Mandato 2026-2028 nel Consiglio ONU per la Difesa dei Diritti Fondamentali
Con un risultato significativo, l’Italia è stata eletta come membro votante all’interno del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU) per il triennio 2026-2028. L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato l’elezione, con un sostegno di 179 Paesi a favore della candidatura italiana.
L’Italia ha ottenuto il primato di voti nel Gruppo dei Paesi Occidentali (Weog), un risultato che si aggiunge ai precedenti successi elettorali del 2023 (Commissione ONU per le droghe narcotiche) e del 2024 (Consiglio Economico e Sociale). Per l’Italia si tratta del quarto mandato nel CDU (gli incarichi precedenti sono stati 2019-2021, 2011-2014 e 2007-2010).
Riconoscimento politico e impegno futuro
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso grande soddisfazione da Roma, definendo l’elezione come “un chiaro segnale politico di fiducia” della comunità globale verso il ruolo attivo dell’Italia nella tutela dei diritti fondamentali.
Tajani ha poi delineato le priorità del Paese per il nuovo mandato:
– Contrasto a ogni forma di discriminazione.
– Tutela dei bambini e delle persone vulnerabili.
– Lotta alla violenza di genere.
– Difesa della libertà di espressione e di religione.
– Azione contro la pena di morte.
Il Ministro ha ringraziato i Paesi sostenitori, la Farnesina e la rete diplomatica per la campagna efficace, ribadendo che, in un contesto internazionale complesso, l’Italia continuerà a operare con “azione coraggiosa e responsabile” per la difesa dei principi universali di dignità e giustizia.
Gli altri eletti e il contesto del CDU
Insieme all’Italia, sono stati eletti per il prossimo triennio anche Angola, Cile, Ecuador, Egitto, Estonia, India, Iraq, Mauritius, Pakistan, Slovenia, Sud Africa, Regno Unito e Viet Nam.
Il Consiglio per i Diritti Umani, istituito a Ginevra nel 2006 in sostituzione della precedente Commissione, è un organo sussidiario dell’Assemblea Generale. Il suo compito è promuovere il rispetto universale e la protezione dei diritti umani, intervenire sulle violazioni e favorire il coordinamento interno al sistema ONU.
Si compone di 47 Stati membri, ripartiti su base geografica (13 Africa, 13 Asia-Pacifico, 8 America Latina, 7 Gruppo Europeo Occidentale, 6 Europa Orientale), con mandati triennali rinnovabili al massimo due volte consecutive. L’organismo si riunisce a Ginevra in tre sessioni ordinarie annuali (febbraio/marzo, giugno/luglio e settembre/ottobre), oltre a eventuali sessioni speciali convocate per affrontare urgenti questioni specifiche.
Il suo lavoro è supportato da meccanismi come l’Esame Periodico Universale (UPR) e le Procedure Speciali (Relatori e Esperti Indipendenti), ed è aperto al contributo delle ONG in status consultivo ECOSOC.
