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Tamburi per la pace a Napoli

Le iniziative delle scuole della Rete EIP


Il 29 marzo 2023, a Napoli, nel Parco Buglione, hanno risuonato i Tamburi per la Pace, su iniziativa di EIP nazionale e del gruppo Campania.
Alunni e docenti di tante scuole, dai piccoli della primaria ai grandi dei licei, alla presenza dell’Assessore all’Istruzione Maura Striano e di gran parte della Giunta della V Municipalità guidata dalla Presidente Cozzolino, di moltissimi genitori e di tante persone che si sono fermate ad ascoltare, hanno fatto sentire la loro voce a favore della Pace, contro ogni violenza, esprimendosi con la musica, la poesia, il disegno e liberi messaggi di pace.
Le scuole partecipanti, infatti, hanno ciascuna realizzato una performance spontanea e diversa l’una dall’altra.

Abbiamo potuto così ascoltare l’orchestra e una poesia recitata in francese da alunni dell’IC Minucci, i canti, le poesie e le profonde riflessioni delle scuole primarie S.Ignazio da Loyola e Pavese , i fiati della Musto-Nazareth, le canzoni e gli appelli del Liceo Vittorini, accompagnati da applausi di una classe del Liceo Mazzini. Il finale è stato affidato ai percussionisti della D’Ovidio-Nicolardi, che hanno fatto scatenare anche danze e girotondi. Insomma una bellissima mattinata, una folla allegra,  colorata e pacifica, un’esperienza straordinaria, che noi di EIP Campania abbiamo volentieri dedicato alla Pace!

In città anche in  altre scuole, in quartieri lontani e diversi tra loro hanno risuonato i Tamburi per la Pace: al ITE Galiani alla Doganella,  alla Pirandello-Svevo di Soccavo, alla Casanova-Costantinopoli del Centro storico, alla Errico-Sauro- Pascoli di Secondigliano, al 35^ Circolo Scudillo ai Colli Aminei, al 3^C.D. De Amicis nel quartiere Chiaia. 

Insomma Napoli Città di Pace!

Paola Carretta
Delegata Regionale EIP della  Campania

Dirigenza umanistica, modello di governance per la scuola del futuro

Dal sito web tuttoscuola.com


Si è svolto lo scorso 6 marzo presso l’Università Lumsa di Roma, l’interessante convegno di studio “Un nuovo orizzonte per la scuola italiana: la dirigenza umanistica tra teoria e prassi”. Il Convegno organizzato dalla E.I.P. Italia in collaborazione con Lumsa e con Tuttoscuola. 

Focus sulla figura del Dirigente scolastico alla luce dei repentini cambiamenti in atto. Quali qualità deve possedere un buon dirigente, quali strategie deve attivare per promuovere una piena collaborazione e il benessere organizzativo, quali azioni deve intraprendere per incidere profondamente sulla comunità educante, quali rapporti deve instaurare con gli enti locali, quali caratteristiche deve avere per costruire una leadership umanistica.

Ha introdotto i lavori il prof. Francesco Bonini, Magnifico Rettore dell’Università LUMSA.  Congratulandosi con la Prof. Anna Paola Tantucci, presidente EIP che ha contribuito all’ organizzazione del convegno, per l’eccellente manifestazione, il rettore ha ribadito l’avvio di una sinergica collaborazione tra Lumsa, EIP Italia e Tuttoscuola, che a partire proprio da quest’anno accademico hanno promosso la prima edizione del Master universitario di II livello sulla “Governance strategica delle istituzioni scolastiche” rivolto agli operatori della comunità educante. “E’ importante – ha sottolineato il Rettore – partire proprio dalla persona per poi pervenire alla comunità. Parola chiave fondamentale, la fiducia, intesa come virtù civica, umanistica e comunitaria”.

Da remoto, si è anche collegata la Dott.ssa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, per un breve saluto ai presenti. La Dott.ssa ha espresso parole di stima e nel ribadire la vicinanza del ministero rispetto ai temi proposti nella mattinata si è soffermata sul concetto di “creatività” nel mondo della scuola. La creatività, soft skill necessaria al sistema di relazioni e alla governance della scuola che il Dirigente deve possedere, intesa non come mera inventiva o velleitarismo, ma come capacità di gestire le novità del mondo circostante per promuovere e sviluppare una comunità educante efficace.

Dopo i saluti delle autorità, ha preso la parola la Prof Anna Paola Tantucci, presidente nazionale E.I.P. e condirettrice del Master. “E’ necessaria una governance attenta alle persone, l’orizzonte dell’ E.I.P. è quello del futuro della scuola. Viviamo – ha sottolineato Tantucci – una crisi insidiosa, che è quella del pensiero”. Rifacendosi ad un recente saggio di Edgar Morin, pubblicato nel 2022 “Reveillons nous”, la presidente Tantucci ha ribadito che ciò che oggi viene meno nella società è la speranza di poter cambiare le cose. “Allora bisogna davvero investire sull’educazione – ha detto -. Le risorse date alla scuola non devono essere viste in termini di spesa ma di investimenti culturali necessari. Bisogna attivare questo cambio di prospettiva. Il leader deve possedere quelle che possiamo definire skills interne come: apertura mentale, flessibilità, senso di responsabilità, motivazione e skills esterne come: capacità di costruire reti e relazioni, di responsabilizzare”.

A seguire la suggestiva proposta del Dirigente tecnico, Ottavio Fattorini, ideatore del costrutto ed estensore anche del Manifesto della dirigenza umanistica. Fattorini in modo originale, forte di una lunga esperienza da dirigente scolastico, lancia la proposta di cinque principi, che a suo dire, dovranno essere alla base delle conoscenze del dirigente prossimo venturo. Ciascun principio esposto dal dirigente Fattorini sarà praticato sulla scorta di quello che lui chiama “coefficiente energetico-emotivo” professionale e anche personale. Secondo Fattorini l’unica via possibile per lavorare con soddisfazione è quella data dalla GIL, acronimo per indicare la Gioia interna lorda, cioè la gioia nel lavorare, che va ben al di là della mera padronanza professionale e la conoscenza dei principi fondamentali della legislazione scolastica. E’ necessario incrementare quello che Fattorini chiama il “Delta del benessere organizzativo”.

Il video dei cinque principi della Dirigenza umanistica, dal canale di EipFormazione

La tavola rotonda animata dal Dirigente Francesco Rovida, coordinatore della formazione di EIP Italia e dell’ attività formativa del Master,  si è arricchita  con gli spot sugli articoli del Manifesto della Dirigenza umanistica, e si è poi sviluppata in tre tempi.

I tempo: le ombre

Si è collegato da remoto il prof. Antonio Cocozza, ordinario di sociologia presso l’Università ROMATRE. ”Siamo di fronte ad uno scenario liquido, imprevedibile, multiculturale – ha affermato Cocozza -. Di fronte a questo scenario il DS non può più svolgere il proprio ruolo solo come capo o come burocrate. Bisogna passare dal Dirigente scolastico burocrate o manager, al dirigente inteso come leader educativo, che deve improntare la propria governance ad una logica partecipativa. Il DS, – afferma ancora il professore -, deve avere un’ampia visione del futuro, pensare in termini di innovazione e sviluppo. Caratteristiche del nuovo DS: saper acquisire competenze negoziali, padronanza dei nuovi linguaggi social, conoscenza della legislazione scolastica, saper comunicare e sapere creare reti, motivare ed influenzare i propri collaboratori. Infine sapere investire sulle qualità delle persone e sul miglioramento delle loro competenze. Poiché l’efficienza di un buon DS si vede quando è presente, ma la sua efficacia quando e assente. A specificare meglio gli aspetti trattati del prof. Cocozza è intervenuto con una serie di appropriate di domande Giovanni Vinciguerra, direttore di Tuttoscuola. Per il direttore, bisogna sempre partire da una forte dimensione etico – pedagogica per formare i giovani futuri cittadini del domani.

II tempo: le luci

E’ intervenuto da remoto Massimo Cerulo, ordinario di Sociologia presso l’Università Federico II di Napoli. Il sociologo ha applicato la tecnica dello shadowing, seguendo come un’ombra , per un’intera settimana quattro presidi di scuole secondarie superiori in quattro diverse regioni italiane., raccontando dialoghi, situazioni, comportamenti . Si è trattato di uno studio che Cerulo ha condotto promosso dalla Fondazione Agnelli. “Oggi – ribadisce il sociologo – il Dirigente scolastico è costretto ad assumere mille ruoli diversi, e trova serie difficoltà ad essere un vero leader educativo”. A suo avviso le parole chiave per il dirigente del futuro sono senso della comunità, competenza, coraggio e pazienza. Il dirigente deve sapere come intervenire, quando intervenire, quanto e con chi. Oggi purtroppo gli si chiede spesso di essere più manager e poco leader educativo.

Dopo è intervenuta Anna Maria Palmieri, Dirigente scolastica a Torino e per molti anni Assessore all’Istruzione nel Comune di Napoli. Ha introdotto una suggestiva analisi sulla scorta di un lavoro innovativo e prezioso di interviste ad  un gruppo di 19 Dirigenti scolastiche coordinato da Laura Capobianco, che ha dato poi alla luce un saggio dal titolo: “La difficile via. Cambia la scuola se la dirigente è donna?”. Negli ultimi anni si è ribaltata la percentuale che vedeva la quota maschile più numerosa rispetto a quella femminile. Oggi, invece, le dirigenti donne sono di gran lunga più numerose rispetto ai colleghi uomini. Però osserva la Palmieri paradossalmente, l’incremento del numero delle dirigenti donne è andato di pari passo con uno svilimento del ruolo del dirigente all’interno della società. Pertanto, accanto ad un forte processo di femminilizzazione della dirigenza scolastica e alla crescita del ruolo delle donne nel mondo del lavoro, si avverte parallelamente una diminutio della dimensione dirigenziale scolastica.

E’ stata poi la volta di Maria Pia Bucchioni, già Direttore Generale dell’Istruzione della Regione Lazio, la quale, forte della sua lunga esperienza di contatti con enti locali, provinciali  e regionali nella gestione di fondi nazionali ed europei  e risorse da destinare alle  istituzioni scolastiche, ha sottolineato la carenza di personale con una preparazione adeguata per gestire le risorse. “E’ necessario che gli Enti locali integrino il loro bilancio con un capitolo di spesa da destinare esclusivamente alle scuole, soprattutto nel campo dell’ edilizia – ha detto -. Ma questo non avviene e spesso le istituzioni scolastiche si trovano a mendicare un minimo contributo per superare anche le più piccole difficoltà”.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Rocco Pezzimenti, Docente Lumsa e condirettore del master, insieme ad Alberto Lo Presti, del Comitato scientifico del Master .

Sicuramente – ha avvertito Pezzimenti -, nella scuola vi è una forte resistenza al cambiamento, ma la giornata di oggi fa ben sperare per un futuro della Dirigenza della scuola verso la costruzione di azioni incisive e pervasive che possano anche orientare la società per la costruzione di un futuro migliore. Il master in corso per preparare i futuri dirigenti scolastici e le figure di middle management ha questo fine e la seconda edizione che si sta preparando per il prossimo anno sarà ancora più ricca di contenuti relativi alla transizione digitale e al nuovo ruolo di leader come networking manager  nella dimensione della scuola come hub territoriale”.

(articolo del dirigente scolastico Agata Gueli)


Qui puoi trovare le informazioni sulla prima edizione del Master di II livello in Governance strategica delle istituzioni scolastiche di LUMSA Master School.


Per avere informazioni sulla nuova edizione, in partenza nell’anno accademico 2023-2024, puoi scrivere a: eipformazione.1972@gmail.com


Un nuovo Alfiere della Repubblica per la scuola di Bojano

L’impegno nei percorsi di Educazione civica promossi dalla prof.ssa Italia Martusciello, in stile EIP Italia


La Presidenza della Repubblica ha istituito dal 2010 un “Attestato d’Onore” per premiare quei giovani minorenni che, per comportamento o attitudini, rappresentano un modello di buon cittadino.
I premiati si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti o adottato comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà.
L’Attestato attribuisce il titolo di “Alfiere della Repubblica” ed è riservato ai giovani fino ai 18 anni. Viene concesso ai cittadini italiani, anche residenti all’estero e ai cittadini stranieri residenti, che siano nati nel nostro Paese o abbiano frequentato con profitto le scuole italiane per almeno 5 anni.
L’Attestato è conferito dal Presidente della Repubblica, in un numero massimo di 30 ogni anno, su proposta del Segretario Generale sentita l’apposita Commissione valutativa.
La solidarietà per la pace è il tema prevalente che ha ispirato nel 2022 la scelta dei giovani Alfieri. La selezione
tra tanti meritevoli è stata orientata a valorizzare comportamenti e azioni solidali, ora nell’ambito di un’accoglienza a ragazzi ucraini in fuga dalla guerra, ora attraverso altri gesti di amicizia, cooperazione, inclusione affinché le diversità non diventino mai barriere. I testimoni scelti non costituiscono esempi di azioni rare, ma sono emblematici di comportamenti diffusi tra i giovani, che illustrano un mosaico di virtù civiche di cui, per fortuna, le nostre comunità sono ricche. Le storie degli Alfieri della Repubblica possono anche essere viste, dunque, come la punta di un grande iceberg che rappresenta, in ogni territorio, la vita quotidiana dei giovani.
E tra questi 30 giovani c’è anche Mario Amatuzio, un alunno della IV A ITE, dell’IISS G.Lombardo Radice di Bojano (CB).
Un ragazzo educato, sobrio, garbato, modesto, gentile, con un grande senso di solidarietà.
Doti che sicuramente lo hanno portato a raggiungere questo prestigioso riconoscimento.
Ma quali le qualità scolastiche di questo discente?
Nei quattro anni di frequenza dell’istituto tecnico economico ha sempre raggiunto un profitto encomiabile, sia nelle discipline di indirizzo che nelle materie umanistiche.


Ha palesato completa consapevolezza del proprio dovere, rispettando le consegne. Ha dimostrato vivo interesse e ha assunto un comportamento partecipe e costruttivo all’interno della classe, rispettando i diversi ruoli. Infatti ha presentato uno scrupoloso rispetto delle norme disciplinari di Istituto e della convivenza civile, evidenziando una condotta corretta e responsabile, osservando con diligenza le regole e mantenendo rapporti sempre rispettosi nei confronti del personale docente, del personale della scuola e dei compagni.
Ha sempre partecipato poi costruttivamente alle attività proposte, con impegno costante e motivazione, dimostrando originalità e proficuo spirito di iniziativa.
Costante si è rivelata la sua capacità di interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
Da sottolineare anche la sua frequenza assidua con assenza di ritardi e/o uscite anticipate.
Ma Mario soprattutto si è distinto nei tanti percorsi di educazione civica, proposti dalla prof.ssa Italia Martusciello e in questi suoi quattro anni la sua partecipazione si è rivelata costante e fertile nei molteplici itinerari di:

  • Educazione alla salute
  • Educazione alla cittadinanza, alla democrazia partecipata,ai diritti umani, alla pace e alla convivenza
  • civile
  • Educazione alla sensibilità e pluralità espressiva
  • Educazione alle pari opportunità e all’inclusione sociale
  • Educazione alla memoria
  • Educazione allo sviluppo sostenibile
  • Educazione alla sicurezza
  • Educazione alla cittadinanza europea
  • Educazione alla cittadinanza digitale

L’Italia ripudia la guerra – un anno dopo


Parole e suggestioni a un anno di distanza, che meglio di altre esprimono sentimenti e idee in questo 24 febbraio 2023.


Partirono all’alba
in crociata i bambini
Le facce gelate, chi li troverà?
Partirono in fila,
Sepolti di neve
I soli scampati alle bombe
ed ai soldati

Volevan fuggire dagli occhi la guerra,
volevan fuggirla per cielo e per terra
un piccolo capo, la pena nel cuore,
provava a guidarli
e la strada
non sapeva trovare.

Una bambina di undici,
ad una di quattro, come una mamma
portava per mano
ed un piccolo musico, col suo tamburo,
batteva sordo, al timore
di farsi trovare

E poi c’era un cane, ma morto di fame
che per compassione nessuno ammazzò,
e si faceva scuola
tutti alla pari
sillabavan maestri e scolari

C’era Fede e Speranza
ma né pane, né carne
non chiamate ladro chi deve rubare,
per dare alle bocche, di cosa mangiare
farina ci vuole
e non solo bontà

Si persero in tondo, nel freddo di neve
nessuno più vivi li poté trovare,
soltanto il cielo, li vede vagare
nel cerchio
dei senza meta
dei senza patria

E cercano insieme una terra di pace
non come quella che hanno lasciato,
senza fuoco e rovina di Colosseo
ed immenso dietro di loro…
diventa il corteo

Il cane nel bosco
fu trovato una sera
al collo portava un cartello con scritto:
qualcuno ci aiuti, abbiam perso la strada
seguite il cane,
e vi prego,
non gli sparate

La scritta infantile, trovò un contadino
ma non la mano che la tracciò
un anno è passato, e nessuno è venuto
il cane soltanto è restato
a morire di fame

Il cane soltanto è restato
e si muore di fame

Salva la tua lingua locale

VIII edizione del Bando di Concorso promosso da UNPLI e ALI Lazio


L’idea di UNPLI (firmataria di un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito) e ALI Lazio di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali, in armonia con la Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, è sicuramente vincente. Grazie alla collaborazione con l’Associazione E.I.P. Italia-Scuola Strumento di Pace, per l’ottavo anno il concorso sarà esteso al mondo della scuola.

Il concorso si inserisce pienamente negli scopi previsti dalla Legge 92/2019, che ha introdotto l’Insegnamento scolastico dell’educazione civica nella scuola italiana, anche per educare “al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni” (articolo 3), in cui possono trovare particolare attenzione le autonomie e le lingue locali, come previsto dagli artt. 5 e 6 della Costituzione Italiana.

Nel contesto del progetto “Civis Sum”, promosso dall’EIP Italia con il Ministero dell’Istruzione, che prevede, attraverso la costruzione della “Tavola periodica della Costituzione”, la raccolta di buone pratiche delle scuole sui primi 54 articoli della stessa, l’ottava edizione del Concorso “Salva la tua lingua locale”, si propone di valorizzare e far conoscere le migliori proposte delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, sul tema del concorso.

Il Concorso si propone di stimolare la creatività espressiva dei giovani nell’età della formazione. E’ aperto a nuove esperienze di dialogo con i lavori dei giovani reclusi, scuole in strutture ospedaliere, minori non accompagnati, giovani in aree a forte dispersione scolastica, affinché possano esprimere sentimenti, esperienze, vicende nel loro dialetto e lingua locale, in prosa o in poesia, presentati dalle scuole o da Associazioni sociali e culturali che operano a livello istituzionale.

Premi per i partecipanti

– I primi tre classificati nella Sezione Poesia

– I primi tre classificati nella Sezione Prosa

– I primi tre classificati nella Sezione Musica


I vincitorisaranno premiati con una targa e la pubblicazione dei lavori all’interno dell’antologia che sarà realizzata con le opere premiate.

Riconoscimenti per i territori e le scuole

– I primi tre classificati nella Sezione Scuola “Testimoni del Genius loci” per i Presidenti delle Pro Loco UNPLI che si sono distinti per la diffusione del Concorso e la collaborazione con le scuole del loro territorio (saranno selezionati dalla giuria in base alla documentazione allegata ai lavori pervenuti).

– I primi tre classificati nella Sezione Scuola di “Cultori dei dialetti e delle lingue locali” dell’Unpli e dell’E.I.P Italia che offriranno la loro collaborazione alle scuole del territorio per i lavori e gli eventi per partecipare al Concorso (su segnalazione delle scuole e delle Pro loco che presentano i lavori).

L’E.I.P. Italia, Ente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione per la formazione, ai sensi della Direttiva 170/2016, rilascerà agli studenti delle ultime due classi della Scuola Secondaria Superiore un attestato di credito formativo ai sensi del D.M. 49 del 24/2/2000, valevole per l’Esame di Stato.

La scadenza per partecipare è stata fissata al 31 marzo 2023.

Per informazioni:
UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia)
Segretario del premio: Gabriele Desiderio – giornatadeldialetto@unpli.info
E.I.P. Italia
sirena_eip@fastwebnet.it

Gabriele Desiderio


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Questa Fiducia che ho in voi

“Speciale Tg1”  di domenica 22 gennaio: la Shoah raccontata ai ragazzi dai sopravvissuti


Domenica 22 gennaio, alle ore 23.40 circa, andrà in onda lo Speciale TG1 di Caterina Doglio sugli incontri dei testimoni della Shoah con gli studenti delle scuole, intorno alla domanda: “che succederà quando i deportati nei campi di sterminio non saranno più tra di noi?.

Successivamente la puntata sarà disponibile su RaiPlay.

Lo scorso 3 dicembre, presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA di Roma, le scuole di EIP Italia hanno avuto la possibilità di incontrare la scrittrice Edith Bruck, cui è stato assegnato le Prix International “Jacques Mühlethaler” 2022 pour la Paix et les droits de l’homme, per il libro Il pane perduto (La nave di Teseo, 2021), nell’ambito della premiazione del 50° Concorso Nazionale dedicato ai Principi universali di Educazione civica. Anche il nostro incontro sarà tra i documenti di questa puntata.

Verso gli Esami: colloquio pluridisciplinare segno di maturità


Le recenti disposizioni che regolamentano lo svolgimento degli esami di maturità, che segna “un passaggio sostanziale e simbolico nel processo di costruzione del proprio progetto di vita”, oltre alle due prove scritte nazionali, prevedono la prova orale che è definita con il termine “colloquio in chiave multi e interdisciplinare al fine di valutare la capacità dello studente di cogliere i nessi tra i diversi saperi collegandoli opportunamente tra loro e sarà finalizzato ad accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale”.

Viene, quindi, riproposta la formula di “colloquio” e non di interrogazione, garantendo all’esame la valenza di un “atto educativo” a conclusione del percorso scolastico.

Il colloquio finale si pone come momento di sintesi del “dialogo educativo” che l’azione didattica formativa ha inteso svolgere nel corso degli anni scolastici.

La connotazione “pluridisciplinare” caratterizza la specificità degli argomenti che vengono presentati dallo studente.

La prova orale non potrà essere, quindi, la “somma di colloqui distinti”, secondo la tradizionale prassi di rispondere a specifiche domande, e spostare la sedia verso il docente che interroga, mentre gli altri componenti della commissione si dedicano a compilare schede e tabelle.

IL COLLOQUIO

Un vero colloquio sollecita un “ascolto attento” da parte dei commissari interni ed esterni e prevede un’organica presentazione delle argomentazioni nell’ottica dell’interdisciplinarità, al fine di mettere in luce le competenze di riflessione, analisi, selezione dei contenuti, capacità espositive e di coordinamento logico tra i diversi contenuti disciplinari e si valuterà la capacità del candidato di collegare le conoscenze acquisite.

Il colloquio che caratterizza la conclusione del percorso di studio, consente agli studenti di fare un bilancio dell’esperienza scolastica ed offre loro l’occasione per dire “Grazie” alla scuola per il bene ricevuto e dare dimostrazione che le materie studiate hanno contribuito a sviluppare specifiche competenze di pensiero critico, di collegamento tra i saperi, di coordinamento logico, espositivo e comunicativo

La presentazione del lavoro multimediale elaborato non dovrebbe essere una semplice costruzione artificiale di accostamenti tematici, come avveniva nelle precedenti “tesine”, ma espressione di una diligente ricerca secondo le indicazioni proposte con specifici collegamenti interdisciplinari.

Non ci sono formule per avviare il colloquio che partirà dall’argomento scelto dal candidato, ma è importante evidenziare che le prime considerazioni dovrebbero vertere sul come ciascuno ha vissuto l’esperienza scolastica, il clima della classe, il rapporto e le relazioni con i docenti e i compagni, nonché sulle scelte future nel proseguimento degli studi universitari o dei percorsi di inserimento nel lavoro

Potrebbe avere come modello di incipit: “In questi anni, frequentando questo Istituto, ho appreso

tante cose, sono cresciuto dal punto di vista umano e culturale. Con i compagni ho costruito un buon rapporto di amicizia e di reciproco scambio di esperienze. Ho avuto la fortuna di incontrare docenti che mi hanno aiutato a mettere a frutto le mie potenzialità e mi hanno aiutato nell’acquisire sia nuove conoscenze e ancor più un metodo di studio per rendere efficace l’apprendimento.

Le materie che ho studiato, mi hanno fatto scoprire e imparare tante cose nuove.

Concludendo il percorso scolastico, confesso di aver un po’ di nostalgia della scuola e sento il dovere di dire “Grazie” per quello che mi è stato insegnato e che ho imparato”.

L’esposizione consentirà di evidenziare non solo il livello di conoscenze culturali, ma principalmente i livelli di competenza espositiva del proprio pensiero, delle idee, dei concetti, dei valori interiorizzati attraverso lo studio e come tutto ciò ha contribuito alla formazione della personalità di ciascuno che si proietta nel mondo del lavoro come cittadino attivo e responsabile.

Nel colloquio sono previste, infatti, oltre alle tematiche disciplinari anche quelle relative alla Cittadinanza e Costituzione, perché per una piena valutazione della maturità del candidato, e nella considerazione che la scuola “colloca nel mondo una persona, un uomo e un cittadino”, è anche necessario che dal colloquio emerga una competenza civica che riveli il senso di responsabilità sviluppato e maturato tra i banchi di scuola ed esercitato attraverso le molteplici esperienze formative offerte maturate nel corso degli anni.

La proprietà di linguaggio, la sicurezza e le abilità espositive, evidenzieranno anche un senso critico e riflessivo, saranno segno e testimonianza dello sviluppo personale e del grado di maturazione, di pienezza e di completezza della “forma umana” dello studente che è cresciuto, aprendo i suoi occhi e la mente alle nuove conoscenze culturali e disciplinari, che hanno sviluppato in lui la capacità di saper guardare oltre, di saper progettare il futuro, di comprendere il senso civico di cittadino attivo e responsabile e qui si potrebbe fare ampio riferimento alle esperienze di scuola lavoro, realizzate nel corso del triennio, anche se condizionate dall’interruzione delle lezioni, a causa della pandemia.

COLLEGIALITA’

I venti punti previsti come votazione della prova orale, come gli altri punteggi per le prove scritte, saranno assegnati secondo i criteri della griglia di valutazione elaborata dal Consiglio di classe e concordata in sede di commissione con la guida del presidente e la condivisione dei commissari esterni, a garanzia di una vera collegialità nella valutazione dell’intero percorso formativo ed il riconoscimento dei crediti e dei meriti acquisiti.

Secondo il modello di Kirkpatrick e la teoria di Wiggins, “la valutazione autentica, mira ad accertare non solo ciò che uno studente conosce, ma ciò che “sa fare con ciò che sa”.   L’apprendimento scolastico non si dimostra con l’accumulo di nozioni, ma con la capacità di generalizzare, trasferire ed utilizzare le conoscenze acquisite in contesti reali.

Nella scuola di oggi permangono ancora le due anime: quella di “ insegnare” svolgendo il programma, “interrogare” sui contenuti e misurarne la quantità acquisita , mentre l’altra dimensione che viene definita “autentica”, impegna a “progettare per insegnare” fornendo allo studente costanti feedback significativi, compiti intellettuali e reali al fine di sviluppare sempre nuove competenze e conseguire traguardi di performance, che costituiranno il vero e sicuro “portfolio” dello studente, segno e documento di una scuola di qualità.

Lo stile cooperativo e di condivisione dei “commissari” interni ed esterni nella “ricerca del miglior bene e del futuro dello studente” costituirà la garanzia di serena conduzione dell’esame di maturità, ultima tappa del cammino scolastico, punto di partenza per il proseguimento degli studi universitari o l’inserimento nel non facile mondo del lavoro, dove la certificazione delle competenze acquisite costituirà la base del merito e la garanzia di successo.

Giuseppe Adernò