Ad Arzano un Convegno per costruire il futuro
Il prossimo giovedì 12 marzo 2026, alle ore 10:00, il Palarea di Arzano ospiterà una riflessione globale ospitando il 3° Convegno sui temi della convivenza tra i popoli intitolato “E’ l’ora della Pace”. L’evento è promosso dall’Istituto Comprensivo “D’Auria-Nosengo” di Arzano, guidato dalla Dirigente scolastico Fiorella Esposito, in rete con gli Istituti Comprensivi “Ariosto”, “De Filippo Vico” e “Wojtyla” e con l’adesione del Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato.
La presenza di diversi contributo offre una pluralità di prospettive, indispensabile per affrontare la complessità del tema: interverranno Anna Maffei, pastora dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Don Davide Trapani, parroco della Chiesa Cristo Redentore per testimoniare l’impegno e il dialogo interconfessionale; la dimensione civile e umanitaria sarà rappresentata da Loredana Mariniello di Emergency e da Agnese Ginocchio, Presidente del Movimento Internazionale per la Pace, mentre il Dottor Lanfranco Genito del Gruppo Pace MCE porterà l’esperienza della “Flottilla dei bambini”.
Un contributo significativo sarà offerto con la presenza dalla sezione Campania di E.I.P. Italia, rappresentata dalla Professoressa Silvana Rinaldi, la cui presenza sottolinea il legame tra l’istituzione scolastica e la nostra Associazione.
Proprio la presenza di E.I.P. Italia richiama la missione fondamentale della “Scuola Strumento di Pace”, un concetto che la Presidente Anna Paola Tantucci definisce come un impegno per il “disarmo dello spirito finalizzato a disarmare la mano”.
La scuola è un laboratorio di educazione alla pace in cui i diritti umani diventano contenuti trasversali capaci di permeare ogni disciplina. In questa prospettiva, l’educazione alla pace si configura come “una “pace positiva”, ovvero un progetto comune da costruire insieme attraverso la solidarietà sociale, piuttosto che un semplice stato di assenza di guerra da difendere passivamente. Secondo la visione di Jean Piaget, ispiratore dei Principi universali di Educazione civica, un’educazione alla pace efficace deve evitare il rischio di rimanere un misticismo superficiale o una serie di opinioni precostituite, per diventare invece un metodo di comprensione e reciprocità. Piaget, nei suoi scritti, sottolinea che l’obiettivo non è annullare le identità nazionali in una coscienza universale astratta, ma insegnare a ciascuno a collocarsi nell’insieme degli altri uomini, coordinando la propria prospettiva con quella altrui per superare l’egocentrismo collettivo.
Il ruolo della scuola diventa quindi quello di fornire competenze cognitive, etiche e sociali che permettano ai giovani di passare dalla cultura della protesta alla cultura della proposta. I Principi Universali di Educazione Civica promossi da E.I.P. ricordano che la scuola deve aprire a tutti i fanciulli la strada della comprensione reciproca e sviluppare il senso di responsabilità, considerato uno dei massimi privilegi della persona umana.
In un mondo caratterizzato da interdipendenza economica, politica e spirituale radicale, comprendere il punto di vista dell’altro non è più un lusso ideale ma una necessità di sopravvivenza. Educare ai diritti umani significa dunque formare cittadini consapevoli che la libertà e l’uguaglianza non sono solo dichiarazioni formali, ma pratiche quotidiane di ascolto, mediazione e rispetto della dignità umana in ogni sua forma.
