Human Rights Council: conclusioni della 62° sessione


L’8 luglio 2026, il Consiglio per i diritti umani ha concluso la sua 62a sessione a Ginevra adottando 28 risoluzioni e prorogando otto mandati, tra cui quello del Relatore speciale sui diritti umani in Eritrea e sette mandati tematici riguardanti settori quali l’istruzione, i diritti delle persone con disabilità, la povertà, le imprese e i diritti umani, e l’indipendenza di giudici e avvocati.

Nel corso della sessione, il Consiglio ha inoltre adottato gli esiti delle revisioni periodiche universali, ha nominato quattro nuovi titolari di mandato e ha approvato la bozza della sua relazione.

Sono state inoltre adottate risoluzioni che affrontano una serie di urgenti questioni globali, tra cui l’accesso umanitario e la protezione del personale umanitario e dell’assistenza sanitaria nei conflitti armati, la libertà di opinione e di espressione, la disinformazione e l’intelligenza artificiale, i cambiamenti climatici, i diritti delle donne e delle ragazze, i matrimoni precoci, le malattie tropicali neglette e la situazione dei diritti umani dei musulmani Rohingya e di altre minoranze in Myanmar.

Il Consiglio ha inoltre deciso di riflettere sul suo ventesimo anniversario, organizzando una discussione che si terrà durante la sessione di alto livello della sua 64a sessione nel 2027, incentrata sul rafforzamento della sua efficacia in tutto il sistema delle Nazioni Unite.

Nelle risoluzioni il Consiglio ha rivolto un’attenzione prioritaria alle emergenze nazionali e ai conflitti in corso. In particolare, è stata espressa una ferma condanna per le atrocità commesse dalle Forze di Supporto Rapido in Sudan, con un focus sull’area di El Obeid, sollecitando un’indagine immediata da parte della missione di accertamento dei fatti dell’ONU. Parallelamente, un’altra importante risoluzione ha mirato a proteggere i diritti dei Rohingya e di altre minoranze in Myanmar, chiedendo conto delle sistematiche violazioni perpetrate dopo il colpo di stato militare del 2021. Anche l’Eritrea è rimasta sotto la lente d’ingrandimento, con il rinnovo annuale del mandato del Relatore Speciale incaricato di monitorare le continue sparizioni forzate e le detenzioni arbitrarie di dissidenti politici e giornalisti.

Un altro tema centrale della sessione è stato l’intreccio tra giustizia, libertà fondamentali e nuove tecnologie. Nel rinnovare il mandato dell’esperto sull’indipendenza di giudici e avvocati, il Consiglio ha condannato le aggressioni contro i professionisti legali e ha preso una posizione netta contro le cosiddette querele temerarie (SLAPP), spesso usate per intimidire chi partecipa al dibattito pubblico. In quest’ottica, sono stati evidenziati i rischi che le moderne tecnologie di sorveglianza comportano per la riservatezza del rapporto tra legali e assistiti. Questo si ricollega alle ampie discussioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale e della sorveglianza digitale repressiva, in cui gli Stati sono stati esortati a combattere la disinformazione senza però usarla come pretesto per limitare la libertà di espressione o colpire il dissenso.

Sul fronte dei diritti delle donne e delle ragazze, i lavori hanno portato all’adozione di nuove direttive globali per contrastare e sradicare definitivamente i matrimoni infantili e forzati. Le risoluzioni si sono concentrate anche sull’eliminazione delle discriminazioni insite nei sistemi di assistenza e cura, sottolineando la necessità di rafforzare la tutela femminile in modo specifico all’interno dei contesti di emergenza umanitaria e durante i disastri legati ai cambiamenti climatici.

Proprio le crisi umanitarie e climatiche hanno chiuso il quadro delle decisioni più rilevanti. Di fronte alla moltiplicazione dei conflitti, sono state affrontate le implicazioni legali e umane dell’ostruzione agli aiuti, varando misure urgenti per proteggere gli operatori umanitari sul campo, le strutture sanitarie e il personale medico nelle zone di guerra. Nel contempo, il Consiglio ha prolungato di tre anni i mandati di monitoraggio sui diritti delle persone con disabilità, sul diritto all’istruzione e sulle responsabilità delle multinazionali in materia di diritti umani e sicurezza alimentare. Infine, per quanto riguarda l’ambiente, la risoluzione annuale sul clima si è focalizzata sulle politiche di adattamento e sulla salvaguardia delle generazioni future, chiedendo una transizione energetica equa che tenga conto del forte impatto dei cambiamenti climatici sulle comunità indigene e sulle popolazioni più vulnerabili.

https://www.ohchr.org/en/meeting-summaries/2026/07/human-rights-council-concludes-sixty-second-regular-session-after?sub-site=HRC

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