Gli auguri della Presidente nazionale Anna Paola Tantucci per le festività pasquali
Carissimi cari soci e amici di EIP Italia,
c’è una tentazione forte, in questa Pasqua 2026, ed è quella di chiudere occhi e orecchie.
Il peso delle macerie, il rumore dei conflitti che lacerano il Medio Oriente, l’Europa dell’Est e il Sudan, e la stanchezza di una cronaca che sembra parlare solo la lingua della fine, spingono spesso verso lo sconcerto o l’indifferenza.
Ma come Associazione di educazione ai diritti umani e alla pace, sappiamo che la Pasqua non è attesa passiva, ma un atto di insurrezione morale.
È la scelta ostinata di non guardare un sepolcro sigillato o un popolo oppresso dalla schiavitù, ma di cogliere i semi di pace che, nonostante tutto, stanno spaccando la pietra della violenza in ogni angolo del mondo.
Quest’anno, il nostro augurio è un invito a farsi cercatori di questi germogli.
Li abbiamo visti pochi giorni fa, il 24 marzo a Roma, nella marcia “Mother’s Call Barefoot”. In quel passo scalzo di centinaia di madri, abbiamo visto la forza della vulnerabilità: camminare nude sulla terra ferita per chiedere la fine dei massacri non è solo un simbolo, è la rinascita dell’empatia che rifiuta le armi.
È lo stesso spirito di Chiara Mocchi, docente ferita da un suo studente, che in una lettera straordinaria ha risposto al dolore non con la vendetta, ma con la cura. Restare educatrice di fronte al colpo ricevuto è l’essenza stessa della Pasqua: impedire che il male spenga la funzione vitale dell’insegnamento.
Se alziamo lo sguardo al mondo, i semi di pace che vogliamo cogliere sono ovunque.
Sono nelle 17 scuole sotterranee di Kharkiv, in Ucraina, dove proprio in questo marzo 2026 la vita si è spostata nel grembo della terra per proteggere il diritto al futuro dei bambini.
Sono nelle scuole segrete dell’Afghanistan, dove le donne sfidano l’oscurità del regime trasformando le loro case in aule, perché un libro aperto è una pietra che rotola via dal sepolcro dell’ignoranza.
Sono a Gaza, dove tra le rovine di un intero sistema scolastico, migliaia di bambini tornano a sedersi in cerchio nelle tende dell’UNICEF per il programma “Back to Learning”: vedere un quaderno aperto dove tutto è stato abbattuto è la prova che l’istruzione è l’unico argine all’annientamento dell’anima.
Sono nel grido delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina che, nel 50° anniversario del golpe, ci ricordano che la memoria è un organismo vivo che genera giustizia, non cenere del passato.
Sono nei laboratori di pace dei Balcani, dove studenti serbi, albanesi e bosniaci si sono incontrati per scrivere una storia comune, oltre i nazionalismi: vedere ragazzi che scelgono di studiare insieme le lingue degli ‘altri’ è la prova che il dialogo è un seme capace di abbattere muri che sembravano eterni.
Sono nelle vittorie dei popoli indigeni in Amazzonia, che poche settimane fa hanno salvato i loro fiumi dalla privatizzazione, ricordandoci che la pace è anche riconciliazione con la Terra Madre.
Sono in Sudan, dove dopo oltre 500 giorni di chiusura forzata delle scuole a causa della guerra civile, sono nate le “Classi della Resilienza” nei campi profughi: vedere insegnanti volontari che hanno perso tutto tranne la loro missione, è la prova che il desiderio di imparare è un seme che nessuna arma può calpestare.
Cogliere questi semi significa riconoscere che la Resurrezione accade ogni volta che un diritto viene difeso, ogni volta che un insegnante non si arrende, ogni volta che una comunità sceglie il dialogo invece del muro.
Il nostro impegno per i mesi a venire è questo: non lasciare che questi germogli secchino nell’indifferenza.
Vogliamo essere il terreno fertile in cui questi esempi possano crescere e diventare cultura, educazione, prassi politica.
Vi auguriamo una Pasqua di piedi in cammino e di mani pronte a seminare.
Perché la vita non ritorna semplicemente: la vita ri-sorge, e noi vogliamo essere lì a testimoniarlo.
Buona Pasqua di Pace e Diritti
Roma, 30 marzo 2026
Anna Paola Tantucci
Presidente nazionale EIP Italia Scuola strumento di pace ETS
