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GIORNATA DEL RICORDO

I.I.S.S. BOJANO (CB) a.s. 2020/21

Percorso di Educazione civica

Coordinamento Prof.ssa Italia Martusciello

Legge 30 marzo 2004, n. 92

“Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004

Art. 1.

    1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

    2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.

1-COSA?

Il termine foiba deriva dal latino “fovea”e significa fossa.

Le foibe sono delle cavità naturali, spesso vere e proprie cavità a forma di imbuto,profonde da un minimo di 20 metri ad un massimo di 300.

2-DOVE?

Sono diffuse nella zona di Trieste, nelle zone della Slovenia già parte della

scomparsa regione Venezia Giulia, nonché in molte zone dell’Istria e della Dalmazia.

In un suo censimento, la Società Alpina delle Giulie ha individuato un mi migliaio di foibe nella sola provincia di Trieste.

Nell’intera regione, almeno 1700.

3-Quando?

La prima ondata di violenza esplode nel 1943 subito dopo la firma dell’armistizio (8 settembre 1943). In Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano e poi gettano nelle foibe un migliaio di persone.

La violenza ritorna nel 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria.

Le truppe del maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, uomini di chiesa, donne, anziani, bambini. E’ una carneficina.

1945 – 1947: trecentocinquantamila persone sono costrette a trasformarsi in esuli. Scappano dal terrore, alcuni conoscono il destino delle foibe, i più nella fuga sanno di aver perso tutto e non sanno ancora chi li ospiterà.

4-Uso

Utilizzate per infoibare. Le vittime venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti,bloccavano i polsi e i piedi tramite fil di ferro ad ogni persona e, successivamente legavano gli uni agli altri. I massacratori si divertivano a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri. Molte altre persone hanno trovato la morte in mare, altre nelle miniere di bauxite.

5- Quanti gli infoibati?

“Fra il 1943 e il 1947 in questi inghiottitoi furono gettati dai partigiani titini migliaia di esseri umani.

Gli storici delle parti avverse si sono spesso accapigliati sui risultati della macabra conta (10.000? 20.000? 30.000?) come se qualche cadavere in più o in meno potesse modificare l’intensità dell’orrore. In realtà, il conto esatto non si potrà mai fare. Nella foiba di Basovizza, presso Trieste furono recuperati 500 metri cubi di resti umani e si calcolò brutalmente che le vittime dovevano essere 2.000: quattro per metro cubo”.

LE TESTIMONIANZE

ll 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo”, in memoria dei quasi ventimila uomini torturati, assassinati e gettati nelle foibe, le fenditure carsiche usate come discariche dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un tema che ancora divide i pensieri. Eppure quelle persone meritano di essere ricordate. Innocenti che senza alcuna colpa furono torturati, uccisi e buttati nelle foibe. Tra questi ci sono stati anche alcuni molisani, come Giovanni Iafelice, nato ad Oratino il 17 novembre 1917 e catturato a Trieste nel maggio 1945, deportato e poi scomparso. Per oltre settant’anni, la famiglia di Giovanni non ha avuto alcuna notizia. «Pensavamo fosse stato confinato in Russia, la stessa sorte che toccò ad un altro fratello di mio padre» spiega Nicola Iafelice, nipote della vittima.

Ma nei mesi scorsi la svolta, come ci ha spiegato il sindaco di Oratino, Roberto De Socio. «A settembre sono stato contattato dall’ANCDJ, Associazione nazionale tra i congiunti dei deportati italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia, che mi ha inviato l’elenco di alcuni cittadini, con l’unica colpa di essere italiani, infoibati o massacrati nelle zone del confine orientale dai partigiani italo-sloveni ed italo-croati» ci ha spiegato il sindaco. «In quell’elenco è riportato il nome di Giovanni Iafelice nato ad Oratino nel 1917, agente di polizia, residente a Triste, prelevato il 1° maggio 1945 da partigiani titini» ha detto ancora il primo cittadino di Oratino.
Nel documento si legge: “Questura di Trieste. Ivi prelevato da comunisti titini italo sloveni e, sembra, deportato a Postumia (ex provincia di Trieste). Scomparso. Notizie fornite dalla signora Lucia Barbone abitante a Trieste. Dichiarato irreperibile”. «Da lì mi sono messo subito alla ricerca dei parenti e sono arrivato a Nicola Iafelice, il nipote di Giovanni. Il mio ringraziamento va al presidente dell’associazione, Laura Brussi Montani, che mi ha contattato per farci conoscere la verità su un nostro concittadino» ha concluso il sindaco Roberto De Socio.

Supportati dall’associazione di volontariato, i familiari hanno inviato la scheda della vittima alla Commissione Foibe, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Sabato 9 febbraio, il nipote di Giovanni è stato invitato alla cerimonia commemorativa del “Giorno del Ricordo” che si terrà al Palazzo del Quirinale. In quell’occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consegnerà una Medaglia ed un attestato in onore e ricordo di Giovanni Iafelice. «Sono passati più di settanta anni da quando nostro zio è scomparso, non pensavamo più di conoscere la verità ma lo Stato ha fatto il suo lavoro» le parole di Nicola. «Generalmente si tende a considerare i partigiani brave persone ma la storia ci ha insegnato che ci sono stati buoni e cattivi.

Come è stata condannata ogni morte ad opera dei fascisti, è giusto condannare anche gli assassini comunisti. Mio zio era innocente, non ha combattuto sul fronte ma faceva il poliziotto in ufficio quindi non ha mai ucciso nessuno eppure è stato prelevato dai comunisti del maresciallo Tito, deportato, torturato ed ucciso» ha commentato ancora Nicola Iafelice. «L’unica sua colpa era quella di essere italiano, un’ingiustizia che non può essere taciuta» ha concluso. La cerimonia di consegna della Medaglia ci sarà sabato alle 11 al Palazzo del Quirinale a Roma.

Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze.

Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k.

Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera.

Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa.

Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro.

 Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me.

La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini.

Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca.

Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola.

E solo allora potei dire di essere veramente salvo.


Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Il giorno del ricordo
Poesia dedicata alle stragi nelle foibe e all’esodo degli istriani

Urlavano Italia,
e caddero

Bruciavano di dolore,
e caddero.
Indifesi e soli,
svanirono in infernali voragini.

Eco di silenzioso dolore
gettato in un baratro di follia
che profuma di morte.

La polvere mi parla di loro,
sussurri di mille voci
singhiozzi, silenzi, troppi silenzi.

Sofferenza in terre d’amore,
sfumature d’Istria, onde di Trieste
profumi di Zara e colori di Dalmazia.

Chi scampò lasciò tutto,
una lunghissima carovana
di lacrime dure partì,
verso la loro terra, la loro nazione.
Tornarono nella loro patria,
esuli  con la morte negli occhi
e la speranza nell’anima,
spogli di tutto tranne che la dignità
pronti a rinascere nuovamente,
con l’orgoglio di aver combattuto,
vivendo con l’Italia nel cuore.

Ermanno Eandi

Poeta, giornalista e scrittore

Educare alla pace

Dal discorso del Presidente della Repubblica del 31 dicembre


Avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana.

La violenza.

Anzitutto, la violenza delle guerre. Di quelle in corso; e di quelle evocate e minacciate.

Le devastazioni che vediamo nell’Ucraina, invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla.

L’orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani d’Israele. Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità.

La reazione del governo israeliano, con un’azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti.

La guerra – ogni guerra – genera odio.

E l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti.

La guerra è frutto del rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali. Dotati di pari dignità. Per affermare, invece, con il pretesto del proprio interesse nazionale, un principio di diseguaglianza.

E si pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché sempre avvenuti nella storia.      Rifiutando il progresso della civiltà umana.

Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore. Alle morti di civili, donne, bambini. Come – sempre più spesso – accade nelle guerre.

Alla tragica contabilità dei soldati uccisi. Reciprocamente presentata; menandone vanto.

Vite spezzate, famiglie distrutte. Una generazione perduta.

E tutto questo accade vicino a noi. Nel cuore dell’Europa. Sulle rive del Mediterraneo.

Macerie, non solo fisiche. Che pesano sul nostro presente. E graveranno sul futuro delle nuove generazioni.

Di fronte alle quali si presentano oggi, e nel loro possibile avvenire, brutalità che pensavamo, ormai, scomparse; oltre che condannate dalla storia.

La guerra non nasce da sola. Non basterebbe neppure la spinta di tante armi, che ne sono lo strumento di morte. Così diffuse. Sempre più letali. Fonte di enormi guadagni.

Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini. Dalla mentalità che si coltiva. Dagli atteggiamenti di violenza, di sopraffazione, che si manifestano.

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità di pace.

Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.

Sappiamo che, per porre fine alle guerre in corso, non basta invocare la pace.

Occorre che venga perseguita dalla volontà dei governi. Anzitutto, di quelli che hanno scatenato i conflitti.

Ma impegnarsi per la pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere; e non la regola del prossimo futuro.

Volere la pace non è neutralità; o, peggio, indifferenza, rispetto a ciò che accade: sarebbe ingiusto, e anche piuttosto spregevole.

Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone.

Per conseguire la pace non è sufficiente far tacere le armi.

Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace. Coltivarne la cultura nel sentimento delle nuove generazioni. Nei gesti della vita di ogni giorno. Nel linguaggio che si adopera.

Dipende, anche, da ciascuno di noi.

Pace, nel senso di vivere bene insieme. Rispettandosi, riconoscendo le ragioni dell’altro. Consapevoli che la libertà degli altri completa la nostra libertà.

Human Rights Day – 10 dicembre 2023

La Giornata si celebra ogni anno il 10 dicembre, il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani


“All human beings are born free and equal in dignity and rights.”
The iconic opening sentence of the Universal Declaration of Human Rights is as important today as it was when it was adopted 75 years ago.
The Universal Declaration is a roadmap, helping to end wars, heal divisions and promote lives of peace and dignity for all.
But the world is losing its way. Conflicts are raging. Poverty and hunger are increasing. Inequalities are deepening. The climate crisis is a human rights crisis that is hitting the most vulnerable hardest.
Authoritarianism is on the rise.
Civic space is shrinking and the media is under attack from all sides.
Gender equality remains a distant dream and women’s reproductive rights are being rolled back.
Today, it is more important than ever to promote and respect all human rights – social, cultural, economic, civil and political – which protect us all.
The Universal Declaration shows the way to common values and approaches that can help resolve tensions and create the security and stability our world craves.
As we work to update global frameworks and make them more effective in the 21st century, human rights must have a unique and central role.
I call on Member States to use this 75th anniversary, and the Summit of the Future next year, to strengthen their commitment to the timeless values of the Universal Declaration.
And on Human Rights Day, I urge people around the world to promote and respect human rights, every day, for everyone, everywhere.

António Guterres
UN Secretary-General

Il 10 dicembre 2023 si celebrerà il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. In vista di questa celebrazione fondamentale, a partire dalla Giornata dei diritti umani di quest’anno, le Nazioni Unite lanciano una campagna di un anno per presentare la Dichiarazione universale concentrandosi sulla sua eredità, rilevanza e il suo potere di attivismo.
I messaggi chiave della Campagna sono i seguenti:
La Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce i diritti di tutti gli esseri umani in quanto tali.
In quanto “standard comune di realizzazione per tutti i popoli e tutte le nazioni”, l’UDHR è un progetto globale per le leggi e le politiche internazionali, nazionali e locali e un fondamento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
La Dichiarazione universale dei diritti umani ha ispirato molte lotte per una maggiore protezione dei diritti umani e li ha aiutati a essere maggiormente riconosciuti.
Quando e ovunque i valori dell’umanità vengono abbandonati, siamo tutti maggiormente a rischio. Le soluzioni alle più grandi crisi odierne sono radicate nei diritti umani.
Dobbiamo difendere i nostri diritti e quelli degli altri.
Abbiamo bisogno di un’economia che investa nei diritti umani e lavori per tutti.

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“Se la cura è un diritto umano allora non c’è altra strada che curare tutti, senza discriminazioni, curarli al meglio e gratuitamente.”
Gino Strada, Una persona alla volta


“Non c’è giustizia climatica senza diritti umani”
National Geographic



noi dobbiamo convincerli che la vita vale
una vita soltanto più di una multinazionale
noi dobbiamo convincerli che la strada buona
è il rispetto totale dei diritti di una persona”
Jovanotti, La vita vale


Con le mani appena giunte
La preghiera di Alessandro Bergonzoni per la pace

In questa manifestazione organizzata dal Portico della Pace di Bologna e da altre associazioni, mi rivolgo a lei Lafram capo della comunità islamica, a lei De Paz presidente della comunità ebraica di Bologna e a lei Cardinale Zuppi, da tifoso dell’unica squadra che seguo, l’Inter religioso: lo faccio per ripetere ciò che dico da tempo: religioni scambiatevi le fedi per sposare un’idea, quella della Pace, per coniugare, come fanno già tante vittime “civili” apparentemente avverse, torto e ragione e viceversa (che è il contrario di ogni vendetta mai giustamente degna), in questa occasione che non vorrei più unica ma abituale, anche e soprattutto durante la pace se tornerà e per una totale alterità.
Il contrario di guerra non è pace ma amore. Il contrario di amore non è odio ma morte, il contrario di civili è vili militari. Il contrario di vita non è morte ma violenza, paura di essere convertiti e brama di convertire. Il contrario di stupro continuo è disarmo di tutti gli uomini. Facciamo come stanno facendo tanti padri e tanti madri che non dividono la terra in parti, ma uniscono i propri bambini nati differenti ma morti gemelli. Veri parenti di sangue, versato, figli d’ognuno di noi esseri gemelli, uniti da una linea di “nonfine” che non è l’identità ma l’identicità assoluta.
Dico spesso che si uccide con la mano destra e con la mano sinistra ma anche con la terza mano la mancanza (di mediazione, trattative, ascolto, perdono, visione, sovrumanità e bene). Allora prendete nelle vostre mussulmani le nostre mani e anche le ottomani, perché non c’è una sola stella blu ma anche una verde accanto alla mezza luna, e non fateci una croce sopra, cancellando tutto, tenetela vicino come un segno “più” che si somma agli altri e a tutto: il sommo e il sacro d’ognuno. Stanno nello stesso cielo sopra lo stesso pianeta, da occidente a oriente (se non diventa la stessa guerra, con gli stessi prigionieri, gli stessi moventi, rancori atavici e pretesti).
Che non si dica più che c’è qualcosa sotto, stanchi di non vedere niente di nuovo sotto il sole: è solo perché non sappiamo ancora guardare sopra ad esso. Liberiamo ogni ostaggio di ora e quelli di sempre, non ostruiamo, costruiamo. Magari una sinagoga dentro ad una chiesa che stia in una moschea. Architettura divina arte del cosmo. La memoria del passato di ogni popolo è importante certo, ma necessaria come l’evitare la moria e cominciare a cooperare sulla memoria del futuro.
Fatelo anche voi, non solo per favore o per piacere, per mercati, strategia e potere,ma per diritto e bellezza universale. Credere? Ognuno al proprio grande Chi. Obbedire? Meglio dire istruire, custodire, capire, restituire, lenire, favorire e senza più ire. Combattere? Meglio nonbattere. C’è solo un organo che batte continuamente senza uccidere nessuno o vincere si chiama cuore. Questo ci convinca (la scienza conferma che lo abbiamo tutti uguale ,con nessuna bandiera piantata nel costato, come quelle che non ci sono a Bologna, se non bianche o arcobaleno, che nasce da quel bianco che non è resa ma rende l’idea).
Si chiama cuore? Chiamiamolo anche noi, risponderà. È questione poetica non etica. Non si può più aver paura allora di essere versi, versetti e fatti di versi. Questione di stile non ostile. Questo riguarda tutti i popoli in guerra da sempre, ma riguarda pure noi anche se non in guerra (?) e quel che ci riguarda ci sta dicendo che per un po’ ci riguarda ancora poi non ci riguarderà più. Le troppe ossessive distinzioni portano all’estinzione totale, anatomica e atomica. Allora vi preghiamo con le mani appena giunte che ci arrivano di continuo da tutte le vittime: che nessuna fede sia fedifraga, non le tradisca uccidendole per la seconda volta, anima compresa.
Credo in questo vostro e nostro pensiero congiunto di vera congiuntivite che vorrei leggeste insieme, nessuno prima dell’altro, a tre voci. Tre, numero perfetto: per per non primeggiare nè sopraffarsi o sentirsi migliore.
http://www.repubblica.it – 6 dicembre 2023 – ore 9.45
https://www.repubblica.it/cultura/2023/12/06/news/alessandro_bergonzoni_con_le_mani_appena_giunte-421584942/


Qui trovi il Bando per il 52 Concorso Nazionale EIP Italia


“Ogni individuo e ogni organo della società … si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e queste libertà..”
Preambolo alla Dichiarazione

Qui il Manuale del Consiglio d’Europa per l’educazione ai diritti umani


I risultati degli studenti italiani nell’indagine OCSE-PISA 2022

L’Italia ha partecipato per la prima volta a PISA nel 2000: confrontando i risultati a livello internazionale, i responsabili politici e gli educatori possono ricavare spunti utili dalle politiche e dalle pratiche di altri Paesi.


L’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) valuta le conoscenze e le competenze degli studenti di 15 anni in matematica, lettura e scienze.
Le prove rilevano la capacità degli studenti di risolvere problemi complessi, di pensare in modo critico e di comunicare in modo efficace.
In questo modo si può capire quanto i sistemi educativi stiano preparando gli studenti alle sfide della vita reale e al raggiungimento del benessere futuro.

All’edizione 2022 hanno preso parte quasi 700.000 studenti da 81 Paesi ed Economie, che rappresentano 29 milioni di studenti in tutto il mondo.
L’Italia ha partecipato con un campione di 10.552 studenti provenienti da 345 scuole selezionate. Tale campione è rappresentativo di una popolazione di circa mezzo milione di quindicenni.

AREA LETTURA
Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 482 punti, lievemente superiore alla media OCSE che si attesta a 476 punti.
Rispetto ai dati della precedente indagine 2018, il cambiamento nel punteggio medio conseguito in questa disciplina non è statisticamente significativo e anche rispetto all’intero ciclo di rilevazioni nel corso di oltre 20 anni, pur con fluttuazioni, non si rilevano differenze significative di tendenza.
In Italia il 79% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Lettura, raggiunge cioè il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è del 74%).
Significa che sono in grado di identificare l’idea principale in un testo di lunghezza moderata, di trovare informazioni sulla base di esplicite indicazioni, che a volte possono essere complesse, e di riflettere sullo scopo e sulla forma dei testi quando sono esplicitamente indirizzati a farlo.

AREA MATEMATICA
Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 471 punti, in linea con i 472 punti della media OCSE. E’ però significativo il fatto che, nel confronto con gli esiti del 2018, il punteggio medio conseguito in questa disciplina è diminuito di 15 punti, raggiungendo livelli inferiori a quelli registrati in tutte le precedenti rilevazioni.
In Italia il 70% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Matematica, conseguendo perciò il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è del 69%).
Significa che sono in grado di interpretare e riconoscere, senza istruzioni dirette, come una semplice situazione possa essere rappresentata matematicamente (ad esempio, confrontare le lunghezze totali di due percorsi alternativi o convertire i prezzi in una valuta diversa).

AREA SCIENZE
gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 477 punti, inferiore alla media OCSE che è di 485 punti, ma in rapporto al 2018 il punteggio medio conseguito in questa disciplina è stato più alto di 9 punti: se si considerano i dati a partire dal 2006, l’andamento dei risultati è piuttosto stabile.
In Italia il 76% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Scienze, raggiunge cioè il livello minimo di competenze (a livello internazionale la percentuale è la stessa).
Significa che sono in grado di riconoscere la spiegazione corretta di fenomeni scientifici comunemente noti e di utilizzare tali conoscenze per stabilire, in situazioni semplici, la validità di una conclusione sulla base dei dati forniti.

ANALISI SULLE DIFFERENZE
– gli studenti delle aree del Nord Italia ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in tutti e tre gli ambiti di indagine;
– la differenza tra studenti più bravi (10% dei punteggi più alti) e meno bravi (10% dei punteggi più bassi) è simile tra le aree geografiche;
– gli studenti dei Licei hanno ottenuto punteggi medi superiori agli altri tipi d’istruzione in tutte e tre le discipline indagate;
– circa il 13% della variabilità del punteggio in matematica è spiegato dalla condizione di provenienza degli studenti: se cresce lo status socioeconomica, crescono anche i risultati;
– in Matematica i ragazzi ottengono mediamente 21 punti in più delle ragazze;
– in Scienze ragazzi e ragazze hanno ottenuto punteggi simili;
– in Lettura le ragazze hanno ottenuto un punteggio medio superiore di 19 punti.

INFLUSSO DELLA PROVENIENZA DA CONTESTO MIGRATORIO
Sono definiti studenti migranti gli studenti i cui genitori sono nati in un Paese/economia diverso da quello in cui lo studente ha svolto le prove PISA.
La percentuale di studenti migranti è aumentata in Italia fino a raggiungere l’11% nel 2022 (7% nel 2012). Nel 2022, il 3% degli studenti quindicenni è migrante di prima generazione, ovvero è nato in un altro Paese/economia e la sua famiglia si è trasferita Italia successivamente. Tra gli studenti migranti di prima generazione, il 53% è arrivato in Italia entro i 5 anni di età; il 19% è arrivato dopo i 12 anni e dopo aver completato le scuole primarie in un altro sistema educativo.
Dati significativi in Italia:
– gli studenti migranti tendono ad avere un profilo socio-economico più svantaggiato rispetto agli studenti non migranti: 52% proviene da contesto svantaggiato, rispetto al 25% di tutti gli studenti;
– 59% degli studenti migranti, rispetto al 10% di tutti gli altri studenti, ha riferito che la lingua parlata a casa per la maggior parte del tempo è diversa da quella in cui hanno svolto le prove PISA;
– in matematica, gli studenti migranti ottengono un punteggio significativamente inferiore a quello degli studenti non-migranti con una differenza di 30 punti;
– in lettura, gli studenti migranti ottengono un punteggio significativamente inferiore a quello degli studenti non-migranti con una differenza di 31 punti.

Qui tutta la documentazione

Risultati italiani dell’indagine internazionale IEA relativi a “Civic an Citizenship Education study”


Martedì 28 novembre presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla presenza del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dott. ssa Palumbo e del Presidente INVALSI Dott. Ricci, sono stati presentati i risultati internazionali dell’International Civic an Citizenship Education study.
Si tratta di un’indagine promossa dalla IEA (associazione indipendente di centri di ricerca educativa, con sede ad Amsterdam che svolge ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione educativa), uno studio approfondito sull’educazione civica e la cittadinanza accompagnato da precise indicazioni su come studenti e studentesse vengono preparati ad affrontare la società futura come cittadini responsabili e solidali. L’attenzione è stata posta sugli studenti che frequentano l’ottava scolarità (13- 14 anni).
L’indagine è attiva sin dal 2009 con cadenza triennale e fornisce utili informazioni circa il progresso dei Paesi verso il quarto obiettivo ONU per lo sviluppo sostenibile: conseguire un ‘educazione di qualità equa ed inclusiva. L’indagine ha riguardato 4 aspetti della competenza civica:
1. Società e sistemi civici
2. Principi civici
3. Partecipazione civica
4. Ruoli e identità civiche
Gli studenti sono scelti tramite un campionamento e partecipano prima ad una prova cognitiva e poi ad un questionario che rivela caratteristiche, atteggiamenti e comportamenti degli studenti. Inoltre, è previsto un questionario rivolto agli insegnanti di tutte le discipline ed un altro rivolto al Dirigente. Infine, sono presenti un questionario riguardante l’Europa e la cittadinanza europea e un questionario nazionale riguardante tematiche relative alla cittadinanza del nostro Paese.

Alcune affermazioni significative presenti nel documento di sintesi dei dati raccolti:

Relativamente alla dimensione cognitiva (conoscenza civica) In Italia gli studenti hanno raggiunto un punteggio medio di 523, significativamente superiore alla media internazionale.

In relazione al livello di rendimento nella conoscenza civica, in Italia il 70% degli studenti raggiunge almeno il livello B e solo l’1% degli studenti italiani non raggiunge il livello D.

In Italia, il punteggio medio degli studenti sulla scala di conoscenza civica è caratterizzato da stabilità, non si sono osservate, infatti, variazioni significative fra i tre cicli di ICCS (2009 – 2016 – 2022).

In Italia il divario di punteggio nella conoscenza civica è di 27 punti a favore delle studentesse ed è statisticamente significativo.

In Italia si è verificata una diminuzione nell’uso della televisione come fonte di informazione (-6 punti percentuali rispetto al 2016), mentre l’uso di Internet per informarsi su temi politici e sociali è aumentato tra i giovani italiani di 8 punti percentuali.

In Italia il 47% degli studenti riportano di discutere frequentemente con i propri genitori di questioni politiche e sociali.

Gli studenti italiani dichiarano di essere più propensi a partecipare alle elezioni in futuro rispetto alla media internazionale, seppure con un calo nel punteggio rispetto ai cicli precedenti.

In Italia, rispetto al precedente ciclo, si evidenzia un calo nella fiducia di oltre 10 punti percentuali rispetto ai media tradizionali (-15%) e al parlamento (-13%).

In Italia, il 58% degli studenti frequentano scuole in cui i dirigenti dichiarano che gli studenti sono coinvolti nelle attività di progettazione dell’offerta formativa della scuola, tale percentuale è significativamente più alta di 14 punti rispetto alla media internazionale.

In Italia il punteggio nella scala “clima di classe aperto alla discussione” è di 55 ed è significativamente superiore rispetto alla media internazionale di 50.

Per ulteriori informazioni e per scaricare tutta la documentazione è possibile cliccare seguente link:
https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=static&pag=iea_iccs_risultati

COP28 al via

Sperando che qualcuno se ne accorga


Se anche una Esortazione Apostolica di Papa Francesco, la Laudate Deum dello scorso ottobre, è passata quasi sotto silenzio, non ci sono molte speranze.

Eppure manca solo un giorno all’apertura ufficiale della 28esima Conferenza quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre.

Sulla homepage del sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alle 7 del mattino del 28 novembre, non ci sono tracce, richiami, link, simboli. E neppure sul sito del Governo Italiano, del Quirinale, del Parlamento Europeo in Italia. Per non parlare di quello dell’Istruzione e del Merito e del (defunto?) RiGenerazione Scuola o di Educazione civica.

Eppure, citando un articolo di Francesco Sylos Labini del 28 novembre:
“Secondo i nuovi dati appena pubblicati dalla Nasa, la temperatura media nel mese di ottobre 2023 ha segnato il nuovo record da quando si registrano le misure dopo quelli di luglio, agosto e settembre. Guardando i diversi indicatori, primo tra i quali la temperatura degli oceani, i climatologi concludono che siamo entrati in un territorio inesplorato. Il 17 novembre è stato il primo giorno in cui la temperatura media globale ha superato i 2°C rispetto ai livelli preindustriali; il 18 novembre è stato il secondo. Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite avverte che è probabile raggiungere nell’immediato futuro un riscaldamento globale di 2,5-2,9°C. Malgrado il fatto che nell’ultimo mezzo secolo gli scienziati abbiano costantemente avvertito che la traiettoria intrapresa stava rapidamente portando a condizioni climatiche estreme, nulla di sostanziale è stato davvero fatto per prevenire la catastrofe che incombe su di noi. Se le tendenze rivelano nuovi record climatici nello stesso tempo, sono stati fatti progressi minimi nella lotta al cambiamento climatico.
Secondo il quinto rapporto National Climate Assessment, pubblicato il 14 novembre scorso dall’amministrazione degli Stati Uniti, ogni tre settimane si verificano gravi disastri climatici, nessun luogo è al sicuro dal riscaldamento e alcune comunità sono colpite più duramente di altre. Il riscaldamento globale causa ogni anno 150 miliardi di dollari di danni diretti in tutto il Paese, a causa dell’innalzamento dei mari, delle ondate di calore, della siccità o delle inondazioni, e i costi sono in aumento. Nel periodo 2018-2022, gli Stati Uniti hanno subito 89 disastri climatici: ognuno ha causato danni per almeno 1 miliardo di dollari. Il rapporto sottolinea che finché non si smetterà di pompare gas serra nell’atmosfera, gli effetti del cambiamento climatico continueranno ad aumentare: ogni frazione di grado di riscaldamento è importante”.

Se fosse rimasto ancora qualche spazio per questo che è il vero tema del nostro futuro, ecco di seguito alcune risorse:

sito web della COP28: https://www.cop28.com/
programma della partecipazione italiana (cercando sul sito del Ministero con un pochino di calma si trova): https://www.mase.gov.it/pagina/cop28-0
portale italiano di metereologia e clima: http://www.nimbus.it/

E magari iscriviamoci alla pagina ufficiale della COP28 su Youtube, giusto per incoraggiali un pochino visto che ad oggi ci sono meno di 2500 iscritti nel mondo…
https://www.youtube.com/@COP28UAEOfficial


Risorse e materiali dall’archivio EIP Italia:

Made with Padlet
PADLET da IC Casanova – Costantinopoli di Napoli
Scuola secondaria di I grado “Baldassarre” – Trani (BT)
IC San Nilo – Grottaferrata (RM)
IC “Carducci” – Capaccio (SA)

Educare alle relazioni


Di pochi giorni fa la Direttiva Ministeriale emanata dal Ministro Valditara per “rafforzare l’impegno verso un’azione educativa mirata alla cultura del rispetto, all’educazione alle relazioni e al contrasto della violenza maschile sulle donne”.  Il Ministro preso atto di quanto già previsto nel passato dalla L.107/2015 art.1 comma 16, dal Piano nazionale Miur di “Educazione al rispetto” dal principio di pari opportunità che deve essere assicurato dalle istituzioni scolastiche mediante il PTOF, ha appunto emanato una breve direttiva di appena 5 articoli destinata esclusivamente agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado. Il ministero intende promuovere progetti, percorsi educativi e attività pluridisciplinari. L’articolo 2 della Direttiva contiene le modalità attuative: le scuole, attraverso gli organi collegiali, devono indicare un docente referente, che dovrà coordinare le attività extracurriculari previste. Si costituiranno dei gruppi di discussione, focus – group, aventi come unità funzionale di riferimento la classe. Per ogni gruppo classe, a sua volta sarà individuato un docente che fungerà da animatore – moderatore. Per la figura del moderatore è prevista una specifica formazione, secondo un programma definito con il supporto di organismi scientifici e professionali., gestita dall’Indire. Inoltre, nell’ambito della progettualità ci si avvarrà della collaborazione dell’Ordine degli psicologi e di altri organismi qualificati. Interessante il coinvolgimento nel progetto delle associazioni delle famiglie attraverso la presenza del Fonags (Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola) incardinato presso la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico. Alla Direttiva è allegato il Protocollo d’Intesa tra il MIM, il Ministero per la Famiglia, la natalità e le pari Opportunità e il Ministero della Cultura. Le parti con la sottoscrizione si impegnano a promuovere iniziative congiunte sul tema della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne, attraverso campagne di sensibilizzazione, concorsi ed elaborazione e diffusione nelle scuole di materiali informativi.

Governance strategica delle istituzioni scolastiche

Ultimi giorni per le iscrizioni alla nuova edizione del Master di II livello nato dalla collaborazione tra EIP Italia, LUMSA Master School e TUTTOSCUOLA
SCADENZA 1 DICEMBRE


Il profilo di chi partecipa alla governance della scuola (dirigente scolastico, collaboratore, docente dello staff, referente di progetto, responsabile di sede, ecc.) coniuga, pur nella distinzione delle funzioni, molteplici compiti e responsabilità, con la gestione manageriale, la capacità amministrativa e l’esercizio della leadership educativa.
Le competenze professionali e tecniche devono, dunque, trovare espressione in strategie operative di governance che sostengano e promuovano l’elemento etico-pedagogico della “Dirigenza umanistica” ben sintetizzata dall’espressione evangelica: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2, 27). La pratica professionale deve considerare, cioè, conoscenze e competenze teoriche, tecniche e normative non come un fine ma come un mezzo da cui partire, per esercitare uno stile di dirigenza (“umanistica” appunto), volta a realizzare una scuola innovativa e “gioiosa”, anche tramite l’attenzione alle relazioni tra le  persone (studenti, docenti, famiglie, territorio) che costituiscono la comunità educante.

Il Master ha lo scopo di formare le alte professionalità della scuola, coinvolte nei processi di gestione e organizzazione delle Istituzioni scolastiche, offrendo le competenze professionali sia per il middle management che per la dirigenza scolastica.

Intende sviluppare competenze strategiche funzionali a promuovere: una visione e gestione unitaria dell’istituzione scolastica, governance consapevole dei processi, efficacia e innovazione didattico-organizzative, benessere psico-sociale delle componenti della comunità educante (studenti,  insegnanti, personale ATA, famiglie, territorio). 

Il Master integra conoscenze (giuridiche, normative, finanziarie, amministrative, gestionali) e competenze di governance strategica, gestione dei processi, progettazione dell’innovazione didattica e organizzativa, benessere psico-sociale, valutazione di sistema e rendicontazione, funzionali a perseguire il miglioramento degli esiti educativi di ciascuno studente, con una specifica attenzione ai processi di transizione digitale che caratterizzano sia la Pubblica Amministrazione che l’evoluzione dei percorsi scolastici.

Il percorso formativo, sviluppato con un taglio pratico e operativo, è volto a promuovere una piena consapevolezza professionale e umana, fornendo le competenze tecniche per una piena padronanza della gestione organizzava con un’attenzione esplicita alle relazioni educative, alle persone, alla valutazione di ogni questione nel merito, affinché la scelta consapevole e il coraggio professionale siano finalizzati ad esprimere lo spirito di servizio civile di chi lavora per il futuro del Paese.

Il Master integra conoscenze (giuridiche, normative, finanziarie, amministrative, gestionali) e competenze di governance strategica, gestione dei processi, progettazione dell’innovazione didattica e organizzativa, benessere psico-sociale, valutazione di sistema e rendicontazione, funzionali a perseguire il miglioramento degli esiti educativi di ciascuno studente.

La seconda edizione del Master, rinnovata nei contenuti, si caratterizza per un intero nuovo modulo dedicato al tema della “governance dell’innovazione digitale”, con lezioni e interventi di esperti altamente qualificati. Saranno illustrati metodologie e strumenti per comprendere e governare le sfide che l’intelligenza artificiale e l’innovazione digitale pongono alla scuola dal punto di vista, didattico, organizzativo, gestionale , amministrativo e relazionale.

Inoltre, il modulo di approfondimento sulle politiche educative europee e i sistemi di istruzione sarà sviluppato in lingua inglese.

Il Master sarà coordinato dai dirigenti scolastici del gruppo Dirigenti insieme e prevede la partecipazione tra gli altri di
Daniele Barca, dirigente scolastico IC Modena 3
Danilo Casertano, co-fondatore di Asilo nel bosco
Ottavio Fattorini, co-fondatore delle scuole modello DADA
Fondazione Golinelli
Fondazione Mondo digitale
Damiano Previtali, dirignte MIM
Roberto Ricci, presidente INVALSI


Le iscrizioni verranno accolte fino all’occorrenza dei posti disponibili.

Per avere informazioni è possibile rivolgersi al dirigente scolastico Francesco Rovida: formazione@eipformazione.com

Sul sito della LUMSA Master School sono presenti i dettagli e le procedure per l’iscrizione: per accedere clicca sul logo.

Neurons. Connect your sparks!

Un progetto in costante crescita, finanziato anche con il contributo della Regione Lazio, che unisce il gaming ad attività educative e socioculturali.


App, sito internet, campagna 7×1000 neurons…

Un progetto che nasce da una specifica vision:
Crediamo nel concreto potenziale che ogni individuo cela dentro di sé.
Sogniamo un rivoluzionario upgrade del modo in cui pensiamo e viviamo il nostro tessuto sociale e culturale, allo scopo di migliorare la qualità della nostra vita e di portare qualsiasi tipo di comunità, piccola o grande che sia, verso nuovi orizzonti e mete che finora non sapevamo neanche esistessero
.

La possibilità di unire il gioco all’utility, finalizzata ad imparere nuovi modelli di interazione e cooperazione basati sull’innovativo sistema del Collective Network, e nuovi approcci all’apprendimento e allo sviluppo,
maturando skill applicabili in qualunque aspetto della nostra vita.

Per queste ragioni EIP Italia ha scelto di essere tra i partner del progetto e di coinvolgere le scuole nella partecipazione alla comunità, con concrete possibilità di sviluppare sinergie territoriali, ampliare la visibilità delle proprie iniziative e ricevere donazioni per gli obiettivi stabiliti dal Consiglio di Istituto.

Qui tutte le FAQ relative alla partecipazione gratuita delle scuole al progetto.

Qui le procedure per l’iscrizione gratuita delle scuole al progetto.

Per informazioni e approfondimenti:
https://neurons.community/
info@neurons.community

Un molisano DOC: il capitano Massimo Tosti, futuro “Giusto tra le Nazioni”?

Inaugurata una via a suo nome a Campobasso, anche grazie al lavoro di approfondimento di un gruppo di studenti coordinato dalla vicepresidente EIP, Italia Martusciello


“Ci sono vite che non si esauriscono neanche con il trascorrere dei secoli e che anzi, nel tempo, sembrano acquisire ancora maggiore consistenza, valore e un significato molto più esteso, in grado di inglobare vicende non solo di tipo strettamente personale.
La vita del capitano dei carabinieri Massimo Tosti, nato a Campobasso il 13 febbraio del 1901, è una di quelle. È una di quelle vite che continuano a parlarci attraverso gli anni e diventano patrimonio di ciò che dovrebbe sempre essere posto alla base della visione pacifica e umana di ogni esistenza.
Ciò che il capitano Tosti realizzò in favore dei tanti ebrei perseguitati dal regime nazista durante il periodo della seconda guerra mondiale, ha acquisito oggi il potere della memoria. Ma la memoria è davvero fruttuosa quando viene coltivata scrupolosamente, quando viene condivisa quotidianamente e quando la si rende attuale con i propri comportamenti e i propri pensieri.
Per questo, il lavoro svolto sulla figura del comandante Massimo Tosti dai
ragazzi e dai docenti della Classe I A dell’istituto I.I.S.S. “G. Lombardo Radice”, Indirizzo ITE, ha il grande merito di innestare nel nostro vivere contemporaneo e in quello delle generazioni più giovani che l’istituzione scolastica forma con un lavoro certosino e qualificato, la dimensione del ricordo, attraverso un approfondimento capace di allargare il campo d’analisi su ciò che valorosamente il comandante Tosti fece, rendendo, allo stesso tempo, vivo e prossimo l’esempio che ci ha lasciato in dote e che a tutti noi spetta preservare”.

Queste le parole di riconoscimento del sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, per il lavoro svolto dagli studenti del “Lombardo Radice” nella ricostruzione storica, di grande valore civico, per il recupero della memoria di un servitore dello Stato fattosi strumento di salvezza per tante vite umane innocenti.

https://www.rainews.it/tgr/molise/video/2023/10/massimo-tosti-comandante-carabinieri-ebrei-7e6192c3-2f1a-4f8e-9065-f13649deee5a.html

In allegato una ricostruzione del percorso di approfondimento effettuato dalla classe e l’articolo che riporta la notizia dell’inaugurazione.