Qualche indicazione di lettura

Tra saggi, romanzi e fiabe, dieci suggerimenti con uno sguardo rivolto alla scuola


Mentre l’estate si avvicina e con essa la promessa di un meritato riposo, chi si occupa di scuola sa bene che la formazione continua non si ferma mai del tutto. Anzi, il periodo estivo può trasformarsi in un’opportunità preziosa per dedicarsi a letture che arricchiscano la nostra professionalità, stimolino la riflessione e offrano nuove prospettive sull’affascinante mondo dell’educazione.
Se la vostra valigia è pronta per ospitare non solo abiti leggeri, ma anche testi che possano nutrire la mente e lo spirito, siete nel posto giusto. In questo righe, desideriamo proporvi un percorso di lettura pensato appositamente per chi, come voi, è impegnato quotidianamente nella formazione dei futuri cittadini, valore imprescindibile per la costruzione di una società più giusta e inclusiva.


Ivano Dionigi, Magister. La scuola la fanno i maestri non i ministri, Laterza, 2025

Per tutti i docenti che desiderano riscoprire il valore profondo del loro mestiere, il volume di Ivano Dionigi è una lettura imprescindibile per l’estate 2025. Con la sua prosa lucida e profonda, invita a una riflessione sul ruolo dell’insegnante nella società contemporanea, delineando i contorni di una figura che non si limita alla mera trasmissione di contenuti. Non si tratta di un semplice manuale, ma di un vero e proprio manifesto che eleva la professione docente a un compito culturale e civile di primaria importanza. Attraverso le pagine di Magister, l’autore ci guida a riscoprire l’autorevolezza, la passione e la responsabilità che ogni insegnante dovrebbe incarnare, elementi che risuonano con forza nel nostro impegno per una formazione continua e per l’educazione ai diritti umani. Il testo offre spunti preziosi per affrontare le sfide quotidiane della scuola, ispirando i docenti a essere veri e propri punti di riferimento per le nuove generazioni, capaci di orientarle non solo nell’apprendimento, ma anche nella crescita come individui consapevoli e responsabili. Un libro che, senza dubbio, merita un posto nella vostra “valigia estiva” di letture stimolanti.


Andrea Bajani, L’anniversario, Feltrinelli, 2025

Il romanzo di Andrea Bajani, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Strega Giovani, si presenta come una lettura profondamente coinvolgente e, al contempo, deliberatamente scomoda, che si potrebbe anche collocare, in un certo senso, nel filone dei “romanzi di formazione”. L’autore ci introduce nella vita di una famiglia segnata da un’assenza attorno alla quale si costruiscono le esistenze dei personaggi. Attraverso questa assenza, Bajani esplora il tema della crescita individuale e della ricerca di identità, mostrando come il dolore, il ricordo e le dinamiche familiari influenzino profondamente lo sviluppo psicologico ed emotivo dei protagonisti. Ciò che rende L’anniversario una lettura particolarmente stimolante per chi si occupa di educazione è la sua capacità di sollevare interrogativi profondi sulla resilienza umana, sulle relazioni familiari e sul modo in cui le esperienze passate plasmano il nostro presente e futuro. Non è un testo che offre risposte facili; al contrario, costringe il lettore a confrontarsi con le proprie zone d’ombra, a riflettere sulla complessità delle dinamiche umane e sul significato di formazione intesa come continuo processo di scoperta di sé. L’approccio può risultare “scomodo” proprio per l’onestà brutale nel porre domande, rendendolo un’esperienza di lettura arricchente e provocatoria per chiunque creda nel potere della narrativa di stimolare la riflessione critica.


Francesco Vidotto, Onesto, Bompiani, 2025

Il romanzo di Francesco Vidotto ci immerge in una narrazione potente e commovente, sullo sfondo di un paesaggio dolomitico che porta al confine di mondo magico. Al centro della vicenda troviamo la storia di un uomo che, dopo una vita intera di sacrifici e onestà, si trova di fronte a una prova inaspettata che mette in discussione i suoi principi più radicati. Vidotto esplora con delicatezza e profondità i temi dell’integrità morale, del coraggio delle proprie scelte e della resilienza di fronte alle avversità, delineando il significato profondo del rimanere fedeli a sé stessi e ai propri valori, anche quando il mondo circostante sembra spingere in direzioni opposte. Attraverso personaggi insieme fragili e potenti, il romanzo permette di esplorare la complessità delle decisioni umane e le conseguenze delle proprie azioni, incoraggiando a sviluppare un pensiero critico sul significato dell’essere “onesti” in un’epoca che spesso sembra premiare l’opportunismo. La forza intrinseca della storia e la profondità con cui vengono trattati i personaggi rendono Onesto un esempio di come la letteratura possa essere un potente veicolo per trasmettere messaggi educativi fondamentali e per stimolare l’empatia, arricchendo così il bagaglio personale e professionale di ogni insegnante.


Aldo Capitini, Teoria e pratica della nonviolenza. La grande rivoluzione dell’inclusione per il tempo dell’istigazione all’odio, GoWare, 2018

Nell’attuale panorama globale, spesso segnato da tensioni crescenti, polarizzazioni e una preoccupante istigazione all’odio, la riscoperta del pensiero di Aldo Capitini, tra i fondatori della nostra Associazione, assume un’importanza cruciale, specialmente per chi opera nel mondo dell’educazione. Questo volume non è solo un testo storico sulla filosofia della nonviolenza, ma un vero e proprio manuale operativo, una bussola morale e pedagogica per affrontare le sfide del nostro tempo. Capitini offre una visione della nonviolenza non come semplice assenza di conflitto o passività, ma come una forza attiva e costruttiva, una “grande rivoluzione” che mira all’inclusione radicale di ogni individuo. In un’epoca in cui le narrazioni divisive e l’esclusione sembrano guadagnare terreno, comprendere e insegnare i principi di una nonviolenza proattiva diventa fondamentale per formare cittadini capaci di dialogare, rispettare le differenze e costruire ponti anziché muri. Inoltre, sottolinea l’importanza della “persuasione” e della “compresenza”, concetti che risuonano con forza nell’ambiente scolastico. Educare alla nonviolenza significa anche sviluppare la capacità di ascolto, di empatia e di comprensione reciproca, strumenti indispensabili per gestire i conflitti in classe e promuovere un clima di sereno confronto.
Il suo pensiero ci spinge a considerare l’aula non solo come luogo di trasmissione di saperi, ma come laboratorio di democrazia, dove la pratica quotidiana del rispetto e dell’inclusione può contrastare l’istigazione all’odio fin dalle sue radici.
Conoscere Capitini significa dotarsi di strumenti teorici e pratici per promuovere una cultura di pace e diritti umani, elementi imprescindibili per la costruzione di una società più giusta e resiliente.


Vincenzo Lifranchi, Madre era la neve. Storia di Ludvik, Amazon KDP, 2025

Ambientato in Cecoslovacchia nel 1965 nel borgo di Lesnì, alla periferia della cittadina boema di Dobris, il romanzo racconta le vicende di un gruppo di ragazzi, non ancora adolescenti, che alterna periodiche esplorazioni dei boschi circostanti alla vita ripetitiva del luogo. Tra loro troviamo Ludvik, 13 anni e aspirazioni diverse da ciò che gli adulti progettano per lui: è attratto dalla letteratura e dalla poesia, ma non ha mezzi per alimentare la sua passione.
Un incidente nel bosco durante un gioco di squadra con i compagni, proietta Ludvik in un limbo che lo porterà improvvisamente ad affrontare il distacco dalla famiglia e la paura della morte.
Ospite forzato in un sanatorio, incontra Angelo Maria Ripellino, maestro della poesia italiana, vibrante e diverso dagli adulti che popolano il suo mondo. L’incontro offre a Ludvik una via di crescita e di accettazione dei propri limiti e delle proprie possibilità.
Avvolti dalla sognante presenza della neve, l’autore trasporta i lettori in un mondo al confine tra la vita e la fantasia, alla ricerca della propria strada. Tra romanzo di formazione, riflessione sulla poesia e, in parte, avventura, un romanzo di sicuro interesse, scritto con grazia da un sorprendente dirigente scolastico.


Oltre le competenze. Pedagogia e vita, 1 (2025)

Questo numero di “Pedagogia e vita” si propone come un compagno di riflessione ideale per le giornate estive, sia che vi troviate sotto l’ombrellone con il suono del mare in sottofondo, sia che preferiate la quiete di un rifugio di montagna. I temi trattati sono vari e stimolanti, invitando a una riflessione sul presente e sul futuro dell’educazione. Si parte dall’impatto dell’intelligenza artificiale, un argomento quanto mai attuale, per capire se possa essere uno strumento di crescita professionale (upskilling) o se, al contrario, porti a un impoverimento delle capacità (declino delle competenze). La riflessione prosegue esplorando i limiti stessi della competenza e il rischio di una “meccanizzazione della mente”, un monito a non ridurre il pensiero a mera esecuzione. Un altro saggio invita a seguire il percorso che porta “da competente a competitivo, da competitivo a disincantato”, offrendo una prospettiva sulla possibile disillusione legata a un approccio meramente performativo. Non mancano poi approfondimenti sulle competenze non cognitive, sempre più riconosciute come essenziali, e sul modo di “ripensarle” in un contesto educativo. Centrale è anche il concetto di “agency”, intesa come capacità di agire e trasformare la competenza, esplorando al contempo aspirazione e soggettivazione. Il lettore è poi invitato a superare i “luoghi comuni” legati alle competenze, per abbracciare una visione più ampia che includa l’individualità, la misteriosità e la relazionalità, spingendosi “oltre le competenze”. Viene persino introdotto un affascinante e provocatorio concetto di “demonismo educativo”. Il dibattito si allarga poi al ruolo delle competenze nella formazione delle professioni di cura, un ambito dove l’aspetto umano è predominante. Non poteva mancare un’analisi critica del profilo e della funzione docente nella normativa italiana, un tema caro a chi opera quotidianamente nella scuola (scritto dal nostro dirigente Francesco Rovida). Infine, il numero si chiude con una prospettiva che va “oltre le competenze”, abbracciando la formazione e il sapere come consapevolezza e responsabilità educativa, e con una riflessione sul discorso pedagogico tra emancipazione e le pervasive pressioni neoliberiste.
In definitiva, una lettura ricca e stimolante, ideale per chi desidera dedicare del tempo prezioso a una riflessione profonda sul proprio ruolo di educatore e sul significato più ampio dell’apprendimento e della formazione, lontano dalla frenesia quotidiana.


Elio Pecora, La ragazza con il vestito di legno e altre fiabe italiane, Bibliotheka, 2025

Preparatevi a un viaggio affascinante nel cuore della tradizione orale italiana con questa straordinaria raccolta curata dal noto scrittore e critico letterario Elio Pecora, da sempre legato a EIP Italia. Non è solo un compendio di racconti, ma una finestra aperta su un mondo dove amori e incantesimi, stratagemmi e crudeltà si intrecciano con la saggezza popolare. Come racconta lo stesso Pecora, l’idea di questa antologia è nata da un precedente lavoro radiofonico, che lo ha portato a esplorare l’immenso patrimonio fiabistico del nostro Paese, seguendo idealmente le orme di giganti come Italo Calvino. Il suo intento non era quello di un’indagine folcloristica, ma di comunicare lo stupore e la meraviglia che queste storie, tradotte dagli originali dialetti regionali, sanno ancora suscitare. È un’immersione nei “destini e i desideri di tanti”, un’eco delle voci che per secoli hanno animato veglie e focolari. Le fiabe, pur aprendosi con il classico “C’era una volta”, celano un miscuglio di colori, dove la purezza e la morte si mescolano. Alternano racconti drammatici, romantici e fantastici, sempre con un messaggio chiaro e una finalità educativa. Pur essendo immaginifiche, spesso rivelano risvolti inquietanti, annidando tra le righe eventi storici, antiche leggende e fatti di cronaca mai dimenticati. Le fiabe vivono nel tempo in cui vengono narrate, modificando la loro pelle e i loro tratti per adattarsi alle esigenze del momento, rimanendo così sempre attuali e ricche di mistero. Sviluppano l’immaginazione, favoriscono la creatività e, in ultima analisi, aiutano a crescere, permettendo a chi ascolta o legge di riconoscersi e identificarsi in un mondo interiore ed emotivo. In questa raccolta, Elio Pecora offre l’occasione di entrare nel conforto e nel turbamento di narrazioni che svelano il vero sotto forma di finzione: ogni aspetto della vita è messo in evidenza con una semplicità concettuale che rimane impressa, grazie all’incanto che queste fiabe sanno suscitare anche nella loro ferocia. Con una scrittura genuina e schietta, Elio Pecora libera ogni aspetto dell’esistenza, suscitando curiosità e portando il lettore alla vera essenza di questi brevi racconti. Una narrazione affascinante che non inganna, ma apre le porte a un patrimonio culturale senza tempo.


Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, Fazi Editore, 2025

La poesia ha un potere unico: quello di dare voce all’indicibile, di illuminare le ombre e di connettere anime. In un mondo che troppo spesso sembra sordo al grido di chi soffre, questa raccolta di poesie si propone come uno strumento prezioso e sensibile per voi, educatori impegnati a formare cittadini consapevoli e compassionevoli. Questa raccolta nasce dal desiderio profondo di trasformare il dolore e l’ingiustizia in un’opportunità di riflessione e azione. Ogni verso è un eco delle storie di chi vede i propri diritti negati: i migranti che affrontano viaggi disperati, i bambini costretti al lavoro, le donne vittime di violenza, le minoranze perseguitate. Non si tratta solo di denuncia, ma anche di resilienza, speranza e la forza inarrestabile dello spirito umano che lotta per la propria dignità.
Sappiamo quanto sia fondamentale sensibilizzare i vostri studenti sui temi dei diritti umani. Il loro grido è la mia voce può essere un punto di partenza toccante e coinvolgente per le vostre lezioni. Le poesie possono fungere da spunto per discussioni in classe, attività di scrittura creativa, progetti di approfondimento e momenti di riflessione collettiva. Attraverso la lente della poesia, i concetti astratti di giustizia, uguaglianza e dignità umana diventano più concreti e vicini all’esperienza emotiva degli studenti.
Vi invitiamo a scoprire questa raccolta, a leggerla, a farla vostra e, soprattutto, a portarla nelle vostre aule. Che sia un ponte tra i vostri studenti e le voci di chi attende di essere ascoltato, un richiamo potente all’empatia e all’impegno per un mondo più giusto e umano.
Con la poesia, possiamo davvero fare la differenza.


Edith Bruck e Andrea Riccardi, Oltre il male, Laterza, 2024

Il volume, vincitore del Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci” 2024, è un dialogo semplice, diretto e chiaro, eppure “scandaloso”. La dimensione dialogica del volume pervade la scrittura, facendo emergere, quasi con il linguaggio delle antinomie pedagogiche, una serie di polarità, a volte esplicite e altre solo implicite: dagli autori (donna e uomo; ebrea e cristiano; italiana per scelta e italiano per nascita; nati prima e dopo la seconda guerra mondiale) ai temi annunciati dai cinque capitoli (male/guerra e bene/pace; luce e buio; vittime e vittimismo; forza e debolezza; distruzione e riparazione).
E accompagna il lettore in un viaggio nella Storia e nelle storie, alimentando la consapevolezza di trovarsi a contatto con testimonianze vive della Storia come evento universale, rilette con la semplicità diretta della storia personale: un modo, forse, per renderci consapevoli che abbiamo il potere di poter cambiare il corso degli eventi, se siamo in grado di vivere con consapevolezza e coraggio le scelte quotidiane.
Oltre il male ha il coraggio di affermare con chiarezza che la guerra è il male più grave, mentre “la pace è oggi quasi scomparsa dall’orizzonte del futuro” perché, afferma Riccardi, “sembra che abbiamo accettato la guerra come un fatto inevitabile”.


Antonio Augenti, Una scuola per Fiocco di neve. Cultura Efficienza Giustizia sociale, Armando, 2022

Il testo di Augenti non è un saggio accademico nel senso più tradizionale, bensì una severa e ragionata denuncia: punta il dito contro l’inerzia e il conformismo di una classe dirigente che, a suo dire, è incapace di interpretare i segni di un mutamento che è già qui, intorno a noi, e che sta ridefinendo ogni aspetto della contemporaneità. Parliamo di una dirigenza che fatica a cogliere le dinamiche in atto, e che di conseguenza, stenta a offrire risposte efficaci alle sfide che ci troviamo ad affrontare quotidianamente. Ma il volume non si ferma alla critica. Augenti, vincitore del Premio letterario internazionale “Eugenia Bruzzi Tantucci” nel 2023, ci offre una rigorosa e sensibile analisi dei temi, delle pulsioni e delle sfide che emergono da una cultura in continua evoluzione, da un’economia globale sempre più complessa e da questioni di giustizia sociale che non possiamo più ignorare. Questo significa riflettere su come l’istruzione possa e debba rispondere a un mondo che non è più quello per cui sono stati pensati molti dei nostri attuali modelli educativi. Come possiamo preparare i nostri studenti a un futuro che non conosciamo ancora del tutto? Come possiamo dotarli degli strumenti per essere cittadini attivi e consapevoli in una società in rapido cambiamento?
Infine, e questo è forse l’aspetto più audace del libro, Una scuola per fiocco di neve presenta una volutamente provocatoria proposta di cambiamento strutturale. Non si tratta di piccole modifiche o aggiustamenti marginali, ma di un’idea coraggiosa che mira a ripensare il modello organizzativo del sistema d’istruzione e di formazione nelle società del XXI secolo. Augenti ci invita a chiederci: siamo davvero pronti a mettere in discussione le fondamenta di ciò che conosciamo per costruire qualcosa di più adatto alle esigenze attuali e future?
Una lettura, a suo modo, professionalmente coraggiosa.

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