Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 221/2025


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale termina il percorso di definizione formale della nuova normativa che ridisegna, per quanto di competenza dello Stato, il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo.

Attenzione, però, al fatto che dal prossimo anno scolastico “le scuole dell’infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione adottano le Indicazioni nazionali di cui al comma 1, a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, procedendo in prima attuazione e con gradualità alla rielaborazione del curricolo d’istituto(articolo 1, comma 2).
Inoltre, in relazione alla questione dell’insegnamento del latino “può essere avviato, in via di prima applicazione, a partire dalle classi seconde e terze funzionanti nell’anno scolastico 2026/2027, utilizzando gli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell’offerta formativa, nelle more dell’integrazione del quadro orario settimanale e annuale della scuola secondaria di primo grado, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89″ (articolo 2, comma 3). Cioè fino all’integrazione del quadro orario settimanale (leggasi dell’organico di Istituto…) si procede solo con la Normativa già vigente e, quindi, già applicabile senza necessità del DM 221/2025 potendosi già realizzare ai sensi del DPR 275/1999. Infatti, “Dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti ivi previsti con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente” (articolo 5, comma 4).

Inoltre:
– le Indicazioni del DM 254/2012 “continuano ad applicarsi per le classi intermedie di scuola primaria e secondaria di primo grado già funzionanti nell’anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei rispettivi corsi” (articolo 5, comma 1);
– solo per la disciplina “Storia”, dall’anno scolastico 2027/2028, “le classi terze di scuola primaria anticipano l’adozione delle Indicazioni nazionali” (articolo 5, comma 1);
– le Indicazioni del DM 254/2012 “cessano di avere efficacia a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027 per la scuola dell’infanzia, dall’anno scolastico 2028/2029 per la scuola secondaria di primo grado e dall’anno scolastico 2030/2031 per la scuola primaria” (articolo 5, comma 3).

Ultima annotazione, molto importante per il lavoro delle scuole: “Fino alla completa attuazione delle Indicazioni nazionali (…) i collegi dei docenti adattano e rimodulano il curricolo per le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado per le discipline che presentano competenze attese, obiettivi specifici di apprendimento e conoscenze con una scansione temporale diversa rispetto a quella delle Indicazioni nazionali allegate al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254” (articolo 5, comma 2).

Si tratta di una “clausola di salvaguardia didattica”, necessaria per gestire la fase di transizione tra il vecchio e il nuovo ordinamento.
Occorre tenere bene in mente questi passaggi:
Gradualità dell’entrata in vigore
Le nuove Indicazioni Nazionali non sostituiscono quelle del 2012 istantaneamente per tutte le classi. L’adozione parte dall’anno scolastico 2026/2027 e riguarda inizialmente solo le classi prime (della primaria e della secondaria di primo grado). Le classi intermedie (seconde, terze, ecc. già avviate) continueranno invece a seguire le vecchie Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del loro ciclo.
Il problema possibile di una “scansione temporale diversa”
Le nuove Indicazioni potrebbero aver spostato l’insegnamento di alcuni argomenti ovvero l’acquisizione di certe competenze da un anno all’altro rispetto al passato. Ad esempio: se nelle vecchie Indicazioni (2012) un argomento di Storia si affrontava in 5ª primaria, ma nelle nuove (2025) è stato anticipato alla 4ª o posticipato alla 1ª secondaria di I grado, si potrebbe crea un disallineamento temporale.
Azione collegiale sul Curricolo di Istituto
In questo caso, i Collegi dei docenti hanno il compito di intervenire attivamente (“adattano e rimodulano”) sul Curricolo d’istituto per armonizzare questo passaggio. In pratica, i docenti devono verificare se ci sono discipline in cui i obiettivi o conoscenze sono stati “spostati” nella scansione cronologica rispetto a prima.
Se così fosse, devono modificare la programmazione didattica per evitare due rischi:
– che gli alunni “saltino completamente un argomento” o non lavorino su alcuni obiettivi, perché nel vecchio ordinamento era previsto l’anno successivo, ma nel nuovo era previsto l’anno precedente;
– che gli alunni tornino inutilmente su argomenti già svolti o su obiettivi già consolidati, perché nel nuovo ordinamento sono stati spostati in avanti nel ciclo di studi.
In sintesi, la norma prevede che, finché il nuovo sistema non sarà andato a regime su tutte le classi (cosa che per la scuola primaria avverrà nell’anno scolastico 2030/2031 e per la secondaria nel 2028/2029), la scuola ha il dovere di riadattare il Curricolo di Istituto anno per anno. Questo serve a garantire che il percorso formativo degli studenti rimanga coerente e completo, nonostante il cambiamento delle regole in corso d’opera.


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