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L’ONU si riunisce per il futuro

80a Assemblea Generale tra multilateralismo e sviluppo sostenibile


La 80a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in programma dal 22 al 30 settembre 2025, si presenta come un momento cruciale per l’organizzazione, con l’obiettivo di rinnovare l’impegno globale verso il multilateralismo, la solidarietà e l’azione condivisa. Sotto il tema “Better together: 80 years and more for peace, development and human rights” (Meglio insieme: 80 anni e oltre per la pace, lo sviluppo e i diritti umani), la settimana di alto livello si concentrerà sull’urgenza di rispettare gli impegni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e di rinvigorire la cooperazione globale.

Il Cuore della Settimana: Anniversari e Cooperazione

L’inaugurazione della settimana, il 22 settembre, sarà un giorno denso di significato e impegni:
80° Anniversario delle Nazioni Unite: un incontro di alto livello commemorerà la fondazione dell’ONU, con Capi di Stato e di Governo che rifletteranno sugli otto decenni di storia e sul percorso futuro per un sistema multilaterale più inclusivo e reattivo.
– SDG Moment: questo evento annuale segna una congiunzione critica sulla strada verso il 2030, evidenziando azioni e storie di trasformazione a livello globale e nazionale per accelerare i progressi sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
– Donne e Pace: si terranno due importanti conferenze: un incontro di alto livello per il 30° Anniversario della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne (Dichiarazione e Piattaforma d’Azione di Pechino), e una Conferenza Internazionale sull’attuazione della Soluzione dei Due Stati per la Questione Palestinese.

Focus tematici: Ambiente, Economia e Sanità

Diverse sessioni di vertice saranno dedicate ai temi più pressanti per il futuro del pianeta:
24 Settembre – Clima ed Economia: Il Segretario Generale convocherà un Summit sul Clima per spingere i leader mondiali a presentare nuovi piani d’azione nazionali, in vista della COP30 in Brasile. Lo stesso giorno, si terrà il primo Summit Biennale per un’Economia globale sostenibile, inclusiva e resiliente, con l’obiettivo di fare il punto sugli impegni finanziari per lo sviluppo.
25 Settembre – Salute e Tecnologia: Un incontro di alto livello si concentrerà sulla Prevenzione e Controllo delle Malattie non trasmissibili (NCD) e sulla Promozione della Salute mentale e del benessere. Inoltre, verrà lanciato il Dialogo globale sulla governance dell’IA (Intelligenza Artificiale), riunendo Stati Membri e stakeholder per definire i parametri di una gestione inclusiva e responsabile dell’AI.

Eventi collaterali e Dibattito Generale

Dibattito Generale: Il cuore della settimana politica si svolgerà dal 23 al 27 settembre e il 29 settembre, quando i Capi di Stato e di Governo esporranno le loro posizioni e priorità nel contesto delle sfide globali interconnesse, in linea con la visione del Presidente dell’80a sessione, Annalena Baerbock.
Gioventù e Disarmo: Il 25 settembre sarà anche la volta dell’incontro per commemorare il 30° Anniversario del Programma d’Azione Mondiale per la Gioventù, promuovendo la collaborazione intergenerazionale. Il 26 settembre sarà dedicato alla promozione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione Totale delle Armi Nucleari.
Myanmar: L’ultima giornata, il 30 settembre, sarà dedicata alla situazione dei Musulmani Rohingya e di altre minoranze in Myanmar, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione internazionale e definire un piano concreto per una risoluzione duratura della crisi.


https://www.un.org/en/UN80

Primo confronto sugli Esami di maturità

EIP Italia e UCIIM organizzano un webinar di informazione e formazione il prossimo 7 ottobre


La pubblicazione del Decreto Legge 127/2025 ha reso fin da subito vigenti ed operative le modifiche introdotte nel Decreto Legislativo 62/2017 riformando nome e procedure di svolgimento dell’esame conclusivo del secondo ciclo.
Nel comunicato del Ministero dell’Istruzione e del Merito sono presenti alcuni termini chiave che aiutano ad inquadrare il significato del provvedimento: maturità, crescita complessiva, autonomia, responsabilità, azioni particolarmente meritevoli, impegno, serietà, serenità, persona, formazione scuola-lavoro, conoscenze, capacità argomentativa, maturazione personale.

Con il contributo di autorevoli dirigenti, EIP Italia e UCIIM propongono una prima occasione di confronto sulle novità introdotte dal Decreto Legge 127/2025, che saranno seguite, dal prossimo mese di gennaio 2026, da ulteriori incontri più direttamente operativi.


L’incontro è gratuito ed è rivolto ai soci UCIIM e a docenti e dirigenti delle scuole aderenti alla rete nazionale EIP Italia.
E’ possibile iscriversi compilando il modulo al seguente link:
https://forms.gle/vNWN4NLihJaRk4Sk6

ATTENZIONE
Le iscrizioni verranno accolte fino all’occorrenza dei posti disponibili



Qui puoi leggere una nostra riflessione sulla prova orale dell’Esame

Suggestioni per una educazione equa ai diritti umani e alla pace

Riflessioni su “Education at a Glance 2025”


EIP Italia accoglie con grande interesse la pubblicazione del rapporto “Education at a Glance 2025: OECD Indicators”. Questo autorevole compendio statistico offre un’analisi dettagliata dello stato dell’istruzione a livello globale e fornisce una ricchezza di dati che, letti attraverso la lente della nostra missione, sollevano questioni cruciali per la costruzione di sistemi educativi più equi e inclusivi, fondamento indispensabile per una cultura di pace.

Il rapporto dell’OCSE evidenzia progressi significativi e, allo stesso tempo, persistenti sfide sistemiche. Con il 48% dei giovani adulti nei Paesi OCSE che completa l’istruzione terziaria , il livello di istruzione non è mai stato così alto. Tuttavia, questo successo complessivo nasconde disuguaglianze di opportunità che minano i principi di equità e giustizia sociale, centrali per la nostra associazione.


Le disuguaglianze nell’istruzione e il loro impatto sulla Pace

Il rapporto è impietoso nel mostrare come il background familiare continui a essere un potente predittore del successo educativo. Nel 2023, solo il 26% dei giovani adulti i cui genitori non hanno completato l’istruzione secondaria superiore ha ottenuto un titolo di studio terziario, rispetto al 70% di coloro che hanno almeno un genitore con tale titolo. Questo divario, rimasto sostanzialmente invariato nell’ultimo decennio, rappresenta un ostacolo insidioso alla mobilità sociale e, di conseguenza, alla coesione sociale e alla costruzione di società pacifiche. La disuguaglianza nell’accesso all’istruzione si traduce in un accesso diseguale a lavori qualificati, salari più alti e migliori risultati in termini di salute e partecipazione civica. Quando una porzione significativa della popolazione si sente esclusa o penalizzata da un sistema che dovrebbe promuovere l’uguaglianza, il tessuto sociale si indebolisce, rendendo le comunità più vulnerabili a conflitti e tensioni.
Il rapporto sottolinea che alcuni Paesi, come Danimarca, Inghilterra e la Comunità fiamminga del Belgio, hanno compiuto progressi nel ridurre questo divario attraverso interventi mirati. Questi esempi dimostrano che è possibile invertire la rotta e che l’impegno politico e strategico può fare la differenza. Per la nostra Associazione, ciò rafforza la convinzione che le politiche educative non debbano limitarsi a garantire l’accesso, ma debbano attivamente promuovere l’equità, fornendo un supporto mirato agli studenti più svantaggiati, fin dalla prima infanzia.


Oltre i titoli di studio: la qualità dell’apprendimento

Un altro aspetto cruciale messo in luce dal rapporto riguarda la disparità tra il possesso di un titolo di studio e le competenze effettive. Nonostante l’aumento dei tassi di conseguimento di titoli di studio terziari, la ricerca condotta nell’ambito del Programma per la Valutazione Internazionale delle Competenze degli Adulti (PIAAC) rivela che le competenze di base, come l’alfabetizzazione, sono stagnanti o diminuite tra il 2012 e il 2023 nella maggior parte dei Paesi OCSE. In particolare, il 13% degli adulti con istruzione terziaria non ha raggiunto il livello di competenza di base nell’alfabetizzazione. Questo dato ci spinge a riflettere sulla qualità e la rilevanza dell’istruzione fornita.
Per un’educazione ai diritti umani e alla pace, è fondamentale che gli individui non solo acquisiscano nozioni, ma sviluppino anche quelle competenze trasversali e critiche necessarie per comprendere il mondo, analizzare informazioni complesse, dialogare e risolvere i conflitti in modo costruttivo. Se l’istruzione terziaria non è in grado di garantire un livello minimo di alfabetizzazione funzionale, ciò solleva interrogativi sulla sua efficacia nel formare cittadini consapevoli e attivi.


I percorsi di transizione e la vulnerabilità giovanile

La transizione dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro è un altro momento critico in cui le disuguaglianze possono cristallizzarsi. Il rapporto ci mostra che, sebbene i tassi di giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione (NEET) siano tornati ai livelli pre-pandemici in circa la metà dei Paesi OCSE, la loro presenza rimane un problema significativo. Le esperienze di disoccupazione prolungata in giovane età possono avere conseguenze a lungo termine, compromettendo le prospettive di lavoro future e generando stress psicologico. Questi dati ci invitano a considerare come la vulnerabilità giovanile possa essere un terreno fertile per l’estremismo e il conflitto. I giovani che si sentono privi di opportunità e di un futuro possono diventare bersagli facili per ideologie che offrono risposte semplici a problemi complessi. Per questo motivo, l’educazione alla pace non può essere una semplice aggiunta curricolare, ma deve informare l’intero sistema educativo, garantendo che ogni giovane sia supportato nel trovare un percorso significativo e produttivo, prevenendo l’esclusione sociale e l’alienazione.


Il ruolo dei docenti e la necessità di investire

Nessuna riforma educativa può avere successo senza un corpo docente motivato, qualificato e adeguatamente supportato. Il rapporto evidenzia una preoccupante carenza di insegnanti, in particolare nell’istruzione secondaria. La crescente quota di docenti vicini alla pensione, il basso appeal della professione e l’aumento dell’abbandono anticipato (dimissioni) in alcuni Paesi minacciano la stabilità e la qualità dei sistemi educativi. Per la nostra associazione, è evidente che investire nella formazione, nel benessere e nella retribuzione degli insegnanti non è solo una questione di giustizia professionale, ma un investimento diretto nella costruzione di una società più pacifica. Docenti ben preparati e supportati sono i pilastri che possono guidare gli studenti a sviluppare le competenze necessarie per il dialogo interculturale, la risoluzione nonviolenta dei conflitti e l’empatia.

Conclusioni

In sintesi, il rapporto “Education at a Glance 2025” dell’OCSE è uno strumento prezioso che ci spinge a una riflessione profonda. I dati sulle disuguaglianze nell’accesso e nella qualità dell’istruzione, sulla persistenza delle carenze di competenze e sulla vulnerabilità giovanile rappresentano un campanello d’allarme. Essi ci ricordano che la costruzione della pace non è un’astrazione, ma un processo concreto che inizia nelle aule scolastiche, nei percorsi di studio e nelle politiche di finanziamento. Per la nostra Associazione, ciò significa un impegno continuo a lavorare a fianco di insegnanti e dirigenti scolastici per tradurre questi dati in azioni concrete e per promuovere un’educazione che sia, in ogni suo aspetto, un’educazione alla pace e ai diritti umani.


Sfide e opportunità per il nuovo anno scolastico

Messaggio di saluto e augurio alla grande famiglia dell’EIP


Carissimi tutti,
l’avvio di ogni anno scolastico caratterizza le nostre vite personali e quella dell’intera comunità civile come il più autentico inizio dell’anno e ripresa dei percorsi individuali e comunitari. Non è mai un semplice “ritorno tra i banchi”, ma l’inizio di un nuovo capitolo, che porta con sé sfide e opportunità di rinnovamento.
Il vostro ruolo in questo processo è fondante: siete i pilastri su cui si appoggiano il presente e il futuro dei nostri studenti e della società.

Sfide e opportunità di questo anno scolastico
Nell’anno 2025-2026, la nostra scuola italiana è chiamata a confrontarsi con una serie di novità che delineano un percorso di crescita e adattamento. E voi, in primo luogo docenti e dirigenti, siete in prima linea per guidare i cambiamenti e renderli significativi per la vita quotidiana delle comunità scolastiche.
Tra le altre mi preme ricordarne alcune.

1. Divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico, nella secondaria di II grado.
La Circolare 3392/2025 esprime l’obiettivo di contribuire alla promozione di salute e benessere degli adolescenti e di rendere lo spazio e il tempo di apprendimento più autentici “contrastando il calo del livello degli apprendimenti, rilevabile dai punteggi PISA e in parte imputabile proprio all’uso improprio delle tecnologie digitali, e favorendo la crescita del capitale umano”. Nelle scelte che l’autonomia scolastica garantisce e richiede ai singoli Istituti, è importante recuperare, insieme alla dimensione del “divieto”, la funzione educativa di promozione di comunicazione autentica, competenze digitali e apprendimento significativo.

2. Revisione dell’Esame di Stato del secondo ciclo. Doverosamente premesso che, alla data odierna, non è disponibile alcun testo ma solo dichiarazioni ministeriali e/o politiche riprese da giornalisti, tra le “Misure urgenti per la riforma dell’esame di stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026” annunciate come oggetto di discussione dal Consiglio dei Ministri è prevista anche una revisione dell’Esame di Stato del secondo ciclo. Non è la prima volta che accade che le “regole del gioco” (in questo caso quelle dell’Esame finale) vengano cambiate quando i “giocatori sono già sul campo”. Forse è una prassi che potrebbe essere evitata, in considerazione della regolarità assoluta dei tempi della scuola che inizia sempre il 1 settembre e termina il 31 agosto…Al di là dei termini (ripristinare la dicitura “maturità” può avere effetti quantomeno ambivalenti), la riflessione sugli esiti del percorso di studi e sul valore della prova finale costituiscono un elemento che può guidare i processi di riflessione sul tipo di scuola che intendiamo realizzare.

3. Revisione della valutazione del comportamento nella scuola secondaria e dello Statuto delle studentesse e degli studenti. Ne abbiamo scritto quasi un anno fa a proposito della Legge 150/2024, l’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri è stata annunciata lo scorso 30 luglio, la pubblicazione è in arrivo. Le modifiche dovrebbero, comunque, essere all’insegna di alcune parole importanti: rispetto, autorevolezza, responsabilità, serenità, partecipazione. Torneremo sul tema, soprattutto per pensare insieme come la valutazione dell’Insegnamento di educazione civica non possa coincidere esclusivamente con la valutazione del comportamento.

4. Nuove Indicazioni Nazionali. Il progetto di revisione per il primo ciclo sembra ormai aver raggiunto la sua forma definitiva, mentre sembrano avviati diversi percorsi finalizzati alla riscrittura dei documenti per il secondo ciclo, fermo restando quanto già in vigore per gli Istituti professionali e gli Istituti Tecnici. Si tratta di temi di ampio respiro che riguardano il futuro: non solo perché si attiveranno a partire dai prossimi anni scolastici, ma perché riguardano la visione di scuola che il nostro Paese vuole sviluppare. E che meriterebbe spazio, tempo e voce.

5. Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche. Nelle intenzioni del Ministero sono un “quadro di riferimento strutturato per l’adozione consapevole e responsabile dei sistemi di Intelligenza Artificiale” con principi di riferimento e i requisiti etici, tecnici e normativi rivolti sia all’utilizzo didattico che amministrativo e gestionale. Certamente la velocità di sviluppo tecnologico difficilmente può essere contenuta entro linee guida, ma è un dovere di ciascuno confrontarsi seriamente e profondamente con un elemento così determinante per la nostra vita. Sapendo che il problema non è affatto costituito dalla possibilità di utilizzo di ChatGPT o Gemini per fare i compiti…

Guardano un pochino oltre…
Se la nostra vita scolastica quotidiana sarà certamente toccata da questi aspetti, non possiamo dimenticare la valenza profondamente civica dell’azione educativa.
Per una “scuola al servizio dell’umanità”, la scelta di educare ai diritti umani non è facoltativa e anche questo anno porta con sé alcuni riferimenti importanti.

1. Candidatura al Consiglio dei diritti umani. L’Italia ha presentato la sua candidatura al Consiglio per i Diritti Umani per il periodo 2026-2028, ponendo la promozione e la protezione dei diritti umani come una delle priorità della sua politica estera. Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per rafforzare l’educazione ai diritti umani nelle scuole italiane, fornendo spunti e temi di riflessione per docenti e dirigenti scolastici.

2. 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Belém, Brasile, 10-21 novembre 2025). Un evento (ben il trentesimo) per discussioni e negoziati sui cambiamenti climatici, di cui ci accorgiamo, fingendo che non esistano. Nel 2026, inoltre, saranno trascorsi dieci anni dall’entrata in vigore dei citatissimi “Accordi di Parigi”. Senza la scuola e l’educazione nessun cambiamento è possibile: ma questa affermazione riguarda ciascuno di noi!

3. 80 anni della Repubblica italiana. Una data magistralmente rappresentata nel film C’è ancora domani, con la sensibilità del riferimento al ruolo delle donne che, non solo furono chiamate al voto, ma 21 di loro anche elette nell’Assemblea costituente. Penso che i percorsi di Educazione civica di quest’anno scolastico potrebbero trovare nutrimento da questo anniversario fondativo della nostra storia.

Sono consapevole che ogni cambiamento richiede impegno, energia e la capacità di mettersi in gioco. Ma so anche che voi, dirigenti e docenti, avete la passione e la professionalità necessarie per trasformare queste novità in un’occasione di crescita per tutta la comunità scolastica.
Siete chiamati a costruire un ambiente dove gli studenti possano sentirsi accolti, motivati e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
In questo nuovo anno scolastico, vi auguro di trovare l’entusiasmo necessario per fare la differenza, giorno dopo giorno, nella vita di ogni studente e delle loro famiglie.Buon inizio a tutti!
Saremmo lieti se lo condivideste con la vostra comunità scolastica.

Anna Paola Tantucci
Presidente Nazionale EIP Italia

Francesco Rovida
Coordinatore della formazione

Vincitori del 53° Concorso Nazionale EIP Italia – MIM

La Commissione di valutazione indicata dal Comitato paritetico EIP-MIM ha comunicato l’elenco dei vincitori


Ai sensi del Bando del 53° Concorso Nazionale “Fidati della pace. Rispettare i diritti per costruire il futuro INSIEME” anno scolastico 2024-2025, la Commissione di valutazione individuata dal Comitato paritetico EIP-MIM, coordinato dalla Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha provveduto ad esaminare i lavori presentati e ha assegnato, per ciascuna sezione, i Premi nazionali previsti.
Inoltre, considerata la qualità delle proposte pervenute, ha scelto di assegnare anche alcuni Premi regionali e Menzioni speciali.

I criteri di valutazione definiti dalla Commissione di valutazione, in coerenza con il Bando, sono i seguenti: 
1. Aderenza tra il prodotto/progetto presentato e i requisiti indicati nella specifica sezione del Concorso
2. Realizzazione del prodotto/progetto nell’anno scolastico di riferimento del Bando e conclusione entro la scadenza del Bando
3. Qualità tecnica del prodotto realizzato e/o qualità didattica e metodologica del progetto, valutate anche in relazione all’età degli studenti e delle classi partecipanti
4. Originalità e creatività
5. Partecipazione attiva degli studenti e ampiezza del coinvolgimento degli studenti, valorizzando e premiando, tra i lavori prodotti, la partecipazione attiva, operosa, costruttiva e autonoma degli studenti. 

Ringraziando tutte le scuole partecipanti, con particolare riferimento agli insegnanti che hanno coordinato i lavori dei propri studenti e ai dirigenti scolastici che ne hanno promosso la partecipazione, EIP Italia è lieta di comunicare che, per valorizzare al massimo la presenza dei vincitori dei Premi nazionali, saranno organizzate tre distinte cerimonie di premiazione:

giovedì 25 settembre 2025 dalle 9.30 alle 12.30
a Fiumicino (RM) presso la Sala Consiliare (Piazza Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa, 10)
nell’ambito della Cerimonia di apertura dell’anno scolastico 2025-2026

mercoledì 22 ottobre 2025 dalle 9.30 alle 13.00
a Roma presso l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale (Viale Castro Pretorio, 105)

data e orario da definire
a Napoli in una prestigiosa location che sarà comunicata a breve

ATTENZIONE
Le scuole invitate alle cerimonie riceveranno entro il 31 agosto 2025
una comunicazione ufficiale da EIP Italia
contenente le indicazioni per la partecipazione.


A 27 anni dall’istituzione della Corte Penale Internazionale, per coltivare ancora la fiducia

Una conversazione con Luciano Corradini


“Pronto? Sono Luciano. Ho letto il vostro articolo per la Giornata del 22 agosto promossa da Papa Leone: mi è piaciuto!”.

Luciano Corradini “illustre pedagogista, professore emerito dell’Università Roma Tre, maestro dello “star bene a scuola”, teorico del potere “terapeutico” o “preventivo” dell’educazione come impegno di qualificazione personale, promotore della scuola come comunità educativa e accogliente” è anche, con nostro immenso orgoglio, amico ed estimatore di EIP Italia da decenni. Tra le diverse testimonianze di questa amicizia che potete trovare negli articoli del nostro sito web, assume per noi un’importanza particolare l’assegnazione del “Prix International Jacques Mühlethaler 2022 pour la Paix et les droits de l’homme” in occasione del 50° anniversario della nostra fonazione.

Da sempre Luciano è impegnato, con profondo spirito etico nella diffusione della cultura dei diritti e della pace, come testimonia anche la sua recente promozione di alcune iniziative a livello internazionale e la sua lucida e coraggiosa analisi negli articoli per il “Giornale di Brescia”.

Nella conversazione di qualche giorno fa, ha voluto ricordare la pubblicazione di “Annali della Pubblica Istruzione” del 1998 dedicata al quarantesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani.
Il suo contributo, intitolato Una nuova educazione civica si apriva con il ricordo di un fatto di portata universale che oggi appare, con stupore e amarezza, a metà tra storia e utopia.

“A metà luglio 1998 si è verificato un avvenimento di straordinario interesse, per quanto riguarda il riconoscinento e la difesa dei diritti umani: la conclusio­ne positiva di un lungo dibattito nella sede romana della FAO, per l’istituzione di un tribunale internazionale contro la violazione dei diritti umani. Comincio questa riflessione sull’educazione ai diritti umani nella scuola proprio riferendomi a questo avvenimento, alle immagini e alle emozioni che riguardano discorsi, fiaccolate veglie e digiuni, tenuti in questa circostanza.
“ICC Now” è la sigla che poco più di un migliaio di persone hanno porta­to sui cappellini, sulle bandiere e sui palloncini, in occasione della marcia compiuta il 14 luglio 1998 dal Campidoglio al Palazzo della FAO attraverso la famosa «via sacra», per sostenere gli ultimi sforzi di un lavoro diplomatico compiuto dai 5000 delegati di 162 Stati per l’istituzione dell’International Crime Court, ossia del Tribunale penale internazionale per giudicare i crimi­ni contro l’umanità, genocidio, crimini di guerra, stupro.
In Campidoglio, oltre a Emma Bonino in teleconferenza da Strasburgo, sono intervenuti il presidente del Consiglio Prodi, alcuni parlamentari, il sin­daco di Roma Rutelli, alla presenza di circa un migliaio di persone che ascoltavano, applaudivano, nella convinzione di rappresentare tutta l’umanità e di contribuire, anche con quei poveri gesti, ad incoraggiare i deci­sori e ad evitare, per il futuro, tante intollerabili sofferenze.
A conclusio­ne Giovanni Conso, presidente della Conferenza, ha fatto un discorso che ha legato insieme problemi diplo­matici, tecnico-giuridici, politici, civi­li, morali, psicologici, mostrando la possibile sinergia fra mondi vitali e mondi istituzionali.

La posta in gioco era e resta enorme. A cinquant’anni dalla famosa Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, una Corte internazionale permanente significa non solo l’efficacia panumana di quei diritti, gestiti da una giustizia indipendente dal potere politico, ma la costituzione di un denso nucleo di Stato sovranazionale, per sbarcare nel nuovo millennio”.

Non è poi così facile, 25 anni dopo lo “sbarco nel nuovo millennio”, mantenere la speranza, virtù essenziale dell’educatore, in giorni che vedono l’ONU dichiarare che nella Striscia di Gaza è in corso una carestia provocata dall’uomo.

La riflessione di Luciano, però, ha toccato anche aspetti che intrecciano la biografia famigliare e il lavoro per la scuola svolto, ancora oggi, insieme ad UCIIM, regalando alla nostra conversazione una lunga citazione dal suo articolo per l’ultimo numero di “Rivista Lasalliana”, che riprende le parole di Papa Francesco per l’80° anniversario dalla fondazione di UCIIM e AIMC.

“I vostri fondatori vivevano in tempi nei quali i valori della persona e della cittadinanza democratica avevano bisogno di essere testimoniati e rafforzati, per il bene di tutti; e anche il valore della libertà educativa. Non dimenticate mai da dove venite, ma non camminate con la testa girata indietro, rimpiangendo i bei tempi passati! Pensate, invece, al presente della scuola, che è il futuro della società, alle prese con una trasformazione epocale. Pensate ai giovani insegnanti che muovono i primi passi nella scuola e alle famiglie che si sentono sole nel loro compito educativo. A ciascuno proponete con umiltà e novità il vostro stile educativo e associativo. Tutto questo vi incoraggio a farlo insieme, con una sorta di “patto tra le associazioni”, perché così potete testimoniare meglio il volto della Chiesa nella scuola e per la scuola. La speranza mai delude, mai, la speranza mai è ferma, la speranza è sempre in cammino e ci fa camminare. E allora andate avanti con fiducia!”


Per nutrire la nostra preparazione di educatori all’avvio del nuovo anno scolastico, per gentile concessione del prof. Luciano Corradini inseriamo in allegato i due articoli:


Per chi desidera approfondire ruolo e funzioni della Corte Penale Internazionale, di seguito due riferimenti:

Statuto della Corte Penale Internazionale: clicca qui

Sito ufficiale della Corte Penale Internazionale: clicca qui


Per conoscere di più la vita e le opere di Luciano Corradini è possibile consultare il sito web cliccando sull’immagine qui sotto

22 Agosto: un giorno per la Pace, con lo spirito dell’Educazione Civica

La scelta di EIP Italia per aderire alla proposta di Papa Leone XIV


Nell’udienza generale del 20 agosto, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli cristiani “a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso”.
Un tema, quello della pace “disarmata e disarmante”, che accompagna le parole del Pontefice fin dal suo primo discorso in Piazza San Pietro. 

L’EIP Italia, in uno spirito universale, invita la comunità scolastica a vivere questa giornata come occasione per riaffermare l’impegno verso la costruzione di un futuro più giusto e sereno.
Il nostro approccio educativo, fondato sui Principi universali di Educazione civica e sui documenti internazionali che delineano il ruolo cruciale dell’istruzione in questo cammino, ci spinge a valorizzare ogni occasione per orientare l’azione pedagogica verso la promozione dei diritti umani, secondo una logica che promuove il servizio a tutti gli uomini, la comprensione reciproca, il rispetto per la vita e gli uomini, la tolleranza, la solidarietà e l’altruismo.
Questi principi ci offrono una base solida per affrontare le sfide del nostro tempo e per formare cittadini che non si limitino a subire passivamente gli eventi, ma che siano agenti di cambiamento e promotori di pace.

In linea con la Raccomandazione UNESCO sull’educazione alla pace del 2023, intendiamo ribadire l’urgenza dell’educazione alla pace intesa come “processo positivo di partecipazione” attraverso cui le persone lavorano insieme per costruire “società giuste, inclusive, sane, sostenibili e pacifiche”
Nella consapevolezza che cambiamenti climatici, pace, cittadinanza globale e uguaglianza di genere sono temi interconnessi, siamo convinti che l’educazione resta l’unica vera risposta alle sfide globali, secondo una logica che non si limita alle aule scolastiche, ma abbraccia l’educazione permanente e si rivolge a tutti gli attori della società, dai decisori politici ai singoli studenti.

Per queste ragioni, invitiamo a vivere il 22 agosto in modo significativo, trasformando la riflessione in azione, anche accogliendo, secondo la propria convinzione religiosa, l’invito del Papa. E proponendo, tra gli altri, alcune possibili azioni:

Un gesto concreto di Pace
Dedicate tempo a un atto di gentilezza verso un vicino, un collega o un familiare nella consapevolezza che la pace inizia dai piccoli gesti e dalle relazioni umane quotidiane.

Il digiuno dall’informazione tossica
Evitate per un giorno i social media e i notiziari che alimentano odio e disperazione, per concentrarsi su fonti di notizie costruttive e su letture che ispirano speranza.

Impegno civico e volontariato
Sostenete un’associazione locale o un’organizzazione che lavora per i diritti umani, la giustizia sociale o la sostenibilità ambientale: la pace non è solo l’assenza di conflitto, ma anche la presenza di giustizia e equità.

Preparazione didattica e lavoro scolastico
Dedicate una parte del vostro lavoro per progettare (o rinnovare) la costruzione del curricolo di Educazione civica legata alle vostre attività di insegnamento, con la creazione di approfondimenti e percorsi finalizzati specificamente all’Educazione alla pace

Vivere questa giornata significa ribadire il ruolo trasformativo dell’educazione e la convinzione che, agendo come cittadini globali responsabili, possiamo costruire un mondo in cui la pace non sia solo un’aspirazione, ma una realtà.

EIP Italia e LUMSA confermano la collaborazione per l’educazione e la formazione

Rinnovato a fine giugno 2025 l’Accordo quadro tra il prestigioso ateneo romano e la nostra Associazione


L’Associazione EIP Italia Scuola Strumento di Pace ETS è lieta di annunciare il rinnovo triennale del suo Accordo Quadro con la Libera Università Maria Assunta (LUMSA), un’importante partnership finalizzata a rafforzare la promozione di tematiche di comune interesse negli Istituti Secondari Superiori. Questo accordo, firmato il 23 giugno 2025, consolida una proficua collaborazione che ha avuto inizio nel lontano 2014, in particolare con l’evento della Cerimonia di Premiazione del prestigioso Certamen latinum “Vittorio Tantucci”.

Una sinergia di valori e intenti
La cooperazione tra le due istituzioni si basa su una profonda armonia di principi e valori. EIP Italia si dedica alla promozione dell’insegnamento dei diritti umani e della pace mondiale attraverso la scuola, vista come uno strumento di cooperazione e dialogo interculturale e ha maturato una pluriennale esperienza nella progettazione e gestione di corsi di formazione e aggiornamento per docenti e dirigenti scolastici , affrontando temi come la governance scolastica, la formazione della persona e del cittadino, e lo sviluppo professionale attraverso metodologie innovative (come il problem solving, la peer education e la didattica digitale).

I pilastri dell’Accordo rinnovato
Con la firma di questo Accordo Quadro, entrambe le Parti si impegnano a consolidare e ampliare le attività congiunte. EIP Italia continuerà a promuovere annualmente il Certamen latinum “Vittorio Tantucci”, rivolto sia agli studenti che a docenti e studiosi di lingua latina, in collaborazione con l’Università LUMSA e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Sarà inoltre mantenuta l’assegnazione annuale del “Premio Vittorio Tantucci per la diffusione della cultura classica” a una personalità che si è distinta in questo campo. Parallelamente, la LUMSA collaborerà attivamente alla promozione di queste iniziative attraverso i propri canali di comunicazione e designerà un proprio rappresentante nella Giuria di valutazione dei lavori del Certamen.
Inoltre, l’Accordo rappresenta una grande opportunità di collaborazione e azione formativa per docenti e dirigenti scolastici, offrendo eventi, seminari, convegni, corsi di formazione e aggiornamento, nonché corsi universitari (Laurea e Master) con riconoscimento di crediti formativi (CFU).

L’eccellenza riconosciuta: LUMSA al primo posto nella classifica Censis
Il rinnovo di questo accordo acquisisce un’importanza ancora maggiore alla luce del prestigioso riconoscimento ottenuto dall’Università LUMSA. Anche nel 2025 LUMSA si è confermata al primo posto nella classifica Censis degli “Atenei non statali di medie dimensioni”. Questo risultato è frutto di un impegno costante e di qualità da parte di tutte le sue componenti, valutate in base a indicatori chiave quali Servizi, Borse di studio, Strutture, Comunicazione e Servizi digitali, e Internazionalizzazione.
La posizione in classifica deriva dalla media delle rilevazioni in questi sei ambiti, confermando l’alta qualità dell’Ateneo in tutti i settori.
Per approfondimenti clicca qui.

Opportunità di specializzazione per i docenti
Tra le diverse proposte attualmente previste ci preme segnalare alcuni percorsi di specializzazione

Master di I livello
Gifted – Didattica e Psicopedagogia per gli Alunni con Alto Potenziale Cognitivo e Plusdotazione 2025-2026

Master di I livello
Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) e Tecnologie Assistive 2025-2026

Master di I livello
Scuola in ospedale e istruzione domiciliare: pedagogia, didattica e inclusione educativa 2025-2026

Corso di perfezionamento
Outdoor Education 2025-2026

Corso di formazione
Esperto della gestione, monitoraggio, rendicontazione, controllo dei progetti “PNRR” e dei fondi europei 2025-2026

L’Italia si candida al Consiglio per i Diritti Umani 2026-2028

Un’opportunità per l’educazione ai Diritti Umani nelle scuole


L’Italia ha presentato la sua candidatura al Consiglio per i Diritti Umani per il periodo 2026-2028, ponendo la promozione e la protezione dei diritti umani come una delle priorità della sua politica estera. Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per rafforzare l’educazione ai diritti umani nelle scuole italiane, fornendo spunti e temi di riflessione per docenti e dirigenti scolastici.

Impegno dell’Italia per i Diritti Umani: pilastri e prospettive
La candidatura italiana si fonda su un approccio costruttivo e inclusivo, che mira a promuovere i diritti umani basandosi sui principi di universalità, obiettività e non selettività. L’Italia intende collaborare con attori locali e organizzazioni della società civile per affrontare situazioni di conflitto, instabilità, povertà e sottosviluppo che impattano negativamente sul godimento dei diritti umani a livello globale.

Aree tematiche chiave per l’azione italiana e spunti didattici:
Il programma italiano per il Consiglio dei Diritti Umani copre diverse aree tematiche fondamentali, che possono essere integrate nei percorsi educativi:
Promozione e protezione dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali: L’Italia si impegna a promuovere un’ampia gamma di diritti, inclusa la loro integrazione nella prevenzione e risoluzione dei conflitti. Questo offre l’opportunità di discutere in classe l’interconnessione dei diritti e il loro ruolo nella costruzione della pace.
Lotta contro tutte le forme di discriminazione: L’Italia è fortemente impegnata a contrastare razzismo, xenofobia, intolleranza e ogni forma di violenza e discriminazione, inclusa quella basata sull’orientamento sessuale, e a prevenire la diffusione dell’hate speech. Nelle scuole, si possono affrontare percorsi sull’inclusione, il rispetto delle differenze e la cittadinanza digitale responsabile.
Diritti delle donne: L’Italia si impegna a promuovere l’emancipazione delle donne e delle ragazze e a contrastare la violenza di genere, le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci o forzati. Questi temi sono cruciali per sensibilizzare gli studenti sulla parità di genere e sul contrasto alla violenza.
Diritti dell’infanzia: L’Italia pone una priorità sui diritti dei bambini, specialmente quelli in situazioni di vulnerabilità, come i minori a rischio di povertà ed esclusione sociale, le vittime di violenza e sfruttamento (incluso l’ambiente digitale) e i bambini in contesti di conflitto. Le scuole possono sviluppare progetti sulla protezione dell’infanzia, l’uso sicuro del digitale e l’importanza dell’istruzione anche in contesti difficili.
Lotta alla pena di morte: L’Italia ha come priorità l’istituzione di una moratoria universale sulla pena di morte, in vista della sua completa abolizione. Questo tema può essere un punto di partenza per dibattiti sull’etica, la giustizia e i diritti umani fondamentali.
Libertà di espressione, di religione o di credo e protezione delle minoranze religiose: L’Italia promuove la libertà di opinione e di espressione, inclusa la libertà dei media e i diritti dei giornalisti, e si impegna per la protezione delle minoranze religiose e la promozione del dialogo interreligioso e interculturale. Questi argomenti sono essenziali per favorire il pluralismo, la tolleranza e il rispetto della diversità culturale e religiosa.
Conservazione del patrimonio culturale e religioso: La protezione del patrimonio culturale e religioso è vista come uno strumento per salvaguardare l’identità di gruppi etnici e religiosi, contribuendo alla pace e alla stabilità. Si può esplorare in classe il legame tra cultura, identità e diritti umani.
Lotta alla tratta di esseri umani: L’Italia si impegna a combattere la tratta di esseri umani, con un approccio incentrato sulle vittime e attento alle specificità di genere e età, prestando particolare attenzione a donne e bambini, inclusi i minori non accompagnati. Questo tema è cruciale per educare gli studenti sui pericoli della tratta e sull’importanza della solidarietà e della protezione dei più vulnerabili.
Diritti delle persone in situazione di vulnerabilità: L’Italia è impegnata nella promozione dei diritti delle persone con disabilità e delle persone anziane, sostenendo l’attuazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità e promuovendo programmi di sensibilizzazione. Questo è un invito a promuovere un ambiente scolastico inclusivo e accessibile per tutti.
Difensori dei diritti umani: L’Italia riconosce il contributo della società civile e dei difensori dei diritti umani, impegnandosi a sostenerli contro ogni forma di rappresaglia. Si può riflettere sull’importanza dell’attivismo civico e sul ruolo dei cittadini nella promozione dei diritti.

L’impegno dell’Italia nel Consiglio per i Diritti Umani offre un’occasione unica per le scuole di approfondire la comprensione dei diritti umani, stimolare il pensiero critico e incoraggiare gli studenti a diventare cittadini attivi e consapevoli.


La prova orale dell’Esame di Stato: un’occasione persa?

Qualche annotazione su un tema attuale


Negli ultimi giorni, le cronache italiane sono state animate da un episodio insolito e significativo: alcuni studenti hanno (avrebbero?) “rifiutato” di sostenere l’orale dell’Esame di Stato in segno di protesta. Il loro dissenso, secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, sarebbe rivolto a un sistema di valutazione percepito come riduttivo e incapace di considerare la completezza della persona, focalizzato esclusivamente sui voti. Le reazioni non si sono fatte attendere, e tra le più nette c’è stata quella del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che in un’intervista ha parlato esplicitamente della necessità di promuovere una norma contro il “boicottaggio”, anche per una questione di rispetto.
Probabilmente questi singoli episodi potrebbero essere meglio inquadrati anche considerando le diverse situazioni in cui, al contrario, sono insegnanti, dirigenti e commissari a farsi protagonisti di episodi virtuosi di supporto diretto e personale a studenti che, per svariate problematiche, non si presentano alle sessioni di Esame e vengono personalmente contattati e “ricondotti” a scuola.
Tuttavia, al di là delle polemiche e delle legittime prese di posizione, è fondamentale soffermarsi sul significato profondo di questo gesto. E vorrei farlo riprendendo le acute e illuminanti riflessioni di Massimo Recalcati nel suo libro L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento.Il valore “esistenziale” dell’Esame di Stato
L’Esame di Stato, e in particolare la prova orale, pur con la consapevolezza delle percentuali altissime di studenti ammessi e promossi, non rappresentano una mera formalità burocratica o un’arida misurazione di nozioni. Recalcati ci invita a guardare alla scuola come un ambiente in cui la valutazione non è mai solo un voto, ma un riconoscimento della fatica, dell’impegno e della crescita di ciascuno. In questa prospettiva, l’orale assume un valore che trascende il singolo giudizio numerico, diventando un vero e proprio rito di passaggio.
Il gesto di questi studenti, pur comprensibile nella sua origine – la frustrazione per un sistema che a volte sembra ignorare la complessità dell’individuo e la ricchezza delle sue esperienze – li ha privati di un momento cruciale di confronto. L’orale è l’occasione per mettersi in gioco, per argomentare, per mostrare la propria capacità di connettere saperi, di elaborare un pensiero critico. È un momento in cui la voce dello studente può risuonare, dove la sua personalità può emergere. È in quel dialogo con la commissione che lo studente ha la possibilità di rivelarsi, di dimostrare non solo ciò che sa, ma chi è diventato attraverso il percorso scolastico. Rifiutare questo confronto, attribuendone la responsabilità all’altro, significa chiudere la porta a un’opportunità di auto-riconoscimento e di riconoscimento altrui.
Se è vero che l’eccessiva attenzione ai voti può trasformare la relazione educativa in una sterile competizione, la critica all’atto stesso della valutazione diventa miope, se non coglie che dietro ogni valutazione può esserci un atto di cura educativa. Rifiutare l’orale significa, in un certo senso, rifiutare questa possibilità di essere visti e riconosciuti nella propria unicità, al di là della semplice performance accademica.
Inoltre, Recalcati sottolinea come il limite, la regola, l’esame stesso, possano paradossalmente rivelarsi delle occasioni per la scoperta del desiderio. Affrontare la prova, superare l’ansia, misurarsi con la propria preparazione non è solo un esercizio mnemonico, ma un’esperienza che forgia il carattere, che rivela risorse interiori insospettabili. Sottrarsi a questo momento significa rinunciare a un’opportunità di auto-conoscenza, di misurazione delle proprie forze e, in ultima analisi, di scoperta del proprio desiderio di conoscenza e di realizzazione.

Un rito di passaggio mancato
L’Esame di Stato, con la sua ritualità e la sua solennità, segna un passaggio fondamentale. È un rito di iniziazione che sancisce la fine di un ciclo e l’apertura a nuove possibilità, sia accademiche che professionali. Rinunciare a viverlo pienamente significa privarsi di un momento fondamentale di transizione, di un’esperienza che, pur faticosa e a volte stressante, può lasciare un segno indelebile e profondamente positivo sulla propria vita. È l’occasione per dimostrare a sé stessi e agli altri di essere pronti per il prossimo capitolo, di aver acquisito gli strumenti non solo per “sapere”, ma per “essere” nel mondo.
In un’epoca in cui la scuola è spesso ridotta a un luogo di mera erogazione di contenuti e i giovani cercano spazi per esprimere la propria individualità, le parole di Recalcati ci ricordano che il suo valore più autentico risiede nella capacità di formare individui, di accompagnarli nella scoperta di sé e del mondo. L’orale di maturità, se vissuto nella sua dimensione più profonda, non è un’espressione di giudizio arido, ma un incontro, un dialogo, un’occasione per mostrare il frutto di anni di impegno e, soprattutto, per riconoscere il proprio posto nel divenire. Non una costrizione, ma una liberazione verso la vita adulta, un’occasione che, purtroppo, è stata persa.

Francesco Rovida
coordinatore della formazione EIP Italia