Al via la 61ª sessione del Consiglio ONU: il drammatico monito di Antonio Guterres
Si è aperta il 23 febbraio 2026 presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra la 61ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, in un clima di profonda inquietudine per la stabilità internazionale. Ad inaugurare i lavori è stato il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, il quale ha pronunciato quello che molti osservatori definiscono come uno dei suoi discorsi più duri e accorati degli ultimi anni.
Il fulcro dell’intervento di Guterres è stata la denuncia di un pericoloso slittamento globale: il passaggio dallo stato di diritto alla “legge della forza”. Il Segretario Generale ha avvertito che i diritti umani sono sotto un attacco frontale e su vasta scala, orchestrato spesso proprio da chi detiene il massimo potere. “Questo assalto non avviene nell’ombra”, ha dichiarato Guterres, “ma in piena luce, sotto gli occhi di una comunità internazionale troppo spesso indifferente”.
Il discorso di apertura di questa sessione non poteva ignorare le ferite aperte dei conflitti attuali. Guterres ha ricordato con fermezza il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, che ha già causato oltre 50.000 vittime civili, invocando la fine immediata dello spargimento di sangue. Parole altrettanto pesanti sono state riservate alla situazione nei Territori Palestinesi Occupati. Guterres ha denunciato come la soluzione a due stati venga “smantellata in pieno giorno”, definendo le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale come palesi e intenzionali. Il panorama dei conflitti si è poi esteso al Sudan e alla Repubblica Democratica del Congo, esempi di come la sofferenza umana sia diventata, per molti attori politici, un semplice “inconveniente” o una pedina di scambio.
Oltre alle armi convenzionali, la 61ª sessione si trova a dover affrontare minacce inedite. Il Segretario Generale ha sottolineato come le tecnologie emergenti, in particolare l’intelligenza artificiale, vengano sempre più utilizzate per sopprimere i diritti, aumentare le disuguaglianze e discriminare le fasce più marginalizzate della popolazione. Ha inoltre citato la violenta repressione delle proteste in Iran e la crescente criminalizzazione di giornalisti, attivisti e ONG, segnalando una preoccupante chiusura degli spazi civici in ogni angolo del pianeta.
In un passaggio chiave, Guterres ha ribadito che i diritti umani non sono un “menu” da cui i leader possono scegliere solo le portate più gradite. “I diritti economici, sociali, civili e politici sono indivisibili e universali”, ha ricordato, attingendo anche alla propria esperienza personale vissuta sotto la dittatura di Salazar in Portogallo per testimoniare come l’assenza di libertà corroda ogni fibra della società.
Il discorso si è concluso con un appello solenne ai membri del Consiglio: non permettere che l’erosione dei diritti umani diventi il prezzo accettato per la convenienza politica o la competizione geopolitica.
La 61ª sessione si preannuncia dunque come un banco di prova decisivo per capire se l’ONU riuscirà ancora a fungere da “scudo per i vulnerabili” in un mondo che sembra aver smarrito la bussola della legalità internazionale.
Video del discorso completo: UN chief: Rule of force replacing rule of law in dangerous global shift
Per seguire la Sessione: https://webtv.un.org/en/schedule