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Così lontani, così vicini. Il latino parla di noi… Adolescenza ed emozioni nellacultura latina

Lunedì 19 maggio a Campobasso la Cerimonia di premiazione del Certamen Amice, latine discere


Il bellissimo tema scelto dalla Commissione per la XIII edizione del Certamen è dedicato all’animo e alla sensibilità dei ragazzi delle scuole secondarie di I grado, che si cimentano già con il latino insieme ai loro docenti mentre altri, forse, vorrebbero cominciarne lo studio dal prossimo anno scolastico.

Questo tema spinge a cercare in alcuni autori latini classici alcuni passi in cui sentimenti  quali amicizia, paura, coraggio, orrore della guerra, sono espressi in modo autentico, poetico e ce li fanno sentire vicini.

“Il futuro ha un cuore antico” diceva Carlo Levi. 
Ed è ormai è sotto gli occhi di tutti che il Latino non è per niente una “lingua morta”, ma una palestra ricca di strumenti che guidano gli studenti ad acquisire competenze, che vanno ben oltre il semplice studio di una lingua antica. Attraverso il Latino si rafforzano le capacità linguistiche, si sviluppa il pensiero logico e la capacità di analizzare e risolvere problemi, si potenzia la memoria e la concentrazione, si diventa più consapevoli della storia e dell’identità culturale. 

Inoltre, la letteratura latina è “alla base della letteratura italiana […] ed europea”, e fornisce “coordinate culturali” fondamentali per capire la storia e il pensiero.
“Il paragone non va fatto” con le cosiddette “lingue vive” ancora parlate, “perché sono proprio due tipi di competenze diverse”.
Lo studio del Latino è “riflessione sulla lingua”, mentre lo studio di una “lingua viva” mira ad “imparare a parlarla”

L’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso da circa venti anni ha messo in atto una sperimentazione pioneristica e fruttuosa, destinata agli studenti della Scuola Secondaria di I grado: fin dal primo anno l’ora di approfondimento di Italiano, prevista dalla struttura curricolare, è dedicata alla costruzione di un percorso volto ad approfondire l’apprendimento delle basi della lingua latina, come strumento potente per l’arricchimento lessicale e l’approfondimento delle strutture logiche della lingua madre.

Per motivare i ragazzi e ampliare l’azione didattico-orientativa l’Istituto ha lanciato, ben tredici anni fa, il primo Certamen di lingua latina rivolto agli studenti dell’ultimo anno della Scuola Secondaria di I grado. E’ nato così il Certamen Amice, latine discere, oggi progetto fondante dell’Istituto, che nel corso del tempo è riuscito ad avere sempre più un respiro nazionale, grazie anche al prezioso patrocinio dell’Associazione EIP Italia Scuola Strumento di Pace ETS.
La competizione, organizzata in collaborazione con il Liceo classico “Mario Pagano” di Campobasso, consiste in una prova di traduzione di una versione dal latino con alcune domande e un commento e, negli anni, ha coinvolto un numero crescente di studenti di diverse regioni 

Quest’anno la gara ha visto la partecipazione di circa 100 studenti provenienti da cinque regioni italiane.

Ma il Certamen non è solo una scelta educativa finalizzata ad ampliare l’offerta formativa per gli studenti, ma diventa anche un’importante occasione formativa per i docenti. Ogni anno, in occasione della Cerimonia di premiazione del Certamen, l’Istituto organizza un Seminario di formazione su temi rilevanti per la didattica del latino, aperto anche alle famiglie degli studenti. Quest’anno il Seminario, patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise e da EIP Italia, Ente accreditato per la formazione ai sensi della Direttiva 170/2016, si terrà lunedì 19 maggio alle ore 16.00 e avrà come tema “Così lontani, così vicini. Il latino parla di noi… Adolescenza ed emozioni nella cultura latina”. Saranno coinvolti nella formazione circa 300 docenti della regione Molise che, in dialogo con il mondo accademico, approfondiranno il ruolo della lingua latina come strumento per comprendere e raccontare l’adolescenza e il suo universo emotivo.


“Made in MIM” e il Piano di valorizzazione delle eccellenze degli Istituti Agrari e Alberghieri

Presentazione ufficiale del marchio al Ministero dell’Istruzione e del Merito


dal sito web del Ministero dell’Istruzione e del Merito

Il giorno mercoledì 14 maggio 2025 il Ministro Giuseppe Valditara ha presentato il marchio dei prodotti “Made in MIM”, nell’ambito del Piano di valorizzazione delle eccellenze degli Istituti Agrari e Alberghieri, alla presenza delle scuole e di partner istituzionali. Il progetto ha l’obiettivo di rilanciare gli indirizzi dell’istruzione tecnica e professionale e del Made in Italy, che rappresentano un volano per l’economia e lo sviluppo del Paese.

“Questa iniziativa è un riconoscimento all’eccellenza dei nostri studenti, dei nostri docenti e del sistema imprenditoriale. Credo che sia un messaggio straordinario rivolto ai giovani e alle loro famiglie, chiamati a individuare il proprio percorso formativo. Esempi come questo dimostrano che esistono scelte capaci di valorizzare il talento e garantire un solido futuro professionale. Oggi si realizza un progetto ambizioso, articolato in diverse tappe, di cui la filiera 4+2 costituisce l’asse portante, che attribuisce massima importanza alla ricerca e all’innovazione”, ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara.

Tra i partner che sostengono l’iniziativa, Aeroporti di Roma (è intervenuto il presidente, Vincenzo Nunziata), Lagardere Travel Retail (con l’amministratore delegato Alberto Niero), Terranostra-Campagna Amica e Coldiretti (con la presidente Dominga Cotarella), Federdistribuzione (con il presidente Carlo Buttarelli), SOGEMI SPA, società che gestisce i mercati agroalimentari del Comune di Milano (con il responsabile relazioni istituzionali Ermanno Tritto).

Le scuole presenti, in rappresentanza degli istituti di tutta Italia (alcune delle quali hanno vinto premi importanti nei concorsi nazionali dedicati al settore enologico e alberghiero), hanno presentato e illustrato i propri prodotti enogastronomici. Il Piano ha, infatti, l’obiettivo non solo di valorizzare quanto viene realizzato dalle scuole, ma anche di favorirne la commercializzazione.

Sono intervenuti, durante la mattinata, Patrizia Marini, Presidente della Rete Nazionale degli Istituti Agrari (ReNISa) e Luigi Valentini, Presidente della Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri (ReNaIA). È stato presentato, inoltre, il catalogo Made in MIM, con i primi 77 prodotti selezionati dagli Istituti Agrari e Alberghieri italiani.

Il Ministro Valditara, dopo aver consegnato una menzione di riconoscimento ad alcune delle scuole presenti, vincitrici di importanti competizioni, ha firmato un Protocollo d’intesa MIM-Aeroporti di Roma per l’implementazione di attività formative ed educative dedicate agli studenti e per la promozione del Made in Italy.



Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo

Approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi il Decreto legislativo in attuazione della delega della Legge 70/2024


Il Consiglio dei Ministri, su iniziativa del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dato il via libera in via preliminare a un nuovo decreto legislativo volto a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo, come previsto dalla legge 17 maggio 2024, n. 70.

Rafforzamento del servizio 114
Una delle novità più rilevanti riguarda il potenziamento del numero di pubblica utilità “Emergenza infanzia 114”, già operativo in tutta Italia 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. Il servizio, aperto a chiunque voglia segnalare situazioni di pericolo o disagio che possono compromettere il benessere psicofisico di minori di 18 anni, vedrà ora ampliato il suo raggio d’azione includendo specificamente anche casi di bullismo e cyberbullismo.

Supporto immediato e strumenti digitali
Il numero 114 garantisce un primo intervento di tipo psicologico, legale e psicopedagogico a favore delle vittime, dei loro familiari e di persone legate da rapporti affettivi. In situazioni particolarmente gravi, viene coinvolta tempestivamente l’autorità di polizia. L’app gratuita collegata al servizio sarà ulteriormente sviluppata, includendo funzionalità come la localizzazione geografica (attivabile solo previo consenso dell’utente) e una chat per comunicazioni istantanee, nel rispetto delle norme sulla privacy.

Monitoraggio e prevenzione a scuola
Le segnalazioni anonime di episodi legati al bullismo e al cyberbullismo registrati in ambito scolastico, raccolte dal gestore del 114, saranno trasmesse ogni anno al Ministero dell’Istruzione e del Merito in forma aggregata. Questo permetterà di pianificare interventi educativi mirati per aumentare la consapevolezza e la prevenzione tra gli studenti. Anche il sito ufficiale del servizio sarà migliorato per garantire una maggiore fruibilità e diffusione delle informazioni disponibili.

Rilevazioni statistiche a cura dell’ISTAT
Con cadenza biennale, l’ISTAT condurrà un’indagine nazionale per analizzare il fenomeno, identificare i gruppi più vulnerabili, i principali fattori di rischio e le conseguenze psicologiche. L’analisi si baserà anche su dati raccolti da altri enti appartenenti al Sistema statistico nazionale. I risultati verranno presentati alle Camere tramite una relazione congiunta della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Istruzione, includendo anche una sezione sullo stato di attuazione delle misure adottate nelle scuole secondarie.

Responsabilità genitoriale e comunicazioni digitali
Il decreto introduce modifiche al Codice delle comunicazioni elettroniche, imponendo ai fornitori di servizi digitali di informare esplicitamente gli utenti sulla responsabilità civile dei genitori, ai sensi dell’articolo 2048 del Codice civile, per i danni causati dai figli minori tramite comportamenti illeciti online.

Campagne di sensibilizzazione
Infine, la Presidenza del Consiglio, in sinergia con i dipartimenti competenti e le strutture del Ministero dell’Istruzione, promuoverà campagne informative rivolte alla cittadinanza. Queste avranno l’obiettivo di educare a un uso consapevole della rete e di prevenire i rischi digitali. Allo stesso tempo, le scuole saranno invitate a diffondere la conoscenza del numero 114 tra gli studenti, nel rispetto della propria autonomia.

a cura di Italia Natalina Martusciello

Tienilo sempre accesso!

Cerimonia di premiazione del Concorso indetto dall’IISS Lombardo Radice di Bojano


Il Concorso Tienilo sempre acceso!, attraverso la collaborazione con diversi enti, istituzioni e associazioni, ha dato vita a un’azione sinergica che ha prodotto ottimi risultati nella prevenzione del cyberbullismo, poiché l’unione di competenze, risorse e approcci differenti ha permesso di affrontare il problema da più angolazioni, creando un impatto maggiore e più duraturo, con una diffusione capillare del messaggio di sensibilizzazione, garantendo un supporto reciproco che ha reso possibile la sostenibilità e la continuità dell’iniziativa, mentre, grazie alla varietà degli attori coinvolti, il progetto ha raggiunto una moltitudine di destinatari, potenziando l’efficacia dell’intervento e trasformando la collaborazione in una risorsa fondamentale per costruire un ambiente più sicuro e consapevole nel contesto digitale.

Il Concorso, destinato agli studenti delle classi terze di tutti gli Istituti Secondari di Primo grado della Regione Molise, si pone l’obiettivo di sensibilizzare e contrastare il fenomeno del cyberbullismo, una problematica crescente che coinvolge in modo particolare i più giovani, che sono particolarmente vulnerabili e esposti ai pericoli derivanti dall’uso scorretto della rete. 

In un’epoca dominata dalla tecnologia, è essenziale che i ragazzi acquisiscano consapevolezza riguardo i rischi legati alla loro vita digitale e siano adeguatamente preparati per riconoscere e affrontare situazioni di cyberbullismo.

In particolare, gli studenti saranno incoraggiati a comprendere l’importanza di proteggere la propria identità online e a rispettare gli altri utenti di internet, attraverso comportamenti responsabili e rispettosi. 

Un altro aspetto fondamentale è quello della sensibilizzazione, affinché i ragazzi possano non solo riconoscere le situazioni di bullismo digitale, ma anche essere in grado di reagire in modo efficace, cercando aiuto quando necessario.

La promozione di una cultura della cittadinanza digitale rappresenta un obiettivo prioritario: insegnare agli studenti a valutare in modo critico ciò che condividono online, a riflettere sulle implicazioni dei propri comportamenti digitali e a sviluppare una consapevolezza riguardo i pericoli di internet, dalle molestie online alla violazione della privacy.

Il concorso ha chiesto agli studenti a creare uno slogan contro il cyberbullismo, che dovrà essere accompagnato da un’immagine, realizzata tramite strumenti di intelligenza artificiale. 


Elenco dei lavori premiati


L’immagine è una metafora potente del funzionamento della mente e del valore della consapevolezza. Il profilo stilizzato della testa umana rappresenta l’identità, il pensiero, la coscienza. Il cervello evidenziato in giallo è il fulcro dell’intelligenza, della creatività e del discernimento. La sua connessione diretta a una presa elettrica suggerisce un legame imprescindibile tra l’energia mentale e la necessità di mantenerla attiva.
La frase “Tienilo sempre acceso!” non è solo un invito, ma un monito. Significa non spegnere mai la propria capacità di analizzare, interpretare e difendersi. In un mondo digitale sempre più complesso, questa immagine può essere letta come un’esortazione a sviluppare un pensiero critico, a non accettare passivamente informazioni, a riconoscere rischi come il cyberbullismo, la manipolazione online, la disinformazione. L’energia che alimenta la mente non è solo conoscenza, ma anche consapevolezza emotiva. La connessione tra cervello e presa suggerisce che ognuno ha il potere di scegliere cosa alimenta la propria mente: notizie affidabili o fake news, dialogo costruttivo o odio online, creatività o paura. È una rappresentazione visiva della responsabilità individuale nell’era digitale.

Navigare il PEI (con successo!) verso la fine dell’anno scolastico

Pubblicati i materiali e la registrazione del webinar proposto da EIP Italia


La fine dell’anno scolastico è una fase delicata e strategica per la gestione della progettazione inclusiva per gli studenti con disabilità, che va a cogliere il frutto del lavoro dell’intero anno scolastico.

Gestione degli scrutini, preparazione delle prove per gli Esami di Stato, verifica conclusiva del PEI e valutazione dell’inclusività di Istituto sono stati al centro di un webinar che EIP Italia ha proposto il giorno 8 maggio, con il contributo di Anna Paola Tantucci e Francesco Rovida.

Pubblichiamo la registrazione degli interventi e i materiali utilizzati, nella speranza che possano essere un utile servizio per gestire con attenzione le ultime fasi dell’anno scolastico.



Giornata dell’Europa – 9 maggio

Un pensiero dalle poesie del nostro Concorso


La Giornata dell’Europa, che si svolge ogni anno il 9 maggio, celebra la pace e l’unità in Europa.
La data segna l’anniversario della “dichiarazione Schuman”, una storica proposta presentata nel 1950 dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman che ha gettato le basi della cooperazione europea. La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione europea.

La Giornata dell’Europa 2025 è un’occasione speciale perché ricorrono i 75 anni dalla dichiarazione Schuman.
Scopri la storia delle sue idee visionarie e il modo in cui ci hanno aiutato a creare l’UE come la conosciamo oggi.


L’Italia che cresce è quella sostenibile

Con la transizione ecologica e digitale il Pil a +1,1% nel 2035 e a +8,4% nel 2050


In apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile a Milano, la presentazione del “Rapporto di Primavera 2025” dell’ASviS con gli scenari per il futuro dell’economia italiana. Con la Net Zero Transformation evidenti i benefici economici. L’ASviS chiede con urgenza un Piano di Accelerazione della transizione. Milano, 7 maggio 2025. Un Pil più alto dell’1,1% nel 2035 e dell’8,4% nel 2050, rispetto allo scenario base, con dinamiche positive per l’industria, l’agricoltura e i servizi, disoccupazione più bassa, riduzione del debito pubblico, nonostante l’aumento degli investimenti: sono solo alcuni degli effetti positivi per l’Italia se si decidesse di accelerare la transizione ecologica e digitale. È questo il quadro che emerge dal “Rapporto di Primavera 2025” dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS (ASviS), presentato oggi a Milano all’evento inaugurale del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025, all’Auditorium del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Il Rapporto, dal titolo “Scenari per l’Italia al 2035 e al 2050. Il falso dilemma tra competitività e sostenibilità”, realizzato in collaborazione con Oxford Economics e contenente, per la prima volta, anche dati per i diversi comparti economici, dimostra che nello scenario Net Zero Transformation il sistema produttivo nazionale potrebbe registrare benefici già al 2035, con il Pil che potrebbe essere superiore dell’1,1% rispetto a quello dello scenario di base e il tasso di disoccupazione inferiore di 0,7 punti percentuali. Il trend positivo continuerebbe successivamente e nel 2050 il Pil sarebbe superiore dell’8,4% a quello tendenziale, grazie al rallentamento del riscaldamento globale, all’innovazione e all’aumento dell’efficienza energetica, che contribuirebbero anche a ridurre la spesa per i danni ambientali e ad aumentare le entrate fiscali. In questo modo, nonostante l’aumento degli investimenti pubblici, si registrerebbe anche un miglioramento del rapporto debito pubblico/Pil rispetto allo scenario di base. “È a questo scenario virtuoso che dobbiamo guardare, rispetto agli altri tre analizzati (Net Zero, Transizione Tardiva, Catastrofe Climatica) – ha sottolineato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS. – Dobbiamo accelerare la transizione, non rallentarla, e sostenerla con investimenti innovativi a tutto campo, perché questo produrrebbe risultati positivi per tutti i settori sia al 2035, sia al 2050, con l’ovvia eccezione dell’estrazione e della produzione di combustibili fossili: rispetto allo scenario di base, il valore aggiunto della manifattura resterebbe invariato nel 2035, ma crescerebbe del 9,3% nel 2050; quello dei servizi aumenterebbe dello 0,5% nel 2035 e del 5,9% nel 2050; quello delle costruzioni del 6,9% e del 18,2%; quello dell’agricoltura resterebbe stabile nel 2035, ma crescerebbe del 7,1% nel 2050; quello delle utilities del 13,9% nel 2035 e del 52,6% nel 2050 (con la ricomposizione a favore della generazione e distribuzione di energia elettrica da rinnovabili)”. In termini aggregati, il comparto industriale vedrebbe il valore aggiunto aumentare dell’1,7% nel 2035 e del 14,9% nel 2050, un valore maggiore di quello che sperimenterebbe la Germania nello stesso periodo. Anche per i servizi si registrerebbe un risultato complessivamente positivo, visto che essi presentano una bassa intensità energetica, che li rende più protetti dai costi della transizione energetica e dalla debolezza della spesa dei consumatori. “La sostenibilità è una leva strategica per rafforzare il sistema produttivo e sociale del nostro Paese ed è sbagliato pensare che ci sia contrapposizione tra sostenibilità e competitività – ha commentato Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS – Come dimostrano le simulazioni condotte con Oxford Economics, l’inazione ha costi crescenti, mentre investire nella sostenibilità conviene, perché aumenta la redditività delle imprese e genera benessere sociale”. Gli studi, già disponibili e citati nel Rapporto, dimostrano che le imprese italiane che investono in sostenibilità aumentano la produttività, la competitività e la solidità finanziaria. Ad esempio, se il 34,5% delle PMI e il 73,8% delle grandi imprese sono già impegnate in attività di tutela ambientale, quelle manifatturiere sostenibili registrano una produttività più alta del 5-8% rispetto alle altre. Quasi il 50% delle imprese italiane ha adottato almeno una pratica di economia circolare con risultati finanziari migliori, maggiori investimenti e minore indebitamento. Il 92% delle imprese familiari e l’89% delle non familiari riconosce che integrare la sostenibilità nel business porta benefici, a partire dalla reputazione e fiducia nel brand: per questo è tra gli obiettivi prioritari dei prossimi tre anni. A livello globale, tuttavia, il contesto si complica, come mostrato nel primo capitolo del Rapporto: la crisi del multilateralismo, la disinformazione e il ritorno dei nazionalismi minacciano gli sforzi collettivi per affrontare le grandi sfide comuni, compresa quella climatica e quella sociale. L’Italia e l’Europa sono ad un bivio storico: continuare con interventi timidi o scegliere di guidare la trasformazione con scelte coraggiose e sistemiche. Anche alla luce dell’analisi delle politiche pubbliche condotte nel 2024, dello stato del PNRR e dei contenuti dell’ultima Legge di Bilancio (cui è dedicato il terzo capitolo del Rapporto), l’ASviS ribadisce che per il nostro Paese sarebbe un grave errore rinviare le scelte che vanno fatte oggi: infatti, nello scenario “Transizione Tardiva”, le conseguenze per l’economia italiana sarebbero decisamente negative (il Pil sarebbe inferiore a quello tendenziale del 2,4% nel 2035), mentre nello scenario “Catastrofe Climatica” nel 2050 esso si ridurrebbe del 23,8%, con una tendenza all’ulteriore peggioramento nella seconda parte del secolo. L’ASviS evidenzia la necessità e l’urgenza di elaborare un Piano di Accelerazione Trasformativo (PAT), già promesso dall’Italia in sede Onu nel 2023, e i cui contenuti (economici, sociali, ambientali e istituzionali), sono individuati e dettagliati nel quarto capitolo del Rapporto, grazie alla competenza degli oltre mille esperti che operano nei Gruppi di lavoro dell’ASviS in rappresentanza delle oltre 320 organizzazioni che ad essa aderiscono. Del resto, la transizione sostenibile non è solo un’opportunità economica, ma anche un impegno che affonda le sue radici nella Costituzione italiana, soprattutto dopo le modifiche intervenute nel 2022, anche grazie all’attività dell’ASviS. Le oltre 1200 iniziative inserite a oggi nel cartellone del Festival dello Sviluppo Sostenibile sono la testimonianza di una mobilitazione capillare e senza precedenti sui temi dello sviluppo sostenibile. Il programma Il primo evento del Festival dello Sviluppo Sostenibile, “Sostenibilità o competitività? Un falso dilemma”, nel primo giorno del Conclave, si apre con la proiezione di un video dedicato a Papa Francesco e ai momenti più significativi del suo pontificato dedicati allo sviluppo sostenibile. Seguono i saluti istituzionali del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e del Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini e le testimonianze di giovani imprenditrici e imprenditori impegnati nella twin transition: Eleonora D’Ascenzi (Università di Firenze) e Dario Casalini (Fondatore di Slow Fiber). Il keynote speech di Francesco La Camera (Direttore Generale dell’IRENA) si sofferma sulle “prospettive e il ruolo del settore privato”. Poi, l’intervento di Enrico Giovannini (Direttore scientifico dell’ASviS) che presenta il “Rapporto di Primavera 2025” dell’ASviS e apre il dibattito con gli interventi di Angelica Krystle Donati (Presidente Nazionale dei Giovani ANCE), Giovanna Melandri (Presidente di Human Foundation), Mario Monti (Presidente dell’Istituto Javotte Bocconi) e Alessandro Terzulli (Chief Economist, Impact & ESG di SACE). Segue un secondo keynote speech, quello di Paolo Gentiloni, ex Commissario europeo per l’economia, che si sofferma sul ruolo dell’Unione europea nei nuovi scenari geopolitici. L’ultima tavola rotonda della mattinata “Transizione ecodigitale, nuovo paradigma per una competitività sostenibile” si apre con un video contributo di Lorenzo Pregliasco (Founding Partner Quorum e YouTrend) sull’atteggiamento dell’opinione pubblica italiana nei confronti del cambiamento climatico e l’introduzione di Valerio de Molli (Managing partner e CEO, The European House – Ambrosetti e TEHA Group). Prendono parte alla discussione Mario Corti (Senior Partner di KPMG), Maria Enrica Danese (Direttrice Corporate Communication & Sustainability di TIM), Luigi Gallo (Responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia), Nicola Lanzetta (Direttore Italia del Gruppo Enel), Albino Russo (Direttore generale di Ancc-Coop) e Ninell Sobiecka (Presidente e Amministratore delegato di L’Oréal Italia). Nel pomeriggio i lavori riprendono con l’intervento di Gelsomina Vigliotti (Vicepresidente della BEI) che analizza il tema degli investimenti necessari per uno sviluppo sostenibile e con le testimonianze di giovani imprenditori “Voci dall’Italia, non da Marte”: Jacopo Moschini (Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia) e Federico Stefani (Founder e CEO di VAIA). Si entra poi nel vivo di una riflessione sulla dimensione sociale e finanziaria della sostenibilità. A una prima sessione di lavoro, dal titolo “Le persone, il lavoro: la sostenibilità sociale è un costo?”, intervengono Andrea Cipolloni (CEO Eataly Group), Simone Gamberini (Presidente di Legacoop), Alberto Pirelli (Presidente della Fondazione Sodalitas), Monica Salvestrin Brogi (Consigliere Delegato Confimprese e Founder NAU!), Stefano Scarpetta (Direttore per il lavoro e gli affari sociali dell’OCSE) e Marisa Parmigiani (Presidente di Sustainability Makers – the professional network). Successivamente Giovanni Malagò, Presidente del Coni, propone una riflessione sul tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 come “una scommessa per il futuro”. A chiudere il dibattito del pomeriggio, l’ultima tavola rotonda sul tema della “finanza sostenibile: sogno o realtà?”, con gli interventi di Mario Calderini (Politecnico di Milano), Fabio Massoli (Direttore Amministrazione, Finanza, Controllo e Sostenibilità di CDP), Claudia Parzani (Presidente di Borsa Italiana) e Francesco Timpano (Università Cattolica del Sacro Cuore). Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, tira le conclusioni del primo evento del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’evento è condotto da Marco Frittella (Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali RAI COM), con la moderazione nella prima parte della mattinata di Nicola Saldutti (Caporedattore economia del Corriere della Sera).



Educare è lasciare un segno

Dall’insegnamento in carcere alla nomina a Ufficiale al merito della Repubblica: il percorso della prof.ssa Italia Natalina Martusciello che fa della scuola un presidio di civiltà


dalle pagine di “PrimoPiano Molise”

BOJANO.
Il suo nome è legato a un’idea alta di scuola: quella che include, che educa alla legalità, che costruisce cittadinanza. La professoressa Italia Martusciello, docente stimata dell’Istituto “Lombardo Radice” e vicepresidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS, ha ricevuto nei giorni scorsi l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che si aggiunge a quello già ottenuto in passato come Cavaliere. Ma dietro le medaglie, ci sono anni di impegno silenzioso, passione pedagogica e visione civile. In questa intervista, ci racconta il significato profondo della sua missione educativa, il legame con gli studenti e la forza rivoluzionaria della conoscenza, anche nei contesti più difficili come il carcere. Un racconto che è, prima di tutto, un invito a non smettere mai di credere nel
valore della scuola.

Scarica e leggi l’intervista

Lo sviluppo sostenibile interessa ancora?

Dal 7 al 23 maggio il Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Ets (ASviS)


Giunto alla sua nona edizione, il Festival dello Sviluppo Sostenibile è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Un’occasione per diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). In otto anni sono stati realizzati circa 6.400 eventi tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e molto altro ancora.

Il Festival è stato anche riconosciuto dalle Nazioni unite come un’iniziativa innovativa e unica a livello internazionale, classificandosi per due volte come finalista agli SDGs Action Awards.
L’iniziativa è promossa dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Ets (ASviS)
con i suoi oltre 300 aderenti e con il supporto dei Partner.
Ma il Festival è il frutto della collaborazione di tutte e tutti: i singoli eventi possono essere organizzati da chiunque voglia contribuire a portare l’Italia e il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile.



Rapporto sulla transizione ecologica in Italia nel 2024

Il 25 aprile nel ricordo di Antonio Amoretti

Riceviamo e condividiamo una riflessione pubblicata da Francesco Amoretti sul quotidiano “la Repubblica”


Dall’anno scolastico 2023-2024 il Concorso Nazionale EIP Italia si è arricchito con la presenza della sezione Premio nazionale “E.I.P. Antonio Amoretti – La libertà conquistata”, dedicato al partigiano delle Quattro Giornate di Napoli Antonio Amoretti che, con la sua instancabile testimonianza, ha ricordato a tutti, ma in particolare ai giovani, che dignità, diritti e libertà possono essere difesi e riaffermati di generazione in generazione solo con un costante impegno e una consapevole coscienza storica.
Il premio è articolato in tre sezioni (scuola primaria, scuola secondaria di I grado, scuola secondaria di II grado). Alla scuola vincitrice di ciascuna sezione, che realizza progetti didattici sui valori costituzionali, viene assegnata una Borsa di studio di € 200,00.


pubblicato il 27 aprile 2025 alla pagina:
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/04/27/news/napoli_corteo_antifascismo_25_aprile_matteotti-424151959/

Mentre marciavo dietro lo striscione della sezione “ANPI Napoli-Centro” che porta il nome di mio padre, l’ultimo partigiano di Napoli Antonio Amoretti, alcuni partecipanti al corteo mi hanno avvicinato, e, nel salutarmi, hanno ricordato la sua immancabile, e instancabile, presenza alle manifestazioni per il 25 Aprile.

Analoga esperienza al Teatro Totò, il giorno prima, e nel corso della mattinata, agli appuntamenti che, con i loro riti consolidati, hanno preceduto il corteo: al Largo Berlinguer, dove le voci di chi ha letto gli articoli della Costituzione, nel restituirci il suo respiro profondo, la sua bellezza, ci hanno esortati a fare quadrato e a difenderla; e a Piazza Carità, dove le autorità civili e militari, con la deposizione della corona al monumento a Salvo D’Acquisto, hanno celebrato l’Ottantesimo Anniversario della Liberazione, tra lo sventolìo dei vessilli delle associazioni antifasciste e combattentistiche e le note solenni della banda dei Carabinieri.

Teatro Totò, Largo Berlinguer e Piazza Carità: dovevo esserci in ciascuno di questi spazi dove si è riaffermato il valore irrinunciabile dei diritti di libertà, della giustizia e della dignità umana. Iniziative ricche e intense, non prive di momenti di commozione, come quando la nipote di Giacomo Matteotti, Elena, ha letto la lettera che la nonna scrisse al marito, nemico giurato dei fascisti, descrivendogli le minacce e il clima di isolamento che la costringevano, insieme ai suoi bambini, a restare chiusa in casa e a lottare giorno dopo giorno per la loro sopravvivenza.

Queste tre iniziative, per quanto belle e partecipate, difficilmente avrebbero, però, lasciato una traccia significativa nel dibattito pubblico e nella percezione collettiva se non ci fosse stato, come esito di un confronto ampio tra associazioni e organizzazioni di varia natura e matrice ideologica, l’imponente corteo che da Piazza Garibaldi si è snodato lungo Corso Umberto, Piazza Borsa e Monteoliveto, attraversando il centro della città; se non ci fosse stato chi ha creduto nel raccordo tra quegli spazi istituzionali e questa manifestazione, portando i propri striscioni e le proprie bandiere; se non fossero prevalse, nonostante alcune rinunce e incertezze, la volontà e la determinazione a gridare forte e chiaro: NO alle guerre, NO al fascismo, nelle forme e nei provvedimenti in cui si annida, NO alle ingiustizie.

A gridare forte e chiaro la propria rabbia contro politiche che minano alla base la nostra democrazia. E che a gridarlo siano stati migliaia di ragazze e ragazzi, rincuora, anche se non sento di condividere tutto di quello che ho ascoltato. E come d’altronde meravigliarsi? Non è questo che conta davvero, penso.

Quello che conta è che ci sono energie vive e vivaci, che esprimono bisogni e aspettative sul futuro, che pongono problemi concreti. Il 25 Aprile le ha mobilitate, chiamate all’azione. Una potenzialità, questa, che alcuni non hanno saputo cogliere, sbagliando. Agli errori, però, si può rimediare. Giunto a Piazza Dante, il corte si scioglie. In tanti decidono di recarsi a Parco Ventaglieri, dove la festa continua.

Nell’allontanarmi, avverto soddisfazione e contentezza: questa giornata è stata straordinaria, rigeneratrice, una giornata che nutre la speranza. Allo stesso tempo, penso, però, che l’esperienza vissuta darà i suoi frutti se sapremo coglierla soprattutto come un’occasione di riflessione. Se sapremo porci, tutti noi, le domande giuste: sui motivi – profondi o occasionali? – di alcune significative assenze; sulle ragioni di una miopia politica e culturale che ha fatto sì che una manifestazione unitaria, in realtà unitaria non lo è stata; sulle iniziative che sarebbe opportuno avviare per ampliare e irrobustire la rete di rapporti e di collaborazione tra realtà associative e istituzioni che condividono i princìpi costituzionali e i valori dell’antifascismo; sulle pratiche inclusive – e sulle parole coerentemente impiegate allo scopo – finalizzate ad avvicinare mondi esperienziali oggi distanti che, tuttavia, potrebbero riconoscersi reciprocamente nella loro dignità e identità per lottare fianco a fianco contro politiche e logiche di violenza e di sopraffazione materiale e simbolica.

Per fare avanzare la pace e la giustizia occorre costruire ponti, non muri: cominciamo allora dall’abbattere quelli che anche noi abbiamo contribuito e contribuiamo, talvolta inconsapevolmente, a erigere. Se ci riusciremo, le piazze, non solo in occasione del 25 Aprile, saranno ancor più gremite, riempite di colori, di voci festanti e di volontà determinate a farsi ascoltare, a farsi valere. Un grande impegno ci attende. Facciamo in modo che l’Ottantesimo della Liberazione sia solo l’inizio.

Francesco Amoretti