantucci e dei Vicepresidenti Ottavio Fattorini e Italia Martusciello.
Inoltre, hanno prestato la loro voce Francesco Amoretti, Giuseppe Natilli, Anna Paudice e Francesco Rovida con i referenti delle regioni Molise, Lazio e Campania.
Insieme al racconto degli eventi che hanno caratterizzato l’anno 2024-2025 ci sono contributi tratti da alcuni lavori del 53° Concorso Nazionale.
Le immagini sono volti e storie della nostra Associazione.


Per chi desidera è possibile acquistare l’edizione cartacea al seguente indirizzo: https://amzn.eu/d/ct7owSF

In ricordo di Sofia Corradi “Mamma Erasmus”

Ripubblichiamo per gentile concessione della Rivista “Le nuove frontiere della scuola” un intervento di Luciano Corradini


E’ mancata alcuni giorni fa Sofia Corradi, docente di Scienze dell’educazione all’università Roma Tre, soprannominata “mamma Erasmus”, perché ideò il programma di scambio per i giovani studenti europei.

Nell’unanime cordoglio per la scomparsa e nella celebrazione dei frutti della sua opera educativa, per gentile concessione della Rivista “Le nuove frontiere della scuola” abbiamo scelto di ripubblicare un intervento di Luciano Corradini scritto nel 2017 in occasione della della consegna del premio AIDU Humbold-Newman.

Alla scoperta del FAO MuNe

Un viaggio tra cibo, cultura e futuro sostenibile


Il 16 ottobre 2025, in occasione della celebrazione dell’ottantesimo anniversario della FAO e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ha aperto le sue porte a Roma il Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO MuNe), uno strumento innovativo dell’Organizzazione per promuovere il proprio mandato e la sua visione attraverso il linguaggio universale dell’arte e della cultura.
Il MuNe si trova nel cuore di Roma, all’interno dello storico edificio che ospita la sede della FAO dal 1951, in una posizione centrale tra il Circo Massimo e il Colosseo.
Con oltre 1200 metri quadrati al piano terra dell’Edificio A, offrirà ai visitatori un’opportunità unica di conoscere la FAO in modo interattivo e coinvolgente. Il progetto è sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano.
Oltre ad essere un museo che illustra l’importanza dei sistemi agroalimentari globali, delle tradizioni culinarie, dei progressi scientifici e innovativi e del ruolo di donne, giovani e popolazioni indigene nella creazione di un futuro alimentare sostenibile, il MuNe fungerà anche da rete e polo mondiale per la collaborazione, il dialogo e le alleanze tra gli Stati membri della FAO e le parti interessate, espandendo l’iniziativa dal livello locale e nazionale a quello internazionale.

Il Percorso Espositivo e le Esperienze
Il Museo è stato ideato per istruire, stimolare e coinvolgere il pubblico, fondendo innovazione digitale, arte e culture culinarie per dar vita alle tradizioni agroalimentari e connettere i visitatori con il passato, presente e futuro del cibo.
L’esperienza didattica permanente è dedicata al legame tra l’uomo, l’alimentazione, l’agricoltura e il mandato della FAO. Il percorso espositivo include diverse sezioni tematiche come:
– Esperienza immersiva e Ecosistemi di consapevolezza
– Laboratorio alimentare
– Popolazioni indigene, Angolo degli OSS (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) e Tradizioni, patrimonio, scienza e innovazione
– Eroi della alimentazione
Le attività del MuNe si articoleranno in diverse aree:
– Collezioni: saranno esposti manufatti archeologici, una collezione globale che mostra diverse culture e tradizioni alimentari, e l’importanza del patrimonio agricolo
– Esperienze didattiche: i visitatori saranno immersi in esperienze educative che utilizzano tecnologia multisensoriale per dare vita a storie globali di alimentazione e agricoltura
– Eventi dal vivo: si terranno workshop e laboratori culinari dove i visitatori potranno cimentarsi in attività pratiche e dimostrazioni per celebrare le tradizioni culinarie globali
– Mostre a rotazione: negli spazi pubblici della FAO, come l’Atrio, saranno allestite esposizioni temporanee con nuovi elementi digitali (pannelli LED, touchscreen, giochi di luce)

Informazioni per le visite e contatti
Il MuNe della FAO è un polo centrale per la conoscenza sul lavoro dell’Organizzazione, sulla scienza, sull’innovazione e sulla diversità alimentare.
La visita dura circa 90 minuti e prevede una sessione di domande e risposte. Tutte le visite sono in gruppo, anche per i partecipanti singoli.
Informazioni per le scuole: https://fao.midaticket.com/en/categorie/gruppi/