Tutti gli articoli di Francesco Rovida

Le Quattro giornate di Napoli insegnano

Progetto didattico-educativo associato alla Sezione “La libertà conquistata” del Concorso nazionale EIP Italia


Si svolgerà martedì 22 ottobre alle ore 17.00 nella Sala Consiliare della pace e della solidarietà (Piazza Dante, 93 – Napoli – Municipalità 2) l’incontro di presentazione di un importante progetto didattico-educativo.

Scrive Francesco Amoretti nell’introduzione: “Le Quattro Giornate di Napoli rappresentano un momento storico fondamentale, simbolo di coraggio e resistenza contro l’oppressione nazifascista. Sebbene negli ultimi si sia dato luogo a un significativo impegno di ricerca e di approfondimento di quell’esperienza che ne ha messo in rilievo il significato in relazione al più ampio processo di liberazione nazionale, ancora molto resta da fare perché essa sia invece, come è giusto che sia, (ri)conosciuta nella sua portata metastorica e, soprattutto, sentita dalle nuove generazioni. Quale sia stato e quale possa essere oggigiorno il valore di quelle giornate di lotta; come venga percepito dai giovani il sacrificio di centinaia di combattenti e la mobilitazione di un popolo, richiede senza dubbio uno sforzo ulteriore di analisi e di comprensione storica ma, soprattutto, merita un’elaborazione e un’azione più incisive sul piano culturale. Le Quattro Giornate insegnano al mondo intero: laddove c’è da conquistare libertà e dignità, laddove lievita il sentimento di ribellione contro un potere violento e dispotico, e si è pronti a gridare BASTA, l’epopea napoletana indica che questo è possibile. Restituisce la speranza a chi non ce l’ha. Il progetto prova a dare una risposta a questa esigenza, intendendo non solo e non tanto contribuire a commemorare quell’esperienza, ma ad attualizzarne il significato anche attraverso linguaggi, forme espressive e supporti tecnologici maggiormente in sintonia con i gusti e le sensibilità dei giovani. Più specificamente, esso si articola in iniziative che, da un lato, valorizzeranno il ricco patrimonio di esperienze realizzate lo scorso anno (1) e, dall’altro, ne amplierà lo spettro innovando sia sul piano dei contenuti che delle modalità/metodologie adottate, anche e soprattutto grazie alla capacità aggregativa e di mobilitazione di risorse, sensibilità e competenze che esso riuscirà ad esprimere e di cui riuscirà ad avvalersi. L’adesione di esponenti del mondo dell’arte e della cultura è un punto di assoluta novità e forza del progetto.
Pur potendo essere indirizzato a una platea di destinatari molto ampia, il progetto è rivolto prevalentemente al mondo della scuola in ogni suo ordine e grado”
.

A parlarne, insieme al Sindaco Gaetano Manfredi, al Presidente della Municipalità 2 Roberto Marino e a rappresentanti di ANPI, importanti studiosi.

Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 150/2024 con entrata in vigore dal 31 ottobre 2024


“Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi (…) così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato” (Lc 1, 1-3). Effettivamente l’approvazione definitiva della cosiddetta “riforma della valutazione” proposta dal Ministro Giuseppe Valditara ha indotto molti a scriverne. In realtà, una certa bulimia nelle dichiarazioni è in corso da molti mesi, dando l’impressione che certi provvedimenti siano ormai pienamente vigenti.

Il tentativo di queste poche righe è quello di fare chiarezza e cercare di comprendere se, cosa e quando ci siano effettivi aggiornamenti da apportare nella documentazione e nella prassi delle singole scuole.

Sul piano contenutistico la Legge 150/2024 interviene su tre argomenti:
– elementi relativi alla valutazione delle studentesse e degli studenti;
– disposizioni sulle sezioni a metodo didattico differenziato;
– misure a tutela dell’autorevolezza e del decoro delle istituzioni e del personale scolastici.
In questo intervento ci occupiamo solo del primo argomento.

Dal punto di vista normativo, si prevedono quattro interventi differenziati.

Modifiche dirette al Decreto legislativo 62/2017
Le seguenti modifiche saranno operative immediatamente, dal momento dell’entrata in vigore della Legge, cioè dal 31 ottobre 2024.
– la valutazione del comportamento nella scuola primaria è espressa collegialmente dai docenti con un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione (conferma la situazione precedente);
– la valutazione del comportamento nella scuola secondaria di I grado è espressa collegialmente dai docenti con un voto in decimi, anche con riferimento allo Statuto delle studentesse e degli studenti (novità);
– nella scuola secondaria di I grado la valutazione del comportamento inferiore a 6 decimi comporta la non ammissione (novità);
– nella scuola secondaria di II grado, nella delibera di assegnazione del credito scolastico, il punteggio più alto nell’ambito della fascia individuata sulla base della media dei voti può essere attribuito solo se il voto di comportamento assegnato è pari o superiore a nove decimi (novità);
– nella scuola secondaria di II grado, ai fini dell’ammissione all’Esame di Stato:
a. nel caso di valutazione del comportamento pari a sei decimi, il consiglio di classe assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da trattare in sede di colloquio (novità);
b. nel caso di valutazione del comportamento inferiore a sei decimi, il consiglio di classe delibera la non ammissione all’esame di Stato (conferma la situazione precedente);
– a decorrere dall’anno scolastico in corso, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti (compreso l’Insegnamento di educazione civica) nella scuola primaria è espressa con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti (novità).
Non vengono però definite le modalità specifiche della valutazione, che sono rimandate ad una specifica Ordinanza del Ministro dell’Istruzione e del Merito.

Modifiche alla valutazione periodica e finale nella scuola primaria
Come abbiamo visto, il DDL introduce una variazione rispetto a quanto previsto dalla OM 172/2020.
Infatti si passa dai “giudizi descrittivi riferiti agli obiettivi definiti nel curricolo di Istituto e correlati a 4 livelli di apprendimento” (in via di prima acquisizione – base – intermedio – avanzato) ai “giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento”.
Le modalità concrete con le quali i giudizi sintetici debbano essere formulati saranno definite con una apposita Ordinanza Ministeriale. Perciò, ad oggi non ci sono elementi giuridicamente fondati per descrivere quale sarà la specifica modalità, né ragioni per intervenire a livello di singola scuola con fantasiose delibere.

Modifiche indirette al DPR 249/1998
“Al fine di ripristinare la cultura del rispetto, di affermare l’autorevolezza dei docenti delle istituzioni scolastiche secondarie di primo e secondo grado del sistema nazionale di istruzione e formazione, di rimettere al centro il principio della responsabilità e di restituire piena serenità al contesto lavorativo degli insegnanti e del personale scolastico, nonché al percorso formativo delle studentesse e degli studenti”, saranno emanati uno o più Regolamenti per riformare le modalità dei provvedimenti disciplinari che comportano l’allontanamento dalla scuola per un periodo non superiore a quindici giorni, nel rispetto di questi principi:
– se l’allontanamento dalla scuola è fino a un massimo di due giorni: è necessario coinvolgere la studentessa e lo studente in attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare;
– se l’allontanamento dalla scuola è superiore a due giorni: lo studente deve essere coinvolto in attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni scolastiche e individuate nell’ambito degli elenchi predisposti dall’amministrazione periferica del Ministero. Tali attività, se deliberate dal consiglio di classe, possono proseguire anche dopo il rientro in classe secondo princìpi di temporaneità, gradualità e proporzionalità.

Modifiche indirette al DPR 122/2009
“Al fine di ripristinare la cultura del rispetto, di affermare l’autorevolezza dei docenti delle istituzioni scolastiche secondarie di primo e secondo grado del sistema nazionale di istruzione e formazione, di rimettere al centro il principio della responsabilità e di restituire piena serenità al contesto lavorativo degli insegnanti e del personale scolastico, nonché al percorso formativo delle studentesse e degli studenti”, saranno emanati uno o più Regolamenti per riformare alcuni aspetti relativi alla attribuzione del voto di comportamento nella secondaria di II grado , nel rispetto di questi principi:
– attribuzione del voto di comportamento inferiore a sei decimi e la conseguente non ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato avvengano anche a fronte di comportamenti che configurano mancanze disciplinari gravi e reiterate, anche con riferimento alle violazioni previste dal regolamento di istituto (specificazione di una situazione già di fatto praticabile attraverso il combinato disposto dei già vigenti DPR 122/2009 e DPR 249/1998);
– in caso di attribuzione del voto di comportamento inferiore a sei decimi in fase di valutazione periodica, svolgimento di attività di approfondimento in materia di cittadinanza attiva e solidale, finalizzate alla comprensione delle ragioni e delle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato tale voto (novità, almeno come indicazione normativa);
– attribuzione di un “maggiore peso al voto di comportamento della studentessa e dello studente nella valutazione complessiva, riferito all’intero anno scolastico, in particolar modo in presenza di atti violenti o di aggressione nei confronti del personale scolastico nonché delle studentesse e degli studenti” (per comprendere se si tratti di una effettiva novità, occorre comprendere come sarà formulato il DPR attuativo);
– in caso di attribuzione del voto di comportamento pari a sei decimi in sede di valutazione finale nelle classi intermedie, il Consiglio di classe sospende il giudizio senza immediato giudizio di ammissione alla classe successiva e assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale; in sede di integrazione dello scrutinio finale, l’elaborato critico deve essere valutato dal Consiglio di classe con le seguenti possibili conseguenze:
a. ammissione alla classe successiva in caso di valutazione positiva;
b. non ammissione alla classe successiva in caso di mancata presentazione dell’elaborato prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo o di valutazione non sufficiente.
– attribuzione del voto in decimi per la valutazione periodica e per quella finale degli apprendimenti in tutte le discipline (per comprendere se si tratti di una effettiva novità, occorre comprendere come sarà formulato il DPR attuativo).

Cosa devono fare le singole Istituzioni scolastiche?
Senza entrare nel merito di riflessioni pedagogiche, docimologiche e didattiche (oltre che giuridiche sul ruolo dell’autonomia scolastica), indichiamo i passaggi in ordine cronologico:
con l’entrata in vigore della Legge 150/2024, cioè dal 31 ottobre 2024, è necessario aggiornare i documenti di Istituto, con apposite delibere degli Organi collegiali, e informare studenti e famiglie sui seguenti aspetti:
a. scuola secondaria di I grado: valutazione del comportamento in decimi, e conseguenze relative al voto inferiore a 6;
b. scuola secondaria di II grado: modalità di attribuzione del credito scolastico e conseguenze di un voto di comportamento uguale a 6 per l’ammissione all’Esame di Stato;
nel momento di pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale (tempi prevedibili entro la scadenza della valutazione periodica) relativa alle modalità della valutazione periodica e finale nella scuola primaria, sarà necessario aggiornare i documenti di Istituto, con apposite delibere degli Organi collegiali, e aggiornare studenti e famiglie sui relativi contenuti;
nel momento di pubblicazione dei regolamenti attuativi dei provvedimenti di modifica ai DPR 249/1998 e 122/2009 (tempi prevedibili sulla base dell’iter normativo anche di oltre sei mesi) sarà necessario aggiornare i documenti di Istituto, con apposite delibere degli Organi collegiali, e aggiornare studenti e famiglie sui relativi contenuti.

Poesia come pace

In occasione della Cerimonia di premiazione del 52esimo Concorso Nazionale una nuova pubblicazione dell’Antologia promossa da EIP Italia


Esce in questi giorni il XXXIV volume della Collana di poesia giovane “Poesia come pace”, pubblicata a cura di EIP Italia Scuola strumento di pace come raccolta delle composizioni presentate nell’ambito del “Premio Poesia Giovane Michele Cossu e Valerio Castiello” e della manifestazione “Tamburi per la pace”.

Così Anna Paola Tantucci introduce il significato della raccolta: “Nel nostro tempo dominato dalla tecnologia e che si dipana con un ritmo sempre più affrettato c’è posto ancora per la poesia? E, soprattutto, i giovani sentono la necessità di esprimersi con il linguaggio dei versi? La poesia, nata con la musica e per accompagnarsi ad essa, fatta originariamente per la voce e per essere recitata in pubblico, viene idealmente separata dalla letteratura e posta, paradossalmente, in posizione antitetica.
In tutte le poesie dei giovani il presente è la premessa necessaria. Stretto fra il passato e il futuro, il presente non ha luogo né estensione, il suo darsi è labile, provvisorio e consiste nel volgersi al ricordo di ciò che è stato e nell’attesa di ciò che sarà.

Il presente è un limite, un intervallo privo di consistenza e di durata, è un tempo senza tempo.
L’essenza del testo poetico può essere pensata come esigenza di un mutamento e la speranza dell’avverarsi di ciò che hanno temuto di perdere. Nulla più della poesia inscrive il ricordo e proietta l’attesa. Nulla più della poesia ha gli occhi puntati sul passato e guarda con timore e con insistenza intrepida al futuro”.

80 poesie scritte da studenti di scuole di molte regioni d’Italia, con una sezione specifica, intitolata “La voce libera”, realizzata in progetti di laboratorio poetica presso gli Istituti Penali per Minorenni di Catania, Bari e Pontremoli in collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

Le poesie degli studenti sono introdotte da una sezione di poeti del ‘900 e classici.

La raccolta sarà donata alle scuole partecipanti alla Cerimonia di premiazione del 52esimo Concorso Nazionale che si svolgerà il 30 ottobre presso l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II” di Roma.

E può essere acquistata anche online al seguente link:
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TRA I BANCHI DI SCUOLA SBOCCIA LA LIBERTÀ

I giovani e le Quattro Giornate di Napoli


Nella sala della V Municipalità di Napoli dedicata a Silvia Ruotolo, vittima della camorra, si è svolta il 1° Ottobre una manifestazione dedicata alle Quattro Giornate.  Invitata come rappresentante dell’Associazione EIP Italia (Scuola Strumento di Pace), ho aperto il mio intervento ripercorrendo i momenti cruciali della genesi della nostra associazione, le ragioni che portarono l’imprenditore francese Jacques Mulethaler  nel 1957 a fondarla, le finalità che, da allora, essa persegue con determinazione. Denunciare sempre gli orrori delle guerre e creare le condizioni perché, anche e soprattutto quando le guerre infuriano, si possa costruire la pace: l’EIP si impegna soprattutto su questo terreno.  La centralità assunta dall’educazione e dal mondo della scuola, nonché il ruolo cruciale di un pedagogista del calibro di Jean Piaget, nasce dalla consapevolezza che è in questi luoghi che si formano le coscienze dei bambini e dei giovani, protagonisti della società futura. La definizione dei Principi Universali di Educazione Civica è alla base del progetto costitutivo dell’associazione tant’è che il fine statutario dell’EIP è proprio quello di diffondere nel mondo la conoscenza di quei princìpi: salvaguardia dei diritti umani, cittadinanza democratica, intercultura, difesa dell’ambiente e, soprattutto, costruzione della pace. Istituita nel 1972 a Roma, la sede italiana ha dato vita a una rete di scuole di ogni ordine e grado, diffusa sul territorio nazionale, che coinvolge centinaia di realtà regionali e cittadine, grazie soprattutto all’impegno di docenti che con passione rendono partecipi migliaia di ragazze e ragazzi. Tra i punti di forza di queste attività va ricordato il Concorso nazionale, che, rivolto a diversi ambiti disciplinari, mira a valorizzare e premiare le buone pratiche realizzate nel mondo della scuola. 

Da quanto detto, si comprende come sia stato naturale l’incontro, e poi la collaborazione, tra l’EIP e l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani italiani). La comunanza di intenti e la condivisione dei valori costituzionali hanno fatto sì che da oltre un decennio le due associazioni lavorassero 

insieme nel mondo della scuola. A consolidare tale collaborazione, in occasione dell’Ottantesimo anniversario, su iniziativa della sezione Campania, è stato istituito un premio dedicato alla Memoria delle Quattro Giornate e all’ultimo partigiano, Antonio Amoretti.  Una esperienza memorabile quella della celebrazione dell’Ottantesimo, soprattutto se rivissuta attraverso gli occhi dei tantissimi giovani che vi hanno partecipato entusiasti, facendo vivere alla nostra città una delle più belle pagine di scuola degli ultimi anni. L’impegno profuso da tanti operatori del mondo della scuola, dirigenti, docenti, famiglie a fianco di ragazzi e ragazze di tutte le età, dimostra quanto vivo sia ancora oggi il senso di appartenenza ad una storia che ci rende orgogliosi del nostro passato, ma anche responsabili per il nostro futuro. Gran parte di queste esperienze è stata da me raccolta nel dossier “80° anniversario delle Quattro Giornate, Le Scuole in Primo Piano”, volto a documentarle e a valorizzarle.

Si colloca in questo contesto la proposta di dar vita a una serie di attività progettuali finalizzate al coinvolgimento degli studenti stranieri, sempre più numerosi nelle nostre scuole e nei centri di formazione, solitamente estranei a iniziative incentrate sulla valorizzazione della memoria locale e nazionale. La conoscenza e la consapevolezza dell’esperienza delle “Quattro Giornate” potrebbe costituire, quindi, un’importante occasione per favorire o rafforzare i processi di integrazione sociale e culturale di questi giovani. Questa finalità potrà essere perseguita con maggiore efficacia se si avrà la capacità di far sentire a ciascuno di loro il significato profondo e universale di quelle giornate di lotta – difesa dei diritti e della dignità dei popoli ovunque vi sia oppressione, ovunque vengano negati e offesi – utilizzando forme di comunicazione/linguaggi a loro più consoni, o in cui possano più facilmente riconoscersi, come il linguaggio musicale e cinematografico. In una fase storica caratterizzata dall’affermarsi di sentimenti xenofobi e da politiche anti-immigrazione, in Europa e nel mondo, l’auspicio è che le parole chiave del nostro lessico – accoglienza, inclusione, integrazione, intercultura – ispirino con più vigore di prima i futuri progetti e le azioni che permetteranno di realizzarli.

Elvira D’Angelo
Referente EIP Italia – sez. Campania

Orientamento & Scuola

Quarto volume della collana SCHOLA, nata dalla collaborazione tra Ulrico Hoepli Editore e EIP Italia


Il testo propone una visione globale dell’orientamento che coinvolge studentesse e studenti fin dai primi anni di scuola, un percorso lungo che accompagna l’attraversamento di tre mondi: la conoscenza di sé (il Mondo dell’espressività), la conoscenza del mondo (il Mondo del possibile) e la sintesi (il Mondo del fattibile), le scelte consapevoli, come sanno dire di loro nel mondo.
Per compiere questo percorso il libro si propone di sostenere e agevolare la progettualità delle scuole attraverso 40 schede operative: ogni scheda descrive il tema, le possibili attività da mettere in atto e la rilevanza orientativa.
Obiettivo dell’opera è mettere al centro la naturale vocazione orientativa della scuola che sa e può far accadere il futuro. In questa prospettiva tutte le discipline concorrono alla conquista della conoscenza che svela il valore della transdisciplinarità: uno spazio e un tempo qualitativo dove si creano relazioni forti tra saperi per lo sviluppo della capacità di pensare e pensarsi per un orientamento maturo.

Paola Parente da più di 25 anni progetta e realizza percorsi di orientamento per la valorizzazione delle risorse personali e professionali. Presidente di QUIDD, Associazione per la diffusione della cultura orientativa. Ha pubblicato Orientamento. Educare alla complessità per costruire il futuro (Hoepli, 2022).

Il volume è disponibile da ottobre 2024

La luce della memoria delle discipline umanistiche e la scienza

Vs la woke. La questione del liceo unico


Se la poesia è fare del linguaggio la rete che contiene il Mondo; se dipingere è infiammarsi della visualità fino ad astrarla; se la musica è la conquista magica dei suoni nella loro distribuzione, tutto questo è humanitas. E per essa si intende  l’emergere dell’uomo dalla sua animalità.

Humanitas come fulgore di spiritualità, come riconoscimento del breve e passeggero nell’universale. L’humanitas si sprigiona dalle arti e  nell’ascoltare il pensiero del mondo con il suo arrampicarsi nei millenni alla ricerca di estrapolare la verità. E’ lo slanciarsi nel tempo, immergersi nel passato, interrogare il futuro, nuotare nel presente senza essere sommersi dalle sue onde. Ed è incontrare in questo oceano di ignoto, che opprime la tragicità della condizione umana, la scienza che vola come mitico cavallo alato nel cuore cosmico.

Come si conquista l’humanitas? Certamente con lo studio delle humanae litterae: letterature, storia, filosofia e arti. Esse sono memoria pura che va filtrata, ravvivata dall’impulso verso il nuovo, dall’entusiasmo della scienza. La fusione dei saperi  rappresentò l’esaltazione dell’uomo rinascimentale.

Per uscire dalla deriva dell’Occidente sempre più bombardato dalla barbarie,  sempre più impacciato nel capire la sua via è necessario fornire ai giovani la maggiorata possibilità – se se la sentono – di affrontare studi integrati. Questo, in Italia, si ottiene fondendo il liceo classico con quello scientifico, il che  significa liceo unico da attivare con materie obbligatorie comuni, materie opzionali ( che ogni allievo potrà scegliere nel ventaglio proposto) e comunque l’opzione di frequentare il livello standard delle discipline o  il livello più alto di approfondimento.

Non diversamente opera l’International Baccalaureate. Ovvio il diploma sarà distinto sui percorsi scelti.

L’amore per il sapere necessita per esprimersi del ventaglio dei modi in cui esso si manifesta. La cultura umanistica che favorisce il riconoscimento dei valori, il disprezzo del vacuo e del futile, dei falsi idoli e che serve ad accrescere la qualità dell’ animo/ mente del singolo e, per estensione e proiezione, della comunità in cui i singoli sono immessi, deve irrorare il percorso di questo liceo. Si tratta di educazione all’autodeterminazione, alla libertà di pensiero, al rispetto che la società esige. E’ un bagno di ‘intelligenza’ nel senso proprio del termine che significa ‘comprensione’, in ogni singolo caso e in toto.

La woke (leggi: cancel culture), in quanto uccide la memoria è confrontabile con le rovine cosmiche che abbattono ere e continenti.

L’uomo senza memoria (che include anche quella degli errori commessi, ai fini di non ripeterli) torna ad essere il balbettante delle caverne, l’animale setoloso primitivo: saetigeris… pares subus silvestria membra/ nu<da> dabant terrae, nocturno tempore captiLucrezio (simili a setolosi cinghiali sorpresi dalla  notte nudi stendevano a terra le selvagge membra).

L’ipnosi che la woke vuole indurre nel mondo occidentale è una manipolazione nazista (dei padroni dei mercati e delle comunicazioni che  rende schiava con la politica la stessa etica), tanto più in forma ingigantita delle stesse Bücherverbrennungen, roghi di libri organizzati nel 1939 dalla Germania, con cui il nazismo intendeva annullare ogni ideologia che non fosse quella del terzo Reich.

Perché bisogna percorrere le vie della cultura, dense di stimoli, di avvertimenti, che la memoria offre? Non solo per il conforto di ogni vita vissuta che specchia la nostra, non solo per il fine in sé del velo della realtà squarciato dalle scienze ma perché ci offre il solo percorso che ci chiama fuori dall’esistenza umana ancora tarlata dalle lotte, dal corpo a corpo dei primitivi animali che ancestralmente siamo stati.

La scienza ci regalò il tempo e lo spazio numerus, res cum ad vitam necessaria tum una inmutabilis et aeterna; quae prima inpulit etiam, ut suspiceremus in caelum, nec frustra siderum motus intueremur dinumerationibusque noctum ac die<rum> …, Cicerone (il numero, cosa tanto necessaria alla vita quotidiana, quanto cosa sola immutabile ed eterna che per prima ci spinse a guardare il cielo e a non osservare invano  il moto delle costellazioni e con il calcolo delle notti e dei giorni…), le erbe riconosciute curarono le ferite, le febbri, la scrittura (antichi disegni) assolse il compito di fare memoria e di confessare lo sgomento dell’uomo che si scopre solo nell’Universo.: le silence éternel de ces espaces infinis m’effrayePascal; io sempre l’una e l’altra mano / getto a una rupe, un albero a uno stelo/ a un filo d’erba per l’orror del vanPascoli.

A questo sgomento  per converso l’uomo reagisce e scoprì  il suo piccolo nido pueri…parentum/ blanditiis facile ingenium fregere superbumLucrezio (i bambini piegarono facilmente con le loro tenerezze la dura natura dei padri), e provò il sentimento di ‘ amicizia’ (in altra casa filosofica sarà solo e più intensamente vero e proprio afflato che ignora anche l’ ‘utile’ ) nei confronti degli altri tunc et amicitiem coeperunt iungere aventes finitimi inter se nec laedere nec violari (Lucrezio (allora i vicini cominciarono anche a stringere amicizia tra loro con il desiderio di non portare  e di non soffrire violenza) . La ‘concordia’ genera la società .

Rivederci dall’inizio significa acquisire la consapevolezza del lunghissimo, travagliato cammino della nostra storia e quella di conseguenza di dover spazzare via la leggerezza della passività di fronte a quanto si arma contro noi occidentali per far deflagrare le nostre mura, i nostri valori raggiunti, compreso quello stesso del rapporto di ‘amicizia’ che tiene conto del diritto che ogni collettività si dà, ma riconosce certamente la ‘legge non scritta’ che l’humanitas ( faro della nostra cultura ) ha dettato.

Emanuela Andreoni Fontecedro
Già Prof ordinario di Letteratura Latina Università Roma Tre

pubblicato il 5 settembre 2024 in:
https://www.lettera150.it/2024/09/05/la-luce-della-memoria-delle-discipline-umanistiche-e-la-scienza/?fbclid=IwY2xjawFbgTVleHRuA2FlbQIxMAABHeanBKNAC6noid9Ovh4KOe12Y__SXINjkZU0FBwtgdTy-mLMJsAVwsM9DQ_aem_VBoRVxCuHD_VCSddLL9uiw

Riscoprire l’insegnamento: una lettura per chi non vuole perdere la speranza

Verso la Giornata Mondiale degli insegnanti UNESCO


In un panorama educativo sempre più riferito ad una cultura dell’apprendimento quantificabile e misurabile, Gert J.J. Biesta, con il suo libro Riscoprire l’insegnamento (Raffaello Cortina, 2022), ha lanciato una sfida audace e necessaria.

Partendo dalla constatazione che “l’insegnamento conta”, l’autore sottolinea che due fattori hanno messo in discussione il ruolo dell’insegnamento.
Il primo è il passaggio culturale dalla logica dell’educazione a quella del mero apprendimento, con la metafora dell’ insegnante come facilitatore;
Il secondo è la concezione dell’insegnamento come “controllo”, emergente nella definizione di precisi e specifici risultati di apprendimento.

Biesta invita a riconsiderare il ruolo fondamentale dell’insegnamento, riportandolo al centro del dibattito pedagogico, suggerendo che l’azione educativa in ambito scolastico va oltre la semplice trasmissione di conoscenze.
Mette in discussione l’idea, ormai diffusa, che l’insegnamento sia subordinato all’apprendimento, una visione che ha portato alla “learnification” dell’educazione, interpretandola e, forse, riducendola a una serie di performance misurabili.
L’autore propone invece una visione ampia e profonda dell’insegnamento, legandolo non solo all’istruzione, ma soprattutto all’educazione.
Insegnare, per Biesta, è un compito educativo che mira a “rendere possibile l’esistenza adulta di un altro essere umano nel e con il mondo”. Una visione etica ed esistenziale dell’insegnamento che può allearsi con la descrizione della “funzione docente” presente nel CCNL 2019-2021, che sottolinea l’importanza dello “sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni”.

Il lavoro educativo si realizza attraverso tre principi fondativi:
– interruzione, intesa come richiesta di superamento dell’assoggettamento ai desideri, per diventarne soggetto;
– sospensione, come opportunità di contatto con i propri desideri, per renderli visibili e percepibili;
– sostentamento, attraverso il quale l’educatore si impegna a dare forma all’esperienza della resistenza, in modo che possa diventare possibilità reale di vivere il mondo nella sua alterità e integrità.

Quindi, l’insegnamento esce dalla logica di un “atto di controllo” come esercizio del potere verso un oggetto e diviene evento che interpella la soggettività. E’ un atto che “mette al mondo”, che aiuta ad uscire da sé stessi, interrompe i bisogni egoistici, libera dall’essere legati o determinati dai desideri.
Un insegnamento che supera l’autoritarsimo non andando nella logica della totale autonomia dello studente, ma stabilendo un rapporto completamente diverso, in cui l’autorità è autorizzata ad essere autore, cioè soggetto che mi interpella.
Si configura un approccio non egologico dell’insegnamento, che non mira a rafforzare l’Io, ma a interrompere l’oggetto-io, a volgerlo verso il mondo in modo che possa diventare oggetto-sé.

Un altro punto cruciale del libro è l’enfasi sul dissenso. Biesta, riprendendo e superando in modo critico le teorie di Freire e Rancière, propone una visione dell’emancipazione non legata a specifiche strategie didattiche, ma a un atteggiamento pedagogico di fiducia nelle potenzialità dello studente. Questo atteggiamento, che si traduce nel rifiuto di accettare la dichiarazione di incapacità da parte dello studente e nell’incoraggiarlo a superare i propri limiti.

L’autore, facendo riferimento alla filosofia di Lévinas, sottolinea l’importanza del rapporto con l’altro e della responsabilità nei suoi confronti. L’insegnamento, in questa prospettiva, diventa un incontro etico con l’alterità dello studente che entra in gioco quando non è possibile calcolare con sicurezza cosa accadrà.
Dare fiducia è un atto rischioso che mette in gioco la soggettività dello studente.

Il libro di Biesta solleva interrogativi cruciali sul senso dell’educazione e dell’istruzione, mettendo in discussione l’attuale egemonia della misurabilità e della performance. L’autore ci invita a riscoprire l’insegnamento come un’avventura etica ed esistenziale, un incontro con l’altro che richiede responsabilità, fiducia e un profondo rispetto per la sua unicità. In questo senso, il volume rappresenta una lettura imprescindibile per tutti gli insegnanti che desiderano ripensare il proprio ruolo alla luce di una visione più ampia e umanistica dell’educazione.

Inoltre, il libro sottolinea l’importanza della formazione iniziale come base per lo sviluppo di un insegnamento inclusivo. Biesta evidenzia come la formazione iniziale debba fornire ai futuri docenti non solo le competenze disciplinari, ma anche quelle psicopedagogiche, metodologico-didattiche e relazionali necessarie per affrontare le sfide di un’educazione inclusiva. Questa visione si allinea con quanto espresso nel Profilo dei Docenti Inclusivi e nel CCNL, che sottolineano l’importanza della formazione continua e dell’aggiornamento professionale per garantire un insegnamento di qualità e rispondere alle diverse esigenze degli studenti.

Riscoprire l’insegnamento è un invito a riflettere sul senso profondo della professione docente, a riconsiderare il ruolo dell’insegnante non solo come trasmettitore di conoscenze, ma come strumento per consentire l’emancipazione e dello sviluppo integrale della persona.

Il cammino esemplare di una donna del ‘900

Il 30 settembre presso Palazzo Valentini a Roma, il ricordo di Lina Lo Giudice Sergi


Lina Lo Giudice Sergi, giurista, sociologa e psicologa sociale, è stata amica, animatrice e collaboratrice della nostra Associazione.
Ha vissuto una importante carriera professionale al servizio delle Istituzioni, che l’ha vista protagonista come Consigliere e Provveditore agli studi ad Enna, Roma e Terni, come Ispettore generale e Direttore generale al Ministero della Pubblica Istruzione e come Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria.
Presidente dell’Accademia Italiana di Poesia, è stata fondatrice del Premio Letterario Internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci” e del Certamen Latinum “Vittorio Tantucci” a Roma e dei Certamina “Taciteum” a Terni e “Propertianum” ad Assisi.
Collaboratrice di numerose riviste di cultura e pedagogia, docente presso Istituti universitari e l’Accademia nazionale di Danza, è stata animatrice appassionata di progetti culturali di letteratura, musica, cinema e teatro.
La sua vita è stata espressione di entusiasmo e passione nel cammino della conoscenza, forte e costante sentimento dell’amicizia, impegno civile, chiaro e onesto e fede incrollabile nella Scuola e nell’Università come strumenti di cultura, che conducono alla pace e alla promozione dei diritti per l’intera umanità.

Il prossimo lunedì 30 settembre E.I.P. Italia Scuola strumento di pace ETS e Accademia italiana di poesia, con il patrocinio di Roma Capitale e Città Metropolitana di Roma Capitale, nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’Accordo di programma con Università LUMSA, organizzano un incontro dal suggestivo titolo Il cammino esemplare di una donna del ‘900.

Alle ore 9.45 sono previsti i saluti ufficiali da parte del rappresentante di Città Metropolitana di Roma Capitale, di Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale e Francesco Bonini, Rettore Università LUMSA di Roma.
Dalle ore 10.00 gli interventi del poeta e scrittore Elio Pecora su La fiducia nella poesia e il profilo di Lina Lo Giudice Sergi tratteggiato da Anna Paola Tantucci, presidente nazionale di EIP Italia.
A seguire, le tematiche costitutive dell’azione di Lina saranno esplorate da Franco Ferrarotti, professore emerito di Sociologia Università La Sapienza di Roma, Roberto Giuliani, musicologo già Direttore del Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, Piergiorgio Parroni, professore emerito di Filologia classica Università La Sapienza di Roma, Giampiero Ravagnan, professore emerito di Microbiologia Università Ca’ Foscari di Venezia e Anna Maria Vanalesti, scrittrice.

La mattinata prevede anche un interludio musicale per flauto, a cura del Conservatorio di Musica Santa Cecilia e letture di Anna Teresa Eugeni, attrice e scrittrice, oltre a brevi testimonianze di amici e colleghi.
Saranno presenti studenti e docenti degli Istituti scolastici di Roma che Lina Lo Giudice Sergi ha premiato in Concorsi e Certamina


Qui è possibile visionare i video degli interventi


Alcune immagini di Lina Lo Giudice Sergi in questi anni di partecipazione
alla vita sociale e culturale di EIP Italia


Buon inizio dell’anno scolastico


“L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che siano capaci di fare cose nuove e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto”
(Jean Piaget, Fondateur de l’Ecole Instrument de Paix Internationale – Genève, 1968)

Alle comunità educanti
Agli studenti

Carissimi,

in questi giorni nelle diverse scuole autonome un nuovo anno scolastico inizia, portando con sé un’ondata di energia, curiosità e opportunità. 
Il percorso che si avvia è accompagnato da elementi di novità, alcuni dei quali ancora in via di definizione.

Da pochi giorni il Decreto Ministeriale 183/2024 ha introdotto le rinnovate Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, elemento portante per la crescita di tutti i cittadini.
Oltre 170 Istituti scolastici, da questo mese stanno avviando i percorsi rinnovati della “filiera tecnica-professionale”, come previste dalla Legge 121/2024.
Prosegue, grazie all’azione di dirigenti, docenti e personale ATA, l’attuazione del “Piano Scuola 4.0”, che sta consentendo la realizzazione di ambienti di apprendimento rinnovati e funzionali alle attività educative.
Pur con qualche intoppo, si stanno avviando le rinnovate procedure di reclutamento dei docenti, come anche le azioni di formazione e aggiornamento, in attesa di una più visibile azione della Scuola di alta formazione dell’istruzione.
Inoltre, tutto il personale scolastico avvia l’anno scolastico sulla base di rinnovate norme contrattuali che dovrebbero, almeno ce lo auguriamo, contemperare al meglio il diritto del lavoro con quello all’apprendimento.
Con non poca curiosità è atteso il percorso partecipato di revisione delle Indicazioni nazionali, annunciato in diverse occasioni.

La scuola e il suo inizio costituiscono un punto di riferimento vivo per le nostre comunità, semplicemente perché la scuola riguarda tutti, intreccia passato, presente e futuro e rappresenta pienamente la nostra vita.
Auguro a tutti voi un anno ricco di scoperte, creatività e crescita personale.
Ai dirigenti, custodi principali del significato dell’educazione nella scuola, auguro pazienza e tenacia, perché possano coniugare i molteplici compiti e responsabilità con la gestione manageriale, la capacità amministrativa e l’esercizio di una leadership educativa attenta alle persone, quella che per EIP è la “dirigenza umanistica”.
Ai docenti, che con passione e dedizione guidano i nostri giovani verso il futuro, auguro di trovare sempre nuovi modi per accendere la scintilla dell’apprendimento, per incoraggiare il pensiero critico e la partecipazione alla vita sociale.
Agli studenti, che si affacciano a questo nuovo anno con entusiasmo e aspettative, auguro di abbracciare ogni sfida come un’opportunità per imparare, di coltivare la curiosità e di non aver paura di esplorare nuovi orizzonti. Siate protagonisti del vostro percorso educativo, siate creativi, siate coraggiosi!

Con l’augurio che tra le “cose nuove” che le generazioni future siano in grado di fare possa esistere la realizzazione effettiva di quella Bibbia laica che è la nostra Costituzione e di quei diritti umani che la voce di Martin Luther King sognava oltre 60 anni fa.

Buon anno scolastico!

Anna Paola Tantucci
Presidente EIP Italia ETS

Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci”

Dodicesima edizione del Concorso per scrittori e studenti promossa da EIP Italia


Articolo 1 – Il Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci” si articola nelle seguenti sezioni:
a. poesia – b. narrativa e saggistica – c. traduzione – d. sceneggiatura cinematografica

Sono ammesse opere di autori, pubblicate entro la data di scadenza, su temi coerenti con le finalità del Premio, ispirato ai valori che hanno animato la vita e l’opera di Eugenia Bruzzi Tantucci: “Storia, Ambiente e Società”.

E’ ammessa la partecipazione ad una sola sezione. Il Premio sarà assegnato ad una sola opera, scelta a insindacabile giudizio della Giuria, tra quelle che hanno presentato la propria candidatura per una qualsiasi delle diverse sezioni.

Articolo 2 – Il candidato deve inviare la propria opera in cinque copie, di cui una deve contenere i seguenti dati: cognome e nome, luogo e data di nascita, indirizzo completo, numero telefonico, eventuale fax, indirizzo e-mail e firma per esteso. L’invio, mediante raccomandata r/r, deve avvenire entro e non oltre il 10 novembre 2024 al seguente indirizzo: Segreteria del Premio Letterario “Eugenia Bruzzi Tantucci” – Via Edoardo Maragliano 26 – 00151 Roma.

Articolo 3 – Al vincitore saranno assegnati un premio in denaro di € 1.000,00 e un’opera creata ad hoc da un artista contemporaneo. L’opera del vincitore, a discrezione della Giuria, sarà presentata al pubblico a cura dell’organizzazione del Premio. A ciascun finalista verrà rilasciato un diploma di partecipazione.

Articolo 4 – Il Premio prevede una “Sezione speciale per studenti delle scuole secondarie di II grado”, per opere edite o inedite di poesia, narrativa e saggistica elaborate da singoli studenti e/o gruppi di studenti, sugli stessi temi indicati nell’articolo 1, anche con riferimento agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030. L’invio dell’opera deve essere fatto esclusivamente dalla scuola (non sono ammesse opere inviate privatamente da studenti) e ogni scuola può partecipare con una sola opera, scelta con criteri autonomi. Modalità di invio e scadenza sono quelli indicati nell’articolo 2

Alla scuola vincitrice, scelta in modo insindacabile dalla Giuria, sarà assegnato un premio in denaro di € 300,00.

Articolo 5 – La cerimonia di premiazione avrà luogo a Roma, presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA (Borgo Sant’Angelo 13), il giorno sabato 14 dicembre 2024 alle ore 9.30. I dettagli saranno comunicati tramite i siti web dell’organizzazione.

Articolo 6 – I premi dovranno essere ritirati personalmente dagli interessati. I premiati saranno avvertiti mediante comunicazione personale all’indirizzo e-mail indicato dal candidato stesso e, per la sezione speciale per studenti, all’indirizzo e-mail istituzionale. L’invito alla cerimonia di premiazione non dà diritto al rimborso spese.

Articolo 7 – La Giuria è composta da Elio Pecora (Presidente), Antonio Augenti, Pino Colizzi, Roberto Vacca, Anna Paola Tantucci e dai vincitori delle precedenti edizioni Giovanna Napolitano, Rita El Khayat, Paolo Conti, Giovanni Floris, Giuliano Montaldo, Giovanna Motta, Giovanni Grasso, Pupi Avati.