Una selezione di contributi sul tema specifico dell’educazione alla pace che costituisce la mission educativa della nostra Associazione
La storia delle origini dell’Associazione internazionale École Instrument de Paix (EIP) è un lungo cammino che si sviluppa a partire da una motivazione pragmatica del suo fondatore, Jacques Mühlethaler, e culmina nella creazione di un’Organizzazione Non Governativa riconosciuta a livello internazionale.
Era inizialmente un libraio, un grande distributore di editori e anche un piccolo editore. Nel periodo della “guerra fredda”, decise di aprire un nuovo dipartimento dedicato ai libri di testo, pensando che questi si sarebbero venduti anche in caso di conflitto. Il primo passo fu un’analisi dei libri che distribuiva: testi di letteratura, grammatica, geografia e matematica. Tale analisi lo condusse a constatare che, specialmente nell’insegnamento della storia nei testi francofoni, nessun libro era obiettivo e tutti si contraddicevano. Si rese conto che nei paesi autoritari, i libri di testo sono “fabbriche per creare soldati, nemici, settari, fanatici e assassini”.
Nonostante questa osservazione, egli continuò a vendere i libri finché gli affari andavano bene. Il vero punto di svolta arrivò nel 1958, quando perse il suo secondo fratello, chirurgo e suo migliore amico, ucciso in circostanze drammatiche nella guerra d’Algeria. Mühlethaler pianse quotidianamente per la “vergogna della guerra”, ma presto si rese conto che piangere era privo di significato attivo e non avrebbe contribuito alla pace. Capì che coloro che avevano combattuto credevano nella loro storia e nei loro insegnanti, anteponendo il dovere al diritto. Per ottenere un cambiamento, quindi, non ci si poteva limitare a piangere i morti, ma occorreva ma mobilitarsi per una azione per la pace “per mezzo della scuola”.
Secondo la sua visione, la pace è “vivere insieme nella più grande tranquillità”, attraverso la tolleranza, atteggiamento che esige una “grandissima umiltà” attraverso “l’oblio di me per comprendere l’altro”; e attraverso il rispetto e la difesa della vita dell’uomo, indipendentemente dalla sua condizione.
L’elaborazione pedagogica di queste intuizioni, i viaggi che gli valsero l’appellativo di “Jacques La Paix” (Mühlethaler, 1962; 1964) e il contributo di Jean Piaget, attivo in quel periodo a Ginevra (Piaget, 1934) portano nel 1968 alla definizione dei “Principi Universali di Educazione Civica”.
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