Unire i puntini per far funzionare la scuola

Le riflessioni di ASviS per l’avvio dell’anno scolastico


Il rientro tra i banchi di scuola offre l’occasione per fare un bilancio sul sistema educativo e sulle sue criticità. Un recente editoriale pubblicato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), intitolato “Per far funzionare davvero la scuola dobbiamo imparare a unire i puntini”, ci ricorda che per affrontare le sfide dell’istruzione è indispensabile adottare una visione sistemica.

Il testo, a firma di Flavia Belladonna, analizza diversi snodi fondamentali che attraversano oggi il mondo dell’educazione.

I dati Ocse-Pisa evidenziano un peggioramento delle competenze a livello globale. Anche in Italia si registra un calo delle performance in matematica e lettura, mentre desta notevole preoccupazione la cosiddetta “dispersione scolastica implicita”, ossia il numero di giovani che arrivano alla fine degli studi senza possedere le competenze di base previste.

La qualità del sistema scolastico dipende fortemente dal corpo docente, eppure l’indagine Talis segnala che solo il 14% degli insegnanti italiani ritiene che la propria professione sia apprezzata dalla società. Inoltre, soltanto il 23% si dichiara soddisfatto del proprio stipendio.

Basandosi sul 24° Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza, l’articolo porta alla luce gravi carenze infrastrutturali. Ben il 49% degli edifici scolastici è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica, e solamente un istituto su tredici dispone di impianti di climatizzazione e ventilazione.

Il sistema educativo italiano affronta ostacoli importanti anche nei servizi offerti, come dimostrano il ritardo sui progetti per gli asili nido al Sud Italia e la scarsa copertura del servizio mensa, garantito solo nel 36% degli edifici scolastici. Critica è poi la situazione dell’inclusione per gli studenti con disabilità: l’accessibilità motoria copre solo il 40% delle scuole, crollando drammaticamente all’1,2% per la presenza di mappe e percorsi tattili per gli alunni con cecità o ipovisione.

L’ASviS conclude sottolineando un messaggio fondamentale: queste problematiche non possono essere trattate come se fossero a compartimenti stagni. È necessario “imparare a unire i puntini”, cioè formulare politiche educative in grado di guardare alla scuola nella sua interezza, abbandonando la logica dell’emergenza a favore di una continuità di investimenti e di una programmazione a lungo termine.

Per leggere l’articolo completo e approfondire tutti i temi trattati, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dell’ASviS:
Per far funzionare davvero la scuola dobbiamo imparare a unire i puntini.

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