Oltre il 5%: la rivoluzione gentile di Artemisia Gentileschi nella toponomastica napoletana

Artemisia ha la sua strada: ora Napoli onori il sacrificio di Eleonora Pimentel Fonseca


La parità  di genere passa anche dalla toponomastica. La toponomastica femminile è un potente strumento di parità di genere e di riconoscimento culturale, poiché i nomi delle strade riflettono la storia e i valori di una comunità.
Attualmente, in Italia, persiste un forte squilibrio, con solo una piccola percentuale di vie (circa il 3-5%) intitolata a donne, spesso figure religiose ,sante e martiri.
La richiesta di intitolare un luogo del Vomero ad Artemisia Gentileschi è partita dai “Mercoledì Cuturali” dell’EIP Italia Scuola Strumento di Pace, iniziativa a cura di Ersilia Di Palo, fin dal 2021. 
La  richiesta, raccolta, seguita e  sostenuta nel suo lungo  percorso burocratico dalla consigliera Cinzia Del Giudice, finalmente  il 17 marzo del 2026 Artemisia Gentileschi ha avuto il suo  luogo fisico, simbolico,  nel territorio  le cui strade sono intitolate agli artisti di tutte le epoche.

Artemisia occupa un posto di rilievo nella memoria collettiva non solo per il suo immenso valore artistico, ma anche come simbolo di resilienza e determinazione. Un riconoscimento potente ad una delle più grandi artiste di tutti i tempi, nata a Roma ma vissuta in gran parte a Napoli , dove ha lasciato un’ impronta indelebile della sua personalità artistica, umana e spirituale. 

Questa iniziativa ha trasformato le scale, luogo di passaggio, in un promemoria quotidiano della forza  e del talento femminile.
Un luogo simbolo della lotta contro la violenza alle donne, simbolo del lungo percorso di emancipazione delle donne.

Ora un’altra battaglia ci aspetta. Dare onore e dignità ad Eleonora Pimentel Fonseca, figura chiave della Repubblica Napoletana del 1799. Eleonora  merita un riconoscimento monumentale a Napoli per onorare il suo sacrificio politico e intellettuale. Un busto  celebrerebbe la sua vita come poetessa, giornalista, rivoluzionaria e vittima della repressione borbonica, elevandola a simbolo della dignità femminile e democratica

Ersilia Di Palo

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