1943-2026 – A 83 ANNI DALLA LIBERAZIONE DI NAPOLI

Qualche appunto dal corteo del 2 ottobre


Il corteo del 2 Ottobre è uno dei momenti simbolicamente più significativi del ciclo di iniziative dedicate alle Quattro Giornate di Napoli. E’ sempre stato così. Grazie all’impegno della V Municipalità, alle scuole coinvolte e alle sezioni dell’ANPI territoriali, in migliaia vi prendono parte, soprattutto giovani: come erano giovani, soprattutto giovani e studenti, i caduti negli scontri con i nazifascisti nel quartiere del Vomero nel settembre del ’43. Adagiate nel Liceo Sannazzaro, le loro salme furono poi prese e portate solennemente nello spazio antistante lo stadio. Tra loro, Alfonso Pansini, da cui ha preso il nome uno dei Licei più attivi nella lotta antifascista. Le tante voci delle ragazze e dei ragazzi di questo liceo, insieme a quelle degli studenti del Sannazzaro e del Mazzini, sono state, credo, la vera novità rispetto alle esperienze passate: appassionate e pienamente consapevoli della posta in gioco. Agli interventi istituzionali, come quello di Clementina Cozzolino, Presidente della Municipalità, al saluto di Michele Petraroia, in rappresentanza dell’ANPI nazionale, e al mio contributo, le loro testimonianze sono state portate dinanzi alla targa che porta il nome di Antonio Amoretti. Hanno pronunciato parole chiare, quelle che mio padre fece sue fin da quando, sedicenne, decise di scendere in strada a combattere: di impegno a lottare contro ogni forma di ingiustizia e di violenza. Non abbandonare il campo nella difesa della libertà che la generazione del ’43 ha conquistato col sangue: per le ragazze e i ragazzi che erano lì questa mattina, questo significa essere antifascisti. Non voltarsi dall’altra parte se la libertà è in pericolo, se i diritti sono minacciati, se la dignità è calpestata. Non poteva mancare, per queste ragioni, il loro grido di rabbia per lo sterminio del popolo palestinese. Quel grido si è fatto sentire.


https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/10/02/quattro-giornate-la-mostra-permanente-entra-nella-vita-quotidiana_c82c1bb7-e5bd-4fc0-be59-56b223fa0772.html


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