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Teoria e prassi per la governance della scuola del futuro – EDIZIONE ESTIVA

Corso di formazione e crescita professionale per il concorso per Dirigente scolastico

IN PARTENZA IL 18 GIUGNO


EIP Italia Scuola strumento di pace, storico Ente di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione ai sensi della Direttiva 170/2016, con pluriennale Protocollo di Intesa con il Ministero dell’Istruzione, organizza un percorso di formazione e crescita personale, funzionale al superamento del prossimo Concorso a dirigente scolastico.

EIP Italia ha lunga esperienza nella organizzazione di numerosi ed efficaci corsi di formazione per il concorso a Dirigente scolastico (QUASI IL 70% DEGLI ISCRITTI HA SUPERATO IL CONCORSO). Propone un format didattico originale sulle tematiche concorsuali, volto ad abilitare e ottimizzare i tempi dello studio autonomo, per renderlo significativo e funzionale al risultato, garantendo l’acquisizione del punto di vista del Dirigente scolastico.


I punti di forza del corso sono: 

Format metodologico-didattico efficace e sperimentato con successo in occasione del precedente concorso, con alte percentuali di promozione alle diverse prove e di punteggio complessivi nella graduatoria finale.

Taglio pratico-operativo basato sugli studi di caso, ispirato ai modelli del Problem-based learning (Barrows e Tamblyn,1980) e dell’apprendimento trialogico di impronta nordeuropea (K. Hakkarainen – Ligorio, Sansone e Cesareni, 2018), che garantisce apprendimenti significativi, rispondenti alle esigenze concorsuali. 

Costruzione progressiva di una comunità di pratica come strumento operativo ed efficiente di supporto nel percorso di apprendimento, per affrontare con sicurezza e competenza la prova concorsuale.

Il “coraggio dell’essenziale”, cioè la proposta di tutto e solo ciò che sarà funzionale a superare la prova concorsuale, evitando logiche additive che riversano sul discente una mole non gestibile di materiale di studio, con esiti inefficaci se non dannosi.

Significatività degli apprendimenti partire dall’esperienza, finalizzati all’acquisizione di terminologia, punto di vista, logica e forma mentis, teorica e operativa, del Dirigente scolastico.


Per partecipare agli incontri è possibile fruire degli appositi permessi ai sensi dell’articolo 64 del CCNL 2006/2009, per la partecipazione alle attività di formazione promosse da Enti accreditati. 

Articolazione del corso

Il corso prevede complessivamente 50 ore. 

E’ articolato in 10 moduli formativi che riprendono tutti gli aspetti funzionali ad affrontare con successo le varie prove concorsuali. 

Ogni modulo si caratterizza per una sequenza didattica che: parte da studi di caso concreti, prosegue con una prolusione di inquadramento su ciascuna tematica, a cura dei formatori EIP Italia, cui segue una parte laboratoriale con assegnazione dei relativi studi di caso per l’elaborazione autonoma e successiva analisi e condivisione degli elaborati validati.  

E’ articolato in 10 moduli formativi che riprendono tutti gli aspetti del Regolamento, funzionali ad affrontare con successo le varie prove concorsuali. 

Ogni modulo si caratterizza per una sequenza didattica che: parte da studi di caso concreti, prosegue con una prolusione di inquadramento su ciascuna tematica, a cura dei formatori EIP Italia, cui segue una parte laboratoriale con assegnazione dei relativi studi di caso per l’elaborazione autonoma e successiva analisi e condivisione degli elaborati validati.  

Sono previste, inoltre, 2 sessioni di simulazione e verifica (computer based) sul modello della prova concorsuale.


Il corso in sintesi

10 incontri formativi di 2,5 ore25 ore
Esercitazioni autonome su studi di caso10 ore
Approfondimenti tematici (webinar registrati)10 ore
2 incontri di simulazione e verifica di 2,5 ore5 ore

Gli incontri si svolgeranno in presenza presso la sede succursale dell’IIS “Via dei Papareschi”, in via delle Vigne 205 a Roma ovvero in modalità webinar sincrono tramite la piattaforma Google Meet.


Gli incontri formativi si terranno il venerdì pomeriggio e/o il sabato mattina secondo il seguente calendario:

sabato 18 giugno 202210.00 – 12.30
venerdì 1 luglio 202217.00 – 19.30
venerdì 8 luglio 202217.00 – 19.30
venerdì 2 settembre 202217.00 – 19.30

le ulteriori date degli incontri saranno comunicate successivamente

Materiali di studio

Sono forniti tutti (e solo) i materiali di studio funzionali ad esiti di successo (documenti PDF e slide, norme, riferimenti essenziali, studi di caso validati, video di approfondimento). 

I materiali e la documentazione saranno resi disponibili attraverso gli strumenti di condivisione del lavoro, presenti in Google Workspace.

Metodologia

  • sollecitazione della riflessione a partire da studi di caso operativi
  • illustrazione delle tematiche 
  • laboratori per la soluzione concreta di studi di caso 
  • avvio della comunità di pratiche
  • materiali di studio e di  lavoro per perfezionare in modo  mirato ed efficiente la preparazione autonoma
  • analisi, validazione e condivisione dei materiali prodotti
  • sessioni di simulazione e verifica sul modello della prova concorsuale. 

Progettazione e formatori

La progettazione e il coordinamento scientifico del corso è stata predisposta dal dirigente scolastico formatore Ottavio Fattorini, già creatore e formatore dei corsi di preparazione risultati efficaci e ideatore di comunità (scuole Modello DADA, Gruppo Dirigenti insieme,) e format didattici originali, nell’ambito del think tank dell’Ufficio studi EIP Italia.

Direttore del corso

preside Anna Paola Tantucci, presidente nazionale EIP Italia

Coordinamento scientifico e progettazione

dirigente scolastico Ottavio Fattorini

Organizzazione

dirigente scolastico Francesco Rovida

I formatori sono dirigenti scolastici e esperti dell’Ufficio studi EIP Italia: oltre a Ottavio Fattorini, sono Beatrice Benedetto, Emanuela Botta, Silvia Cuzzoli, Vincenzo Lifranchi, Antonio Palcich, Paola Palmegiani, Francesco Rovida, e i Direttori dei servizi generali e amministrativi Barbara Panzini e Giovanna Stillitano.

Costi e iscrizioni

Per iscriversi è necessario compilare il seguente modulo:

https://forms.gle/SfqkZDDqqCoWDmQg9


Il costo per la partecipazione è fissato in € 295,00.

Di seguito tutte le indicazioni per il pagamento


6 gennaio 2022 – Dichiarazione del Presidente Obama nell’anniversario dell’assalto al Campidoglio

Un anno fa un violento attacco al nostro Campidoglio ha dimostrato quanto sia fragile la democrazia in America. E anche se le finestre rotte sono state riparate e molti degli assalitori sono stati assicurati alla giustizia, la verità è che oggi la nostra democrazia è più in pericolo di quanto non lo fosse un anno fa.
Benché inizialmente molti repubblicani disapprovassero le ragioni delle proteste che il 6 gennaio hanno alimentato le fiamme della violenza, adesso una gran parte degli elettori e dei rappresentanti repubblicani eletti, arrivano a ritenerle plausibili.

Le leggi dei singoli Stati della Confederazione non solo hanno reso più difficile votare, ma alcune hanno cercato di modificare procedure di votazione e anche il modo con cui vengono controllati i risultati.
Ed i rimanenti eletti e leader repubblicani che coraggiosamente hanno mantenuto le loro posizioni e respinto questi tentativi anti democratici sono stati ostracizzati, contestati e espulsi dal partito.
Storicamente, gli americani sono stati difensori della democrazia e della libertà in tutto il mondo, specialmente quando queste sono sotto attacco. Ma non possiamo svolgere questo ruolo quando figure di spicco in uno dei nostri due maggiori partiti politici stanno attivamente minando la democrazia in patria. Non possiamo essere d’esempio quando proprio i nostri leader sono pronti a fabbricare menzogne e a insinuare il dubbio su risultati di elezioni libere e corrette.
Il nostro sistema di governo non è mai stato automatico.

Se vogliamo che i nostri figli crescano in una vera democrazia, non solo in senso elettorale, ma una democrazia in cui ogni voce e ogni voto contano, dobbiamo nutrirla e proteggerla. Oggi, questa responsabilità appartiene a noi tutti.

E in questo anniversario nulla è più importante.

(traduzione di Anna Paola Tantucci)

One year ago, a violent attack on our Capitol made it clear just how fragile the American experiment in democracy really is. And while the broken windows have been repaired and many of the rioters have been brought to justice, the truth is that our democracy is at greater risk today than it was back then.

Although initially rejected by many Republicans, the claims that fanned the flames of violence on January 6th have since been embraced by a sizeable portion of voters and elected officials – many of whom know better. State legislatures across the country have not only made it harder to vote, but some have tried to assert power over core election processes including the ability to certify election results. And those remaining Republican officials and thought leaders who have courageously stood their ground and rejected such anti-democratic efforts have been ostracized, primaried, and driven from the party.

Historically, Americans have been defenders of democracy and freedom around the world – especially when it’s under attack. But we can’t serve that role when leading figures in one of our two major political parties are actively undermining democracy at home. We can’t set an example when our own leaders are willing to fabricate lies and cast doubt on the results of free and fair elections.

Our system of government has never been automatic. If we want our children to grow up in a true democracy – not just one with elections, but one where every voice matters and every vote counts – we need to nurture and protect it.

Today, that responsibility falls to all of us. And on this anniversary, nothing is more important.

(testo originale)

Auguri

Si sta chiudendo un ulteriore anno impegnativo per le scuole e per il nostro Paese: la pandemia, lo stato di emergenza e la crescita del conflitto sociale ci interpellano profondamente come educatori “costruttori di pace”.

La comunità delle scuole EIP Italia e il gruppo Dirigenti insieme per una dirigenza umanistica hanno continuato ad essere un riferimento creativo e stimolante per fronteggiare la vita quotidiana, con lo sguardo fermo verso le “platee di futuro” che ogni giorno varcano i cancelli delle nostre scuole, al servizio dell’umanità che la festa di Natale ci fa celebrare con la memoria della nascita di un bambino.

Il 2022 segnerà anche la celebrazione dei 50 anni dalla fondazione della sezione italiana di Ecole instrument de paix. Un anniversario importante, che vorremmo condividere con tutti gli amici che ci hanno conosciuto e accompagnato in questo tempo.

Per ora, a tutti giunga un caloroso augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo, con la speranza per tutti di un abbraccio e della pace.

Anna Paola Tantucci

Presidente EIP Italia

Offerta di formazione EIP Italia per l’anno scolastico 2021-2022

Tutte le attività formative hanno format metodologici innovativi con un taglio pratico-operativo, volto a fornire strumenti di riflessione e di azione, per affrontare con consapevolezza, le sfide professionali più urgenti e sentite.

I seguenti corsi attivabili potranno essere adattati e ridefiniti tramite accordi diretti, sulla base degli specifici bisogni formativi e organizzativi :

“CIVIS SUM” – ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER I COORDINATORI DI ISTITUTO E I REFERENTI DI CLASSE PER L’EDUCAZIONE CIVICA

(12 ore complessive di video lezioni, articolate in 5 moduli e corredate da materiali e piste di lavoro)

Attività formativa e di supporto delle istituzioni scolastiche, per programmare e svolgere l’insegnamento di Educazione civica, (introdotto dall’a.s 2020-21 dalla Legge 92/2019), con maggiore consapevolezza e competenza.

Si affronteranno con approccio pratico-operativo, “gli obiettivi, i contenuti, i metodi, le pratiche didattiche, l’organizzazione dell’educazione civica declinata nelle macroaree (Costituzione, Sostenibilità, Cittadinanza digitale), da inserire trasversalmente nelle discipline previste nello specifico corso di studi.”

TEORIA E PRASSI PER LA GOVERNANCE DELLA SCUOLA DEL FUTURO

Corso di formazione per il concorso per dirigente scolastico con modalità di preparazione già dimostratesi efficaci. Si intende affrontare con taglio concreto ed operativo le tematiche concorsuali così da abilitare e ottimizzare i tempi dello studio autonomo affinché sia di qualità e funzionale al risultato .

La formula formativa è quella della “comunità di pratiche” con taglio marcatamente operativo, concreto e immediatamente finalizzato alla preparazione di ciascuna fase concorsuale.

Il Corso si struttura in webinar formativi registrati e giornate in presenza o webinar in diretta (per complessive 25 ore) coordinate dai dirigenti scolastici ed formatori esperti dell’Ufficio, che – basandosi su un approccio metodologico e didattico collaudato ed efficace – guideranno i partecipanti ad affrontare con sicurezza e competenza la prova concorsuale, acquisendo terminologia e sguardo prospettico del Dirigente scolastico.

Nell’ambito delle attività formative verranno affrontate tutte le aree del bando, presentate attraverso casi concreti, situati e stimolanti al fine di trasformare la conoscenza teorica in competenza operativa e capacità di rispondere efficacemente ai quesiti che saranno predisposti dalle commissioni.

BUILD TEAM: POTENZIARE LE SOFT SKILLS DELLO STAFF DEL DIRIGENTE PER IL MIGLIORAMENTO ORGANIZZATIVO

(25 ore complessive tra lezioni e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza)

Sviluppare le competenze (skills) emozionali e relazionali di ciascuno, nell’innalzare il benessere organizzativo, ha una ricaduta positiva nella gestione delle relazioni interpersonali. Ciò è ancor più importante nei team che condividono funzioni “nodali” della scuola (staff del dirigente, coordinatori, funzioni strumentali, referenti di progetto, coordinatori di dipartimento, animatori digitali e team digitale). Un percorso pratico-operativo per acquisire strumenti relazionali, comunicativi e strategici, immediatamente spendibili nella governance quotidiana di una istituzione scolastica.

IL MANIFESTO DELLE SCUOLE DADA (DIDATTICHE PER AMBIENTI DI APPRENDIMENTO): RAGIONE E SENTIMENTO DELL’INNOVAZIONE DIDATTICA

15 ore complessive tra incontri (10 ore) e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza

Il rinnovamento dei processi di insegnamento-apprendimento passa per modalità innovative di progettazione didattica, con cui strutturare percorsi e ambienti di apprendimento.

In questa direzione è stato ideato e sviluppato, il Modello didattico-organizzativo D.A.D.A. ( Didattiche per Ambienti Di Apprendimento): gli istituti funzionano per “aula–ambiente di apprendimento”, assegnata a uno o due docenti della medesima disciplina e la rotazione dei gruppi classe nel cambio di insegnamento.

Tale facies esteriore è in realtà sostenuta da un articolato costrutto pedagogico-didattico che è illustrato nei principi descritti nel “Manifesto delle scuole DADA” (Cfr. sito http://www.scuoledada.it) quali : “l’ineludibile coinvolgimento corale della comunità”, la scuola come ”incubatore di innovazioni”, “la fiducia come infingimento pedagogico”, l’ “edificio apprenditivo”, l’ ”Io…siamo”, la “serendipity organizzativa”. Il Manifesto descrive pertanto i contorni concettuali di qualsiasi innovazione didattica, pur caratterizzando il Modello DADA in modo specifico rispetto ad altre Avanguardie Educative (raccolte nel manifesto AE dell’INDIRE). Il corso nel mirare alla comprensione della ratio pedagogico- didattica dell’innovazione, illustra i 5 Postulati e le 5 caratteristiche del “Manifesto delle scuole DADA”.

Si favorisce altresì la comprensione e l’analisi della praticabilità del Modello all’interno degli specifici differenti contesti scolastici.

PATTO DI CORRESPONSABILITA’ E STRUMENTI PER UNA RINNOVATA ALLEANZA SCUOLA FAMIGLIA

“Per educare un bambino serve un intero villaggio”

(25 ore complessive tra lezioni e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza)

La professionalità docente è il segreto per costruire alleanze educative funzionali ai processi di crescita e formazione e per rinsaldare la comunità educante. Facendo centro su questa consapevolezza si proporranno riflessioni e strumenti operativi per affrontare in modi sempre più efficaci la relazione con studenti, insegnanti, genitori, anche attraverso study cases. Dai Decreti delegati alla fiducia educativa quali strumenti per un percorso educativo condiviso.

DIDATTICA DIGITALE E NUOVI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO

(25 ore complessive tra lezioni e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza)

La sfida della didattica innovativa si gioca nella capacità di passare da un modello trasmissivo centrato sull’insegnamento ad uno centrato sullo studente, con approcci laboratoriali, collaborativi, co-costruiti. Il rinnovamento dei processi di insegnamento-apprendimento passa per modalità “digitali” di progettazione didattica con cui strutturare percorsi e ambienti di apprendimento. Dalla digital competence si deve passare al digital thinking: flessibilità, adattività, capacità di risoluzione di problemi in modo critico e creativo. Il corso illustrerà le più significative metodologie didattiche innovative legate, direttamente o indirettamente al digitale.

LA “DIDATTICA ABILITANTE” PER LA SCUOLA DEL FUTURO.

(15 ore complessive tra lezioni e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza)

La massima cui si ispira la “didattica abilitante” è:  “il mio spazio didattico è il mondo… il mio tempo didattico è l’oggetto di studio”. Il costrutto concettuale e operativo di “didattica abilitante”,  cambia il modo di concepire e realizzare i percorsi di insegnamento- apprendimento, ristrutturando il ruolo dell’insegnante, sia nella fase di progettazione dell’attività didattica che nella sua traduzione pratica in ambienti di apprendimento. I postulati da cui si parte sono tre: 1. un modo estensivo e “laterale” di concepire il “digitale”; 2. utilizzare consapevolmente gli ingaggi emotivi nei processi cognitivi e la fiducia come “infingimento pedagogico”; 3. perseguire con intenzionalità progettuale il conseguimento delle competenze fondamentali per il futuro dei nostri alunni-cittadini.

EIP Italia propone un corso teorico e operativo con l’ ideatore del concetto di “didattica abilitante”, costituito da 4 incontri di 2 ore ciascuno,  inframmezzati da compiti operativi e momenti di riflessione, autonomamente realizzati dai docenti nelle loro classi. Durante gli incontri, oltre ai presupposti teorici verranno forniti, secondo i modella della ricerca-formazione suggerimenti e i riscontri del lavoro autonomo dei docenti, per valutare l’ efficacia formativa della metodologia utilizzata (L’ unità formativa sarà di complessive 15 ore).

ANIMAZIONE E DIDATTICA LUDICA

in collaborazione con il TEATRO VERDE di Roma

La struttura organizzativa prevede sempre una parte teorica e una pratico-operativa laboratoriale, durante la quale saranno effettuati lavori di gruppo, simulazioni, giochi di ruolo, test, etc…

Si parlerà di : animazione e training teatrale; giochi relazionali e formazione del gruppo. Spunti teorici e pratici per animazione alla lettura attraverso la didattica ludica e laboratoriale con particolare attenzione alle didattiche inclusive per la disabilità o DSA. Il linguaggio del corpo, la prossemica, il movimento e la mimica nelle relazioni spaziali. Le letture ad alta voce e animate. La drammaturgia e le tecniche di costruzione di un copione a partire da improvvisazioni, libri, favole, giochi. Linguaggi alternativi e fantastici: il grammelot, il teatro di figura, il teatro di animazione. L’unità formativa è strutturata su un totale di 25 ore.

Inclusione e corresponsabilità educativa

Percorso di formazione per docenti impegnati nelle classi con alunni con disabilità, finalizzati all’inclusione scolastica e a garantire il principio di contitolarità nella presa in carico dell’alunno stesso.

(25 ore complessive tra lezioni e attività autonome, in modalità da concordare: presenza, blended, a distanza)

Lo sviluppo professionale dei docenti costituisce una delle leve fondamentali per la realizzazione della scuola inclusiva.

Partendo da questa convinzione di fondo, la proposta formativa di EIP Italia Scuola Strumento di Pace è finalizzata ad accompagnare l’implementazione dei principi espressi nel DLgs 66/2017.

La finalità generale è contribuire all’implementazione di un “sistema formativo che garantisca una conoscenza di base relativa alle tematiche inclusive per il personale docente non specializzato su sostegno e impegnato nelle classi con alunni con disabilità. Una preparazione di base di questo tipo è auspicata sin dai primi anni dei percorsi di inclusione e costituisce uno strumento di lavoro per rispondere a tutti gli alunni, in un’ottica di piena inclusione e a garanzia del principio di contitolarità nella presa in carico dell’alunno stesso” (Nota MI 27622/2021)

Il percorso proposto è strutturato come unità formativa di 25 ore (articolata in 7 moduli formativi)  così suddivisa:

  • 17 ore in presenza/a distanza;
  • 8 ore attraverso sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione, lavoro in rete, approfondimento personale e collegiale, documentazione e forme di restituzione/rendicontazione, progettazione organizzati anche in modalità laboratoriale gestite in modo autonomo dai docenti, sulla base delle esigenze didattiche delle singole scuole di appartenenza.

Webinar introduttivo del dirigente scolastico Francesco Rovida

Le scuole del circuito EIP per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre 1960 Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, conosciute come attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno, vengono uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada, mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate con bastoni e gettate in un burrone. Gli autori del massacro cercarono poi di far passare quella brutale violenza per un incidente

Al ricordo di questo evento è legata la scelta dell’ONU di istituire questa Giornata mondiale, avvio di una campagna di 16 giorni di iniziative, che culmina con il 10 dicembre, data dell’approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

E’ tempo di mobilitazione, di confronto e di eventi.

Già lunedì 22 novembre, l’Istituto Tecnico Economico “Ferdinando Galiani” di Napoli, ha organizzato un evento in collaborazione con Inner Wheel Club dal significativo titolo “Combattiamo il silenzio”.

Nell’occasione è stata anche inaugurata a ricordo di Ornella Pinto, insegnante uccisa a 40 anni nello scorso mese di marzo.

A Gualdo Cattaneo, in Umbria, la dirigente Carla Felli guiderà la delegazione dell’Istituto comprensivo alla cerimonia di inaugurazione di una panchina rossa nei giardini di San Terenziano in Piazza Vittorio Emanuele ad opera del sindaco. La presenza della scuola servirà a testimoniare “quanto l’educazione e la cultura del rispetto della persona possano diventare arma di difesa e di contrasto contro un fenomeno dilagante e purtroppo ancora troppo diffuso”.

All’Istituto di Istruzione superiore “Via Copernico” di Pomezia, il lavoro di un gruppo di studenti diventa l’occasione di confronto tra compagni e docenti, come accade oggi in moltissime aule.

Il Centro antiviolenza SOS donna del Comune di Roma sarà invece protagonista, con le sue responsabili Sara Pollice e Francesca Zecca, di un incontro telematico per gli studenti dell’Istituto di Istruzione superiore “Via dei Papareschi” di Roma.

Gli studenti dell’Istituto comprensivo “J.F. Kennedy” di Cusano Mutri (BN), saranno tra i protagonisti di “Io non ho paura”, giornata di sensibilizzazione promossa dal Comune in collaborazione con le associazioni locali, il Centro antiviolenza Frida, e la partecipazione della scrittrice Chiara Paciello.

La riflessione sugli stereotipi di genere che hanno caratterizzato la figura della donna in epoca moderna e contemporanea sarà oggetto del percorso di un gruppo di studenti dell’Istituto Comprensivo “San Nilo” di Grottaferrata (RM).

Partendo dalla visione del film Enola Holmes, gli studenti saranno supportati nella riflessione da operatori di una locale Associazione che opera nel campo dell’ascolto e dell’assistenza psicologica e legale a donne vittime di violenza oltre che nella prevenzione e promozione culturale.

Agenda ONU 2030 – Obiettivo 5

Nello spirito del quinto obiettivo dell’Agenda ONU 2030, data che non appare poi così lontana alle soglie del 2022, i principi universali di Educazione civica di Jean Piaget e Jacques Muhlethaler possono essere una chiave di lettura di questo impegno al servizio dell’umanità:

La scuola apre a tutti i fanciulli del mondo la strada della comprensione reciproca.
La scuola educa al rispetto della vita e degli uomini.
La scuola educa alla tolleranza, qualità che permette di accettare, negli altri, sentimenti, maniere di pensare e di agire, diversi dai propri.

Francesco Rovida

Dantedì: la proposta dell’ E.I.P Italia per celebrare Dante Alighieri

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini e l’ Accademia della Crusca, anche su sollecitazione di Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere della Sera, hanno proposto l’ istituzione del Dantedì , giorno che è stato individuato nel 25 marzo di ogni anno, partendo dal 2020.

Quest’ anno ci sarà un evento al Quirinale promosso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

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GIORNATA DEL RICORDO

I.I.S.S. BOJANO (CB) a.s. 2020/21

Percorso di Educazione civica

Coordinamento Prof.ssa Italia Martusciello

Legge 30 marzo 2004, n. 92

“Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004

Art. 1.

    1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

    2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.

1-COSA?

Il termine foiba deriva dal latino “fovea”e significa fossa.

Le foibe sono delle cavità naturali, spesso vere e proprie cavità a forma di imbuto,profonde da un minimo di 20 metri ad un massimo di 300.

2-DOVE?

Sono diffuse nella zona di Trieste, nelle zone della Slovenia già parte della

scomparsa regione Venezia Giulia, nonché in molte zone dell’Istria e della Dalmazia.

In un suo censimento, la Società Alpina delle Giulie ha individuato un mi migliaio di foibe nella sola provincia di Trieste.

Nell’intera regione, almeno 1700.

3-Quando?

La prima ondata di violenza esplode nel 1943 subito dopo la firma dell’armistizio (8 settembre 1943). In Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano e poi gettano nelle foibe un migliaio di persone.

La violenza ritorna nel 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria.

Le truppe del maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, uomini di chiesa, donne, anziani, bambini. E’ una carneficina.

1945 – 1947: trecentocinquantamila persone sono costrette a trasformarsi in esuli. Scappano dal terrore, alcuni conoscono il destino delle foibe, i più nella fuga sanno di aver perso tutto e non sanno ancora chi li ospiterà.

4-Uso

Utilizzate per infoibare. Le vittime venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti,bloccavano i polsi e i piedi tramite fil di ferro ad ogni persona e, successivamente legavano gli uni agli altri. I massacratori si divertivano a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri. Molte altre persone hanno trovato la morte in mare, altre nelle miniere di bauxite.

5- Quanti gli infoibati?

“Fra il 1943 e il 1947 in questi inghiottitoi furono gettati dai partigiani titini migliaia di esseri umani.

Gli storici delle parti avverse si sono spesso accapigliati sui risultati della macabra conta (10.000? 20.000? 30.000?) come se qualche cadavere in più o in meno potesse modificare l’intensità dell’orrore. In realtà, il conto esatto non si potrà mai fare. Nella foiba di Basovizza, presso Trieste furono recuperati 500 metri cubi di resti umani e si calcolò brutalmente che le vittime dovevano essere 2.000: quattro per metro cubo”.

LE TESTIMONIANZE

ll 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo”, in memoria dei quasi ventimila uomini torturati, assassinati e gettati nelle foibe, le fenditure carsiche usate come discariche dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un tema che ancora divide i pensieri. Eppure quelle persone meritano di essere ricordate. Innocenti che senza alcuna colpa furono torturati, uccisi e buttati nelle foibe. Tra questi ci sono stati anche alcuni molisani, come Giovanni Iafelice, nato ad Oratino il 17 novembre 1917 e catturato a Trieste nel maggio 1945, deportato e poi scomparso. Per oltre settant’anni, la famiglia di Giovanni non ha avuto alcuna notizia. «Pensavamo fosse stato confinato in Russia, la stessa sorte che toccò ad un altro fratello di mio padre» spiega Nicola Iafelice, nipote della vittima.

Ma nei mesi scorsi la svolta, come ci ha spiegato il sindaco di Oratino, Roberto De Socio. «A settembre sono stato contattato dall’ANCDJ, Associazione nazionale tra i congiunti dei deportati italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia, che mi ha inviato l’elenco di alcuni cittadini, con l’unica colpa di essere italiani, infoibati o massacrati nelle zone del confine orientale dai partigiani italo-sloveni ed italo-croati» ci ha spiegato il sindaco. «In quell’elenco è riportato il nome di Giovanni Iafelice nato ad Oratino nel 1917, agente di polizia, residente a Triste, prelevato il 1° maggio 1945 da partigiani titini» ha detto ancora il primo cittadino di Oratino.
Nel documento si legge: “Questura di Trieste. Ivi prelevato da comunisti titini italo sloveni e, sembra, deportato a Postumia (ex provincia di Trieste). Scomparso. Notizie fornite dalla signora Lucia Barbone abitante a Trieste. Dichiarato irreperibile”. «Da lì mi sono messo subito alla ricerca dei parenti e sono arrivato a Nicola Iafelice, il nipote di Giovanni. Il mio ringraziamento va al presidente dell’associazione, Laura Brussi Montani, che mi ha contattato per farci conoscere la verità su un nostro concittadino» ha concluso il sindaco Roberto De Socio.

Supportati dall’associazione di volontariato, i familiari hanno inviato la scheda della vittima alla Commissione Foibe, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Sabato 9 febbraio, il nipote di Giovanni è stato invitato alla cerimonia commemorativa del “Giorno del Ricordo” che si terrà al Palazzo del Quirinale. In quell’occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consegnerà una Medaglia ed un attestato in onore e ricordo di Giovanni Iafelice. «Sono passati più di settanta anni da quando nostro zio è scomparso, non pensavamo più di conoscere la verità ma lo Stato ha fatto il suo lavoro» le parole di Nicola. «Generalmente si tende a considerare i partigiani brave persone ma la storia ci ha insegnato che ci sono stati buoni e cattivi.

Come è stata condannata ogni morte ad opera dei fascisti, è giusto condannare anche gli assassini comunisti. Mio zio era innocente, non ha combattuto sul fronte ma faceva il poliziotto in ufficio quindi non ha mai ucciso nessuno eppure è stato prelevato dai comunisti del maresciallo Tito, deportato, torturato ed ucciso» ha commentato ancora Nicola Iafelice. «L’unica sua colpa era quella di essere italiano, un’ingiustizia che non può essere taciuta» ha concluso. La cerimonia di consegna della Medaglia ci sarà sabato alle 11 al Palazzo del Quirinale a Roma.

Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze.

Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k.

Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera.

Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa.

Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro.

 Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me.

La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini.

Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca.

Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola.

E solo allora potei dire di essere veramente salvo.


Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Il giorno del ricordo
Poesia dedicata alle stragi nelle foibe e all’esodo degli istriani

Urlavano Italia,
e caddero

Bruciavano di dolore,
e caddero.
Indifesi e soli,
svanirono in infernali voragini.

Eco di silenzioso dolore
gettato in un baratro di follia
che profuma di morte.

La polvere mi parla di loro,
sussurri di mille voci
singhiozzi, silenzi, troppi silenzi.

Sofferenza in terre d’amore,
sfumature d’Istria, onde di Trieste
profumi di Zara e colori di Dalmazia.

Chi scampò lasciò tutto,
una lunghissima carovana
di lacrime dure partì,
verso la loro terra, la loro nazione.
Tornarono nella loro patria,
esuli  con la morte negli occhi
e la speranza nell’anima,
spogli di tutto tranne che la dignità
pronti a rinascere nuovamente,
con l’orgoglio di aver combattuto,
vivendo con l’Italia nel cuore.

Ermanno Eandi

Poeta, giornalista e scrittore