Un convegno a conclusione delle delle attività per il progetto PRIN Promoting Teacher’s Health through an Interactive Web Portal
Si è tenuto presso l’Università LUMSA il convegno dedicato al benessere degli insegnanti, con una significativa riflessione sulla dimensione plurale e “comunitaria” del tema al servizio degli esiti di apprendimento degli studenti. Un evento che ha segnato un passo importante nell’analisi sistemica del mondo scuola e nel contrasto al fenomeno del burnout: al centro del dibattito, la presentazione di “Happy Teaching”, un’applicazione di salute digitale progettata per il monitoraggio preventivo dello stress nel personale scolastico (docenti, ATA, dirigenti scolastici).
I dati emersi durante i lavori delineano un quadro di forte pressione per chi opera nella scuola: secondo l’Osservatorio Scuola e Benessere (OSB) di LUMSA, nato con l’obiettivo di sostenere il benessere psicologico e organizzativo nei contesti scolastici e educativi e animato dall’azione della Prof.ssa Fiorilli e del Comitato scientifico, circa un docente su tre manifesta stress e il 20% dichiara di voler lasciare il lavoro. In questo contesto, il benessere dell’insegnante non è solo una questione individuale, ma una leva strategica: se un docente soffre, l’intero sistema — inclusi studenti e famiglie — ne risente.
In apertura il Prof. Gennaro Iasevoli, Prorettore alla ricerca e all’internazionalizzazione di LUMSA, ha presentato il convegno entro tre pilastri strategici che si rafforzano reciprocamente (ricerca scientifica, valore pubblico e trasformazione digitale) sottolineando come il benessere degli insegnanti non sia solo un obiettivo di salute individuale, ma un valore pubblico inserito nei piani integrati dell’Amministrazione, volto a migliorare le performance del sistema scuola nel suo complesso.
La Prof.ssa Gabriella Agrusti ha inquadrato il progetto di ricerca nell’ambito delle attività del Centro Formazione, Insegnamento, Ricerca, Educazione (FIRE), istituito dall’Università per il coordinamento delle azioni finalizzate alla preparazione dei futuri docenti e dirigenti scolastici e al loro accompagnamento culturale una volta entrati nel mondo della scuola. Ha sottolineato come uno degli aspetti caratterizzanti le scelte di LUMSA sia l’impegno a coniugare ricerca e didattica, nella convinzione dell’importanza strategica e dell’alto livello di competenza richiesto per “insegnare a chi insegna”.
L’intervento della Prof.ssa Maria Grazia Confalonieri (Università Cattolica del Sacro Cuore) ha rappresentato uno dei momenti centrali del convegno, offrendo una prospettiva psicologica e accademica profonda sulla figura del docente oggi.
Spostando il focus professionale sulla dimensione relazionale ed emotiva, si comprende che l’insegnamento non può più essere ridotto alla sola erogazione di contenuti e che, in un contesto scolastico sempre più complesso, l’insegnante si trova a gestire dinamiche psicologiche che richiedono nuove forme di supporto.
Confalonieri ha evidenziato come l’applicazione Happy Teaching non sia solo un monitoraggio tecnico, ma uno strumento di consapevolezza. Attraverso il feedback immediato, il docente è stimolato a riflettere sul proprio stato emotivo, trasformando un momento di stress in un’occasione di auto-analisi. Il benessere non è un’isola individuale: se il docente sta bene, migliora la qualità del legame educativo con lo studente. La prevenzione del burnout diventa quindi una precondizione necessaria per mantenere viva l’empatia, elemento che l’app stessa misura come fattore protettivo.
L’intervento della coordinatrice del progetto di ricerca Prof.ssa Caterina Fiorilli (Università LUMSA) si è concentrato sull’analisi dei fattori che determinano la qualità della vita professionale dei docenti, ponendo l’accento sulla necessità di passare dalla diagnosi del malessere alla costruzione attiva del benessere. Ha ribadito che il benessere dell’insegnante è una “leva strategica” per l’intero sistema scolastico: se un docente è in sofferenza, le ripercussioni colpiscono direttamente gli studenti e il clima di classe. Nel commentare i dati emersi dalla ricerca, ha sottolineato come i carichi burocratici e la mancanza di supporto organizzativo siano tra le principali cause di stress cronico. Sul piano operativo ha insistito sulla cultura della prevenzione, spiegando che intercettare precocemente i segnali di burnout permette di attivare strategie di supporto reciproco (caring) tra colleghi, riducendo l’isolamento professionale.
Il Prof. Umberto Moscato ha inquadrato il burnout nel lessico OMS come fenomeno professionale legato al lavoro, con manifestazioni tipiche di esaurimento energetico, distanziamento mentale dal lavoro e riduzione di efficienza/efficacia. Frequente nelle professioni di aiuto, colpisce in misura rilevante i più giovani. I sintomi sono molti e aspecifici (tra i più significativi: insonnia intesa come agitazione notturna e mancato recupero), richiedendo una lettura multidisciplinare e contestuale all’organizzazione del lavoro.
Ha stato segnalato il rischio di letture semplicistiche che imputano la scarsa produttività all’individuo, oscurando la dimensione organizzativa. La prevenzione deve essere precoce e continua,seguendo la persona lungo tutto l’arco della vita lavorativa.
Un elemento cardine emerso nel corso dell’evento è l’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni del terzo settore specializzate. In tal senso, l’Associazione E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace ETS ricopre un ruolo di primo piano grazie a un Accordo Quadro di Programma con l’Università LUMSA.
Tale accordo impegna le parti a promuovere congiuntamente eventi, seminari, convegni e, soprattutto, corsi di formazione e aggiornamento destinati a docenti e dirigenti scolastici. La formazione continua è stata infatti indicata come indispensabile per sostenere l’autoefficacia e la qualità didattica, specialmente se orientata verso una “dirigenza umanistica”, al centro dell’intervento del vicepresidente EIP Prof. Ottavio Fattorini, ideatore e co-fondatore delle scuole modello DADA, che ha ideato il costrutto e ha messo al centro del suo intervento la necessità che l’intera comunità scolastica sia coinvolta nella ricerca del benessere, docenti, studenti, personale ATA, e che il compito della governance e della leadership educativa sia quello di considerare gli adempimenti normativi uno strumento per la buona organizzazione, mentre il fine e la risposta al malessere e al burnout sia la qualità delle relazioni.
L’applicazione “Happy Teaching”, finanziata dal MUR e curata dall’OSB dell’Università LUMSA, si propone come uno strumento di digital health per intercettare i “campanelli d’allarme” prima che lo stress diventi burnout cronico. Attraverso questionari validati, fornisce un feedback a “semaforo” sul proprio stato di benessere (burnout, ansia, stress, empatia), garantendo il totale anonimato.
I docenti possono liberamente e autonomamente, se lo desiderano, scaricare l’applicazione e registrarsi inserendo come unico dato personale obbligatorio un indirizzo di posta elettronica personale.
L’utilizzo consente di rispondere ad alcuni questionari a scelta multipla su tematiche come Burnout, Bilanciamento scuola-famiglia, Lavoro compulsivo, Supporto percepito, Ansia, Stress, Disagio emotivo, Soddisfazione lavorativa.
I questionari, con riferimento a dati statistici validati, restituiscono in forma non diagnostica, un quadro informativo che consente di avere un feedback sulla situazione personale e, in caso di necessità, offre la possibilità di richiedere supporto individuale.