Il messaggio di uno studente del “Secusio” di Caltagirone per il 54° Concorso Nazionale EIP Italia, impegnato in questi giorni nell’Esame di maturità al Liceo classico
Se alla terra un giorno verrà chiesto “Chi ti ha fatto del male?”, quale sarà la sua risposta, o voi dietro lo schermo?
E se ai mari un giorno verrà chiesto “Chi vi ha reso così inquinati?”, quale sarà la loro risposta, o miei carissimi ascoltatori?
Se a un uomo verrà chiesto un giorno “Chi ti ha rapito torturato e ucciso?”, quale sarà la sua risposta?
È inutile che andate a cercare nei libri di storia o su internet perché la risposta è semplice: “è l’uomo! è sempre stato l’uomo l’artefice di tutto!”
Ad oggi, non c’è luogo sul nostro pianeta che non abbia impronta umana. La nostra esistenza è legata indissolubilmente a due forze eterne: la creazione e la distruzione.
Ma per qualche strano scherzo del fato, siamo quasi sempre attratti alla seconda. Distruggere, prevalere sugli altri, annichilire ci affascina ancora oggi in maniera inspiegabile.
Ecco perché ci sono uomini che uccidono, che combattono, che fanno battaglie, che dichiarano guerre.
Ecco perché ancora oggi esiste differenza tra chi si è preso tutto e chi, invece, ha perso tutto.
Ma non vi vedo ancora convinti.
Allora lasciate che vi mostri l’umana follia: vi porto alcuni esempi. L’umanità ha vissuto, solo nel secolo scorso, la violenza delle dittature, gli orrori dei campi di concentramento e ben due conflitti mondiali che hanno generato il maggior numero di vittime della nostra storia.
In paesi come Ucraina, Polonia, Armenia, Ruanda e Namibia si sono verificati alcuni genocidi che hanno quasi spazzato via intere popolazioni. E questi sono gli stessi Paesi in cui ancora oggi si parla di guerra e di violenza aggressiva. Non dimentichiamo inoltre che paesi come Cina, Corea del Nord, Russia, Mali, Ciad, Burchina Faso e potrei citarne altri ma mi fermo qua. Vivono ancora sotto dittatura, una dittatura che opprime la libertà individuale e che decide di censurare tutti quelli che vanno contro lo status quo. E poi non dimentichiamoci l’antichissima arte del traffico di esseri umani in zone come Libia e Venezuela.
Insomma, ormai da più di un secolo viviamo con esseri umani che hanno perso quasi del tutto il senso di umanità, o almeno così pensavo.
È vero, la nostra storia è tinta di rosso sangue ma questo non vuol dire che siano esistiti e che esistano solo guerrafondai o conquistatori.
Infatti, sono esistite ed esistono ancora oggi persone che fanno della pace, della libertà, della felice coesistenza la loro missione.
Allora ecco che alla fine della Seconda Guerra Mondiale i maggiori rappresentanti dei Paesi del mondo si riunirono a Parigi, il 10 dicembre 1948, per stabilire in maniera universale come gli esseri umani per il semplice fatto di nascere possiedono diritti inviolabili: diritto alla vita, diritto alla libertà e diritto alla sicurezza.
Ma ora basta, basta con le informazioni, con le citazioni fittizie e con questo copione. Non è più il tempo di dimostrare quello che abbiamo imparato nelle lezioni di Storia e di Educazione civica.
Il mondo si sta preparando a un nuovo conflitto e quegli stessi Paesi che si erano dichiarati roccaforti della democrazia, oggi si accingono a ripetere, anzi, ad ampliare gli errori del passato.
Ma noi?
Noi non siamo stati e non siamo gruppi paramilitari.
Non siamo nemmeno forze armate!
Noi siamo persone, siamo esseri umani e in quanto tali prima possediamo dei diritti che nessuno può toglierci.
Ma questi diritti – i nostri diritti – possono prevalere solo in un mondo in cui la voce non sia oscurata da un’esplosione o da uno sparo.
Allora mi avvicino a voi, miei carissimi ascoltatori.
Quando si spegnerà tutto, quando questo video finirà, adunatevi per la libertà, marciate imbracciando il dialogo e annunciate al mondo il vostro desiderio di pace.
Andate oltre i confini che ci isolano e andate a scoprire la bellezza della diversità.
Trasformatevi nei nuovi protagonisti della storia e fate sì che quest’ultima sia scritta con l’inchiostro e mai più col sangue.
Abbiate la forza di cambiare le cose, abbiate il coraggio di essere umani.