Clima e deregulation: la “svolta” USA come caso studio per l’Educazione civica

Perché la scuola rimane una delle poche speranze


Le recenti notizie provenienti da oltreoceano segnano una cesura netta nelle politiche ambientali globali. A metà febbraio 2026, l’amministrazione Trump ha ufficialmente revocato l'”Endangerment Finding”, la norma cardine che dal 2009 classificava i gas serra come una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente.
Questa decisione, descritta da più parti come un “colpo mortale” all’azione climatica federale, non è solo un fatto politico, ma può essere un (preoccupnate) caso studio per i nostri percorsi di Educazione Civica.

Il nesso di causalità: IPCC e il “codice rosso” per l’umanità
Il punto di riferimento imprescindibile dal punto di vista scientifico è l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) dell’ONU. Nel suo Sesto Rapporto di Valutazione (AR6), l’IPCC afferma con “inequivocabile certezza” che l’influenza umana ha riscaldato l’atmosfera, l’oceano e la terra a un ritmo senza precedenti negli ultimi 2000 anni.
La concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato le 420 ppm (parti per milione), un livello mai raggiunto negli ultimi 2 milioni di anni. Revocare le norme sui gas serra significa ignorare che la capacità della Terra di irradiare calore nello spazio è alterata: l’energia trattenuta dai gas serra equivale all’esplosione di circa 5 bombe atomiche di Hiroshima al secondo.

La minaccia alla salute pubblica nel monitoraggio dell’OMS
L’argomentazione politica della “deregulation” spesso separa l’economia dalla biologia. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il cambiamento climatico come “la più grande minaccia alla salute che l’umanità deve affrontare”.
La deregolamentazione delle emissioni di metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) non causa solo il riscaldamento globale, ma esaspera l’inquinamento atmosferico locale (ozono troposferico e polveri sottili). Secondo il rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change, l’aumento delle ondate di calore e la diffusione di malattie vettoriali (come Dengue e Malaria) sono già realtà cliniche che gravano sui sistemi sanitari nazionali.

Il “Tipping Point” e l’irreversibilità
Un concetto scientifico chiave da portare in classe è quello dei Tipping Points (punti di non ritorno). Rapporti dell’ONU come UNEP – Emissions Gap Report avvertono che se la temperatura globale superasse la soglia di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, si innescherebbero processi irreversibili, come lo scioglimento del permafrost siberiano (che rilascerebbe enormi quantità di metano, potenziando ulteriormente l’effetto serra) o il collasso della calotta glaciale antartica.
La “libertà economica” invocata dalla deregulation USA si scontra con la termodinamica: non esiste libertà politica in un ecosistema collassato.

Proposte di attività basate sui dat
Per trasformare queste nozioni in competenze di cittadinanza attiva, i docenti possono proporre:
1. Analisi dell’Emissions Gap Report (UNEP). Gli studenti, divisi in gruppi, analizzano i grafici dell’ONU che mostrano il divario tra le promesse degli Stati e le emissioni reali. Domanda guida: “In che modo la scelta degli USA sposta la curva delle emissioni globali e quali nazioni (es. Brasile, UE) potrebbero compensare o, al contrario, seguire l’esempio negativo?”
2. Laboratorio “Il costo dell’inerzia”. Utilizzando i dati della Banca Mondiale e dell’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), calcolare i costi economici dei disastri climatici rispetto ai costi della transizione ecologica. Questo serve a scardinare l’idea che la protezione ambientale sia un “lusso” che frena l’economia.
3. Studio di caso sulla Cop21 e l’Accordo di Parigi. Analizzare l’articolo 2 dell’Accordo di Parigi (mantenere l’aumento ben al di sotto dei 2°C). Gli studenti devono valutare se la revoca delle norme nazionali americane costituisca una violazione del diritto internazionale e quali sono le conseguenze per la giustizia climatica globale (il principio della “Responsabilità comune ma differenziata”).


“L’educazione non trasforma il mondo. L’educazione trasforma le persone. Le persone trasformano il mondo” (Paulo Freire)

“Quale sarà il futuro dell’individuo, della collettività, della specie nel mondo che stiamo costruendo? […] Solo se riusciremo a tenere insieme la precisione dell’intelligenza e l’impeto del cuore, potremo evitare che la terra diventi un deserto di astrazioni” (Italo Calvino)

C’è un Larsen nel mondo, un fischio che spacca le orecchie / Ma nessuno lo sente, o fa finta che non ci sia / Mentre il ghiaccio si scioglie e la terra va in agonia / Noi stiamo qui a contare i soldi della farmacia” (Caparezza)

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