Bojano-Mauthausen: un viaggio per costruire la coscienza civile


L’Istituto Omnicomprensivo Statale “Lombardo Radice – Amatuzio – Pallotta” di Bojano si fa portavoce di un forte messaggio di cittadinanza attiva con il suo nuovo progetto, intitolato “La Rotta Bojano-Mauthausen: 1255 km di anticorpi contro il memoricidio”.

Questa iniziativa non nasce per caso, ma si inserisce all’interno di un preciso percorso normativo e istituzionale di livello nazionale. La base di partenza è la Legge 20 luglio 2000, n. 211, modificata a marzo 2025, che ha istituito un fondo specifico presso il Ministero dell’istruzione e del merito per promuovere i “viaggi nella memoria” ai campi di concentramento nazisti. Per dare attuazione a questa legge, il Ministero ha emanato il Decreto Direttoriale n. 3620 del 29 novembre 2025, ripartendo un totale di 2 milioni di euro per l’anno finanziario 2025 tra i vari Uffici Scolastici Regionali.

All’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Molise, sulla base della popolazione studentesca, sono stati assegnati 9.600 euro. L’USR ha quindi indetto un Avviso Pubblico a febbraio 2026 per individuare le scuole meritevoli di questi fondi. A seguito della valutazione di un’apposita commissione, il progetto dell’Istituto di Bojano è rientrato tra le istituzioni scolastiche beneficiarie delle risorse.

Come illustrato approfonditamente nella scheda progetto che troverete in allegato, l’iniziativa culminerà in un viaggio d’istruzione storico-didattico di sei giorni presso il Campo di concentramento di Mauthausen, destinato a nove studenti di una classe quinta e a un docente. L’esperienza non è intesa come una semplice visita, ma come il compimento di un cammino articolato (fatto di laboratori storiografici, letture iconografiche, podcast ed elaborati multimediali) che mira a una conoscenza diretta e consapevole dei meccanismi strutturali che hanno reso possibile lo sterminio.

Il fulcro di tutta l’attività è la profonda convinzione che la memoria sia fondamentale per la costruzione della pace e per l’educazione civica. L’obiettivo è far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni di fronte all’estrema sofferenza patita dal popolo ebraico. La memoria diventa così uno strumento vivo, un “anticorpo” contro l’indifferenza democratica, i linguaggi d’odio, le derive autoritarie e l’analfabetismo civile.
Studiando i luoghi dell’annientamento in parallelo con i principi della Costituzione Italiana (come gli articoli 3, 8, 10, 11 e 21), i giovani apprendono che il ricordo collettivo è essenziale per garantire la convivenza civile e prevenire nuove discriminazioni. Al termine del viaggio, gli studenti diventeranno “ambasciatori e seminatori di spore”, condividendo le proprie esperienze con i compagni più giovani (il peer-to-peer), trasformando l’apprendimento in una vera e propria responsabilità collettiva.

Questa solida impalcatura etica si allinea perfettamente con l’essenza dei Principi universali di educazione civica, redatti a Ginevra nel 1968 da Jean Piaget e Jacques Mühlethaler, quest’ultimo fondatore dell’Associazione Mondiale Ecole Instrument de Paix (E.I.P.), Ente accreditato che supporta istituzionalmente il progetto di Bojano.
Il progetto declina in modo tangibile queste storiche direttrici:
– ribadisce che “la scuola è al servizio dell’umanità” (Principio I) e favorisce la “comprensione reciproca” (Principio II) smontando i meccanismi di deumanizzazione e pregiudizio;
– ponendo i ragazzi di fronte agli orrori del passato, “educa al rispetto della vita e degli uomini” (Principio III) e insegna la vitale importanza della “tolleranza” (Principio IV);
– infine, affidando ai ragazzi il ruolo di testimoni attivi, sviluppa quel fondamentale “senso di responsabilità” (Principio V) e sprona alla “solidarietà” per superare l’egoismo (Principio VI), dimostrando che l’umanità progredisce solo attraverso lo sforzo personale e la collaborazione attiva contro ogni forma di discriminazione.


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