Oltre il presente: educare ai diritti del futuro

La valutazione di impatto generazionale in un Paper di ASVIS


Insegnare la pace e i diritti umani significa, prima di tutto, coltivare un profondo senso di responsabilità verso l’altro. Di solito, questo “altro” ha il volto dei nostri studenti o dei popoli che soffrono nel presente. Tuttavia, il recente rapporto “Future Paper 1/2026” ci invita a estendere il nostro sguardo a chi ancora non ha voce: le generazioni future. La giustizia intergenerazionale non è solo una questione economica, ma un pilastro di solidarietà comunitaria che affonda le radici nella tutela dei diritti fondamentali nel tempo. In Italia, la Legge n. 167 del 2025 ha finalmente sancito l’obbligo per il Governo di valutare le nuove norme in termini di effetti sociali e ambientali sulle giovani generazioni. Si tratta di un salto culturale che trasforma il principio costituzionale di tutela del futuro, inserito nel 2022, in uno strumento operativo concreto.

Perché questa legge non rimanga un esercizio burocratico, gli autori del Paper propongono dieci raccomandazioni strategiche che noi, come associazione impegnata nell’educazione, dobbiamo conoscere e sostenere.

La prima raccomandazione suggerisce di assumere la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) come una vera “infrastruttura cognitiva permanente” del processo normativo, superando la logica dei singoli settori per abbracciare una prospettiva estesa a tutto il corso della vita. Il secondo punto esorta a utilizzare la VIG come una leva per spostare le politiche pubbliche da una logica puramente difensiva a una generativa, capace di ampliare le opportunità e l’autonomia delle nuove generazioni. Terzo, è fondamentale rafforzare la partecipazione delle cittadine, dei cittadini e soprattutto delle e dei giovani, rendendola una componente strutturale e non simbolica della valutazione.
La quarta indicazione riguarda la necessità di garantire l’indipendenza tecnica degli organismi responsabili della VIG, dotandoli di risorse umane e strumentali qualificate per assicurare analisi di alta qualità. Quinto, occorre rafforzare la capacità del Parlamento di utilizzare i risultati della VIG, estendendo la valutazione anche agli emendamenti introdotti durante l’iter legislativo. Sesto, bisogna assicurare la tempestività della valutazione, in particolare per i decreti-legge che determinano effetti significativi sui giovani.
Il settimo pilastro promuove l’uso della VIG a livello locale, favorendo lo scambio di buone pratiche tra Comuni, Regioni e Stato per creare modelli comuni di giustizia intergenerazionale. Ottavo, è indispensabile potenziare il sistema informativo nazionale e l’ecosistema dei dati su infanzia, adolescenza e transizioni generazionali per basare le scelte su evidenze solide. Nona raccomandazione: rafforzare la base metodologica della VIG costruendo modelli e indicatori integrati che includano non solo variabili economiche, ma anche sociali e ambientali. Infine, la decima, invita a considerare sempre gli effetti degli andamenti demografici di medio-lungo periodo, rendendo espliciti i compromessi necessari in contesti di bassa fecondità e invecchiamento accelerato.

Come educatori, sappiamo che la povertà educativa è la più subdola delle ingiustizie, poiché nega alle bambine e ai bambini la possibilità di affrontare le sfide del proprio tempo con strumenti adeguati. L’equità intergenerazionale è, in ultima analisi, un patto educativo che riconosce nell’istruzione la chiave per la dignità e la partecipazione attiva.


LABORATORIO DI CITTADINANZA:
IL FUTURO SOTTO PROCESSO

Una proposta di Debate

La Tesi del Giorno: “Questa Assemblea approva l’introduzione di una tassa immediata sul consumo di plastica monouso e sui voli aerei nazionali per finanziare un fondo pensionistico garantito e borse di studio digitali per chi nascerà dopo il 2030.”

Per preparare le argomentazioni, entrambe le squadre devono analizzare la proposta usando le domande chiave utilizzate dagli esperti in Europa:
Impatto sulle fasi della vita: Questa misura svantaggia ingiustamente le persone che si trovano in una particolare età oggi (es. i lavoratori attuali o i giovani che viaggiano per studio)?
Impatto nel tempo: La legge crea benefici solo tra molto tempo o danneggia eccessivamente chi vive nel presente?
Trasmissione delle disuguaglianze: Questa scelta rischia di far sì che chi è già povero oggi lo sarà ancora di più in futuro?
Libertà di scelta: Stiamo decidendo troppo per chi verrà dopo, limitando le loro opzioni di vita?
Visione comune: Questa legge ci avvicina o ci allontana dall’idea di Italia e di Europa che vogliamo costruire per il 2050?

SQUADRA PRO (custodi): deve dimostrare che preservare le risorse e garantire diritti a chi non ha ancora voce è l’unico modo per rispettare la Costituzione e il principio di “giusti risparmi”. Deve puntare sulla necessità di correggere i debiti ambientali e sociali ereditati.

SQUADRA CONTRO (“realisti”): deve dimostrare che la misura crea un’ingiustizia immediata verso chi vive oggi, magari aumentando la povertà delle famiglie attuali per un beneficio incerto. Deve analizzare se il “tasso di sconto” applicato al benessere presente sia troppo alto.

Ricordiamo che per rendere queste discussioni efficaci, il Paese dovrebbe seguire le linee guida del Paper:
assumere la valutazione generazionale come infrastruttura cognitiva permanente
spostare le politiche verso una logica generativa e non solo difensiva rafforzare la partecipazione strutturale dei giovani
garantire l’indipendenza tecnica di chi valuta le leggi
potenziare la capacità del Parlamento di analizzare gli impatti nel tempo
assicurare che la valutazione sia tempestiva per ogni atto normativo
promuovere l’uso di questi strumenti anche a livello locale nei Comuni
potenziare i dati su infanzia e adolescenza per decidere meglio
rafforzare la base metodologica con modelli scientifici integrati
considerare sempre l’effetto reale degli andamenti demografici nel lungo periodo

Per l’insegnante: Questo esercizio trasforma la scuola in un “laboratorio di democrazia anticipatoria”, dove i ragazzi imparano che ogni scelta politica ha una “eco” che risuona per decenni.


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