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Navigare il PEI (con successo!) verso la fine dell’anno scolastico

Pubblicati i materiali e la registrazione del webinar proposto da EIP Italia


La fine dell’anno scolastico è una fase delicata e strategica per la gestione della progettazione inclusiva per gli studenti con disabilità, che va a cogliere il frutto del lavoro dell’intero anno scolastico.

Gestione degli scrutini, preparazione delle prove per gli Esami di Stato, verifica conclusiva del PEI e valutazione dell’inclusività di Istituto sono stati al centro di un webinar che EIP Italia ha proposto il giorno 8 maggio, con il contributo di Anna Paola Tantucci e Francesco Rovida.

Pubblichiamo la registrazione degli interventi e i materiali utilizzati, nella speranza che possano essere un utile servizio per gestire con attenzione le ultime fasi dell’anno scolastico.



Giornata dell’Europa – 9 maggio

Un pensiero dalle poesie del nostro Concorso


La Giornata dell’Europa, che si svolge ogni anno il 9 maggio, celebra la pace e l’unità in Europa.
La data segna l’anniversario della “dichiarazione Schuman”, una storica proposta presentata nel 1950 dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman che ha gettato le basi della cooperazione europea. La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione europea.

La Giornata dell’Europa 2025 è un’occasione speciale perché ricorrono i 75 anni dalla dichiarazione Schuman.
Scopri la storia delle sue idee visionarie e il modo in cui ci hanno aiutato a creare l’UE come la conosciamo oggi.


L’Italia che cresce è quella sostenibile

Con la transizione ecologica e digitale il Pil a +1,1% nel 2035 e a +8,4% nel 2050


In apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile a Milano, la presentazione del “Rapporto di Primavera 2025” dell’ASviS con gli scenari per il futuro dell’economia italiana. Con la Net Zero Transformation evidenti i benefici economici. L’ASviS chiede con urgenza un Piano di Accelerazione della transizione. Milano, 7 maggio 2025. Un Pil più alto dell’1,1% nel 2035 e dell’8,4% nel 2050, rispetto allo scenario base, con dinamiche positive per l’industria, l’agricoltura e i servizi, disoccupazione più bassa, riduzione del debito pubblico, nonostante l’aumento degli investimenti: sono solo alcuni degli effetti positivi per l’Italia se si decidesse di accelerare la transizione ecologica e digitale. È questo il quadro che emerge dal “Rapporto di Primavera 2025” dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS (ASviS), presentato oggi a Milano all’evento inaugurale del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025, all’Auditorium del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Il Rapporto, dal titolo “Scenari per l’Italia al 2035 e al 2050. Il falso dilemma tra competitività e sostenibilità”, realizzato in collaborazione con Oxford Economics e contenente, per la prima volta, anche dati per i diversi comparti economici, dimostra che nello scenario Net Zero Transformation il sistema produttivo nazionale potrebbe registrare benefici già al 2035, con il Pil che potrebbe essere superiore dell’1,1% rispetto a quello dello scenario di base e il tasso di disoccupazione inferiore di 0,7 punti percentuali. Il trend positivo continuerebbe successivamente e nel 2050 il Pil sarebbe superiore dell’8,4% a quello tendenziale, grazie al rallentamento del riscaldamento globale, all’innovazione e all’aumento dell’efficienza energetica, che contribuirebbero anche a ridurre la spesa per i danni ambientali e ad aumentare le entrate fiscali. In questo modo, nonostante l’aumento degli investimenti pubblici, si registrerebbe anche un miglioramento del rapporto debito pubblico/Pil rispetto allo scenario di base. “È a questo scenario virtuoso che dobbiamo guardare, rispetto agli altri tre analizzati (Net Zero, Transizione Tardiva, Catastrofe Climatica) – ha sottolineato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS. – Dobbiamo accelerare la transizione, non rallentarla, e sostenerla con investimenti innovativi a tutto campo, perché questo produrrebbe risultati positivi per tutti i settori sia al 2035, sia al 2050, con l’ovvia eccezione dell’estrazione e della produzione di combustibili fossili: rispetto allo scenario di base, il valore aggiunto della manifattura resterebbe invariato nel 2035, ma crescerebbe del 9,3% nel 2050; quello dei servizi aumenterebbe dello 0,5% nel 2035 e del 5,9% nel 2050; quello delle costruzioni del 6,9% e del 18,2%; quello dell’agricoltura resterebbe stabile nel 2035, ma crescerebbe del 7,1% nel 2050; quello delle utilities del 13,9% nel 2035 e del 52,6% nel 2050 (con la ricomposizione a favore della generazione e distribuzione di energia elettrica da rinnovabili)”. In termini aggregati, il comparto industriale vedrebbe il valore aggiunto aumentare dell’1,7% nel 2035 e del 14,9% nel 2050, un valore maggiore di quello che sperimenterebbe la Germania nello stesso periodo. Anche per i servizi si registrerebbe un risultato complessivamente positivo, visto che essi presentano una bassa intensità energetica, che li rende più protetti dai costi della transizione energetica e dalla debolezza della spesa dei consumatori. “La sostenibilità è una leva strategica per rafforzare il sistema produttivo e sociale del nostro Paese ed è sbagliato pensare che ci sia contrapposizione tra sostenibilità e competitività – ha commentato Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS – Come dimostrano le simulazioni condotte con Oxford Economics, l’inazione ha costi crescenti, mentre investire nella sostenibilità conviene, perché aumenta la redditività delle imprese e genera benessere sociale”. Gli studi, già disponibili e citati nel Rapporto, dimostrano che le imprese italiane che investono in sostenibilità aumentano la produttività, la competitività e la solidità finanziaria. Ad esempio, se il 34,5% delle PMI e il 73,8% delle grandi imprese sono già impegnate in attività di tutela ambientale, quelle manifatturiere sostenibili registrano una produttività più alta del 5-8% rispetto alle altre. Quasi il 50% delle imprese italiane ha adottato almeno una pratica di economia circolare con risultati finanziari migliori, maggiori investimenti e minore indebitamento. Il 92% delle imprese familiari e l’89% delle non familiari riconosce che integrare la sostenibilità nel business porta benefici, a partire dalla reputazione e fiducia nel brand: per questo è tra gli obiettivi prioritari dei prossimi tre anni. A livello globale, tuttavia, il contesto si complica, come mostrato nel primo capitolo del Rapporto: la crisi del multilateralismo, la disinformazione e il ritorno dei nazionalismi minacciano gli sforzi collettivi per affrontare le grandi sfide comuni, compresa quella climatica e quella sociale. L’Italia e l’Europa sono ad un bivio storico: continuare con interventi timidi o scegliere di guidare la trasformazione con scelte coraggiose e sistemiche. Anche alla luce dell’analisi delle politiche pubbliche condotte nel 2024, dello stato del PNRR e dei contenuti dell’ultima Legge di Bilancio (cui è dedicato il terzo capitolo del Rapporto), l’ASviS ribadisce che per il nostro Paese sarebbe un grave errore rinviare le scelte che vanno fatte oggi: infatti, nello scenario “Transizione Tardiva”, le conseguenze per l’economia italiana sarebbero decisamente negative (il Pil sarebbe inferiore a quello tendenziale del 2,4% nel 2035), mentre nello scenario “Catastrofe Climatica” nel 2050 esso si ridurrebbe del 23,8%, con una tendenza all’ulteriore peggioramento nella seconda parte del secolo. L’ASviS evidenzia la necessità e l’urgenza di elaborare un Piano di Accelerazione Trasformativo (PAT), già promesso dall’Italia in sede Onu nel 2023, e i cui contenuti (economici, sociali, ambientali e istituzionali), sono individuati e dettagliati nel quarto capitolo del Rapporto, grazie alla competenza degli oltre mille esperti che operano nei Gruppi di lavoro dell’ASviS in rappresentanza delle oltre 320 organizzazioni che ad essa aderiscono. Del resto, la transizione sostenibile non è solo un’opportunità economica, ma anche un impegno che affonda le sue radici nella Costituzione italiana, soprattutto dopo le modifiche intervenute nel 2022, anche grazie all’attività dell’ASviS. Le oltre 1200 iniziative inserite a oggi nel cartellone del Festival dello Sviluppo Sostenibile sono la testimonianza di una mobilitazione capillare e senza precedenti sui temi dello sviluppo sostenibile. Il programma Il primo evento del Festival dello Sviluppo Sostenibile, “Sostenibilità o competitività? Un falso dilemma”, nel primo giorno del Conclave, si apre con la proiezione di un video dedicato a Papa Francesco e ai momenti più significativi del suo pontificato dedicati allo sviluppo sostenibile. Seguono i saluti istituzionali del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e del Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini e le testimonianze di giovani imprenditrici e imprenditori impegnati nella twin transition: Eleonora D’Ascenzi (Università di Firenze) e Dario Casalini (Fondatore di Slow Fiber). Il keynote speech di Francesco La Camera (Direttore Generale dell’IRENA) si sofferma sulle “prospettive e il ruolo del settore privato”. Poi, l’intervento di Enrico Giovannini (Direttore scientifico dell’ASviS) che presenta il “Rapporto di Primavera 2025” dell’ASviS e apre il dibattito con gli interventi di Angelica Krystle Donati (Presidente Nazionale dei Giovani ANCE), Giovanna Melandri (Presidente di Human Foundation), Mario Monti (Presidente dell’Istituto Javotte Bocconi) e Alessandro Terzulli (Chief Economist, Impact & ESG di SACE). Segue un secondo keynote speech, quello di Paolo Gentiloni, ex Commissario europeo per l’economia, che si sofferma sul ruolo dell’Unione europea nei nuovi scenari geopolitici. L’ultima tavola rotonda della mattinata “Transizione ecodigitale, nuovo paradigma per una competitività sostenibile” si apre con un video contributo di Lorenzo Pregliasco (Founding Partner Quorum e YouTrend) sull’atteggiamento dell’opinione pubblica italiana nei confronti del cambiamento climatico e l’introduzione di Valerio de Molli (Managing partner e CEO, The European House – Ambrosetti e TEHA Group). Prendono parte alla discussione Mario Corti (Senior Partner di KPMG), Maria Enrica Danese (Direttrice Corporate Communication & Sustainability di TIM), Luigi Gallo (Responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia), Nicola Lanzetta (Direttore Italia del Gruppo Enel), Albino Russo (Direttore generale di Ancc-Coop) e Ninell Sobiecka (Presidente e Amministratore delegato di L’Oréal Italia). Nel pomeriggio i lavori riprendono con l’intervento di Gelsomina Vigliotti (Vicepresidente della BEI) che analizza il tema degli investimenti necessari per uno sviluppo sostenibile e con le testimonianze di giovani imprenditori “Voci dall’Italia, non da Marte”: Jacopo Moschini (Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia) e Federico Stefani (Founder e CEO di VAIA). Si entra poi nel vivo di una riflessione sulla dimensione sociale e finanziaria della sostenibilità. A una prima sessione di lavoro, dal titolo “Le persone, il lavoro: la sostenibilità sociale è un costo?”, intervengono Andrea Cipolloni (CEO Eataly Group), Simone Gamberini (Presidente di Legacoop), Alberto Pirelli (Presidente della Fondazione Sodalitas), Monica Salvestrin Brogi (Consigliere Delegato Confimprese e Founder NAU!), Stefano Scarpetta (Direttore per il lavoro e gli affari sociali dell’OCSE) e Marisa Parmigiani (Presidente di Sustainability Makers – the professional network). Successivamente Giovanni Malagò, Presidente del Coni, propone una riflessione sul tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 come “una scommessa per il futuro”. A chiudere il dibattito del pomeriggio, l’ultima tavola rotonda sul tema della “finanza sostenibile: sogno o realtà?”, con gli interventi di Mario Calderini (Politecnico di Milano), Fabio Massoli (Direttore Amministrazione, Finanza, Controllo e Sostenibilità di CDP), Claudia Parzani (Presidente di Borsa Italiana) e Francesco Timpano (Università Cattolica del Sacro Cuore). Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, tira le conclusioni del primo evento del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’evento è condotto da Marco Frittella (Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali RAI COM), con la moderazione nella prima parte della mattinata di Nicola Saldutti (Caporedattore economia del Corriere della Sera).



Educare è lasciare un segno

Dall’insegnamento in carcere alla nomina a Ufficiale al merito della Repubblica: il percorso della prof.ssa Italia Natalina Martusciello che fa della scuola un presidio di civiltà


dalle pagine di “PrimoPiano Molise”

BOJANO.
Il suo nome è legato a un’idea alta di scuola: quella che include, che educa alla legalità, che costruisce cittadinanza. La professoressa Italia Martusciello, docente stimata dell’Istituto “Lombardo Radice” e vicepresidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS, ha ricevuto nei giorni scorsi l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che si aggiunge a quello già ottenuto in passato come Cavaliere. Ma dietro le medaglie, ci sono anni di impegno silenzioso, passione pedagogica e visione civile. In questa intervista, ci racconta il significato profondo della sua missione educativa, il legame con gli studenti e la forza rivoluzionaria della conoscenza, anche nei contesti più difficili come il carcere. Un racconto che è, prima di tutto, un invito a non smettere mai di credere nel
valore della scuola.

Scarica e leggi l’intervista

Lo sviluppo sostenibile interessa ancora?

Dal 7 al 23 maggio il Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Ets (ASviS)


Giunto alla sua nona edizione, il Festival dello Sviluppo Sostenibile è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Un’occasione per diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). In otto anni sono stati realizzati circa 6.400 eventi tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e molto altro ancora.

Il Festival è stato anche riconosciuto dalle Nazioni unite come un’iniziativa innovativa e unica a livello internazionale, classificandosi per due volte come finalista agli SDGs Action Awards.
L’iniziativa è promossa dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Ets (ASviS)
con i suoi oltre 300 aderenti e con il supporto dei Partner.
Ma il Festival è il frutto della collaborazione di tutte e tutti: i singoli eventi possono essere organizzati da chiunque voglia contribuire a portare l’Italia e il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile.



Rapporto sulla transizione ecologica in Italia nel 2024

Il 25 aprile nel ricordo di Antonio Amoretti

Riceviamo e condividiamo una riflessione pubblicata da Francesco Amoretti sul quotidiano “la Repubblica”


Dall’anno scolastico 2023-2024 il Concorso Nazionale EIP Italia si è arricchito con la presenza della sezione Premio nazionale “E.I.P. Antonio Amoretti – La libertà conquistata”, dedicato al partigiano delle Quattro Giornate di Napoli Antonio Amoretti che, con la sua instancabile testimonianza, ha ricordato a tutti, ma in particolare ai giovani, che dignità, diritti e libertà possono essere difesi e riaffermati di generazione in generazione solo con un costante impegno e una consapevole coscienza storica.
Il premio è articolato in tre sezioni (scuola primaria, scuola secondaria di I grado, scuola secondaria di II grado). Alla scuola vincitrice di ciascuna sezione, che realizza progetti didattici sui valori costituzionali, viene assegnata una Borsa di studio di € 200,00.


pubblicato il 27 aprile 2025 alla pagina:
https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/04/27/news/napoli_corteo_antifascismo_25_aprile_matteotti-424151959/

Mentre marciavo dietro lo striscione della sezione “ANPI Napoli-Centro” che porta il nome di mio padre, l’ultimo partigiano di Napoli Antonio Amoretti, alcuni partecipanti al corteo mi hanno avvicinato, e, nel salutarmi, hanno ricordato la sua immancabile, e instancabile, presenza alle manifestazioni per il 25 Aprile.

Analoga esperienza al Teatro Totò, il giorno prima, e nel corso della mattinata, agli appuntamenti che, con i loro riti consolidati, hanno preceduto il corteo: al Largo Berlinguer, dove le voci di chi ha letto gli articoli della Costituzione, nel restituirci il suo respiro profondo, la sua bellezza, ci hanno esortati a fare quadrato e a difenderla; e a Piazza Carità, dove le autorità civili e militari, con la deposizione della corona al monumento a Salvo D’Acquisto, hanno celebrato l’Ottantesimo Anniversario della Liberazione, tra lo sventolìo dei vessilli delle associazioni antifasciste e combattentistiche e le note solenni della banda dei Carabinieri.

Teatro Totò, Largo Berlinguer e Piazza Carità: dovevo esserci in ciascuno di questi spazi dove si è riaffermato il valore irrinunciabile dei diritti di libertà, della giustizia e della dignità umana. Iniziative ricche e intense, non prive di momenti di commozione, come quando la nipote di Giacomo Matteotti, Elena, ha letto la lettera che la nonna scrisse al marito, nemico giurato dei fascisti, descrivendogli le minacce e il clima di isolamento che la costringevano, insieme ai suoi bambini, a restare chiusa in casa e a lottare giorno dopo giorno per la loro sopravvivenza.

Queste tre iniziative, per quanto belle e partecipate, difficilmente avrebbero, però, lasciato una traccia significativa nel dibattito pubblico e nella percezione collettiva se non ci fosse stato, come esito di un confronto ampio tra associazioni e organizzazioni di varia natura e matrice ideologica, l’imponente corteo che da Piazza Garibaldi si è snodato lungo Corso Umberto, Piazza Borsa e Monteoliveto, attraversando il centro della città; se non ci fosse stato chi ha creduto nel raccordo tra quegli spazi istituzionali e questa manifestazione, portando i propri striscioni e le proprie bandiere; se non fossero prevalse, nonostante alcune rinunce e incertezze, la volontà e la determinazione a gridare forte e chiaro: NO alle guerre, NO al fascismo, nelle forme e nei provvedimenti in cui si annida, NO alle ingiustizie.

A gridare forte e chiaro la propria rabbia contro politiche che minano alla base la nostra democrazia. E che a gridarlo siano stati migliaia di ragazze e ragazzi, rincuora, anche se non sento di condividere tutto di quello che ho ascoltato. E come d’altronde meravigliarsi? Non è questo che conta davvero, penso.

Quello che conta è che ci sono energie vive e vivaci, che esprimono bisogni e aspettative sul futuro, che pongono problemi concreti. Il 25 Aprile le ha mobilitate, chiamate all’azione. Una potenzialità, questa, che alcuni non hanno saputo cogliere, sbagliando. Agli errori, però, si può rimediare. Giunto a Piazza Dante, il corte si scioglie. In tanti decidono di recarsi a Parco Ventaglieri, dove la festa continua.

Nell’allontanarmi, avverto soddisfazione e contentezza: questa giornata è stata straordinaria, rigeneratrice, una giornata che nutre la speranza. Allo stesso tempo, penso, però, che l’esperienza vissuta darà i suoi frutti se sapremo coglierla soprattutto come un’occasione di riflessione. Se sapremo porci, tutti noi, le domande giuste: sui motivi – profondi o occasionali? – di alcune significative assenze; sulle ragioni di una miopia politica e culturale che ha fatto sì che una manifestazione unitaria, in realtà unitaria non lo è stata; sulle iniziative che sarebbe opportuno avviare per ampliare e irrobustire la rete di rapporti e di collaborazione tra realtà associative e istituzioni che condividono i princìpi costituzionali e i valori dell’antifascismo; sulle pratiche inclusive – e sulle parole coerentemente impiegate allo scopo – finalizzate ad avvicinare mondi esperienziali oggi distanti che, tuttavia, potrebbero riconoscersi reciprocamente nella loro dignità e identità per lottare fianco a fianco contro politiche e logiche di violenza e di sopraffazione materiale e simbolica.

Per fare avanzare la pace e la giustizia occorre costruire ponti, non muri: cominciamo allora dall’abbattere quelli che anche noi abbiamo contribuito e contribuiamo, talvolta inconsapevolmente, a erigere. Se ci riusciremo, le piazze, non solo in occasione del 25 Aprile, saranno ancor più gremite, riempite di colori, di voci festanti e di volontà determinate a farsi ascoltare, a farsi valere. Un grande impegno ci attende. Facciamo in modo che l’Ottantesimo della Liberazione sia solo l’inizio.

Francesco Amoretti

Riflessioni sul lavoro in vista del 1 maggio

Appunti dal Manuale COMPASS


Il lavoro è essenziale per permettere alle persone un tenore di vita dignitoso. Non solo ci fornisce il nostro sostentamento ma contribuisce anche al nostro sviluppo individuale e, più in generale, rafforza le comunità e la società. Tuttavia, non tutto il lavoro contribuisce ad uno sviluppo personale e professionale positivo; solo un lavoro decente offre un tenore di vita decoroso.
Il diritto al lavoro è un diritto umano spesso definito come un diritto sociale ed economico. Il diritto al lavoro presuppone molto di più che essere in grado di lavorare, come vedremo nei paragrafi seguenti.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) fu creata nel 1919 come parte del Trattato di Versailles che pose fine alla Prima Guerra Mondiale. Il trattamento dignitoso dei lavoratori divenne un elemento fondamentale per mantenere una pace universale e duratura.
L’OIL divenne la prima agenzia specializzata dell’ONU nel 1946 ed ancora oggi è l’unica organizzazione intergovernativa in cui i partner non governativi lavorano insieme con i governi su base paritaria. L’OIL è l’organismo internazionale responsabile dell’elaborazione e della promozione delle norme internazionali del lavoro.
L’OIL ha elaborato una serie di convenzioni internazionali che proteggono i diritti del lavoro, tra cui:
Convenzione sul lavoro forzato, 1930
Convenzione sulla libertà di associazione e la protezione del diritto di organizzazione, 1948
Convenzione sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, 1949
Convenzione sull’equa retribuzione, 1951
Convenzione sull’abolizione del lavoro forzato, 1957
Convenzione sulla discriminazione (impiego e occupazione), 1958
Convenzione sull’età minima, 1973
Convenzione sulle peggiori forme di lavoro minorile, 1999
Domanda: Il vostro paese ha ratificato queste convenzioni dell’OIL?

Il diritto al lavoro
Il diritto a un lavoro dignitoso è sancito da una serie di trattati internazionali e regionali, tra cui la Dichiarazione universale dei diritti umani, il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, le convenzioni dell’OIL, la Carta sociale europea e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Il diritto al lavoro comprende tutte le forme di lavoro, compreso il lavoro salariato, il lavoro autonomo, il lavoro a domicilio e altre attività generatrici di reddito. Il diritto al lavoro non dovrebbe essere inteso come un diritto assoluto e incondizionato ad ottenere un’occupazione. 3 Invece, il diritto al lavoro dignitoso dovrebbe essere visto come un diritto di tutti ad avere l’opportunità di guadagnarsi da vivere con un lavoro di qualità accettabile in cui i diritti sono protetti e che genera un reddito adeguato con un’adeguata protezione sociale. Pertanto, il diritto al lavoro dignitoso ha tre dimensioni di diritti: il diritto al lavoro, i diritti nel lavoro e il diritto a un’adeguata protezione sociale.
Domanda: Se non avete un lavoro, è una violazione del vostro diritto al lavoro?

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Attività: Voglio lavorare!
https://www.coe.int/it/web/compass/i-want-to-work-

Attività: Salari differenti
https://www.coe.int/it/web/compass/different-wages

Attività: Lavoro e bambini
https://www.coe.int/it/web/compass/work-and-babies

Verifica finale, scrutini e altri adempimenti

Webinar gratuito di informazione e formazione – 8 maggio 2025


La fine dell’anno scolastico è una fase delicata e strategica per la gestione della progettazione inclusiva per gli studenti con disabilità.
Ci confronteremo, secondo la logica della corresponsabilità educativa, su adempimenti formali, ruolo del GLO e degli Organi collegiali, scelte di governance e possibili strategie per affrontare situazioni complesse.
Senza dimenticare che la fine dell’anno scolastico è tempo anche di bilanci personali.

Il webinar gratuito si svolgerà

giovedì 8 maggio 2025
dalle ore 17.30 alle ore 19.00

e sarà condotto da formatori di EIP Italia, con il coordinamento del dirigente scolastico Francesco Rovida.
Introduzione e conclusione della Presidente nazionale Anna Paola Tantucci

Per prenotare la tua partecipazione compilare il modulo
https://forms.gle/MBFYc2jgUYB1C5546

Il link di accesso alla teleconferenza Google Meet verrà inviato il giorno precedente all’indirizzo email indicato in sede di registrazione.


Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo!

L’ultimo messaggio di Papa Francesco, vero e proprio testamento, ha sempre al centro la ricerca della pace, con parole chiare e dirette.


(…)

Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo! Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!

In questo giorno, vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio!

Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero. Sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria. Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!

Preghiamo per le comunità cristiane in Libano e in Siria che, mentre quest’ultimo Paese sperimenta un passaggio delicato della sua storia, ambiscono alla stabilità e alla partecipazione alle sorti delle rispettive Nazioni. Esorto tutta la Chiesa ad accompagnare con l’attenzione e con la preghiera i cristiani dell’amato Medio Oriente.

Un pensiero speciale rivolgo anche al popolo dello Yemen, che sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie “prolungate” del mondo a causa della guerra, e invito tutti a trovare soluzioni attraverso un dialogo costruttivo.

(…)

In questo giorno di festa pensiamo al Caucaso Meridionale e preghiamo affinché si giunga presto alla firma e all’attuazione di un definitivo Accordo di pace tra l’Armenia e l’Azerbaigian, che conduca alla tanto desiderata riconciliazione nella Regione.

La luce della Pasqua ispiri propositi di concordia nei Balcani occidentali e sostenga gli attori politici nell’adoperarsi per evitare l’acuirsi di tensioni e crisi, come pure i partner della Regione nel respingere comportamenti pericolosi e destabilizzanti.

Cristo Risorto, nostra speranza, conceda pace e conforto alle popolazioni africane vittime di violenze e conflitti, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, in Sudan e Sud Sudan, e sostenga quanti soffrono a causa delle tensioni nel Sahel, nel Corno d’Africa e nella Regione dei Grandi Laghi, come pure i cristiani che in molti luoghi non possono professare liberamente la loro fede.

Nessuna pace è possibile laddove non c’è libertà religiosa o dove non c’è libertà di pensiero e di parola e il rispetto delle opinioni altrui.

Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo. La luce della Pasqua ci sprona ad abbattere le barriere che creano divisioni e sono gravide di conseguenze politiche ed economiche. Ci sprona a prenderci cura gli uni degli altri, ad accrescere la solidarietà reciproca, ad adoperarci per favorire lo sviluppo integrale di ogni persona umana.

In questo tempo non manchi il nostro aiuto al popolo birmano, già tormentato da anni di conflitto armato, che affronta con coraggio e pazienza le conseguenze del devastante terremoto a Sagaing, causa di morte per migliaia di persone e motivo di sofferenza per moltissimi sopravvissuti, tra cui orfani e anziani. Preghiamo per le vittime e per i loro cari e ringraziamo di cuore tutti i generosi volontari che svolgono le attività di soccorso. L’annuncio del cessate-il-fuoco da parte di vari attori nel Paese è un segno di speranza per tutto il Myanmar.

Faccio appello a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma a usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovano lo sviluppo. Sono queste le “armi” della pace: quelle che costruiscono il futuro, invece di seminare morte!

Non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano. Davanti alla crudeltà di conflitti che coinvolgono civili inermi, attaccano scuole e ospedali e operatori umanitari, non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti bersagli, ma persone con un’anima e una dignità.

E in quest’anno giubilare, la Pasqua sia anche l’occasione propizia per liberare i prigionieri di guerra e quelli politici!

(…)

Buona Pasqua a tutti!

Francesco

Copyright © Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/urbi/documents/20250420-urbi-et-orbi-pasqua.html

La luce splende nelle tenebre

Auguri di Buona Pasqua con la Pace nei nostri pensieri


Carissimi tutti,

non è stato semplice pensare ad un augurio efficace per questo periodo di festività religiose, caratterizzato nella vita quotidiana da sentimenti di chiusura, rivendicazione e acceso conflitto.
Le parole di Luciano Corradini, che toccano con chiarezza e incedibile speranza, la possibilità di porre fine alla disumanizzazione, diventano veicolo di un augurio affettuoso per le comunità educanti che, quotidianamente, promuovono nella scuola “con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà” (Dichiarazione universale dei diritti umani, Preambolo).